Vino e libri sono protagonisti a Lignano e a San Martino al Tagliamento con un giallo e i 50 motivi per “essere italiani”

 (g.l.) Vino e libri vanno a braccetto con due bellissime iniziative organizzate in Friuli e che si terranno tra oggi e domani: la più che collaudata rassegna di Lignano e quella nuovissima di Pordenonelegge, Vediamole, allora, in dettaglio.

LIGNANO – Chi non conosce il vicequestore Rocco Schiavone? Oggi, 27 luglio, lo ritroveremo agli Incontri con l’autore e con il vino, promossi dall’Associazione Lignano nel Terzo Millennio presieduta da Giorgio Ardito. Alle 18.30 al PalaPineta, Antonio Manzini sfoglierà assieme al pubblico le pagine di ELP (Sellerio), il suo ultimo giallo, in dialogo con Alberto Garlini, curatore della rassegna.
Non si fa che parlare dell’ELP, l’Esercito di Liberazione del Pianeta. Il vicequestore Rocco Schiavone guarda con simpatia mista al solito scetticismo ai gesti clamorosi di questi disobbedienti che liberano eserciti di animali d’allevamento in autostrada. Semmai è incuriosito dal loro segno di riconoscimento che si diffonde come un contagio tra ragazze e ragazzi. La vera violenza sta però da un’altra parte e quando Rocco viene a sapere di una signora picchiata dal marito non si trattiene, «come una belva sfoga la sua rabbia incontenibile»: «un buon suggerimento» per comportamenti futuri. Solo che lo stesso uomo l’indomani viene trovato ucciso con un colpo di pistola alla fronte. Uno strano assassinio, su cui Schiavone deve aprire un’inchiesta da subito contorta da fatti personali (comici e tragici). Per quanto fortuna voglia che facciano squadra clandestinamente anche i vecchi amici senza tetto né legge di Trastevere, Brizio e Furio, che corrispondono al suo naturale sentimento contro il potere. Nel caso è implicata una società che sembra una pura copertura. Ma dietro questa copertura, qualcosa stride e fa attrito fino a bloccare completamente Rocco sull’orlo della soluzione del caso. Intanto, crescono in aggressività gli atti dell’ELP fino a un attentato che provoca la morte di un imprenditore di una fabbrica di pellami. Indagando, Rocco si rende conto che forse, dal punto di vista della sensibilità ambientale, sullo stabilimento non c’è molto da ridire. Ma perché i «simpatici» ambientalisti sono giunti a tanto? ELP, la nuova e molto ricca trama di Antonio Manzini, è particolarmente narrativa e mette sotto un unico segno due casi e due inchieste. Le riunisce lo sfondo di calda attualità sociale. Anche il brusco vicequestore è più ombroso e stanco, sente più acutamente quanto importante sia l’amicizia, e deve investire nell’indagine tutta la sua irruente e sincera passionalità, e tutta la tenerezza della sua invincibile malinconia.
Dopo la presentazione, l’assaggio del Rosato 2020 Igp Venezia Giulia dell’azienda agricola Elio di Cividale. Il colore è un bel rosa tenue con sfumature di corallo. Il naso si presenta fresco, floreale e con vivaci note fruttate e qualche sentore di vaniglia. In bocca è morbido, con una leggera nota dolciastra, ben bilanciato e lungo anche nel retrogusto. All’interno del PalaPineta ci sarà un corner allestito da Librerie Coop per poter acquistare le copie dei libri con la possibilità di farsele autografare dagli autori.

Antonio Manzini

(Kicca Tommasi)

PORDENONE – Scoprirsi, con un pizzico di sorpresa, “neo-patrioti”, orgogliosi di un Paese uscito con grinta dal biennio pandemico, e che si trova oggi in una ripresa economica più rapida e robusta che altrove: proprio questa Italia eclettica e sorprendente è al centro del saggio del giornalista Beppe Severgnini, “Neoitaliani”. Un manifesto. 50 motivi per “essere italiani”, pubblicato da Rizzoli. La riflessione intorno al nuovo ritratto nazionale sarà al centro dell’incontro conclusivo di “Pordenonelegge in cantina”, prima edizione della rassegna estiva di incontri con l’autore che nasce dalla collaborazione fra Fondazione Pordenonelegge.it e il Consorzio Prosecco Doc attraverso tre serate curate e condotte dallo scrittore Alberto Garlini. Appuntamento domani, 28 luglio, alle 20.30, nell’azienda vitivinicola Pitars di San Martino al Tagliamento: i fratelli Pittaro, in friulano Pitars, sono gli eredi di una stirpe di vignaioli dalla storia autentica, che da sempre crede nella passione per la propria terra e la coltivazione della vite.
Nella cantina di San Martino, costruita in bioedilizia e alimentata da fonti energetiche rinnovabili, nascono i vini che esprimono la tradizione rurale di una viticoltura di qualità, rispettosa della natura. Sarà dunque questa la serata in cui scoprirci, piacevolmente “Neoitaliani”, insieme all’editorialista Beppe Severgnini. Le medaglie d’oro olimpiche, le vittorie sportive internazionali e molti altri motivi – una cinquantina, appunto – per essere italiani: cinquanta cose che, forse, possiamo insegnare al mondo, insieme a un modo “italiano” di affrontare la vita. Al termine della conversazione, un brindisi conviviale nel segno del Prosecco Doc e in particolare con Pitars Prosecco Doc Millesimato Brut Nature, e altri vini autoctoni: perché la cultura intreccia da sempre il suo percorso con l’amore per il territorio, l’antica sapienza di far bene le cose e l’allegria dello scambio libero di pensieri e opinioni. L’incontro è proposto a ingresso libero, fino ad esaurimento dei posti. È suggerita la prenotazione iscrivendosi sul sito pordenonelegge.it (cliccando alla voce mypnlegge). Info: Telefono 0434.1573100, segreteria@pordenonelegge.it

La sede dei Pitars.

Foto Elia Falaschi

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In copertina, lo scrittore Beppe Severgnini che domani sera sarà a San Martino.

Debutta Pordenonelegge in cantina, quando i vini s’intrecciano con i libri: Catena Fiorello domani a Bertiolo

Sarà una grande autrice del nostro tempo, Catena Fiorello Galeano, che ha da poco pubblicato per Rizzoli il suo ultimo romanzo “Ciatuzzu”, a inaugurare, domani 17 luglio, la prima edizione di “Pordenonelegge in cantina”, la rassegna estiva di incontri estivi con l’autore che nasce dalla collaborazione fra Fondazione Pordenonelegge.it e il Consorzio Prosecco Doc: tre serate con grandi protagonisti curate e condotte dallo scrittore Alberto Garlini in altrettante locations rappresentative del territorio.


Appuntamento, pertanto, alle 20.30 nella Cantina Cabert di Bertolo, la prima delle tre straordinarie locations individuate come sede degli incontri che intrecciano Il gusto della convivialità al piacere di ascoltare storie e riflettere intorno al nostro tempo, per unire allo stimolo del dialogo e la magia della degustazione di un vino di grande qualità. A Bertiolo sono trascorsi oltre 60 anni da quando Cabert si poteva definire “una piccola cantina del Friuli”: oggi vengono imbottigliati ogni giorno oltre 200 ettolitri di vino, distribuiti in più di 25 Paesi, con la barra sempre puntata sulla qualità, che resta il riferimento primario dell’azienda.
Domani, dopo la presentazione della Cantina, il testimone passerà a Catena Fiorello per sfogliare insieme “Ciatuzzu”, la storia intensa di un bambino degli anni Sessanta, un romanzo commovente sulle sfide della vita e sul potere della memoria. Per ricordarci che, anche nei momenti più bui, il ricordo indelebile delle nostre radici e di chi abbiamo amato ci piò portare lontano. “Ciatuzzu” è una storia di formazione che tocca anche i temi della migrazione e del lavoro minorile, raccontati attraverso gli occhi di un bambino. Un plot intenso e toccante, capace di coinvolgere i lettori e accendere la loro mente e il loro cuore. A conclusione dell’incontro, la degustazione nel segno del Prosecco e Prosecco Rosè, oltre agli altri grandi bianchi della Cantina, dalla Ribolla Gialla Spumante al Doc Friuli e Doc Friuli Colli Orientali.
Pordenonelegge in cantina proseguirà a San Simone di Porcia, mercoledì 19 luglio, a tu per tu con il giornalista Antonio Caprarica, per scrutare nel futuro di “Carlo III. Il destino della corona”; e si chiuderà da Pitars, a San Martino al Tagliamento, venerdì 28 luglio, con l’editorialista Beppe Severgnini e il suo “NeoItaliani”.
Gli incontri sono a ingresso libero, fino ad esaurimento posti. È suggerita la prenotazione iscrivendosi sul sito pordenonelegge.it (cliccando alla voce mypnlegge). Info: Telefono 0434.1573100, segreteria@pordenonelegge.it

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In copertina, la scrittrice Catena Fiorello in un’immagine di Luca Brunetti; qui sopra, la sede di Cabert a Bertiolo.

“Biovitis”, a Ugovizza il punto sulla viticoltura di montagna sperimentata in Friuli e Carinzia

(g.l.) “Biovitis, viticoltura biologica nelle regioni della Val Canale, Gaital e Carnia”: si tratta di un progetto Italia-Austria i cui risultati saranno presentati questo pomeriggio, con inizio alle 17, nella sede del Consorzio Vicinale di Ugovizza, in Comune di Malborghetto. Con il dottor Roberto Baldovin, regista della sperimentazione, interverranno rappresentanti della Camera dell’agricoltura della Carinzia e Alexander Morandell, presidente di Piwi International. I lavori – come anticipa l’enologo Paolo Valdesolo, che dall’inizio segue questa interessante iniziativa – saranno conclusi da una degustazione dei vini prodotti a Forni di Sotto, a Valbruna e nella confinante regione austriaca, assieme ad altri vini ottenuti da varietà resistenti.

Obiettivo puntato dunque sulla cosiddetta “viticoltura di montagna”, viste queste sperimentazioni con le quali si porta la vitivinicoltura ad alta quota, sfruttando anche le condizioni favorevoli del mutamento climatico in atto. I vini ottenuti dalle sperimentazioni in Carnia nelle ultime tre annate erano stati sottoposti nello scorso novembre a un’analisi tecnica e sensoriale, nella sede dell’azienda Pitars a San Martino al Tagliamento, presenti ricercatori, esperti degustatori, agronomi, enologi ed imprenditori, oltre alla dirigenza dei Vivai cooperativi Rauscedo e della Vitis. C’era anche lo stesso dottor Morandell, in rappresentanza appunto di Piwi International, organizzazione il cui acronimo sottintende le “viti resistenti” agli attacchi fungini, e quindi in perfetta sintonia con l’esigenza di difendere l’ambiente, ma anche alle avversità climatiche. A ispirare il progetto – ricordavamo nell’occasione – erano state varie considerazioni, come la mancanza di una viticoltura “eroica” in Friuli Venezia Giulia e la presenza di nuove varietà resistenti al freddo e alle malattie. Obiettivi? La riconversione di terreni agricoli incolti e la possibilità di offrire nuove opportunità di lavoro. Ricordiamo, in particolare, che Solaris – uno dei vitigni della sperimentazione in montagna – è stato registrato già nel 2013 al Ministero delle Politiche agricole ed ha un’alta resistenza al freddo (fino a -24 gradi), è caratterizzato da germogliamento tardivo e maturazione precoce, oltre che da un’alta resistenza alle principali malattie.
Come detto, l’iniziativa in atto rientra nel progetto Italia-Austria “Biovitis” che vede la sperimentazione condotta in quattro vigneti montani, posti a quote altitudinali superiori ai 700 metri sul livello del mare. «Il punto di partenza delle indagini – ci aveva riferito all’epoca il dottor Roberto Baldovin, appunto responsabile dell’operazione vitivinicola – sono i vigneti esistenti nell’area del progetto (uno a Forni di Sotto, uno a Malborghetto-Valbruna e due in Carinzia). Le aziende pioniere si sono affidate ai nuovi vitigni resistenti ai funghi (Piwi): queste varietà possono produrre rese stabili in quantità e qualità anche nelle elevate precipitazioni e nelle condizioni fresche della regione alpina». Con Baldovin e Valdesolo collaborano al progetto Nicola Macrì (tutor agronomo) e Paolo Antoniali (analisi aromatiche ed isolamento lieviti). Sovrintende all’intera sperimentazione la Fondazione “Edmund Mach” di San Michele all’Adige, in Trentino.

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In copertina e all’interno immagini della degustazione che si era tenuta in novembre a San Martino al Tagliamento; in alto, l’intervento di Valdesolo che ha accanto Baldovin e Morandell.

 

Quando il vino s’intreccia con la musica: domani Enoarmonie parte dai Pitars

(g.l.) Quando la grande musica s’intreccia con i grandi vini. E’ la formula più che collaudata di Enoarmonie, manifestazione nuovamente pronta ai nastri di partenza. Si aprirà infatti domani, 16 aprile, la 39ma edizione dell’originale e imitato format curato dall’Associazione musicale Sergio Gaggia di Cividale che, con la direzione artistica di Andrea Rucli, ha appunto ideato questa affascinante proposta che abbina all’ascolto della musica da camera l’assaggio dei migliori vini del territorio regionale e non solo. Tutto questo in luoghi spesso insoliti e ricchi di fascino: i pomeriggi musicali vengono proposti tra antiche sale nobiliari e moderne cantine, che si trasformano per l’occasione in speciali auditorium.

Denis Shapovalov

Tanto per cominciare, il debutto di Enoarmonie avverrà, appunto, domani (alle 18) all’azienda Pitars di San Martino al Tagliamento, storica partner della manifestazione: il salone, costruito con criteri bioarchitettonici, garantisce una perfetta acustica, essendo esso stesso – con le sue pareti in legno – uno strumento risuonante; spazio ideale, dunque, per ospitare un grande interprete in un raro concerto per violoncello solo. Ospite sarà infatti Denis Shapovalov, che nel 1998 vinse il più importante concorso al mondo per il suo strumento, il Tchaikowsky di Mosca. Mitislav Rostropovic è stato tra i più convinti estimatori del talento di Denis, portandolo ripetutamente nei suoi eventi e lanciandolo sulla massima scena internazionale. Basta dare una scorsa ai nomi di alcuni dei direttori d’orchestra con cui ha suonato, per capire il circuito che Shapovalov ha frequentato: Lorin Maazel, Jukka-Pekka Saraste, Vladimir Fedoseev, Vladimir Spivakov, Yuri Bashmet, Gianandrea Noseda, Thomas Sanderling eccetera. In “Chapeau a Shapo” l’immancabile Bach e altri brani per violoncello solo. Umberto Berti introdurrà e collegherà i pluripremiati vini Pitars con la consueta colta affabilità.

Domenica 30 aprile sarà, poi, il Comune di Medea, ad ospitare nel simbolico luogo dell’Ara Pacis Mundi (sempre alle 18) l’Orchestra Ferruccio Busoni in un programma interamente dedicato ad Astor Piazzolla, con Gianni Fassetta e Lucio Degani solisti della serata. A tracciare le interrelazioni tra i brani in repertorio e gli ottimi vini dell’azienda Masut da Rive arriverà da Roma e dal programma 6 gradi Luca Damiani, nota voce di Radio3 Rai.

Andrea Rucli

Domenica 7 maggio (al consueto orario delle 18) sarà la volta di Villa Romano, a Case di Manzano, ad offrire i vini marchigiani dell’azienda Fattoria Le Terrazze, con ospite nella doppia veste di enorelatore e pianista l’ottimo Gianluca Luisi. I Préludes di Chopin e altri capolavori dell’autore polacco oltre che di Liszt formano il programma.

Il 16 maggio (ore 18) le Enoarmonie ritorneranno a Buttrio, nel salone del Palafeste, dove mattatore sarà Max Paiella, cantante e comico della popolarissima trasmissione radiofonica “Il ruggito del Coniglio”. Sul palco, assieme al musicologo Fabrizio Scipioni e Andrea Rucli, Paiella si alternerà nelle parti di enorelatore, cantante e voce recitante, presentando i vini dell’azienda Snidero.

Il 21 maggio si arriverà, quindi, in uno dei due concerti proposti a Cividale, in cui Enoarmonie per la prima volta ospita un gruppo di musica popolare. Il noto Coro di Aggius (Sardegna) presenterà infatti un programma sacro e profano nella Chiesa San Francesco, dall’acustica ideale per le voci a cappella del Cantu a Cucordu. L’abbraccio con la cultura isolana toccherà anche i suoi vini per cui saranno degustati quelli dell’azienda sarda Li Seddi. Ad Andrea Del Favero, direttore artistico di Folkest il compito di introdurre l’affascinante e arcaica tradizione vocale e collegarla con le etichette presentate.

Tappa successiva a Cormons, domenica 28 maggio, sempre alle 18: nel Giardino di palazzo Locatelli sarà presentato Voci d’Amore, un’altra originale proposta 2023, dove gli amori vissuti, documentati, oppure leggendari e misteriosi scorrono assieme alle musiche, condividendo elementi biografici ed estetici, portando gli ascoltatori nell’intimità delle vite e delle opere di grandi compositori. I vini dell’Enoteca di Cormons saranno presentati da Marco Mauceri, un altro amico della Gaggia e voce del Concerto del Mattino di Radio3 Rai, mentre Diana Höbel, voce recitante e Federico Nicoletta pianoforte sono i protagonisti dello spettacolo.

Il 2 giugno si torna a Cividale, nella frazione di Spessa, da Paolo Rodaro, la cui cantina si trasformerà ancora una volta in un eccezionale auditorium. Angelo Foletto, critico musicale de La Repubblica e Kostandin Tashko, pianista albanese pluripremiato, saranno i protagonisti del pomeriggio enoarmonico, assieme ai noti vini dell’azienda.

Torna dopo un anno di pausa nel circuito la rinomata Tenuta Jermann, nella cui sede a Ruttars di Dolegna il 16 giugno, alle 18, si potranno degustare tre dei suoi celebrati vini, ascoltare le parole autorevoli di Guido Barbieri, altra storica voce di radio3 Rai, e l’arte dell’Orchestra Arrigoni, diretta da Domenico Mason.

Domenica 21 giugno Enoarmonie approderà nel pieno centro storico di Udine, in una location straordinaria, raramente aperta al pubblico: il giardino segreto di Palazzo Asquini, incantevole cornice per le pagine barocche dell’opera X di Antonio Vivaldi, presentata dai Solisti da Camera di Alessandria, in collaborazione con il Festival Internazionale di Alba, nell’usuale gemellaggio enologico con il Piemonte cui Enoarmonie ha abituato il suo pubblico. La degustazione dei vini della Cantina sociale Barbera dei 6 Castelli sarà guidata dall’enologo e giudice internazionale Ico Turra.

Il festival si conclude a Mariano del Friuli il 28 giugno alle 19, con lo strumento con il quale si era aperto: il violoncello. Martina Biondi, coadiuvata al pianoforte da Margherita Santi, presenterà tre capolavori, per tre ideali fermate dell’Orient Express. Non ha bisogno di presentazioni Giovanni Bietti, massimo divulgatore italiano e ideatore delle Lezioni di Musica si radio3 Rai, nonché enologo professionista.

Vini a Buttrio

La manifestazione gode del sostegno della Regione Fvg e di molti dei Comuni e delle Aziende che la ospitano.

L’eroica “viticoltura di montagna” presenta i suoi vini ai degustatori

di Giuseppe Longo

Giornata importante oggi per la “viticoltura di montagna”. I vini ottenuti dalle sperimentazioni in Carnia nelle ultime tre annate saranno, infatti, sottoposti a un’analisi tecnica e sensoriale che si terrà, dal tardo pomeriggio, nella sede dell’azienda vitivinicola “Pitars” a San Martino al Tagliamento. È annunciato un parterre di alto livello con la partecipazione di una quarantina tra ricercatori, esperti degustatori, agronomi, enologi ed imprenditori, oltre alla dirigenza dei Vivai cooperativi Rauscedo e della Vitis. Ci sarà anche il dottor Alexander Morandell, presidente di Piwi International, organizzazione il cui acronimo sottintende le “viti resistenti” agli attacchi fungini, e quindi in perfetta sintonia con l’esigenza di difendere l’ambiente, ma anche alle avversità climatiche. A ispirare il progetto sono state varie considerazioni, come la mancanza di una viticoltura “eroica” in Friuli Venezia Giulia e la presenza di nuove varietà resistenti al freddo e alle malattie. Obiettivi? La riconversione di terreni agricoli incolti e la possibilità di offrire nuove opportunità di lavoro.


Oggetto di discussione e di analisi sensoriale i vini ottenuti dalle varietà Solaris e Soreli coltivate nei vigneti sperimentali impiantati a Forni di Sotto e a Forni di Sopra. Verranno degustate e comparate appunto le ultime tre annate di entrambe le varietà. «Seguirà una breve presentazione – come anticipa l’enologo Paolo Valdesolo, il quale dall’inizio segue questa “rivoluzionaria” iniziativa – che riassumerà tutto il periodo dal risveglio vegetativo del vitigno alla produzione dell’uva e alla vinificazione con relative analisi di grappoli, mosto e vino». Ricordiamo, in particolare, che Solaris è stato registrato già nel 2013 al Ministero delle Politiche agricole ed ha un’alta resistenza al freddo (fino a -24 gradi), è caratterizzato da germogliamento tardivo e maturazione precoce, oltre che da un’alta resistenza alle principali malattie.
Della “eroica” viticoltura in quota si era parlato recentemente anche a Tolmezzo, capoluogo della Carnia, nell’ambito della riuscita manifestazione “Il Filo dei Sapori”, dove c’era stato un convegno di spessore dal titolo “Varietà autoctone e varietà resistenti in sperimentazione. Un’opportunità per una viticoltura più sostenibile?”, ma si era parlato anche di clima che cambia – è da anni sotto gli occhi di tutti – e che, pertanto, favorisce l’innalzamento dei limiti di coltivazione della vite. «La viticoltura in montagna – aveva osservato al riguardo Claudio Coradazzi, vicepresidente della Comunità di montagna della Carnia – è un esempio della tenacia e innovazione che permetteranno tra poco più di un anno di avere il nostro vino e una nuova possibilità di sviluppo dei nostri territori».


La sperimentazione in atto rientra nel progetto Italia-Austria “Biovitis – Viticoltura biologica nelle regioni della Val Canale, Gaital e Carnia (KGC)”, oggetto di una presentazione che, come molti ricorderanno, si era tenuta in marzo sempre a Tolmezzo. Nell’occasione erano finiti sotto la lente d’ingrandimento i quattro vigneti montani,  posti a quote altitudinali superiori ai 700 metri sul livello del mare, la salubrità delle loro uve, dei mosti e dei vini, attraverso lo studio delle percentuali di rame ed acido gluconico. Si era altresì analizzata la vitalità dei lieviti, per isolare eventuali nuovi ceppi resistenti proprio al freddo. «Il punto di partenza delle indagini – ci aveva riferito il dottor Roberto Baldovin, responsabile della sperimentazione – sono i vigneti esistenti nell’area del progetto (uno a Forni di Sotto, uno a Malborghetto-Valbruna e due in Carinzia). Le aziende pioniere si sono affidate ai nuovi vitigni resistenti ai funghi (Piwi): queste varietà possono produrre rese stabili in quantità e qualità anche nelle elevate precipitazioni e nelle condizioni fresche della regione alpina». Nell’ambito del progetto, lo sviluppo e lo stato di salute di questi vigneti sono stati esaminati in modo più dettagliato e confrontati tra loro a livello transfrontaliero. Tra gli obiettivi, inoltre, la creazione di una mappa climatica viticola dell’intera area del progetto. «I risultati – aveva annunciato ancora Baldovin – saranno pubblicati in una relazione finale e dovrebbero servire da orientamento per coloro che, in futuro, fossero interessati ad una viticoltura con queste caratteristiche climatiche».
A partire dal 2015, si sono realizzati campi sperimentali, in particolare, a Drogne di Forni di Sotto (865 metri), nel Comune di Forni di Sopra, a Cella (900 metri) e a Pradàs (940) e perfino a Tavarons (1100!). Durante questi studi le viti sono state sottoposte anche a dure prove climatiche, come la gelata tardiva dell’aprile 2017 – che aveva causato gravi danni in tutto il Vigneto Fvg -, il Burian russo del febbraio 2018 seguito dalla tempesta Vaia di fine ottobre e delle piogge intensissime del novembre 2019. Sono stati impiegati otto vitigni resistenti diversi. Oltre ai citati Solaris e Soreli, Valnosia e Sauvignon Kretos, tutti bianchi, e i rossi Cabernet Cortis, Julius, Merlot Kanthus e Volturnis. Con Baldovin e Valdesolo collaborano al progetto Nicola Macrì (tutor agronomo) e Paolo Antoniali (analisi aromatiche ed isolamento lieviti). Sovrintende all’intera sperimentazione la Fondazione “Edmund Mach” di San Michele all’Adige, in Trentino.

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In copertina e all’interno immagini della sperimentazione in atto a Forni di Sotto con la varietà resistente Solaris.

 

Vino e teatro fra i sassi del Tagliamento e poi sui Colli a Corno di Rosazzo

Quando il vino s’intreccia con la cultura e più precisamente con il teatro. Ecco, pertanto, due divertenti appuntamenti in altrettante prestigiose zone Doc, oggi stesso a San Martino al Tagliamento, nelle Grave pordenonesi, e venerdì prossimo a Corno di Rosazzo, nei Colli orientali del Friuli. Vediamo, allora, in dettaglio di che cosa si tratta.

SAN MARTINO – Arrivano i “Classici in cantina” – sottotitolo: frizzanti o comunque con brio – con la compagnia di Pordenone Hellequin che presenta celebri titoli del teatro, rivisitati in chiave frizzante appunto, nella scenografia d’eccezione delle cantine e delle aziende agricole del territorio pordenonese. Saranno cinque gli spettacoli della prima edizione che prende il via proprio oggi, 7 settembre, alle 21 all’interno dell’azienda vitivinicola Pitars di San Martino al Tagliamento, nel cuore delle Grave del Friuli. Sul palco, una divertente versione per clown del celebre Aspettando Godot di Samuel Beckett, uno dei più grandi testi del ’900 che, con la messa in scena della Hellequin, riuscirà a coinvolgere tutti, anche i più piccolii La cantina Pitars è un “castello del vino”, un’architettura da favola immersa in un giardino circondato da filari di viti a perdita d’occhio che ospita rivendita dei vini, sala di degustazione e spazi per la convivialità e gli eventi.
Tutti gli spettacoli della rassegna “Classici in cantina” sono interpretati dalla compagnia Hellequin della Scuola sperimentale dell’attore di Pordenone fondata nel 1997, con la regia di Ferruccio Merisi. I prossimi appuntamenti saranno mercoledì 14 settembre ai Magredi di San Giorgio della Richinvelda, mercoledì 28 settembre all’azienda agricola Monica Vettor di San Quirino, mercoledì 5 ottobre al Borgo delle Oche a Valvasone Arzene e, per finire, mercoledì 12 ottobre all’azienda agricola Bessich di Roveredo in Piano.
La rassegna, volta a “rinverdire” i classici, è uno dei progetti collaterali del Festival L’Arlecchino Errante 2022, che dedica la sua 26maventiseiesima edizione al tema “Regreen”. L’ingresso a persona costa 15 euro e comprende una bottiglia di vino per asporto. Gli assaggi in loco sono offerti da ogni cantina. È consigliata la prenotazione: telefono 351.8392425.

Oggi a San Martino al Tagliamento.


CORNO DI ROSAZZO – Ultimo appuntamento per l’estate di eventi delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia che con tre rassegne (Calici di stelle, Festival Vini Gusti in Musica e Un calice a teatro) ha animato tutto il territorio regionale da fine luglio ai primi di settembre. “Abbiamo coinvolto il territorio – spiega il coordinatore regionale Tiziano Venturini – in 33 eventi: un bel biglietto da visita per il Friuli Venezia Giulia e la sua estate rivolto ai wine lover”.
Il sipario cala con la rassegna Un Calice a Teatro. Il 9 settembre. alle ore 21, a Corno di Rosazzo nel teatro parrocchiale (al posto di Villa Nachini), “Il Miedi par Fuarze” della locale Compagnia “El Tendon” con degustazione di vini appunto dei Colli orientali. Si tratta della trasposizione in lingua friulana della celebre commedia di Molière.
Nata da un’idea di Sonia Paolone e coordinata da Luigino Zucco, la rassegna del Coordinamento regionale delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia è organizzata dal Gruppo Teatrale El Tendon di Corno di Rosazzo e l’Associazione Teatrale Friulana. Collaborano Pro Loco Casarsa della Delizia e Pro Loco Mitreo Duino Aurisina. Sostengono la kermesse BancaTer, PromoturismoFvg – Io sono Friuli Venezia Giulia e Strada Vino e Sapori del Friuli Venezia Giulia. La rassegna rientra nel programma nazionale di Duino Aurisina – Devin Nabrežina Città italiana del Vino.

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In copertina, una scena della commedia in programma a Corno di Rosazzo.

“Paîs di rustic amour”, un progetto per 9 Comuni lungo il Tagliamento

“Paîs di rustic amour – Sistemi integrati di cooperazione territoriale per uno sviluppo locale sostenibile ed inclusivo” è il titolo del progetto presentato a Spilimbergo, relativamente alla strategia finanziata nella Misura 16.7.1 del Programma di Sviluppo rurale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia 2014-2020. La strategia coinvolge i Comuni di Spilimbergo (capofila), Casarsa della Delizia, Chions, Cordovado, San Giorgio della Richinvelda, San Martino al Tagliamento, San Vito al Tagliamento, Sesto al Reghena e Valvasone Arzene.

Parla l’assessore Stefano Zannier.

«Un progetto interessante, perché dimostra come si possano integrare le attrattive di un’area omogenea attraverso settori a volte poco considerati per le loro potenzialità, che invece occupano uno spazio importante nell’economia e nella vita delle nostre comunità e possono rivestire un ruolo trainante per la promozione e la conoscenza del territorio. Un esempio di buone prassi soprattutto perché consente di mettere in rete 9 Comuni dell’asta mediana del fiume Tagliamento, situati a valle di Spilimbergo, e con essi altri 22 soggetti pubblici e privati, per creare e valorizzare occasioni di attrazione e di arricchimento capaci di richiamare l’interesse di quello che oggi viene definito “turismo lento”», ha evidenziato durante la presentazione, avvenuta a palazzo Tadea, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier.

A introdurre i lavori il sindaco di Spilimbergo, Enrico Sarcinelli, che ha lodato il grande lavoro tra così tante realtà. L’assessore comunale al turismo Anna Bidoli ha sottolineato, invece, il ruolo di vettore per il turismo e marketing territoriale del progett, mentre l’assessore comunale alle politiche agricole Armando Spagnolo ha indicato come la sinergia tra privato e pubblico messa in atto sia una delle “best practice” a livello regionale. Obiettivo della strategia, che conta su 3 milioni 457 mila euro di investimenti, è quello di costruire un distretto rurale innovativo di economia sostenibile e solidale basato su un modello di agricoltura integrato con l’ambiente e che promuova un sistema socio-economico inclusivo che attragga anche il turismo slow.
Elementi chiave dell’azione operativa la valorizzazione del territorio quale patrimonio del mondo rurale, la promozione di un nuovo modello di sviluppo economico inclusivo e sostenibile, la creazione di reti come connessione tra luoghi, servizi e attori.

Il sindaco Enrico Sarcinelli.

Nel dettaglio, attraverso la strategia si andranno a unire 196 chilometri di rete ciclabile tra strade bianche e piste ciclabili, in 5 grandi itinerari segnalati da cartellonistica sul territorio che potranno usufruire anche di 7 edifici riqualificati, di 3 infrastrutture recuperate e dell’allestimento di 11 spazi fisici per l’accoglienza dei turisti e a disposizione della comunità, nei quali avviare e sviluppare opportunità di incontro e attività di animazione. Le aree verdi riqualificate sono in totale ampie 75 mila 400 metri quadri. Inoltre, ci saranno 10 interventi di agricoltura sociale e laboratori e la creazione di un portale web unico per la comunicazione con le schede dei luoghi storici, artistici e naturali da visitare e delle aziende aderenti.

Alla presentazione sono intervenuti la project manager Elisa Tomasinsig (introduzione al progetto – i numeri – le reti) anche a nome dei colleghi Antonio Ferraioli e Alessandro Mazzeschi; l’architetto Veronica Rossi (spiegazione degli itinerari); Antonio Tesolin presidente della Pro Casarsa Aps (sul logo scelto) e Davide Lorigliola (sul portale web); Alex Cittadella dell’Ecomuseo Lis Aganis (presentazione dei primi eventi in programma il 9 e 10 ottobre alla manifestazione spilimberghese De Gustibus).

Il pubblico a palazzo Tadea.


Presenti in sala, oltre all’europarlamentare Marco Dreosto, anche amministratori degli altri Comuni partner con i sindaci di Casarsa della Delizia Lavinia Clarotto, di Cordovado Lucia Brunetti, di Valvasone Arzene Markus Maurmair (presente anche l’assessore Annibale Bortolussi) e l’assessore all’ambiente del Comune di Chions Caterino Trevisan, oltre ai rappresentanti degli uffici comunali di San Vito al Tagliamento. Presente anche una delle aziende partner, azienda agricola Madonna di Campagna con Ezio Benvenuto. Il responsabile dell’Area Cultura e valorizzazione turistica del territorio del Comune di Spilimbergo, Marco Salvadori, ha presentato la conferenza.

LA SCHEDA

PROTAGONISTILa strategia coinvolge i Comuni di Spilimbergo (capofila) – Casarsa della Delizia – Chions – Cordovado – San Giorgio della Richinvelda – San Martino al Tagliamento – San Vito al Tagliamento – Sesto al Reghena – Valvasone Arzene.
Oltre ai 9 Comuni dell’asta della Destra Tagliamento hanno aderito al consorzio altri operatori ed enti pubblici e aziende agricole, per un totale di una trentina di partner coinvolti.
Operatori pubblici: Servizi sociali d’ambito, I.I.S. Il Tagliamento, AAS n.5 Friuli Occidentale, CCIAA di Pordenone – Udine, Azienda Speciale Concentro, Promoturismo Fvg.
Altri enti: Associazione Arcometa, Pro Casarsa Della Delizia APS, Comitato Regionale del FVG Pro Loco d’Italia, Associazione Lis Aganis – Ecomuseo Regionale delle Dolomiti Friulane, Confcooperative FVG, Confcooperative – Unione Cooperative Friulane di Pordenone, Forum Nazionale Agricoltura Sociale, Associazione di volontariato Laluna Onlus Impresa sociale, Società cooperativa sociale “Il piccolo principe” Onlus.
Aziende agricole: Impresa individuale Bagnarol Simone, Azienda agricola Eredi Truant Armando di Sbrizzi Maria G. & figli S.S. Impresa individuale Bagnarol Paolo
Azienda Agricola Tina di Lenarduzzi Fausto Dino e Barbara S.S., Impresa individuale Ivo Iop, Società agricola Madonna di Campagna di Benvenuto Angelo e Giuseppe S.S., Azienda agricola De Colle Marco.

OBIETTIVO Obiettivo della strategia, che conta su 3 milioni 457 mila euro di investimenti, è quello di costruire un distretto rurale innovativo di economia sostenibile e solidale basato su un modello di agricoltura integrato con l’ambiente e che promuova un sistema socio-economico inclusivo che attragga anche il turismo slow.
Elementi chiave dell’azione operativa la valorizzazione del territorio quale patrimonio del mondo rurale, la promozione di un nuovo modello di sviluppo economico inclusivo e sostenibile, la creazione di reti come connessione tra luoghi, servizi, attori.

NUMERI Nel dettaglio attraverso la strategia si andranno a unire 196 km di rete ciclabile tra strade bianche e piste ciclabili (strutturata dallo studio Rossi), in 5 grandi itinerari segnalati da cartellonistica sul territorio che potranno usufruire anche di 7 edifici riqualificati, di 3 infrastrutture recuperate e dell’allestimento di 11 spazi fisici per l’accoglienza dei turisti e a disposizione della comunità, nei quali avviare e sviluppare opportunità di incontro e attività di animazione. Le aree verdi riqualificate sono in totale ampie 75 mila 400 metri quadri. Inoltre ci saranno 10 interventi di agricoltura sociale e laboratori e la creazione di un portale web unico per la comunicazione con le schede dei luoghi storici, artistici e naturali da visitare e delle aziende aderenti.

RETE DI OPERATORI Il percorso di elaborazione della strategia ha fatto emergere, tra i soggetti coinvolti, la consapevolezza che per uno sviluppo sostenibile e solidale del territorio è necessario sviluppare una visione, una gestione unitaria dello stesso e la realizzazione di azioni sinergiche tra i tanti soggetti in esso presenti. La strategia propone la collaborazione tra gli attori istituzionali, economici e sociali, mediante l’attivazione di reti che coinvolgano operatori economici, soggetti istituzionali, realtà del terzo settore e cittadini, al fine di rispondere meglio ai bisogni, acquisire buone pratiche, favorire lo scambio di saperi e la collaborazione.

ITINERARI L’individuazione e la sistemazione di una rete di sentieri e di strade ad uso agricolo, fornirà una inedita ma affascinante chiave per leggere ed esplorare il territorio, per scoprire le risorse esistenti (risorse storiche, architettoniche ma anche ambientali e paesaggistiche), per scoprire le realtà economiche del territorio rurale (aziende agricole, operatori dell’accoglienza), per accogliere diverse categorie di fruitori, con un’attenzione particolare alle persone fragili. Gli itinerari sono collegati alla Rete ciclabile regionale, alle rete ciclabile europea EuroVelo e a servizi di intermodalità, contribuendo allo sviluppo della mobilità lenta come previsto dal Piano paesaggistico, in coerenza con la politica regionale settoriale.

PORTALE La rete fisica costituita dagli itinerari, sarà affiancata da una rete virtuale tramite la realizzazione di un portale: un sito web che renderà immediatamente accessibili le opportunità presenti quali siti da visitare, eventi, attività da fare, i soggetti che operano sul territorio (realtà istituzionali, economiche e del terzo settore) con informazioni coerenti e aggiornate, e fornirà anche innovative chiavi di esplorazione del territorio consentendo di scaricare le tracce degli itinerari e fruibili contenuti descrittivi sui luoghi da visitare.

LOGO La conferenza stampa di “Paîs di rustic amour” ha visto anche la presentazione del logo della strategia che rende omaggio alla geografia e alle eccellenze agricole di questo angolo di terra friulana. L’idea grafica omaggia, stilizzandolo, il corso del Tagliamento che unisce geograficamente e anche storicamente tutte le realtà partner.
Ma non solo il grande fiume è protagonista del logo, visto che, sempre stilizzata, è riportata pure una foglia di vite, simbolo del prodotto agricolo principale dei 9 Comuni con oltre 5 mila 697 ettari totali coltivati a vigneto (in prevalenza con le varietà Pinot grigio, Glera, Chardonnay e Ribolla gialla), ai quali si aggiungono poi le superfici utilizzate per la vivaistica delle barbatelle, altro motivo di vanto internazionale per queste terre. La vite in questo territorio è allo stesso tempo memoria storica, elemento culturale e motore di sviluppo economico e sociale.
I due colori predominanti scelti richiamano proprio l’unione tra queste due forze locali: l’azzurro dell’acqua del fiume e il verde delle coltivazioni. A chiudere il tutto il nome della strategia, “Paîs di rustic amour”, ispirata a un verso di una poesia di Pier Paolo Pasolini, cantore noto a livello mondiale di questa parte della Destra Tagliamento.

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In copertina, il significativo logo; all’interno, nella scheda, il Tagliamento a Spilimbergo (foto di Nicola Borrelli) e l’area interessata dal progetto per i 9 Comuni vista dal monte di Ragogna.

 

A Buttrio l’ultimo giorno con i 400 vini autoctoni delle Cantine Fvg e Italia

di Claudio Soranzo

Ultimo giorno oggi a Buttrio per la Fiera regionale dei vini che era stata inaugurata ufficialmente venerdì pomeriggio, quando c’era stata una grande festa per lo spegnimento (virtuale) delle 87 candeline della rassegna enologica più antica d’Italia. Niente torta, ma calici alzati per brindare alle migliori fortune con gli spumanti Fvg vincitori del concorso “Filari di Bolle”, proposti dalla Pro Casarsa della Delizia, ospite della manifestazione. E un taglio del nastro da parte delle autorità che ha dato il via alla degustazione di oltre 400 vini autoctoni del Friuli Venezia Giulia e del resto della Penisola, selezionati dalla Guida “ViniBuoni d’ Italia” del Touring Club Italiano.
Il tutto in una Villa di Toppo Florio perfettamente allestita per una manifestazione che richiama ogni anno migliaia di persone ad assaggiare e degustare i vini del territorio e ad accompagnarli con le prelibatezze della regione. Con un corollario di convegni, showcooking, bancarelle con i prodotti tipici e spettacoli e intrattenimenti da far invidia a qualsiasi kermesse del genere.

Brindisi con “Filari di Bolle” e sala gremita all’inaugurazione.

A iniziare i discorsi di rito il presidente della Pro Buri, Emilio Bardus, che ha messo l’accento soprattutto sulla seconda maratona tra i vigneti (alla quale la sera prima avevano partecipato un centinaio di winelovers) con due degustazioni da Petrucco e Conte d’Attimis Maniago, sulla promozione della fiera ai camperisti e sulla mega-lotteria con in palio un’auto Peugeot e tanti altri ricchi premi, non dimenticando della novità di quest’anno: la polenta con la “Farina di Buri”, elaborata con l’Associazione italiana celiaci. Il neo eletto sindaco Eliano Bassi ha quindi detto di aver trovato un Comune vitale, con ben 50 associazioni e realtà imprenditoriali e agricole di altissimo livello. Si è impegnato a valorizzare ulteriormente villa Florio e il suo magnifico parco, “un luogo dove sviluppare un discorso culturale di alto livello, per diffondere ovunque il nome Friuli”. Il saluto dell’amministrazione regionale è stato portato, invece, dall’assessore Pierpaolo Roberti.
Dal canto suo, Liliana Savioli di “ViniBuoni d’Italia” ha ricordato gli otto anni di collaborazione con la fiera, mettendo in evidenza che già da una prima cernita per proporre a Buttrio i migliori vini del Friuli Venezia Giulia aveva notato che “tutti superavano le 4 stelle, cioè gli 85 punti” e che “la scelta molto coraggiosa di portare solo vini autoctoni viene sempre più premiata, in quanto nel mondo c’è sempre più richiesta del vino del territorio”. Un duro lavoro il suo – ma che ha beneficiato della competente e appassionata collaborazione di Cristina Burcheri e Stefano Cosma – per gestire con la Pro Loco più di 400 vini che arrivano da ogni parte d’Italia.

Dopo la presentazione del nuovo presidente del Consorzio di tutela Friuli Colli orientali  e Ramandolo, Paolo Valle, “soddisfatto di aver trovato un consiglio composto da giovanissimi”, sono state effettuate le premiazioni dal titolo “Famiglie tra i filari” a 4 aziende di viticoltori di diversa area geografica (foto sotto): Muzic di San Floriano del Collio, Buiatti Livio e Claudio di Buttrio per i Colli orientali, Pitars di San Martino al Tagliamento per le Grave e Lupinc di Prepotto di Duino Aurisina per il Carso. Applaudito infine l’indirizzo di saluto di Andrea Stedile di CiviBank, sempre molto attenta alle esigenze degli agricoltori del Friuli Venezia Giulia.

Le premiazioni delle quattro aziende.

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IL PROGRAMMA

 

DEGUSTAZIONI GUIDATESaranno tre le degustazioni guidate conclusive che accompagneranno i visitatori della Fiera. Tutte si svolgeranno nella Sala A del primo piano della Villa di Toppo-Florio. I posti disponibili per ciascuna degustazione sono 40.
Alle 16.30 la degustazione dal tema “ Tazzelenghe… un vitigno friulano di razza” a cura di ViniBuoni d’Italia e dei Produttori di Buttrio. Relatore: Stefano Cosma. Per un costo di 20 euro a persona di potranno degustare i vini: Casella – Tazzelenghe 2015 Doc Friuli Colli orientali, Jacuss – Tazzelenghe 2014 Doc Friuli Colli Orientali, Danieli – Tazzelenghe Igt delle Venezie, La Viarte – Tazzelenghe 2015 Doc Friuli Colli orientali, Tenuta Beltrame – Tazzelenghe 2015 Igt delle Venezie, Le due Torri – Tazzelenghe 2013-Igt Trevenezie, Conte d’Attimis-Maniago – Tazzelenghe 2012 Doc Friuli Colli orientali. Alle 11 “Sauvignon d’Italia e del mondo. Ma il miglior Sauvignon d’Italia parla friulano”. Relatore della degustazione Michele Biscardi Fis Fondazione Italiana Sommelier. Per un costo di 25 euro a persona si potranno assaggiare i vini Pitars Braida Santa Cecilia 2018 – California Robert Mondavi 2016 – Nuova Zelanda (Marlborought) Saint Clair 2018 – Francia (Loira) Pascal Jolivet 2017.
Ultima degustazione, alle 19, “Miani e l’interpretazione dei vitigni autoctoni friulani” a cura di “ViniBuoni d’Italia!. Relatori un rappresentante della Guida e della Cantina Miani. Si potranno degustare i vini: Ribolla gialla 2017, Friulano 2017, Malvasia 2017 per un costo di 25 euro a persona.

Nonis, Cortiula e De Filippis agli showcooking, e una degustazione. 

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SHOWCOOKING  – Da non perdere poi gli showcooking organizzati in collaborazione con Despar. Si tratta di laboratori di degustazioni guidate dal titolo “Sapori del Nostro Territorio” con lo chef italo-sloveno Igor Peresson e lo chef sloveno Sinigoj Matjaz, i quali accompagneranno il pubblico in un viaggio alla scoperta dei sapori tipici del Friuli-Venezia Giulia. I laboratori saranno coordinati dal giornalista e critico enogastronomico Giuseppe Cordioli. Appuntamento dunque oggi dalle 11.30 alle 12.45 e dalle 17.30 alle 18.45. Le degustazioni sono gratuite con prenotazione obbligatoria attraverso il sito www.despar.it e si svolgeranno nella Sala B del secondo piano di Villa di Toppo-Florio. I posti disponibili per ciascuna degustazione sono 40. Il tutto era stato preceduto nell’anteprima di giovedì con lo showcooking animato da Fabrizio Nonis e Veronica De Filippis.

SAPORI DA NON PERDEREAnche oggi la ristorazione nel parco e all’esterno della Villa sarà curata da Cucina di Carnia che reinterpreta le ricette della tradizione locale, dai “cjarsons” al “toc in braide”, con una spiccata attenzione verso il territorio e dallo chef Daniele Cortiula che cucinerà anche carne di Pezzata rossa friulana. Sarà possibile degustare inoltre il gelato artigianale de Il Morettino e i dolci di Clocchiatti – Pasticceria gelateria.

Infine, altre immagini della Fiera.

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In copertina, il taglio del nastro con il sindaco Bassi, l’assessore regionale Roberti e il presidente Bardus. 

(Foto di Bluefoto, Pro Buri e Soranzo)