Vino, amore e poesia: stasera a Gorizia Rosinella Celeste presenta il suo libro

(g.l.)“Vino, Amore e Poesia” è il titolo del libro (Edizioni della Laguna) che Rosinella Celeste Lucas presenterà questa sera, alle 19, nel bar al Museo – Borgo Castello a Gorizia -, nell’ambito della sua rassegna culturale. Con questo, la scrittrice, che risiede a Fiumicello, ha mandato in tipografia ben otto libri, tutti recensiti dalla stampa nazionale. Ed è l’unica poetessa del Friuli Venezia Giulia – come a lei stessa piace ricordare – ad avere ricevuto un premio dal grandissimo Eugenio Montale.


In quest’opera, Rosinella Celeste si dedica appunto al vino, uno dei prodotti più nobili della nostra terra, e al suo messaggio culturale e poetico, ma anche d’amore. Perché è proprio questo il vino, se assunto nelle giuste proporzioni. Per cui sarà bello ascoltare come lo declina l’autrice. Lei, infatti, lo fa in un modo davvero coinvolgente, tanto da far amare ancora di più quello che è senza ombra di dubbio l’emblema per eccellenza del Made in Fvg agroalimentare. E la città di Gorizia è nel cuore del Collio, una delle zone Doc storiche e più prestigiose della regione.
Per essere sicuri di avere un posto a sedere, anche perché ovviamente seguirà l’immancabile brindisi, è consigliata la prenotazione al numero telefonico 348.2582536.

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In copertina, il libro dedicato al vino di Rosinella Celeste Lucas; all’interno, l’autrice con Carlo Morandini, presidente di Stampa agricola Fvg, con una copia tradotta in lingua friulana.

Calici di stelle ad Aquileia la “culla” della storia della vite e del vino in Fvg

di Claudio Soranzo

Fine settimana di stelle, e non solo cadenti, ad Aquileia: è stato infatti confermato l’evento Calici di Stelle 2021, in programma appunto oggi e domani, in occasione del Centenario del Milite Ignoto. Le due serate si svolgeranno in piazza Capitolo, al cospetto della Basilica patriarcale. Già dalle 19 di oggi si potrà accedere al percorso di degustazione, appositamente studiato per rispettare il desiderio di assaporare la bellezza del luogo, dei prodotti locali e dei vini del Consorzio Doc Friuli Aquileia e del Consorzio delle Doc Fvg aderenti all’iniziativa. Si confermano anche quest’anno le due Masterclass condotte da Francesco Saverio Russo, nella sala del “Cocambo” in viale della Stazione 2/a.

“Calici di stelle” nel 2020.

Il Refoco dell’Agro aquileiese.

Durante l’intera durata dell’evento ci saranno degli intrattenimenti musicali: oggi si esibiranno Serena Finatti e Andrea Varnier, e successivamente “Musique Boutique dj set e sax”; domani come sottofondo verranno lette delle poesie tratte dal libro “Vino, amore e poesia” di Rosinella Celeste Lucas e successivamente ci sarà la “World Music School Monfalcone” con un repertorio che spazierà dalla musica classica alla pop. Piazza Patriarcato sarà arricchita per l’occasione da installazioni luminose e da sculture di Aeson (antico toponimo di origine celtica del fiume Isonzo), il processo creativo di comunità in dialogo con il patrimonio naturale, la storia e le genti che popolano i territori della foce del fiume stesso.
«Non potevamo rinunciare a quest’evento, che ormai ad Aquileia caratterizza l’offerta del Territorio e cresce di anno in anno», le parole del sindaco Emanuele Zorino, che descrivono la ferma volontà di portare in piazza ad Aquileia anche nel 2021 l’importante manifestazione estiva. «L’Amministrazione crede molto nella valorizzazione del patrimonio e della storia enologica di Aquileia – continua il primo cittadino -. La vite è coltura autoctona della nostra terra ed è storicamente accertato che ad Aquileia da oltre 2000 anni si produceva, si consumava e si commerciava vino. Ancora oggi le realtà vitivinicole presenti nella zona producono vini che contribuiscono a fare di Aquileia una realtà conosciuta in tutto il mondo. Ricordiamo che Aquileia è stata uno dei principali nodi commerciali romani, e sicuramente il vino era una tra le merci più scambiate. La città romana ha tutte le carte in regola per ritornare un importante punto di incontro tra tutte le realtà enologiche regionali, nazionali, ma anche internazionali».

Lupa e Foro nell’Aquileia romana.

Due giorni, dunque, di immersione totale nelle peculiarità enoiche del Friuli Venezia Giulia. In piazza Capitolo verrà allestito un percorso che darà la possibilità ai partecipanti di degustare i vini di ben 32 cantine, 14 appartenenti al Consorzio Doc Friuli Aquileia, 18 rappresentanti del Consorzio delle Doc Fvg. Ogni azienda porterà in assaggio due vini. L’itinerario è stato pensato per diventare un momento di relax e di condivisione, con aree in cui sarà possibile fermarsi e sostare tra un calice di vino e l’altro.
Per dare ulteriore valenza all’evento sono state organizzate due masterclass di degustazione e approfondimento con il noto wine blogger Francesco Saverio Russo (@italianwinelover). Conosciuto per la sua passione per il vino, la storia che ogni bottiglia può raccontare e la stretta relazione con il territorio che essa rappresenta, Russo condurrà davanti a un pubblico di 30 persone per ogni sessione una degustazione guidata (l’entrata è gratuita su prenotazione, tramite mail: calici.aquileia@gmail.com). La prima masterclass si terrà oggi, alle 18.30, dal titolo “La prova del nove”. Saranno presenti 9 diversi vini che faranno scoprire il territorio della Doc Aquileia. Alle 21 la seconda masterclass dal titolo “9 identità friulane del Sauvignon”: cioè nove diversi Sauvignon friulani provenienti dalle varie denominazioni regionali, che faranno scoprire come questo vitigno si adatti ai diversi climi e terreni presenti nella nostra regione.

Durante l’evento Calici di stelle e grazie alla collaborazione di Fondazione Aquileia, Fondazione So.Co.B.A. e Promoturismo Fvg, sarà possibile effettuare delle visite serali – in via eccezionale – alla Basilica di Aquileia, al Cimitero del Milite Ignoto, alla Mostra “Da Aquileia a Betlemme” a Palazzo Meizlik e al Museo Archeologico Nazionale. Per partecipare alla manifestazione e per garantire la massima sicurezza a tutti i presenti – come da decreto ministeriale in vigore da ieri 6 agosto – è obbligatorio esibire il certificato Covid digitale (Green Pass) o essere in grado di rispettare almeno una delle seguenti condizioni: aver ricevuto una dose di vaccino anti Covid-19 almeno 2 settimane prima dell’evento, essere risultati negativi a un test molecolare/antigenico rapido nelle ultime 48 ore o essere guariti dal Covid-19 negli ultimi 6 mesi. Cin-cin a tutti!

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(Foto di copertina da Turismo Fvg)

Già tempo di asparagi: eccoli gratinati e nei versi di Rosinella Celeste Lucas

(g.l.) Grazie alle sempre più diffuse ed efficaci tecniche di forzatura (con gli ormai famosi teli neri), è già tempo di asparagi, i gustosi turioni che allieteranno anche le tavole pasquali. Tanti i modi per prepararli, dalle ricette più semplici a quelle più elaborate. Ma oggi, nell’ambito della quindicinale rubrica “La ricetta del sabato”, ve ne proponiamo una che appartiene proprio al primo gruppo e che è alla portata di ognuno di noi: gli asparagi gratinati. Un piatto appagante e appunto di facile preparazione che abbiamo tratto dall’ormai “storico” libro La cucina triestina di Maria Stelvio (Edizioni Italo Svevo Trieste 1990). E alla fine della ricetta vi proponiamo un siparietto culturale, con i versi dedicati al “re degli ortaggi” da Rosinella Celeste Lucas.

“Asparagi gratinati”

Ingredienti
750 g asparagi
parmigiano
sale
40 g burro
40 g pangrattato
per la salsa:
20 g burro
25 g farina
1/4 di litro di latte
sale
noce moscata
(45 minuti)

Preparazione
Preparare gli asparagi e lessarli. Quando saranno raffreddati, imburrare una pirofila e stendere sul fondo uno strato di salsa béchamel. Cospargere abbondantemente di parmigiano, sistermarvi gli asparagi, condirli nuovamente con il formaggio e uno strato di salsa; completare con pane grattugiato, parmigiano e pezzetti di burro. Gratinare in forno ben caldo finché sulla superficie si formerà una leggera crosticina dorata. Servire nella pirofila di cottura.

Vino
Un fresco Friulano (ex Tocai) del Vigneto Fvg.

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IL PARADOSSO DELL’ASPARAGO

Questa luce che precipita in abissi
Seziona il tuo corpo terrigno
-il sole non dimentica-
e stai cucito nel sacco di juta della terra,
misterioso asparago
acuto verticale nobile eppur discreto
elementare, nudo!

Sprofondi nel seno buio
In un distacco dormiente.
E nudo tronco sparato verso il cielo
Sprizzi fuori in primavera, atteso
Come per lavarti gli occhi
-vinte le ore lunghe e fredde-
emergi con colori d’alba
in un grido:”Sono la luce”

Carpiti ai teli neri, i raggi
Tingono di lieve madrepora
L’apice del turione.
Un sogno d’oltremare, d’aria marina
Scioglie in bocca la tua rigidità
In un sapore fluviale
Di umida erba antica come la memoria.

Ma sei anche profumo di neve bianca
Bagnata di luna.

Rosinella Celeste Lucas

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In copertina, un mazzo di asparagi bianchi del Friuli Venezia Giulia.

Quando il vino è amore e poesia, parola di Rosinella Celeste

di Giuseppe Longo

Picolit e Terrano sono vini eccezionali, espressi da una viticoltura avara, su colline e altipiani che hanno ispirato scrittori e poeti, da Ippolito Nievo a Fulvio Tomizza. Sì, perché il vino è anche poesia. Eccome! Ne sa qualcosa Rosinella Celeste Lucas che ha provveduto alla ristampa di “Vino, amore e poesia”, meritando l’Acino d’oro per il Vino della Pace. Una poesia che attinge proprio all’essenza del Vigneto Fvg, in particolare – per fermare l’attenzione sui due grandi vini appena citati – a quello delle terre meravigliose, ma aspre e difficili, come lo sono quelle dei Colli orientali del Friuli, da Nimis a Savorgnano e Cividale, e del Carso, da Sagrado a Sgonico e Prosecco. Un bel libro, scritto appunto con amore e trasporto per una espressione della nostra economia, fatta di etichette affermatesi in tutto il mondo. Economia che è la somma di lavoro, ingegno, intraprendenza, ma anche di cultura. Perché attorno a un grappolo d’uva, ma soprattutto attorno a un buon bicchiere di vino c’è anche cultura, tanta. E appunto poesia. Quella che ha ispirato la nostra autrice, innamorata dei vini friulgiuliani, tanto da scrivere una serie di liriche che hanno dato vita proprio a “Vino, amore e poesia” (Edizioni della Laguna), tradotto anche in friulano e sloveno, visto che la nostra viticoltura ha un intimo rapporto con la nazione confinante, attravero la Brda, continuazione del Collio, e il Kras, la prosecuzione delle terre rosse carsoline.

Rosinella Celeste Lucas


Ma perché il vino? «E’ stato un modo – spiega la stessa autrice – per assomigliargli di più. Una duplice tematica: amore e vino, movenze e colori, sapori ed affetti si fondono in una sorta di “uvaggio sentimentale”. Così la realtà di un vino e la memoria di un Amore si sovrappongono in una sorta di “uvaggio simbolico”, pretesto lirico, dunque per amare i vini autoctoni con tutti i sensi e i sobbalzi del cuore pronti a captarne le suggestioni. Vino che è anche dura conquista,come duro a volte l’Amore, ma per il quale vale la pena d’esistere. Vino che si umanizza nel riflesso della gente che lo lavora e suda tra le spalliere dei vigneti… specie in Carso (Terrano)».
Il libro, illustrato dall’inconfondibile tratto di Arrigo Poz, ha la prefazione di Piero Fortuna – entrambi, purtroppo, ci hanno lasciato – e la postfazione di Paolo Maurensig. E’ stato premiato a Cormons, Città del vino, ma soprattutto del “Vino della Pace” che si è fatto conoscere in tutto il pianeta, valorizzando nel contempo anche il nome del nostro Vigneto, al quale ha voluto rendere omaggio anche Rosinella Celeste, che l’indimenticabile Fulvio Tomizza accostò “alla schiera dei nostri Slataper, Stuparich e Saba…”. “Figlio del sole” ottenuto “lassù tra Savorgnano e il Torre”, scrive la poetessa di Fiumicello a proposito del Picolit, frutto di “acini d’oro” donati da un “vigneto scabro come un amore taciuto”. Mentre i “contadini del Carso”, dai “visi scorzati dalla Bora” producono l’inimitabile Terrano “nei vigneti dove si spacca la pietra dura”. Un “vino aspro e sanguigno” che in una parola soltanto significa “Umanità”. Ma Picolit e Terrano sono soltanto due esempi di cosa sanno produrre i nostri bravi vignaioli, ai quali ha reso giustamente merito anche il libro “Vino, amore e poesia”. «Una poesia – scrive Licio Damiani – che delinea paesaggi densi e odorosi, nitidi e terragni, paesaggi che incisi espressionisticamente, accennano a una mitologia interiore e che si modulano come un vero e proprio racconto, articolando una vera storia d’amore».

Assieme a Fulvio Tomizza.

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In copertina, il libro di Rosinella Celeste illustrato da Arrigo Poz.