“La nostra ristorazione è a rischio chiusura con norme troppo rigide”

di Gi Elle

Dopo l’intesa Governo-Regioni, sembra ormai certo che pure in Friuli Venezia Giulia la ristorazione possa presentarsi lunedì prossimo, 18 maggio, ai nastri di partenza (o di “ripartenza”). Mancano, però, ancora le linee guida alle quali chi opera nel settore dovrà attenersi al fine di scongiurare nuove fonti di contagio da Coronavirus: queste dovrebbero arrivare entro venerdì, giusto in tempo per la riapertura dei locali. Ma il comparto, allarmato da certe indiscrezioni, avverte che, se queste “fossero vere, l’80 per cento dei ristoranti italiani non riaprirebbe”. “Imporre distanze eccessive tra clienti, così come procedure di sanificazione complesse e l’utilizzo di divisori in plexiglass vuol dire non voler far riaprire i ristoranti”, tagliano corto i rappresentanti della buona tavola.

La ristorazione italiana riunita nel progetto #FareRete alza, infatti, la voce prendendo nettamente le distanze dalle notizie che sono rimbalzate su tutti i media. Altrettanto prive di logica sono ritenute le troppo drastiche misure restrittive ipotizzate per i sistemi di aerazione e condizionamento; o ancora vengono definite palesemente ingiuste le ipotesi di attribuire al titolare del locale la responsabilità diretta in relazione al comportamento individuale di terzi all’interno dell’attività. “Se queste notizie pubblicate dalla stampa – aggiungono i ristoratori – trovassero corrispondenza nelle linee guida in emanazione, avrebbero come conseguenza la chiusura permanente di oltre l’80% dei locali presenti nel nostro Paese. Riteniamo folle e privo di senso anche solo ipotizzare misure di tale portata che confermano la poca conoscenza del settore e delle logiche che lo regolano. Non c’è più tempo, servono urgentemente misure pertinenti alla realtà esistente. Chiediamo al Governo di consultarci prima di emanare le nuove disposizioni, coinvolgendo rappresentanti della ristorazione al tavolo decisionale”.
“A poche ore dall’emanazione del decreto legge, ribadiamo anche la necessità che vengano previste misure di finanziamento a fondo perduto, destinate specificamente alla ristorazione e vincolate all’acquisto di prodotti alimentari italiani. Solo in presenza di tali risorse, l’horeca sarà in grado di riappropriarsi del proprio ruolo, quello di leva economica, imprescindibile, per la filiera agroalimentare, necessario per la ripartenza dell’intero Paese”, sottolinea Gianluca De Cristofaro, parlando a nome di #FareRete.

Questa è, dunque, la voce delle 29 realtà associative (più di 100 mila associati) del progetto. Un appello sostenuto da Filiera Italia, il cui consigliere delegato, Luigi Scordamaglia, ricorda come “il perdurare della chiusura del canale della ristorazione stia provocando un effetto domino sull’intera filiera agroalimentare italiana con crolli di produzione fino al 40% del settore del vino, del 45% dei formaggi tipici e del 35% dei salumi di maggiore pregio, mettendo a grave rischio occupazionale parti rilevanti dei 3,6 milioni di lavoratori dell’intera filiera”. Fare ripartire subito la ristorazione con regole rigide, ma applicabili e non tali da far chiudere comunque l’80% dei ristoranti italiani, è pertanto l’appello della Fondazione che raccoglie il meglio dell’agroalimentare italiano. E anche del Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, un appetitoso piatto di spaghetti con le vongole veraci in un ristorante del Friuli Venezia Giulia.

Formaggi e salumi della Carnia domani invitano a Sutrio

di Lant Ator

Vi piacciono formaggi, salumi e prodotti tipici della Carnia? Se rispondete sì, allora segnate sulla vostra agenda domenicale la bellissima manifestazione in programma a Sutrio. Domani, infatti, il paese posto ai piedi del monte Zoncolan, si trasformerà in vero e proprio laboratorio di sapori e profumi, in cui si scopriranno i prelibati salumi e insaccati della montagna friulana e si degusteranno piatti a base di carne di maiale. Musét (cotechino), salami, pancette, prosciutto crudo…  Caratteristica comune a molti è l’affumicatura, nata per favorire la stagionatura e la conservazione dei prodotti che, a seconda della zona, cambia per tempi, legni utilizzati e luoghi dove viene effettuata. Il percorso si snoderà tra le vie del paese dove il turista avrà modo di degustare  menù curati da alcuni Rifugi della Carnia con prelibatezze dedicate al maiale e non solo, abbinati ai vini di selezionate cantine Fvg.
Sempre domani, una straordinaria selezione di formaggi di malga della montagna friulana sarà in mostra e degustazione nell’area del vecchio orto “Ort di Sior Matie”. I formaggi saranno abbinati a vini d’eccellenza del Friuli Venezia Giulia. Venti le malghe della Carnia, del Canal del Ferro-Val Canale e del Pordenonese che partecipano all’evento e che hanno deciso di valorizzare insieme la qualità dei loro prodotti. Nel pomeriggio, alle 16, si potrà fra l’altro assistere a un’inconsueta Asta di formaggi di malga, che darà la possibilità di aggiudicarsi anche forme particolarmente pregiate e solitamente introvabili. Rivolta principalmente agli addetti ai lavori (ristoranti, agriturismo, negozi di formaggi ed alimentari) interessati ad acquistare i prodotti della monticazione 2019 (già in parte introvabili) nonché pezzature speciali, l’asta sarà aperta anche al pubblico, che potrà assistervi ed acquistare, volendo, le forme. L’evento è organizzato dal Caseificio Sociale Alto But di Sutrio – che proprio oggi festeggia i suoi 50 anni – e dalla Cooperativa Malghesi della Carnia e Val Canale in collaborazione con Ersa e il sostegno di PromoturismoFvg.

Per informazioni:
Visit Zoncolan – Tel. 0433778921 – www.visitzoncolan.com – info@visitzoncolan.com
Albergo Diffuso Sutrio Zoncolan – Tel: 0433778921 – www.albergodiffuso.org – info@albergodiffuso.org – https://facebook.com/borgosoandri/
Pro Loco Sutrio – Tel: 0433778921 – www.prolocosutrio.com – prolocosutrio@libero.it – https://facebook.com/proloco.sutrio/

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In copertina, formaggi di malga e qui sopra insaccati tipici della Carnia.