Dopo il prologo a Dolegna riparte Enoarmonie: i grandi vini del Vigneto Fvg fanno festa con la Musica. Domenica il via a Cormons con Giovanni Bietti

Dopo il prologo per le celebrazioni del Giorno della Memoria, parte ufficialmente il calendario della diciannovesima edizione di Enoarmonie, il festival che unisce la musica e lo spettacolo ai grandi vini del Vigneto Friuli Venezia Giulia, curato e presentato dall’Associazione Musicale Sergio Gaggia di Cividale, guidata da Andrea Rucli. Dodici gli eventi in calendario, di cui il primo, il prologo appunto, ospitato dall’azienda agricola Jermann a Ruttars di Dolegna del Collio, ha riscosso grande successo.
Il programma – Tanti i nomi di rilievo nazionale ed internazionale che quest’anno sono presenti nel calendario di Enoarmonie. Da Giovanni Bietti, divulgatore italiano e conduttore radiofonico, a Elena Abbado, ultima generazione della celebre famiglia di musicisti; da Paolo Bolpagni, curatore della Fondazione Ragghianti di Lucca, ad Angelo Foletto, critico musicale de La Repubblica, passando anche per Marco Mauceri, Roberto Pegoraro, Gianluca Luisi, Umberto Berti e Guido Barbieri, tutti “enorelatori” che uniranno le loro voci e le loro competenze alla musica. E anche in questo campo non mancano i nomi d’eccezione, come l’Aighetta Guitar Quartet, Nino Gvetadze o l’Orchestra da Camera L’Appassionata. Il tutto ospitato da grandi aziende agricole del territorio o da luoghi iconici, come Villa di Toppo Florio a Buttrio, il Castello di Colloredo di Monte Albano o l’Ara Pacis Mundi di Medea, dove si potranno abbinare le note e le parole ai vini delle eccellenze locali. E quest’anno c’è anche una location tutta nuova, con l’ultimo concerto, a fine giugno, ospitato da Forni di Sotto, anche in questo caso in collaborazione con una azienda vitivinicola locale.

Giovanni Bietti

Il primo appuntamento – L’apertura della rassegna, domenica 23 febbraio alle ore 18, sarà ospitata dalla Sala Civica di Cormons: “enodivulgatore” e pianista Giovanni Bietti, ideatore e conduttore di Lezioni di Musica su Rai Radio 3 e autore di decine di conferenze musicali nei più importanti teatri italiani. Un dialogo voce/pianoforte incentrato sul legame tra vino e musica, e sul rapporto tra questi due elementi che è stato centrale nelle vite di alcuni compositori. Lo stesso Bietti è critico enogastronomico professionista, con alle spalle la pubblicazione di cinque volumi dedicati ai vini naturali d’Italia. A proporre le etichette che accompagneranno la serata sarà l’Enoteca regionale di Cormons con la collaborazione del Comune collinare.
Il programma della serata, dal titolo Il profumo degli accordi Vino e spirito conviviale nella musica dei grandi compositori, affronta per la prima volta in assoluto il repertorio della musica colta che si accosta direttamente con Bacco. Tutti i grandi compositori infatti hanno avuto un rapporto stretto, addirittura privilegiato, con il vino e spesso si è tradotto concretamente nella musica, in particolare nel vastissimo repertorio di Brindisi, Trinklieder, Chansons à boire composto dai musicisti più celebri, da Beethoven a Verdi, da Ciaikovskij a Debussy. Il concerto farà scoprire più da vicino alcuni aspetti di questo indissolubile legame tra vino e musica, e tra la vita quotidiana (e conviviale) di alcuni tra i massimi compositori e la loro arte. Il calendario completo è disponibile sul sito sergiogaggia.com, di seguito una presentazione sintetica di tutti gli appuntamenti.

L’Enoteca di Cormons.

 

IL PROGRAMMA

Domenica 2 marzo, ore 18, Spessa di Cividale, Azienda Monviert
Nei Colli col violoncello
Francesco Dillon, violoncello, e Lucrezia Proietti, pianoforte
Enorelatore, Elena Abbado

Domenica 23 marzo, ore 18, Buttrio, Villa di Toppo Florio
Tutti di un fiato
Aleš Kacjan, flauto, Matej Šarc, oboe, Jurij Jenko, clarinetto, Metod Tomac,
corno, Miha Mitev, fagotto e Andrea Rucli, pianoforte
Enorelatore, Paolo Bolpagni

Domenica 30 marzo, ore 18, Colloredo, Castello di Colloredo di Monte Albano
Splendore barocco in Castello
Orchestra da camera
L’Appassionata, Lorenzo Gugole, concertatore e Tommaso Benciolini, flauto
Enorelatore, Angelo Foletto

Domenica 6 aprile, ore 18, Moruzzo, Sala consiliare
Miti, favole e leggende in bianco e nero
Giulia Contaldo, pianoforte
Enorelatore, Marco Mauceri

Venerdì 25 aprile, ore 18. Begliano di San Canzian d’Isonzo, Villa Marchese
de Fabris
Romantici e Amaroni
Roberto Pegoraro, pianista ed enorelatore

Sabato 26 aprile, ore 19, Pavia di Udine, Orangerie di Villa Lovaria
Chopin, tra scherzi e ballate
Gianluca Luisi, pianista ed enorelatore

Domenica 4 maggio, ore 18, Corno di Rosazzo, Villa Nachini Cabassi
L’arte di Nino Gvetadze
Nino Gvetadze, pianoforte
Enorelatore, Umberto Berti

Domenica 18 maggio, ore 18, Udine, Giardino segreto di Palazzo Asquini
Jazz/Classic Suite in Brandemburg
Giuseppe Nova, flauto
Giorgio Boffa, contrabbasso

Domenica 25 maggio ore 18. 30, Medea, Ara Pacis Mundi
Dai Queen al volo del calabrone
L’arte della trascrizione
Sebastian Dibin, pianoforte
Enorelatore, Guido Barbieri

Domenica 29 giugno, ore 19, Forni di Sotto, Piazza Centrale
Granizado de limon
Dal Barbiere di Siviglia a Paco de Lucía
Aighetta guitar quartet (François Szonyi, Alexandre Del Fa, Philippe Loli e
Olivier Fautrat)
Enorelatore, Luca Damiani

Il Vigneto Fvg soffre, ma l’operazione Jermann-Antinori indica una luce

di Giuseppe Longo

Mentre l’appena avvenuta acquisizione, nel Collio, dell’azienda vitivinicola Jermann da parte della fiorentina Marchesi Antinori – notizia che ha fatto clamore in tutta Italia ma soprattutto, e ovviamente, nel Friuli Venezia Giulia – lancia un segnale di speranza nella ripresa dal pesantissimo colpo inferto dall’emergenza sanitaria, in quanto dimostra chiaramente come un colosso del settore creda nell’uscita, anche in tempi abbastanza rapidi, dall’insidioso tunnel pandemico, un vero e proprio grido di allarme, collegato proprio alla vicenda Covid, giunge dalla principale organizzazione agricola. Coldiretti denuncia infatti che oltre 6,9 miliardi di litri di vino – vale a dire 69 milioni di ettolitri – sono fermi nelle cantine italiane per effetto della chiusura di ristoranti, bar ed enoteche, qui come all’estero, che ha fatto crollare i consumi fuori casa con gravi difficoltà per il settore vitivinicolo tricolore, in particolar modo quello legato ai vini a denominazioni di origine e a indicazione geografica, cioè a maggior valore aggiunto. Al 31 gennaio 2021 – rileva Il Punto Coldiretti – c’erano almeno 150 milioni di litri (1 milione e mezzo di ettolitri) in più rispetto allo scorso anno secondo l’ultimo aggiornamento reso disponibile dal Ministero delle Politiche agricole. E in questo quadro sconsolante c’è un’indubbia sofferenza anche da parte del Vigneto Fvg che guarda con ansia al ritorno alla normalità.

Ettore Prandini


«La diffusione dei contagi – sottolinea l’organizzazione guidata da Ettore Prandini – fa prevedere una aggravamento della situazione per il prolungamento delle misure di contenimento con un forte squilibrio di mercato che rischia di vanificare l’impegno di qualificazione dei produttori per aumentare il valore delle produzioni e il successo sui mercati internazionali dove per la prima volta dopo anni le vendite sono risultate in calo del 3%. Non bisogna perdere altro tempo è ed necessario intervenire con una distillazione di emergenza rivolta ai vini a Do e Ig». A tal fine, Coldiretti chiede al Governo di «intervenire con almeno 150 milioni di euro (valore medio 75 euro/ettolitro) attraverso aiuti nazionali vista la mancanza di disponibilità di risorse aggiuntive garantite per la situazione di emergenza da parte della Ue. Una misura che peraltro consentirebbe di produrre 25.000 litri alcol e gel disinfettanti 100% italiani che oggi vengono in larghissima parte approvvigionati sui mercati internazionali».
«La Francia peraltro – osserva infine Coldiretti – ha fino ad ora già messo a disposizione per interventi similari oltre 250 milioni di euro. In gioco c’è il futuro del primo settore dell’export agroalimentare Made in Italy che sviluppa un fatturato da 11 miliardi di euro e genera opportunità di lavoro per 1,3 milioni di persone impegnate direttamente in campi, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse e di servizio e nell’indotto che si sono estese negli ambiti più diversi: dall’industria vetraria a quella dei tappi, dai trasporti alle bioenergie, da quella degli accessori, come cavatappi e sciabole, dai vivai agli imballaggi, dall’enoturismo alla cosmetica fino al mercato del benessere».
Dicevamo del “rumore” fatto dall’operazione Jermann-Antinori, la cui notizia data in anteprima da WineNews – il sito specializzato sempre molto al corrente di come vanno le cose sul pianeta della vite e del vino, tanto che venne premiato dal Congresso nazionale Assoenologi che si era tenuto nell’estate di tre anni fa a Trieste – è stata poi ripresa con grande risalto dalla stampa regionale, ma anche nazionale. Anche perché questa è almeno la quarta, per dire cioè di quelle di maggiore rilevanza, che avviene proprio sul Collio: Conti Attems, ormai da una ventina d’anni, nell’orbita della Marchese Frescobaldi, Conti Formentini in quella del Gruppo Italiano Vini, e in tempi più recenti, appena due anni fa, Borgo Conventi, acquisita dalla Moretti Polegato, che fa capo anche alla famosa Villa Sandi, fra le aziende trevigiane di punta del Prosecco. E ora l’azienda del famosissimo Vintage Tunina – cresciuta soprattutto con la guida di Angelo e negli ultimi decenni del figlio Silvio, attraverso l’allargamento da Farra d’Isonzo a Ruttars di Dolegna del Collio – che passa sotto il controllo del grande Gruppo di Firenze, leader a livello nazionale. Ovviamente, a prescindere dalle motivazioni che hanno spinto l’azienda friulana a mettersi sul mercato suscitando ancora una volta l’interesse della Toscana, questa vivacità di mercato, nonostante il difficile momento, evidenzia non solo la grande appetibilità dei vigneti del Collio, fra i più prestigiosi d’Italia soprattutto per i vini bianchi (vi ricordate i famosi Superwhites di Slow Food Fvg?), ma anche un importante segnale di ottimismo da parte delle realtà più importanti del Belpaese. E questo non può che far bene sperare non solo in una strategia che potrebbe prefigurare un rinnovato successo per la storica cantina, ma anche in una non lontana ripresa del settore in generale che, fatto di grandi eccellenze, ha un ruolo guida nel comparto agroalimentare italiano e del nostro Friuli Venezia Giulia.

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In copertina e qui sopra due immagini di WineNews riguardanti la splendida tenuta Jermann a Ruttars di Dolegna.