Ma stasera sul Ponte dello Schioppettino non ci sarà Flavio Schiratti, un grande imprenditore che ha onorato Prepotto

di Giuseppe Longo

Sarà grande festa questa sera sul Ponte dello Schioppettino, a Prepotto. Ma lui, purtroppo, non ci sarà, perché il “re dello Schioppettino” è scomparso, prematuramente, appena una decina di giorni fa. Alla Notte del vino che, proprio sul ponte che attraversa il fiume Judrio unendo i territori di Albana e Mernico – per dirla in termini vitivinicoli Colli orientali del Friuli e Collio -, sarà infatti avvertita l’assenza di Flavio Schiratti, il titolare di “Ronc Soreli” che ha investito tutto proprio sullo Schioppettino, coltivandone oltre 40 ettari, la maggior superficie in assoluto nel Vigneto Fvg, a dimostrazione di quanto l’imprenditore majanese credesse in questo straordinario vitigno che regala tante emozioni e soddisfazioni ai produttori di Prepotto e di Cialla. Schiratti è stato strappato alla sua amata famiglia, ma anche alla tanto coccolata azienda di Novacuzzo, ad appena 64 anni, vinto da una malattia rivelatasi purtroppo senza speranze.


Risale al 2008 la nascita della rinomata cantina nell’altrettanto rinomata zona produttiva di Prepotto, in una zona sempre baciata dal sole, tanto che il novello vignaiolo – proveniente a 50 anni dal mondo industriale – l’aveva appunto voluta chiamare “Ronc soreli” che, per chi non è friulano, significa ronco del sole cioè vigneto di collina sempre inondato da quella luce e da quel calore che consentono di produrre vini di straordinaria finezza, quelli che era riuscito ad ottenere Flavio Schiratti puntando alla valorizzazione delle varietà autoctone, in primis la Ribolla nera cioè lo Schioppettino. Ci credeva così tanto che questa era divenuta la sua “mission” produttiva, arricchendola con importanti interventi agronomici per il recupero dei vigneti antichi e per la regimentazione delle acque collinari, portando la superficie vitata dagli originari 33 ettari a 42, ristrutturando e ampliando la cantina che oggi non è soltanto un prestigioso polo produttivo, ma anche un luogo di importanti degustazioni e incontri di cultura, arte e musica. Un vanto, insomma, per Prepotto, tanto che Mariaclara Forti, avvocato e sindaco per la terza volta di questo piccolo-grande Comune di confine, gli ha dedicato toccanti parole. «Brillante e non banale era il suo modo di agire, dotato di una fertile creatività che ha portato e che avrebbe continuato a portare lustro e prestigio a tutto ciò che la circondava”. Aggiungendo che altri parleranno di lui “chi come grande imprenditore, chi come illustre personalità del mondo del vino e dell’accoglienza».
E per i suoi prestigiosi vini Flavio Schiratti è stato premiato in questi anni con importanti riconoscimenti. Il suo Schioppettino, in particolare, è stato protagonista di una qualificatissima degustazione avvenuta due anni fa nel Congresso nazionale Assoenologi che si era riunito alla Fiera di Verona, negli stessi padiglioni che ogni primavera ospitano il Vinitaly. Era stato, infatti, proprio lo Schioppettino di Prepotto a rappresentare il Vigneto Fvg nella degustazione, con 15 “perle” arrivate dai territori più vocati d’Italia, che ha concluso l’importante appuntamento dei tecnici della vite e del vino. Era un vino di ben undici anni, trattandosi dello Schioppettino Riserva 2011. Un vino che un paio di mesi più tardi dello stesso 2022 era stato protagonista di una splendida degustazione comparata che, a Cividale con il coordinamento di Claudio Fabbro, lo aveva visto sfilare assieme ad altri tre grandi Schioppettini, quelli di Ronchi di Cialla, Spolert Winery e Vie d’Alt.
Tornando alla odierna Notte dello Schioppettino di Prepotto, ricordiamo che questa comincerà alle 19.30 mentre la cerimonia inaugurale seguirà alle 20. Protagonisti saranno ben 17 vignaioli di Prepotto e della contermine Dolegna del Collio assieme a tredici ristoratori della Val Judrio. Per cui il successo, viste anche le ottime condizioni del tempo, è garantito. E sarà una nuova dimostrazione di quanto questa formula innovativa proposta per la prima volta dalle Città del vino Fvg sia stata azzeccata. E, allora, buon Schioppettino a tutti, proprio con un grato pensiero rivolto a Flavio Schiratti che ci ha lasciato troppo presto.

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In copertina, Flavio Schiratti scomparso a 64 anni; all’interno, l’imprenditore alla degustazione di Cividale di due anni fa con altri produttori di Schioppettino di Prepotto e di Cialla e il sindaco Mariaclara Forti.

I Nonino con il “Risit d’Aur” premiano Angelo Floramo e Coperativa Insieme. E a Percoto faranno festa anche per i 50 anni della prima grappa di monovitigno

di Giuseppe Longo

Sono Angelo Floramo e la Cooperativa Insieme “Frutti per la Pace” gli insigniti del Premio Nonino Risit d’Aur Barbatella d’Oro 2024, il prestigioso riconoscimento che i distillatori di Percoto, Giannola e Benito Nonino, istituirono nell’ormai lontano 1976, l’anno del terremoto che sconvolse mezzo Friuli, per sottolineare l’impegno nella salvaguardia dei vecchi vitigni autoctoni a rischio estinzione e nel contempo valorizzare le espressioni della civiltà contadina di queste nostre terre. La consegna dei premi avverrà sabato 27 gennaio, alle ore 11, nella distilleria sita a Ronchi di Percoto e nell’occasione si terranno anche le celebrazioni per i cinquant’anni della creazione del Monovitigno Nonino, la prestigiosa grappa che si è imposta con grande successo a livello internazionale.
Ma chi sono i due premiati? «Angelo Floramo, accademico, storico, medievalista e consulente scientifico della biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli – si legge nelle motivazioni -, è, come ama definirsi, “figlio della frontiera”. Nel suo peregrinare per motivi di studio tra le più antiche biblioteche, borghi e monasteri in Italia e in Europa ricerca da sempre i fili che legano la cultura friulana a quella slovena dove le due culture si fondono (Balkan Circus 2013 e La Veglia di Ljuba 2018 edizioni Ediciclo e Bottega Errante)». L’ultimo suo libro è dedicato al prodotto della vite, “Vino e libertà” è infatti il titolo, ed è stato al centro di un recentissimo incontro che lo scrittore ha avuto all’Ute di Pordenone.
«Alla ricerca delle radici comuni attraverso le “madri” – le “majke” – che legate alle loro terre diventano canto nel più profondo senso dell’esistere, si è imbattuto – si legge ancora – nella cooperativa Insieme delle donne di Bratunac e Srebrenica, donne di Bosnia come amano definirsi, non serbe, croate, bosgnacche, non musulmane, cattoliche, ortodosse, ebree. Donne e basta. Queste donne dimostrano che si può ricostruire un’identità collettiva contro le divisioni imposte dalla guerra e hanno avviato un processo di elaborazione del lutto basato sul riconoscimento del valore del dolore dell’altro, non più inteso come nemico ma come vittima della stessa violenza. Questo è il valore etico incalcolabile della cooperativa Insieme “Frutti per la pace” creata nel 2003 da un gruppo di “pacifiste in pratica”, come la loro presidente, Radmila Zarkovic».
Come dicevamo, il Premio Nonino Risit d’Àur nacque nel 1976 e in quasi cinque decenni ha collezionato un ricco albo d’oro. «Un anno prima – ricorda il dottor Claudio Fabbro -, ricercando vinacce degli antichi vitigni autoctoni friulani, i Nonino avevano scoperto che i più rappresentativi (Ribolla, Schioppettino Tazzelenghe e Pignolo) erano in via di estinzione essendone vietata la coltivazione e il 29 novembre, con lo scopo di farli ufficialmente riconoscere dagli organi nazionali e comunitari, istituirono il Premio Nonino Risit d’Àur da assegnare annualmente al vignaiolo che avesse posto a dimora il miglior impianto di uno o più di questi vitigni anche se di proporzioni limitate». La prima edizione del Premio, appunto nel 1976, andò a Dina e Paolo Rapuzzi dell’azienda Ronchi di Cialla, in Comune di Prepotto, per l’impianto di Schioppettino, vitigno per il quale la coppia s’impegnò assiduamente al fine di ottenerne la salvaguardia. Nel contempo – ricorda ancora Fabbro -, riconoscimenti andarono anche all’azienda Conti Florio di Buttrio per il Tazzelenghe, ai Conti Trento di Dolegnano per lo Schioppettino e il Pignolo. Premi anche a Guido Poggi per l’ampelografia sui vitigni autoctoni friulani e a Angelo Nassig per la ricerca sulle stesse varietà. Tra i numerosi premiati in questo quasi mezzo secolo si distinse nel 1992 l’allora Consorzio per la Tutela del Ramandolo per sottolineare la tenace azione di difesa del prestigioso vino ottenuto dalle uve di Verduzzo friulano, nei Comuni di Nimis e Tarcento, che nove anni più tardi sarebbe stato premiato dalla prima Docg attribuita a un vino del Friuli Venezia Giulia.
Gli altri Premi Nonino, quelli più espressamente legati al settore letteral-culturale, sono stati assegnati invece ad Alberto Manguel, Rony Brauman per Medici senza frontiere e Naomi Oreskes. La Giuria, presieduta da Antonio Damasio, era composta da Adonis, Suad Amiry, John Banville, Luca Cendali, Mauro Ceruti, Jorie Graham, Amin Maalouf, Claudio Magris, Norman Manea ed Edgar Morin.

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In copertina, lo scrittore friulano Angelo Floramo insignito del Risit d’Aur 2024.

Schioppettino di Prepotto e di Cialla protagonista nel Castello di Albana

(g.l.) “Schioppettino, tradizione e cultura”: è questo il tema della giornata che ruoterà sabato prossimo, 27 maggio, attorno al grande rosso autoctono nell’ambito della manifestazione Appuntamento a Prepotto, nella Terra appunto della Schioppettino, che avrà quale suggestiva cornice il Castello di Albana. A organizzarla è la civica amministrazione sotto l’attenta e appassionata regia di Mariaclara Forti, sindaco del piccolo Comune in riva al Judrio. Vi collabora la Pro Loco.
L’incontro, che si annuncia con un ricco e invitante programma, comincerà alle 16 con la conferenza “Cosa fa bene e cosa fa male? Vantaggi e rischi della ambiguità”, animata da Fulvio Ursini, professore emerito di Chimica biologica della Scuola di medicina dell’Università di Padova. Al termine, intorno alle 17, seguirà invece la conferenza incentrata proprio sul vino vero protagonista della giornata: “Le Terre dello Schioppettino” è infatti il tema che sarà sviluppato dall’agronomo Carlo Petrussi.
Il tutto sarà concluso, alle 18, da una degustazione da non perdere guidata da Liliana Savioli, giornalista e sommelier. Tema: “Schioppettino di Prepotto e Cialla – Le annate calde e fredde”. Saranno protagonisti i vini delle aziende Ronchi di Cialla, Traverso, Vie d’Alt, Vigna Lenuzza e Vigna Petrussa, alcune delle etichette più prestigiose della zona. Ricordiamo che la degustazione sarà a numero chiuso, per cui è richiesta la prenotazione via whatsapp al numero 333.7704167.

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In copertina, i caratteristici grappoli dello Schioppettino e qui sopra il Castello di Albana.

 

Pamela Chilvers e i cinque vini di Cialla applauditi al Museo Carnico di Tolmezzo

di Giuseppe Longo

TOLMEZZO – Si sapeva, certamente, di celebri etichette abbinate ad altrettanto celebri brani musicali. Ma non era noto, almeno in Friuli, che una composizione portasse addirittura il nome di un vino. Invece, sono ben cinque i vini, tutti pregiati, e tutti dei Ronchi di Cialla, intorno ai quali una musicista britannica ha “confezionato” cinque abiti di note, regalando al loro ascolto emozioni inaspettate. Le ha scritte la compositrice e pianista Pamela Chilvers la quale è arrivata da Oltremanica per interpretarle direttamente in una cornice d’eccezione qual è quella del Museo Carnico delle Arti Popolari di Tolmezzo, dinanzi a un pubblico entusiasta per la originale proposta.


Così, al prezioso Fazioli in dotazione all’istituto dedicato all’indimenticabile figura di un “grande carnico”, quale fu Michele Gortani, la musicista inglese – presentata con grate parole da Ivan Rapuzzi, dopo una visita alle preziose raccolte museali – ha proposto una coinvolgente lettura di brani intitolati Ciallabianco, Schioppettino di Cialla, Ciallarosso, Verduzzo di Cialla e Picolit di Cialla. Vini che l’artista ha conosciuto proprio nella ormai storica azienda fondata sui colli di Prepotto, oltre mezzo secolo fa, da Paolo e Dina Rapuzzi dando vita a un “cru” davvero inimitabile e che si è fatto conoscere in tutto il mondo, anche perché queste prestigiose etichette sono state battute in aste fra le più famose.

Assaggiando questi vini, Pamela Chilvers ha provato delle emozioni che l’hanno indotta a trasferirle sul pentagramma dando vita, per ognuno dei cinque vini, una “pioggia” di note che si annuncia con il lento e delicato fluire del Ciallabianco nel bicchiere, arrivando ai maestosi e vivaci passaggi che descrivono lo Schioppettino di Cialla, vero orgoglio di quest’azienda, la cui salvaguardia è dovuta proprio alla tenacia e alla caparbietà dell’indimenticabile Paolo Rapuzzi. Ed ecco il Picolit di Cialla, gioiello raro della prestigiosa sottozona dei Colli orientali del Friuli, che si presenta con un tocco sul grancoda “teneramente semplice” come l’ha definito sulla prima riga del suo spartito la compositrice. Passando poi al ritmo audace e trascinante che introduce alla “descrizione” del Ciallarosso, per arrivare infine ai teneri accordi che introducono al Verduzzo di Cialla, altra preziosa etichetta di Casa Rapuzzi. Prima di sedersi al pianoforte, di ogni brano Pamela Chilvers ha offerto una breve descrizione, attingendo ai testi da lei stessa scritti e pubblicati a corredo delle cinque composizioni in una elegante brochure dal titolo “Five pieces from Ronchi di Cialla – for piano” che al lettore si presenta con bei grappoli di Schioppettino. Il cui vino, come gli altri quattro, sono stati degustati al termine del concerto assieme ad alcune squisitezze della tradizione carnica – come gli inimitabili “cjarsons” – preparate dal ristorante Gardel della vicina Arta Terme.
Tra gli ospiti anche Mariaclara Forti, sindaco di Prepotto, che non perde occasione per valorizzare e far conoscere i vini e le bellezze del suo territorio attraversato dal fiume Judrio, a ridosso del confine sloveno. E che ha ovviamente molto apprezzato anche questa brillante e originale iniziativa dei fratelli Ivan e Pier Paolo Rapuzzi, sostenuti dall’amore e dallo sprone di mamma Dina nel ricordo del loro Paolo. Il quale, per chi crede, era sicuramente “presente” al concerto di Tolmezzo dedicato ai vini che lui stesso volle ottenere da quei filari “disegnati” sui Ronchi di Cialla.

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In copertina, Ivan Rapuzzi si complimenta con Pamela Chilvers; all’interno, i cinque vini descritti in musica dalla compositrice britannica, tre immagini del concerto e un momento della visita al Museo tolmezzino.

 

 

 

Quando i vini diventano musica: cinque etichette dei Ronchi di Cialla interpretate da Pamela Chilvers

di Giuseppe Longo

Ha conosciuto i Ronchi di Cialla e i grandi vini di questo “cru” inimitabile e se ne è subito innamorata, tanto da creare addirittura dei brani musicali intonati a ogni etichetta della ormai storica azienda fondata oltre mezzo secolo fa da Paolo e Dina Rapuzzi. La famosa compositrice e pianista britannica Pamela Chilvers ha, infatti, trasferito sul pentagramma le emozioni provate assaggiando cinque perle di questo suggestivo angolo dei Colli orientali del Friuli, in Comune di Prepotto: Ciallabianco, Schioppettino di Cialla, Ciallarosso, Verduzzo di Cialla e Picolit di Cialla. Vini che già di per se stessi sono una sinfonia per il palato. E ora con le note confezionate su misura per ognuno lo sono anche per l’udito.


Il tutto fa parte di un progetto denominato “Five Pieces from Ronchi di Cialla” e messo a punto dalla musicista d’Oltremanica con l’enologo Ivan Rapuzzi – che con il fratello Pierpaolo gestisce la rinomata cantina fattasi conoscere in tutto il mondo, anche perché le sue bottiglie sono state battute nelle aste più prestigiose – appunto dopo aver visitato il vigneto di famiglia su queste colline baciate tutto il giorno dal sole. “Da un incontro di menti – racconta Ivan – è nata l’idea che la musica, l’udito, il gusto e il vino possano fondersi e creare un’esperienza sensoriale unica”. E una prova sarà data fra pochi giorni a Tolmezzo.
Pamela Chilvers sarà, infatti, in Friuli dal 6 al 10 marzo prossimi e martedì 7, alle cinque del pomeriggio, suonerà proprio sul pregiato Fazioli in dotazione al Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani” i cinque brani creati dopo aver degustato i vini in questione. Nel contempo, la musicista inglese spiegherà anche il processo di composizione di ogni “pezzo” offrendo al pubblico alcune copie della musica scritta proprio pensando a queste famose etichette. Il concerto, che sarà preceduto da una visita al bellissimo Museo di via della Vittoria dedicato appunto al senatore Gortani, grande e indimenticabile figlio della Carnia, sarà coronato da una degustazione di vini dei Ronchi di Cialla con prodotti del territorio proposta dal ristorante Gardel di Arta Terme.

I fratelli Rapuzzi con i genitori.


Insomma, una originale iniziativa che non mancherà di suscitare curiosità e interesse fra i cultori del frutto della vite e nel contempo amanti della bella musica. Sarebbe sicuramente molto piaciuta anche a Paolo Rapuzzi che con la moglie Dina Marangone aveva appunto fondato e fatto crescere questa piccola grande azienda, facendo conoscere i suoi vini fra gli estimatori di tutto il globo. Vini che derivano tutti da pregiate varietà autoctone, antiche come il Verduzzo, il Picolit e lo Schioppettino che hanno scritto la storia dell’enologia friulana. E quella dello Schioppettino, vino sempre più amato e ricercato da winelovers ed enoturisti – e che da una dozzina d’anni conta anche la ormai famosa sottozona Schioppettino di Prepotto -, può essere ancora scritta e raccontata proprio grazie alla caparbietà e al coraggio dei coniugi Rapuzzi, i quali hanno saputo salvare un vitigno che ormai stava scomparendo (tanto da meritare il primo “Risit d’Aur”, il prestigioso Premio della Distilleria Nonino), anche perché non riconosciuto dalle norme in vigore negli anni in cui decisero di cambiare mestiere e di dar vita ai Ronchi di Cialla. E probabilmente proprio su questo straordinario vino, avendone conosciuto la storia, Pamela Chilvers ha “ritagliato” l’abito musicale più adatto che ora potremo ascoltare nel ricordo di Paolo e della sua intraprendenza tra i filari e in cantina.

Schioppettino di Cialla

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In copertina, i cinque vini dei Ronchi di Cialla a ognuno dei quali Pamela Chilvers ha dedicato un appropriato brano musicale.

Enoturismo, e ora nasce “Enjoy Prepotto” nella magica terra dello Schioppettino

Staccarsi dalla frenesia di tutti i giorni, immergersi in un luogo di relax pieno di natura e di stimoli culturali, per vivere esperienze turistiche all’aria aperta e degustare le migliori eccellenze enogastronomiche del territorio: è questo l’invito della neonata rete “Enjoy Prepotto”, che raccoglie al suo interno 13 aziende del Comune collinare, Città del vino Fvg,  e che ha presentato il suo nuovo portale online dedicato (www.enjoyprepotto.it).

TREDICI REALTÁ – Il nuovo portale “Enjoy Prepotto” è il risultato dell’unione spontanea fra 13 realtà comprendenti aziende vitivinicole, agriturismi e b&b, che insieme hanno deciso di unire le proprie forze per portare nuova linfa al territorio. L’offerta del portale comprende un ricco ventaglio di attività ed esperienze turistiche per tutto l’anno, organizzato in 6 diverse categorie: degustazioni e visite in cantina, escursioni guidate, corsi di cucina, gite in e-bike, corsi di yoga e meditazione, eventi culturali. «La nostra missione è offrire alle persone un’accoglienza autentica e distintiva, valorizzando un luogo di confine unico la cui storia contamina tutti i suoi elementi: la natura, la cultura, la cucina. Un luogo dove i ritmi rallentano e la natura invita ad abbracciare uno stile di vita più sincero», spiega Caterina Cossio, di Agriturismo Scribano, tra i promotori del progetto. «L’idea nasce dalla volontà di raccogliere e unire tutte le opportunità offerte da questo speciale territorio e dalle nostre aziende, creando un unico market place tramite il quale è possibile programmare liberamente un weekend o anche solo un pomeriggio di svago all’insegna del relax, del gusto e del divertimento», aggiunge Riccardo Caliari, di Spolert Winery.

ANGOLO DI PARADISO – Circondato da fiumi, monti e boschi rigogliosi, Prepotto è un piccolo Comune in provincia di Udine, collocato nell’estremo Nord-Est d’Italia, che confina per 15 chilometri con la Slovenia. Situato a 6 chilometri da Cividale e 25 da Udine, questo Comune di frontiera è una meta naturalistica molto frequentata da appassionati escursionisti e cicloturisti di tutta Europa. Qui, infatti, si intersecano ben tre cammini internazionali che attraversano il Friuli-Venezia Giulia (il Cammino Celeste, l’Alpe Adria Trail e la Via Alpina), a 600 metri di altezza sorge Castelmonte, uno dei santuari mariani più antichi d’Italia, e tra le dolci colline terrazzate scorre lo Judrio, fiume di frontiera la cui valle offre uno spettacolo naturale in continua evoluzione grazie alla ricchezza di flora e fauna.

GRANDE VINO – Territorio votato alla coltivazione della vite sin dai tempi antichi, il territorio ha come fiore all’occhiello lo Schioppettino di Prepotto e di Cialla, nato proprio nella valle dello Judrio e prodotto esclusivamente in quest’area. Lo Schioppettino di Prepotto e Cialla è uno dei vini autoctoni rossi di maggiore prestigio del Friuli-Venezia Giulia ed è una varietà peculiare della sottozona omonima nella Doc Friuli Colli orientali. I terreni costituiti da marne eoceniche (la “ponca”) e i microclimi creati dalle valli e dalle colline caratterizzano il vino che vi si produce, rendendolo realmente unico. «La produzione dello Schioppettino è legata indissolubilmente alla tradizione di questo luogo», spiega ancora Caterina Cossio. «Non solo perché – aggiunge – quasi tutte le aziende vitivinicole locali lo producono da decenni, ma anche perché è il vino che per eccellenza si sposa bene con i piatti tipici della nostra cucina di confine, caratterizzata da influenze e contaminazioni derivanti soprattutto dalla tradizione gastronomica friulana, da quella slava e da quella austroungarica».

IL NETWORK – Ad oggi composto da 13 realtà del territorio, “Enjoy Prepotto” guarda al futuro e mira a espandere la sua rete.  «Siamo il risultato di un movimento spontaneo e le nostre porte sono aperte a qualsiasi attività in grado di arricchire l’offerta servizi del portale», conclude Riccardo Caliari. Le attuali aziende facenti parte dell’iniziativa sono Tinello di San Urbano, Scribano, L’Osteria di… Delizie e Curiosità, Vigna Lenuzza, Orlando e Didoné, Ronchi di Cialla, Spolert Winery, Vigna Petrussa, Vigna Traverso, Pitticco, Grillo Iole e Vie d’Alt, oltre alla guida naturalistica Renzo Ferluga. L’elenco aggiornato è consultabile su www.enjoyprepotto.it. Sul portale sono inoltre già disponibili gli eventi in programma per i primi mesi del 2023. Per maggiori informazioni, scrivere a info@enjoyprepotto.it

info@enjoyprepotto.it

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In copertina, una degustazione di Schioppettino; all’interno, immagini di cosa offre la zona di Prepotto.

Otto Stagioni e otto Schioppettini in un magico intreccio di musica e vini a Castelmonte

di Giuseppe Longo

PREPOTTO – Quando la grande musica s’incrocia con un grande vino, nasce un momento veramente magico. Come è avvenuto ieri pomeriggio-sera, a Castelmonte, ai piedi della grande Croce e al cospetto del celebre Santuario, la meta più amata dai fedeli friulani, ma non solo, dove le note immortali di Antonio Vivaldi e Astor Piazzolla si sono “fuse” in tutt’uno con lo Schioppettino di Prepotto e di Cialla regalando al folto pubblico  emozioni a non finire. Accentuate alla fine del concerto da una dolcissima “Ave Maria” composta dal Maestro argentino, proposta come atteso bis.

Protagonista, molto applaudita, la Nuova orchestra “Ferruccio Busoni” che sotto la guida del maestro Massimo Belli e con le parti solistiche affidate a un “grande” del violino, qual è l’udinese Lucio Degani, ha eseguito non quattro, bensì Otto Stagioni, vale a dire quelle celeberrime del “prete rosso” intercalate con quelle del “re” del Tango. E per ogni brano era abbinato proprio uno Schioppettino, di volta in volta presentato con la proprietà e la competenza che le sono riconosciute da Liliana Savioli, sommelier calatasi, in via eccezionale, anche in un’abile annunciatrice di musiche che hanno incantato la platea.
“Sulle Note dello Schioppettino di Prepotto e di Cialla” sono stati quindi via via presentati dalla enorelatrice i vini delle aziende Grillo Iole (2018), Nicola Bodigoi (2019), Ronchi di Cialla (2016), Ronc Soreli (2011), Spolert Winery (2019), Vie d’Alt (2019), Vigna Lenuzza (2019) e Vigna Petrussa (2018). La bravissima Savioli ha saputo veramente coinvolgere il pubblico nell’affascinante intreccio che di ogni Stagione ha offerto assieme ai “sentori” dello Schioppettino abbinatovi, regalando una “sinfonia” ulteriore, che alla fine è stata coronata dagli assaggi ai banchetti che sul piazzale erano stati allestiti da ogni cantina appunto di Prepotto e di Cialla, località che vantano due “cru” fra più prestiosi dei Colli orientali del Friuli e di tutto il Vigneto Fvg.


Regista dello straordinario evento – che si colloca fra le iniziative promosse e organizzate dal Comune di Prepotto quali corollari della tappa del Giro d’Italia che il 27 maggio, partita da Marano Lagunare, si concluderà proprio a Castelmonte – Mariaclara Forti che, nella sua qualità di sindaco del piccolo Comune pedemontano, non perde occasione per valorizzare quanto di meglio offra il paese e che in questa felicissima occasione ha avuto al suo fianco, con la Nuova orchestra “Ferruccio Busoni”, Regione Friuli Venezia Giulia, Turismo Fvg,  appunto Santuario della Beata Vergine di Castelmonte e Ministero della Cultura. Proprio a nome del Consiglio regionale ha portato un apprezzato saluto Cristiano Shaurli, già assessore all’Agricoltura (presente anche il collega Giuseppe Sibau), mentre in platea sedevano, fra gli altri, Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del Vino di cui anche Prepotto fa parte, e Alessandro Salvin, leader del Ducato dei vini friulani, impegnato in queste settimane nel nuovo, riuscitissimo tour di Asparagus.
Concluso il concerto dell’orchestra d’archi e clavicembalo, è seguita appunto la degustazione degli otto Schioppettini, proprio come le otto Stagioni di Vivaldi e Piazzolla, mentre calava la sera e le campane del Santuario annunciavano il momento della preghiera e della riflessione al termine di una giornata che per Prepotto rimarrà sicuramente fra i suoi ricordi più belli.

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In copertina e all’interno alcune immagini del bellissimo concerto di ieri sera a Castelmonte con la Nuova orchestra “Ferruccio Busoni” di Massimo Belli e il violino solista di Lucio Degani, sotto la regia del sindaco Mariaclara Forti e con la presentazione della sommelier Liliana Savioli. Ha portato un saluto per la Regione Fvg il consigliere Cristiano Shaurli.

 

 

Quando lo Schioppettino di Cialla e Prepotto ti “innamora” e ti fa cambiare anche mestiere…

di Giuseppe Longo

CIVIDALE – Lo Schioppettino è veramente la carta che sempre più va giocata a Prepotto e a Cialla, località che con le loro sottozone, ritagliate all’interno dei Colli orientali del Friuli, ne hanno “consacrato” una valenza ormai riconosciuta da tutti. E una conferma, semmai ci fosse stato bisogno, è venuta anche da un vero e proprio evento, anche perché originale, che ha avuto quale cornice il ristorante “Al Castello” che domina Cividale, la città longobarda Patrimonio dell’Umanità. Pretesto azzecatissimo la presentazione del volume “Custodi del vino – Storie di un’Italia che resiste e rinasce” (Slow Food Editore), un affascinante racconto di viaggio che Laura Donadoni ha fatto dopo essere andata alla scoperta di vigne e cantine, dalla Valle d’Aosta fino alla Sicilia, che lavorano ogni giorno per costruire e promuovere un messaggio di resilienza, capace di far uscire loro stesse, ma anche tutti noi, dai due anni tormentati dell’emergenza pandemica.

Gli intervenuti mentre parla Fabbro.


E, in questo viaggio tutto da scoprire sfogliando e leggendo le pagine del libro, bello e interessante, nel Vigneto Fvg l’autrice ha posato la lente d’ingrandimento proprio sulla zona dello Schioppettino di Prepotto e di Cialla, “indagando” nel lavoro appassionato dei suoi “Custodi”. Che, nella fattispecie, sono quattro affermati e anche storici produttori – Ronchi di Cialla, Spolert Winery, Ronchi Soreli e Vie d’Alt -, tre dei quali sono approdati al settore vitivinicolo dopo aver fatto tutt’altre attività. Apripista fu oltre mezzo secolo fa, anno più anno meno, il compianto Paolo Rapuzzi che, sostenuto dall’amore e dalla comprensione della moglie Dina – presente alla bella serata con i figli Ivan e Pierpaolo -, decise di impiantare un’azienda viticola proprio sulle colline di Cialla, da sempre terra di vini autoctoni di valore, come appunto lo Schioppettino, allora in serio pericolo di definitiva scomparsa, ma che la tenacia e l’intraprendenza di questi novelli viticoltori hanno permesso di salvare, anche grazie al determinante appoggio dei distillatori Nonino di Percoto che attribuirono proprio ai Rapuzzi, per questo loro coraggioso impegno – arrivarono a sfidare la legge che addirittura ne vietava la coltivazione – la prima edizione del Premio “Risit d’Aur”. Una storia rievocata da Claudio Fabbro che ha condotto l’incontro, fra dati e aneddoti, presentando appunto il libro, la sua autrice – il cui lavoro si divide tra California e Italia – e i quattro produttori. Ma anche i personaggi che hanno contribuito a rilanciare l’immagine del Vigneto Friuli come Luigi Veronelli, Gianni Brera e Mario Soldati.

Il saluto del sindaco Mariaclara Forti…

… e l’intervento di Laura Donadoni.

Simile l’avventurosa esperienza di Riccardo Caliari, veronese, ingegnere, da quattro anni a Prepotto dopo una importante parentesi a Montalcino, area fra le più celebrate della Toscana. Affascinato dalla ricca biodiversità di questa terra di confine, coltiva nove ettari a Novacuzzo, riservando un occhio di riguardo proprio allo Schioppettino – il vitigno, come è noto, è la Ribolla nera, in sloveno Pocalza – che affina in legno, come richiesto dal disciplinare, ma anche in anfora. Anche se veneto di origini, crede molto nelle tradizioni locali, tanto da chiamare l’azienda “Spolert”, il nome friulano della vecchia cucina in mattoni. Attribuisce grande importanza all’enoturismo, anche questa una carta da giocare sempre con maggior convinzione.

Alessandro Cossa

Pierpaolo Rapuzzi


Pure Flavio Schiratti ha cambiato vita, a cinquant’anni, dando vita a Ronc Soreli. Provenendo dal mondo industriale, ha molto investito a Prepotto acquistando una trentina di ettari, quasi tutti coltivati con vitigni a bacca bianca, fatta eccezione per il poco Schioppettino. Nel 2008 la prima vendemmia coincidente con la nascita della prestigiosa sottozona, che ha seguito dopo alcuni anni proprio quella di Cialla. Il suo Schioppettino ha rappresentato, con successo, il Vigneto Fvg alla recente degustazione nazionale condotta da Assoenologi al Vinitaly di Verona.
Autoctona invece, come il suo vino, Vie d’Alt, cantina presentata da Nadia Venica che con altre due sorelle porta avanti una bellissima realtà fondata dal nonno nel 1915. Un’azienda quindi tutta al femminile, diciotto ettari, in posizione panoramica invidiabile – da cui appunto il nome – a due passi dal Bosco Romagno. Lo Schioppettino è il rosso di punta, versatile ed elegante, per la produzione del quale le sorelle hanno appassionato anche i rispettivi mariti. Anche queste tre donne intraprendenti credono molto nel futuro enoturistico della zona.
“Nelle mani abbiamo un tesoro, guai a distruggerlo”, ha quindi ammonito Pierpaolo Rapuzzi ricordando proprio il lungimirante lavoro del padre. Un vino che ha una storia antica, tutta giocata tra Cialla e Prepotto, per il quale si dischiude un grande futuro, perché – per usare ancora le sue parole – è “semplice, facile da bere, ma complesso e di grande longevità”, caratteristico per quel singolare sentore di pepe nero originato dal rotundone. E poi si dice che il Friuli è soltanto terra di vini bianchi…

La degustazione degli 8 Schioppettini.

Tutte caratteristiche emerse anche nella degustazione che è seguita alla illustrazione delle aziende, le quali hanno presentato ognuna due Schioppettini, per cui si è trattato di un originale confronto tra ben sedici bottiglie di varie annate che hanno entusiasmato la platea, condotta alla scoperta delle peculiarità di questo grande, inimitabile vino, dalle parole appropriate del giovane sommelier-enotecaro Alessandro Cossa che ha sostituito egregiamente Liliana Savioli, impossibilità all’ultimo momento a intervenire. Tra gli estimatori del grande Schioppettino posto sotto i riflettori anche Giampiero Colecchia, voce autorevole delle Città del vino, che ha sottolineato l’opportunità di rafforzare le arcate di quel “ponte” già innalzato tra Prepotto e l’omonima frazione di Duino Aurisina proprio all’insegna del prodotto della vite, il professor Fulvio Ursini che, luminare dell’Università di Padova, ha scelto le colline di Dolegna del Collio per il suo “buen retiro”, e Ben Little, irlandese trapiantato in Friuli, “Pignolo dipendente”, ma innamorato anche degli altri vini di questa terra benedetta. E quindi anche dello Schioppettino di Prepotto e di Cialla. A tutti aveva dato il benvenuto, aprendo l’incontro, l’avvocato Mariaclara Forti, sindaco del piccolo Comune in riva al Judrio che crede molto nei progetti di valorizzazione dello Schioppettino e non perde occasione per escogitare e sostenere qualcosa di utile allo scopo. Tanto che un paio di anni fa le Donne del vino Fvg l’hanno premiata, facendola entrare nel loro benemerito sodalizio.

I grappoli dello Schioppettino.

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In copertina, i quattro produttori c on il sindaco Mariaclara Forti e la scrittrice Laura Donadoni.

Schioppettino di Prepotto e di Cialla, libro e masterclass oggi a Cividale

(g.l.) Appuntamento con lo Schioppettino di Prepotto e di Cialla oggi, 28 aprile, nelle sale del ristorante Al Castello di Cividale. Con inizio alle 18, ci sarà infatti l’annunciato evento speciale tutto dedicato alla prestigiosa sottozona ritagliata nell’ambito dei Colli orientali del Friuli una dozzina di anni fa, ma anche a quella precedente di Cialla, attribuendo il giusto valore al vino – il vitigno è la Ribolla nera – che è il vero portabandiera del territorio sulla riva destra del torrente Judrio. Nell’occasione, sarà presentato il libro dal titolo “I custodi del vino Schioppettino di Prepotto e Cialla” di Laura Donadoni. L’incontro sarà moderato dalla sommelier Liliana Savioli che poi guiderà una degustazione di otto vini: quelli delle aziende Ronchi di Cialla, Spolert Winery, Ronchi Soreli e Vie d’Alt. La masterclass sarà seguita da una light dinner e da un momento conviviale in compagnia, ovviamente, dell’impareggiabile Schioppettino.

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In copertina, i grappoli dello Schioppettino; qui sopra, la scrittrice Laura Donadoni.

 

Schioppettino di Prepotto e di Cialla: a Cividale il libro di Laura Donadoni

(g.l.) Una grande giornata per lo “Schioppettino di Prepotto” quella annunciata per il 28 aprile. Giovedì prossimo, infatti, con inizio alle 18, al Castello di Cividale, ci sarà un evento speciale tutto dedicato alla prestigiosa sottozona ritagliata nell’ambito dei Colli orientali del Friuli una dozzina di anni fa, ma anche a quella precedente di Cialla, attribuendo il giusto valore al vino – il vitigno è la Ribolla nera – che è il vero portabandiera del territorio sulla riva destra del torrente Judrio. Sarà presentato il libro dal titolo “I custodi del vino Schioppettino di Prepotto e Cialla” di Laura Donadoni. L’incontro sarà moderato dalla sommelier Liliana Savioli che poi guiderà una degustazione di otto vini: quelli delle aziende Ronchi di Cialla, Spolert Winery, Ronchi Soreli e Vie d’Alt. La masterclass sarà seguita da una light dinner e da un momento conviviale in compagnia, ovviamente, dell’impareggiabile Schioppettino.

Grappoli di Schioppettino

Liliana Savioli

Un vino cui Prepotto – Città del vino – tiene moltissimo, tanto da avergli dedicato anche un concorso letterario – “I racconti dello Schioppettino”, appunto -, alla seconda edizione e che in quella di esordio aveva visto la partecipazione di ben 180 autori provenienti da tutta Italia. A ispirare i nuovi racconti sarà la “Terra di confine”, come quella che dà anima e corpo allo Schioppettino. Triplice lo scopo dell’iniziativa: promuovere il territorio da un punto di vista turistico, esaltare il valore del brand dello Schioppettino, favorire la creatività di coloro che amano la scrittura. Ricordiamo che si concorre con un racconto inedito da inviare alla segreteria organizzativa del concorso (barbara.pascoli@gmail.com) entro il 19 giugno prossimo. Due le giurie incaricate di individuare i dodici finalisti e i tre vincitori da portare alla premiazione di sabato 8 ottobre.

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In copertina e qui sopra Laura Donadoni con il suo libro dedicato allo Schioppettino di Prepotto e di Cialla.