“Crocevie d’Europa”, invito alla scoperta della Rosa di Gorizia e del Radicchio Canarino eccellenze a rischio estinzione

Gli ultimi due appuntamenti della 3a edizione della rassegna turistico culturale del Comune di Gorizia, Crocevie d’Europa, è tutto incentrato su due dei prodotti “cult” della produzione agricola goriziana. Oggi 3 gennaio, con replica domani, i partecipanti saranno condotti alla scoperta della coltivazione della Rosa di Gorizia e del Radicchio Canarino, con una passeggiata nella campagna coltivata isontina. Il primo ritrovo è appena avvenuto e anche domani sarà alle 9.30 (il luogo viene comunicato direttamente agli iscritti).


La Rosa di Gorizia, presidio Slow Food, è una varietà locale di radicchio rosso (Cichorium intybus) simile ad una rosa appena sbocciata. La varietà detta Canarino dal gusto più delicato è ottenuta probabilmente da un incrocio risalente agli anni ’50, con la cicoria bionda di Trieste. Il Canarino è dotato di un fogliame di colore giallo e un gusto ancora più dolce. Le prime fonti scritte compaiono nel volume “Gorizia – la Nizza austriaca” del 1873 in cui viene citata una “cicoria rossastra” coltivata nella piana tra Gorizia e Salcano e, in misura minore nelle aree periferiche della città. I contadini di Gorizia producono il seme da generazioni seguendo i parametri della forma della pianta (quanto più simile ad una rosa) ma anche quello resistenza al freddo e adattamento al clima e al terreno. Questa coltura è minacciata dall’estinzione sia per la mancanza di produttori che per l’esaurirsi dei terreni che tradizionalmente erano utilizzati per la coltivazione. Il territorio in questione, dopo gli accordi di pace succeduti alla II Guerra mondiale, è stato suddiviso in due Stati ed è stato utilizzato per altri scopi rispetto alla vocazione agricola della zona, inducendo numerose aziende orticole ad abbandonare definitivamente questa attività.
Un percorso a piedi di circa 4 chilometri attraverso la piana di Gorizia, che si sviluppa a ridosso del confine con Salcano e nelle vicinanze del fiume Isonzo. Insieme alla guida naturalistica autorizzata Fvg Sabrina Pellizon si percorreranno gli sterrati che portano a campi coltivati a Radicchio Canarino, Rosa di Gorizia, vigneti ed oliveti, per farsi sorprendere da tutto ciò che ruota attorno a questi due ecotipi di cicoria, che purtroppo rischiano l’estinzione. Furono selezionati nel tempo dai contadini goriziani, che ne custodiscono gelosamente le sementi. Si scopriranno le diverse fasi di lavorazione dei due radicchi, la loro storia, le caratteristiche, le necessità ambientali, fino agli attuali problemi legati al cambiamento climatico.

—^—

In copertina, il bellissimo “fiore” della Rosa di Gorizia nel catalogo Ersa e all’interno gruppi partecipanti alla scoperta del tanto ricercato radicchio isontino.

LA RICETTA – Rosa (dell’Isonzo) e mimosa secondo Roberto Franzin

(g.l.) La Festa internazionale della donna è appena passata. E suo simbolo universalmente riconosciuto, come tutti sanno, è la mimosa. Ed è proprio a questo bellissimo fiore primaverile (interpretato però con le uova sode) che si ispira il piatto che vi presentiamo oggi per l’appuntamento quindicinale con “La ricetta del sabato”. L’ha ideato lo chef Roberto Franzin e l’abbiamo tratto dal libro “La Rosa dell’Isonzo” pubblicato nel 2019 dalla casa editrice “L’orto della cultura”. Come sempre, la ricetta è studiata come sempre per quattro persone. Eccola:

“Rosa e mimosa”

Ingredienti
300 g di Rosa dell’Isonzo
200 g di Radicchio Canarino
200 g di cuore di scarola
100 g di insalatine di campo
100 g di prezzemolo
80 g di rucola
20 g di acciughe sott’olio “Le Isolane”
20 g di capperi sott’aceto
8 uova
olio extravergine doliva
sale

Preparazione

Far rassodare le uova cuocendole per 8′ dal bollore. Mondare le insalate e tagliare a pezzetti quelle con le foglie più grandi. Preparare la salsa verde frullando il prezzemolo con 80 g di olio, le acciughe, i capperi, l’aceto e il sale, se serve. Otterrete una salsa piuttosto consistente e asciutta. Montare l’insalata a piacere alternando le foglie, creando un misto di colori, sbriciolare le uova e aggiungere la salsa verde. Servire.

Vino
Collio Bianco Riserva Giulio Locatelli. L’equilibrio che questo uvaggio crea fra le sue diverse uve si amalgama con delicatezza alla varietà gustativa che questo piatto (solo all’apparenza semplice) offre.

—^—

In copertina, “Rosa e mimosa” il piatto dello chef Roberto Franzin.