In Fvg un’agricoltura più sostenibile sfruttando le leve del Recovery plan

“Il Pnrr per il Friuli Venezia Giulia può diventare un’occasione per accelerare i processi di sviluppo di una vera e propria agricoltura sostenibile, sfruttando le leve che il Recovery plan impone, ovvero gli obiettivi di sostenibilità ambientale e di rafforzamento dei processi di resilienza”. Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, a margine della seduta della II Commissione consiliare nella quale – come informa Arc – è stato chiamato ad illustrare le progettualità con cui la Regione Fvg intende contribuire alla realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza in materia di agricoltura.

L’assessore Stefano Zannier.


“Abbiamo cercato di prendere in considerazione le progettualità su cui stiamo già lavorando in modo da poter attribuire una visione strategica agli interventi inseriti nel Pnrr, che devono essere in continuità con gli obiettivi che stiamo già perseguendo con la nostra azione politico-amministrativa” ha evidenziato Zannier, portando ad esempio “il progetto per il passaggio dal sistema di irrigazione a canalette, che comporta un’altissima dispersione di acqua, al sistema sub-irriguo o a goccia, con cui potremmo arrivare ad un risparmio di quasi l’80 per cento della risorsa idrica, se abbinato anche ad una digitalizzazione dei programmi di irrigazione collegati alle sempre più accurate previsioni meteorologiche”.
Nel dettaglio, il progetto di maggior impatto che la Regione Friuli Venezia Giulia ha proposto di includere nel Piano di ripresa nazionale in materia agroalimentare e forestale consiste proprio nell’ammodernamento ed efficientamento di impianti irrigui consortili attraverso sistemi innovativi di valutazione e previsione di disponibilità della risorsa idrica in relazione ai fabbisogni delle colture. Vi è poi un innovativo progetto di sostegno all’imprenditoria agricola e a quella familiare per la salvaguardia del territorio regionale, con l’obiettivo di contribuire ad arrestare il fenomeno dello spopolamento della montagna e delle aree marginali della regione, favorendo il ricambio generazionale.
Alle filiere agricole è dedicato un intervento per aumentare la competitività dei settori produttivi agroalimentari locali, con il rafforzamento della sostenibilità dei loro sistemi produttivi. Il progetto intende promuovere una serie di investimenti per migliorare i sistemi organizzativi delle strutture produttive locali, l’innovazione tecnologica delle aziende e la distribuzione commerciale dei prodotti.
L’esponente della Giunta Fedriga ha quindi posto l’accento su un altro progetto innovativo che va sotto il titolo di “montagna più connessa”. “Si tratta – ha spiegato l’assessore – di realizzare infrastrutture di connettività su cui innestare progetti che abbracciano la sicurezza in montagna, la prevenzione dei rischi, la razionalizzazione nella gestione dei sistemi di allerta e monitoraggio ed infine la modernizzazione in chiave green”.

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In copertina e qui sopra irrigazione per ortaggi e in viticoltura.

(Foto Reviewbox.it e Acquafert Agri)

Politiche agricole a Patuanelli, ingegnere triestino alfiere del Made in Italy

di Giuseppe Longo

E’ un ingegnere triestino di 47 anni il nuovo titolare dell’Agricoltura nel Governo Draghi che ha giurato appena ieri dinanzi al Capo dello Stato: dopo aver guidato lo Sviluppo economico, il senatore pentastellato espresso dal Friuli Venezia Giulia succede infatti alla pugliese Teresa Bellanova che era a capo del dicastero di via XX Settembre nel Conte bis. “I migliori auguri di buon lavoro al neoministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli che ha già dimostrato capacità ed impegno nella battaglia a difesa del vero Made in Italy agroalimentare», afferma il presidente della Coldiretti nazionale Ettore Prandini nel ringraziare la stessa Bellanova «per l’importante lavoro fatto insieme».
«Siamo fiduciosi che l’intero nuovo Esecutivo guidato dal premier Mario Draghi – sottolinea Prandini in una nota su Il Punto Coldiretti – saprà valorizzare l’agroalimentare nazionale che è diventato nell’emergenza Covid la prima ricchezza del Paese con un valore che supera i 538 miliardi e garantisce dai campi agli scaffali 3,6 milioni di posti di lavoro, ma è anche leader in Europa grazie ad una agricoltura da primato per qualità, sicurezza e sostenibilità ambientale. Digitalizzazione delle campagne, foreste urbane per mitigare l’inquinamento e smog in città, invasi nelle aree interne per risparmiare l’acqua, chimica verde e bioenergie per contrastare i cambiamenti climatici ed interventi specifici nei settori deficitari ed in difficoltà dai cereali all’allevamento fino all’olio di oliva sono alcuni dei progetti strategici cantierabili elaborati dalla Coldiretti per il Recovery Plan» conclude Prandini nel sottolineare che «occorre ripartire investendo sui punti di forza del Paese e l’agroalimentare è stato l’unico settore cresciuto all’estero nel 2020 facendo registrare il record storico per il Made in Italy sulle tavole di tutto il mondo, nonostante le difficoltà della pandemia Covid».
«All’estero – ha sottolineato Prandini – c’è fame d’Italia con i consumatori stranieri che non hanno mai fatto mancare la presenza dei prodotti più tradizionali dell’agroalimentare nazionale con un valore dell’export stimato pari a più di 45 miliardi nel 2020. L’allarme globale provocato dal Coronavirus con i prezzi dei prodotti alimentari di base che secondo la Fao hanno raggiunto a livello mondiale il massimo da quasi sette anni ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza, ma anche le fragilità presenti in Italia sulle quali – ha concluso il presidente della Coldiretti nazionale – occorre intervenire per difendere la sovranità alimentare, ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali e creare un milione di posti di lavoro green entro i prossimi 10 anni con una decisa svolta dell’agricoltura verso la rivoluzione verde».

Ettore Prandini

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In copertina, il nuovo ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli.