Calici di Stelle a San Daniele con vini, prosciutto e canzoni di Letizia Felluga protagonista in un nuovo album

(g.l.) I grandi vini del Vigneto Fvg – in particolare bianchi eccellenti come Friulano, Sauvignon, Pinot grigio… – creano un binomio perfetto con il prosciutto di San Daniele. Un’intesa che sarà anche la grande protagonista di Calici di Stelle che, come già annunciato, il Movimento turismo del vino del Friuli Venezia Giulia ha organizzato per questa sera, 19 agosto, nella cittadina collinare. Così, dopo il bellissimo appuntamento sul Lungomare di Grado, la manifestazione approda, come l’anno scorso, nella suggestiva cornice della Loggia dell’antica Biblioteca Guarneriana, dove saranno appunto protagonisti i vini e il celebre affettato Dop. Ma anche la musica. Infatti, dalle 20.30, le degustazioni s’intrecceranno con le coinvolgenti note di JazzInDuo che proporrà musica italiana e internazionale degli anni ’50, ’60 e ’70, reinterpretata dalla voce di Letizia Felluga e dalla tastiera di Alessandro Scolz.


Ricordiamo che Letizia Felluga – quanto sarebbe stato orgoglioso nonno Livio, l’indimenticabile “patriarca del vino friulano”! – ha appena pubblicato un bellissimo album dal titolo “Out of the Blue”. «Un album in cui sono me stessa», ha affermato la cantante nella bella intervista che Gian Paolo Polesini ha pubblicato un paio di settimane fa nelle pagine degli Spettacoli del Messaggero Veneto. «Sentirmi me stessa grazie alla musica è la cosa che conta di più! Canterò per sempre», ha aggiunto poi sui social. Otto i brani dell’artista contenuti nella raccolta: Baby boy, Starting from tonight, Amelia, Out of the blue, Loneliness, I wanna be, Behind my mirror e In my soul.
«La meravigliosa copertina del mio nuovo progetto discografico – ha scritto ancora Letizia Felluga – nasce dalla visione dell’artista e grande amico Guido Bottazzo: ha trasformato una sua opera che già amavo (La mamma) in una realtà completamente nuova, sospesa tra sogno e rinascita. Un volto che emerge da madre terra, attraversato da paesaggi interiori e molteplici sfumature. Una figura femminile, forse io, forse ogni essere umano al momento di un grande salto.
Un salto emotivo dentro l’ignoto, dentro la mia musica e dentro al mio mondo». «È stata una bellissima esperienza – ha aggiunto Luigi Vitale che ha partecipato al progetto – poter seguire, come fotografo, l’evoluzione di questo lavoro discografico di Letizia Felluga. Vedere al lavoro i musicisti che hanno suonato gli splendidi brani che compongono l’album, l’armonia non solo musicale ma anche umana che si è creata durante le registrazioni».
Ma torniamo a Calici di Stelle. L’ora dell’aperitivo segnerà l’inizio di un viaggio sensoriale tra calici e sapori. I visitatori potranno degustare i vini delle cantine associate al Movimento Turismo del Vino Fvg, incontrando personalmente i produttori e ascoltando i racconti che custodiscono la passione e le tradizioni di queste terre. Ad accompagnare ogni sorso, alcune tra le eccellenze gastronomiche più amate della regione: appunto il celebre prosciutto di San Daniele, la trota affumicata, gli arrosticini e i golosi crostini di ricotta e miele. Un abbinamento studiato per esaltare le sfumature di ogni vino e offrire un’esperienza di gusto completa e appagante. L’evento, organizzato in collaborazione con il Comune di San Daniele, gli Alpini e la Pro Loco sarà l’occasione perfetta per scoprire e apprezzare i sapori autentici del territorio in un contesto dal fascino storico e architettonico unico.

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In copertina, ecco come si presenta il nuovo album di Letizia Felluga.

Calici di Stelle, un atteso bis questa sera sul Lungomare di Grado con le etichette “marchiate” Movimento turismo del vino

(g.l.) Splendido debutto ieri, a Grado, per Calici di Stelle, la bellissima proposta del Movimento turismo del vino del Friuli Venezia Giulia. E oggi, 8 agosto, si replica con un bis che si annuncia molto atteso da coloro che non hanno potuto partecipare alla prima serata: appuntamento, pertanto, dalle 20 sul Lungomare Nazario Sauro, meglio conosciuto come “diga”. Organizzato in collaborazione con il Comune di Grado, l’evento è da oltre 25 anni un appuntamento irrinunciabile dell’estate friulana. Nella spettacolare passeggiata in riva al mare anche questa sera si trasformerà, dunque, in una vera e propria vetrina enogastronomica, dove si incontreranno una trentina di cantine della regione, ognuna con 3 o 4 etichette in degustazione, e una selezione di prodotti d’eccellenza, dal prosciutto di San Daniele ai formaggi artigianali, passando per dolci tipici, distillati e il gin tonic finale. «Un’occasione anche oggi – ha osservato Elda Felluga, presidente di MtvFvg – per scoprire dal mare di Grado il territorio, le cantine e i luoghi del vino, trasformando ogni degustazione in un itinerario enoturistico».

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Anche i Canti Patriarchini

Non solo enogastronomia Made in Fvg questa sera, 8 agosto, a Grado. Per chi ama la musica, abbandonandosi alla spiritualità nella magnifica cornice della Basilica di Sant’Eufemia, c’è alle 21 l’appuntamento con i “Canti Patriarchini Gradesi”: il concerto di antiche melodie liturgiche in uso per secoli nell’Isola che consentirà un vero e proprio viaggio musicale nella spiritualità di Grado. A eseguire queste bellissime musiche saranno tre sacerdoti originari dell’Isola – Giorgio Longo, Michele Tomadin e Gilberto Dudine – ai quali si uniranno l’Ensemble Vocale Gradensis e l’organista Luca Sartore.

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Calici di Stelle inizierà già all’ingresso in Lungomare Nazario Sauro, dove ai partecipanti verrà consegnata una tracolla personalizzata con calice in vetro e una decina di coupon per degustazioni gastronomiche per garantire un’esperienza completa, in cui ogni vino può essere raccontato direttamente da chi lo produce. Protagonista, infatti, è il vignaiolo, che accompagna il pubblico nella scoperta dei propri vini, tra storie di famiglia, tecniche di vinificazione e identità territoriali. Anche questa sera a guidare il racconto della vite e del vino ci sarà Wayne Young, newyorkese innamorato del Friuli dove vive da oltre 20 anni e profondo conoscitore della viticoltura friulana. Con il suo stile coinvolgente, sarà il filo conduttore dell’evento, dialogando con le cantine e svelando curiosità su vitigni e abbinamenti gastronomici. Ricordiamo che l’evento è a numero chiuso e da tre anni registra il tutto esaurito. I biglietti si possono acquistare in prevendita sul sito www.mtvfriulivg.it

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In copertina, sulla diga di Grado un’altra invitante serata con in grandi vini Fvg.

Prosciutto di San Daniele, ecco i Prolongo (una storia nata nel 1957): saranno raccontati questa sera da Dino Persello

(g.l.) Dopo i vari appuntamenti dedicati al ciclismo, la sua grande passione, Dino Persello ora ha deciso di “ritagliare” anche uno spazio in omaggio al re dei salumi friulani: il prosciutto di San Daniele, da tanti anni “marchiato” dalla Dop, la denominazione di origine protetta. E lo farà quest’oggi, 14 giugno, con un racconto teatral-emozionale incentrato sulla storia del prosciuttificio Prolongo, una delle più famose realtà produttive della sua San Daniele. Titolo della serata-evento “Cuore e mani di un artigiano”.

L’appuntamento, organizzato dalla Comunità Collinare del Friuli, è alle 20.45 nella sala consiliare della Bblioteca Guarneriana, uno dei poli culturali più importanti del Friuli. Le parole dello scrittore-narratore saranno accompagnate dalle fisarmoniche e dai violini del gruppo musicale I Petris. Al termine, sotto la Loggia, seguirà una sicuramente attesa degustazione del prosciutto della storica azienda sandanielese.
«Il nostro Prosciutto di San Daniele – affermano i Prolongo attuali, che continuano una tradizione produttiva di famiglia cominciata nel lontano 1957 – è un capolavoro di bontà che piace a tutti, anche ai bambini, perché il sapore è ricercato, gradevole ed unico al mondo. Per chi non lo ha mai provato è difficile immaginarne il suo profumo, il gusto che si prova fin dal primo assaggio e l’attrazione che si crea di fetta in fetta. Ogni volta che assistiamo a un primo assaggio, osserviamo il piacevole stupore sul viso delle persone, che non si aspettavano un gusto così particolare ed intenso». E al riguardo aggiungono: «Il Prosciutto crudo Prolongo nasce da un’antica tradizione artigianale, affinata nel tempo, che privilegia la qualità alla quantità. La sua bontà e il magico equilibrio derivano in parte dall’aria di San Daniele del Friuli, che consente la stagionatura naturale, e in parte dalle nostre cure amorevoli e meticolose proprio come quelle di un tempo». E la degustazione che, sotto la Loggia della Guarneriana, concluderà lo spettacolo di Dino Persello lo dimostrerà appieno. Non possiamo che aggiungere: Buon appetito!

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In copertina, i Prolongo oggi; all’interno, una foto storica di famiglia e Dino Persello con Pasqualino Petris.

A Corno di Rosazzo è l’ora dei vini: tra le tante etichette del Vigneto Fvg ritorna dopo dieci anni anche il “Blanc di Cuar”

A Corno di Rosazzo è l’ora dei vini! Appena spenti i fari su quelli di Buttrio, in Piazza Divisione Julia (nota anche come Piazza Tocai), infatti, da oggi al 18 giugno è in programma la conosciutissima Fiera del paese che è il fulcro dei Colli orientali del Friuli: la cerimonia inaugurale questa sera, alle 19. La tradizione vuole che i viticoltori del territorio allestiscano il proprio chiosco mettendo in mescita i prodotti della propria cantina, per cui in questa edizione, la 53ma,  ci saranno dieci produttori con circa 90 etichette. Inoltre, nella tensostruttura a lato della Casa Comunale è stata allestita l’enoteca con i vini provenienti da tutto il Vigneto Fvg.

(Foto Luigi Vitale)

In vista del grande appuntamento con l’enologia di qualità, la storica Fiera della prestigiosa Città del vino Fvg si è agghindata a festa e in occasione dell’anno del turismo delle radici la giornata della domenica sarà dedicata ai nostri migranti, ma chioschi, musica e folclore saranno il vero “file rouge” dell’intera manifestazione. Nell’ampia enoteca che ospita la rassegna dei vini regionali si potranno trovare gli ottimi autoctoni del territorio, oltre a bianchi e rossi eccellenti. Sarà presente, per la prima volta dopo dieci anni, il “Blanc di Cuar”, un uvaggio d’eccellenza alla produzione del quale concorrono tutti i vignaioli del territorio comunale. Tantissime le etichette ad arricchire le possibilità di degustazione, accompagnando la succulenta griglia alla brace e lo stand delle eccellenze gastronomiche del Friuli, come il formaggio Montasio e il prosciutto di San Daniele – entrambi grandi prodotti Dop del Made in Fvg – con l’immancabile frico.
In occasione della inaugurazione – fissata, come detto, per questa sera alle 19 – saranno premiati i Friulani e le Ribolle gialle che hanno partecipato al Premio Cornium d’Oro 2024, concorso ambito dai vitivinicoltori la cui selezione era avvenuta a fine maggio a villa Nachini Cabassi, che ospita anche la sede del Consorzio di tutela dei vini Doc Friuli Colli orientali e Docg Ramandolo. Come è tradizione, a dare tono alla cerimonia, sarà presente con la Banda cittadina anche la corte ducale del Ducato dei vini friulani reduce dalla bellissima cerimonia della Dieta di primavera nel corso della quale sono stati insigniti i nuovi nobili e c’è stata la consegna del Premio Isi Benini.

Ricordiamo che la Fiera dei Vini di Corno di Rosazzo è nata nel 1970, quando sotto la spinta di un gruppo di viticoltori intraprendenti venne costituito un comitato promotore con lo scopo primario di promuovere il turismo locale, attraverso appunto la conoscenza della produzione vinicola e del territorio che la esprime, con convegni riguardanti le colture pregiate, e quindi in primo luogo la vite, e i prodotti tipici della zona collinare a sud di Cividale. Da allora, la  manifestazione si propone di promuovere l’offerta turistica del territorio, tramite l’accoglienza riservata  all’enoturista, che come potenziale cliente è attento e curioso, non si ferma alla sola degustazione, vuole conoscere il territorio, la vigna e il viticoltore che racconta il suo prodotto, attraverso anche le strutture ricettive, di cui ormai ogni azienda vinicola si è dotata, e dei servizi ad esse collegate, favorendo e incrementando la ricettività qualitativamente e quantitativamente.
Protagoniste, dunque, le aziende vitivinicole che operano sul territorio cornese, ricco di sapori e profumi dove si producono vini, bianchi e rossi, davvero eccellenti che si abbinano ai prodotti tipicamente friulani che da sempre arricchiscono la manifestazione. Per cui il turista che intendesse usufruire di un soggiorno enogastronomico a Corno di Rosazzo, può farlo scegliendo proprio di partecipare alla Fiera dei vini dedicata ai pregiati prodotti del territorio. E, allora, in alto i calici. Che abbia inizio la 53ma Fiera dei vini!

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In copertina, il tradizionale logo della Fiera dei vini; all’interno, vigneti nel territorio di Corno e due immagini della passata edizione.

Prosciutto di San Daniele, dal 1906 con Alberti una produzione di eccellenza

La Casa del Prosciutto-Alberti 1906 rappresenta una realtà che ha saputo portare avanti con successo il passaggio generazionale nella prosecuzione dell’impresa familiare grazie a scelte lungimiranti, apportando nuove idee senza dimenticare che le eccellenze proseguono solo rispettando l’esperienza, l’artigianalità e la passione familiare per continuare a ottenere un prodotto unico, che rappresenta uno dei principali veicoli di promozione del Friuli Venezia Giulia in Italia e all’estero. È la sintesi del concetto espresso dall’assessore regionale alle Attività produttive e turismo in occasione della visita al prosciuttificio di San Daniele.


L’esponente dell’Esecutivo ha potuto apprezzare la lunga tradizione imprenditoriale della famiglia Alberti, avviata fin dal 1700. Luigi Alberti creò nel 1875, a Fagagna, l’attività di “commercio coloniali, cereali, spezie, salumi e vini” mentre il figlio Osvaldo nel 1906 trasferì l’azienda a San Daniele e ora la quinta generazione sta partecipando attivamente alle attività produttiva e commerciale. L’azienda ha una produzione annuale di circa 3.000 pezzi ed è insignita del riconoscimento di “attività storica del Friuli Venezia Giulia”. L’attenzione alla materia prima e alla qualità nei prodotti enogastronomici, la capacità di narrare la loro storia e le loro origini accostate alla ricchezza paesaggistica della nostra regione, secondo l’esponente della Giunta, contribuiscono ad accrescere l’attrattività del territorio. Sull’enogastronomia, in particolare, l’assessore ha evidenziato come essa rappresenti un driver fondamentale nella promozione del Friuli Venezia Giulia e su questo aspetto l’Amministrazione regionale ha investito importanti risorse per far conoscere le proprie eccellenze a livello nazionale e internazionale.

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In copertina e all’interno due sale per la produzione al prosciuttificio Alberti 1906.

A Villa Manin riecco “Bordewine” il Salone transfrontaliero del vino naturale con 70 cantine e almeno 300 etichette

Un appuntamento imperdibile, domenica 16 e lunedì 17 giugno, per tutti gli amanti del vino secondo natura: torna, nell’affascinante parco di Villa Manin di Passariano, Borderwine – il Salone transfrontaliero del vino naturale del Friuli Venezia Giulia. Un vero e proprio tour enologico e gastronomico, all’ombra degli alberi secolari del parco, per conoscere il meglio del vino naturale di Fvg e Nordest oltre, con circa 70 cantine, almeno 300 etichette in degustazione, e decine di produttori provenienti da Italia, Austria, Slovenia e ancora da più lontano.
Borderwine si riconferma anche quest’anno uno degli appuntamenti più attesi per scoprire l’affascinante mondo del vino naturale, grazie anche a una sempre più stretta collaborazione tra Borderwine e la Regione Fvg che, attraverso PromoTurismo e l’utilizzo del marchio Io sono Friuli Venezia Giulia, sostiene l’evento.
Quella di metà giugno è un’ottava edizione che mantiene la peculiarità d’essere “senza confini”, come testimoniato dal tema del 2024, che resta borderless (brez meja, ohne Grenzen), un valore da sempre molto caro agli ideatori del Salone del Vino naturale, che ben si collega a tutta la programmazione regionale per Go!2025 Capitale Europea della Cultura.


“Borderwine è per definizione un evento senza barriere, esattamente come il Friuli Venezia Giulia è una terra transfrontaliera che ha fatto dei propri confini un valore aggiunto per la cooperazione internazionale – spiegano i fondatori di Borderwine, Valentina Nadin e Fabrizio Mansutti – in vista di un anno così importante e irripetibile per due città, due regioni e due interi Paesi, siamo convinti che un bicchiere di vino prodotto rispettando natura e risorse possa diventare simbolo di unione e di condivisione, di confini che si aprono. Ancora di più in un momento storico così difficile e delicato, caratterizzato da conflitti e tensioni internazionali”.
Come da tradizione, durante Borderwine, non mancheranno le degustazioni. Domenica alle 18.30 ci si sposta dai cugini d’Oltralpe per “Languedoc e Roussillon: la nuova grande Francia”: frontiera tra Europa e Mediterraneo, crocevia tra Spagna e Italia, Languedoc e Roussillon, è una delle zone più fertili e dinamiche della Francia, con appellations storiche come Faugères e Banyuls e altre nuove ma promettenti come Terrasses-du-Larzac e Pic-Saint-Loup, animate da vignaiole e vignaioli giovani e di talento arrivati da ogni parte del mondo. Giorgio Fogliani, che a questo territorio ha dedicato il suo quinto lavoro per Possibilia Editore, guiderà alla sua scoperta attraverso sei vini, degustati alla cieca. Ogni partecipante riceverà una copia del libro, autografata dall’autore.
Per la prima volta, Borderwine introduce un appuntamento anche per i più piccoli: infatti, mentre i genitori saranno impegnati nella degustazione, ai giovani borderwiners dai 4 ai 12 anni verrà proposto il laboratorio artistico gratuito Bianco/Nero a cura di Eloisa Gozzi e Margherita Mattotti, attraverso il quale, con la tecnica della optical art, potranno dare vita ad una installazione collettiva fatta di acini d’uva di carta dall’aspetto tridimensionale.
Ma il programma di Borderwine non termina qui, sono previste infatti anche due conferenze, organizzate rispettivamente da Animaimpresa e da “Part – Energy”, dedicate a diversi aspetti della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale delle imprese, valori fondanti di Borderwine. Nato nel 2016, infatti, Borderwine è un’eccellenza nel panorama italiano dedicato al vino naturale. I criteri per poter partecipare come produttori al Salone rimangono gli stessi: scelta dei terreni, rispetto della loro biodiversità, esclusione di qualsiasi tipo di pesticidi, additivi o di manipolazione chimica o fisica. Produrre vino naturale per Borderwine significa guardare al futuro non solo dell’enologia, ma dell’agricoltura in genere, opponendosi alla logica che vuole una produzione continua e massiccia ad ogni costo.
Ovviamente, non può mancare la parte dedicata al cibo, con produttori agroalimentari e diversi ristoratori del territorio che esalteranno la cultura gastronomica del territorio con le loro proposte. Sono confermate le presenze di Go!Pasta progetto alimentare transfrontaliero e Mood di Trieste. Infine, Borderwine avrà un suo spazio dove proporrà le eccellenze del territorio come il prosciutto di San Daniele in collaborazione con l’osteria Ai Barnabiti di Udine.

Borderwine è organizzato con il patrocinio e il sostegno di Io sono Friuli Venezia Giulia, Villa Manin Erpac, Camera di Commercio Udine e Pordenone e grazie a Civibank gruppo Sparkasse, Interlaced, Prontoauto, Pratic House, Enofriuli, Tyre Resort, La Furlanina, Mise En Place, GetYourBill, GetYourCash, Demar caffè, EcoZona Iberia, Battaglia Danilo Assicurazioni, Lavanderia Adriatica, Music Team, Risparmio Netto, l’Alveare, Powers to Flowers, Vedetta 2 Mondialpol.
Media partner: Radio Onde Furlane
Orari: Domenica 16 giugno dalle 17.00 alle 23.00. Lunedì 17 giugno dalle 16.00 alle 22.30.
Biglietti acquistabili dal sito www.borderwine.eu in questo momento in promozione con l’Early Bird per i primi 100.

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In copertina e all’interno alcune immagini della passata edizione di Bordewine nel parco di Villa Manin a Passariano di Codroipo.

La Psa dei suini preoccupa sempre più: ora c’è il blocco sanitario in Fvg. Clementin a Zannier: “Incontriamoci!”

Una forte preoccupazione sull’avanzare della Psa dei suini è presente tra gli allevatori friulani. Così, Franco Clementin, presidente della Cia Fvg – Agricoltori Italiani, ha preso carta e penna e ha scritto all’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, formulando la richiesta di un incontro urgente “al fine di affrontare la problematica nel suo complesso e anche adottare gli strumenti collaborativi ritenuti più idonei per contenere il rischio di diffusione del contagio”.

È di questi giorni la notizia che a Zinasco, paese nella provincia lombarda di Pavia, è stato segnalato un focolaio di Psa all’interno di un allevamento di suini segnalando, ancora una volta, come l’infezione contro la quale non c’è difesa, sia già passata dalla popolazione selvatica dei cinghiali a quella allevata dei suini. Oltre al sequestro dell’azienda in questione, nella zona entro 10 km dagli allevamenti in cui sono state riscontrate positività alla Psa, sono state vietate tutte le movimentazioni di suini, sia in ingresso che in uscita.
Anche la Direzione centrale salute del Friuli Venezia Giulia, con nota urgente, a partire da ieri 31 agosto ha imposto il blocco sanitario su tutte le movimentazioni di suini, che potranno essere riattivate solo previo esito favorevole di un controllo ufficiale eseguito dalle Aziende sanitarie. A titolo cautelativo, al fine di preservare lo stato sanitario, le movimentazioni dei suini provenienti da Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Liguria dovranno essere notificate dagli operatori al Servizio Veterinario delle Aziende Sanitarie almeno 48 ore prima dell’arrivo in stabilimento. Inoltre, prosegue la nota, tutte le partite di suini inviate verso la regione Friuli Venezi Giulia dovranno essere accompagnate da attestazione di avvenuto controllo sanitario, ai fini del rilievo di sintomatologia riferibile a PSA, eseguito nelle 48 ore precedenti il carico.
Ecco, dunque, la richiesta di Clementin, “vista la rilevanza che il comparto suinicolo riveste per la Regione Fvg”, con 150 allevamenti coinvolti nella sola filiera del prosciutto di San Daniele per un valore alla produzione della Dop che supera i 300 milioni di euro.

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In copertina, il presidente di Cia Fvg – Agricoltori Italiani Franco Clementin.

CrediFriuli e Prosciutto di San Daniele insieme per il pegno rotativo sui Dop

Accordo tra CrediFriuli e Prosciutto di San Daniele. È stata siglata, infatti, una specifica Convenzione tra la Bcc e il Consorzio di tutela per il “pegno rotativo sui prosciutti Dop”. Lo prevede una legge del 1985, più volte aggiornata e, recentemente, semplificata nelle sue procedure. L’accordo consentirà, ai 31 prosciuttifici aderenti al Consorzio, di costituire in pegno le cosce di prosciutto presenti in magazzino a garanzia dei finanziamenti concessi da CrediFriuli. Proprio il Consorzio svolgerà l’attività di coordinamento delle procedure necessarie alla costituzione, gestione ed estinzione del pegno rotativo. All’atto della firma, avvenuta a San Daniele, erano presenti il presidente di CrediFriuli, Luciano Sartoretti, e il direttore del Consorzio, Mario Emilio Cichetti.
«Questa Convenzione rappresenta un modo per ampliare l’accesso al credito da parte dei prosciuttifici – spiega Sartoretti – che ora possono portare in garanzia i prodotti conservati nei magazzini, in aggiunta o in alternativa ad altre forme di garanzia. Siamo convinti che pure questo servizio sia in linea con la nostra politica dell’erogazione di credito sostenibile, vicino, anzi, vicinissimo alle piccole e medie imprese che fanno la vivacità e la ricchezza del nostro territorio».
«CrediFriuli si aggiunge agli Istituti di credito che supportano, da oltre trent’anni, il comparto del San Daniele Dop grazie al pegno rotativo per i prodotti a Denominazione di origine tutelata – aggiunge Cichetti –. La stipula di questa nuova Convenzione permetterà di estendere ulteriormente l’applicazione dello strumento per finanziare le aziende consorziate».
Le cosce suine marchiate, vendute nel 2021, sono state 2,8 milioni generando un fatturato totale di 350 milioni di euro, che registra un aumento del 14 per cento rispetto al 2020.

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In copertina, la firma della convenzione tra Cichetti e Sartoretti.

“Dop economy”, il Fvg è leader in Italia: vale 1 miliardo e 162 milioni di euro

«Il Friuli Venezia Giulia è la regione italiana in cui le produzioni dell’agroalimentare Dop e Igp hanno registrato la crescita maggiore nel 2021. L’incremento del 63 per cento, rispetto all’anno precedente, nel valore generato dalle produzioni a marchio tipico rispetto al totale della produzione agroalimentare pone la nostra regione al primo posto in Italia per il tasso di aumento che si è registrato nell’anno post-pandemia rispetto al 2020». A renderlo noto è stato, a Roma, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier proprio in occasione della presentazione del ventesimo Rapporto Ismea-Qualivita sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole certificate Dop Igp Stg, che descrive i dati del settore dei prodotti registrati a origine protetta e tipici e analizza i consumi delle stesse tipologie di prodotti nel mercato italiano nel 2021, con un focus anche sull’andamento e l’evoluzione nel corso del 2022.
«Il dato di crescita record, il 63 per cento nell’ultimo anno quando la media nazionale è del 21 per cento – ha sottolineato l’assessore – rappresenta un risultato molto importante per il comparto agroalimentare del Friuli Venezia Giulia. In numeri e i dati che pongono la regione in vetta alla classifica del Rapporto Ismea-Qualivita 2022 testimoniano anche la capacità del settore e delle sue imprese a reagire con le strategie giuste nonostante le diverse difficoltà che non sono mancate nella congiuntura internazionale». L’analisi territoriale del Rapporto Ismea-Qualivita 2022 ha un nuovo indicatore “Peso Dop Igp” che, per ogni regione, esprime l’incidenza del comparto sul totale del settore agroalimentare regionale.
In Friuli Venezia Giulia il peso della “Dop economy” equivale a un valore pari a un miliardo e 162 milioni di euro. Il settore delle produzioni a marchio tipico comprende 26 prodotti (oltre a molti vini, tra le produzioni certificate più “blasonate” e conosciute vi sono Prosciutto di San Daniele, formaggio Montasio, olio Tergeste, la Pitina, la Brovada, il Prosciutto di Sauris) e occupa circa 3.650 addetti. Sul valore complessivo la parte del leone è rappresentata dai vini: 803 milioni di valore economico, quasi tremila occupati e una crescita di oltre il 35 per cento nel 2021 rispetto al 2020. Nel segmento del cibo l’incremento è stato di circa il 7 per cento e il valore nella “bilancia” complessiva delle produzioni a marchio registrato è di 359 milioni di euro. Nelle filiere, quella vitivinicola rappresenta il 69% del totale, mentre quella dei prodotti a base di carne il 29%.
«I risultati che emergono dal Rapporto – ha concluso l’assessore Zannier, a margine della presentazione dei dati alla quale era presente anche il neoministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida – mostrano che la strada intrapresa dalle imprese del settore e dalle politiche regionali degli ultimi anni in difesa e per la valorizzazione delle produzioni certificate va perseguita con ancora maggiore determinazione. Nella convinzione che non serve competere sulla quantità ma bisogna saper investire sulla qualità e sulle tipicità».

Dop e Igp, il Friuli Venezia Giulia è leader in Italia nella crescita post-pandemica

«Il Friuli Venezia Giulia è la regione italiana in cui le produzioni dell’agroalimentare Dop e Igp hanno registrato la crescita maggiore nel 2021. L’incremento del 63 per cento, rispetto all’anno precedente, nel valore generato dalle produzioni a marchio tipico rispetto al totale della produzione agroalimentare pone la nostra regione al primo posto in Italia per il tasso di aumento che si è registrato nell’anno post-pandemia rispetto al 2020». A renderlo noto è stato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenuto a Roma proprio in occasione della presentazione del ventesimo Rapporto Ismea-Qualivita sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole certificate Dop Igp Stg, che descrive i dati del settore dei prodotti registrati a origine protetta e tipici e analizza i consumi delle stesse tipologie di prodotti nel mercato italiano nel 2021, con un focus anche sull’andamento e l’evoluzione nel corso del 2022.

Grandi protagonisti anche il prosciutto…


«Il dato di crescita record, il 63 per cento nell’ultimo anno quando la media nazionale è del 21 per cento – ha sottolineato l’assessore – rappresenta un risultato molto importante per il comparto agroalimentare del Friuli Venezia Giulia. I numeri e i dati che pongono la regione in vetta alla classifica del Rapporto Ismea-Qualivita 2022 testimoniano anche la capacità del settore e delle sue imprese a reagire con le strategie giuste nonostante le diverse difficoltà che non sono mancate nella congiuntura internazionale”. L’analisi territoriale del Rapporto Ismea-Qualivita 2022 ha un nuovo indicatore “Peso Dop Igp” che, per ogni regione, esprime l’incidenza del comparto sul totale del settore agroalimentare regionale».
In Friuli Venezia Giulia il peso della “Dop economy” equivale a un valore pari a un miliardo e 162 milioni di euro. Il settore delle produzioni a marchio tipico comprende 26 prodotti (oltre a molti vini, tra le produzioni certificate più “blasonate” e conosciute vi sono Prosciutto di San Daniele, formaggio Montasio, olio Tergeste, la Pitina, la Brovada, il Prosciutto di Sauris) e occupa circa 3.650 addetti. Sul valore complessivo la parte del leone è rappresentata dai vini: 803 milioni di valore economico, quasi tremila occupati e una crescita di oltre il 35 per cento nel 2021 rispetto al 2020. Nel segmento del cibo l’incremento è stato di circa il 7 per cento e il valore nella “bilancia” complessiva delle produzioni a marchio registrato è di 359 milioni di euro. Nelle filiere, quella vitivinicola rappresenta il 69% del totale, mentre quella dei prodotti a base di carne il 29%.
«I risultati che emergono dal Rapporto – ha concluso l’assessore Zannier, a margine della presentazione dei dati alla quale era presente anche il neoministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida – mostrano che la strada intrapresa dalle imprese del settore e dalle politiche regionali degli ultimi anni in difesa e per la valorizzazione delle produzioni certificate va perseguita con ancora maggiore determinazione. Nella convinzione che non serve competere sulla quantità, ma bisogna saper investire sulla qualità e sulle tipicità».

… e il formaggio di qualità.

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In copertina, i grandi vini Fvg sono l’elemento di traino nel “paniere” Dop e Igt.