LA RICETTA DI COSETTI – “Blècs di Cjanal di Guart” e un grande bianco

di Gi Elle

E’ il Sauvignon del Collio, prestigioso vino bianco che ha reso famoso il Vigneto Fvg nel mondo, ad accompagnare il piatto, espressione di una proposta tipica rinnovata di Gianni Cosetti, che abbiamo scelto per la consueta “Ricetta del sabato”. Ma perché un bianco? Perché proprio oggi è in calendario una bella manifestazione organizzata dalla Strada Vino e Sapori Friuli Venezia Giulia. Si tratta di “BrindiAMO – I vini bianchi del Friuli Venezia Giulia uniscono il mondo”. In altre parole, alle 19, la nostra regione, leader proprio per i suoi grandi bianchi, chiamerà il mondo per il brindisi virtuale più numeroso di sempre! “Unisciti a noi – questo l’invito – con Fede&Tinto e altri ospiti eccellenti per una bicchierata che abbraccia il globo intero! Bastano un calice dei nostri vini bianchi, un click a questo link e tanta voglia di guardare avanti. Per quelli che ci terranno compagnia, direttamente a casa l’esclusivo Passaporto della strada del vino e dei Sapori del Fvg“.
Ma torniamo alla nostra ricetta che, ancora una volta, abbiamo tratto dal libro “Vecchia e nuova cucina di Carnia” che l’indimenticato Cosetti pubblicò nel 2000, per i tipi della Società Editoriale Ergon di Ronchi e per conto della Casa Editrice Leonardo di Pasian di Prato, con la collaborazione dell’allora Camera di Commercio di Udine nell’ambito dell’iniziativa promozionale Made in Friuli. Eccola:

“Blècs di Cjanal di Guart”
Toppe della Val Pesarina

Cosa serve
(40 minuti)

150 g farina grano saraceno
150 g farina di frumento
50 g farina di mais
150 g burro
3 uova
50 g formaggio latteria vecchio
sale q.b.

Come fare
Mischiate le farine ed amalgamatele con le uova, l’acqua, il burro ed il sale.
Tirate la pasta il più sottile possibile su una spianatoia infarinata, quindi tagliatela a triangolini di 5 cm di lato circa, cuocetela in acqua bollente salata per soli 3 minuti.
In un tegame rosolate la farina di mais nel burro per 8 minuti, quando sarà dorata unitevi la pasta e fate saltare velocemente (se risultasse troppo asciutta unite qualche cucchiaio di acqua di cottura).
Servite spolverando con il formaggio grattugiato.

Cosa bere
Collio Sauvignon.

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In copertina, ecco i “Blècs di Cjanal di Guart” di Gianni Cosetti.

 

LA RICETTA DI COSETTI – “Radìc di Bosc”, il radicchio di montagna

di Gi Elle

Dopo la puntata dedicata ai germogli del pungitopo (“Sparcs di ruscli”), ecco oggi, per la consueta “Ricetta del sabato”, un’altra proposta legata alla stagione primaverile: la conservazione del delizioso radicchio di montagna che spunta sulle nostre montagne fino a poco tempo fa ricoperte di neve e ghiaccio. Anche questa l’abbiamo tratta dal libro “Vecchia e nuova cucina di Carnia” che Gianni Cosetti pubblicò nel 2000, per i tipi della Società Editoriale Ergon di Ronchi per conto della Casa Editrice Leonardo di Pasian di Prato, con la collaborazione dell’allora Camera di Commercio di Udine nell’ambito dell’iniziativa promozionale Made in Friuli. Si tratta, dunque, di una elaborazione del ristorante Roma di Tolmezzo che ebbe come guida proprio l’indimenticato chef nato a Villa Santina.

“Radìc di Bosc”
“Radìc di Mont”, “Radìc dal Glaz”
radicchio di bosco, di montagna,
del ghiaccio

Cosa serve:
(40 minuti)
1 kg radicchio di bosco
1 lt vino bianco
5 dl aceto bianco
1/2 stecca di cannella
5 chiodi di garofano
sale grosso
1/2 dl olio extravergine di oliva

Come fare
In una pentola portate ad ebollizione il vino e l’aceto salati ed aromatizzati con la cannella e i chiodi di garofano; immergetevi i germogli ben mondati e lavati; appena riprende il bollore, scolateli e poneteli ad asciugare per 12 ore in un panno.
Sistemateli quindi in un vaso a chiusura ermetica ricoperti con l’olio: conservateli in frigorifero.
Ottimi per accompagnare la carne “salada”, il prosciutto di capriolo, lo speck ed il prosciutto di Sauris affumicati al ginepro.

Vasetti di “Radìc di Mont”.

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In copertina, il radicchio di bosco o di montagna nella elaborazione suggerita da Gianni Cosetti.

LA RICETTA DI COSETTI – “Us e sparcs di Cjànive”

di Gi Elle

Oggi, per la consueta “Ricetta del sabato”, ecco un nuovo appuntamento con un celebre piatto di Gianni Cosetti. L’abbiamo tratto dal libro “Vecchia e nuova cucina di Carnia” che l’indimenticabile chef pubblicò nel 2000, un anno prima di lasciarci prematuramente, per i tipi della Società Editoriale Ergon di Ronchi per conto della Casa Editrice Leonardo di Pasian di Prato, con la collaborazione dell’allora Camera di Commercio di Udine nell’ambito dell’iniziativa promozionale Made in Friuli. Si tratta, dunque, del piatto che attinge a una ricetta tipica rinnovata:

“Us e sparcs di Cjànive”

Uova e pungitopo
I germogli del pungitopo si raccolgono da metà aprile a fine maggio.

Cosa serve
(35 minuti)

600 g di pungitopo
8 uova
1 dl olio extravergine d’oliva
sale e pepe

Come fare

Dividete i pungitopo a mazzetti, legateli con un filo e fateli bollire in acqua salata con una puntina di bicarbonato per 20-25 minuti.
Sodate le uova, fatele raffreddare e sgusciatele: dividete il bianco dal rosso e passateli alla grattugia separatamente.
Scolate i pungitopo, disponeteli a ventaglio su un piatto ben caldo ed infine adagiate al centro il rosso ed il bianco, disponendoli l’uno sopra l’altro.
Condite con sale, pepe ed un filo d’olio extravergine d’oliva del centro-sud.

Cosa bere

Collio Sauvignon.

I germogli appena colti e lessati.

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In copertina, il piatto “Us e sparcs di Cjànive” di Gianni Cosetti.

 

LA RICETTA DI COSETTI – Pere con formaggio di malga

di Gi Elle

Oggi, per la consueta “Ricetta del sabato”, ecco un nuovo appuntamento con un celebre piatto di Gianni Cosetti. L’abbiamo tratto dal libro “Vecchia e nuova cucina di Carnia” che l’indimenticabile chef pubblicò nel 2000, un anno prima di lasciarci prematuramente, per i tipi della Società Editoriale Ergon di Ronchi per conto della Casa Editrice Leonardo di Pasian di Prato, con la collaborazione dell’allora Camera di Commercio di Udine nell’ambito dell’iniziativa promozionale Made in Friuli. Si tratta, dunque, del piatto allora in menu al Roma di Tolmezzo:

“Pere con formaggio di malga”

Cosa serve
(15 minuti)

200 g rucola
200 g formaggio di malga fresco
2 pere Abate
1/2 dl olio extravergine di oliva
1 pizzico di semi di sesamo

Come fare

Affettate sottilmente il formaggio di malga; mondate, lavate ed asciugate la rucola.
Su un piatto disponete un letto di rucola ed adagiatevi le fettine di formaggio.
Solo alla fine pelate le pere perché non imbruniscano, tagliatele a fettine sottili e sistematele sopra il formaggio.
Condite con un filo d’olio e guarnite con semi di sesamo o gherigli di noci.

Cosa bere

Collio Pinot grigio.

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In copertina, “Pere con formaggio di malga” di Gianni Cosetti.

LA RICETTA DI COSETTI – “File e daspe” piatto tipico di Fielis

di Gi Elle

Oggi, per la consueta “Ricetta del sabato”, torneremo in montagna per proporvi un piatto tipico della zona di Fielis, una piccola frazione di Zuglio Carnico, località di origine romana – famosa per le sue rovine – che tutti conoscono per il “Bacio delle Croci” in occasione della festa dell’Ascensione. L’abbiamo tratto dal libro “Vecchia e nuova cucina di Carnia” che Gianni Cosetti pubblicò nel 2000, un anno prima di lasciarci prematuramente, per i tipi della Società Editoriale Ergon di Ronchi per conto della Casa Editrice Leonardo di Pasian di Prato, con la collaborazione dell’allora Camera di Commercio di Udine nell’ambito dell’iniziativa promozionale Made in Friuli. Si tratta, dunque, del piatto

“File e daspe piatto tipico della zona di Fielis, presso Zuglio”

Cosa serve
(40 minuti)

4 tuorli d’uovo
300 g formaggio latteria fresco
4 cucchiai aceto di mele
8 patate piccole e ovali
1/2 bicchiere di latte
sale e pepe qb
12 steli di erba cipollina

Come fare

Lavate le patate e lessatele con la buccia.
In una ciotola mettete i tuorli, il formaggio a dadini, il sale ed il pepe; sbattete con una forchetta, quindi aggiungete l’aceto ed il latte e mescolate bene.
Versate il composto in una casseruola antiaderente e cuocete a fuoco basso continuando a mescolare finché otterrete una salsa liquida e cremosa.
Sbucciate le patate calde e tagliatele a metà.
In piatti piani singoli ben caldi sistemate quattro mezze patate, versatevi sopra un mestolino della crema di formaggio e guarnite con tre fili di erba cipollina disposti a ventaglio.

Cosa bere

Sauvignon Cof, Friuli Colli orientali.

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In copertina, ecco il piatto “File e daspe” di Gianni Cosetti.

LA RICETTA DI COSETTI – “Toc’ in Braide” intingolo del podere

di Gi Elle

Appuntamento con la consueta “Ricetta del sabato”. E, come annunciato la scorsa settimana, oggi diamo il via alla pubblicazione delle famose ricette di Gianni Cosetti, “anima” del Roma di Tolmezzo, e che lui stesso raccolse nel prezioso volume “Vecchia e nuova cucina di Carnia” che pubblicò nel 2000, un anno prima di lasciarci prematuramente, per i tipi della Società Editoriale Ergon di Ronchi per conto della Casa Editrice Leonardo di Pasian di Prato, con la collaborazione dell’allora Camera di Commercio di Udine nell’ambito dell’iniziativa promozionale Made in Friuli. Apre la serie il piatto che, meglio di tutti gli altri, esprime attraverso una ricetta “tipica rinnovata” la cucina del grande chef tolmezzino con radici nella vicina Villa Santina, declinata in tre versioni stagionali:

“Toc’ in Braide”
intingolo del podere

Cosa serve
(40 minuti)

PREPARAZIONE DI BASE

per la polenta:
200 g farina di mais macinata sottile
2 dl acqua
2 dl latte
sale

per la salsa:
300 g tra formaggio di malga e ricotta fresca
e caprino
1 dl latte

per il condimento:
100 g burro
50 g farina di mais

COME FARE

In una casseruola fate bollire l’acqua e il latte, salate e versate a pioggia la farina mescolando energicamente con la frusta e badando di non formare grumi: cuocete per 30 minuti.
A cottura ultimata ne risulterà una polentina piuttosto tenera.
A parte fate fondere a bagnomaria i formaggi con il latte e frullate il tutto fino ad ottenere una crema piuttosto liquida.
In un tegame rosolate il burro e la farina di mais finché diventeranno color nocciola: otterrete così la “morchia”.
Servite in piatti singoli la polentina calda, versatevi sopra un mestolino di crema di formaggi e condite con qualche cucchiaio di morchia.
Ed ecco le varianti stagionali di Gianni Cosetti:

In Estate ed Inverno
Con una fettina di Torchon di foie gras e Malvasia.

In Primavera
Con punte di asparagi e Tocai (oggi chiamato Friulano), oppure frittura di capretto e Chardonnay affinato in barrique.

In Autunno
Con funghi trifolati e Pinot bianco o fette sottili di tartufo bianco e Sauvignon.

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In copertina, il piatto “Toc’ in Braide”; in alto, lo chef Gianni Cosetti.

LA RICETTA – “Us e lidric” a Ramandolo è il piatto della primavera

di Gi Elle

A Ramandolo, nella ricorrenza di San Bastian – la borgata di Nimis è già in festa ma, secondo tradizione, vive il momento più sentito della simpatica sagra la seconda domenica di marzo -, c’è un piatto da sempre protagonista e che sa tanto di primavera. E oggi per la consueta “Ricetta del sabato”  ve lo proponiamo: “us durs e lidric cul poc”, come dire uova sode e radicchio col gambo.
E’ superfluo dare dosi perché la ricetta è così elementare che ognuno si regola come meglio crede riguardo alle quantità, in base al numero di coloro che siederanno a tavola. Importante è, però, condire il radicchio con un buon olio extravergine di oliva, magari scelto fra quelli prodotti in Friuli Venezia Giulia e pure sulle pendici del monte Bernadia, come appunto a Ramandolo o nella vicina Sedilis, a Torlano e a Nimis. Un ottimo condimento, come appunto l’olio – evo, si usa dire oggi, tanto per semplificare -, è infatti fondamentale per gustare la fragranza e la sapidità, con leggero sentore amorognolo, del radicchio di campo.
E il vino? Ma naturalmente un fresco Friulano – l’ex Tocai – dei Colli orientali, ai quali anche il territorio comunale di Nimis appartiene. Il suo abbinamento con le uova sode e il radicchio è perfetto. Buon appetito!

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In copertina, “us e lidric” il tipico piatto di Ramandolo e della sua sagra marzolina.

 

LA RICETTA – Tagliolini al “San Daniele”

di Gi Elle

Tra le manifestazioni paesane che verranno premiate lunedì a Roma, con il prestigioso riconoscimento di “Sagra di qualitàistituito dalle Pro Loco d’Italia, c’è anche quella di Villanova di San Daniele, divenuta famosa per i suoi tagliolini al prosciutto crudo. Oggi, nell’ambito della consueta “Ricetta del sabato”, vi proponiamo questo piatto attraverso la gustosa preparazione di Giulia Godeassi (julietsbelly.com) pubblicata sul sito di Friuli Doc. Come sempre, gli ingredienti sono per quattro persone.

Tagliolini al “San Daniele”

Ingredienti:
250 g di tagliolini freschi all’uovo o tagliatelle
150 g di prosciutto di “San Daniele”
1 cucchiaio di burro
150 ml di panna fresca
2 cucchiai di semi di papavero
sale e pepe

Preparazione:
Tritate il prosciutto con un tritacarne o tagliatelo a dadini piccolissimi.
Portate a ebollizione abbondante acqua salata e cuocete le tagliatelle o i tagliolini.
Nel frattempo, sciogliete il burro e rosolate il prosciutto.
Aggiungete la crema di latte e amalgamate bene. Tostate a parte i semi di papavero.
Scolate i tagliolini e fateli saltare nella salsa. Impiattate e decorate il piatto con i semi di papavero tostati.

Vino:
Un fresco Friulano (ex Tocai) della Doc Friuli Colli orientali.

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In copertina la gustosa ricetta di Giulia Godeassi e qui sopra il piatto della Pro Loco Vilegnove.

LA RICETTA – Gnocchetti di polenta e “otragano”

di Gi Elle

Oggi per la consueta “Ricetta del sabato” facciamo tappa a Grado e precisamente alla Tavernetta All’Androna, una delle colonne storiche di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, il Consorzio della buona tavola guidato da Walter Filiputti che ormai da molti anni propone a fine luglio sul Lungomare Nazario Sauro una fra le più famose cene-spettacolo dell’estate, tanto da doverla proporre in due “puntate”. E l’Androna della famiglia Tarlao è da sempre protagonista della rassegna enogastronomica. Ovviamente i piatti sono a base di pesce, facendo leva sulla tradizione marinara dell’isola, come pure quello che vi presentiamo oggi, preparato dallo chef Attias Tarlao. Eccolo:

“Gnocchetti di polenta e otragano”

Ingredienti:
500 g di farina di mais per polenta metà bianca e metà gialla
4 cefali otragani o cefali dorati da 300 g l’uno
4 spicchi d’aglio
olio extravergine d’oliva di Russiz Superiore in Collio
1 cl vino bianco
sale e pepe

Preparazione:
Per gli gnocchetti di polenta: preparare le due polente – ognuna per colore di farina – in modo tradizionale facendo attenzione che non risulti troppo dura. A cottura terminata, metterla in una sacca da pasticciere, che consigliamo d’avvolgere con un panno per non scottarsi, dato che la polenta deve essere ancora caldissima. Quindi, in un piano di lavoro leggermente unto con un filo d’olio, fare scorrere la sacca creando strisce gonfie e lunghe come si fa per gli gnocchi tradizionali; attendere che si raffreddino e tagliare la polenta a mo’ di gnocchetti. Nel frattempo, pulire i cefali e sfilettarli togliendo loro la pelle.

Per la salsa: rosolare in padella gli scarti del pesce con aglio tritato e un filo d’olio; sfumare col vino bianco; aggiungere un po’ d’acqua e terminare la cottura finché la salsa si restringa in modo adeguato. Filtrarla con un colino e aggiustarla di sale e pepe.

Tagliare a listarelle i filetti e rosolarli in una padella antiaderente ben calda. Bagnare la salsa con un filo d’olio e aggiungerla ai filettini di pesce. Quindi versarvi gli gnocchi che verranno cotti assieme al pesce per 5 minuti a fuoco lento, così che possano assorbire il sugo fin quasi ad asciugarlo. Servire in un piatto fondo ben caldo e guarnire con un filettino di otragano.

Vino:
Un fresco Friulano (ex Tocai) della vicina Doc Friuli Aquileia.

ALL’ANDRONA
Calle Porta Piccola, 6
34073 GRADO
Tel. 0431. 80950
info@androna.it
www.androna.it
Proprietari: Fam. Tarlao
Chef: Attias Tarlao

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In copertina, ecco gli “Gnocchetti di polenta e otragano” dell’Androna.

 

LA RICETTA – Petto d’anatra, uva nera e patate al rosmarino

di Gi Elle

Oggi, per la consueta Ricetta del sabato, vi portiamo a Spilimbergo, bellissima cittadina medioevale in riva al Tagliamento, ed esattamente al ristorante La Torre che è inserito nel Castello contraddistinto dalla stupenda facciata dipinta anche dall’ancora giovane mano del Pordenone. Anche questo locale, come è noto, fa parte del circuito di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori che durante l’estate dà vita alle ormai famose cene-spettacolo. Vi proponiamo un piatto adatto per questo periodo che lo chef Marco Talamini ha preparato abbinando le gustose carni dell’anatra con un frutto di stagione: l’uva. Ecco, dunque, la ricetta, con dosi come sempre per quattro persone.

“Petto d’anatra all’uva con schiacciatina di patate al rosmarino”

Ingredienti:
800 g petto d’anatra
200 g uva da tavola nera
500 g patate
10 g rosmarino
1 dl grappa Moscato
30 g zucchero
200 ml vino da cucina rosso

Procedimento:
Operazioni preliminari: lavare l’uva e tagliare gli acini a metà, togliendo i semi, quindi metterla a bagno in un bicchiere di vino rosso. Preparare bene i petti e incidere la pelle a griglia, cospargendola di sale fino. Lessare le patate, pelarle e schiacciarle con la forchetta o con la frusta, aggiungendo olio profumato al rosmarino e sale.
Cottura: in padella dalla parte delle pelle a fuoco basso per circa 5 minuti. La pelle deve diventare ben croccante. Girare e rosolare per un minuto, mettere a riposare su una griglia. Nella padella aggiungere una spolverata di zucchero di canna e caramellare, sfumare con la grappa e aggiungere l’uva e il vino rosso, ridurre e montare con burro freddo, aggiustare di sale e tirare la salsa.
Finitura: scaldare la schiacciata di patate e formarla a cerchio.
Servizio: lavorare le patate a cilindro e sistemarle sul piatto, scaloppare l’anatra e nappare con qualche goccia di salsa e gli acini d’uva. Servire la salsa in un pentolino a parte.

Vino:
Un giovane Merlot Doc Friuli Grave.

Ristorante La Torre
nel Castello di Spilimbergo
piazza Castello, 8
33097 Spilimbergo
Tel: +39042750555 Fax: +39042750555
info@ristorantelatorre.net
Gestione: Marco Talamini e Massimo Botter
Chef: Marco Talamini
Apertura: dalle 12 alle 14 e dalle 19 alle 22 tranne la domenica sera e tutto il lunedì

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In copertina, il piatto con il “Petto d’anatra all’uva con schiacciatina di patate al rosmarino”.