Il Pinot grigio Doc delle Venezie protagonista anche oggi a Londra

Ultimo giorno, per il Consorzio Doc Delle Venezie, al Taste of London, l’imperdibile appuntamento con l’eccellenza gastronomica internazionale che ha trasformato ancora una volta Regent’s Park nel cuore gourmet della capitale britannica. Un’occasione strategica per rafforzare la presenza del Pinot gGrigio Doc delle Venezie nel secondo mercato di riferimento per la denominazione, con il Regno Unito che assorbe circa il 25% dell’export, preceduto solo dagli Stati Uniti.
All’interno del consolidato format del wine truck brandizzato, il pubblico può degustare anche oggi una selezione di etichette rappresentative dello stile unico firmato Venezie Doc – modello di integrazione interregionale che riunisce gli operatori della filiera produttiva del Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino – accompagnato dal racconto diretto del territorio, dei produttori e dell’identità del bianco fermo italiano più esportato al mondo.
La partecipazione 2025 si inserisce in un più ampio piano di evoluzione strategica del Consorzio, volto a intercettare un pubblico sempre più ampio e diversificato, con un focus particolare sulle nuove generazioni di consumatori. La crescente attenzione verso tematiche come la sostenibilità ambientale, la riduzione del contenuto alcolico e calorico nei prodotti – ormai veri e propri driver consolidati del consumo globale di vino – trova una naturale sintonia con il profilo del Pinot grigio Doc delle Venezie.
Spiega Stefano Sequino, direttore del Consorzio Doc delle Venezie: «I nuovi modelli di consumo, guidati da una fascia di pubblico giovane, consapevole e attento alle scelte d’acquisto, sono in perfetta armonia con l’identità del nostro Pinot Grigio Doc: un vino da sempre orientato alla freschezza, alla leggerezza e alla versatilità, adatto ad ogni food & social occasion. Il Pinot grigio prodotto in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino è l’unico al mondo capace di esprimere con coerenza e continuità questo stile peculiare, coniugando qualità e accessibilità, autenticità territoriale e vocazione internazionale ed il Taste of London 2025 rappresenta la cornice ideale per trasmettere al pubblico i nostri valori che, uniti all’inconfondibile italianità, rappresentano i tratti distintivi del Pinot Grigio DOC Delle Venezie. Un profilo distintivo e garantito dal contrassegno di Stato, che certifica l’origine controllata del prodotto e tutela il consumatore lungo tutta la filiera, dalla vigna al calice».
Con l’obiettivo di valorizzare una tipologia a basso tenore alcolico e introdurre il contributo dei vitigni resistenti, il Consorzio si fa portavoce di un messaggio contemporaneo e dinamico, in linea con le esigenze dei consumatori globali ed i nuovi modelli di consumo. In questo contesto, Taste of London si conferma come il palcoscenico ideale per raccontare al pubblico internazionale il futuro sostenibile, giovane e inclusivo del Pinot grigio Doc delle Venezie.

www.dellevenezie.it

 

La Delizia, bollicine superstar: 2 milioni le bottiglie di Naonis

di Gi Elle

Le feste di Natale e di Capodanno sono le più gettonate per i brindisi a suon di bollicine. E alla Cantina di Casarsa alzeranno i calici – soci produttori, tecnici e amministratori – per sottolineare il grande successo ottenuto dagli spumanti prodotti tra i sassi in riva al Tagliamento. C’è infatti molta soddisfazione ai Viticoltori Friulani La Delizia, tra le prime nove realtà d’Italia per la produzione di spumanti, per un positivo 2019: la linea di bollicine Naonis ha tagliato il traguardo dei 2 milioni di bottiglie vendute nel settore Horeca (hotel, restaurant e cafè) nazionale (+12% rispetto lo scorso anno) e ha iniziato a farsi apprezzare sempre più in Germania, Regno Unito e Stati Uniti d’America. Un successo, quello degli spumanti, che traina anche i vini fermi, prodotto storico della cooperativa: in totale, contando tutte le linee dei vini La Delizia, sono 24 milioni le bottiglie prodotte quest’anno, di cui 14 milioni appunto di spumanti.


“Si è confermata – spiega il presidente Flavio Bellomo – una nostra previsione, ovvero che la qualità degli spumanti avrebbe riportato interesse sull’intero brand La Delizia, genuinamente radicato nel territorio friulano ma che ha allo stesso tempo un respiro internazionale. Ecco quindi che il successo di Naonis, linea nata appena cinque anni fa e che debuttò con 150 mila bottiglie vendute, s’inserisce all’interno di una crescita globale dell’azienda. Un successo che condividiamo con tutti i nostri 400 soci, le maestranze che producono il nostro vino qui in cantina e la rete vendita. Per noi è motivo di soddisfazione sapere che molte persone, nelle prossime feste, brinderanno al Natale e al nuovo anno con i nostri vini”.
Ora si guarda al futuro. “Continueranno gli investimenti per innovare sempre più la nostra filiera produttiva – ha aggiunto Bellomo -, inoltre abbiamo già le conferme dei clienti consolidati per il 2020 mentre nuovi mercati, come quello tedesco, stanno guardando con favore a Naonis. Regno Unito e Usa sono gli altri due Stati in cui puntiamo a crescere: stiamo a vedere cosa succederà con la Brexit, mentre per i dazi americani i nostri vini ne sono esclusi. In ogni caso, quando un prodotto piace, il pubblico lo richiede e di questo i legislatori ne tengono conto: siamo fiduciosi”.
Proseguirà infine il progetto delle edizioni limitate. “Per la cuvée Jadér – ha concluso il presidente – la Summer Edition è andata molto bene la scorsa estate, con 60 mila bottiglie vendute, un dato che puntiamo a replicare con la Winter Edition in vendita in questo inverno. Un punto di orgoglio per un’azienda che tiene alle proprie radici friulane, ma che sa anche guardare avanti con prodotti innnovativi premiati dal mercato che ne apprezza il gusto moderno”.

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In copertina, il presidente Flavio Bellomo; all’interno, due fasi produttive degli spumanti: vendemmia e vinificazione.

Accordo Brexit, bene per vini e prodotti Fvg: plaude Confagricoltura

di Gi Elle

Prosecco e Pinot grigio, ma anche altri prodotti agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, continueranno ad avere porte aperte in Gran Bretagna, grazie all’appena raggiunto accordo sulla Brexit. «Un risultato decisamente positivo per l’agricoltura italiana ed europea. In attesa del voto, a Londra, della Camera dei Comuni, è stato trovato il modo per scongiurare i gravi contraccolpi commerciali, economici e sociali di un recesso del Regno Unito senza regole», afferma infatti il presidente di Confagricoltura Fvg, Philip Thurn Valsassina, commentando la conclusione del negoziato tra Ue e Regno Unito sull’accordo di recesso e sulla dichiarazione politica riguardante le future relazioni commerciali bilaterali.
Confagricoltura Fvg mette in rilievo che, il negoziato di questi ultimi giorni, si è concentrato sulle modalità in grado di evitare il ritorno di una frontiera fisica tra Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda; salvaguardando allo stesso tempo il mercato unico europeo. Per tutti gli altri aspetti, è stata confermata l’intesa già raggiunta nei mesi scorsi con la signora May, ma bocciata dalla Camera dei Comuni.
«Dopo il formale recesso – ha indicato Thurn Valsassina – inizierà un periodo transitorio, che scadrà alla fine del 2020, durante il quale il Regno Unito continuerà a partecipare al mercato unico europeo e all’unione doganale. Non ci saranno, quindi, turbative negli scambi commerciali. Un aspetto di particolare importanza per l’Italia e per la nostra regione è che saranno riconosciute e tutelate sul mercato britannico tutte le Indicazioni geografiche e di qualità dei prodotti agricoli assegnate dalla Ue», ha messo in rilievo il presidente di Confagricoltura Fvg.
Durante il periodo transitorio, la cui scadenza può essere prorogata, sarà negoziato un accordo commerciale tra Ue e Gran Bretagna. «Inoltre, il Regno Unito continuerà a contribuire al bilancio Ue per il 2020. Con un recesso senza regole – ha puntualizzato Thurn Valsassina – la capacità di spesa dell’Unione si sarebbe ridotta di 12 miliardi di euro; mettendo così a rischio la piena e puntale esecuzione delle politiche comuni e delle diverse iniziative negli Stati membri».
Confagricoltura Fvg ricorda che, le importazioni agroalimentari del Regno Unito, ammontano a 56 miliardi di euro, di cui circa il 70% in arrivo dagli Stati membri della Ue. Le vendite di settore dell’Italia superano i 3 miliardi di euro: vini (i citati Prosecco e Pinot grigio in primis), ortofrutta e formaggi i prodotti più apprezzati dai consumatori britannici. Quindi per i nostri produttori una importante boccata d’ossigeno quella ancora assicurata dal mercato d’Oltremanica.

Il presidente Philip Thurn Valsassina.

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In copertina, resta il via libera in Gran Bretagna per Prosecco, Pinot grigio e altri vini del Vigneto Fvg.