I sapori tipici del Friuli Venezia Giulia protagonisti con 17 Pro Loco a Go!2025: gli stand saranno aperti anche oggi

Go!2025 ha accolto ieri, nella sua giornata inaugurale, anche il mondo delle Pro Loco Fvg. Presenti infatti, su invito del Comune di Gorizia, 17 Pro Loco del territorio che negli stand in centro (tra piazza Vittoria e i Giardini pubblici) hanno proposto al pubblico sapori tipici del Friuli Venezia Giulia (l’iniziativa proseguirà anche oggi, 9 febbraio). Un’accoglienza che segue il grande omaggio compiuto dall’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia che ha voluto dedicare alla Capitale europea della Cultura la sua tessera socio 2025, in fase di distribuzione a oltre 600 mila volontari in tutta la Penisola.

«Tessere – ha affermato il presidente nazionale Unpli, Antonino La Spina, presente alla giornata inaugurale goriziana – che simboleggiano l’impegno del nostro mondo Pro Loco nel sostenere una città che dopo la divisione del confine a metà del Novecento vive oggi una nuova unione a livello europeo. Viva Nova Gorica e Gorizia capitali della cultura condivisa e viva anche il Friuli Venezia Giulia, territorio che si distingue per il forte spirito di comunità e senso di appartenenza. Qui le nostre associazioni lavorano ogni giorno al fianco dei Comuni e delle istituzioni regionali per rafforzare l’attrattività, l’identità e le connessioni tra le realtà locali, creando non solo nuove opportunità di crescita, ma soprattutto tutelando e valorizzando l’inestimabile patrimonio immateriale culturale di un territorio che ha dato tanto alla storia del nostro Paese. A Gorizia il confine ha segnato la città anche nel suo patrimonio immateriale culturale e proprio qui abbiamo dato notizia per la prima volta che la nostra rivista nazionale, Arcobaleno, tratterà questo tema nel prossimo numero con uno speciale dedicato alla città e al Friuli Venezia Giulia».
La Spina ha incontrato il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, assieme al presidente del Comitato regionale Pro Loco, Pietro De Marchi. La visita ha fornito anche l’occasione per salutare i volontari delle Pro Loco attive a Gorizia durante la cerimonia inaugurale: Pro Loco di Castelnovo del Friuli e Val d’Arzino-Anduins (che hanno condiviso uno stand), Maniago, Valle di Soffumbergo Alesso e Consorzio Nord-Est, Sauris Zahre, Forgaria nel Friuli, Torviscosa, Vermegliano, Udine Castello, Mersino, Turriaco, Sutrio, Precenicco, Ronchi del Legionari e i padroni di casa di Gorizia con il presidente goriziano Giorgio Lorenzoni.
«Siamo lieti – ha sottolineato De Marchi – che le tipicità del Friuli Venezia Giulia abbiano potuto dare il loro contributo all’avvio della Capitale europea della cultura. Grazie ancora al sindaco Ziberna e all’assessore Patrizia Artico per l’invito che ci hanno davvero onorati e ai presidenti delle nostre Pro Loco, con i loro volontari, che hanno partecipato con grande entusiasmo. La cerimonia inaugurale è stata una grande emozione, che porteremo nel cuore: Gorizia e Nova Gorica non sono mai state così vicine, sarà un anno davvero tutto da vivere e in cui torneremo in città per altri appuntamenti del mondo Pro Loco».
Gli stand delle Pro Loco sono stati toccati anche dall’itinerario di “Da stazione a stazione”, il grande corteo inaugurale che ha rappresentato l’avvio del programma della Capitale europea della cultura partendo dalla stazione ferroviaria di Gorizia in Italia e arrivando alla Transalpina di Nova Gorica in Slovenia, dove c’è stata la cerimonia ufficiale con i Capi di Stato d’Italia e Slovenia, Sergio Mattarella e Nataša Pirc Musar, per poi proseguire nel centro di Nova Gorica e al piazzale della Casarossa a Gorizia.

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In copertina, i presidenti Antonino La Spina e Pietro De Marchi con i volontari di uno stand; all’interno, in tre momenti della giornata inaugurale di Go!2025.

Anche le Città del vino Fvg nell’assemblea del Contratto di fiume Judrio

(g.l.) Non solo Comuni e Pro Loco. Le Città del vino del Friuli Venezia Giulia – protagoniste della recente manifestazione di Mariano – sono entrate anche nell’assemblea del Contratto di fiume Judrio, uno strumento volontario di programmazione strategica e negoziata che persegue la tutela e la corretta gestione delle risorse idriche, nonché la valorizzazione dei territori fluviali unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo allo sviluppo della zona interessata.

Tiziano Venturini


Attualmente sono 17 i Comuni che fanno parte dell’associazione e si tratta, ovviamente, di quelli attraversati dal noto corso d’acqua, ma anche dal Versa suo principale tributario. Si tratta di Drenchia, Grimacco, Stregna, Prepotto, Dolegna del Collio, Corno di Rosazzo, San Giovanni al Natisone, Cormons, Chiopris Viscone, Medea e Romans d’Isonzo, oltre a San Floriano del Collio, Capriva del Friuli, Mossa, Moraro, Mariano e San Lorenzo Isontino.
Alla riunione, tenutasi l’altro giorno a San Lorenzo Isontino, a Casa Lis Neris, erano rappresentati i Comuni di Cormons, Dolegna, Capriva, Corno, San Giovanni, Medea, Romans, Moraro, San Lorenzo, Mossa e Prepotto. Proprio l’avvocato Mariaclara Forti, sindaco di quest’ultimo Comune, noto per la famosa sottozona dello Schioppettino, ha sottolineato l’importannza che pure le Città del vino siano rappresentate all’interno di questo importante organismo del Friuli orientale, se non altro per il fatto che la maggioranza di questi territori sono molto vocati alla produzione vitivinicola e la loro quasi totalità fa parte dell’associazione nazionale delle Città che in Friuli Venezia Giulia è coordinata da Tiziano Venturini. A rappresentare le Cdv Fvg all’interno dell’assemblea sarà il vicecoordinatore Maurizio D’Osualdo che è anche vicesindaco di Corno di Rosazzo, appunto uno dei Comuni aderenti.

I sindaci intervenuti all’assemblea.

 

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In copertina, suggestiva immagine di un tratto del corso del fiume Judrio.

La Cantina di Ramuscello oggi festeggia Sesto al Reghena “Città del vino”

(g.l.) La Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito si appresta a festeggiare un nuovo importante traguardo. Infatti, dopo la recente, bellissima celebrazione per i sessant’anni della cooperativa, per stamane ha indetto un incontro dedicato all’inserimento anche del Comune di Sesto al Reghena (Ramuscello è una sua frazione) nella grande “famiglia” nazionale delle Città del Vino, che oggi in Friuli Venezia Giulia conta la bellezza di trenta civiche amministrazioni e di cinque Pro Loco. E la Cantina, diretta dall’enologo Rodolfo Rizzi e presieduta da Gianluca Trevisan, è stata una degli artefici più convinti per il raggiungimento di questo importante obiettivo. Pertanto, alle 11, obiettivo sulla posa dell’indicazione “Città del Vino” in prossimità del cartello della frazione; seguirà un momento conviviale.
Come si ricorderà, in gennaio, la Cantina di Ramuscello e San Vito – sulla quale l’anno scorso si erano accesi i riflettori per la produzione dell’innovativo “vino vegano” -, il Comune di Sesto al Reghena e la Confraternita della Vite e del Vino del Veneto Orientale e del Friuli Venezia Giulia avevano indetto grande festa per queste tre realtà cittadine – produttiva, istituzionale e culturale – per l’ingresso della storica comunità castellana appunto nel circuito delle Città del Vino Fvg. Nell’occasione, si era tenuta anche l’assemblea regionale del Coordinamento Cdv, guidato a Tiziano Venturini.

La Cantina di Ramuscello e San Vito.


Dicevamo, dunque, dei 60 anni della cooperativa ramuscellese. Un traguardo che era stato festeggiato, poco più di un mese fa, con un grande evento che ha visto svilupparsi anche un interessante dibattito sul tema “La cooperazione vitivinicola tra tradizione e riorganizzazione manageriale”. Nel contempo, il direttore Rizzi aveva illustrato le bottiglie celebrative della 60ma vendemmia, dedicate al Pinot grigio e al Refosco dal peduncolo rosso, mentre la vicepresidente Laura Bertolin aveva ripercorso la prestigiosa storia dell’azienda e della sua crescita quantitativa e soprattutto qualitativa. Era emerso, tra l’altro, che nell’anno in corso il bilancio della Cantina supererà i 13 milioni di euro di fatturato (3,5 milioni in più rispetto all’esercizio precedente) e i 100 mila quintali di uve raccolte, dai 750 ettari vitati appartenenti ai 158 vignaioli soci, che fanno riferimento alla cooperativa da ben 21 Comuni di tre diverse province, Pordenone, Udine e Treviso. Era stato pure messo in evidenza il progetto di un continuo miglioramento qualitativo dei vini in produzione: nel 2020 ha infatti preso avvio l’esperienza del Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (Sqnpi), uno schema di certificazione che ha come obiettivo quello di valorizzare le produzioni agricole vegetali ottenute in conformità ai disciplinari regionali di produzione integrata, riconosciuto a livello comunitario) coinvolgendo 466 ettari vitati di 34 soci. Quest’anno, i soci interessati sono raddoppiati (66) e gli ettari coinvolti sono saliti a 630.
Nel 2021, come dicevamo, per la prima volta in Friuli Venezia Giulia, grazie al protocollo di Ceviq (Certificazione Vini e prodotti Italiani di Qualità), sono stati certificati 5.400 ettolitri di “vino vegano”, notizia che ha suscitato molto interesse in regione e a livello nazionale. È di pochi giorni fa, infine, l’annuncio della certificazione biologica per la Cantina. «La qualità e la sostenibilità non sono solo delle parole ma, per noi, significano agire concretamente – aveva commentato il presidente Trevisan -. Siamo vicini anche al raggiungimento della certificazione Iso 9001 e Ambientale e a quella Zero Residui».

I Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono 30: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca D’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 5 Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo e Manzano.

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In copertina, la festa per i 60 anni col presidente Trevisan e il direttore Rizzi.

 

Filari di Bolle, 80 spumanti Fvg in gara per la settima rassegna di Casarsa

Sono 80 i vini provenienti da tutta la regione che partecipano alla settima edizione di Filari di Bolle, la Selezione degli Spumanti del Friuli Venezia Giulia organizzata da Pro Loco, Città di Casarsa della Delizia e Associazione Italiana Sommelier del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Consorzio delle Doc-Fvg. Ieri, nella sala consiliare del palazzo municipale Burovich de Zmajevich, la giuria si è riunita per degustarli in forma anonima.
Infatti, la Selezione punta a decretare le migliori “bollicine” Fvg con l’obiettivo di valorizzare la qualità e l’eleganza di prodotti che suscitano sempre maggiore interesse sui mercati nazionali ed esteri, dove la richiesta di spumanti Made in Fvg continua ad aumentare. I vini partecipanti sono stati suddivisi nelle 4 categorie Metodo Charmat Prosecco Doc, Metodo Charmat Spumante Monovarietale, Metodo Charmat Cuvée e Metodo Classico. Ai vincitori saranno consegnati premi consistenti in un attestato accompagnato da una fotografia artistica del grande maestro casarsese Elio Ciol. Previsti anche altri riconoscimenti per particolari produzioni, a partire dalla novità di questi mesi nel panorama vinicolo, ovvero il Prosecco Doc Rosè.

«Per noi è un orgoglio essere riusciti, come lo scorso anno, a proporre la Selezione nonostante la pandemia – ha affermato il sindaco Lavinia Clarotto, portando il saluto di tutti gli organizzatori -. Il vino spumante è un’eccellenza di Casarsa della Delizia e da questo siamo partiti per dare visibilità a tutto il comparto regionale e alla sua filiera. Le nostre bollicine sono sempre più apprezzate e per noi questo è un modo di promuovere tutto il Vigneto Friuli Venezia Giulia. Il vino è uno degli elementi della ripartenza, per ritrovare presto dei momenti di gioia nel rispetto delle regole e con responsabilità: c’è un nuovo mondo che ci aspetta».
La giuria era composto da alcuni tra i massimi esperti regionali tra sommelier, enologi e giornalisti enogastronomici: Pier Dal Mas, Rodolfo Rizzi, Gianni Ottogalli, Stefano Cosma, Vladimiro Tulisso e Stelio Smotlak. «Siamo soddisfatti dei vini assaggiati – ha commentato Pier Dal Mas, referente per la provincia di Pordenone dell’Ais, Associazione italiana sommelier -: edizione dopo edizione, c’è un innalzamento qualitativo. Gli spumanti del Friuli Venezia Giulia piacciono perché portano allegria e convivialità del bere senza rinunciare alla qualità, sono versatili sia per palati giovani che per quelli più maturi. Il Prosecco Doc Rosè? Interessante, elegante e pulito: farà strada».

La Pro Casarsa della Delizia, guidata dal presidente Antonio Tesolin, ha voluto donare a tutti i giurati delle pubblicazioni su storia e territorio di Casarsa. I vincitori saranno proclamati il 5 agosto, in una cerimonia su invito nel palazzo municipale. Gli spumanti selezionati saranno poi grandi protagonisti in occasione della tappa casarsese di Calici di Stelle delle Città del Vino, il 10 agosto con il concerto Note sotto le stelle nell’Arena estiva dell’Antico Frutteto di Palazzo Burovich de Zmajevich. Il tutto all’interno del programma della Sagra del Vino, che quest’anno in via eccezionale è organizzata in versione estiva.

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In copertina e all’interno alcune immagini della seduta della giuria.

Enoturismo, il Fvg con le sue Città del vino è d’esempio in Italia

L’enoturismo guarda al Friuli Venezia Giulia: per le Città del Vino ad agosto un evento su 5 è nella nostra regione. Nell’estate 2020, ricca di sfide per il comparto a causa dell’emergenza Coronavirus, la regione più a Nordest d’Italia si evidenzia come una delle più attive a livello nazionale con le sue proposte rivolte a visitatori che vogliano unire scoperta del territorio alla degustazione di grandi vini. Lampante il dato che arriva dall’Associazione nazionale Città del Vino, che sta organizzando la sua manifestazione principe, “Calici di Stelle”, nei giorni attorno alla notte di San Lorenzo: a fronte del fatto di essere una regione piccola sia a livello demografico che di superficie, il coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia è riuscito a organizzare eventi in un numero di Comuni che rappresenta quasi il 20% di tutta la quota nazionale. Solo “colossi” come Toscana, Piemonte e Veneto (che stanno inviando ancora le loro adesioni in vista della prossima settimana) possono esprimere numeri di tale portata al momento. Merito della sinergia sul territorio tra enti comunali, volontari delle Pro Loco e cantine, unite al sostegno della Regione Autonoma Fvg (attraverso Promoturismo Fvg e Strada del Vino e Sapori del Friuli Venezia Giulia) e di BancaTer.

L’intervento di Tiziano Venturini alla recente presentazione di Orsaria.

“Si tratta di un’estate atipica in cui tutte le regioni devono affrontare delle difficoltà per organizzare eventi – ha commentato Tiziano Venturini, coordinatore regionale Città del Vino Friuli Venezia Giulia -: proprio per questo assume ancora più rilevanza quanto siamo riusciti a fare in poco tempo, allestendo un cartellone di tutto rispetto con 15 Città del Vino regionali. Fino al 13 agosto avremo modo stare di nuovo insieme, rispettando le misure di sicurezza e brindando con un buon calice dei nostri territorio, assaggiando specialità locali e godendo di spettacoli che spaziano dalla musica al teatro e all’osservazione delle stelle cadenti”.

Alle sfide dettate dal Coronavirus si è unito anche l’annunciato maltempo, che, purtroppo, ha portato all’annullamento dell’evento inaugurale di Prepotto-Dolegna di oggi 2 agosto. Ma tutti gli altri appuntamenti sono confermatissimi e per partecipare occorrerà prenotarsi ai riferimenti riportati nel nuovo sito www.cittadelvinofvg.it. Ecco pertanto l’elenco: 6 agosto Casarsa della Delizia Antico frutteto Palazzo Burovich De Zmajevich; 7 agosto Sequals Corte Morea, Duino Aurisina infopoint Promoturismo Fvg-Sistiana, Capriva del Friuli Piazza Vittoria; Aquileia, Piazza Capitolo e Piazza Patriarcato; 8 agosto Buttrio Villa di Toppo Florio, Capriva del Friuli Piazza Vittoria; Aquileia Piazza Capitolo e Piazza Patriarcato; 9 agosto Aquileia nelle cantine aderenti, Corno di Rosazzo Villa Nachini Cabassi; 10 agosto Bertiolo piazza della Seta, Gradisca d’Isonzo piazza Unità, Casarsa della Delizia Antico frutteto Palazzo Burovich De Zmajevich; 13 agosto Latisana Piazza Indipendenza e Parco Gaspari, Trivignano Udinese La Corte dei Vizi, Camino al Tagliamento Casa Liani, Cormòns, Piazza XXIV Maggio.

“E quindi uscimmo a riveder le stelle” è il tema nazionale dell’edizione, che vede la collaborazione tra Associazione nazionale Città del Vino e Movimento Turismo del Vino e il patrocinio dell’Agenzia nazionale turismo. La citazione della Divina Commedia invita alla ripartenza dopo la fase più acuta dell’emergenza Covid-19, con l’auspicio che nella notte di San Lorenzo, la notte appunto delle stelle cadenti, e in quelle prima e dopo di essa siano tanti gli enoturisti a brindare ad una nuova normalità.

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In copertina, la passata edizione di “Calici di Stelle” a Clauiano.

Al via un progetto per vendere in rete i prodotti Fvg

Una piattaforma online e una rete di vendita dei prodotti del Friuli Venezia Giulia che si appoggi sui Comuni e sulle Pro Loco. È questo, in sintesi, il progetto a cui stanno lavorando congiuntamente gli assessori regionali alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, e alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, assieme al cluster AgrifoodFvg, a PromoturismoFvg, al sistema delle Pro Loco regionali e all’Anci Fvg.
“L’idea – ha spiegato Bini – è quella di favorire il più possibile l’acquisto di produzioni locali che in questo momento di emergenza, da un lato, godono di una crescita della domanda interna da parte dei consumatori, dall’altro, scontano dimensioni e strutture che non consentono loro di garantire al meglio la possibilità della vendita online o della consegna a domicilio”.


“Il lancio dell’iniziativa #iocomproFVG – ha aggiunto Zannier – ha avuto un forte richiamo tanto che ci stiamo scontrando con tentativi di imitazione se non addirittura di ‘scippo’ del marchio. Ma il progetto della Regione intende superare l’emergenza e favorire la creazione di una piattaforma regionale che attivi una vera e propria filiera commerciale, promozionale e distributiva dei prodotti agroalimentari locali”.
Una cabina di regia operativa, diretta dal Cluster AgrifoodFvg e supportata da PromoTurismoFvg, dall’Anci e dalle Pro Loco, sta già lavorando alla realizzazione di una vetrina web che aggreghi l’offerta a livello locale (a partire da quanto già realizzato da AgrifoodFvg con #iocomproFVG sul proprio sito) e alla possibilità, con l’appoggio di una piattaforma logistica alimentare e di un sistema di pagamenti online, di distribuire la merce in maniera capillare nei vari Comuni.
Parallelamente PromoTurismoFvg sta lavorando al rafforzamento della promozione dei prodotti locali nel circuito della grande distribuzione (supermercati) dove le abitudini di consumo, a seguito dell’emergenza Covid-19, si sono fortemente orientate sui marchi e sulle specialità a ‘chilometro zero’.

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In copertina e all’interno prosciutti, vini e formaggi: prodotti d’eccellenza del Made in Fvg.

Casarsa, oggi Roma premia la Sagra del Vino. E poi al lavoro!

La Sagra del Vino di Casarsa della Delizia, manifestazione di punta del Friuli Venezia Giulia in campo enogastronomico da oltre settant’anni, oggi a Roma sarà insignita del marchio nazionale “Sagra di qualità” assegnato dall’Unpli, l’Unione nazionale Pro Loco d’Italia. Il presidente della Pro Loco, organizzatrice della festa primaverile, Antonio Tesolin, riceverà il prestigioso riconoscimento nel corso dell’annunciata cerimonia che si terrà in Senato. Con la rassegna di Casarsa, saranno premiate anche la Fiera regionale dei vini di Buttrio, la  Mostra regionale degli asparagi di Tavagnacco e la Sagra di Villanova di San Daniele.

Antonio Tesolin tra il sindaco Lavinia Clarotto e il presidente della Cantina di Casarsa Flavio Bellomo.


“Un’attestazione – ha commentato Tesolin non appena ricevuta la notizia – che ci onora anche perché siamo la prima realtà dell’ambito della provincia di Pordenone a riceverla: pure a livello nazionale viene riconosciuto il grande lavoro, ricco di passione, dei nostri volontari e l’opera sinergica con amministrazione comunale, cantina La Delizia, aziende, enti e associazioni locali che ogni anno permette di richiamare a Casarsa migliaia di visitatori. Un grazie di cuore a tutti per questo traguardo comune raggiunto”.
Il marchio identifica le manifestazioni che promuovono prodotti tipici storicamente legati al territorio, rappresentative della storia e della tradizione e che puntano alla promozione e creazione di sinergie con le attività economiche locali. L’Unpli lo ha assegnato al termine di un rigoroso iter documentale e di rigorose verifiche sul campo svoltesi nella scorsa edizione della Sagra del Vino, visitata dai delegati nazionali.
“Attraverso la sapiente valorizzazione dei prodotti tipici le sagre rappresentano anche una importante porta d’ingresso per scoprire i territori. In un momento in cui questo fenomeno è in costante crescita, il marchio “Sagra di qualità” punta a identificare e certificare quegli eventi che hanno uno stretto legame con i territori e le produzioni locali”, ha sottolineato Antonino La Spina, presidente dell’Unione nazionale Pro Loco d’Italia.
“La ‘Sagra di qualità’ evidenzia l’attenzione dell’Unpli anche nel settore enogastronomico che per il tramite dei prodotti locali spesso conduce al rilancio delle tradizioni locali” ha aggiunto Sebastiano Sechi responsabile del dipartimento “Sagra di qualità” delle Pro Loco d’Italia. “Dopo la consegna del marchio a Roma – ha concluso Tesolin – sarà tempo di mettersi all’opera per la prossima edizione della Sagra del Vino: ufficializzeremo le date e lavoreremo sul programma che come sempre valorizzerà al massimo i vini spumanti espressione del nostro territorio, le specialità gastronomiche tipiche, lo sport e la cultura con la memoria pasoliniana”.

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In copertina, la mostra degli spumanti vanto della Sagra del Vino di Casarsa della Delizia.

 

La polenta “regina” di Ronchis con la buona carne di bisonte

di Silvio Bini

RONCHIS – La polenta in Friuli è la madre di tutte le pietanze. Povera di sostanza, ma sontuosa quando si unisce ai piatti forti della cucina nostrana. A Ronchis le hanno dedicato perfino una festa. Sei giorni (venerdì, sabato, domenica, dal 4 al 13 ottobre) per recuperare i profumi della tradizione contadina, lo spirito della vita semplice, in definitiva, per farsi cullare dai pensieri lenti e dalla nostalgia.
La Festa della polenta è stata il primo pensiero della neonata Pro Loco, nel 2008. A chissà chi è venuto in mente di accostarle la carne di bisonte, che, in quegli anni, forse si cercava di introdurre nell’allevamento italiano. Non pare essere andata poi così bene, fino ad oggi, 2019, anno della rinascita del bisonte italiano e, forse, dei consumi. Finora il consumo, comunque limitato, era di carne di bisonte americano.

I bisonti e…

La carne di bisonte ha tante belle qualità. Magra e leggermente dolce, è poverissima di grassi saturi (meno di manzo, pollo, maiale o salmone) e quindi colesterolo , oltre che ricca di omega3 e di ferro, ed è particolarmente dotata di fosforo, rame, zinco e vitamine B6 e B12 , essenziali per il sistema immunitario (www.mondodel gusto.it). La festa di Ronchis è rimasta fedele alla scelta originale e quest’anno il bisonte è ancora lì, accanto alla polenta, a farle da compagno di piatti succulenti e, per diversi aspetti, ancora alternativi. Attorno al piatto principe, girano poi altre specialità, come il frico, tipico friulano per eccellenza, ma anche gli immancabili calamari e le emergenti Wienerschnitzel. Ci sono poi anche i menu per i bambini, perché la festa della polenta e del bisonte di Ronchis, può non sembrare dal titolo, è una kermesse dove i bimbi sono protagonisti.

… e la loro pregiata carne.

Domenica prossima, ci sarà infatti Eco-Arte con laboratori creativi sul riciclo, dove l’Anthea Art Studio intratterrà i bambini, che saranno di scena anche sabato sera (ore 20.30) con “Un molto speciale Porta a Porta” del Laboratorio di letture e teatro del Progetto Scuola Integrata. Seguirà la rappresentazione teatrale “3 etti d’ amore. Tagliato fino, grazie“, un leggero viaggio sul male di sempre, con Giulia Bornacin e Michele Albini, insegnanti di recitazione della scuola Accademia Balletto di Ronchis.
Il “bon odôr di polente” sarà il suggello anche al gemellaggio di Ronchis con Montboucher-sur-Jabron, un Comune francese della regione dell’Alvernia-Rodano-Alpi (cena con gli ospiti, venerdì 4, alle 21.30 e sabato 5, alle 20). Nelle due domeniche, saranno presenti le bancarelle degli hobbisti e in quella finale ci saranno “Ronchis in vetrina” e “L’ orto in piazza”. Il Centro di aggregazione giovanile darà vita a giochi da tavolo. La musica, naturalmente, accompagnerà tutte le serate con i Los Sbafos (musica e cabaret), gli Hanky Panky, il Sand of gospel di Lignano, il Gruppo pop-rock Miroirs, mentre la chiusura sarà con la musica e il ballo dell’ Accademia Balletto.

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In copertina, la polenta grande protagonista della bella festa di Ronchis a due passi da Latisana.

Prepotto e Dolegna tornano sul Ponte dello Schioppettino

di Gi Elle

L’anno scorso era stato l’avvenimento top di “Calici di Stelle”: la originalissima festa sul “Ponte dello Schioppettino” che unisce i territori di Prepotto e di Dolegna del Collio, divisi dal corso del torrente Judrio, storica linea di demarcazione fra i due Comuni, anzi due Stati. A sinistra, ancora l’Impero austro-ungarico, a destra l’Italia da poco unita. Una festa che aveva sancito l’avvio di un’amicizia e di una collaborazione – una sorta di gemellaggio, insomma – nate nel nome di due Ribolle: quella Nera di Prepotto (conosciuta da tutti appunto come Schioppettino) e quella Gialla di Dolegna. Espressione di due vitigni autoctoni di altrettante zone Doc: Colli orientali del Friuli, all’interno dei quali undici anni fa è stata ritagliata una specifica sottozona denominata appunto “Schioppettino di Prepotto”, nel primo caso; Collio Goriziano, nel secondo, zona che, superato l’immediato confine con la Slovenia, assume il nome di Brda.
Una prima edizione, dunque, coronata da un così chiaro successo che subito era parsa evidente l’opportunità di organizzarne una seconda nel 2019. Quello che è puntualmente avvenuto. E così – come già emerso nel programma generale di “Calici di Stelle” organizzato dalle Città del Vino e dal Movimento del turismo del Vino Fvg di cui questo sito ha ampiamente riferito – l’appuntamento è fissato per sabato prossimo 3 agosto, dalle 19.30, proprio sul “Ponte dello Schioppettino”. Molto suggestivo e invitante il titolo: “Notte di vino, note di stelle. Dal tramonto all’alba”. La manifestazione è organizzata dai Comuni di Prepotto e di Dolegna del Collio assieme alle Pro Loco dei due paesi contermini. E per quanto riguarda proprio Prepotto è la prima importante manifestazione dopo quella, riuscitissima, sempre dedicata ai suoi celebri vini, che si era tenuta all’inizio di giugno nel castello di Albana, il paese dello Schioppettino per eccellenza. Mentre la più importante e significativa festa per Dolegna arriverà a San Martino, quando si terrà la Giornata del Ringraziamento coronata dalla consegna degli ormai prestigiosi riconoscimenti.
La serata comincerà, dunque, al tramonto tra le dolcissime note di un Concerto per Archi e Solisti al Chiaro di Luna. Quindi, via alle degustazioni. Questi i vitivincoltori che proporranno i rispettivi vini.

Ribolla gialla

Ribolla gialla e altri autoctoni:

Cà Ronesca, Crastin, Fruscalzo Vini, Grudina, Jermann, La Rajade, Norina Pez, Ronco Scagnet, Ferruccio Sgubin, Tenuta Stella, Zorutti

Schioppettino di Prepotto e altri autoctoni:

Associazione Produttori Schioppettino di Prepotto, Nicola Bodigoi, Colli di Poianis, Grillo Iole, Marinig Valerio, Ronco dei Pini, Ronc Soreli, Segreta Winery, Sirch Luca, Stanig, Vignaiuoli Toti, Vie d’Alt, Giovanni Venica, Vigna Lenuzza, Vigna Petrusssa

Esperienze gastronomiche:

Agriturismo Scribano, Agriturismo Tinello Sant’Urbano, Allevamento Bergamasco, Azienda agricola Midun, Panificio Codromaz, Ristorante Al Cjant dal Rusignul, Trattoria Da Mario

Schioppettino

Allora non ci resta da dire: arrivederci a sabato, sul “Ponte dello Schioppettino”!

Per ulteriori informazioni si potrà telefonare a Mattia al numero 331.1122435.

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In copertina, l’inaugurazione della prima edizione della festa: il sindaco Mariaclara Forti taglia il nastro.