In Fvg un’agricoltura più sostenibile sfruttando le leve del Recovery plan

“Il Pnrr per il Friuli Venezia Giulia può diventare un’occasione per accelerare i processi di sviluppo di una vera e propria agricoltura sostenibile, sfruttando le leve che il Recovery plan impone, ovvero gli obiettivi di sostenibilità ambientale e di rafforzamento dei processi di resilienza”. Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, a margine della seduta della II Commissione consiliare nella quale – come informa Arc – è stato chiamato ad illustrare le progettualità con cui la Regione Fvg intende contribuire alla realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza in materia di agricoltura.

L’assessore Stefano Zannier.


“Abbiamo cercato di prendere in considerazione le progettualità su cui stiamo già lavorando in modo da poter attribuire una visione strategica agli interventi inseriti nel Pnrr, che devono essere in continuità con gli obiettivi che stiamo già perseguendo con la nostra azione politico-amministrativa” ha evidenziato Zannier, portando ad esempio “il progetto per il passaggio dal sistema di irrigazione a canalette, che comporta un’altissima dispersione di acqua, al sistema sub-irriguo o a goccia, con cui potremmo arrivare ad un risparmio di quasi l’80 per cento della risorsa idrica, se abbinato anche ad una digitalizzazione dei programmi di irrigazione collegati alle sempre più accurate previsioni meteorologiche”.
Nel dettaglio, il progetto di maggior impatto che la Regione Friuli Venezia Giulia ha proposto di includere nel Piano di ripresa nazionale in materia agroalimentare e forestale consiste proprio nell’ammodernamento ed efficientamento di impianti irrigui consortili attraverso sistemi innovativi di valutazione e previsione di disponibilità della risorsa idrica in relazione ai fabbisogni delle colture. Vi è poi un innovativo progetto di sostegno all’imprenditoria agricola e a quella familiare per la salvaguardia del territorio regionale, con l’obiettivo di contribuire ad arrestare il fenomeno dello spopolamento della montagna e delle aree marginali della regione, favorendo il ricambio generazionale.
Alle filiere agricole è dedicato un intervento per aumentare la competitività dei settori produttivi agroalimentari locali, con il rafforzamento della sostenibilità dei loro sistemi produttivi. Il progetto intende promuovere una serie di investimenti per migliorare i sistemi organizzativi delle strutture produttive locali, l’innovazione tecnologica delle aziende e la distribuzione commerciale dei prodotti.
L’esponente della Giunta Fedriga ha quindi posto l’accento su un altro progetto innovativo che va sotto il titolo di “montagna più connessa”. “Si tratta – ha spiegato l’assessore – di realizzare infrastrutture di connettività su cui innestare progetti che abbracciano la sicurezza in montagna, la prevenzione dei rischi, la razionalizzazione nella gestione dei sistemi di allerta e monitoraggio ed infine la modernizzazione in chiave green”.

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In copertina e qui sopra irrigazione per ortaggi e in viticoltura.

(Foto Reviewbox.it e Acquafert Agri)

Una vetrina per tutto il Collio nel nuovo Infopoint di Cormons aperto da maggio

«Il nuovo Infopoint di Cormons sarà una vetrina per tutto il Collio e con la sua collocazione nel cuore del centro storico rappresenta una cartolina della città e delle bellezze di tutto il territorio». Così l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, ha annunciato ieri la prossima apertura del punto informazioni turistico a gestione diretta della Regione Fvg. L’Infopoint – come informa Arc – sarà collocato negli spazi di un ex immobile commerciale, grazie ad una convenzione con il Comune di Cormons che ne ha preso in affitto i locali siti al piano terra di una palazzina all’angolo di piazza XXIV Maggio, a pochi passi da palazzo Locatelli sede del municipio.


«La Regione è al fianco di un brand ricercato come il Collio. Per questo l’ufficio turistico che entrerà a far parte della rete degli infopoint di PromoTurismoFvg sarà una struttura moderna e innovativa dove prevarranno la relazione con il turista ed un approccio alla promo-commercializzazione diretta dei prodotti dell’area» ha confermato l’esponente della Giunta Fedriga.
La presentazione del progetto si è tenuta nel municipio alla presenza del sindaco Roberto Felcaro, del direttore marketing di PromoTurismoFvg, Bruno Bertero, e del presidente del Consorzio Collio (che ha sede proprio a Cormons), David Buzzinelli. Quanto ai tempi dell’inaugurazione del nuovo Infopoint si confida nella possibilità di aprire il servizio entro il 23 maggio, data di passaggio del Giro d’Italia sulle strade dell’Isontino e della cittadina del monte Quarin. Gli allestimenti punteranno sulle due grandi vetrine affacciate sulla piazza e su una forte digitalizzazione, con il ricorso a grandi monitor per la proiezione di video e di postazioni interattive.
«Questa è l’occasione per sugellare il patto del Collio – ha detto Bini -, ovvero un accordo tra i dieci Comuni dell’area che finalmente uniscono le forze e lavorano insieme per promuovere il territorio». L’assessore ha richiamato le potenzialità che il Friuli Venezia Giulia potrà esprimere nel comparto turistico alla ripresa post-pandemia, quando i visitatori privilegeranno le mete considerate più sicure, salubri e meno affollate: «Il comparto turistico regionale – ha concluso l’assessore Bini – è tra quelli che ha maggiormente subito gli effetti della crisi, ma paradossalmente il cambio di abitudini che ne deriverà potrà vederci premiati, a patto di saper cambiare anche il modo di proporsi ai turisti con strutture ricettive più adeguate e con un offerta di prodotto di alta qualità».

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In copertina, il monte Quarin simbolo di Cormons e all’interno due immagini dell’incontro con l’assessore Bini.

Parchi storici e beni ambientali del Fvg più belli per le feste di Pasqua

Parchi storici e beni ambientali del Friuli Venezia Giulia più belli per le feste pasquali. Cinquanta operai della Regione Fvg hanno, infatti, completato in questi giorni gli interventi di manutenzione straordinaria sulle alberature e sugli sviluppi arbustivi incontrollati nei principali compendi monumentali. Si tratta di personale attivo nel Servizio gestione territorio montano bonifica e irrigazione che nella stagione mite agisce in montagna, ma che nei mesi invernali si dedica alla sistemazione di parchi, giardini e aree verdi in operazioni particolarmente impegnative e spesso in situazione impervie. Gli operai, in questi primi tre mesi nel 2021, hanno utilizzato tecniche silvocolturali e procedimenti di ingegneria naturalistica per individuare ed eliminare piante infestanti malate e deperienti.
Gli interventi hanno interessato cinque tra i siti di maggior richiamo della nostra regione: il parco storico del Castello di Miramare a Trieste, il parco di Villa Coronini Cronberg a Gorizia, le mura del Castello di Gradisca d’Isonzo, i Bastioni e le mura di Palmanova e il colle del Forte di Osoppo. Ma l’azione delle otto squadre regionali ha interessato anche altri compendi pregiati: Villa Moretti a Tarcento, il parco di Villa Varda a Brugnera, l’ex Caserma Pasubio a Cervignano e il centro visite del Lago del Cornino.

Miramare a Trieste.

«È un’attività utile e intelligente quella di utilizzare il nostro personale, con le sue elevatissime capacità operative e le sue conoscenze botaniche, nel supporto e la cura dei luoghi di maggiore interesse e rilevanza presenti nella nostra regione durante i mesi invernali in cui non si può agire in montagna”, ha rilevato l’assessore regionale alle Risorse forestali Stefano Zannier, regista dell’iniziativa. “Si crea così una preziosa sinergia tra enti e organizzazioni. Supportiamo nella gestione e conservazione dei compendi pregiati – ha aggiunto Zannier – anche le amministrazioni proprietarie che in molti casi non sarebbero in grado di svolgere gli interventi più impegnativi in autonomia». L’impiego delle squadre regionali su beni e fondazioni di proprietà pubbliche di rilevante interesse storico e naturalistico è previsto dalla legge regionale 9 del 2007. Per attivare in concreto gli interventi si è fatto leva su convenzioni tra gli enti proprietari e il dirigente del competente Servizio regionale sulla scorta di progetti predisposti dagli enti e preventivamente approvati dai Comuni e dalla Soprintendenza.

Villa Coronini a Gorizia.

Bastioni di Palmanova.

Ora gli operai forestali, completati gli interventi nei compendi, si accingono a riprendere l’attività in montagna. «Ma – ha assicurato Zannier – l’anno prossimo le squadre regionali torneranno a disposizione dei parchi monumentali per contribuire a conservare e “tirare a lucido” un patrimonio naturalistico-architettonico che in Friuli Venezia Giulia non è localizzato solo in alcuni siti ma è molto diffuso e tutto da conoscere o da riscoprire, nella logica di intervenire in via straordinaria per ripristinare i siti e lasciare poi la gestione ordinaria agli enti proprietari».

Castello di Gradisca.

Lago di Cornino.

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In copertina, ecco un’immagine di Villa Moretti che domina Tarcento.

L’acquacoltura può crescere ancora in Fvg, nonostante la crisi pandemica

“Ci sono possibilità di ulteriore espansione per l’acquacoltura, specialmente per quanto riguarda quella d’acqua dolce, settore nel quale il Friuli Venezia Giulia vanta eccellenze di livello europeo. La ricetta per assicurare al comparto ittico la tenuta e garantire un’ulteriore crescita sui mercati consiste nel perseguire quella qualità grazie alla quale questo comparto si è saputo affermare in Italia e nel mondo”.Lo ha rilevato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali e alla pesca, Stefano Zannier, intervenuto in videoconferenza all’incontro sul tema “L’impatto della pandemia sulla acquacoltura”, organizzato da Aquafarm e tenutosi alla Fiera di Pordenone.

L’assessore Stefano Zannier.


L’evento, che ha permesso anche di anticipare i contenuti dell’edizione dell’importante rassegna dedicata all’acquacoltura, all’algocoltura e all’industria della pesca Aquafarm, in programma a Pordenone a partire dal 9 giugno, è stato moderato da Fabio Gallo, conduttore della trasmissione televisiva “Linea Blu”. Vi ha preso parte tra gli altri – come informa una nota Arc – anche Filippo Gallinella, presidente della XIII Commissione agricoltura della Camera, e l’incontro ha dato modo a Zannier, intervenuto per portare il saluto introduttivo in rappresentanza della Regione Fvg, di esprimere una valutazione positiva sulle prospettive per il settore ittico all’uscita dalla pandemia.
Nel frattempo, però, in questo periodo di crisi, se si è ridotto il consumo di pesce da parte del mondo della ristorazione e sono calate le esportazioni, mentre ha comunque tenuto l’acquisto di prodotti ittici da parte dei consumatori. Si tratta di un segnale importante, che conferma l’interesse dei cittadini e delle famiglie ad alimentarsi a base di pesce. Per cui la coesione e i risultati raggiunti dagli operatori ittici del Friuli Venezia Giulia – come ha evidenziato l’assessore Zannier – consentono di guardare al futuro con prospettive incoraggianti, fondate sulla professionalità e sulla capacità di innovare, che si basa anche sulla ricerca, finora dimostrate.
Per quanto riguarda i ristori per i danni patiti a causa del calo delle vendite conseguente all’emergenza sanitaria, sono in arrivo le nuove misure che la Regione ha previsto per dare concretezza agli aiuti previsti a livello europeo. “Rappresenteranno una boccata d’ossigeno per le imprese ittiche – ha specificato Zannier – perché come negli altri settori il conto che esse hanno dovuto pagare a causa della pandemia è pesante: in questo momento è dunque importante consentire a queste realtà di essere pronte alla ripartenza”. Anche considerando che, come in agricoltura, nell’acquacoltura le spese di mantenimento e allevamento continuano a essere sostenute anche in mancanza delle vendite.
Secondo l’esponente della Giunta Fedriga, ci sono comunque importanti spazi di sviluppo sia nell’acquacoltura praticata in mare sia in quella lagunare e nelle acque interne. Anche perché, e a tale proposito ha ripreso una valutazione di Pier Antonio Salvador, presidente dell’Api, l’80 per cento del pesce consumato in Italia proviene dalle importazioni. Una costatazione che ha indotto l’assessore regionale a concludere ribadendo l’invito, rivolto agli operatori ittici già lo scorso anno e nella stessa sede, a considerare le prospettive di mercato conseguenti alla pandemia, che dimostrano la sempre crescente necessità di fare allevamento, unitamente al fatto che le proprietà salutistiche del pesce sono sempre più riconosciute dai consumatori, mentre la sostenibilità dell’acquacoltura consentirebbe anche di sopperire alle problematiche connesse a quelle derivanti dalle difficoltà a garantire lo stoccaggio del pescato.

Un allevamento di mitili in mare.

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In copertina, la trota è la principale specie prodotta in acqua dolce.

L’allevamento sostenibile nell’ultimo webinar per il settore zootecnico

ClassyFarm (sistema integrato per la categorizzazione del rischio degli allevamenti) e l’allevamento sostenibile: è questo l’argomento dell’ultimo dei tre webinar organizzati dall’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia. Ne parlerà un ricco parterre di relatori composto da Paolo Bulgarelli (Parmalat spa), Norma Arrigoni (Izsler), Andrea Peresson e Martina Ricci (Regione Fvg) e Michele Blasi (Dqa srl). La partecipazione è gratuita, previa iscrizione all’indirizzo formazione@aafvg.it
Anche quest’anno, infatti, nonostante le importanti limitazioni imposte dalla pandemia, l’organizzazione agricola non ha voluto mancare al consueto appuntamento con la formazione tecnica. Un impegno che porta avanti da anni e che in questo 2021 si è concentrato sul tema del benessere animale. «Le politiche ambientali dell’Ue hanno contribuito a migliorare il benessere degli animali allevati, fin dagli anni 80, tramite l’emanazione di norme che garantiscono la loro protezione – aveva spiegato il presidente dell’Aafvg, Renzo Livoni, presentando il breve ciclo di incontri tecnici -. Norme che si sono arricchite, dal 2007, grazie alla Politica agricola comunitaria (Pac) che ha inserito il benessere animale tra i criteri obbligatori da rispettare. Se a quest’attenzione si aggiungono poi quella dell’opinione pubblica e dei consumatori in materia di tutela degli animali è facile comprendere come oggi, per tutti, si tratti di una priorità. E per tutti significa naturalmente anche per le aziende zootecniche, che devono far rientrare il benessere animale in un sistema che soddisfi da un lato le aspettative dei cittadini-consumatori, dall’altro permetta alle imprese di ottenere un reddito adeguato a fronte dell’impegno profuso quotidianamente».
Aspetti che sono stati approfonditi già nel corso dei primi due incontri online, che si sono tenuti il 17 e il 24 febbraio. Domani, mercoledì 3 marzo, il terzo e ultimo webinar che prenderà il via alle 10.30 per concludersi entro le 12.30. Come detto, si parlerà di allevamento sostenibile, mentre nei precedenti incontri si sono trattati i temi “Lettiera compost per vacche da latte: sarà la stalla del futuro?” e “Assistenza della vacca al parto e alla gestione del vitello”.

Renzo Livoni

La partecipazione è gratuita, previa iscrizione all’indirizzo formazione@aafvg.it

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In copertina, una moderna stalla che garantisce un razionale allevamento.

 

Allevatori Fvg e benessere animale: la stalla del futuro nel primo webinar

Anche quest’anno, nonostante le importanti limitazioni imposte dalla pandemia, l’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia non ha voluto mancare al consueto appuntamento con la formazione tecnica. Un impegno che porta avanti da anni e che in questo 2021 si concentrerà sul tema del benessere animale. «Le politiche ambientali dell’Ue hanno contribuito a migliorare il benessere degli animali allevati, fin dagli anni 80, tramite l’emanazione di norme che garantiscono la loro protezione – spiega il presidente dell’Aafvg, Renzo Livoni -. Norme che si sono arricchite, dal 2007, grazie alla Politica agricola comunitaria (Pac) che ha inserito il benessere animale tra i criteri obbligatori da rispettare. Se a quest’attenzione si aggiungono poi quella dell’opinione pubblica e dei consumatori in materia di tutela degli animali è facile comprendere come oggi, per tutti, si tratti di una priorità. E per tutti significa naturalmente anche per le aziende zootecniche, che devono far rientrare il benessere animale in un sistema che soddisfi da un lato le aspettative dei cittadini-consumatori, dall’altro permetta alle imprese di ottenere un reddito adeguato a fronte dell’impegno profuso quotidianamente».
Aspetti che saranno approfonditi nel corso di tre incontri online. In programma per domani 17 febbraio, per il 24 febbraio e il 3 marzo, prenderanno tutti il via alle 10.30 per concludersi entro le 12.30. La partecipazione è gratuita, previa iscrizione all’indirizzo formazione@aafvg.it.
“Lettiera compost per vacche da latte: sarà la stalla del futuro?” è il titolo del primo webinar, in programma appunto per domani, che vedrà come relatore Lorenzo Leso dell’Università di Firenze. Il 24 febbraio la veterinaria Nadia Borsato parlerà invece di “Assistenza della vacca al parto e alla gestione del vitello”, per finire il 3 marzo con un incontro sulla ClassyFarm (sistema integrato per la categorizzazione del rischio degli allevamenti) e l’allevamento sostenibile. Ne parlerà un ricco parterre di relatori: Paolo Bulgarelli (Parmalat spa), Norma Arrigoni (Izsler), Andrea Peresson e Martina Ricci (Regione Fvg) e Michele Blasi (Dqa srl).

Per iscriversi: formazione@aafvg.it

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In copertina, bovine da latte in una stalla friulana; qui sopra, il presidente Aafvg Renzo Livoni.

Natura 2000, sul Tagliamento fuoco “controllato” contro le specie invasive

Nell’area golenale del fiume Tagliamento in località “Grave dei Mizzeri”, a Pinzano, verranno avviate durante questo mese delle manutenzioni della vegetazione ricorrendo a prove di “fuoco prescritto”, vale a dire di incendio controllato. Obiettivo dell’attività, che si svolgerà in circa mezza giornata di lavoro, è quello di contenere e possibilmente eliminare la radicazione di “Amorpha fruticosa”, una pianta alloctona e invasiva, che ha occupato la nicchia ecologica dell’habitat incluso nella zona speciale di conservazione (Zsc). L’attività sarà svolta dal Corpo forestale regionale e dai volontari del distretto di Protezione civile e antincendio boschivo della Val d’Arzino, con la regia del servizio Biodiveristà della Regione Fvg tramite la stazione forestale di Pinzano al Tagliamento.
Per l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, si tratta di “un’importante iniziativa che si inserisce in una valutazione prettamente tecnico-scientifica con la finalità di salvaguardare gli ecosistemi inseriti nella rete Natura 2000. L’innovativa modalità è supportata, comunque, da importanti esperienze pregresse e sarà gestita con la consueta e competente attività del Corpo forestale Regionale e dal Servizio biodiversità della Regione”.
L’area d’intervento per l’esecuzione di questa prima prova – come informa una nota Arc – è stata individuata in una superficie di due ettari di golena, all’interno dei quali sono state ricavate due “aree di saggio”, che verranno risparmiate dalle fiamme, per confrontare e monitorare l’effetto del fuoco sull’evoluzione della vegetazione. L’attività di “fuoco prescritto” – come viene chiamata tecnicamente – si basa su un’attenta conoscenza del territorio e su una precisa progettazione della combustione, praticata nell’ambiente naturale in modo innovativo, ma utilizzando il fattore fuoco per la gestione e la conservazione di alcuni habitat prioritari che necessitano di interventi. Secondo la relazione del Servizio biodiversità regionale, in questo modo, la Regione Fvg, dopo aver approvato il Piano di gestione della Zsc che consente l’uso del fuoco per scopi gestionali, potrà verificare l’applicazione di un fuoco controllato in alternativa ai trattamenti meccanizzati, considerati molto impattanti.
Negli anni passati, interventi di manutenzione simili sono stati realizzati ampiamente nella Zona speciale di conservazione Greto Tagliamento, che fa parte della rete regionale di Natura 2000, con il progetto Life Magredi Grasslands durato sette anni, con il taglio o la trinciatura della vegetazione invasiva effettuata a più riprese negli anni con grosse macchine forestali, per ripristinare superfici a prato magredile.

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In copertina e qui sopra il fiume Tagliamento a Pinzano.

Massima l’attenzione della Regione Fvg per la tutela dei Magredi

L’attenzione della Regione Fvg sull’area dei Magredi è alta, tanto che proseguono numerosi progetti di valorizzazione e tutela. Lo ha confermato l’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, rispondendo in Aula a due interrogazioni attraverso cui è stata espressa preoccupazione per la imminente cessione da parte dell’Agenzia del demanio di sette ettari di terreni nell’area dei Magredi, in corrispondenza dell’ex poligono militare del Dandolo.
“Le aree oggetto di alienazione a seguito di sdemanializzazione sono esterne e confinanti con la Zona Speciale di Conservazione Magredi del Cellina e con la Zona di Protezione Speciale Magredi di Pordenone”, ha precisato Zannier – come informa una nota Arc -, rassicurando anche sui timori evidenziati dal momento che “circa due terzi della superficie è inserita nell’inventario dei prati stabili di cui alla Lr 9/2005 e pertanto la sua trasformazione a seminativo o ad altri usi non è consentita”.
L’esponente della Giunta Fedriga ha inoltre ricordato che con il progetto Life Magredi Grasslands sono stati ripristinati 500 ettari di superfici prative e che, a seguito della conclusione di un contenzioso, la Regione sta per assumere la gestione di circa ulteriori 300 ettari di praterie del demanio militare portando a circa 700 ettari le superfici direttamente gestite dalla Regione stessa solo nel contesto del demanio militare del Dandolo/Cellina.
“Inoltre – ha concluso l’assessore Zannier -, per ottimizzare le modalità gestionali la Regione si sta concentrando sul ripristino e sulla gestione di aree più delicate e problematiche, attivando invece strumenti di sostegno finanziario ai privati per la gestione di superfici prative tramite semplici sfalci annuali”. Il titolare dell’Agricoltura Fvg ha poi richiamato il nuovo progetto Life Pollinaction avviato a fine 2020, con cui verrà progettata e implementata una filiera di valorizzazione economica del fieno naturale prodotto dalle praterie magredili che potrebbe destare interesse alla gestione di tali superfici, superando il semplice strumento del contributo.

L’assessore Stefano Zannier.

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In copertina, una suggestiva immagine dei Magredi in provincia di Pordenone.

Foreste Fvg, dalla Regione un milione di euro per i danni del bostrico

(g.l.) Anche il patrimonio forestale del Friuli Venezia Giulia ha un nemico molto temuto, essendo all’origine di gravissimi danni alla risorsa legno, tanto che c’è la necessità di correre ai ripari con adeguati provvedimenti. A tal fine, la Regione Fvg provvederà ad erogare indennizzi del valore complessivo di 1 milione di euro per compensare la perdita di valore economico delle piante colpite dalla diffusione del bostrico (tipografo o dell’abete rosso). Lo ha deciso l’Esecutivo Fedriga approvando un’apposita delibera su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari e alle foreste, Stefano Zannier.

Il bostrico nemico dell’abete rosso.


Il provvedimento – come informa una nota Arc – definisce i criteri e le modalità per  la concessione degli indennizzi da parte del Fondo regionale per la gestione delle emergenze in agricoltura per contrastare la diffusione del temuto coleottero (Ips typographus – Linnaeus, 1758). I risarcimenti in misura forfettaria, che variano dai 15 ai 35 euro al metro cubo, verranno liquidati in conto capitale in base al volume netto di piante di abete rosso (Picea abies, peccio) secche o deperite, a seconda del metodo di esbosco utilizzato. In questo modo viene garantito un margine di valore residuo al legname attaccato incentivandone l’uso.
“Con questo provvedimento – spiega l’assessore Zannier – si intende contenere la diffusione dell’agente patogeno, ripristinare la funzionalità degli ecosistemi forestali, ridurre il rischio di innesco e propagazione degli incendi boschivi per il permanere in foresta di materiale secco e favorire il recupero e l’immissione sul mercato del legname attaccato. I beneficiari degli indennizzi sono i proprietari forestali pubblici e privati o loro delegati ovvero comproprietari, affittuari, locatari, concessionari, comodatari e le imprese forestali”.
Ma cos’è il bostrico? Si tratta, in due parole, di un insetto considerato molto pericoloso che, come detto, colpisce principalmente gli abeti rossi, ma anche altre specie di conifere. Normalmente, il parassita attacca e si riproduce nel legno malato o già morto, ad esempio alberi caduti, ceppi o tronchi tagliati. La misura più efficace per combatterne le infestazioni è la rimozione degli alberi colpiti e di tutto il potenziale materiale riproduttivo (alberi deboli o caduti, tronchi con corteccia) prima che la nuova generazione di adulti emerga dalla corteccia.

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In copertina, ecco le caratteristiche pigne dell’abete rosso.

 

 

Agricoltura, esteso al 2021 in Fvg il bando regionale per i giovani imprenditori

Anche per il 2021 sarà possibile accedere al bando a sostegno dei giovani imprenditori agricoli. Lo ha deciso la giunta del Friuli Venezia Giulia, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, che ha approvato il bando per l’accesso individuale al tipo di intervento 6.1.1 “Avviamento di imprese per giovani agricoltori” incluso nel Psr 2014-2020, che viene esteso anche all’anno prossimo. “In agricoltura è necessario garantire il ricambio generazionale – ha commentato Zannier – con l’obiettivo di aumentare la redditività e la competitività del settore agricolo; per questo la Regione punta sui giovani imprenditori agricoli, che possono apportare nuove qualifiche e competenze a un settore in forte evoluzione, anche tecnologica”.

Stefano Zannier

Per l’insediamento dei giovani in agricoltura – riferisce una nota Arc – sono stati stanziati oltre 800mila euro che saranno erogati in forma di premio a supporto della fase d’avvio delle nuove imprese, a fronte di un piano di sviluppo aziendale. I beneficiari sono giovani agricoltori di età compresa tra 18 anni, compiuti, e 41 anni, non ancora compiuti, alla data di presentazione della domanda. È necessario inoltre possedere adeguate qualifiche e competenze professionali e insediarsi per la prima volta in una azienda agricola in qualità di capo dell’azienda. La domanda deve essere corredata dalla documentazione richiesta, comprensiva del piano di sviluppo aziendale e va presentata entro il 30 giugno 2021 sul portale del sistema informativo agricolo nazionale (sian – www.sian.it) seguendo le indicazioni presenti sul sito della Regione Fvg.
L’entità del premio è calcolata sulla base di diversi criteri, tra cui la localizzazione della superficie agricola utilizzata (Sau) prevalente dell’azienda, la certificazione dei prodotti come biologici, Doc, Docg, Dop, Igp, Igt o Aqua, o la produzione delle materie prime necessarie alla loro realizzazione; il contributo va da un minimo di 20mila euro fino ad un massimo di 40mila euro, anche cumulabili tra loro a seconda dei criteri riconosciuti. Inoltre, nel caso di insediamento nella stessa azienda di più giovani agricoltori, il premio calcolato è concesso a ognuno di loro.