Come sarà la vendemmia? A Rauscedo domani il punto su un’annata difficile con gli esperti di Assoenologi Fvg

(g.l.) Il Vigneto Fvg si prepara alla vendemmia 2023, al termine di una stagione vitivinicola molto particolare, diciamo pure difficile, caratterizzata da fenomeni atmosferici “estremi”: dall’alta piovosità primaverile all’esplodere delle altissime temperature di luglio, al successivo “assaggio” di autunno anticipato, al ritorno proprio in questi giorni di caldo africano che ci mette tutti a disagio, ma che causa stress non trascurabili anche alla vite alle prese con la maturazione dei grappoli. Il tutto “incrociato” con due tornate di maltempo mai visto a queste latitudini che hanno causato danni immensi anche alle campagne di larga parte del Friuli Venezia Giulia. Che dolore vedere quei filari completamente distrutti dalla grandine, della quale ormai parlare di “chicchi” è totalmente inappropriato. Senza dimenticare poi le malattie che “assediano” la viticoltura regionale, come le stagionali Peronospora e Oidio – incentivate dalle favorevoli, per loro ovviamente, condizioni climatiche – e la devastante Flavescenza dorata, ma anche i danni provocati dalla fauna selvatica. Tirate le somme, il tutto comporterà, come appare evidente, anche una sensibile ripercussione soprattutto sui quantitativi di uva che potranno essere portati in cantina.

Matteo Lovo, Assoenologi Fvg.

Una situazione, dunque, del tutto particolare e che merita una “lettura” altrettanto particolare e specifica. Come quella che sa offrire ogni anno, nelle ultime settimane del solleone e della canicola, Assoenologi Fvg, l’organizzazione dei tecnici della vite e del vino da un paio d’anni affidata alla guida di Matteo Lovo, dopo la lunga gestione di Rodolfo Rizzi e prima ancora di altri illustri esponenti della vitienologia regionale, come Pietro Pittaro – tanto per fare un nome fra tutti – che è stato anche al vertice mondiale degli enologi, rivestendone oggi la presidenza onoraria. Una “lettura” che avverrà, con la partecipazione di uno stuolo di esperti altamente qualificati, domani, alle 17.30, nella sede del nuovo Centro di Ricerca dei Vivai Cooperativi di Rauscedo, in via Ruggero Forti – la strada dedicata all’indimenticato direttore Vcr -, nel Comune di San Giorgio della Richinvelda. «Tale incontro – afferma Lovo nell’invito – rappresenta il momento di maggior importanza tecnica, mediatica e di aggregazione per la nostra associazione, che in base all’andamento climatico della stagione in corso abbiamo ritenuto opportuno organizzare il giorno giovedì 24 agosto».
Alla Prevendemmiale Fvg 2023, oltre allo stesso Matteo Lovo e al presidente nazionale Assoenologi Riccardo Cotarella, interverranno il “padrone di casa” Eugenio Sartori, direttore generale Vcr; Sadro Bressan, Ersa Fvg, Flavescenza dorata; Valentina Gallina, Osmer Fvg, Andamento meteo della stagione 2023; Giovanni Bigot, Uniud, Francesco Degano, tecnico del Consorzio delle Doc Fvg, Aspetti fitosanitari e curve di maturazione; Roberto Zironi, Uniud, Aspetti e considerazioni enologiche sulla lavorazione in cantina; Denis Giorgiutti, Triveneta Certificazioni, Piano dei controlli e vendemmia. Infine, parleranno Stefano Trinco, presidente Doc Friuli; Adriano Gigante, presidente del Consorzio delle Doc Fvg; e Stefano Zannier, assessore all’agricoltura Regione Friuli Venezia Giulia. Un incontro, dunque, di alto profilo che, come dicevamo, saprà sicuramente dare una “lettura” scrupolosa e obiettiva della situazione in cui si dibatte il Vigneto Fvg, per cui la larga partecipazione di tecnici e operatori del settore è assicurata.

In riva al Tagliamento tra gli antichi vitigni salvati da Emilio Bulfon

di Gi Elle

“DegustaMente”, l’originale iniziativa di Vino e Sapori del Friuli Venezia Giulia, domenica prossima, 6 ottobre, dà appuntamento a Valeriano di Pinzano, in riva al Tagliamento, nella “patria” dei vecchi, preziosi vitigni autoctoni friulani, salvati e rilanciati dalla passione e dalla lungimiranza di Emilio Bulfon, un vitivinicoltore davvero fuori dal comune e che merita d’essere conosciuto.

Emilio Bulfon in cantina.

Ma come si svilupperà la invitante proposta? Una volta raggiunto il vigneto prescelto, si inizia con l’esperienza di “risveglio sensoriale mindfulness” alla ricerca dell’ideale bilanciamento delle nostre energie, ricevendo calma e serenità dalla natura in cui siamo immersi. “Liberiamo la mente dallo stress – spiegano gli organizzatori – per concentrarci sul presente: chiudere gli occhi, respirare lentamente, ascoltare il silenzio e risvegliare i nostri sensi. Dopo un momento tutto per noi, possiamo gradualmente immergerci in un viaggio alla scoperta dei sapori del territorio, guidati in una degustazione più consapevole che coinvolge e stimola le nostre abilità percettive”. Per cui, ad occhi chiusi, “ci prepariamo ad assaggiare una selezione di vini della cantina abbinati a delle proposte gastronomiche a base di prodotti locali: un’analisi olfattiva e palatale, per imparare a riconoscere le qualità organolettiche del vino e l’arte di abbinare correttamente il cibo”.
Questo, dunque, il programma della giornata. Alle 15, accoglienza, consegna “Kit di benvenuto” e presentazione dell’evento; alle 15.30 esperienza “risveglio sensoriale mindfulness” con la psicoterapeuta Manuela Pontoni; alle 16.30 rivoluzionaria esperienza di degustazione enogastronomica a cura di Giovanni Munisso; alle 17.30 visita guidata in cantina.

Come dicevamo, l’azienda vitivinicola Emilio Bulfon è nota in regione per avere riscoperto, recuperato e valorizzato antiche varietà autoctone di vitigni del territorio del Friuli occidentale: Ucelut, Piculit neri, Sciaglin e Forgiarin. Vini tutti declinati rigorosamente in friulano (i cui nomi altrimenti sarebbero intraducibili) e che hanno ottenuto grande successo anche quest’anno. Da ricordare, infatti, la brillante affermazione a fine  luglio, nella splendida cornice della Villa di Toppo Florio a Buttrio,  alla famosa Fiera regionale dei vini, dove sono state proclamate le Corone 2019 della guida Vinibuoni d’Italia, edita dal Touring Club Italiano e curata da Mario Busso e Alessandro Scorsone. “Siamo orgogliosi – dice Emilio Bulfon – di annunciare il doppio riconoscimento ottenuto dal nostro Forgiarìn 2016, in gara fra i 725 vini finalisti inviati da tutta Italia. Il nostro autoctono rosso ha vinto la Golden Star e si è aggiudicato la Corona nella categoria “Oggi le corone le decido io”, votato da un pubblico molto attento e preparato, composto da sommelier, giornalisti, produttori e winelovers”.

Ucelut e Piculit neri.

Il cuore della filosofia dell’azienda è rappresentato, appunto – come si può attingere dal sito ufficiale della famosa cantina di Valeriano -, dalla riscoperta e dal recupero di antichi vitigni friulani coltivati per secoli sulle colline del Friuli Occidentale. Antichi vitigni che fino a una trentina d’anni fa sembravano scomparsi, fagocitati dai rovi e dall’incuria degli uomini, ma che la passione di Emilio Bulfon, con l’aiuto di Noemi e dei figli Lorenzo ed Alberta, ha fatto rinascere a nuova vita e con cura, ha individuato, selezionato e reimpiantato, con la collaborazione degli esperti ampelografi dell’Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano.

Sciaglin e Forgiarin.

Il cuore del lavoro di Emilio Bulfon, scopritore di queste varietà autoctone, è rappresentato dalla volontà di perseverare nella valorizzazione e nella tutela di questi vitigni, accanto ai capisaldi dell’attività vitivinicola: la cura costante dei vigneti, il miglioramento e l’affinamento della qualità dei vini ottenuti e l’accoglienza in cantina. Nel 1987, la Provincia di Pordenone, riconoscendo il lavoro di recupero e valorizzazione compiuto, gli ha conferito la Medaglia d’Oro e, dopo aver avviato in una delle sue aziende agricole, l’impianto sperimentale di 24 vitigni autoctoni friulani, ha promosso con il contributo del Comitato iniziative agricole della Fiera di Pordenone e dell’Istituto di Enologia di Conegliano, il libro di carattere storico e scientifico “Dalle colline spilimberghesi nuove viti e nuovi vini”, a cura di Emilio Bulfon, Ruggero Forti e Gianni Zuliani (1987, p. 83), dove per la prima volta sono state pubblicate le schede ampelografiche delle varietà recuperate: Ucelut, Piculit neri, Sciaglin e Forgiarin.

Una ricerca che è continuata in seguito con il recupero di altre cultivar, un tempo presenti nell’area pordenonese e in via d’estinzione, selezionate e coltivate ormai da decenni nei vigneti dell’azienda a Valeriano per concessione dell’Ispettorato provinciale dell’Agricoltura di Pordenone e con l’autorizzazione della Regione Fvg. Tutte queste varietà di vite sono state iscritte nel “Catalogo nazionale delle varietà di uva”. Nel 2010 Emilio Bulfon in occasione della 43ª edizione del Vinitaly, il salone internazionale del vino europeo che si svolge ogni anno a Verona, è stato insignito della prestigiosa onorificenza di “Benemerito della vitivinicoltura italiana”, Gran Medaglia di Cangrande.

I vigneti sono in riva al Tagliamento.

Il prezzo dell’esperienza è di 40,00 €, ma chi si iscrive al Wine Club ha subito uno sconto di 10,00 €!
La quota di partecipazione comprende:
Kit degustazione con la tracolla e calice
Esperienza “risveglio sensoriale mindfulness” con la Psicoterapeuta Dott.ssa Pontoni Manuela
Degustazione guidata di 3 vini abbinati a 3 proposte gastronomiche
Visita guidata in cantina
Info e prenotazioni: info@vinoesapori.it / tel. +39 0432 611401 / +39 380 4725486
(prenotazione obbligatoria – posti limitati)
Il progetto è realizzato da Vino e Sapori FVG con la collaborazione del Movimento Turismo del Vino FVG.

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In copertina, uno dei curatissimi vigneti di Emilio Bulfon a Valeriano.

(Foto dal sito ufficiale dell’Azienda)