Lignano, una fresca Ribolla gialla del Collio per il nuovo libro di Toni Capuozzo che spiega le tragedie della guerra

Una fresca Ribolla gialla del Collio per il nuovo libro di Toni Capuozzo. Dopo avere seguito conflitti in mezzo mondo, avere visto da vicino gli effetti delle guerre ed essersi interrogato a lungo, sulle loro dinamiche, il famoso inviato firma un vero e proprio manuale per spiegare “la guerra” e dare risposte in questi tempi così complessi. È “Cos’è la guerra” (Signs Publishing) e l’autore lo presenta domani 5 settembre, in dialogo con la giornalista e scrittrice Elisabetta Pozzetto, agli Incontri con l’autore e con il vino, la rassegna promossa dall’Associazione Lignano Nel Terzo Millennio presieduta da Giorgio Ardito e curata dallo scrittore Alberto Garlini. Appuntamento alle 18.30 al PalaPineta nel Parco del Mare, nel cuore di Lignano Pineta.
Un libro aggiornato, principalmente rivolto ai ragazzi, arricchito dai contributi del generale Francesco Ippoliti e dalle illustrazioni di Armando Miron Polacco. Un’opera sulle guerre che oggi scuotono il mondo, sui nuovi conflitti – come quello tra Russia e Ucraina – sui conflitti “storici” che sono più attuali che mai – come quello in Medio Oriente – sul terrorismo, sulle missioni di pace, sulle nuove tecnologie di guerra… «Capita che mi chiedano se ho avuto paura. Sì, spesso», scrive Capuozzo. «A volte, abbiamo bisogno di avere paura, di misurarci, per capire quanto teniamo a noi stessi, agli affetti che ci circondano, alla nostra vita, la vita normale. Ogni guerra mi ha lasciato qualcosa, e tutte insieme mi hanno insegnato quanto sia importante la pace, e quanto valore abbiano le piccole cose che ci circondano, la quiete che diamo per scontata, i soldi che ci permettono di andare a mangiare una pizza, la tranquillità di una passeggiata, persino la noia di una domenica di pioggia».
Si brinda con il Collio Ribolla Gialla delle Cantine Marco Felluga – Russiz Superiore di Gradisca d’Isonzo. Dal colore giallo paglierino con riflessi maturi. I profumi, armonizzati dal sentore di legno, spaziano tra note tropicali e frutta acida, quali mandarino e polpa di agrumi. A questi si uniscono sentori di fumo speziato, noci tostate e rosmarino. Il gusto mantiene una certa freschezza, ma la sua centralità lo indirizza verso un tono sapido e salato. La sua permanenza gustativa fa emergere delle note gessose, date dal connubio tannico e acido.

Gli Incontri con l’autore e con il vino 2024 sono organizzati dall’Associazione Culturale Lignano Nel Terzo Millennio presieduta da Giorgio Ardito e curati da Alberto Garlini, Giovanni Munisso e Michele Bonelli. La manifestazione e le iniziative collegate (corso di scrittura creativa, cene con l’autore) hanno il sostegno della Città di Lignano Sabbiadoro – Assessorato alla Cultura, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFVG, Assoenologi, Società Lignano Pineta, Porto Turistico Marina Uno Resort, Hotel President Lignano, Banca360FVG, Ramberti, CiviBank, Adriastrade, Aedificare, Lazzarini Impianti , Officine Zamarian, Repower, Ma.in.cart., Nosella Dante, Applicatori società cooperativa, Bliz, Costruzioni Cicuttin, Dersut Caffè, Omnia Energy 3, T.KOM, Neri Maurizio, Koki, Artesegno, Lignano Banda Larga, Legnolandia.

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In copertina, il giornalista e scrittore Toni Capuozzo atteso domani a Lignano Pineta.

Marco Felluga torna nella sua Grado: in Sant’Eufemia l’addio all’imprenditore che ricercando qualità e innovazione ha fatto crescere la vitivinicoltura friulana

di Giuseppe Longo

Sarà la sua amata Grado, dove era nato nel 1927, a riaccogliere Marco Felluga, il patriarca del Vigneto Fvg, spentosi nell’azienda di Gradisca d’Isonzo. I funerali saranno celebrati questo pomeriggio nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, dove saranno sicuramente in molti a stringersi accanto alle figlie Patrizia e Alessandra. Il famoso vitivinicoltore, la cui famiglia era originaria di Isola d’Istria ed era giunta in laguna oltre un secolo fa, aveva perso infatti nel 2021 il figlio Roberto, stroncato prematuramente da una malattia rivelatasi senza speranze, e due anni prima la moglie Maria Alba Pipani, originaria proprio di Grado. Due gravissimi lutti che ne avevano piegato la sua forte tempra, molto simile a quella di Livio Felluga, fratello maggiore e altro indimenticabile “patriarca del vino” scomparso a 102 anni. Due fratelli che hanno molto inciso sulla viticoltura della nostra regione alla quale con genialità e lungimiranza hanno saputo dare quella spinta che ha contribuito in maniera determinante a renderla famosa in tutto il mondo.


«Se ne è andato un uomo appartenente a quella generazione che, dopo la seconda Guerra mondiale, ha saputo ripartire con coraggio e visione del futuro, rilanciando il Paese verso il benessere. Perché a questo ha contribuito Marco Felluga, facendo con successo impresa nel settore della viticoltura, ricercando sempre la qualità e l’innovazione», ha scritto di lui il governatore Massimiliano Fedriga, il quale, manifestando ai familiari la vicinanza dell’Amministrazione regionale, ha sottolineato come l’eredità imprenditoriale di Marco Felluga rappresenti un patrimonio storico e morale «di cui la comunità regionale deve fare tesoro».
Assieme al fratello Livio, Marco Felluga è stato, infatti, uno dei pionieri della viticoltura del Collio. Nel 1956, seguendo la tradizione di famiglia – portata dall’Istria dapprima, appunto, a Grado -, fondò a Gradisca d’Isonzo l’omonima azienda, divenuta famosa per quell’etichetta con il Leone alato di San Marco, simbolo della Fortezza della Serenissima. Alla fine degli anni Sessanta il grande passo avanti nel cuore del Collio – da poco marchiato dalla prima Doc nata in Friuli Venezia Giulia e che lo stesso Felluga ha rappresentato a lungo attraverso la guida del Consorzio di tutela – con l’acquisizione di Russiz Superiore, una tenuta a Capriva del Friuli ricca di storia, diventata con i suoi ordinatissimi vigneti il vero fiore all’occhiello dell’azienda. Un grande intuito imprenditoriale di cui, all’avanzare dell’età del padre, era diventato degno interprete il figlio Roberto, il cui testimone, alla sua morte avvenuta ad appena 63 anni, è stato raccolto dalla nipote Ilaria. La quale, proprio in queste settimane, sta perfezionando un’intesa con la Tommasi Viticoltori, produttrice in Valpolicella del famoso Amarone.
Ma Marco Felluga non ce l’ha fatta a vedere il nuovo corso della sua importante realtà vitivinicola. E fra poco, tornando alle origini, riceverà l’omaggio di Grado dove poi riposerà accanto alla sua amata Maria Alba. Il Vigneto Fvg dovrà essergli riconoscente per quanto ha fatto, con grande intelligenza, per la sua crescita.

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In copertina, l’imprenditore Marco Felluga spentosi a 96 anni; all’interno con il figlio Roberto, la nipote Ilaria e la moglie Maria Alba.

“Le Grandi verticali”, il Pinot bianco sarà protagonista giovedì con le Città alle degustazioni di Capriva cuore del Collio

Passato l’importante appuntamento a Mariano con l’assemblea e con un interessenatissimo convegno, nel quale si è parlato di enoturismo e di vendemmia didattica, ora prosegue il cammino dele Grandi Verticali delle Città del Vino in Friuli Venezia Giulia. Appuntamento pertanto giovedì 25 gennaio, all’Accademia Vine Lodge della Città del Vino di Capriva, nel cuore della Doc Collio, per il sesto appuntamento del ciclo di incontri, che sarà dedicato al Pinot bianco.

Matteo Bellotto


Un momento di dialogo con produttori, wine lover ed esperti del settore, guidati da Matteo Bellotto, profondo conoscitore della storia e della tradizione vitivinicola del Friuli Venezia Giulia e scrittore conosciuto a livello internazionale. I partecipanti verranno condotti in un vero e proprio viaggio sensoriale, che seguendo il tema “evolvere per non invecchiare” vedrà la degustazione di annate differenti per ciascuna etichetta proposta. In questa serata, verrà condotta la degustazione del Pinot bianco delle cantine Castello di Spessa, Roncus, Russiz Superiore, Schiopetto e Villa Russiz.
La serata ha un costo di 35 euro a persona. Prenotazione obbligatoria: info@prolocomanzano.ud.it, telefono 391.3865981/347.0091764.

La rassegna è realizzata da Città del Vino Friuli Venezia Giulia in collaborazione con la Pro Loco Manzano, Pro Loco BURI – Buttrio, Proloco Mitreo Duino-Aurisina e il Formaggio Montasio.

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In copertina, grappoli di Pinot bianco in una bella immagine di Margherita Pisoni.

L’addio del Collio a Roberto Felluga alfiere del Vigneto Fvg nel mondo

di Claudio Soranzo

Ha atteso di trascorrere la splendida Estate di San Martino, di pensare alla festa della vendemmia da poco terminata, prima di lasciarci da soli a terminare tutti i suoi progetti, concretando le sue idee, e trasferirsi nel mondo dei più, senza darci il tempo di capire quale vuoto intendeva lasciarci. Se n’è andato così, Roberto Felluga, in una tiepida giornata di novembre, lasciando nello sconforto più totale i suoi cari – la moglie Elena, la figlia Ilaria, il padre Marco, le sorelle Patrizia e Alessandra -, ma anche tantissimi altri parenti, amici e conoscenti che l’hanno sempre amato, ascoltato e rispettato. Roberto, a soli 63 anni, ci lascia un vuoto incolmabile in campo umano e professionale, dopo una vita intera vissuta con le mani nella sua terra ad accarezzare i grappoli d’uva appena raccolti e ad assaporare i profumi e i sapori dei suoi magnifici vini. Non tralasciando la ricerca e lo sviluppo del territorio, della sua cantina e di quanto poteva essere utile e innovativo per una viticoltura migliore, di minor impatto ambientale e volta al sociale. Come ha detto anche l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier, interpretando i sentimenti di tutto il Friuli Venezia Giulia, in occasione della Festa del Ringraziamento di Udine: «È doveroso il ricordo di un grande della vitivinicoltura della nostra regione che ci ha lasciato, Roberto Felluga, vignaiolo del Collio che assieme al padre Marco ha costituito un’impresa pilastro del settore: un imprenditore a cui il Friuli Venezia Giulia deve molto in termini di innovazione, promozione del territorio e di immagine nel mondo».


Ci ha lasciato così, a pensare ai suoi ultimi approcci con questo mondo, con la nostra consapevolezza che da lassù non solo proteggerà i suoi cari e i suoi campi, ma anche che arruolerà nuovi lavoratori eccellenti per allestire dei magnifici vigneti fra le candide nuvole del Cielo. Mi piace ricordarlo con le due nostre ultime occasioni d’incontro: la prima a marzo di tre anni fa, durante un’intervista a Gradisca, e la seconda a metà maggio 2019 all’inaugurazione del monumento all’ingresso della cantina e dello showroom a Russiz Superiore. Nell’intervista pose in evidenza tutte le sue idee di rinnovamento e di coesione con altre realtà della zona. Ecco alcuni spunti: «In un mondo del vino sempre più globalizzato, dove purtroppo sta entrando la speculazione, la ricetta per stare al passo dei mercati è investire sulla qualità» – «Non dobbiamo correre dietro alle mode, anche se siamo inevitabilmente influenzati dalle tendenze, come accade per esempio nel campo dell’abbigliamento, e sono tante le zone prestigiose del mondo che hanno già variato un po’  la qualità. In questo contesto che cambia costantemente dobbiamo cercare di rimanere in qualche modo autentici e di non correre dietro per forza a quello che il mercato chiede, ma dobbiamo saper imporre varietà che definirei tipiche, più che autoctone, perché non è facile stabilire un parametro per decidere quale vino è veramente autoctono in una determinata area; parlerei piuttosto di autenticità e di caratterizzazione».


A una mia precisa domanda su cosa dovrebbero fare i vignaioli del Friuli Venezia Giulia per caratterizzare meglio il loro prodotto – ricordo che era anche responsabile del settore viticoltura di Confagricoltura -, Roberto Felluga così mi rispose: «La collina del Friuli Venezia Giulia non ha seguito le mode, l’entrata di nuovi vitigni o di una nuova denominazione non ne ha stravolto la produzione, ma guardando più in generale, per il Vigneto regionale occorre stabilire una politica a lungo termine, sui quindici-vent’anni, che possa individuare cosa vogliamo esattamente da questa regione, dal Vigneto Fvg, senza che ci limitiamo a guardare al domani. Per poter cogliere preparati anche le sfide del futuro. Finora – continuò il viticoltore – non c’è stata una visione univoca del Friuli Venezia Giulia, mentre per quanto riguarda il Collio la nuova frontiera potrebbe essere rappresentata dal passaggio dalla Doc alla Docg: abbiamo già rese per ettaro molto basse e seguiamo un percorso di qualità da sempre, ovviamente con l’alternanza tra le diverse annate».
E questo fu il suo pensiero finale per mantenere una strada che già aveva dato grandi soddisfazioni: «Servirebbe una Docg da riempire anche con altri valori, quali la questione ambientale, la capacità di ancorare sempre di più il prodotto alle nostre tradizioni, la volontà di riscoprire un uvaggio che ha fatto sempre parte della nostra storia, ma che è stato messo un po’ da parte, realizzato con una gran selezione, che può essere composta da uve di Ribolla, Pinot bianco e Malvasia».
All’inaugurazione del monumento di Johann Willsberger lo ricordo alquanto emozionato, durante il discorso prima dello scoprimento, pensando che il poliedrico artista, uno dei grandi innovatori del Ventesimo secolo nella comunicazione visiva, avesse scelto proprio la sua tenuta per erigere nel cuore del Collio uno degli allora nuovi 40 progetti, tutte opere realizzate tra Italia, Austria, Germania e Francia. La scultura ideata esclusivamente per Russiz Superiore riproduce il simbolo emblematico del territorio circostante, la collina, che decise di rappresentare attraverso una forma stilizzata e lineare, composta da una sezione orizzontale verde atta a rispecchiare i vigneti e un basamento nero a testimonianza di una terra sicura e ben salda. «Vi è un aspetto di base fondamentale – disse Willsberger in quell’occasione -, quello di proiettarsi verso il futuro dell’enologia, che va di pari passo al rispetto e alla salvaguardia della propria terra. Per questo dobbiamo pensare “green”. Da qui il prestigio della collina del Collio: dolcemente definita ed elegante, proprio come i suoi vini».


Mi piace ricordare, infine, Roberto Felluga con un post che Francesca Fiocchi, eclettica Donna del Vino dell’Oltrepò Pavese, pubblicò sul suo blog nel 2016 in occasione di una sua visita a Russiz Superiore: «La cena da Roberto Felluga mi ha fatto respirare l’anima del vero Friuli, vuoi per la bellezza del posto, incantevole, immerso nel verde di quel territorio magnetico che è il Collio, vuoi per i vini estremamente eleganti e sempre molto corrispondenti al vitigno di appartenenza, vuoi – elemento assolutamente da non sottovalutare – per la cortesia e il buon gusto del padrone di casa, sempre attento alla convivialità e a far star bene i suoi ospiti» – «Senza dimenticare che i vini del Collio, figli della migliore espressione del territorio, sono in grado di regalare piccoli e grandi tesori. Se poi, dopo una cena a base di tipicità locali e bottiglie che sanno farsi ricordare, Roberto Felluga decide di stappare a sorpresa – imprevedibile com’è – una bottiglia importante, oserei dire memorabile, impolverata e con l’etichetta stinta e rovinata dal tempo, la serata diventa addirittura speciale. Il Russiz Superiore Pinot Bianco 1985 – descrive la Fiocchi – è un piccolo capolavoro del gusto che ci regala Roberto Felluga, e che non stappa proprio per tutti: acidità ancora splendida dopo trent’anni, colore vivo, freschissimo. Un vino di classe e personalità che si concede poco alla volta al naso e al palato, con un ventaglio aromatico complesso, che riflette un territorio carismatico, avaro e generoso al tempo stesso. Degustarlo nelle cantine sotterranee aggiunge fascino a un vino tecnicamente perfetto e capace di emozionare. A lungo».
Così a lungo ricorderemo tutti un grande alfiere del nostro tempo e del nostro territorio, una bravissima persona che ha saputo spendersi per la coltivazione della vite e la produzione di un vino che ci contraddistingue in tutto il mondo.

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In copertina, Roberto Felluga durante l’inaugurazione del monumento; all’interno, immagini della cerimonia e della cantina di Russiz Superiore.

 

 

Il Collio Sauvignon di Russiz Superiore ai vertici americani

Un vino straordinario che racchiude in sé tutta l’anima del territorio in cui è prodotto, il Collio Sauvignon Riserva 2016 Russiz Superiore è stato definito da Wine Enthusiast, tra le più prestigiose riviste di vino degli Stati Uniti, un prodotto di riferimento per i bianchi italiani, ricevendo ben 95 punti. La nascita di questa Riserva è legata alla selezione massale, voluta da Marco Felluga, di un vigneto che vanta più di 50 anni d’età e che il figlio Roberto – oggi alla guida delle tenute Marco Felluga e Russiz Superiore – ha saputo preservare e valorizzare.

La qualità di questo vitigno in Collio è confermata da un altro importante riconoscimento: il Collio Sauvigon 2018 Russiz Superiore è stato inserito in questi giorni da Vine Pair, il più importante digital media americano, nella classifica dei 25 migliori Sauvignon del mondo spiccando tra vini francesi, californiani e neozelandesi. Questi importantissimi riconoscimenti confermano ancora una volta che la qualità è frutto di scelte consapevoli, sostenibili e meditate, e che il Collio è una denominazione capace di esprimere vini di grande personalità, struttura e longevità.

https://www.winemag.com/buying-guide/russiz-superiore-2016-riserva-sauvignon-collio/
https://vinepair.com/articles/25-best-sauvignon-blancs-2020/

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In copertina, vigneti Collio a Russiz Superiore; qui sopra Roberto Felluga.

 

Debutta “smart wine” idea per vendere vino e fare beneficenza

di Claudio Soranzo

E così ora abbiamo calato un tris! Dopo Smart phone e smart working, siamo arrivati allo smart wine, il vino intelligente che arriva sulle nostre tavole entro 48 ore dall’ordine online, grazie a un’innovativa piattaforma web di due giovani intraprendenti del Friuli Venezia Giulia che hanno coniugato la loro genialità con l’enologia e la beneficenza. Quest’ultima più che giusto punto di partenza in questi tempi difficili che stiamo vivendo.
E’ sorto così Wine4Charity.it, un sito che raccoglie le ordinazioni di vino, lo consegna gratuitamente a domicilio e il ricavato lo devolve in beneficenza alla Protezione civile. Un’idea davvero smart che sta funzionando alla grande, già testata con piacere per vedere se e quanto funziona. Con ottimi risultati.
A ideare il tutto un ventitreenne di Ronchi dei Legionari, Gabriele Volpato, e un ventiduenne di Cervignano, Carlo Mian, rispettivamente ceo ed enologo il primo, e store manager il secondo di Veraison Technologies Srl, una start up sorta da qualche mese e premiata, già attiva sul mercato.

Carlo Mian

Gabriele Volpato

I due giovani hanno messo assieme finora una cinquantina di aziende vinicole di sette regioni italiane (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Trentino Alto Adige, Toscana, Campania e Puglia), dando vita a una raccolta di oltre un centinaio di etichette che si possono vedere sul sito internet e ordinare con facilità, dopo aver letto le caratteristiche di ognuna. Per facilitare il consumatore – che con il suo acquisto farà appunto della beneficenza – sono previsti alcuni parametri di scelta (che spaziano dalla popolarità del vino in base alle vendite effettuate, con in testa finora il Rosso di Montepulciano Doc 17, seguito dal Collio Pinot bianco Doc 2018 Russiz Superiore), alla valutazione media data dagli utenti (per ora non quantificabile), al vino più recente in ordine di immissione nella piattaforma, ai vini con prezzo più economico e più caro. Tra i primi troviamo il Soreal Igp Venezia Giulia 2018 della cantina Rossato di Cervignano, mentre tra i secondi figurano tre bottiglie selezione del Produttore – Quintarelli, simbolo dell’Amarone della Valpolicella; al secondo posto come bottiglia singola un Toscana Rosso Igt e al terzo il Santuari Rosso Riserva Doc Friuli Colli Orientali 2016 di Valentino Butussi di Corno di Rosazzo. Insomma, un interessante carnet di bottiglie per ogni gusto e portafoglio, che si sta arricchendo con nuove adesioni da tutta Italia, comprese Sicilia e Sardegna. L’acquisto minimo è di un cartone da 6 bottiglie, che viene spedito e consegnato gratuitamente all’indirizzo desiderato, anche come regalo.


Comunque, nonostante questo non sia il reale progetto della start up della coppia friulbisiaca, ma soltanto un’iniziativa benefica, sarà mantenuta viva e collegata alla prossima piattaforma, per creare una snella wine/delivery che potrebbe andare a tutto beneficio dei consumatori, ma anche e soprattutto dei produttori di vino, che in questo periodo grigio hanno pure loro risentito parecchio del lockdown sanitario.
“Lo sviluppo di wine4charity – afferma Gabriele Volpato – sarà quello di associarlo ad associazioni benefiche regionali e non solo, operanti in diversi campi, che spaziano dall’umanitario all’ambientale”.

 

Tre Bicchieri a 26 vini tutti bianchi Fvg. E il Collio è protagonista

di Giuseppe Longo

Tutti, ma proprio tutti bianchi i vini premiati con i Tre Bicchieri dalla famosa Guida 2020 del Gambero Rosso. E nell’elenco, diffuso con le anticipazioni riguardanti il Friuli Venezia Giulia, il Collio è il grande protagonista con ben 12 etichette premiate su un totale di 26; quattro, invece, quelle dei Colli orientali del Friuli e due quelle della Doc Isonzo. Seguono altri otto blasonati vini non rientranti fra le denominazioni approvate. Un ottimo riconoscimento dunque al Vigneto Fvg che non solo conferma la sua eccellente vocazione a produrre bianchi che hanno conquistato il pianeta – non a caso la scorsa primavera si era tenuto proprio a Udine il Concorso mondiale del Sauvignon -, ma anche la bontà della vendemmia 2018, ricordata indubbiamente come una fra le migliori. E pure quella che sta giungendo alle ultime battute si conferma di ottima qualità, sebbene non generosa come la precedente.
“Nel Friuli Venezia Giulia – confermano infatti gli esperti del Gambero Rosso – le condizioni climatiche del 2018 si sono rivelate praticamente perfette per la vegetazione della vite e la maturazione dell’uva. La logica conseguenza è stata una vendemmia al di sopra di ogni più rosea aspettativa, sicuramente la migliore da inizio secolo. Quantità e qualità normalmente non vanno di pari passo ma quando tutto gioca a favore ecco che l’abbondanza della produzione non intacca minimamente il livello qualitativo. I 2018 esprimono un vigore ed una complessità decisamente importante per la loro giovane età. Anche quest’anno sono 26 i vini che hanno superato la soglia dell’eccellenza e si sono aggiudicati i Tre Bicchieri: di questi ben 12 sono dell’ultima annata”.

Ma ecco i vini premiati. “Il vino più rappresentativo della regione, il Friulano, ha ottenuto l’ambito riconoscimento – si legge ancora nel sito del Gambero Rosso – grazie a tre aziende storiche del Collio Goriziano: Schiopetto, Toros e Livon, che con il suo Manditocai rende onore alla perdita del nome del vitigno. Il Rosazzo Bianco Terre Alte ’17 di Livio Felluga e il Vintage Tunina ’17 di Jermann confermano il loro ruolo di ambasciatori nel mondo delle potenzialità degli uvaggi regionali cui si aggiungono i blasonati Collio Bianco Fosarin ’17 di Ronco dei Tassi, Collio Bianco Riserva ’17 di Angoris, BiancoSesto ’17 de La Tunella, e Desiderium ’17 della linea I Ferretti della Tenuta Luisa”.
E ancora: “Sono del Collio anche la Malvasia ’18 di Villa Russiz, lo Chardonnay ’18 di Ronco Blanchis, il Sauvignon ’18 di Tiare (che conquista i Tre Bicchieri per la sesta volta consecutiva) e ben tre versioni di Pinot Bianco ’18 ad opera di Doro Princic, Russiz Superiore e Castello di Spessa con il Santarosa. Ci piace evidenziare . aggiungono i responsabili della Guida – che anche quest’anno quest’ultimo vitigno ha ottenuto il maggior numero di riconoscimenti in quanto ai già citati si aggiunge il Pinot Bianco Myò ’18 di Zorzettig, il Pinot Bianco ’18 dei Vigneti Le Monde e il Pinot Bianco ’17 di Masut da Rive. Torre Rosazza conferma l’eccellenza con il Pinot Grigio ’18, Volpe Pasini con il Sauvignon Zuc di Volpe ’18 e Vie di Romans con il Sauvignon Pière ’17. Gli intriganti vini bianchi macerati che caratterizzano la zona di Oslavia e il Carso Triestino sono rappresentati dalla Ribolla Gialla Riserva ’16 di Primosic, dalla Malvasia ’15 di Podversic e dall’Ograde di Skerk”.

Infine, concludono gli esperti, “la spumantistica è sugli allori per merito di Collavini con la sua Ribolla Gialla ’15 nella nuova versione Brut Nature”, mentre il “miglior modo per chiudere in dolcezza è… sorseggiare il Tal Lùc cuvée .1.2 di Lis Neris”.
Ma ecco nella scheda che segue tutti i i migliori vini del Friuli Venezia Giulia premiati con i

TRE BICCHIERI

Collio Bianco Fosarin 2017 Ronco dei Tassi
Collio Bianco Giulio Locatelli Ris. 2017 Tenuta di Angoris
Collio Chardonnay 2017 Ronco Blanchis
Collio Friulano 2018 Toros
Collio Friulano 2018 Schiopetto
Collio Friulano Manditocai 2017 Livon
Collio Malvasia 2018 Villa Russiz
Collio Pinot Bianco 2018 Doro Princic
Collio Pinot Bianco 2018 Russiz Superiore
Collio Pinot Bianco Santarosa 2018 Castello di Spessa
Collio Ribolla Gialla di Oslavia Ris. 2016 Primosic
Collio Sauvignon 2018 – Tiare Roberto Snidarcig
Desiderium I Ferretti 2017 Tenuta Luisa
FCO Biancosesto 2017 La Tunella
FCO Pinot Bianco Myò 2018 Zorzettig
FCO Pinot Grigio 2018 Torre Rosazza
FCO Sauvignon Zuc di Volpe 2018 Volpe Pasini
Friuli Isonzo Pinot Bianco 2017 Masùt da Rive
Friuli Isonzo Sauvignon Piere 2017 Vie di Romans
Friuli Pinot Bianco 2018 Vigneti Le Monde
Malvasia 2015 Damijan Podversic
Ograde 2017 Skerk
Ribolla Gialla Dosaggio Zero 2015 Eugenio Collavini
Rosazzo Terre Alte 2017 Livio Felluga
Tal Lùc Cuvée .1.2 Lis Neris
Vintage Tunina 2017 Jermann

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In copertina e all’interno la zona del Collio cormonese in vendemmia.

(Informazioni tratte da www.gamberorosso.it)