La Cantina di Ramuscello e San Vito conferma un buon bilancio. Trevisan: dal 2000 il trend dei conferimenti è sempre superiore ai 100 mila quintali di uva

L’annata 2024 ha confermato la crescita, in positivo, della Cantina Produttori Ramuscello e San Vito. Il bilancio (chiuso a luglio) approvato all’unanimità dall’assemblea dei soci riunitasi nella sala parrocchiale di Ramuscello, infatti, segna un utile di 21 mila euro (+23%) per un fatturato di oltre 13 milioni.
«Prosegue il trend positivo della cooperativa che, da ormai cinque anni, anche con andamenti difficili dal punto di vista meteorologico e produttivo, vede un conferimento delle uve sempre al di sopra dei 100 mila quintali per ogni singola vendemmia – dice il presidente della Cantina, Gianluca Trevisan -. Ciò è di grande aiuto per una gestione economica equilibrata, sempre in grado di remunerare adeguatamente il lavoro dei 171 soci in vigna e di sostenere i numerosi investimenti che abbiamo fatto in questi anni». Più precisamente, dagli 881 ettari di vigneto gestiti, sono stati raccolti e conferiti oltre 122 mila quintali di uva.
«L’impegno di Ramuscello verso la qualità del vino – aggiunge il direttore, Rodolfo Rizzi – resta sempre alto. Così, anche per questa annata, sono state confermate le certificazioni di “vino vegano”, del “vino a residuo minimo”, la Sqnpi, la “cantina biologica” e la Iso 9001-2015. A queste, nell’anno in corso, si è aggiunto il nostro ingresso nel progetto regionale di “Io sono Friuli Venezia Giulia”».
La Cantina è anche molto attiva nel campo della ricerca e dell’innovazione attraverso la collaborazione con l’Università di Udine (per il monitoraggio, nei vigneti, della Flavescenza dorata e della presenza degli insetti utili, ad esempio) e attraverso l’implementazione progettuale pluriennale della “viticoltura di precisione”. In questo ambito rientra anche il progetto “Vino Terre” (giunto alla seconda edizione) che prevede, per la prima volta in Italia, l’affinamento di 555 bottiglie di Refosco dal peduncolo rosso in una fossa, profonda alcuni metri, a contatto con le acque di risorgiva del Tagliamento. Le bottiglie così caratterizzate, sono state impreziosite dalle etichette elaborate dai ragazzi del Liceo artistico “Galvani” di Cordenons e, parte del ricavato delle vendite, è stato devoluto alla Comunità di Sant’Egidio sostenendo i Corridoi Umanitari finalizzati a dare dignità a chi arriva nel nostro Paese in cerca di nuove opportunità.
Fondata nel 1959, la Cantina di Ramuscello è la seconda realtà enologica cooperativa più importante della regione, commercializza come sfuso il 97% del vino prodotto (Prosecco, Pinot grigio e Ribolla gialla, le varietà maggiorente coltivate e più remunerate) e occupa una dozzina di persone.

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In copertina, il presidente Gianluca Trevisan durante l’assemblea dei soci della Cantina.

Un periodo di ferie anche per la Cantina di Ramuscello prima della vendemmia: ecco le sue chiusure nel mese di agosto

(g.l.) È arrivato agosto, peraltro con un pessimo inizio dal punto di vista meteorologico che fa il paio con il brutto ricordo che ci ha lasciato luglio. Tuttavia, questo resta il mese delle vacanze per eccellenza: le avevano inventate già gli antichi Romani quando, nel 18 a.C, l’imperatore Ottaviano Augusto istituì quelle che sono passate alla Storia come “Feriae Augusti” – il nostro Ferragosto -, vale a dire “il riposo di Augusto” che concedeva un periodo di relax dopo i lavori primaverili ed estivi in campagna e prima della vendemmia. Un riposo al quale non si sottrae neppure la Cantina Produttori Ramuscello e San Vito – guidata dal presidente Gianluca Trevisan e diretta dall’enologo Rodolfo Rizzi – che ha appena comunicato le sue prossime chiusure. Eccole: Uffici da sabato 9 agosto a domenica 17 agosto compreso; Produzione da sabato 9 agosto a domenica 17 agosto compreso; Punto vendita da lunedì 11 agosto a domenica 17 agosto compreso. Uno stop che si concentra, dunque, nella parte centrale del mese, quella che ruota appunto intorno ai giorni ferragostani. Un periodo di ferie indispensabile per ricaricare le “batterie” in vista proprio della vendemmia che, almeno per quanto riguarda la raccolta delle uve destinate alla produzione di spumanti, comincerà fra poche settimane.

Rizzi e Trevisan per Sant’Egidio a Roma.


Ricordiamo che la cooperativa ramuscellese, con oltre sessant’anni di storia sempre in crescita, raccoglie e trasforma annualmente oltre 100 mila quintali di uva. Il 90 per cento è rappresentate da varietà bianche ed oggi è, per dimensione, la terza Cantina del Friuli Venezia Giulia. Al momento del ricevimento dei grappoli, soprattutto da settembre, vengono effettuati accertamenti sul loro stato sanitario, sul contenuto di zuccheri e sull’acidità per stabilirne i principali parametri qualitativi. Ma il suo staff di tecnici molto preparati esegue tutti i controlli necessari per monitorare ogni stadio della produzione, a cominciare dalla vigna per continuare nello stabilimento enologico con la lavorazione dei mosti e dei vini. Da qualche anno, la Cantina Produttori Ramuscello e San Vito si può fregiare della certificazione Sqnpi, come dire il Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata che tutela la sostenibilità del lavoro nel vigneto grazie al minor impatto ambientale nella difesa della vite dagli attacchi fungini e parassitari che sono sempre in agguato, specialmente in annate piovose come questa.
In questi ultimi anni la cooperativa vitivinicola si è distinta anche per brillanti iniziative, tra le quali eccellono quella dell’originale progetto Vino Terre, legato anche a una importante finalità umanitaria a favore della Comunità di Sant’Egidio, e quella della innovativa produzione del “vino vegano” che consente di stare al passo con i tempi e con le mutate abitudini alimentari dei consumatori. Senza dimenticare, poi, l’entrata in funzione, un paio di anni fa, di un modernissimo impianto di depurazione delle acque utilizzate in cantina per il loro reimpiego, sotto lo “sguardo” attento della Pimpa di Altan che campeggia su una fiancata della importante struttura.

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In copertina, il complesso degli edifici della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito.

Vino Terre, la Cantina di Ramuscello porta a Roma il suo aiuto ai “corridoi umanitari” della Comunità di Sant’Egidio

Un gesto concreto di solidarietà è stato compiuto dalla Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, che ha donato 5 mila euro alla Comunità di Sant’Egidio per sostenere i “corridoi umanitari”. La somma è stata consegnata a Roma dal presidente della Cantina, Gianluca Trevisan, e dal direttore Rodolfo Rizzi, alla presenza dell’amministratore delegato della Comunità, Stefano Carmenati, della responsabile degli stessi “corridoi umanitari” Cecilia Pani e di Rinaldo Piazzoni.


«Questo contributo – hanno spiegato Trevisan e Rizzi – proviene dal ricavato della vendita di 500 bottiglie del progetto Vino Terre. Un’iniziativa unica in Italia, che prevede l’affinamento per 12 mesi delle bottiglie dell’autoctono Refosco dal peduncolo rosso Doc Friuli direttamente nel terreno dello stesso vigneto di produzione. Successivamente, con la preziosa collaborazione degli insegnanti e degli studenti del Liceo Artistico “Galvani” di Cordenons, si è provveduto al confezionamento e alla vendita al pubblico, che ha riscosso un grande successo. Coinvolgere i soci della Cantina cooperativa e i consumatori in un gesto solidale finalizzato al rafforzamento dei “corridoi umanitari” ha dato un significato ancora più profondo a tutto il progetto, che proseguirà anche nei prossimi anni».
Carmenati e Pani hanno espresso profonda gratitudine alla Cantina, sottolineando l’importanza e i risultati concreti del lavoro della Comunità di Sant’Egidio. «In dieci anni di attività – ha ricordato Pani – oltre 10 mila persone sono arrivate in Italia in modo sicuro e legale, attraverso percorsi che garantiscono l’integrazione. Si tratta di rifugiati che, pur provenendo da situazioni umanamente difficili, in un paio d’anni si inseriscono perfettamente nella nostra società, portando nei territori nuove energie, competenze e vitalità. Ogni giorno riceviamo tra le 500 e le 1.000 richieste di intervento. L’apprezzamento per il progetto è tale che oggi viene replicato anche in altri Paesi europei. Stiamo inoltre lavorando per attivare nuovi corridoi di tipo lavorativo».
A rappresentare l’Amministrazione comunale di Sesto al Reghena era presente anche il consigliere con delega al Turismo, Riccardo Pasqualis, che ha portato i saluti ufficiali del Comune-Città del vino e ha donato alla Comunità di Sant’Egidio una pregevole pubblicazione sull’antica Abbazia benedettina di Sesto.

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In copertina e all’interno la cerimonia di consegna alla Comunità di Sant’Egidio presenti Gianluca Trevisan e Rodolfo Rizzi; qui sopra, alcune delle bottiglie di Refosco del progetto Vino Terre appena prelevate dal sottosuolo a Ramuscello.