Danni maltempo estivo, prorogate per altri dieci giorni le domande ristori

«Per permettere alle imprese, comprese quelle agricole, di fare domanda per ottenere un ristoro rispetto ai danni subiti a seguito degli eventi meteo avversi di luglio e agosto 2023, abbiamo prorogato, d’intesa con le categorie, i termini per la presentazione delle istanze che avrebbero dovuto giungere entro la giornata di oggi, 31 ottobre 2023, e che potranno invece essere presentate entro il 10 novembre prossimo». Lo ha reso noto, ieri, l’assessore con delega alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, per cui ci saranno altri dieci giorni utili per produrre le domande da inviare alla Regione Fvg.
«Resta fisso, invece, il termine di presentazione delle domande di ristoro da parte dei cittadini privati, che scadeva oggi alle ore 16, termine che era già stato prorogato, in accordo con i primi cittadini dei Comuni più colpiti dalla calamità di luglio e agosto 2023, per dar modo al cittadino, ai Municipi, alle imprese chiamate a stendere perizie e preventivi, di svolgere le attività con un margine migliore di tempo», ha ricordato ancora Riccardi.
L’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha ricordato, infine, che «per agevolare le comunità colpite è stato attivato un numero verde dedicato da parte della Protezione civile con volontari che costantemente hanno fornito indicazioni al cittadino dalla sala operativa regionale. Il servizio, che è stato estremamente utile, cessa nella giornata di oggi».

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In copertina, la copertura di una stalla distrutta dal maltempo di quest’estate.

Maltempo, dalla Regione sostegno agli allevamenti zootecnici colpiti in Fvg

«Gli eccezionali eventi atmosferici che hanno recentemente colpito diverse zone del Friuli Venezia Giulia dal 13 luglio al 7 agosto hanno provocato gravi disagi e problemi di carattere finanziario alle imprese agricole di allevamento del settore zootecnico già alle prese con le perduranti criticità derivanti dal conflitto fra Russia e Ucraina. Nel rispetto delle regole vigenti sugli aiuti di Stato e sugli interventi a favore del sistema economico in conseguenza della guerra ancora in corso, abbiamo pertanto deciso di applicare la parziale conversione in sovvenzione dei finanziamenti accesi da queste aziende nei soli casi dove risulti indispensabile garantire la loro continuità produttiva». Lo afferma l’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, dopo che la Giunta regionale ha approvato una delibera per adeguare le misure di aiuto concedibili nell’ambito del programma Anticrisi conflitto russo-ucraino. «Questi interventi rivolti alle imprese di allevamento del settore zootecnico – specifica Zannier – sono consentiti esclusivamente per la rimozione, lo smaltimento e il rifacimento delle coperture in amianto, fibrocemento e vetroresina andate distrutte nei Comuni di Bicinicco, Castions di Strada, Lestizza, Mortegliano, Pozzuolo del Friuli, Talmassons, Azzano Decimo, Brugnera, Chions, Porcia, Pasiano di Pordenone, Prata di Pordenone, Sacile e San Vito al Tagliamento».
Questa misura, attivata ai sensi dell’articolo 12 della legge regionale 5 del 2020 per l’applicazione della Comunicazione della Commissione europea del 23 marzo 2022 intitolata “Quadro temporaneo di crisi per misure di aiuto di stato a sostegno dell’economia a seguito dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina”, consente infatti agli Stati membri di porre in essere iniziative di sostegno straordinarie nei limiti e alle condizioni prescritte dalla stessa Comunicazione. «Il Fondo di rotazione per interventi nel settore agricolo – spiega Zannier – ha attivato nell’ambito di questo Programma Anticrisi specifiche tipologie di finanziamenti agevolati finalizzati prioritariamente all’anticipazione delle spese di conduzione aziendale. Per alcune di queste – aggiunge l’assessore – la Giunta regionale con sue precedenti deliberazioni ha già previsto, sempre in applicazione della medesima Comunicazione della Commissione europea, la parziale conversione in sovvenzione. Con iniziative di questa portata vogliamo affrontare le problematiche legate alle ondate di maltempo che si sono abbattute sul Friuli Venezia Giulia, contrastando con decisione – conclude Zannier – ogni fenomeno speculativo che rischia di penalizzare proprio gli imprenditori maggiormente colpiti».
Intanto, sul fronte del maltempo – che ieri è putroppo tornato a colpire anche in Friuli Venezia Giulia – ricordiamo anche un intervento del presidente della Regione Fvg. «Oggi abbiamo avuto un momento di importante condivisione con le categorie produttive regionali per affrontare le problematiche conseguenti all’ondata di maltempo dei giorni scorsi individuando, tra le priorità, la necessità di contrastare quegli inaccettabili fenomeni speculativi che penalizzano proprio chi è stato danneggiato», ha detto a Trieste il governatore Massimiliano Fedriga nel corso dell’incontro con i massimi rappresentanti delle categorie produttive regionali sul tema delle problematiche derivate dai danni del maltempo. Presenti, tra gli altri, anche gli assessori regionali Fabio Scoccimarro (Difesa dell’ambiente), Cristina Amirante (Infrastrutture e territorio), Sergio Emidio Bini (Attività produttive), Riccardo Riccardi (Protezione civile e salute), Pierpaolo Roberti (Autonomie locali) e Stefano Zannier (Risorse agroalimentari).
Come ha spiegato il più alto rappresentante della Giunta regionale, proprio per effettuare una costante operazione di monitoraggio sui prezzi dei materiali e dei servizi, verrà costituito e convocato a breve un tavolo tecnico anche per intervenire in maniera tempestiva su eventuali distorsioni del mercato che possano incidere negativamente sulla ripartenza delle imprese e sulla riparazione dei danni subiti dai cittadini e dalle strutture pubbliche. «Ogni parte della filiera – ha aggiunto Fedriga – deve essere presidiata, in particolar modo dagli organismi di rappresentanza delle categorie al fine di prevenire qualsiasi aumento ingiustificato dei prezzi».
Altro tema affrontato quello dei materiali usati in particolare per la copertura dei tetti, con la necessità di reperire nuove tecniche che garantiscano una maggiore resistenza, anche in considerazione della costanza di questi fenomeni atmosferici legati al cambiamento climatico. «A tal riguardo – ha sottolineato Fedriga – da parte nostra c’è la massima disponibilità a fare tutti gli approfondimenti su un’eventuale modifica della normativa di competenza regionale per consentire l’uso di materiali più adeguati a resistere a questo tipo di intemperie che ormai non si possono più definire eventi eccezionali».

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In copertina, la copertura di una stalla friulana distrutto dal maltempo.

Con Eddi Luisa il Vigneto Fvg perde uno dei suoi imprenditori più intraprendenti

di Giuseppe Longo

«Con Eddi Luisa scompare un imprenditore che ha lasciato il segno nel mondo del vino. È stato un uomo lungimirante, che ha tenuto fede alla tradizione di famiglia e ha saputo anche innovare e guardare al futuro dell’azienda con quel grande spirito di intraprendenza tipica di chi vive nella nostra regione», afferma l’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, ricordando il titolare della storica Tenuta Luisa di Corona, spentosi ieri a 81 anni: i suoi funerali saranno celebrati domani, venerdì, alle 11, nella Chiesa dei Santi Maria e Zenone, nella frazione di Mariano. Non più di sei mesi fa, l’esponente dell’esecutivo Fvg era stato in visita all’azienda della famiglia marianese, dove aveva potuto cogliere l’importanza dell’attività portata avanti da Eddi Luisa e poi trasferita ai figli Michele e Davide. «Eddi – conclude Bini – negli anni Ottanta fu fautore della grande svolta, con l’ampliamento della cantina e degli impianti di imbottigliamento. Con lui se ne va un tassello storico non solo del sistema del vino del Collio, ma dell’intera regione, che con i suoi prodotti aveva fatto conoscere il Friuli Venezia Giulia in Italia e nel mondo».


«Con la scomparsa di Eddi Luisa perdiamo un uomo esempio del fare. Perdo un caro amico che ho avuto il privilegio di conoscere bene. Porterò sempre con me il suo accogliente sorriso», aggiunge l’assessore regionale Riccardo Riccardi, che poi continua: «Ha avuto la capacità di costruire una grande azienda, legata profondamente alle sue radici. La sua terra lo ha ripagato con successo e onori. Orgoglioso della sua origine contadina, non ho mai dimenticato i suoi valori. Ha avuto la fortuna di avere al suo fianco una famiglia forte e unita che lo ha seguito, sorretto e amato».
Ai due assessori della Giunta Fedriga, fanno eco anche le commosse parole del consigliere regionale Diego Bernardis, già sindaco di Dolegna del Collio: «Apprendo con profonda tristezza la notizia della morte di Eddi, colui che ha continuato con successo a seguire le orme del nonno nell’azienda fondata nel 1877. Un uomo che ha creato a Mariano del Friuli, Corona per la precisione, una delle aziende più grandi e di eccellenza del panorama vitivinicolo isontino e regionale. Il suo spirito imprenditoriale, la sua passione per la viticoltura e la sua dedizione al territorio sono stati di grande ispirazione e la sua scomparsa è una gravosa perdita non solo per i suoi cari, ma anche per l’intera comunità regionale».
Il Vigneto Fvg piange, dunque, uno dei suoi imprenditori più conosciuti e capaci, tanto da fargli meritare anche numerosi e importanti riconoscimenti con i rinomati vini prodotti in quei terreni particolari di quest’area marianese noti come “ferretti”, come ha ricordato l’agronomo Claudio Fabbro in un ampio articolo su “Le terre del vino”, la bella rivista delle Città del vino italiane. E ora ai figli Michele e Davide il compito di portare avanti il grande lavoro di un padre così preparato e lungimirante che, seguendo le orme della sua famiglia, aveva dato vita una delle aziende più prestigiose del Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, il vitivinicoltore Eddi Luisa morto a 81 anni; all’interno, lo vediamo in due belle immagini dell’archivio di Claudio Fabbro.

I boschi devastati da Vaia: dai cantieri in arrivo liquidità per l’economia Fvg

“L’operazione su Vaia con le risorse ottenute, i cantieri avviati e gli investimenti sui prossimi lavori rappresenta un volano economico per la piccola e media impresa, un’ulteriore iniezione di liquidità nel sistema economico regionale”. Lo ha sottolineato il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Protezione Civile regionale, Riccardo Riccardi, nell’incontro in videoconferenza con la presidente di Ance Udine, l’associazione nazionale delle costruzioni edili, Angela Martina assieme alla presidente di Confindustria Udine, Anna Mareschi Danieli, con riferimento ai gravissimi danni arrecati al patrimonio forestale dalla tempesta che si era abbattuta alla fine di ottobre di tre anni fa. Riccardi ha informato, assieme al direttore generale della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia Amedeo Aristei, sui 198 lavori di quest’anno che vedono coinvolti 62 Comuni, 5 direzioni regionali centrali e 6 soggetti attuatori. L’iter prevede entro il 31 luglio la consegna del progetto da parte dei soggetti ausiliari per raccogliere le autorizzazioni e procedere all’approvazione. Una volta che i progetti sono approvati vengono inviati gli inviti alle imprese che hanno la specializzazione per lavori di messa in sicurezza previsti dal piano. Nell’ambito dei cantieri Vaia, il ricorso a imprese regionali è stato ampio: 658 lavori nel 2019 sui quali hanno ruotato 253 imprese per un totale di 166 milioni di euro, nel 2020 sono stati 221 i lavori effettuati e 131 le imprese della regione coinvolte. Per ogni impresa, è stato spiegato, non vi è stato alcun caso con doppio incarico assegnato ad un’azienda nello stesso Comune. Se ci sono stati più affidamenti sono stati comunque assegnati da responsabili unici del procedimento (Rup) diversi.

Nel corso della riunione – informa una nota Arc – è stato illustrato come, per utilizzare le risorse nazionali ed evitare che vadano sprecate, sia necessario che l’iter di aggiudicazione si concluda, con la stipula del contratto, entro settembre. Per l’attuazione degli interventi verrà quindi adottato lo stesso modello organizzativo utilizzato finora: la struttura commissariale delegherà al Comune l’incarico di responsabile unico del procedimento per avviare l’opera, ma si occuperà direttamente dei pagamenti e dei pareri sull’opera mediante la conferenza dei servizi. Nel sottolineare l’impegno dell’Amministrazione regionale a porre in essere tutti gli sforzi, nel rispetto delle regole vigenti, affinché i lavori possano aver ricadute sul sistema imprenditoriale e professionale del territorio, Riccardi ha affrontato anche il tema della semplificazione della burocrazia e la necessità di attivare percorsi formativi per sviluppare specifiche competenze legate alla gestione delle procedure.

“Grazie agli oltre 9,2 milioni di euro risparmiati con i ribassi di gara degli interventi inseriti nel piano degli interventi 2020 per il ristoro dei danni provocati della tempesta Vaia, puntiamo a realizzare ulteriori 52 interventi in 36 Comuni della montagna friulana”, ha detto ancora Riccardi, spiegando che “la Protezione civile regionale ha sottoposto al Dipartimento nazionale della Protezione civile l’elenco degli interventi individuati sulla base delle indicazioni giunte dai Comuni, ai quali è stato richiesto di segnalare i progetti immediatamente realizzabili. Riccardi ha quindi evidenziato che “è stato individuato almeno un progetto per ognuno dei Comuni che hanno presentato domanda, ai quali si aggiungono due interventi del Consorzio boschi carnici, con un valore medio di 300mila euro per intervento. Una volta confermato il via libera dal Dipartimento dell Protezione civile nazionale daremo quindi il via alle opere, consentendo un’ulteriore iniezione di liquidità nel sistema economico regionale”.
Nello specifico sono previsti interventi nei Comuni di Pordenone, Arta Terme, Castelnovo del Friuli, Cavazzo Carnico, Cercivento, Clauzetto, Comeglians, Enemonzo, Faedis, Forni Avoltri, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Frisanco, Lauco, Lusevera, Malborghetto Valbruna, Ovaro, Paluzza, Paularo, Polcenigo, Prata di Pordenone, Ravascletto, Rigolato, San Pietro al Natisone, Sappada, Sauris, Socchieve, Stregna, Sutrio, Taipana, Tarvisio, Tolmezzo, Torreano, Tramonti di Sopra, Villa Santina e Zuglio.

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In copertina, un bosco distrutto da Vaia; all’interno il vicegovernatore Riccardo Riccardi, in una foto Arc, con il direttore generale della Protezione civile, Amedeo Aristei, in videoconferenza con la presidente di Ance Udine, Angela Martina, e la presidente di Confindustria Udine, Anna Mareschi Danieli.

 

Frane a Tarcento, decolla un progetto “epocale” a difesa di case e vigneti

(g.l.) Un progetto “epocale”, parola del sindaco Mauro Steccati, per risolvere il grave problema delle frane nel territorio comunale di Tarcento, che negli anni hanno causato molti danni ai vigneti soprattutto delle colline di Coia e di Sedilis,  sulle pendici del monte Bernadia, dai quali si ottengono vini pregiati a cominciare dal Ramandolo Docg – il “cru” si estende infatti a cavallo dei Comuni di Nimis e di Tarcento -, oltre che alla viabilità e alla stabilità di numerose case.

Un momento dell’incontro.

«Il progetto presentato risponde alla strategia della prevenzione che, insieme all’operatività costante offerta dalla Protezione civile, garantisce la miglior risposta alla messa in sicurezza del territorio a fronte dei rischi generati dalla fragilità del suolo e dalle conseguenze degli eventi atmosferici», ha detto infatti il vicegovernatore con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, nel corso dell’incontro organizzato dal Comune di Tarcento e dedicato alla presentazione della progettazione degli interventi di sistemazione di movimenti franosi che interessano i versanti della località Coia nell’ambito della gestione commissariale delegata al presidente della Regione Fvg «per gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico».
Nell’occasione, Riccardi – come informa Arc – ha riconosciuto al rappresentante del locale Comitato frane un atteggiamento costruttivo e lealmente ispirato al dialogo e al confronto con le istituzioni. «E non è un caso infatti – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga – che i risultati si vedano, con questa progettazione che rappresenta un passaggio importante per la soluzione del problema». Il vicegovernatore ha poi ricordato la messa a bilancio di 15 milioni di euro per gli interventi di Protezione civile Fvg, la ricognizione dei punti critici del territorio regionale inviata allo Stato per un stanziamento di risorse anche a livello europeo e la continuazione del Piano di opere per le aree montane colpite dalla tempesta Vaia con la previsione di ulteriori 100 milioni.
Nel dettaglio di quanto presentato dai tecnici nel corso dell’incontro, il progetto prende in considerazione la parte meridionale della collina di Coia, costituita da un terreno fragile e rischioso, prova ne sia che negli ultimi trent’anni nell’area tarcentina si sono complessivamente registrati 210 dissesti, i quali hanno previsto numerosi interventi della Protezione civile. Come è stato spiegato, l’impianto progettuale ha come priorità la sistemazione e il potenziamento del reticolo idrografico e dell’accessibilità. Una parte importante della fase antecedente all’opera sarà quella di coinvolgere i privati proprietari delle singole particelle. Soddisfatto infine il sindaco Steccati, il quale, come si diceva, ha definito il progetto “epocale”, proprio in virtù della finalità proiettata su un’idea di prevenzione.

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In copertina e qui sopra lavori effettuati dalla Protezione civile Fvg una decina di anni fa a Sedilis.

Troppa neve in Fvg, rotoballe di fieno in soccorso degli animali affamati

«Si stanno concludendo in queste ore le prime fasi delle operazioni di soccorso della fauna selvatica in difficoltà, curata in maniera sinergica dal personale del Corpo forestale regionale e della Protezione civile della Regione, con il supporto di alcuni cacciatori delle locali riserve di caccia». Lo hanno confermato il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Protezione civile e l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche e alla montagna, Riccardo Riccardi e Stefano Zannier, evidenziando che «dopo le nevicate da record di fine dicembre e inizio gennaio, in certe zone il manto nevoso ha raggiunto i due metri di spessore e sono state innumerevoli le segnalazioni dei cittadini che hanno rilevato la presenza di ungulati in difficoltà. In genere per superare il rigore dell’inverno gli animali si spostano verso valle, dove il manto nevoso generalmente è più ridotto, ma talvolta, come accaduto in questa fase, anche il fondovalle è risultato coperto da uno spesso strato di neve. Ci sono quindi state numerose segnalazioni di esemplari sulle strade o in prossimità delle abitazioni, le uniche aree sgombre dalla neve nelle quali possono muoversi agevolmente».

Il Corpo forestale, d’intesa anche con i direttori delle riserve di caccia, ha quindi programmato – come informa Arc – un’attività di foraggiamento di soccorso dove erano segnalati gruppi di animali in difficoltà, con il duplice intento di proteggere la fauna selvatica ed evitare il rischio di un aumento degli incidenti stradali. Altri interventi sono stati effettuati in punti dove in passato, a seguito di grandi nevicate, sono state registrate morie di animali. Zannier ha spiegato che «data la diminuzione della presenza umana causata dalle misure anti Covid-19, gli animali tendono ad avvicinarsi più del solito a paesi, abitazioni e strade. Sono quindi stati pianificati e calibrati su base scientifica alcuni interventi che tengono conto del rispetto della biologia e dell’ecologia delle specie presenti in Friuli Venezia Giulia. Per queste operazioni di soccorso è stato quindi impiegato un foraggio molto grezzo e ricco di cellulosa, messo a disposizione dal Servizio biodiversità della Regione, proveniente dallo sfalcio di aree prative situate in ambienti naturali ad alta valenza ecologica».

Il foraggiamento artificiale degli ungulati selvatici, infatti, è una pratica di emergenza che richiede particolari cautele: i ruminanti selvatici d’inverno sono abituati a una alimentazione scarsa e fibrosa, si adattano difficilmente a brusche variazioni derivanti dalla somministrazione di alimenti eccessivamente energetici e proteici, che possono causare gravi alterazioni metaboliche, con esiti anche letali. È, inoltre, necessario pianificare con particolare cura la distribuzione dei punti di foraggiamento al fine di evitare assembramenti che agevolano la trasmissione di patogeni e parassiti tra animali già indeboliti dai rigori di un inverno particolarmente freddo e nevoso. «Per questi motivi, in presenza di animali in difficoltà – hanno ribadito Riccardi e Zannier -, è opportuno che la popolazione non distribuisca alimenti autonomamente, ma avverta la locale stazione forestale, che valuterà la strategia d’intervento più idonea».
Come evidenziato del vicegovernatore Riccardi, «tutte le operazioni di movimentazione delle rotoballe è stata curata dalla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia in sinergia con il personale del Corpo forestale e il contributo anche di numerosi cacciatori locali. Con i mezzi della Protezione civile sono state distribuite dai centri di smistamento fino ai punti di alimentazione degli animali 74 balle di alimento fibroso con interventi nei Comuni di Tarvisio, Paluzza, Sutrio, Ligosullo, Forni Avoltri, Sauris, Ovaro e Paularo. Per raggiungere alcuni punti, sfruttando missioni già programmate per altre attività, è stato impiegato anche l’elicottero della Protezione civile».

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In copertina e all’interno alcune immagini del soccorso della fauna selvatica con rotoballe di fieno.

(Foto Regione Fvg)