Dal Carso alle acque del Timavo il nuovo “Pucinum” grande vino di Roma antica

(g.l.) «Mi complimento con l’imprenditore Lenarduzzi perché con i suoi progetti porta avanti la cultura e i prodotti del territorio, innovando e guardando sì al futuro ma con le radici solidamente legate al passato». Lo ha detto ieri, al Villaggio del Pescatore, l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente Fabio Scoccimarro nel corso della presentazione del vino “Pucinum. Il vino dell’imperatrice Livia” fatta da Maurizio Lenarduzzi, titolare di Marina Timavo e sostenitore del progetto Bacino dell’Alto Adriatico. Presenti all’evento, tra gli altri, anche i sindaci Roberto Dipiazza (Trieste) e Igor Gabrovec (Duino Aurisina).
Come ha ricordato l’esponente della Giunta Fedriga, Livia (seconda moglie dell’imperatore Augusto) visse ben oltre quella che era l’aspettativa di vita dell’epoca e, come viene raccontato dagli storici antichi, era solita consumare quotidianamente un bicchiere di vino prodotto nel territorio del Carso e dell’Agro aquileiese, probabilmente con antiche varietà di Refosco o Terrano. L’assessore, sottolineando l’obiettivo conseguito da Lenarduzzi con il marchio registrato del vino “Pucinum”, ha quindi elogiato l’imprenditore per «per la sua poliedricità e la sua visione mirata all’innovazione».

Fabio Scoccimarro

«Il vino Pucīnum, noto fin dall’antichità – si legge in una presentazione del vino di Marina Timavo-, è prodotto nei pressi dell’omonima località, Castellum Pucīnum, posta ridosso delle sorgenti del fiume Timavo, sito nel Comune di Duino Aurisina, in provincia di Trieste. La sua fama è strettamente collegata alla figura dell’imperatrice Livia, (58 a.C.-29 d.C.), seconda moglie dell’imperatore Cesare Augusto, la quale, facendone uso quotidiano ed esclusivo, ha raggiunto l’invidiabile età, per l’epoca, di 86 anni, attribuendo proprio il consumo di questo vino alla sua longevità. Il luogo di coltivazione del vitigno si trova sul Carso di Duino Aurisina, in una zona composta in prevalenza da pietre, cui la brezza marina conferisce all’uva caratteristiche particolari e tali da rendere il prodotto finito adatto anche all’uso medico. Le uve vengono selezionate già in vigneto e quindi raccolte in cassetta la mattina presto, prima che il sole ne scaldi la polpa. La spremitura molto morbida permette di estrarre solamente il meglio del mosto, e questo rimane in decantazione naturale per due giorni. Successivamente, la fermentazione alcolica prende corpo in barrique di rovere a temperatura di 12 gradi per quattro anni. Trascorso questo periodo, le bottiglie vengono inserite in gabbie d’acciaio e poste in acqua sul letto del fiume misterioso, il Timavo. Questo fiume è famoso per via del suo lungo percorso sotterraneo di circa 39 km, poiché dalle grotte di San Canziano in Slovenia, passando per l’abisso di Trebiciano, raggiunge la Basilica di San Giovanni in Tuba, a Duino, dove ricompare in superficie per sfociare infine nel Golfo di Trieste dopo un paio di chilometri. Fin dalla notte dei tempi è considerato dai popoli un fiume sacro e misterioso. Dal momento dell’immersione delle gabbie nell’acqua del Timavo, il processo di microssigenazione subacqueo permetterà al Pucīnum di acquisire una pienezza maggiore rispetto ai vini tradizionali».

Il Pucinum


«Il vino Pucīnum – si legge ancora nella nota di Marina Timavo – è dunque “underwater wine”, ovvero un nettare affinato sott’acqua. L’affinamento è l’operazione che permette al Pucīnum di sviluppare i suoi profumi terziari ed esaltare il proprio corredo organolettico, poiché è accertato che la conservazione sott’acqua per sei mesi equivale ad un periodo di almeno qualche anno in superficie. Inoltre, la bassa e costante temperatura dell’acqua del fiume Timavo, acqua ricca di sali e talvolta di materiali argillosi, gioca un ruolo di ibernazione di questo spettacolare vino, mentre la corrente presente sul fondo dell’alveo del fiume crea un naturale e costante remouage sul prodotto. Inoltre, grazie a questa antica tecnica, il vino Pucīnum è protetto dalla luce del sole durante la fase conclusiva di maturazione, poiché la condizione di semibuio cui è sottoposta non permette ai raggi Uv di penetrarli all’interno della bottiglia, sapientemente sigillata, e quindi di rovinarne il contenuto. La temperatura costante di 8°C del fiume Timavo, dopo la sua immersione dalle viscere della terra, genera le condizioni ottimali per la conservazione del prodotto, requisiti che nella classica cantina sono pressoché impossibili da mantenere».

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In copertina, la pigiatura con i piedi del Pucinum raccontata in un mosaico.

“Festa del Refosco” a Scodovacca protagoniste le Doc della Riviera

di Gi Elle

Il Refosco è certamente uno dei rossi più prestigiosi del Vigneto Fvg, ma anche della zona rivierasca dove è tutelato dalle tre denominazioni di origine controllata  istituite nella zona di produzione: vale a dire Aquileia e Latisana, le prime a essere riconosciute, ancora 45 anni fa, seguite più tardi da Annia, che riprende il nome della famosa via consolare. E questo vino sarà domani il grande protagonista di una ormai affermata manifestazione che si propone annualmente nella prestigiosa cornice di Villa Chiozza, a Scodovacca, quindi all’interno della sua zona di elezione, l’Agro aquileiese, dove questa varietà autoctona ebbe un illustre progenitore nel Pucinum, vino famoso già al tempo dei Romani. Inoltre, proprio qui è ancora produttivo il vigneto di Refosco probabilmente più longevo di tutta la nostra regione.
Il Comune di Cervignano, infatti, in collaborazione, tra gli altri, con il Consorzio Tutela Vini DOC Friuli Aquileia, ha organizzato la sesta edizione della “Festa del Refosco” che si terrà appunto domani, 5 settembre, nel parco della storica residenza che ospitò anche Luigi Pasteur. Durante la serata, ai banchi di degustazione delle aziende espositrici, si potranno assaggiare non solo i numerosi Refosco dal peduncolo rosso ma anche i vini bianchi della Riviera Friulana. Questo, dunque, il programma messo a punto per questa singolare edizione che avviene ai tempi del Coronavirus, quindi con tutte le precauzioni di sicurezza consigliate: alle 18 apertura della manifestazione e dei banchi di degustazioni delle aziende espositrici; alle 18.30, Matteo Bellotto presenterà il suo libro “Storie di vino e di Fvg”: un viaggio nella terra tra persone e vino; al termine, alle 21, concerto dell’ArTime Quartet: due violini, una viola e un violoncello accompagneranno le degustazioni con un insolito repertorio “moderno”.

Ecco, infine, le aziende espositrici: BALLAMINUT – Terzo di Aquileia, CA’ BOLANI – Cervignano, ISOLA AUGUSTA – Palazzolo dello Stella, MODEANO – Palazzolo dello Stella, OBIZ – Cervignano, PUNTIN – Aquileia, TERRE DI PALAZZATTO – Fiumicello Villa Vicentina, BACCICHETTO VITTORINO, PAOLO & ALESSANDRO – Precenicco, VALPANERA – Fiumicello Villa Vicentina, VINI BROJLI – Aquileia. Le quali offriranno una selezione di quanto di meglio offra, appunto in fatto di vini, la Riviera Friulana che, come si diceva, si esprime attraverso quelli tutelati dalle Doc Friuli Aquileia, Friuli Latisana e Friuli Annia.

L’evento è gratuito ma su prenotazione alla e-mail: info@prolococervignanofvg.it – sms: 338.7852090
Entrata da via Fredda con parcheggio interno.

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In copertina e qui sopra bellissimi grappoli di Refosco dal peduncolo rosso nella zona di Aquileia.

A Villa Chiozza Refosco grande protagonista: la Festa compie 5 anni

di Gi Elle

Compie cinque anni la Festa del Refosco del peduncolo rosso, a Scodovacca di Cervignano, nella prestigiosa cornice del parco di Villa Chiozza. Si rinnova così l’ormai annuale appuntamento con il più importante rosso Friuli Aquileia, un vino dalle antichissime origini che risalirebbero addirittura al Pucinum che salpava dal porto fluviale della città romana e che poi ebbe particolare, decisivo impulso grazie alle intuizioni di Luigi Chiozza. Ma questa è storia, di cui parleremo alla fine di queste brevi note. Oggi, invece, siamo di fronte a un prodotto di grande qualità che ha in questo particolare ambiente dell’Agro aquileiese ha le sue terre elette, tanto da essere protetto dalla Doc creata nell’ormai lontano 1975. Un vino di cui sono giustamente orgogliosi i produttori associati al Consorzio di tutela guidato da Franco Clementin.

Si rinnova dunque questo atteso appuntamento proprio nel verdissimo parco di Villa Chiozza, dove la organizzazione della Festa – curata dalla Pro Loco di Cervignano, presieduta da Elisabetta Nicola, con il sostegno del Comune – è ospite di Promo Turismo Fvg. Il tutto si svolgerà, come nelle precedenti edizioni, in una sola giornata, vale a dire sabato 31 agosto, quando alle 16 si alzerà il sipario con l’apertura degli stand di 12 aziende vitivinicole espositrici del citato Consorzio tutela vini Doc Friuli Aquileia, ma anche di quelle denominazioni rivierasche “cugine”, cioè Latisana ed Annia.
Alle 17 il professor Angelo Floramo, uno dei maggiori intellettuali e scrittori del Friuli Venezia Giulia, consulente della Biblioteca Guarneriana Antica di San Daniele, condurrà il pubblico attraverso una narrazione coinvolgente, allo stesso tempo “alta” e “popolare”, alla scoperta della storia e dei luoghi del vino, dal Medioevo ai testi sacri.

Due, invece, i momenti di degustazione guidati gratuiti: uno alle 16 ed uno successivo alle 18 (su prenotazione al 3387852090 – info@prolococervignanofvg.it) che offriranno la possibilità di attendere piacevolmente la cerimonia di premiazione della 58ma Selezione del vino di Aquileia e della Riviera Friulana a cura del consorzio Doc Friuli Aquileia e la presentazione degli 80 anni del vitigno di Refosco di Villa Chiozza ancora produttivo e vinificato dalla Cantina Produttori Cormons.
Annunciata, quindi, una degustazione di risotto al Refosco gratuita alle 20 per abbandonarsi poi alle 20.45 al duo comico I Papu, al secolo Andrea Appi e Ramiro Besa, in “Di vino Recital” che presenterà al pubblico un pot-pourri di sketch storici che hanno come soggetto proprio l’antica bevanda donataci dalla vite. Frequentando spesso osti e cantine, I Papu hanno infatti più volte riscontrato un sincero interesse per una potenziale narrazione, in forma di fabula brillante, di una Storia del vino.
Per tutta la giornata, nei locali messi a disposizione da Villa Chiozza, sarà possibile visitare la mostra dedicata alle antiche etichette di vino a cura del Gruppo filatelico numismatico  “A. Snidero”. Ma non mancherà la possibilità di visitare il bellissimo parco attraverso una visita guidata in partenza alle 17: una passeggiata adatta per tutta la famiglia.

Infine, soffermiamoci, come dicevamo, ancora un po’ su Refosco di Villa Chiozza. Innanzitutto, ricordiamo che Luigi Chiozza fu agronomo molto noto nell’Agro aquileiese. A Scodovacca  fece costruire la sua splendida villa, circondata da un grande parco ora sede di Promo Turismo Fvg. Chiozza  era appassionato anche di viticoltura e aveva intuito che il Refosco dal peduncolo rosso  che si trovava nei vigneti promiscui di Scodovacca – al tempo non si conosceva la viticoltura specializzata – aveva raggiungono toni “dolci”  e “fruttati”  che in altre zone non si ottengono. Questa intuizione trovò poi seguito nell’impianto avvenuto nella metà degli anni Trenta per merito degli eredi di Chiozza e che è di un vigneto di un ettaro e venti ricavato ai margini del parco della villa ancora produttivo.  Proprio per il vigneto di Refosco di Villa Chiozza, le cui uve sono da 80 anni vinificate dalla Cantina produttori di Cormons, in questa edizione della Festa verrà presentata un’attività di beneficenza di cui sarà protagonista.

Una manifestazione importante e che punta crescere ancora: è sostenuta da sempre dall’Amministrazione comunale di Cervignano del Friuli, dalla Pro Loco Cervignano, dalla Cassa Rurale FVG, dal Consorzio Tutela Vini Doc Friuli Aquileia e da Promo Turismo Fvg.

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In copertina e qui sopra grappoli di Refosco che stanno maturando nella zona di Aquileia.