“Toc’ in Braide” o intingolo del podere nelle tre proposte di Gianni Cosetti

(g.l.) Appuntamento con la “Ricetta del sabato”. E, proprio in coincidenza con la bella manifestazione di Sutrio (di cui abbiamo riferito ampiamente nell’articolo che precede questo), riproponiamo, pensando di far cosa gradita, la ricetta del “Toc’ in Braide”, ovvero l’intingolo del podere, che ci ha lasciato Gianni Cosetti, indimenticato chef del ristorante “Roma” di Tolmezzo. L’abbiamo tratta, come tante altre in passato, dal prezioso volume “Vecchia e nuova cucina di Carnia” che Cosetti pubblicò nel 2000, un anno prima della prematura scomparsa, per i tipi della Società Editoriale Ergon di Ronchi per conto della Casa Editrice Leonardo di Pasian di Prato, con la collaborazione dell’allora Camera di Commercio di Udine nell’ambito dell’iniziativa promozionale Made in Friuli. Un piatto che, meglio di tutti, esprime attraverso una ricetta “tipica rinnovata” la cucina del grande cuoco tolmezzino con radici nella vicina Villa Santina, declinata in tre versioni stagionali:

“Toc’ in Braide”
intingolo del podere

Cosa serve
(40 minuti)

PREPARAZIONE DI BASE

per la polenta:
200 g farina di mais macinata sottile
2 dl acqua
2 dl latte
sale

per la salsa:
300 g tra formaggio di malga e ricotta fresca
e caprino
1 dl latte

per il condimento:
100 g burro
50 g farina di mais

COME FARE

In una casseruola fate bollire l’acqua e il latte, salate e versate a pioggia la farina mescolando energicamente con la frusta e badando di non formare grumi: cuocete per 30 minuti.
A cottura ultimata ne risulterà una polentina piuttosto tenera.
A parte fate fondere a bagnomaria i formaggi con il latte e frullate il tutto fino ad ottenere una crema piuttosto liquida.
In un tegame rosolate il burro e la farina di mais finché diventeranno color nocciola: otterrete così la “morchia”.
Servite in piatti singoli la polentina calda, versatevi sopra un mestolino di crema di formaggi e condite con qualche cucchiaio di morchia.
Ed ecco le varianti stagionali di Gianni Cosetti:

In Estate ed Inverno
Con una fettina di Torchon di foie gras e Malvasia.

In Primavera
Con punte di asparagi e Tocai (oggi chiamato Friulano), oppure frittura di capretto e Chardonnay affinato in barrique.

In Autunno
Con funghi trifolati e Pinot bianco o fette sottili di tartufo bianco e Sauvignon.

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In copertina, il piatto “Toc’ in Braide”; in alto, lo chef Gianni Cosetti.

LA RICETTA DI COSETTI – Brovàde crude e pestùm

(g.l.) Soprattutto nei mesi invernali, in Friuli diventano protagonisti i piatti della tradizione, come quelli a base di brovada, cioè le rape inacidite nella vinaccia. Quello più conosciuto fa ottima compagnia con il cotechino – “brovade e muset” in friulano -, ma ci sono anche delle varianti. Come quella curiosa e senza dubbio appetitosa che abbiamo scelto per la quindicinale rubrica “La ricetta del sabato”: “Brovàde crude e pestùm”, vale a dire le rape crude macerate con salame fresco. L’abbiamo trovata in quella “miniera” di bontà che è il libro “Vecchia e nuova cucina di Carnia” che Gianni Cosetti pubblicò nel 2000, con i tipi della Società Editoriale Ergon di Ronchi per conto della Casa Editrice Leonardo di Pasian di Prato, con la collaborazione dell’allora Camera di Commercio di Udine nell’ambito dell’iniziativa promozionale Made in Friuli. Si tratta di una ricetta tipica rinnovata proprio dal famoso e indimenticato chef del ristorante “Roma” di Tolmezzo. Eccola:

“Brovàde crude e pestùm”
Rape crude macerate con salame fresco

Cosa serve
(20 minuti)
600 g di brovada macerata sotto le pere oppure sotto vinaccia
400 g di salsiccia affumicata
4 cucchiai di aceto di vino
1 dl di olio extravergine d’oliva

Come fare
Scaldate a bagno-maria la brovada. Sbucciate e sbriciolate la salsiccia; ponetela quindi in un tegamino e rosolatela bene sul fuoco eliminando il grasso che ne esce.
Spruzzate con l’aceto e lasciate evaporare.
Preparate sul piatto caldo la brovada a fontana ed al centro disponete la salsiccia cotta.
Condite con l’olio extravergine d’oliva.

Cosa bere
Merlot giovane Cof, cioè Colli orientali del Friuli.

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In copertina, il piatto tipico rielaborato dallo chef Gianni Cosetti (nella foto interna).

 

LA RICETTA DI COSETTI – Il salame all’aceto

(g.l.) Pieno inverno, tempo di macellazione dei suini con la produzione di ottimi insaccati. Come il salame nostrano, con o senza aglio: dipende dai gusti. Così oggi, in occasione del quindicinale appuntamento con la “Ricetta del sabato”, vi proponiamo un piatto tipico del Friuli, che più tipico non si può: il salame all’aceto. Alla maniera di un grande, indimenticato cuoco carnico. Anche questa proposta l’abbiamo tratta, infatti, dal libro “Vecchia e nuova cucina di Carnia” che Gianni Cosetti pubblicò nel 2000, con i tipi della Società Editoriale Ergon di Ronchi per conto della Casa Editrice Leonardo di Pasian di Prato, con la collaborazione dell’allora Camera di Commercio di Udine nell’ambito dell’iniziativa promozionale Made in Friuli. Si tratta, appunto, di una ricetta tipica originale, realizzata con l’insaccato di pochissime settimane, quindi ancora ben fresco. Eccola:

“Salàm tal asêt” – Salame all’aceto

Cosa serve
(15 minuti)
300 g salame fresco tagliato a fette
1/2 cipolla
30 g burro
1 dl aceto di vino
1 mestolo di brodo

Come fare
Affettate finemente la cipolla, rosolatela nel burro ed aggiungete quindi il salame tagliato a fette non troppo sottili.
Lasciate cuocere rigirando il salame di frequente da ambo le parti per alcuni minuti, quindi versatevi sopra l’aceto; dopo un paio di minuti allungate con un mestolino di brodo e servite ben caldo accompagnato da polenta arrostita.

Cosa bere
Refosco Cof, cioè della Doc Friuli Colli orientali.

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In copertina, piatto di salame all’aceto secondo Gianni Cosetti.

 

LA RICETTA DI COSETTI – Insalata di petto di fagiano affumicato

di Gi Elle

Nel quindicinale appuntamento con la “Ricetta del sabato”, oggi vi proponiamo un gustoso antipasto, peraltro molto facile da preparare, tratto dal libro “Vecchia e nuova cucina di Carnia” che Gianni Cosetti pubblicò nel 2000, con i tipi della Società Editoriale Ergon di Ronchi per conto della Casa Editrice Leonardo di Pasian di Prato, con la collaborazione dell’allora Camera di Commercio di Udine nell’ambito dell’iniziativa promozionale Made in Friuli. Si tratta di una proposta che figurava nel menu del ristorante “Roma” di Tolmezzo dove impareggiabile protagonista era proprio l’indimenticato chef nato a Villa Santina. Eccola:

“Insalata di petto di fagiano affumicato”

Cosa serve
(15 minuti)
300 g petto di fagiano affumicato
200 g pungitopo
120 g crescione
4 cucchiai di olio extravergine aromatizzato al coriandolo

Come fare

Disponete in piatti piani singoli un letto di crescione ben mondato e lavato, al centro adagiate i germogli di pungitopo ed intorno il petto di fagiano sottilmente affettato.
Condite con un filo di olio extravergine di oliva al coriandolo.

Cosa bere

Chardonnay

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In copertina, Insalata di petto di fagiano affumicato di Gianni Cosetti.

 

LA RICETTA DI COSETTI – Pere con formaggio di malga

di Gi Elle

Dopo quello di due settimane fa, ecco un altro piatto adatto per l’estate. Infatti, nel quindicinale appuntamento con la “Ricetta del sabato”, oggi vi proponiamo una nuova elaborazione, peraltro molto semplice da replicare in casa, tratta dal libro “Vecchia e nuova cucina di Carnia” che Gianni Cosetti pubblicò nel 2000, con i tipi della Società Editoriale Ergon di Ronchi per conto della Casa Editrice Leonardo di Pasian di Prato, con la collaborazione dell’allora Camera di Commercio di Udine nell’ambito dell’iniziativa promozionale Made in Friuli. Si tratta di una proposta che figurava nel menu del ristorante “Roma” di Tolmezzo dove impareggiabile protagonista era proprio l’indimenticato chef di Villa Santina. Eccola:

“Pere con formaggio di malga”

Cosa serve
(15 minuti)
200 g rucola
200 g formaggio di malga fresco
2 pere Abate
1/2 dl di olio extravergine di oliva
1 pizzico di semi di sesamo

Come fare
Affettate sottilmente il formaggio di malga; mondate, lavate ed asciugate la rucola.
Su un piatto disponete un letto di rucola ed adagiatevi le fettine di formaggio.
Solo alla fine pelate le pere perché non imbruniscano, tagliatele a fettine sottili e sistematele sopra il formaggio.
Condite con un filo d’olio e guarnite con semi di sesamo o con gherigli di noci.

Cosa bere
Collio Pinot grigio

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In copertina, le “Pere con formaggio di malga” di Gianni Cosetti.

 

LA RICETTA DI COSETTI – “Fregolòz di jèrbis”

di Gi Elle

Desiderate un piatto che sicuramente potrebbe essere considerato tipico per l’estate? Eccovi accontentati con quanto vi suggeriamo oggi nel quindicinale appuntamento con la “Ricetta del sabato”. Anche questa l’abbiamo tratta dal libro “Vecchia e nuova cucina di Carnia” – un vero e proprio giacimento di proposte enogastronomiche, legate alla tradizione e al territorio che le esprime – che Gianni Cosetti pubblicò nel 2000, con i tipi della Società Editoriale Ergon di Ronchi per conto della Casa Editrice Leonardo di Pasian di Prato, con la collaborazione dell’allora Camera di Commercio di Udine nell’ambito dell’iniziativa promozionale Made in Friuli. Si tratta, dunque, di una ricetta tipica, legata appunto alle consuetudini locali, e rinnovata dall’estro e dalle non comuni capacità dell’indimenticato chef nato a Villa Santina. Eccola:

“Fregolòz di jèrbis”
(gnocchetti alle erbe)

Cosa serve
(60 minuti)

100g retrepis o spinaci
30 g prezzemolo
100 g bietina
100 g ortiche
250 g farina 00
noce moscata grattugiata
sale e pepe
1 uovo
1 dl latte
una cipolla piccola
100 g burro
100 g ricotta affumicata

Come fare

Mondate e lavate bene le erbe, sbollentatele in abbondante acqua salata nella quale avrete aggiunto un pizzico di bicarbonato.
Scolatele, quindi rosotalele insieme al burro ed alla cipolla tritata.
Passate il tutto al frullatore aggiungendo il latte, quindi incorporate la farina, l’uovo, la noce moscata, sale e pepe; amalgamate bene il tutto mescolando con la frusta fino ad ottenere un composto omogeneo.
In una pentola di acqua bollente salata, buttate gli gnocchetti formati con l’aiuto di un cucchiaino; appena questi vengono a galla raccoglieteli con un mestolo forato e metteteli in acqua fredda.
Alla fine, terminato l’impasto, immergeteli ancora in acqua bollente salata per 2 minuti, scolateli e conditeli con burro fuso e ricotta grattugiata.

Cosa bere

Ribolla gialla.

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In copertina, ecco i “Fregolòz di jèrbis” di Gianni Cosetti.

LA RICETTA DI COSETTI – Orzo con erbe di campo

di Gi Elle

Ecco un nuovo appuntamento con la quindicinale “Ricetta del sabato” che oggi vi presenta un gustoso piatto legato alla stagione. Anche questa proposta l’abbiamo tratta dal libro “Vecchia e nuova cucina di Carnia” che Gianni Cosetti pubblicò nel 2000, con i tipi della Società Editoriale Ergon di Ronchi per conto della Casa Editrice Leonardo di Pasian di Prato, con la collaborazione dell’allora Camera di Commercio di Udine nell’ambito dell’iniziativa promozionale Made in Friuli. Si tratta, dunque, di una classica ricetta del ristorante Roma di Tolmezzo che ebbe come guida proprio l’indimenticato chef nato a Villa Santina. Eccola:

“Orzo con erbe di campo”

Cosa serve
(75 minuti)
800 g erbe spontanee assortite
1/2 cipolla
50 g olio extravergine oliva
50 g burro
50 g formaggio parmigiano
300 g orzo
50 g speck
1 pomodoro maturo ben sodo
prezzemolo riccio

per il brodo vegetale:
1 cipolla
1 gambo sedano
1 carota
1 zucchina

Come fare
Sbollentate le erbe ben lavate in un litro di acqua salata con un pizzico di bicarbonato, scolatele tenendo l’acqua di cottura e mettetele nel ghiaccio per conservare il loro colore verde.
Con l’acqua di cottura preparate il brodo vegetale unendo la cipolla, il sedano, la carota e la zucchina; salate e lasciate bollire per 30 minuti.
In una casseruola soffriggete la cipolla finemente tritata con il burro, l’olio e lo speck tagliato a dadini; unite l’orzo e rosolate mescolando finché otterrà una buona tostatura, ora versate il brodo a poco a poco sempre mescolando e fate cuocere per circa 40 minuti.

Cosa bere
Collio Pinot bianco.

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In copertina, ecco il gustoso piatto che Gianni Cosetti preparava al ristorante “Roma” di Tolmezzo.

LA RICETTA DI COSETTI – Petto di faraona alle punte di asparagi

di Gi Elle

Con la Ricetta del sabato – che durante il periodo estivo vi proporremo a scadenza quindicinale – torniamo sulla montagana friulana per farvi scoprire un altro gustosissimo piatto dell’indimenticato Gianni Cosetti, anche questo legato a questo momento di fine primavera, avendo come protagonisti i sempre deliziosi asparagi (verdi in questo caso). Anche questa proposta l’abbiamo tratta dal libro “Vecchia e nuova cucina di Carnia” che Cosetti pubblicò nel 2000, per i tipi della Società Editoriale Ergon di Ronchi e per conto della Casa Editrice Leonardo di Pasian di Prato, con la collaborazione dell’allora Camera di Commercio di Udine nell’ambito dell’iniziativa promozionale Made in Friuli. Si tratta, dunque, di una elaborazione del ristorante Roma di Tolmezzo che ebbe come guida proprio lo chef nato a Villa Santina. Ecco, dunque, la ricetta:

“Petto di faraona alle punte di asparagi”

Cosa serve
(40 minuti)
4 petti di faraona
1 rametto di rosmarino
4 foglie di salvia
16 asparagi verdi di media grossezza
4 fette sottili di lardo
1 spicchio d’aglio
1/2 dl d’olio
50 g di burro
sale e pepe qb
1 bicchiere di vino bianco
1 pizzico di bicarbonato
1 m di spago

Come fare
Lessate gli asparagi in acqua salata col bicarbonato; scolateli, dividete le punte (5 cm) dai gambi che taglierete a rondelle sottili.
Schiacciate i petti con i batticarne, strofinateli con l’aglio, salate e pepate; disponetevi sopra le rondelle, la salvia, il rosmarino e chiudete i petti.
Avvolgeteli con il lardo, legateli con lo spago, quindi poneteli in una teglia con il burro e l’olio; infornate a 150 gradi per 20 minuti.
A cottura ultimata bagnate con il vino bianco, lasciate evaporare, quindi spegnete il forno continuando a tenere i petti in caldo. A parte restringete la salsa.
Tagliate i petti di faraona in senso orizzontale a fette spesse 1 cm.
Servite in piatti caldi disponendo le fettine al centro, le punte di asparagi a ventaglio e versando sopra la salsa ben calda.

Cosa bere
Collio Pinot nero.

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In copertina, ecco “Petto di faraona alle punte di asparagi”.

LA RICETTA DI COSETTI – “Frìco cun cartufulès”

di Gi Elle

Oggi per la consueta “Ricetta del sabato” vi proponiamo una ricetta tipica e molto amata del Friuli, ma alla maniera di Gianni Cosetti: il frico con le patate, o meglio con le “cartufùles”, come le chiamano in Carnia (ma anche in altre parti della nostra regione), con una chiara derivazione dal tedesco Kartoffeln. Anche questa proposta l’abbiamo tratta dal libro “Vecchia e nuova cucina di Carnia” che l’indimenticato chef pubblicò nel 2000, per i tipi della Società Editoriale Ergon di Ronchi per conto della Casa Editrice Leonardo di Pasian di Prato, con la collaborazione dell’allora Camera di Commercio di Udine nell’ambito dell’iniziativa promozionale Made in Friuli. Ecco dunque la ricetta:

“Frìco cun cartufulès”
frico con le patate

Cosa serve
(50 minuti)

300 g di formaggio Montasio di 3 mesi
4 patate grosse
1 cipolla
150 g di pancetta affumicata
sale e pepe qb

Come fare

Rosolate in una casseruola la pancetta tagliata a dadini con la cipolla affettata sottile.
Aggiungete le patate a pezzetti, il sale, il pepe ed un mestolo d’acqua; coprite e cuocete per 30 minuti.
A cottura ultimata incorporate lentamente il formaggio tagliato a fettine e formate un impasto; passatelo quindi in un tegame antiaderente di 20 cm di diametro cercando di eliminare il grasso.
Rosolate bene il frico da ambo le parti fino a formare una crosticina dorata.
Tagliate in 4 e servite.

Cosa bere

Pinot nero

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In copertina, ecco il frico secondo la ricetta di Gianni Cosetti.

LA RICETTA DI COSETTI – “Radìc di Bosc”, il radicchio di montagna

di Gi Elle

Dopo la puntata dedicata ai germogli del pungitopo (“Sparcs di ruscli”), ecco oggi, per la consueta “Ricetta del sabato”, un’altra proposta legata alla stagione primaverile: la conservazione del delizioso radicchio di montagna che spunta sulle nostre montagne fino a poco tempo fa ricoperte di neve e ghiaccio. Anche questa l’abbiamo tratta dal libro “Vecchia e nuova cucina di Carnia” che Gianni Cosetti pubblicò nel 2000, per i tipi della Società Editoriale Ergon di Ronchi per conto della Casa Editrice Leonardo di Pasian di Prato, con la collaborazione dell’allora Camera di Commercio di Udine nell’ambito dell’iniziativa promozionale Made in Friuli. Si tratta, dunque, di una elaborazione del ristorante Roma di Tolmezzo che ebbe come guida proprio l’indimenticato chef nato a Villa Santina.

“Radìc di Bosc”
“Radìc di Mont”, “Radìc dal Glaz”
radicchio di bosco, di montagna,
del ghiaccio

Cosa serve:
(40 minuti)
1 kg radicchio di bosco
1 lt vino bianco
5 dl aceto bianco
1/2 stecca di cannella
5 chiodi di garofano
sale grosso
1/2 dl olio extravergine di oliva

Come fare
In una pentola portate ad ebollizione il vino e l’aceto salati ed aromatizzati con la cannella e i chiodi di garofano; immergetevi i germogli ben mondati e lavati; appena riprende il bollore, scolateli e poneteli ad asciugare per 12 ore in un panno.
Sistemateli quindi in un vaso a chiusura ermetica ricoperti con l’olio: conservateli in frigorifero.
Ottimi per accompagnare la carne “salada”, il prosciutto di capriolo, lo speck ed il prosciutto di Sauris affumicati al ginepro.

Vasetti di “Radìc di Mont”.

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In copertina, il radicchio di bosco o di montagna nella elaborazione suggerita da Gianni Cosetti.