Grandi Verticali, anche la tappa di Manzano fa centro degustando Pignolo e Barolo. Festeggiato Ben Little premiato con il Risit d’Aur per la valorizzazione dello storico autoctono friulano

Successo a Manzano per la seconda tappa delle Grandi verticali delle Città del Vino, dedicata alla masterclass che ha fatto incontrare Pignolo e Barolo, due grandi rossi autoctoni italiani. All’Antico Foledor Boschetti della Torre, con sala sold out, Matteo Bellotto ha condotto gli iscritti a un viaggio sensoriale con due ospiti d’eccezione: Carlo Alberto Gambino, brand ambassador Strada del Barolo, e l’irlandese (ormai friulano) Ben Little, presidente onorario dell’Associazione del Pignolo del Friuli Venezia Giulia che, pochi giorni fa, ha ricevuto il “Risit d’Aur” del Premio Nonino, proprio per il suo impegno nel valorizzare lo storico vitigno friulano. Presente da Siena anche Paolo Corbini, direttore nazionale delle Città del Vino.


«Assieme a loro – commenta il vicesindaco di Buttrio, Tiziano Venturini, coordinatore regionale e vicepresidente nazionale delle Città del Vino – abbiamo vissuto una splendida serata, ospiti dell’amministrazione comunale di Manzano alla presenza del sindaco Piero Furlani e del vicesindaco Silvia Parmiani. Sia la prima serata a Buttrio che questa seconda a Manzano hanno dimostrato come il pubblico apprezzi il format scelto per Le Grandi verticali delle Città del Vino 2025, con i gemellaggi tra i nostri grandi vini regionali e quelli altrettanto celebri del resto d’Italia. Un progetto che abbiamo voluto avviare per rafforzare i legami con le Città del Vino di altre regioni: l’obiettivo sarà anche di poter portare poi i nostri vini nelle regioni che abbiamo ospitato. Ora siamo pronti per gli appuntamenti di febbraio, con tappa a Corno di Rosazzo e per la prima volta nel Friuli occidentale a San Vito al Tagliamento».
Il programma 2025 de Le Grandi Verticali delle Città del Vino – ideate dal Coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia – prende il titolo di Gemellaggi-Insieme siamo unici. Il progetto gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Io sono Fvg e di Banca 360 Fvg, oltre al patrocinio del Comitato regionale Unpli Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, Unidoc FVG, Ente Friuli nel Mondo. Il tutto in collaborazione con il Consorzio Montasio Dop e la Pro Loco Mitreo di Duino Aurisina. Programma completo e aggiornamenti su www.cittadelvinofvg.it

Questi, infine, gli appuntamenti di febbraio. Ribolla gialla & Fiano d’Avellino – Le Cenerentole che diventano Regine, Corno di Rosazzo, Villa Nachini Cabassi, Giovedì 13 febbraio. Ore 19.30.
Friulano di pianura & Tai di Lison Docg – Dal Friulano al Tai, la pianura e i suoi segreti, San Vito al Tagliamento, sala consiliare Palazzo Altan, venerdì 28 febbraio. Ore 19.30. Ospiti speciali Stefano Quaggio, direttore Consorzio Vini Venezia, e Orazio Franchi, enologo e autore assieme ad Ada Toffolon del libro “Terra di pregiatissimi vini”.

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In copertina, Ben Little, Premio Risit d’Aur 2025, con Matteo Bellotto; all’interno, immagini della serata di Manzano alla quale ha partecipato anche il direttore nazionale delle Città del vino, Paolo Corbini, assieme al coordinatore regionale Tiziano Venturini.

Percoto, Risit d’Aur e mezzo secolo di grappa monovitigno di Picolit alla grande festa per i Premi Nonino 2024

«Oggi celebriamo non solo i vincitori, ma anche la bellezza e la diversità delle autorevoli voci che grazie al Premio Nonino continuano ad arricchire la nostra comunità. Ogni vincitore di questo riconoscimento dà lustro alla nostra terra e porta con sé un bagaglio di ispirazione, di confronto e riflessione». Lo ha detto ieri il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura, Mario Anzil, a margine della cerimonia di premiazione del Premio Nonino 2024 nelle famose Distillerie a Ronchi di Percoto, l’annuale festa di fine gennaio alla quale è intervenuto con l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini. La Giuria, presieduta da Antonio Damasio, ha assegnato i Premi Nonino allo scrittore e traduttore Alberto Manguel, al medico francese Rony Brauman e alla scienziata Naomi Oreskes, mentre allo scrittore e storico Angelo Floramo e alla Cooperativa Insieme “Frutti di Pace” è andato il premio Risit d’Aur (Barbatella d’oro).

Immagine ormai storica della famiglia Nonino.


«Il Premio Nonino si conferma evento prestigioso e internazionale che la famiglia di Ronchi di Percoto continua a regalarci mostrando quel legame profondo con le proprie radici. A questa famiglia, ai giurati e a tutti coloro che continuano a rendere possibile questa straordinaria occasione va la gratitudine dell’Amministrazione regionale», ha continuato Anzil. Il vicegovernatore assieme all’assessore Bini ha inoltre sottolineato l’importante celebrazione che si affianca al Premio ovvero il 50° anniversario della creazione del Monovitigno Nonino da quando, nel 1973, Giannola e Benito Nonino rivoluzionarono l’azienda dando vita a una grappa monovitigno di sole uve Picolit. «Una storia di successo, di determinazione – ha commentato il vicegovernatore – ma soprattutto di infinito amore per la propria terra».
L’assessore Bini ha quindi rivolto un plauso alla grande storia imprenditoriale e d’innovazione della famiglia Nonino che «ha saputo valorizzare un prodotto figlio della tradizione di questa terra trasformandolo in un brand iconico, ambasciatore del Friuli Venezia Giulia nel mondo. Questo Premio – ha concluso l’esponente della Giunta Fedriga – è un riconoscimento al talento individuale, ma anche un tributo alla perseveranza, alla passione e alla dedizione che caratterizzano da sempre l’impegno della famiglia Nonino».

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In copertina, le preziose bottigliette con la grappa monovitigno di Picolit che compie 50 anni.

 

“I racconti dello Schioppettino” premiano Laura Chiabudini. Prepotto subito al lavoro per il quarto concorso letterario

(g.l.) La pordenonese Laura Chiabudini, con “L’Aruspice”, è la vincitrice della terza edizione del concorso letterario “Prepotto. I racconti dello Schioppettino”. Nel Castello di Albana, che sovrasta i bellissimi vigneti dove la vendemmia si è appena conclusa e dove lo Schioppettino domina incontrastato, sabato pomeriggio sono stati infatti proclamati i vincitori della fortunata manifestazione culturale organizzata dal Comune di Prepotto e inserita nel programma “Duino Books, Storie di Pietre”. Ispirato proprio al celebre vino ottenuto dalla Ribolla nera – prodotto di punta del territorio di Prepotto, tanto da aver meritato per legge una sottozona tutta sua nell’ambito dei Colli orientali del Friuli -, il concorso ha visto quest’anno ben 198 iscritti, che si sono misurati sul tema “Fuorilegge”.

Ideato e organizzato da Barbara Pascoli, consigliere del Comune bagnato dal Judrio e scrittrice, con la supervisione del sindaco Mariaclara Forti, il concorso esplora in ogni edizione una diversa caratteristica dello Schioppettino. Si è partiti, infatti, nel 2021 con Mario Soldati, che lo definì “Un solitario senza macchia”. Nel 2022 è stata poi la volta di “Terra di confine”, come quella che dà vita a questo vino unico. Per quest’anno si è rispolverato, invece, quanto accaduto allo Schioppettino negli anni Settanta, quando la Comunità Europea emanò un regolamento che vietava l’impianto di vitigni non riconosciuti dai disciplinari delle Doc: siccome lo Schioppettino non figurava tra i vitigni autorizzati o raccomandati per la Provincia di Udine, diventò appunto “fuorilegge” e venne messo al bando assieme a molte altre varietà autoctone. Poi, come è noto, l’intraprendenza di  lungimiranti produttori, sostenuti dalle istituzioni locali e regionali, ha permesso di salvaguardare questo prezioso vitigno friulano rilanciandone la coltivazione. Il coraggio e l’impegno, in particolare, dell’indimenticato Paolo Rapuzzi di Cialla furono premiati con il primo “Risit d’Aur” istituito dai Distillatori Nonino di Percoto.
A conquistare il primo posto dell’edizione 2023 è stata, dunque, la pordenonese Laura Chiabudini, originaria delle Valli del Natisone, con “L’Aruspice”, seguita al secondo posto dalla trevigiana Nicoletta Riato e, al terzo, da Giuliano Citti, un altro valligiano. I tre racconti, assieme a quelli degli altri nove finalisti, sono raccolti in un’antologia, il cui progetto grafico è firmato da Roberto Duse.

Come detto, la premiazione, tenutasi sabato nel Castello di Albana e presentata da Marina Dorsi, presidente della Giuria dei Tecnici, ha visto la partecipazione di Martina Delpiccolo, nella duplice veste di madrina e di scrittrice. Prima della cerimonia, è stato infatti presentato per la rassegna “Donne!”, coordinata sempre da Barbara Pascoli, il libro “Una voce carpita e sommersa”, su Bruna Sibille-Sizia. A dialogare con Martina Delpiccolo è stata un’altra scrittrice, Carmen Gasparotto, del comitato scientifico del Concorso. E ora, chiusa la terza edizione, gli organizzatori stanno già lavorando alla quarta: quale caratteristica dello Schioppettino sceglieranno per il 2024? Ve la sveleremo appena possibile.

LE MOTIVAZIONI

I classificato: “L’Aruspice” di Laura Chiabudini. Marina Dorsi, presidente della Giuria dei Tecnici, ha scritto la motivazione. “Se questa è la legge, è una cosa che non mi riguarda” afferma il protagonista il cui nome incarna una biblica ribellione. Dove sta il bene e dove il male? Dove stanno le buone e le cattive azioni? Chi, nella vita, è veramente fuori legge? La sensibilità dell’autrice, che si rispecchia in una scrittura sobria e controllata, fa riflettere il lettore e, in contrasto con l’aridità umana, spesso maligna, lo avvolge nell’abbraccio confortante della natura.

II classificato: “Bin Laden” di Nicoletta Riato. La motivazione, scritta da Sandra Puccini, finalista alla I edizione del concorso, 2° classificata alla 2a edizione e in giuria dei tecnici alla 3a. “Esistono creature che non accetteranno mai di sottomettersi a regole e vincoli che non gli appartengono. Fuorilegge per natura che rifiutano briglie e catene. Accade così che a un pastore sardo tocchi come cane da pascolo un incorreggibile latitante ma che l’uomo, piuttosto che provare a cambiarlo, lo accetti così com’è: indomito e ribelle. Forse perché a lui non è toccata la stessa sorte, piegato dagli eventi e costretto ad abbandonare la sua terra e le sue origini. Un racconto toccante che trabocca di buoni sentimenti. Amicizia, fedeltà, fiducia e rispetto reciproco: valori che possiamo e dobbiamo difendere ad ogni costo. Uno sguardo sulla vita che resiste. La storia di due anime accomunate dalla libertà di scegliere chi essere, fino alla fine”.

III classificato: “Agli occhi del mondo” di Giuliano Citti. La motivazione è scritta da Monia Merli, coordinatrice di PnLeggeBookLovers e membro della giuria dei tecnici. “Un racconto capace di raccontarci l’atrocità della guerra e della morte con la poesia di chi, imbracciando un fucile, riesce ancora ad accorgersi della bellezza della montagna e ad ascoltare il canto del barbagianni. Un racconto che piano piano ci prepara a quello che sarà l’epilogo finale, e lo fa quasi dolcemente come quelle parole che, dalla trincea, il protagonista pare scrive (ma probabilmente immagina solo di fare) alla moglie lontana e a quella figlia che lui non potrà vedere crescere. Un racconto che in una manciata di battute riesce a farci commuovere e a provare empatia con quel protagonista stanco di uccidere, stanco di combattere, che nella consapevolezza di non poter più essere l’uomo che un tempo è stato, sceglie di “non tornare”.

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In copertina, la premiazione di Laura Chiabudini, prima classificata; all’interno, il secondo e terzo premio; Massimo Romita per le animatrici del concorso; il sindaco Mariaclara Forti; foto di gruppo con i premiati e pubblico nel Castello di Albana.

Quando i vini diventano musica: cinque etichette dei Ronchi di Cialla interpretate da Pamela Chilvers

di Giuseppe Longo

Ha conosciuto i Ronchi di Cialla e i grandi vini di questo “cru” inimitabile e se ne è subito innamorata, tanto da creare addirittura dei brani musicali intonati a ogni etichetta della ormai storica azienda fondata oltre mezzo secolo fa da Paolo e Dina Rapuzzi. La famosa compositrice e pianista britannica Pamela Chilvers ha, infatti, trasferito sul pentagramma le emozioni provate assaggiando cinque perle di questo suggestivo angolo dei Colli orientali del Friuli, in Comune di Prepotto: Ciallabianco, Schioppettino di Cialla, Ciallarosso, Verduzzo di Cialla e Picolit di Cialla. Vini che già di per se stessi sono una sinfonia per il palato. E ora con le note confezionate su misura per ognuno lo sono anche per l’udito.


Il tutto fa parte di un progetto denominato “Five Pieces from Ronchi di Cialla” e messo a punto dalla musicista d’Oltremanica con l’enologo Ivan Rapuzzi – che con il fratello Pierpaolo gestisce la rinomata cantina fattasi conoscere in tutto il mondo, anche perché le sue bottiglie sono state battute nelle aste più prestigiose – appunto dopo aver visitato il vigneto di famiglia su queste colline baciate tutto il giorno dal sole. “Da un incontro di menti – racconta Ivan – è nata l’idea che la musica, l’udito, il gusto e il vino possano fondersi e creare un’esperienza sensoriale unica”. E una prova sarà data fra pochi giorni a Tolmezzo.
Pamela Chilvers sarà, infatti, in Friuli dal 6 al 10 marzo prossimi e martedì 7, alle cinque del pomeriggio, suonerà proprio sul pregiato Fazioli in dotazione al Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani” i cinque brani creati dopo aver degustato i vini in questione. Nel contempo, la musicista inglese spiegherà anche il processo di composizione di ogni “pezzo” offrendo al pubblico alcune copie della musica scritta proprio pensando a queste famose etichette. Il concerto, che sarà preceduto da una visita al bellissimo Museo di via della Vittoria dedicato appunto al senatore Gortani, grande e indimenticabile figlio della Carnia, sarà coronato da una degustazione di vini dei Ronchi di Cialla con prodotti del territorio proposta dal ristorante Gardel di Arta Terme.

I fratelli Rapuzzi con i genitori.


Insomma, una originale iniziativa che non mancherà di suscitare curiosità e interesse fra i cultori del frutto della vite e nel contempo amanti della bella musica. Sarebbe sicuramente molto piaciuta anche a Paolo Rapuzzi che con la moglie Dina Marangone aveva appunto fondato e fatto crescere questa piccola grande azienda, facendo conoscere i suoi vini fra gli estimatori di tutto il globo. Vini che derivano tutti da pregiate varietà autoctone, antiche come il Verduzzo, il Picolit e lo Schioppettino che hanno scritto la storia dell’enologia friulana. E quella dello Schioppettino, vino sempre più amato e ricercato da winelovers ed enoturisti – e che da una dozzina d’anni conta anche la ormai famosa sottozona Schioppettino di Prepotto -, può essere ancora scritta e raccontata proprio grazie alla caparbietà e al coraggio dei coniugi Rapuzzi, i quali hanno saputo salvare un vitigno che ormai stava scomparendo (tanto da meritare il primo “Risit d’Aur”, il prestigioso Premio della Distilleria Nonino), anche perché non riconosciuto dalle norme in vigore negli anni in cui decisero di cambiare mestiere e di dar vita ai Ronchi di Cialla. E probabilmente proprio su questo straordinario vino, avendone conosciuto la storia, Pamela Chilvers ha “ritagliato” l’abito musicale più adatto che ora potremo ascoltare nel ricordo di Paolo e della sua intraprendenza tra i filari e in cantina.

Schioppettino di Cialla

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In copertina, i cinque vini dei Ronchi di Cialla a ognuno dei quali Pamela Chilvers ha dedicato un appropriato brano musicale.

Schioppettino e Nebbiolo, due “must” dell’enologia protagonisti a Cividale

Nel quadro degli eventi-degustazione autunnali, l’enoteca Tabogan di Cividale (centro commerciale “Borc di Cividat” accanto alla sede di Civibank) propone per domani 19 novembre, dalle ore 18, un interessante confronto tra due “must” dell’enologia del Nord Italia: il Nebbiolo – che, vinificato in purezza, dà origine anche al famosissino Barolo – e lo Schioppettino.

I due vini protagonisti.


A presentare questi straordinari vini sono due rinomate aziende, la piemontese Pira di Serralunga d’Alba (Langhe) e la friulana Ronchi di Cialla, della omonima località in Comune di Prepotto (all’interno del quale una dozzina di anni fa è stata istituita anche la sottozona, o meglio ancora “cru” per dirla con i francesi, Schioppettino di Prepotto), ai cui fondatori Paolo e Dina Rapuzzi si deve la salvaguardia del vitigno autoctono in serio pericolo di estinzione (come tante altre vecchie varietà friulane), tanto che valse loro l’assegnazione del primo “Risit d’aur” al Premio Nonino.
Il locale di Andrea Spataro ricorda che alla serata-degustazione si accede su prenotazione e, ovviamente, con green pass. E che i winelovers potranno procedere agli assaggi dei vini proposti, e quindi Nebbiolo e Schioppettino, assieme a un’adeguata proposta gastronomica in “meditato” abbinamento.

Schioppettino ai Ronchi di Cialla.

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In copertina, grappoli di Nebbiolo il vitigno re delle Langhe in Piemonte.