Viticoltori La Delizia, è tris per Bellomo alla guida della Cantina che ha 90 anni

Riconferma per Flavio Bellomo alla presidenza dei Viticoltori Friulani La Delizia, cantina cooperativa di Casarsa tra le prime nove in Italia per la produzione di Prosecco, con 24 milioni totali di bottiglie prodotte l’anno tra vini fermi e bollicine. Per Bellomo, che ha ottenuto la fiducia dei 400 soci riuniti via streaming assieme al resto del consiglio di amministrazione, si tratta del terzo mandato. Sostenibilità ambientale, riduzione dei costi, aumento delle performance aziendali e adozione – già avviata – dei principi produttivi industria 4.0, nuovi aspetti economico-finanziari: ecco le linee guida della governance del nuovo mandato, che s’innesta sul programma di lavoro di quello precedente. Tra gli obiettivi quello di rendere l’azienda sempre più elastica e capace di adattarsi alle mutevoli condizioni che il mercato costantemente subisce, a partire da quelle determinate dal Covid-19. Avviato anche un processo di progettazione strutturale come richiesto dal Recovery Fund in arrivo.

«Nonostante la pandemia – ha spiegato Bellomo – siamo riusciti a chiudere l’anno solare 2020 con segno positivo per le nostre vendite: fondamentale l’averle riversate su altri canali distributivi, in primis quello della grande distribuzione, per compensare la minor domanda da parte del settore Horeca, che ha sofferto invece a causa delle chiusure per motivi sanitari. Un dato molto positivo raggiunto lavorando come squadra assieme al direttore Mirko Bellini e al resto della nostra struttura: ringrazio tutti per il grande impegno dimostrato in questi mesi. Abbiamo salvato la redditività per i nostri soci, l’occupazione per i nostri addetti e agenti e mantenuto la produzione. Bene anche il bilancio (che nelle cooperative agricole va dal luglio al giugno dell’anno successivo, ndr) chiuso in territorio positivo e che, grazie a un aumento delle performance e a una riduzione dei costi, ci permette di essere solidi anche per questo nuovo anno 2021 in cui gli effetti dell’emergenza sanitaria si faranno sentire maggiormente».

Ora sguardo al futuro, seguendo le parole d’ordine innovazione e ambiente e con l’attenzione rivolta a come saranno utilizzati i soldi europei del Recovery Fund per un reale sviluppo. E in più in questo 2021 cadrà un importante anniversario. «Già prima dell’emergenza sanitaria – ha aggiunto il presidente Bellomo – avevamo intrapreso la strada dell’innovazione verso industria 4.0 essendo la nostra azienda una delle prime realtà regionali dell’industria agroalimentare, congiuntamente alla tutela della natura nella nostra filiera attraverso le certificazioni ambientali e l’obiettivo della sostenibilità. Valuteremo anche nuovi progetti strutturali che si potrebbero realizzare nel futuro, sempre per rispondere a eventuali sfide che il mercato dovesse porci, in modo da essere pronti a una scelta se e quando dovesse essere tempo di avviarli. Proseguiremo su questa via, convinti che i soldi in arrivo dall’Europa attraverso il Recovery Fund, direttamente e indirettamente, determineranno forti incrementi al comparto e come detto proprio avere progetti già pronti per lo sviluppo farà la differenza sulla strada di accesso ai fondi. Quella offerta dall’Europa è un’occasione che non va assolutamente sprecata. Nel 2021 compiremo 90 anni dalla nostra fondazione, sempre fedeli alle radici impiantate dai nostri soci fondatori, con lo sguardo rivolto al futuro per una crescita costante della nostra cantina sia in campo nazionale che internazionale. Nel 1931 la cantina fu motore di sviluppo per Casarsa della Delizia e continuerà a esserlo, con il grande orgoglio di essere nata da questa comunità e in Friuli».

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In copertina e qui sopra il presidente riconfermato Flavio Bellomo; all’interno, il direttore Mirko Bellini.

Covid, nuove povertà e no agli sprechi alimentari: nasce il Recovery Food

«Nell’anno del Covid e delle nuove povertà, nell’anno che ci ricorda l’urgenza di una svolta concreta per la sostenibilità in rapporto alla salute dell’uomo e dell’ambiente, dall’8a Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare nasce una proposta precisa, misurabile negli obiettivi e negli strumenti: il Recovery Food, un “laboratorio permanente” di educazione alimentare e ambientale per la formazione dei cittadini e per la sensibilizzazione da parte degli enti pubblici e delle imprese. È il nostro “dono” – ha spiegato il triestino Andrea Segrè, ideatore della Giornata – per il Governo che verrà: l’auspicio è che il Recovery Food possa trovare spazio nel Pnrr come un capitolo speciale del Recovery Fund, dove i temi legati al cibo e alla prevenzione degli sprechi dovrebbero essere trattati con attenzione specifica». L’intervento del fondatore Spreco Zero si è avvicendato, nel corso del Forum organizzato per la Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, a quelli delle sottosegretarie uscenti alla Salute, Sandra Zampa, e al Lavoro Francesca Puglisi, e dell’ex ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti. Oltre a loro hanno preso parte all’evento il vicedirettore generale Fao Maurizio Martina, l’ambasciatrice Vincenza Lomonaco presso la Rappresentanza permanente delle Nazioni Unite a Roma, il direttore scientifico Ipsos Enzo Risso, il presidente Conai Luca Ruini, la presidente Future Food Institute Sara Roversi e i curatori scientifici del Rapporto Waste Watcher International Observatory 2021, Luca Falasconi (Il caso Italia) e Matteo Vittuari (A global glance).

«Il Recovery Food – ha dettagliato Andrea Segrè – focalizzato su cibo, salute e sostenibilità, dovrebbe includere una previsione organica delle risorse destinate alla formazione dei cittadini in tema di educazione alimentare e ambientale. A partire dalle scuole, quindi con risorse destinate a docenti sul campo sin dal primo ciclo della Scuola Primaria, e con una rete capillare e nazionale collegata ai Comuni per iniziative concrete, destinate alla sensibilizzazione dei cittadini intorno al binomio cibo e salute, per l’uomo e per l’ambiente. Temi ancora più imprescindibili dopo l’irruzione della pandemia covid 19, per avviare nel sistema-Italia quella rivoluzione culturale che ci permetterà di progredire nel complesso ma ineludibile cammino verso lo sviluppo sostenibile e il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU. Tuttavia ci si dovrà concentrare anche sulla filiera dello spreco: non solo per aumentare la sostenibilità del sistema, ma anche per favorire la solidarietà essendo la povertà alimentare in forte crescita causa l’effetto pandemico sull’economia. Serviranno quindi accordi di filiera ben strutturati che mettano in rete potenziali donatori di eccedenze e beneficiari con obiettivi e procedure ben definite e cogenti; l’attivazione di un sistema logistico e di conservazione sicuro, sostenibile e solidale; il coordinamento nazionale affidato a un Food Waste Manager capace di alimentare sinergie fra i tanti portatori di interesse da coinvolgere: Ministeri (Salute, Welfare, Agricoltura, Ambiente, Sviluppo economico), Città metropolitane e Comuni, la miriade di associazioni ed enti caritativi, le imprese della filiera agroalimentare: dalle aziende agricole alla ristorazione passando per l’industria e la distribuzione».

Ulteriore novità emersa dai lavori dell’8^ Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare è legata all’evoluzione dell’Osservatorio per i dati di Last Minute Market: il nuovo Waste Watcher International Observatory, con la partnership scientifica dell’Università di Bologna – Distal e la partnership tecnica di Ipsos per le rilevazioni. «In questi anni – ha ricordato Andrea Segrè, direttore scientifico Waste Watcher – abbiamo costantemente rilevato il comportamento di noi italiani, non solo rispetto allo spreco alimentare, ma anche a temi direttamente collegabili: l’economia circolare, la riduzione dei rifiuti, la produzione e il consumo responsabile, lo sviluppo sostenibile. Proprio in ragione dell’interesse mondiale sullo spreco alimentare – ricordo che negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU entro il 2030 dovremo dimezzare il dato globale (il 30% di ciò che si produce non arriva alle nostre tavole) – con il neo Vicedirettore generale della FAO Maurizio Martina e con l’Ambasciatore Vincenza Lomonaco, Rappresentante permanente delle Organizzazioni ONU a Roma, abbiamo presentato l’Osservatorio globale sugli sprechi alimentari. Waste Watcher International. Realizzato in partnership tecnica con IPSOS, indagherà le abitudini e i comportamenti in rapporto a cibo e sostenibilità degli italiani e degli altri cittadini del mondo. Nel 2020 l’ONU ha decretato una Giornata internazionale sulla consapevolezza sugli sprechi e le perdite alimentari, il 29 settembre: per allora saremo pronti con il primo rapporto in ottica “transnazionale”. Una visione che non è più accessoria, e che deve accompagnarci in ogni fase, quindi anche nella pianificazione legata al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza».

Sono stati riepilogati i dati del Rapporto 2021, “fotografia” dell’Italia pandemica: la tendenza a una netta diminuzione dello spreco alimentare domestico, con “solo” 27 kg di cibo sprecati a testa nel 2020 (529 grammi a settimana), 3,6 kg in meno all’anno rispetto al 2020, ovvero l’11,78% e 222.000 tonnellate di cibo “salvato” in Italia per un risparmio di 6 € pro capite, 376 milioni € a livello nazionale, in un anno intero. Vale 6 miliardi e 403 milioni € lo spreco alimentare domestico nazionale, e sfiora il costo di 10 miliardi € l’intera filiera dello spreco del cibo in Italia, sommando le perdite in campo e lo spreco nel commercio e distribuzione che ammontano a 3.284.280.114 €. In peso, significa che nel 2020 sono andate sprecate, in Italia, 1.661.107 tonnellate di cibo in casa e 3.624.973 tonnellate se si includono le perdite e gli sprechi di filiera (dati Waste Watcher International/Distal Università di Bologna per la campagna Spreco Zero e rilevazioni Ipsos).

Info e dettagli: sprecozero.it

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In copertina, il professor Andrea Segrè “anima” dell’anti-spreco.

 

Dai Viticoltori La Delizia uno spumante speciale per un’annata tutta da ricordare

Uno spumante speciale per Natale a chiusura di un’annata durissima, “storica”, da ricordare a lungo, ma che vuole esprimere anche un messaggio di speranza per guardare al futuro con serenità. E che è soprattutto dedicato a chi ha sofferto per la pandemia, a chi non c’è più e a chi continua la lotta: l’hanno prodotto i Viticoltori Friulani La Delizia al termine di questo 2020 complicato, ma che ha messo in essere risposte alle difficoltà che saranno alla base per la Cantina di Casarsa di domani.
Dal direttore commerciale Mirko Bellini arriva l’analisi di 12 mesi intensi e l’esigenza immediata di attivare al più presto dei sistemi di sostegno al credito e alla liquidità delle aziende (tramite la legge 80 già esistente e in attesa del Recovery Fund) per sostenere tutta la filiera vitivinicola dai produttori fino ai ristoratori. Inoltre, da segnalare la partenza superiore alle attese sul mercato della grande distribuzione per il nuovo Prosecco Rosè che si affianca al citato spumante in edizione speciale marchiato La Delizia dedicato, appunto, a tutti coloro che hanno sofferto a causa del Covid-19.

MERCATI – “Commercialmente abbiamo vissuto una doppia annata. Nella grande distribuzione organizzata (Gdo) sia in Italia che all’Estero abbiamo avuto una forte crescita, fino al 30% delle bottiglie vendute in più rispetto al 2019. Di contro però il settore degli hotel, ristoranti, caffetterie e bar (HORECA) a parte i mesi estivi è risultato completamente bloccato, con flessione del 50% delle vendite e una perdita secca della marginalità. In pratica, ci sono stati solo 5 mesi di attività a singhiozzo e 7 di chiusura, tra lockdown e restrizioni varie. È chiaro che il settore Horeca non potrà ripartire pienamente fino alla prossima primavera, con l’arrivo dei vaccini anti Covid-19 e dell’aumento delle temperature meteorologiche”.

SOSTEGNO – “Le aziende del comparto vitivinicolo e dell’agroalimentare in generale hanno bisogno di interventi di sostegno da parte della politica vitali per affrontare il 2021. In primis riducendo il costo del lavoro, il costo di produzione e soprattutto la riduzione dei costi di energia, in modo da aumentare la competitività delle aziende. In questi mesi, la filiera commerciale è stata tenuta in piedi dai sistemi territoriali e non dai sistemi centrali: le singole aziende hanno fatto la loro parte, in particolare sostenendo in prima persona le vendite nell’HORECA, fornendo la merce ai clienti a fronte di difficoltà negli incassi. Ecco quindi che l’intervento auspicabile è il sostegno alla liquidità del credito, visto che soprattutto nell’Horeca l’esposizione all’incasso è in queste settimane l’elemento di maggior allarme. Azioni da realizzare tramite gli strumenti finanziari che ci sono già: per esempio la legge 80, con il sostegno al credito delle aziende da parte della Regione Friuli Venezia Giulia, relativo alle fatture di vendita regolarmente emesse e non incassate, fino ad arrivare al Recovery Fund. Sarebbe una boccata d’ossigeno non indifferente di cui beneficerebbe l’intero comparto e ci permetterebbe di affrontare i mercati e sostenere l’intera filiera come fatto finora”.

EVOLUZIONE – “Il 2020 nelle stime iniziali pre-Coronavirus sarebbe stato un’annata di ripartenza dei mercati. Ma in ogni caso questi mesi, a partire dal lockdown di primavera, sono stati utili per organizzare il nuovo futuro che ci attende: li stiamo mettendo a frutto, cambiando la nostra struttura e modificando la “macchina” produttiva e organizzativa in funzione delle criticità che il Covid-19 ha evidenziato, in modo da essere pronti alla ripartenza, speriamo definitiva, del 2021. Ora siamo sempre più orientati verso l’industria 4.0, la sostenibilità ambientale e qualità del prodotto, l’efficienza, nuovi sistemi di lavoro e di gestione. Ringrazio i nostri dipendenti, soci e la forza vendita che ci hanno seguito su questa strada in una grande lavoro di squadra”.

PROSECCO ROSÉ – “Il Prosecco Rosè era molto atteso dai mercati, dopo l’adozione del disciplinare da parte del Consorzio del Prosecco Doc. Non solo sui mercati esteri, ma anche su quello italiano della Grande distribuzione, essendo l’Horeca attualmente fermo, stiamo avendo una partenza superiore alle previsioni, con il 15% sul totale delle vendite di Prosecco. È un vino che nasce dalla sapiente unione tra uve Glera e Pinot nero, che risulta elegante, raffinato, fragrante e sicuramente non banale. Uno spumante che completa la gamma del brand Prosecco riempiendo quella “casella” di prodotto alla moda e che ci permette di compiere lo stesso percorso fatto da altri brand come lo Champagne”.

EDIZIONE SPECIALE – “Abbiamo creato uno spumante Pinot Chardonnay con un metodo Charmat lungo 4 mesi di autoclave, specificatamente per il Natale 2020. Un’edizione limitata che vuole essere un messaggio di speranza per guardare al futuro con cui auspichiamo maggiore serenità. Per questo, al centro della grafica, risalta un cuore, dedicato sia a chi ha sofferto per la pandemia, a chi non c’è più e a chi continua la lotta”.

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In copertina, il direttore Mirko Bellini brinda con il nuovissimo Prosecco Rosè dei Viticoltori La Delizia.