Triathlon del boscaiolo, oggi occhi tutti puntati sulle combattute gare di Monteprato in festa per l’Ausiliatrice

(g.l.) Monteprato è una piccola frazione di Nimis adagiata in una incantevole valletta alle spalle del Plajul, alla quale si può arrivare anche con una bella camminata attraverso la pista forestale che sale da San Gervasio verso il monte Zucon, dove c’è anche la chiesetta di San Giorgio. Una zona ricca di boschi, tanto da alimentare l’attività agricola collegata, per cui in paese molti sono abilissimi nel maneggiare motoseghe, mannaie e accette. Un’abilità che da anni ha dato vita anche a un momento ludico, abbinato alla tradizionale ricorrenza della Madonna Ausiliatrice che segue di appena un mese quella del patrono.
Dopo l’apertura della manifestazione di ieri pomeriggio, con la tradizionale “Stima del peso”, oggi – grazie anche al ritorno del tanto atteso bel tempo – gli occhi sono tutti puntati sul “Triathlon del boscaiolo”, fatto di tre momenti: abbattimento dell’albero, sramatura e taglia del tronco. L’inizio delle competizioni avverrà stamane, mentre alle 14, dopo la pausa pranzo (i chioschi sono ben forniti!), inizieranno le eliminatorie. Al termine delle combattutissime gare, seguiranno le premiazioni e la pesata per la determinazione del vincitore della stima del peso, ovvero di chi si avvicinerà maggiormente al valore reale. La festa  è organizzata con la collaborazione della Stazione di Attimis del Corpo forestale regionale.
Per quanto riguarda, invece, la parte religiosa della festa, alle 11 ci sarà la Messa cantata in onore della Madonna Ausiliatrice; alle 15, seguiranno i vesperi e la processione per le vie del paese.

Quinta tappa “virtuale” nelle cantine di Nimis. E un tour tv-online fra le grappe

di Giuseppe Longo

Da un’azienda storica, ma moderna nelle strutture e nei suoi impianti, a una piccola, specializzata in quelle produzioni pregiate ma di piccola quantità che oggi preferiamo chiamare di nicchia. Passando per altre due di riconosciuta fama con i vigneti sulle pendici del monte Bernadia, cuore della zona del Ramandolo Docg, e una di nuovissima concezione, scavata nella collina sopra San Gervasio. E’ arrivato, infatti, alla quinta tappa il viaggio della “corriera virtuale” alla scoperta delle cantine del territorio di Nimis al fine di conoscere i protagonisti dei luoghi di produzione delle eccellenze enogastronomiche di questo affascinante territorio dei Colli orientali del Friuli. Veicolo di questi messaggi sono la pagina Facebook dell’Ufficio turistico Nimis, che fa capo all’assessorato alle attività produttive e al turismo retto da Fabrizio Mattiuzza, e i gruppi in cui si parla del capoluogo e delle sue frazioni. Una bella e importante iniziativa, osservavamo in occasione del suo avvio, che sarà continuata e integrata anche con ristoranti, trattorie, agriturismi ed enoteche, esercizi strettamente legati al lavoro delle aziende vitivinicole e che, come è noto, a Nimis godono da sempre di ottima fama. E che insieme soffrono la grave crisi causata dal Covid-19, sulla quale proprio questo sito si è soffermato in questi giorni (dando voce a Coldiretti e Confagricoltura), soprattutto per quanto riguarda il settore vitivinicolo. C’è da sperare che le cose migliorino con le appena annunciate misure di allentamento delle norme anti-contagio, che scatteranno il prossimo 26 aprile. Ma, nel frattempo, continuiamo questo sicuramente appagante viaggio online fra le cantine di quest’area collinare e pedemontana.

LE AZIENDE – Il viaggio “virtuale” era cominciato poco più di un mese fa nella nuovissima cantina I Comelli gestita da una famiglia che da un paio di secoli è legata alla terra e alla produzione vitivinicola, divenuta famosa anche per l’agriturismo inserito nella storica casa di borgo Valle. Ed era proseguito nella cantina di Ivan Monai, a due passi dalla cinquecentesca chiesetta di Ramandolo: azienda nata nel 1983 e che è denominata “Anna Berra” nel ricordo della madre del produttore, il quale le ha dedicato anche una linea di vini. Terzo appuntamento ancora a Ramandolo nella piccola cantina di Alessandro e Dario Coos, che continua una secolare tradizione di famiglia. Dario è stato il principale artefice, sostenuto dalla civica amministrazione del tempo, per la valorizzazione, negli anni Ottanta, del Ramandolo prodotto nel territorio a cavallo fra i Comuni di Nimis e di Tarcento, promosso poi alla Docg nel 2001. Per la quarta tappa la singolare “corriera” è scesa a Nimis, salendo poi sul “Ronc dal Gjal” per visitare la originalissima cantina della famiglia Gori. Piero ha infatti realizzato una dozzina di anni fa la Gori Agricola. Una cantina che unisce l’innovazione con la tradizione: costruita su tre livelli, sfrutta il cosiddetto “metodo a caduta”. Ed ecco la quinta tappa del viaggio virtuale, in una piccola cantina, decisamente unica nel suo genere. E’ la “Feudo dei Gelsi”, creata dal veneziano Andrea Rizzo, il quale, spinto dalla passione per il vino, ha deciso di studiare enologia in Francia. Al rientro, nel 2002, è stato conquistato dalla zona di Nimis, dove  ha deciso di aprire la sua attività, ristrutturando una casa dell’800 e rinnovandone i vigneti.

LA DISTILLERIA – E collegata all’attività delle aziende vitivinicole è la distilleria Ceschia, la più antica del Friuli. La storica realtà – che ricava dal lontano 1886 grappe pregiate dalle vinacce dei colli di Nimis, in primo luogo quella famosissima di Ramandolo presentata nell’inconfondibile fiaschetto impagliato – domani sarà protagonista di una bella e importante iniziativa in tv e sulla rete: alle 21, sarà all’interno della puntata di “Spirito d’uva” sul canale 815 di Sky e sul canale youtube Winetv https://youtu.be/MX9GrQ_HsHQ, durante la quale il bartender Mauro Uva e il giornalista Federico S. Bellanca accompagneranno gli spettatori in un tour alla scoperta della storica azienda in riva al Cornappo #winetv #skytv #skyitalia #spiritoduva #grappe #grappafriulana #grappanemas. Ricordiamo che la distilleria nacque appunto 135 anni fa, quando Giacomo Ceschia iniziò a distillare le vinacce nell’alambicco che lui stesso aveva costruito. Negli anni la distilleria si è ovviamente evoluta, anche in seguito all’ingresso nel Gruppo Molinari, ma sono rimasti immutati passione,  tradizione e legami col territorio nel produrre distillati di riconosciuto pregio.

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In copertina e all’interno ecco alcune immagini di vigneti e grappoli, nonché degli impianti di distillazione.

 

“Oro di Ramandolo” in novembre, ma intanto c’è “Chei di Nimis”

di Gi Elle

Hanno scelto, giustamente, una platea eccezionale come quella di Friuli Doc per lanciare la nuova edizione di “Oro di Ramandolo”, il tour enogastronomico tra colline e aziende in programma sabato 9 novembre, nei giorni della ricorrenza di San Martino che, da diversi anni ormai, in Friuli Venezia Giulia porta una edizione speciale di Cantine Aperte. Nel sempre affollatissimo stand  dei vitivinicoltori di Nimis in piazza Duomo sono infatti in distribuzione i depliant della manifestazione che nel 2018 era stata reintrodotta, con successo, dopo alcuni anni di assenza.

Appuntamento quindi fra poco meno di due mesi. Ma nel frattempo, si annuncia  un altro importante incontro con l’enogastronomia ai piedi del monte Bernadia. Venerdì prossimo, 20 settembre, all’Osteria di Ramandolo – dove due giorni prima comincerà un corso di primo livello per aspiranti sommelier Fisar – si terrà infatti una serata molto interessante. E’ stata intitolata curiosamente “Chei di Nimis” – lasciando intendere che ci sarà un programma tutto speciale – che vedrà protagoniste due importanti realtà del paese: la distilleria Ceschia, la più antica del Friuli, essendo stata fondata nel 1886, e l’azienda agricola Gori, che è invece di recente nascita ma che si è già bene affermata sul mercato, dove propone i vini prodotti nella bellissima cantina scavata nella collina del “Ronc dal gjal” sopra la storica borgata di San Gervasio. E proprio in queste due sedi, alle 19 (quindi un’ora prima della cena a Ramandolo), ci saranno visite guidate su prenotazione: telefono 0432790009 e per altre informazioni www.osteriadiramandolo.it

Scorci della cantina Gori e della distilleria Ceschia a Nimis.

Poi i partecipanti all’iniziativa si trasferiranno proprio nella famosa osteria frazionale della Cooperativa agricola di Ramandolo, da quasi sette anni gestita dai coniugi Ilaria Vidoni e Pietro Greco che propongono una cucina di territorio molto apprezzata, anche perché accompagnata da una ben “orchestrata” carta dei vini. E proprio dalle sue cucine venerdì uscirà una serie di piatti molto invitanti che saranno appunto accompagnati dai vini Gori – sempre presenti nella cantina del ristorante -, ma anche “per i più coraggiosi” da acquaviti e grappe della distilleria che sorge in riva al Cornappo e che nelle prossime settimane riceverà le profumate vinacce di Verduzzo dalle quali otterrà la storica “Grappa di Ramandolo”. Così chiamata come il prezioso vino Docg – il primo con questo prestigioso marchio in Friuli Venezia Giulia – che sarà appunto celebrato il 9 novembre, ma che sarà grande protagonista anche oggi a Udine nel gran finale di Friuli Doc.

Ecco lo stand in piazza Duomo.

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In copertina, l’ormai famoso logo della manifestazione “Oro di Ramandolo” lanciata a Friuli Doc.

Feste a San Gervasio col Cabernet Volos: la prima vendemmia

di Silvio Bini

L’Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civico della Frazione di San Gervasio, istituita formalmente nel 1977 con le elezioni del primo Comitato di Gestione, rappresenta una tappa storica nel millenario cammino attraverso il quale la proprietà collettiva è stata parte inscindibile e fondamentale per la vita e l’esistenza della comunità sangervasina.
Attualmente gestisce, in Comune di Carlino, terreni agricoli siti lungo via Bosco Bando, il Parco Civico di San Gervasio posto lungo via Muzzana e il Centro civico Sarvâs (ex scuole elementari) dove l’Amministrazione Separata ha la sua sede legale. Dentro una vecchia logica campanilistica, la piccolissima comunità di San Gervasio ha saputo, nei tempi moderni, salvare la propria identità con iniziative legate al proprio territorio, mai fuori luogo, anzi, propositive di uno sviluppo culturale e sociale, proprio di una grande squadra.
Domani nella piccola frazione carlinese si festeggeranno i Santi patroni, Gervasio e Protasio, martiri del III secolo. Si terrà la solenne celebrazione della messa, nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, accompagnata dal Gruppo Corale di Carlino ( ore 9.30 ), cui seguirà l’ incontro nel Parco civico. L’ associazione Sarvâs, impegnata nel mantenere vive le tradizioni, gli usi e costumi della comunità, ha organizzato la degustazione del Vin dal Perdòn 2018, un vino realizzato appositamente per la festa annuale, proveniente da uve dei vigneti di San Gervasio, donate dalla popolazione della frazione e pigiate in maniera tradizionale dai ragazzi del posto. Cose strapaesane? I giovani, però, guardano sempre al futuro, così l’ anno scorso sono state messe a dimora in un terreno vicino al Parco, sempre di proprietà dei Beni civici, 100 viti di Cabernet Volos, un vino che nasce da piante resistenti alle malattie, frutto della ricerca dell’Università di Udine. Un favore al prossimo ambiente, chissà, un giorno senza pesticidi, voluto da un mondo piccolissimo, ma vitale. Quest’anno si procederà alla prima vendemmia, poi il nuovo Cabernet, con il suo aroma intenso e fruttato, diventerà il vino per eccellenza di tutte le occasioni di festa della minuscola comunità di San Gervasio. Magari, da qui, spiccando il volo…

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In copertina, grappoli del Cabernet Volos, il vino delle feste di San Gervasio.