Agricoltura Fvg, una Pac semplificata per aiutare la ripresa post-pandemica

Ripensare gli schemi ai quali è soggetto il mondo rurale per ottenere i benefici e ristori previsti dall’Unione Europea, ai quali si affiancano quelli della Regione Fvg, per ridare ossigeno a un’agricoltura che dopo gli eventi pandemici soffre ulteriori criticità. Ovvero, semplificare le gabbie delle direttive e dei regolamenti europei che comprimono e rendono meno accessibili le possibilità di utilizzo di fondi che hanno lo scopo di rivitalizzare un comparto essenziale per la comunità. È l’appello che l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, ha rivolto al ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, intervenuto in videoconferenza all’evento finale del percorso di confronto con il partenariato regionale organizzato dall’Autorità di gestione del Psr Fvg 2014-2020, svoltosi a Udine, nell’auditorium dell’Amministrazione.

Il ministro Patuanelli…

… e l’assessore Zannier.

L’incontro, al quale hanno partecipato i soggetti coinvolti nell’attuazione del settennato della Pac che si è concluso lo scorso anno ma che sta producendo ancora effetti sulle realtà rurali, era incentrato sul ruolo e sul futuro dell’agricoltura e del mondo rurale del Friuli Venezia Giulia verso il 2030. Proprio per ritarare gli interventi e cercare di incidere maggiormente nelle prospettive offerte dalle politiche comunitarie, assieme alla Regione l’Autorità di gestione del Psr ha organizzato l’iniziativa in presenza alla quale, assieme ai vertici del ministero, sempre online, è intervenuto il ministro Patuanelli.
Zannier, che aveva parlato in apertura dell’incontro soffermandosi sui contenuti del documento di sintesi dell’attuazione della Pac 2014-2020 nel Friuli Venezia Giulia ha evidenziato che – nonostante la pandemia – il mondo rurale della nostra regione è senza dubbio uscito rafforzato dalla situazione di impasse che si era creata. Proprio sull’onda di questa ripresa ora deve saper cogliere le occasioni per recuperare mercati e redditività.

L’agricoltura del Friuli Venezia Giulia ha superato la crisi – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga -, grazie a un impegno corale di tutte le componenti, dalla Regione agli stessi agricoltori, assecondando la strategia del partenariato volta a favorire collaborazione e sinergie tra soggetti mossi dagli stessi interessi e obiettivi. Come ha evidenziato Zannier, il percorso seguito per fruire della Pac ha lasciato un segno importante nell’agricoltura regionale; ciò non potrà che arricchire la capacità di progettare il futuro già presente nel Dna dei nostri agricoltori. Proprio per questo, Zannier ha rivolto al ministro l’appello, a nome dell’intero sistema rurale del Friuli Venezia Giulia, di sbrogliare l’intricata e fitta maglia di strutture e direttive che debbono poter essere complementari tra loro, per permettere alle innumerevoli aziende presenti sul nostro territorio di trarre beneficio dalla Pac.

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In copertina, la granella di mais  dopo il trattamento in essiccatoio.

 

Ritorna Ein Prosit, per cinque giorni l’alta gastronomia in scena a Udine

«Stiamo alzando l’asticella della qualità per realizzare grandi eventi in grado di promuovere a livello internazionale l’intero territorio. Solo nelle ultime settimane abbiamo avuto la dimostrazione plastica che lavorando assieme questo è possibile, penso a manifestazioni recenti come la Barcolana o la mostra “La forma dell’infinito” a Casa Cavazzini, a Udine, che espone opere di mostri sacri dell’arte. Oggi a questi eventi dal respiro internazionale si aggiunge Ein Prosit, la kermesse enogastronomica capace di incrementare la visibilità del Friuli Venezia Giulia in tutto il mondo». Lo aveva detto, come riferisce Arc, l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, a Palazzo D’Aronco a Udine, durante la presentazione della XXII edizione di Ein Prosit, la manifestazione enogastronomica d’eccellenza, prevista da oggi a domenica 24 ottobre nel capoluogo friulano e realizzata grazie al Consorzio di promozione turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e Passo Pramollo in collaborazione con la Regione Fvg, PromoTurismo Fvg e il Comune di Udine.

Il pluristellato Emanuele Scarello.


Bini, riferendosi in particolare al territorio udinese, ha rimarcato il positivo incremento dei flussi turistici: «Il Comune di Udine in questi anni è cresciuto molto grazie all’impegno di tutti i protagonisti del territorio e agli investimenti». Un connubio quest’ultimo, secondo Bini, rilevante per lo sviluppo e grazie al quale sono possibili iniziative di grande visibilità come Ein Prosit. «Le capacità dei player e il sostegno economico della Regione ovvero le professionalità, l’impegno, la passione assieme alle risorse economiche sono il volano per far crescere ancora di più la nostra regione», ha commentato l’esponente della Giunta Fedriga.
Ein Prosit, con il suo costante e crescente richiamo costituisce uno degli eventi simbolo dell’enogastronomia in Italia e nel resto del mondo. Per il secondo anno, come ha spiegato il direttore del Consorzio del Tarvisiano Claudio Tognoni, l’evento si terrà nel centro di Udine, con un calendario fitto di appuntamenti alla scoperta dei prodotti della tradizione. Un’edizione particolare questa del 2021, che intende rilanciare, in un momento molto delicato, il prodotto italiano nel mondo e la cucina di affermati chef che rappresentano il futuro della cucina italiana: saranno ospiti tutti i più grandi giovani chef italiani, il futuro della gastronomia italiana ed internazionale (Eugenio Boer, Francesco Brutto, Riccardo Camanini, Pino Cuttaia, Enzo Di Pasquale, Riccardo Gaspari, Anthony Genovese, Giuseppe Iannotti, Antonia Klugmann, Giancarlo Morelli, Ciro Oliva, Chiara Pavan, Floriano Pellegrino, Matias Perdomo, Wicky Prian, Benedetto Rullo, Ciro Scamardella, Emanuele Scarello – che oggi aprirà il ricco programma con l’anteprima “Agli Amici 1887” di Godia assieme a Valerio Serino,  Tèrra di Copenhagen -, Francesco Sodano, Lorenzo Stefanini, Luigi Taglienti, Stefano Terigi, Yoji Tokuyoshi e Francesco Vincenzi) . E anche quest’anno, come per le scorse edizioni, Ein Prosit vedrà la partecipazione di alcuni tra i più importanti esponenti della stampa enogastronomica.
«Udine – ha spiegato Bini – diventa per cinque giorni la capitale dell’alta gastronomia, con un interessante programma che attirerà nel capoluogo friulano grandi chef del panorama nazionale ed internazionale. Ein Prosit è anche una vetrina delle eccellenze del Friuli Venezia Giulia, dai vini ai prodotti fino alle tipicità regionali. È una perla di rara bellezza che può aiutare Udine a continuare a crescere dal punto di vista turistico. Abbiamo deciso tutti assieme di mettere questo brand a servizio dell’intero sistema del Friuli Venezia Giulia convinti che la manifestazione sia in grado di promuovere l’immagine del nostro territorio in tutto il mondo».
L’evento prevede in cinque giorni 70 eventi, fra cui le cui cene che vedranno protagonisti i grandi chef, le degustazioni, gli incontri, i laboratori e le masterclass, presieduti da note personalità del panorama giornalistico enogastronomico, operatori di settore ed alcuni tra i migliori cuochi di fama internazionale. Grande attenzione ai vini bianchi durante questa ventiduesima edizione di Ein Prosit, protagonisti indiscussi delle degustazioni guidate, in programma sabato 23 e domenica 24 ottobre. Dallo champagne ai Borgogna, passando per i grandi bianchi friulani. Torna poi il consueto appuntamento con i Laboratori dei Sapori, incontri condotti da esperti del settore, che, come focus, hanno i prodotti tipici regionali, come la Cipolla Rossa di Cavasso e i formaggi friulani, ma non solo; i laboratori portano alla riscoperta di specialità gastronomiche provenienti da tutta la penisola.
Presenti in conferenza stampa anche il presidente del Consorzio del Tarvisiano, Gabriele Massarutto, che ha evidenziato la capacità dell’iniziativa di aprirsi e coinvolgere l’intero territorio, Maurizio Franz, assessore alle Attività produttive, Turismo e Grandi eventi del Comune di Udine che ha definito Ein Prosit come «uno degli eventi organizzati a Udine maggiormente capaci di dare visibilità alla nostra città, portandola al centro del più esclusivo circuito enogastronomico a livello internazionale». Infine, la chef Antonia Klugmann che si è detta orgogliosa di partecipare all’evento. «Una manifestazione – ha affermato – che ha saputo cambiare nel tempo tenendo conto di uno degli elementi fondamentali del nostro territorio: la diversità. La non omogeneità della nostra regione è un valore aggiunto che va comunicato ma l’attenzione per il locale non significa essere provinciali».

I relatori alla presentazione.

L’intero programma di Ein Prosit 2021 è consultabile sul sito www.einprosit.org

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In copertina, l’assessore regionale Bini con la chef Antonia Klugmann.

 

Ai Vivai cooperativi di Rauscedo debutta un nuovo centro di ricerca

«La ricerca sarà la chiave con cui l’agricoltura potrà superare le sfide che le si porranno di fronte e centri come quelli inaugurati oggi a Rauscedo permettono al Friuli Venezia Giulia di affrontare a testa alta la concorrenza mondiale». Lo ha sostenuto con forza l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, partecipando nella frazione di San Giorgio della Richinvelda al taglio del nastro del nuovo centro di ricerca dei Vivai cooperativi.

Stefano Zannier


Alla presenza del sindaco, del presidente e del direttore dei Vivai, l’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha posto in risalto la necessità di strutture come quelle realizzate a Rauscedo, in un momento in cui l’agricoltura si trova di fronte a fattori esogeni da dover affrontare, quali ad esempio i cambiamenti climatici, ma anche le direttive di carattere comunitario che riducono sempre più l’utilizzo di prodotti fitosanitari.
La ricerca – è stato ricordato – permette qui di fornire gli strumenti capaci di fornire quelle risposte richieste dal sistema, selezionando quelle barbatelle che meglio delle altre siano in grado di rispondere a questi requisiti. Per la Regione Fvg queste sfide si vincono con aziende come quella appena inaugurata, che rappresentano una eccellenza non solo in Friuli Venezia Giulia, ma anche nel resto dell’Italia, intenzionata nel continuare ad investire sugli approfondimenti scientifici legati ai propri prodotti.
Parlando di sostenibilità, che parte dalla barbatella per arrivare fino alla bottiglia di vino, l’assessore regionale all’Agricoltura ha infine evidenziato che la ricerca da sola non basta: accanto ad essa, infatti è l’intera filiera che deve compiere dei passi in avanti, altrimenti il frutto della sperimentazione rischia di non venire a galla. Attorno a un settore in cui la regione, attraverso proprio i Vivai cooperativi di Rauscedo, è uno dei leader a livello mondiale sia per capacità operativa che per i risultati delle sperimentazioni compiute fino ad oggi, è necessario ricompattarsi per poter vincere le sfide che arrivano dal mercato globale e dalla concorrenza.

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In copertina, barbatelle negli impianti dei Vivai cooperativi di Rauscedo.

Nuovi fondi per riconvertire i vigneti Fvg. E oltre 2 milioni per promuoverne i vini

«Dopo una settimana di continui monitoraggi, di telefonate e scambi di pareri e informazioni tra gli uffici regionali, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, siamo riusciti ad ottenere le risorse finanziarie per scorrere completamente la graduatoria “Ristrutturazione riconversione vigneti 2020/2021″». Lo ha annunciato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, evidenziando – come riferisce Arc – che «rispetto alla dotazione iniziale assegnata al Friuli Venezia Giulia, abbiamo recuperato risorse che altre Regioni non sono state in grado di utilizzare, per 1,4 milioni di euro. Attraverso questa operazione siamo riusciti a pagare ben 55 aziende, per oltre 148 ettari di vigneto, che altrimenti non sarebbero state finanziate». Zannier ha precisato che «ciò è stato possibile, dato il meccanismo connesso alla tempistica delle fideiussioni, solamente grazie al fatto che queste sono arrivate quasi sempre, anche grazie agli incentivi regionali, con congruo anticipo rispetto alla chiusura dei pagamenti da parte di Agea e all’impegno costante profuso dai tecnici regionali che seguono la materia». L’assessore ha infine evidenziato che «si tratta di un buon risultato, anche in considerazione del fatto che sono state finanziate tutte le domande inserite nelle rispettive graduatorie anche sulle altre due misure dell’Ocm Promozione e Investimenti».

Intanto, ammontano a 2,23 milioni di euro i fondi che la Regione Fvg metterà a disposizione dei produttori locali per sostenere azioni di informazione e promozione dei vini nei mercati al difuori dell’Unione europea allo scopo di migliorarne la competitività in tali Paesi. Lo ha deciso la Giunta regionale approvando un’apposita delibera su proposta dello stesso assessore alle Risorse agroalimentari. Nella misura, che fa riferimento a un decreto e alle risorse di un provvedimento ministeriale, si stabilisce che i progetti possono essere sia di carattere regionale, cioè presentati da aziende con sede in Friuli Venezia Giulia, sia multiregionali (aziende della nostra regione e di altre zone d’Italia). Nel primo caso, i termini per la presentazione delle domande scadono il 29 ottobre prossimo mentre nell’altro la scadenza è fissata per il 25 ottobre. Il provvedimento stabilisce, inoltre, i criteri di priorità ai fini della valutazione del progetto. Tra questi figura il fatto che il soggetto proponente sia un nuovo beneficiario, il progetto sia rivolto a un nuovo Paese terzo oppure se il proponente richiede una percentuale di contribuzione pubblica inferiore al 50 per cento. Gli altri criteri sono i seguenti: il soggetto proponente è un Consorzio di tutela, una federazione o un’associazione di Consorzi di tutela; il progetto riguarda esclusivamente vini a denominazione d’origine protetta e/o ad indicazione geografica tipica; il progetto è rivolto ad un mercato emergente; il soggetto proponente produce e commercializza prevalentemente vini provenienti da uve di propria produzione o di propri associati; il soggetto proponente presenta una forte componente aggregativa di piccole o micro imprese.

La delibera inoltre stabilisce che per la campagna 2021-2022 è ammessa la sola presentazione di progetti della durata di 10 mesi e prevede gli importi massimi dei contributi concessi: questi ultimi sono pari a 350mila euro nel caso in cui il progetto sia presentato da un solo partecipante, valore che sale a 500mila euro nel caso in cui coinvolga da 2 a 10 partecipanti, 700mila euro (11-30 partecipanti) e 750mila euro (più di 30 partecipanti). Infine, per i progetti multiregionali in cui il Friuli Venezia Giulia risulta essere capofila, l’importo massimo di contributo pubblico non può eccedere i 350mila euro nel caso in cui ci sia un solo partecipante; il valore è di 500mila euro per progetto se invece risultano esserci più partecipanti.

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In copertina, viticoltura nella zona collinare friulana.

Gli Emigranti sloveni valorizzano gli storici dolci delle Valli del Natisone

Le ricette gastronomiche, anche se si tratta di dolci, sono radici di un territorio e quindi opportunità per mantenere saldo il contatto con le origini e raccontarle ai discendenti di chi quel territorio ha dovuto abbandonare. È questo il concetto espresso dall’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, a Pulfero, dove è stato presentato il libro “Dolce la mia Valle” edito dall’Unione Emigranti Sloveni del Friuli Venezia Giulia/Slovenci po Svetu. L’Amministrazione regionale ha sostenuto l’edizione del volume perché crede nella conservazione e divulgazione delle tradizioni nelle quali possono riconoscersi i nostri corregionali all’estero. Il cibo, e i dolci in questo caso – fra i quali, ovviamente, primeggiano la gubana e gli strucchi -, sono pietanze di grande valore culturale e di impareggiabile potenziale evocativo, capaci di alimentare e risvegliare ricordi, interessi e curiosità di cui i nostri emigrati e loro figli e nipoti sono depositari e diffusori potenziali.
Ciò a cui la Regione Fvg lavora – ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga – è far sì che le bellezze delle Valli del Natisone possano diventare chiave di una tipologia di turismo oggi in forte ascesa: lo “slow”, il lento, legato alla natura, alla bici, ai prodotti enogastronomici, che può beneficare sicuramente dei nostri ambasciatori naturali all’estero, disseminati in tanti Paesi del mondo. Così, un territorio che in passato offriva poco e generava emigrazione ha molto da dare e può permettere ai giovani di rimanere e sfruttare nuove opportunità occupazionali. In questo senso – ha concluso l’assessore – la riforma degli Enti locali e i finanziamenti della Regione, promuovendo la collaborazione tra i Comuni e l’attivazione di maggiori servizi a vantaggio dei residenti e dei visitatori, si inscrivono in una strategia di rilancio di tutte le aree del Friuli Venezia Giulia che porta a premiarne le peculiarità e le tipicità, anche quelle finora meno note ed esplorate. Come, appunto, le Valli del Natisone, orgogliose di essere depositarie di una tradizione gastronomica antica che ha, appunto, nella gubana la sua espressione più alta. Un dolce di grande qualità e valore, fatto di storia e tradizione, che merita d’essere ulteriormente valorizzato e fatto conoscere.

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In copertina e qui sopra la tipica gubana delle Valli intera e tagliata.

Caso Prosek, verso un ripensamento. Il Fvg rispolvera anche la questione Tocai

«Gli argomenti sul tema del Prosek croato esposti oggi al commissario Ue per l’Agricoltura dalla Regione Friuli Venezia Giulia, unitamente al Governo e alla Regione Veneto, hanno aperto la strada a una rivalutazione più approfondita della questione». È quanto ha riferito l’assessore Fvg alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, al termine dell’incontro avuto stamane a Firenze, nella sede della Regione Toscana, assieme agli omologhi regionali e al ministro per le Politiche agricole con il commissario Janusz Wojciechowski.
Il tema di fondo su cui la Regione Fvg ha fatto leva, a fronte della richiesta croata di ottenere per il proprio vino bianco lo status di menzione tradizionale, è – informa una nota Arc – la recente sentenza della Corte di giustizia europea che tutela le denominazioni di origine rispetto alle assonanze. Se ci dovesse essere un riconoscimento Ue del Prosek, vino passito che nulla a che vedere con il Prosecco italiano – questa la posizione espressa dall’assessore -, a quel punto ci sarebbero le condizioni per chiedere la riapertura di vecchi fascicoli in modo da garantire un trattamento omogeneo alle diverse vicende agroalimentari affacciatesi sullo scenario europeo. In particolare, ha osservato l’assessore del Friuli Venezia Giulia, si potrebbe riproporre la questione del Tokaij, in modo esclusivamente provocatorio, per verificare se nell’Unione europea esistono due pesi e due misure.
Il Ministero delle Politiche agricole, supportato dalle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto, depositerà nelle prossime settimane l’opposizione formale al riconoscimento della menzione tradizionale per il vino croato. Nel corso e proprio a seguito dell’incontro di oggi si è avuta la chiara percezione – ha reso noto l’assessore – che la Commissione europea stia prendendo consapevolezza della materia Prosecco in tutte le sue dimensioni e che vi possa essere un ripensamento rispetto a un approccio neutrale e asettico.
Va inoltre rilevato che la Regione Friuli Venezia Giulia con la vicina Regione Veneto, assieme al Consorzio Prosecco, darà tutto il supporto tecnico necessario al ministero delle Politiche agricole per costruire il fascicolo di opposizione contro la domanda di riconoscimento del Prosek da parte della Croazia. Come ha ricordato l’assessore Zannier – ricordando che solo lo Stato membro dell’Unione europea portatore di interesse, in questo caso l’Italia, può opporsi al riconoscimento della denominazione per il vino bianco passito croato -, nella stesura del dossier non verrà appunto tralasciata la vicenda Tokaji che, anzi, sarà usata come argomentazione al contrario in difesa del Prosecco. La vicenda ha infatti caratteristiche simili, posto che allora l’Unione europea privilegiò il valore della denominazione rispetto a quello della storicità del vitigno per ammettere il riconoscimento del Tokaji ungherese a scapito del Tocai friulano. Per l’assessore la linea del “due pesi e due misure” è inammissibile.
Anche alla luce di alcune recenti sentenze della Corte di giustizia europea, la denominazione deve essere tutelata da possibili assonanze, il che rende incomprensibile e ingiustificato l’accoglimento della domanda di riconoscimento avanzata dalla Croazia. Secondo l’assessore anche la tipologia del vino conta poco: il Tokaji ungherese, essendo un vino dolce, non aveva nulla a che fare con il Tocai friulano, ma ciò non fu sufficiente a tutelare la denominazione di quest’ultimo; allo stesso modo, il fatto che il Prosek sia un vino bianco passito, non diminuisce l’entità del danno in cui può incorrere il Prosecco italiano.
Oggi, in sede di Commissione politiche agricole (Cpa) della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Friuli Venezia Giulia e Veneto hanno chiesto la sottoscrizione di un documento unitario a difesa delle denominazioni nostrane dall’abuso di utilizzo di etichette “Italian sounding”. L’assessore ha confermato, infine, che l’interlocuzione politica è strettissima a tutti i livelli e si sta facendo pressione in ogni sede europea per difendere la posizione italiana con assoluta trasversalità da parte di tutti gli schieramenti.

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In copertina, grappoli di Tocai friulano, la varietà che non può essere nominata in etichetta.

“Friuli Doc” vetrina delle eccellenze Fvg all’insegna della sicurezza anti-Covid

(g.l.) Sipario alzato, da ieri sera, su “Friuli Doc”, 27ma edizione, a Udine, dove la vetrina delle eccellenze Fvg continuerà fino a domenica 12 settembre, quest’anno favorita da un tempo splendido, quasi estivo. Il tutto all’insegna della sicurezza anti-Covid.  E un ringraziamento ai cittadini della regione, ai lavoratori, agli imprenditori che davanti ad una pandemia hanno lasciato da parte la paura e hanno continuato a camminare è venuto dal presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, il quale ha portato il saluto dell’Amministrazione regionale all’inaugurazione della rassegna che si è tenuta ieri pomeriggio in piazza Libertà a Udine, presenti anche il sindaco Pietro Fontanini e l’assessore ai Grandi eventi Maurizio Franz. Il governatore ha rimarcato come il Friuli Venezia Giulia abbia dimostrato di essere una comunità forte con poche lacrime e poche lamentele, esempio in tutto il mondo. Anche l’Amministrazione regionale in questo momento di crisi ha scelto di investire, avere il coraggio di non fermarsi e costruire il futuro.

Fedriga, come gli altri amministratori presenti, ha poi richiamato – informa una nota Arc – i cittadini all’opportunità di vaccinarsi per tutelare se stessi, per la comunità, per salvaguardare gli ospedali. Con il dovere di raccontare la verità e di non alimentare la lotta tra posizioni antitetiche, il governatore ha ringraziato Udine per aver deciso di aprire la città e svolgere in sicurezza Friuli dimostrando che il Green pass è la garanzia per ridare libertà e non per limitarla. Anche l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, ha elogiato l’evento richiamando il buon andamento delle affluenze turistiche, in crescita in particolare durante la stagione estiva. Il 2021 è stato definito un anno eccezionale per il Friuli Venezia Giulia che ha registrato afflussi turistici record rispetto agli ultimi dieci anni, tra cui il ritorno massiccio degli austriaci che proprio Udine ha accolto in gran numero. Nel comparto turistico la Regione Fvg, nel 2021, ha investito in infrastrutture, recupero immobili ed eventi risorse per oltre 100 milioni di euro. Quanto a Udine, la città viene vissuta come vetrina internazionale importante per la cultura, la produzione enogastronomica, le tipicità. Concetti ripresi anche dall’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, che a margine della manifestazione ha espresso apprezzamento per la sua formula che unisce storia, tradizione, cultura, enogastronomia ed ogni genere di eccellenze. Friuli Doc è la conferma di come gli investimenti della Giunta anche con la manovra di assestamento abbiano contribuito al percorso di crescita della città. Tra queste i testimonial al taglio del nastro, i campioni olimpici Jonathan Milan e Mara Navarria, che il governatore ha voluto ringraziare non solo per i risultati sportivi, ma anche per l’umiltà con cui vivono le loro vittorie.

Come detto, Friuli Doc si terrà in un crescendo di proposte e iniziative fino a domenica prossima: un’edizione all’insegna della sicurezza garantita dall’accesso alle aree solo per chi possiede il Green Pass, secondo la norma nazionale e un piano di prevenzione stabilito in coordinamento con Prefettura e Questura. Forte il richiamo di tutte le istituzioni all’adesione alla campagna vaccinale che trova nell’evento un alleato: in collaborazione con la Direzione centrale salute della Regione è stato infatti allestito un punto vaccinale in Sala Ajace sotto la loggia del Lionello. La manifestazione amplia la propria geografia: tornano protagoniste via Vittorio Veneto, piazza Matteotti e la splendida Corte Morpurgo. Tornano anche gli stand della Stiria sempre molto attesi e le Pro Loco, nuovamente attive dopo un anno e mezzo difficile per la sospensione di gran parte delle sagre paesane.

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In copertina, il taglio del nastro inaugurale di Friuli Doc a Udine.

La vendemmia secondo Assoenologi Fvg: -7 per cento. Ma di una qualità ottima

di Giuseppe Longo

Primi a partire con la vendemmia, all’inizio della settimana appena conclusa, con la raccolta del Pinot grigio, sono stati i viticoltori della Cantina di Casarsa. E ora si preparano i soci della Produttori di Cormons, ma anche altri viticoltori, singoli o in cooperativa, soprattutto delle zone rivierasche e del Medio Friuli. Due aree importanti del Vigneto Fvg dalle quali sono giunti segnali molto buoni per la stagione vitivinicola 2021, soprattutto in termini qualitativi grazie all’eccellente salute dei grappoli, mentre la quantità è ovunque stimata con un leggero calo, dovuto soprattutto ad avversità atmosferiche come le grandinate che hanno devastato importanti aree della Destra Tagliamento. Indicazioni confermate da Assoenologi Fvg, voce notoriamente autorevole in materia, attraverso la propria riunione prevendemmiale, dalla quale è emerso un decremento produttivo di circa il 7 per cento rispetto alla precedente campagna, che pure non era stata particolarmente generosa, per un totale che supera di poco 1 milione e 700 mila ettolitri di vino. Ma, appunto, di ottima qualità.

Calzavara, Rizzi, Zannier, Cotarella e Brogioni a Corno di Rosazzo.

Una “fotografia” scattata grazie alle parole di qualificati relatori, presenti i vertici di Assoenologi: a Corno di Rosazzo c’erano, infatti, il presidente Riccardo Cotarella e il direttore generale Paolo Brogioni, che hanno dato una “lettura” a livello nazionale del settore della vite e del vino proprio alla vigilia della vendemmia che è ormai quasi ovunque ai nastri di partenza (pur essendo sensibilmente posticipata rispetto alla media degli ultimi anni), eccettuate le zone più a nord dei Colli orientali del Friuli, non solo per questioni ambientali ma anche per la presenza di varietà tardive come Verduzzo (per il Ramandolo Docg) e il Refosco di Faedis (o nostrano) e dal peduncolo rosso, o il pochissimo ma eccelso Picolit.
C’era anche l’assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier, il quale ha sottolineato che un ruolo determinante per la produzione vitivinicola, ma anche per la tutela e la valorizzazione del territorio, si ritrova proprio nella figura dell’enologo, che ha il compito di assicurare al processo produttivo dei vini, dalla coltivazione del vigneto alla diffusione delle bottiglie sul mercato, un percorso atto a garantire una qualità sostenibile e il successo tra i consumatori, portando giovamento all’intera economia del Friuli Venezia Giulia.
I temi principali affrontati dai qualificati relatori ruotavano attorno al concetto che il vino risulta essere sempre di più un “ambasciatore” della qualità del territorio che lo esprime, attraverso una realtà produttiva nella quale la necessità di coesione, del saper fare sistema – argomento questo che da sempre sta molto a cuore dell’assessore Zannier – risulta essere ancor di più oggi elemento cardine per la tenuta e la crescita di un settore che in certi segmenti ha ancora spazi di espansione, come quelli del Prosecco Doc e del Pinot grigio. Occorre però che l’intera filiera vitienologica si impegni, sempre più unita, per consolidare e rafforzare il livello di qualità, già alto, dimostrandosi altresì capace di affermare nel mondo l’immagine del vino Fvg. Per raggiungere questo traguardo – è stato sottolineato durante la convention prevendemmiale a villa Nachini Cabassi, dove ha sede anche il Consorzio Doc Friuli Colli orientali e Docg Ramandolo – bisogna essere in grado di affrontare e superare il confronto con le altre realtà di produzione, che hanno ormai consolidato la loro immagine.

Fabbro e Rizzi

Stefano Zannier

Albino Armani

Stefano Zanette

Per favorire questo processo, la Regione Fvg – ha assicurato l’esponente della Giunta Fedriga – è disponibile a fornire un sostegno mirato, nella consapevolezza che dovranno essere sempre le aziende e i loro Consorzi a voler investire con convinzione nella promozione, in quanto le istituzioni non si potranno sostituire alla loro capacità di conoscere e interpretare i mercati e le tendenze. Le quali sono spesso determinate da una non approfondita conoscenza delle specificità di un settore articolato e complesso qual è, appunto, quello della vitivinicoltura, tanto che proprio gli enologi possono dare un importante contributo alle stesse aziende, ma anche gli enti pubblici e ai consumatori, nell’affermazione di una cultura del territorio, attraverso la quale il Vigneto Fvg non potrà che vincere nuove sfide.
Approfondite le analisi dei relatori, presentati e moderati da Claudio Fabbro, intervenuto pure con le sempre interessanti e puntuali osservazioni sul settore, anche con richiami ad annate pregresse. La “scaletta” dei lavori prevedeva, infatti, dopo il saluto di Rodolfo Rizzi, presidente di Assoenologi Fvg, le relazioni del meteorologo Marco Virgilio, sull’andamento atmosferico primavera-estate; dell’agronomo Giovanni Bigot, sulla sanità e sul potenziale qualitativo delle uve; del professor Emilio Celotti, dell’Università di Udine, sulla vendemmia in generale e sulla necessità di vinificare con attenzione avendo come primo obiettivo proprio la qualità. C’erano anche Stefano Zanette, presidente della Doc Prosecco, e Albino Armani, leader della Doc Delle Venezie (Pinot grigio), i quali sono intervenuti con interessanti considerazioni riguardanti i rispettivi ambiti di competenza che sottendono settori ancora in piena espansione, veri e propri “fenomeni” produttivi del momento.

Vertici Assoenologi e relatori.


E, allora, via alla vendemmia 2021 che, come dicevamo, parte con il piede giusto perché lo stato sanitario delle uve è ottimale e solo in alcune varietà a grappolo compatto si è notato qualche lieve attacco di Botrite. «Allo stato attuale, rispetto allo scorso anno – ha osservato a tale riguardo Rizzi – la quantità di uva si attesta attorno ad un meno 7% e i primi dati analitici (rapporto zucchero-acido) fanno registrare la stessa concentrazione zuccherina della scorsa vendemmia, con un leggero aumento della componente acida, fondamentale per l’equilibrio aromatico del futuro vino». Dopo le basi spumante, scatta dunque l’ora per la raccolta in grande stile del Pinot grigio, Pinot nero e di alcuni cloni di Sauvignon, varietà che in Friuli ha trovato la sua “patria” di elezione facendosi amare in tutto il mondo. A seguire si vendemmieranno le uve di Traminer aromatico, Chardonnay, Pinot bianco, Glera, varietà atta a dare il Prosecco (essendo questo soltanto il nome del vino e non del vitigno) e Ribolla gialla, altro “caso” produttivo di questi anni. Stando alle attuali condizioni climatiche – sono ancora le previsioni Assoenologi Fvg -, solo dopo il 20 di settembre dovrebbero arrivare nelle cantine i primi carri di uve a bacca rossa (Merlot e Cabernet franc) per terminare con la raccolta delle varietà tardive (gli appunto già ricordati Verduzzo, Refosco e Picolit).
E il mercato? «Per quanto riguarda le contrattazioni, sul mercato delle uve – sono le osservazioni conclusive di Rodolfo Rizzi -, per ora c’è una certa stagnazione dei prezzi in attesa che si consolidino le varietà più richieste come il Glera per Prosecco e il Pinot grigio. Per le uve rosse, purtroppo ridotte a un venti per cento dell’intera produzione viticola regionale, un certo interesse è rivolto al Refosco, al Merlot, al Cabernet sauvignon e al Pinot nero che, dallo scorso anno, è entrato nella produzione del Prosecco Rosé». E’ chiaro che sul mercato hanno pesato finora, e non poco, gli effetti pandemici. Ma che un’estate così bella, soprattutto dal punto di vista turistico, potrebbe anche far presto dimenticare, o quasi. Ce lo auguriamo, per il bene di tutti. Intanto, però, buona vendemmia!

La foltissima platea.

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In copertina, grappoli perfettamente maturi di Pinot grigio, nel Cividalese, sui Colli orientali del Friuli.

Anche un centro di spumantizzazione nei nuovi piani della Cantina di Ramuscello

(g.l.) Un centro di spumantizzazione: è questo uno dei principali obiettivi della Cantina produttori di Ramuscello e San Vito, la cui attività, prossima a festeggiare il sessantesimo anniversario, registra una continua espansione. Un impegno che è molto apprezzato dalla Regione Fvg, schierata con i produttori vitivinicoli che operano per creare nuove occasioni di sviluppo, per ampliare la rete delle collaborazioni tra realtà regionali, che rafforzano la promozione e affrontano con capacità manageriale le fasi di passaggio generazionale. Concetti, questi, emersi dal confronto tra l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, e il consiglio di amministrazione che si è tenuto nella sede dell’importante azienda vitivinicola pordenonese.

L’enologo Rodolfo Rizzi.


Nata nel 1959 e operativa dal 1962 la Cantina cooperativa si appresta, appunto, a festeggiare nel 2022 i 60 anni di attività. Attualmente conta 110 soci conferenti che lavorano 729 ettari di vigneto specializzato estesi principalmente nella Destra Tagliamento e sconfinano anche nel vicino Veneto. Il conferimento delle uve negli ultimi dieci anni ha superato i 540 mila quintali, con un picco registrato nel 2020 quando sono stati conferiti in un unico anno ben 112.808 quintali. Le varietà maggiormente raccolte sono Pinot grigio e Glera, vitigno base del Prosecco. La Cantina di Ramuscello commercializza il vino prodotto direttamente alle ditte imbottigliatrici tra cui alcuni grandi marchi nazionali; solo una piccola quota viene destinata alla vendita diretta in bottiglia (50 mila) e in bag in box (6 mila). La produzione avviene sotto la guida dell’enologo Rodolfo Rizzi.
Il forte impulso alla crescita impresso dalle innovazioni introdotte negli ultimi anni ha spinto ora i vertici aziendali a ideare un progetto di ampliamento che comprende l’acquisizione di nuovi terreni adiacenti all’attuale sede, l’espansione della cantina, la realizzazione di un nuovo depuratore, l’acquisizione di nuovi serbatoi in acciaio per lo stoccaggio, la creazione del già citato centro di spumantizzazione e l’avvio di percorsi di alta formazione professionale.
La Regione Fvg, impegnata a creare le condizioni per stringere nuove collaborazioni, in particolare con gli incentivi pubblici al rafforzamento di filiera, intende premiare la produzione di qualità orientata a standard di sostenibilità ambientale e di prodotto. In questa direzione si muove il progetto avviato dalla Cantina cooperativa nel 2019 per l’introduzione del programma di riqualificazione produttiva denominato Sistema di qualità nazionale di produzione integrata (Sqnpi) regolamentato dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e potenziato nel corso del 2020 fino a raggiungere la certificazione della cantina di produzione. Il minor impatto ambientale è certificato sulla quasi totalità degli ettari a produzione vitivinicola dei soci conferenti.
Da ricordare, infine, che di recente la Cantina di Ramuscello e San Vito è sbarcata in Carnia, più precisamente a Paluzza, inaugurando il primo Punto vendita esterno all’azienda vitivinicola, con l’intervento del presidente Gianluca Trevisan assieme e del consigliere Fabio Valentinis e al direttore Rizzi. La Bottega del vino sarà gestita da Federica Lalli.

L’inaugurazione a Paluzza.

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In copertina, gli spumanti sono il prossimo obiettivo della Cantina produttori di Ramuscello e San Vito.

La Doc Prosecco e l’equilibrio di mercato: in Fvg autorizzati 1100 ettari di Glera

Si propone di sostenere il sistema vitivinicolo connesso alla denominazione Doc Prosecco per favorire la crescita dell’offerta certificata, purché compatibile con le dinamiche della domanda ed in funzione dell’evoluzione dei consumi, il provvedimento adottato dalla Giunta regionale che accoglie la richiesta formulata dal Consorzio Doc Prosecco per l’attingimento straordinario, esclusivamente per la campagna vitivinicola 2021/2022, di ulteriore superficie vitata da quella potenzialmente idonea impiantata o reinnestata a Glera, iscritta allo schedario viticolo al fine della sua rivendicazione alla stessa Doc Prosecco. L’analisi tecnico-economica effettuata dal Consorzio e relativa alla situazione attuale e potenziale della denominazione ha evidenziato infatti un tendenziale squilibrio tra il potenziale dell’offerta e la domanda, a causa delle previsioni di minore disponibilità di prodotto certificabile proveniente dalla vendemmia 2021, a seguito degli eventi calamitosi che nel corso dell’anno hanno colpito alcune aree della denominazione, ma anche per il contestuale aumento della domanda sui mercati.

Stefano Zannier

La decisione della Regione Fvg, proposta dall’assessore alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, riguarderà una superficie massima di 6.250 ettari dei terreni vitati situati all’interno del territorio della denominazione, che comprende tutte le province delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto. La suddivisione della superficie di attingimento rispecchia l’attuale rapporto previsto per i vigneti già iscritti nel territorio delle due regioni interessate dalla Doc Prosecco. L’entità della superficie regionale iscrivibile sulla base del provvedimento sarà pari a oltre 1.100 ettari ed è stata stabilita sommando gli ettari vitati di varietà Glera potenzialmente idonei, dalla campagna meno recente, cioè dal 2013, fino al 31 luglio del 2018. Per il Friuli Venezia Giulia, la quota di ettari prevista dovrebbe esaurirsi già con gli impianti risalenti alla campagna 2017. La superficie massima di attingimento straordinario per ciascuna azienda sarà pari a 25 ettari.
È stata, inoltre, accolta dalla Regione anche la richiesta del Consorzio di attivare la misura dello stoccaggio del prodotto – uve, mosto, vini – della vendemmia 2021, proveniente dai vigneti riconosciuti e idonei alla rivendicazione della Doc Prosecco, ma eccedente rispetto ai 150 quintali per ettaro, fino alla produzione massima consentita di 180 quintali per ettaro per i vigneti dal terzo ciclo vegetativo, e ai 90 quintali per ettaro fino alla produzione massima consentita di 108 quintali per ettaro per i vigneti al secondo ciclo vegetativo.
La Regione Fvg ha inoltre stabilito che la misura dello stoccaggio si dovrà concludere entro il 31 dicembre 2022, salvo proroga su richiesta del Consorzio di tutela della Doc Prosecco corredata di idonea relazione tecnico-economica, da presentare alle competenti Amministrazioni regionali, e ha inoltre deciso che il detentore del prodotto sottoposto a stoccaggio non potrà procedere alla riclassificazione dello stesso. Il Consorzio di tutela della Doc Prosecco presenterà alla Regione dall’1 marzo al 31 dicembre 2022 la richiesta motivata di svincolo parziale o totale del prodotto sottoposto a stoccaggio obbligatorio ai fini di una sua designazione a Doc Prosecco. Inoltre, gli esuberi di produzione rispetto alla resa massima consentita dai vigneti della varietà Glera previsti dal disciplinare di produzione della Doc Prosecco saranno destinati alla produzione di prodotti diversi dal vino.
Il provvedimento della Regione prevede, infine, che la resa massima di trasformazione di uva in vino non superi il limite del 75 per cento e che gli esuberi in cantina previsti dal disciplinare di produzione non siano ammissibili.

Vendemmia, oltre 230
le posizioni di lavoro

Sono oltre 230 le posizioni di lavoro aperte per la vendemmia 2021 registrate dai Centri per l’impiego regionali. L’avvio della stagione di raccolta dell’uva, previsto per i primi di settembre, rende necessario il reclutamento di personale da parte di diverse imprese agricole della regione: 12 quelle che si sono rivolte ai Servizi pubblici per il lavoro della Regione Friuli Venezia Giulia, richiedendo supporto per la ricerca e selezione di profili di vendemmiatori. Le proposte di lavoro sono disponibili sul portale “Lavoro FVG la rete per il lavoro in Friuli Venezia Giulia” (http://offertelavoro.regione.fvg.it) filtrando la ricerca per Settore Attività: Agricoltura. Le offerte, rivolte a uomini e donne, prevedono contratti di lavoro a tempo determinato con sede di lavoro nei territori dei Colli orientali e dell’Isontino. In particolare sono interessati i Comuni di Buttrio, Manzano, Corno di Rosazzo, Premariacco e San Giovanni al Natisone per il territorio della provincia di Udine e i Comuni di Cormons, San Floriano del Collio, Gradisca d’Isonzo, Capriva del Friuli, Dolegna del Collio e Mariano del Friuli per il territorio della provincia di Gorizia. Non vengono richieste qualifiche particolari, anche se l’esperienza nel settore costituisce titolo preferenziale. L’operaio ideale sarà automunito e disponibile a lavorare con orario a giornata, a partire dalla prima mattinata. Il periodo di riferimento è settembre-ottobre. Le candidature sono raccolte attraverso il portale regionale “Lavoro FVG”, sul quale è possibile consultare le condizioni e i requisiti definiti per ciascuna offerta e le modalità per aderire. Le offerte hanno diverse scadenze e sono in costante aggiornamento: è dunque consigliabile consultare quotidianamente il portale oppure richiedere l’iscrizione a SILO, la newsletter su lavoro e occupazione della Regione Friuli Venezia Giulia che aggiorna settimanalmente sulle offerte di lavoro e tirocinio pubblicate dai Centri per l’impiego, bandi e avvisi per lavorare negli enti pubblici e altre opportunità di impiego. Link: https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/formazione-lavoro/newsl etter-silo

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In copertina, ecco i grappoli di Glera il vitigno base del Prosecco.