Dalla Zoo di Dresda al Lago di Cornino: alla Riserva naturale l’arrivo di due giovani grifoni dopo un viaggio di oltre mille chilometri. Saranno liberi di volare

Dallo storico Zoo di Dresda, prestigiosa realtà tedesca che vanta collaborazioni a progetti di conservazione in tutto il mondo, alla Riserva naturale regionale del Lago di Cornino, per essere reintrodotti in natura: dopo un viaggio di oltre 1000 km, su un mezzo appositamente attrezzato, due giovani grifoni sono stati consegnati al sito protetto, divenuto così protagonista di una nuova operazione di portata internazionale, pianificata da mesi ma rimandata più volte a causa di problemi burocratici e di adeguamento alle normative veterinarie, negli ultimi tempi particolarmente severe e restrittive.


«Si tratta di soggetti di particolare interesse, entrambi maschi, nati nel 2024 e nel 2025 da una coppia ospitata nelle voliere dello zoo – spiega il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero – e ora donatici per essere appunto reinseriti nell’ambiente naturale. Lo Zoo di Dresda, gestito con criteri moderni, favorisce la riproduzione degli animali ospitati, per avere giovani esemplari da poter liberare. Il trasferimento è stato organizzato e finanziato dallo stesso zoo, che per l’impegnativo trasporto ha utilizzato un mezzo ad hoc».
Ad accogliere i nuovi arrivati c’erano Genero, che coordina il progetto Grifone e cura i rapporti internazionali, e Luca Sicuro, presidente della Cooperativa Pavees, che gestisce la Riserva di Cornino e il Centro visite. I due grifoni, le cui condizioni sono risultate ottimali, sono ora ospitati in una grande voliera insieme ad altri esemplari: dovranno trascorrere un periodo di acclimatazione di qualche settimana prima di poter essere marcati e liberati, nel momento in cui le condizioni climatiche appariranno pienamente favorevoli. Nel tempo numerosi soggetti provenienti da varie strutture e parchi zoologici, o recuperati in condizioni difficoltà e riabilitati, sono stati reintrodotti in natura nella Riserva naturale regionale del lago di Cornino: si tratta di eventi importanti non tanto per la demografia della colonia, che conta ormai oltre 200 soggetti, ma soprattutto per i rapporti di collaborazione a livello internazionale e il risalto mediatico di iniziative del genere. Ed è proprio sulla valenza della fitta rete di contatti con l’estero della Riserva che pone l’accento il vicesindaco di Forgaria Luigino Ingrassi: «Rappresentano – commenta – una preziosa risorsa, che accresce progressivamente il ruolo, la visibilità e la considerazione nei confronti del nostro sito protetto, dando lustro al Comune di Forgaria e all’intera regione Friuli Venezia Giulia».

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In copertina, i due giovani grifoni arrivati da Dresda (all’interno) al Lago di Cornino.

Un angolo tropicale anche in Friuli: domenica a Forgaria viaggio alla scoperta del Biotopo dell’acqua “caduta”

Escursione alla scoperta dell’affascinante Biotopo dell’acqua “caduta”, domenica 28 settembre, sotto la guida degli esperti della Coop Pavees, che gestisce la Riserva naturale regionale del lago di Cornino, a breve distanza dalla quale c’è un autentico tesoro acquatico: il Biotopo dell’acqua “caduta”, appunto, sito naturalistico unico nel suo genere, contraddistinto da due cascate (le uniche attive nell’anfiteatro morenico) immerse in una particolarissima vegetazione tropicale.
Nel corso della camminata si capirà l’importanza dei biotopi, aree di estensione limitata caratterizzate da un’elevata biodiversità e da peculiarità floro-faunistiche di estremo interesse. Il ritrovo è fissato alle 9.30 davanti al Centro visite della Riserva, da dove si partirà 10 minuti più tardi. La passeggiata – che durerà tre ore – è adatta a tutti, non presentando alcun dislivello e sviluppandosi su sentieri e strade sterrate. Consigliato dotarsi di un abbigliamento tecnico a strati, di calzature con suola gommata, di una scorta d’acqua e di una lente d’ingrandimento, utile per approfondire le specificità del contesto. Necessaria la prenotazione, effettuabile con mail all’indirizzo centrovisite@riservacornino.it

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In copertina e all’interno ecco due immagini del biotopo dell’acqua “caduta”.

Lago di Cornino, tre grifoni in volo: liberati un “veterano” spagnolo di 30 anni e un esemplare proveniente da Israele

Un “veterano” di 30 anni, nato in Spagna nel 1995 e poi importato, nel ’97, nella Riserva naturale regionale del Lago di Cornino, alla cui colonia di avvoltoi si è unito; un esemplare adulto (non inanellato: sulle sue origini non ci sono dunque certezze) catturato a fini di studio pochi giorni fa e uno, infine, nato nel 2020 (quasi certamente in Friuli o in Croazia) e marcato nel novembre dello stesso anno in Israele, dove si era evidentemente spinto a soli pochi mesi di vita: sono i tre grifoni liberati domenica scorsa alla Riserva forgarese nell’ambito della tradizionale manifestazione “Vivi e liberi di volare”, momento di punta della programmazione annuale curata dalla Coop Pavees, che sotto la presidenza di Luca Sicuro si fa carico della gestione del sito protetto. Alto, come nella miglior tradizione dell’evento, l’afflusso di pubblico, fin dall’apertura della giornata di studio e divulgazione, che ha offerto interessanti approfondimenti scientifici: il momento più atteso e dunque più partecipato è stato però proprio quello della reintroduzione in natura dei maestosi rapaci, liberati insieme a numerosi altri uccelli salvati dal Centro di recupero della fauna selvatica di Campoformido.

IL PUNTO SULLA NATALITÀ. Il calo degli alimenti forniti sul punto di alimentazione – conseguente al divieto di utilizzare carne suina, in conseguenza dei casi di peste suina registrati in altre regioni italiane – ha inciso in misura importante sul successo riproduttivo della specie, dopo i risultati record registrati fino al 2023, quando si contavano almeno 60 giovani involati ogni anno; nel 2024 si è assistito ad una notevole riduzione dei nuovi nati, scesi a circa 30, ma quest’anno i rifornimenti più regolari hanno permesso di invertire la tendenza, facendo salire a 40 il numero dei grifoni involati. Proprio in questi giorni si sta assistendo ai primi arrivi dei giovani nati nel 2025 in Croazia. Solo poche settimane dopo aver abbandonato il nido raggiungono in gran numero Cornino, seguendo gli adulti più esperti. Di solito rimangono per un breve periodo, per poi ripartire verso sud (spingendosi fino al Medio Oriente e al Nordafrica) insieme ai giovani nati in Friuli. In settembre, comunque, buona parte della colonia si trova ancora sugli Alti Tauri, nelle Alpi Centrali.

LE DIFFICOLTÀ NELL’ALIMENTAZIONE. «Le difficoltà operative in cui la Riserva si è trovata nell’agosto 2023, per l’obbligato passaggio all’utilizzo di carne bovina – ha spiegato nel corso del suo intervento il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero -, sono state notevoli, per questioni di carattere sanitario e burocratico e anche per l’esigenza di adeguare le strutture in dotazione della Riserva. Lo staff della Coop Pavees, guidata da Luca Sicuro, è stato chiamato ad un impegno enorme, che solo da qualche mese è sfociato in una normalizzazione della situazione. Il punto di alimentazione, adesso, viene regolarmente rifornito, anche con le carcasse di ungulati selvatici recuperati dal Corpo Forestale Regionale». All’intervento di Genero si sono uniti quelli, di estremo interesse, degli esperti Tiziano Fiorenza e Francesco Barberini.

IL PLAUSO DEL COMUNE. A introduzione della giornata il vicesindaco di Forgaria Luigino Ingrassi, titolare della delega alla Riserva, ha evidenziato «l’importante lavoro quotidiano» che si rende necessario per gestire il sito protetto e per assicurare la miglior prosecuzione possibile al Progetto Grifone. Fondamentale, ha sottolineato al riguardo, la fitta rete di relazioni e di contatti internazionali intessuta dalla Coop Pavees. Presenti alla liberazione dei rapaci anche i sindaci di Forgaria, Pierluigi Molinaro, e Trasaghis, Stefania Pisu, e Marco Chiapolino, in rappresentanza della Comunità Collinare del Friuli.

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In copertina e all’interno le immagini della liberazione dei tre grifoni a Cornino.

Vivi e liberi di volare, domani l’appuntamento con i maestosi grifoni in riva al lago di Cornino

L’evento di punta della programmazione annuale della Riserva naturale regionale del lago di Cornino, “Vivi e Liberi di Volare”, torna domani 7 settembre con una ricca programmazione scientifica e divulgativa, che promette di richiamare – come nella miglior tradizione della manifestazione – un pubblico folto e diversificato. Il momento clou della giornata, il più atteso, consisterà come sempre nella liberazione (prevista a partire dalle 16.30) di alcuni maestosi grifoni trattenuti per un periodo nelle voliere della Riserva a fini di cura o di studio e di numerosi altri esemplari di fauna selvatica, salvati dal Centro di recupero specializzato di Campoformido: e sarà, ancora una volta, spettacolo, con l’emozionante riconquista della libertà da parte dei rapaci, che spiccheranno di nuovo il volo.


Di alto interesse la proposta che precederà la liberazione dei signori dell’aria: promosso in occasione della Giornata mondiale dedicata agli avvoltoi e alla loro conservazione, “Vivi e liberi di volare” si aprirà alle 14.30 con un focus su “Andamento e risultati del Progetto Grifone e degli altri progetti in corso nella riserva. Problemi gestionali legati alle recenti normative e aspetti operativi”, a cura di Fulvio Genero, direttore scientifico della Riserva di Cornino. Seguiranno i contributi di Tiziano Fiorenza (“Il Volo: un desiderio non solo dell’uomo, ma di tutte le specie viventi”) e del divulgatore Francesco Barberini, che racconterà come “I dinosauri che ce l’hanno fatta”. La relazione di Genero, in particolare, fornirà dettagli sull’evoluzione della colonia di grifoni che gravita attorno a Cornino e divulgherà i risultati del monitoraggio della biologia riproduttiva dell’ultimo anno: l’analisi è stata condotta su scala internazionale (considerati gli spostamenti degli uccelli e le loro interazioni con le altre popolazioni presenti in Europa) e include aggiornamenti sulla comparsa in Riserva, nel 2025, di ulteriori specie rare di avvoltoi e sull’andamento del Progetto Gipeto sulle Alpi orientali; verranno forniti dati anche sul progetto di ripopolamento relativo all’allocco degli Urali, condotto in collaborazione con l’Università di Vienna. Genero porrà infine in evidenza il grande lavoro che recenti normative veterinarie e sanitarie hanno imposto per l’utilizzo delle carcasse nel punto di alimentazione, con conseguenti variazioni nella gestione dello stesso e notevoli difficoltà operative: si sono infatti resi necessari adattamenti delle procedure e delle attrezzature utilizzate.
Coinvolgente si annuncia anche il contributo di Barberini: «Molti – spiega – pensano che i dinosauri siano estinti, ma in realtà sono sempre stati fra noi. Gli uccelli sono i dinosauri che ce l’hanno fatta e gli avvoltoi sono uno degli esempi più emblematici di questa evoluzione. E’ interessante, inoltre, scoprire i significati delle relazioni tra questi animali e le varie culture umane nella storia, per capire come proteggere i “dinosauri di oggi”».
«Anche quest’anno – afferma il vicesindaco di Forgaria nel Friuli, Luigino Ingrassi – aspettiamo un folto pubblico all’evento più iconico della Riserva di Cornino, un momento che unisce la divulgazione scientifica all’emozione del ritorno in natura di maestosi rapaci. Vivi e Liberi di Volare rappresenta la tappa più attesa di una stagione ricca di appuntamenti, che proseguiranno nei prossimi mesi per concludersi, come da tradizione, con il suggestivo Natale subacqueo al lago».

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In copertina e all’interno l’annuale liberazione dei grifoni alla Riserva di Cornino.

Vipere, i serpenti più velenosi d’Europa domani in un focus al Lago di Cornino

Speciale evento dedicato alle “Vipere! I serpenti più velenosi d’Europa, pericolosi eppure importanti”, domani 12 luglio, al Centro visite della Riserva naturale regionale del lago di Cornino, dove alle ore 20 si potrà assistere – con accesso gratuito – a un’interessante conferenza che verterà soprattutto sulle tre specie del rettile presenti in Friuli Venezia Giulia.
Nel mondo esistono circa 320 specie di viperidi, le cui dimensioni spaziano dalla trentina di centimetri ad oltre due metri di lunghezza. Tra di esse rientrano le specie che causano più morti in assoluto fra le morsicature di serpenti. Nel Nordest Italia vivono appunto tre specie di vipere, caso molto raro, se non unico: si tratta del marasso, della vipera di Redi e della vipera dal corno, la regina delle rocce e dei ghiaioni della Riserva di Cornino. Per quanto velenose, tutte e tre non sono certamente pericolose come le specie che popolano gli ambienti caratterizzati da climi più caldi. L’incontro al Centro visite permetterà di scoprire le caratteristiche di questi serpenti dal nome intriso di simbologia, capendo come si riconoscono, dove si sviluppano, che abitudini hanno; verranno inoltre sfatati gli innumerevoli aneddoti e le falsità su queste specie, che resistono ancora nel nostro tempo.
Un appuntamento, dunque, cui dovrebbero partecipare tutti gli escursionisti e chi, in genere, è solito frequentare le zone aperte, per capire come tutelarsi dagli inquietanti rettili.

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In copertina, la Vipera ammodytes; all’interno, due esemplari di Vipera berus.

Un avvoltoio monaco e un capovaccaio: due nuovi rarissimi avvistamenti a Cornino. Lago sempre più polo internazionale con il Progetto Grifone

Nuove entusiasmanti sorprese nella Riserva naturale regionale del lago di Cornino, che in questo periodo di forti spostamenti per i grandi veleggiatori del cielo attira specie rare da altri areali. Le telecamere del sito protetto hanno appena inquadrato un maestoso esemplare di avvoltoio monaco, mentre si stava alimentando assieme a circa 200 grifoni, e un capovaccaio subadulto: in Italia la specie è presente con appena una decina di coppie.

La distanza dai luoghi di nidificazione e il fatto che il Friuli Venezia Giulia non rappresenti una zona tradizionalmente frequentata da questi rapaci rendono la loro presenza a Cornino un fatto straordinario, che «equipara il progetto di conservazione in atto nella nostra Riserva – commenta il direttore scientifico della stessa, Fulvio Genero – ai più importanti attivati in Europa». «Evidentemente – aggiunge – la colonia di grifoni esercita una forte attrazione su una vasta area, attirando anche altri avvoltoi. Quasi ogni anno qualche avvoltoio monaco, specie estinta in Italia e molto rara in Europa, arriva a Cornino. Dall’inizio del progetto di salvaguardia del grifone sono una quindicina le osservazioni registrate (due risalgono all’8 febbraio scorso): circa la metà degli esemplari giunti fin qui erano marcati, circostanza che ha permesso di capire che provenivano da Francia e Bulgaria. Quello appena osservato aveva un anello bianco in plastica con la sigla KEH: è nato in Provenza nel 2024. In Francia – precisa il direttore scientifico – la specie è stata reintrodotta a partire dagli anni Novanta sul Massiccio Centrale e in due siti in Provenza e attualmente la popolazione è in aumento, con oltre 50 coppie. Ulteriori reintroduzioni sono in corso in Bulgaria, Portogallo e Spagna. In Italia sono in fase di studio progetti per reinserire l’avvoltoio monaco in Abruzzo e in Sardegna».
Il capovaccaio, l’avvoltoio attualmente più a rischio in Europa, era invece privo di marcature. A Cornino è già stato osservato oltre 20 volte, ma solo due individui erano marcati (arrivavano dalla Francia e dalla Spagna): sull’origine e sugli spostamenti degli altri non ci sono dunque certezze. Forte entusiasmo per i nuovi arrivi viene espresso dal presidente della Coop Pavees (che gestisce il sito naturalistico protetto), Luca Sicuro, e dal vicesindaco di Forgaria con delega alla Riserva, Luigino Ingrassi: «L’ennesima dimostrazione – afferma quest’ultimo – del grande valore scientifico del Progetto Grifone, che ha reso Cornino un punto di riferimento su scala internazionale».

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In copertina, l’esemplare di capovaccaio e all’interno l’avvoltoio monaco.

Pozze e stagni preziose fonti di vita da salvaguardare e anche “creare”: un focus domani alla Riserva del Lago di Cornino

“Pozze e stagni, piccoli universi racchiusi in qualche secchio d’acqua”: verterà su questo argomento la conferenza in programma per domani 22 giugno, alle 16, al Centro visite della Riserva naturale regionale del lago di Cornino, dove partendo dall’area privilegiata di studio di Konrad Lorenz ci si addentrerà in un excursus che arriverà fino all’attuale necessità di diffondere gli specchi d’acqua per la salvaguardia delle specie di invertebrati e piccoli vertebrati.
Durante il focus ci si soffermerà, in particolare, su quelle presenti nel Nord Est d’Italia, lanciando anche un appello a realizzare stagni nelle proprietà private. Per quanto, infatti, le pozze d’acqua stagnante vengano spesso percepite come un fastidio, soprattutto per la proliferazione di insetti considerati molesti e inutili, è proprio in esse che si sviluppa una biodiversità senza eguali, spaziando dalle alghe a microrganismi unicellulari visibili solamente al microscopio, per arrivare ad una miriade di insetti acquatici; lo specifico contesto è, inoltre, luogo d’elezione per la riproduzione degli anfibi e rappresenta una risorsa preziosa anche per gli uccelli, che vi si possono dissetare. Le pozze sono dunque qualcosa di unico, da preservare e anche da creare ovunque sia possibile, per mantenere e incrementare la biodiversità e con essa la stabilità degli ecosistemi.
Nel corso dell’evento di Cornino si traccerà anche una panoramica su ciò che è stato fatto e ciò che ancora si può fare in Friuli Venezia Giulia, dalla tutela degli stagni carsici a quella delle piccole pozze a Plan de Tapou (Lusevera), fino al recupero delle pozze d’alpeggio di Malga Ungarina (Venzone).

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In copertina, la palude Coccoli e qui sopra i magredi di San Quirino in due immagini scattate da Tiziano Fiorenza.

Lago di Cornino, nella Riserva naturale una rarissima nascita di allocco degli Urali. E domani ritorna il “Griffonday”

Specialissima nascita alla Riserva naturale regionale del Lago di Cornino, l’unico sito in Italia ad accogliere – grazie a programmi di collaborazione internazionale, in particolare con l’Università di Vienna – alcuni esemplari di allocchi degli Urali: una coppia giovane arrivata nel 2023 proprio dalla capitale austriaca si è riprodotta, come il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero, e gli esperti della Coop Pavees – che sotto la direzione del presidente Luca Sicuro gestisce il sito protetto – avevano dedotto dall’osservazione dei movimenti dei rapaci.


Dallo scorso 5 aprile, infatti, la femmina (proveniente dalla Polonia, mentre il maschio arriva dalla Repubblica Ceca) era rimasta costantemente nel nido, iniziando a uscire saltuariamente solo all’inizio di giugno. L’intesa e l’atteggiamento della coppia facevano sperare in un buon esito riproduttivo, ma il personale della Riserva ha preferito attendere per evitare qualsiasi forma di disturbo: «E l’8 giugno, finalmente – informa Genero -, il primo nato si è affacciato sul bordo del nido, a un’età di circa 20 giorni. Rimarrà con i genitori fino alla fine di luglio, per essere poi trasferito in una voliera di acclimatazione nell’area scelta per la liberazione dai ricercatori dell’Università di Vienna. La presenza della specie nelle voliere di Cornino riveste un grande significato proprio perché – conferma il direttore scientifico – questo grande rapace notturno in Italia è diffuso solo nella nostra regione, fino ai confini con il Veneto, l’estremo margine sudoccidentale del vasto areale di distribuzione degli allocchi degli Urali, che dal Giappone attraversano le regioni settentrionali dell’Asia e dell’Europa fino appunto al Friuli». Nell’Europa centrale l’allocco degli Urali è scomparso da vaste zone a seguito delle persecuzioni umane. I progetti di conservazione in atto in Austria e Germania si prefiggono di reintrodurlo in alcune foreste. La metodologia è originale e ha già prodotto ottimi risultati: si utilizzano le coppie presenti da tempo in centri specializzati e parchi zoologici, facendole riprodurre per liberare poi i giovani nati, in condizioni tali da consentire loro di abituarsi alla vita in natura.
La Riserva di Cornino, intanto, si appresta a vivere il “Griffonday”, giornata celebrativa della ricchezza naturale del Friuli Venezia Giulia, in calendario per domani, 15 giugno. Momento di punta della programmazione annuale, l’evento si aprirà alle 9.30 e proseguirà fino al pomeriggio, offrendo visite guidate, attività laboratoriali e conferenze a cura di esperti. Ai saluti introduttivi seguiranno (alle 9.45) visite guidate in Riserva; parallelamente apriranno gli stand, che proporranno varie attività. Nel pomeriggio, dalle 14.30, spazio poi alla divulgazione scientifica: la prima conferenza didattica sarà a cura di Fulvio Genero, direttore scientifico della Riserva (“Grifoni in Friuli” il titolo del suo intervento); si parlerà quindi di “Avvoltoi dal mondo all’Italia: invertiamo la rotta” (relatore sarà Cesare Avesani, della Fondazione Arca) e de “Il disegno naturalistico al servizio della conservazione”, con l’illustratore naturalista Marco Preziosi. Infine, il giovanissimo Francesco Barberini, già molto noto come divulgatore scientifico, spiegherà come “Raccontare i dinosauri di oggi”. «Un’occasione davvero preziosa, carica di spunti: ci auguriamo – dichiara il vicesindaco di Forgaria con delega alla Riserva, Luigino Ingrassi – che l’affluenza di pubblico, come da tradizione, sia alta». Le premesse ci sono tutte, a maggior ragione considerato che alle ore 11 arriverà alla stazione di Cornino il “Treno Storico del Grifone”, con partenza da Udine (info al numero 0432.295972): i passeggeri saranno accolti e accompagnati in Riserva, per partecipare al Griffonday.

Partners dell’evento sono il Parco naturale delle Prealpi Giulie, il Parco naturale Dolomiti Friulane, la Riserva naturale della Val Cavanata, la Riserva naturale della Val Rosandra, la Casa della manualità rurale Geis e Riscjei di Cornino, Astore Fvg, Associazione culturale Pradis Aps e Associazione liberi di volare Odv.

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In copertina, un giovane allocco degli Urali; all’interno, due magnifici esemplari di grifone al Lago di Cornino.

Viaggio di oltre mille chilometri per due grifoni dalla Germania al lago di Cornino ora già liberati con le radio satellitari

Hanno viaggiato per oltre mille chilometri, su un mezzo appositamente attrezzato per il lungo trasferimento: due grifoni recuperati nella Germania Centrale nel mese di giugno, a un paio di giorni di distanza l’uno dall’altro, sono arrivati alla Riserva naturale regionale del lago di Cornino, dove hanno potuto recuperare pienamente le forze. Le condizioni dei rapaci risultavano complessivamente buone, ma apparivano piuttosto deboli ed è così parso opportuno un loro “soggiorno” nell’oasi specializzata gestita dalla Coop Pavees, presieduta da Luca Sicuro, che ha provveduto all’applicazione delle radio satellitari su un maschio e su una femmina, entrambi dal peso superiore agli 8 kg.


«L’operazione – informa il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero – è stata condotta in collaborazione con vari istituti e associazioni, in particolare il Parco Nazionale di Kellerwald Edersee, la clinica veterinaria di Giessen Ludger Kluthausen, l’ufficio veterinario di Waldeck-Frankenberg e il Centro Edersee Griffon Vulture Observatory. Tutte queste realtà si sono preoccupate di reinserire al più presto in natura i due individui, in un’area sicura e controllata, nella quale fossero già presenti colonie della loro specie». E la scelta è appunto ricaduta sulla Riserva di Cornino, grazie alle garanzie fornite per la stessa dal Centro di Vienna per la conservazione degli avvoltoi. I tedeschi hanno organizzato il trasporto, impegnativo e costoso.
Nel pomeriggio di mercoledì 18 settembre la liberazione: dal punto di alimentazione gli esemplari si sono involati, prendendo rapidamente quota e dimostrando ottima forma. I loro spostamenti saranno seguiti tramite i monitoraggi effettuati in Riserva e con i dati forniti dalle radio satellitari. L’importanza dell’intervento viene sottolineata dal vicesindaco di Forgaria con delega alla Riserva, Luigino Ingrassi, che evidenzia come il sito sia «ormai diventato un punto di riferimento scientifico su scala europea».

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In copertina, uno dei grifoni arrivati dalla Germania; all’interno, l’applicazione delle radio satellitari.

A Cornino un grifone di 36 anni domenica sarà libero di volare

Un grifone di ben 36 anni, uno dei “veterani” della colonia fondata alla Riserva naturale regionale del Lago di Cornino grazie al Progetto Grifone, sarà reintrodotto in natura – domenica 1 settembre, nell’ambito della manifestazione “Vivi e liberi di volare” – dopo essere stato soccorso dal personale della Coop Pavees, che gestisce il sito protetto, dove l’esemplare era arrivato in precarie condizioni fisiche.


«Si tratta – informa Luca Sicuro, presidente della Pavees – di uno dei primi rapaci reimmessi in natura nell’ambito del Progetto Grifone, il 20 aprile del 1993. Nel mese di luglio il soggetto, che si presentava in difficoltà, a causa di una scarsa nutrizione, era stato recuperato in Riserva, nei pressi del Centro visite. Le analisi sanitarie effettuate dal dottor Stefano Pesaro avevano permesso di appurare che la salute del rapace era complessivamente buona e che la precarietà delle sue condizioni fisiche derivava appunto da carenza di cibo». Il grifone aveva perso l’anello plastico, ma aveva ancora quello metallico ufficiale dell’Infs (Istituto nazionale per la fauna selvatica), che ha consentito di identificarlo. «Si tratta – conferma il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero – di uno dei primi grifoni liberati dopo l’avvio del piano di reintroduzione della specie nella Riserva naturale di Cornino, partito nel 1992, con il rilascio di 4 soggetti; altri 5 erano stati reimmessi in natura l’anno successivo e l’esemplare in questione faceva parte di quel gruppetto». Si parla di uno dei fondatori della colonia, dunque, che da ben 31 anni vola sui cieli delle Alpi orientali. Nato in Spagna nel 1988, era stato portato a Cornino un lustro più tardi: ha quindi 36 anni. «Una dimostrazione – commenta il vicesindaco di Forgaria con delega alla Riserva, Luigino Ingrassi – del valore di un progetto scientifico che ha reso la Riserva di Cornino, e con essa il Comune di Forgaria, un punto di riferimento su scala internazionale».
“Vivi e liberi di volare”, l’appuntamento più atteso della programmazione annuale della Riserva (proposto in occasione della Giornata internazionale di sensibilizzazione sugli avvoltoi), offrirà nel pomeriggio di domenica 1 settembre un ricco programma divulgativo affidato ad ospiti di fama internazionale, tra ricercatori, responsabili di giardini zoologici ed ornitologi, che esporranno le novità sui progetti di conservazione dei re dell’aria.


Il ritrovo è fissato per le 14, quando si terranno – alla presenza delle autorità del Comune di Forgaria – i saluti di benvenuto. Si aprirà quindi un programma molto fitto, che sarà introdotto – alle 14.20 – dall’intervento “Grifoni e allevamento, una simbiosi mutualistica”, a cura di Thomas Cargnelutti, zootecnico ed operatore della Riserva; seguiranno gli apporti di Tiziano Fiorenza, divulgatore e naturalista (“Il volo, il sogno dell’uomo”), Fulvio Genero (“Storia e conquiste del Progetto Grifone”), Andrè Stadler, direttore dell’Alpenzoo di Innsbruck (“Vulture news from the Alpenzoo”), e Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo, che parlerà della “Situazione degli avvoltoi nei circuiti europei di conservazione Eaza”.
Dopo i saluti delle autorità arriverà il momento più atteso, quello della liberazione dei volatili, che avrà inizio alle 17 e coinvolgerà numerosi esemplari, alcuni grifoni recuperati durante le ultime campagne di ricerca e inanellamento e parecchi rapaci curati dal Cras di Campoformido. In mattinata, verranno inoltre proposte visite guidate al Centro visite, con partenza alle ore 10.30, 11.30 e 12.30: la partecipazione è gratuita, ma è richiesta la prenotazione, effettuabile inviando una mail all’indirizzo centrovisite@riservacornino.it

centrovisite@riservacornino.it

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In copertina e all’interno tre immagini del grifone di 36 anni che domenica sarà liberato nel cielo del lago di Cornino a Forgaria.