Pitina, vanto dell’enogastronomia Fvg. Grande successo alla festa di Tramonti

«Un territorio è sempre anche espressione dei suoi prodotti tipici. E quando questi prodotti diventano parte integrante della narrazione del territorio si crea anche una ristorazione che con i piatti porta in tavola e propone la propria terra. Quando c’è questo circolo virtuoso non può che esserci una comunità, come quella regionale, che ha capito di poter valorizzare la propria produzione di eccellenza. Nel caso della Pitina delle valli pordenonesi, questo è accaduto e sta accadendo. Un prodotto che, seppure di nicchia, sta dando lustro e valore all’enogastronomia e che ci aiuta a fare vivere le nostre comunità diventando elemento di attrattività turistico-culturale». Parole pronunciate dall’assessore alle Risorse agroalimentari e alla Montagna, Stefano Zannier, intervento alla cena didattica “La Pitina, icona del territorio” organizzata allo Ial, l’Istituto alberghiero di Aviano. L’evento, voluto dall’Associazione produttori Pitina Igp, ha offerto l’occasione per fare il punto su un prodotto che negli ultimi anni è riuscito a farsi conoscere e apprezzare. Nel corso della serata si sono tirate le somme sulla conclusione del progetto di promozione “Sviluppo e innovazione nella promozione dei prodotti agroalimentari tipici del territorio”, un’iniziativa promossa del Gruppo di azione locale di Montagna Leader.

La cena didattica di Aviano.

«Un progetto – come ha sostenuto l’assessore Zannier – che in questi ultimi anni ha certamente fatto crescere i produttori che hanno dovuto misurarsi con il disciplinare che i prodotti Igp devono osservare. La Pitina è sicuramente destinata a vedere salire la produzione, ma rimarrà sempre un prodotto di nicchia e di grande qualità il cui consumo ha proprio l’obiettivo di far conoscere il territorio dove è nato. Possiamo dire che l’unicità del prodotto è un forte elemento di attrattività. Ecco dunque l’importanza – ha evidenziato Zannier – di costituire quel sistema a filiera fatto dai produttori e dalla rete dei ristoratori in grado di massimizzare la promozione». Val Tramontina, Valcellina, Val Colvera, sono queste le vallate che custodiscono quel piccolo tesoro della gastronomia dei tempi andati: la Pitina, il salume (realizzato con carni ovine e caprine, ma anche con selvaggina) per il quale un gruppo di produttori ha ottenuto nel 2018, al termine di un iter durato parecchi anni, il riconoscimento della Igp (Indicazione geografica protetta). Ma già dal 2002 la Pitina era stata inserita tra i Presidi di Slow Food.
Un percorso che, durante l’evento allo Ial di Aviano, è stato ricordato dal giornalista esperto di enogastronomia Bepi Pucciarelli. Nel corso della serata è stato anche presentato il volume “Dieci anni di Premio Trivelli”, una raccolta di ricette dei piatti realizzati dai ristoranti premiati negli anni. Ricette che hanno accompagnato il percorso che ha portato alla tutela comunitaria ottenuta con la certificazione Igp e il riconoscimento come prodotto “culturale”. Il libro è stato realizzato in collaborazione con Lis Aganis, Ecomuseo delle Dolomiti Friulane. Il volume vuole essere anche una testimonianza, come ha voluto evidenziare la presidente dell’Ecomuseo Lis Aganis Rita Bressa, di come il futuro stia nelle mani delle giovani generazioni che stanno investendo, anche nelle aree montane, in produzioni e lavorazioni dei prodotti agroalimentari tradizionali. E’ a loro che con orgoglio – è stato ribadito – va trasmessa la memoria al fine di mantenere viva una tradizione che attraverso nuove produzioni di specialità come la Pitina evita che cibi di una volta spariscano dalle tavole del Friuli Venezia Giulia.

La Festa a Tramonti di Sopra.


Intanto, grande successo è stato ottenuto dalla Festa della Pitina Igp a Tramonti di Sopra. Il ritorno della manifestazione in onore del primo presidio Slow Food del Friuli Venezia Giulia è stato un successo su tutti i fronti: un’eccezionale affluenza di pubblico, una grande soddisfazione degli oltre 50 produttori presenti che arrivavano da tutta Italia e dall’estero e, naturalmente, grande apprezzamento per la regina della festa, la Pitina appunto, i cui produttori hanno finito inaspettatamente le scorte durante le due giornate. Sono state almeno un migliaio, infatti, le persone arrivate a Tramonti di Sopra grazie a giornate tiepide di sole che hanno esaltato la bellezza dei colori autunnali della Val Tramontina.
Tutte le strutture ricettive della Valle, infatti, sono state riaperte ad hoc per il weekend e hanno segnato il tutto esaurito (hotel, agriturismi, b&b, alberghi diffusi) durante un periodo che normalmente sarebbe fuori stagione. Novanta persone si sono sedute al tavolo della Cena dell’Alleanza che ha fatto cucinare insieme ben sette degli undici cuochi dell’alleanza Slow Food presenti a Tramonti che arrivavano da Friuli, Toscana, Emilia Romagna, Alto Adige, Germania e Svezia. Gli organizzatori, la Condotta del Pordenonese di Slow Food con Proloco e Comune di Tramonti di Sopra e Associazione Produttori Pitina Igp, in collaborazione con Regione Fvg, Promoturismo, Concentro, Cciaa di Pordenone, Ascom, Confcommercio e Fipe di Pordenone, Ecomuseo delle Dolomiti Friulane Lis Aganis APS e con il Patrocinio della Fondazione Dolomiti Unesco e del Parco Naturale Dolomiti friulane, guardano già alla prossima edizione e all’autunno 2023. www.festadellapitina.com

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In copertina, la Pitina delle Valli pordenonesi da quattro anni è Igp.

LA RICETTA – Risotto con la Pituccia (o Pitina) di Maniago

di Gi Elle

Tra oggi e domani, Maniago vive un intenso weekend dedicato a due prodotti trainanti dell’economia del suo territorio: i Coltelli e la Pitina. E proprio al tipico salume di queste valli pordenonesi oggi dedichiamo la consueta rubrica quindicinale “La ricetta del sabato” per proporvi un bel piatto, di facile preparazione, elaborato dalla macelleria Polesel che si trova proprio nel centro storico della città dei coltellinai, in via Umberto I, quasi in piazza Italia, quella della caratteristica fontana. In realtà, la ricetta è fatta con la Pituccia. Infatti, la Pitina viene declinata in nomi diversi, all’interno della stessa zona di produzione, a seconda della composizione del suo impasto. Ecco, dunque, il gustoso primo piatto:

“Risotto con Pituccia”

Ingredienti:
mezza cipolla
aglio
burro
Pituccia
mezzo bicchiere di vino bianco

Preparazione:
Rosolate mezza cipolla, precedentemente sminuzzata, in un tegame con aglio e burro.
Aggiungete la Pituccia tagliata a dadini e annaffiate questo soffritto con mezzo bicchiere di vino bianco delle Grave del Friuli. Quando il vino è evaporato versate il riso e del brodo di carne caldo. Quando il riso è quasi cotto spegnete il fuoco ed aggiungete a quest’ultimo delle noci di burro. Servitelo caldo.

Vino:
Un fresco Friulano (ex Tocai) delle Grave o se preferite un leggero Merlot della stessa Doc.

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Ma torniamo alla festa in corso a Maniago. E’ stata organizzata dall’Associazione Produttori della Pitina Igp, nell’ambito di un progetto di promozione finanziato dal Psr 2014-20 per il tramite del Gal Montagna Leader. L’iniziativa si avvale del supporto organizzativo dell’Ecomuseo Lis Aganis, a conferma di una ormai storica collaborazione avviata nel 2012 con l’istituzione congiunta del Premio Trivelli. Con il claim “La Pitina prodotto culturale”, il riconoscimento intitolato al tramontino Mattia Trivelli (cui va l’indiscusso merito di aver salvato dall’oblio un prodotto dalle caratteristiche uniche), nell’arco di otto edizioni (dal 2012 al 2019), è riuscito a coinvolgere ben 72 pubblici esercizi (ristoranti, trattorie, agriturismi, ma anche pasticcerie) con una partecipazione media che negli ultimi anni si è stabilizzata intorno ai 30 locali. Da questo “sodalizio virtuoso” è nata l’idea di un progetto di co-marketing finalizzato a consolidare e a rendere operativa lungo tutto l’arco dell’anno la collaborazione, allargandola al mondo della coltelleria e agli altri prodotti di eccellenza della gastronomia del territorio. L’obiettivo è quello di creare attorno alla Pitina Igp un “club” che promuova in modo integrato il prodotto, i ristoratori, il territorio con le sue risorse enogastronomiche, culturali e ambientali. Il progetto e il “logo” della nuova iniziativa verranno presentati, in piazza Nicolò di Maniago, nel corso di un convegno che sta per cominciare proprio in questi minuti e che avrà come punto centrale la lectio magistralis sul tema “Lame e Pitine” del professor Angelo Floramo.

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In copertina, la Pitina tipico prodotto della montagna pordenonese.

Coltelli e Pitina protagonisti a Maniago: anche un convegno

Coltelli e Pitina in scena durante un weekend tutto dedicato a due espressioni trainanti dell’economia del Maniaghese. I due prodotti saranno infatti protagonisti a Maniago, sabato 5 e domenica 6 settembre, in una manifestazione organizzata dall’Associazione Produttori della Pitina Igp, nell’ambito di un progetto di promozione finanziato dal Psr 2014-20 per il tramite del Gal Montagna Leader. L’iniziativa si avvale del supporto organizzativo dell’Ecomuseo Lis Aganis, a conferma di una ormai storica collaborazione avviata nel 2012 con l’istituzione congiunta del Premio Trivelli.
Con il claim “La Pitina prodotto culturale”, il premio intitolato al tramontino Mattia Trivelli (cui va l’indiscusso merito di aver salvato dall’oblio un prodotto dalle caratteristiche uniche) nell’arco di otto edizioni (dal 2012 al 2019) è riuscito a coinvolgere ben 72 pubblici esercizi (ristoranti, trattorie, agriturismi, ma anche pasticcerie) con una partecipazione media che negli ultimi anni si è stabilizzata intorno ai 30 locali. Da questo “sodalizio virtuoso” è nata l’idea di un progetto di co-marketing finalizzato a consolidare e a rendere operativa lungo tutto l’arco dell’anno la collaborazione, allargandola al mondo della coltelleria e agli altri prodotti di eccellenza della gastronomia del territorio. L’obiettivo è quello di creare attorno alla Pitina Igp un “club” che promuova in modo integrato il prodotto, i ristoratori, il territorio con le sue risorse enogastronomiche, culturali, ambientali.
Il progetto e il “logo” della nuova iniziativa verranno presentati sabato pomeriggio, alle 16.30, in piazza Nicolò di Maniago, nel corso di un convegno che avrà come punto centrale la “lectio magistralis” sul tema “Lame e Pitine” del professor Angelo Floramo.
Densa, poi, di iniziative la giornata di domenica, che inizierà alle 9.30 con l’apertura, nello spazio verde attiguo al Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie, del Mercatino con i prodotti del Territorio: Pitina, coltelli e molto altro verranno proposti dagli oltre 50 espositori aderenti. Il programma della giornata prevede inoltre una passeggiata in Val Piccola, laboratori per grandi e bambini, visite guidate al Museo e (con trasferimento in minibus a cura dell’organizzazione) a una coltelleria artigianale e a un laboratorio di produzione della Pitina Igp. La colonna sonora del Mercatino sarà a cura della Filarmonica di Maniago.
E’ stata invece annullato – e rinviato a data da destinarsi – il “percorso enogastronomico” con i ristoratori del Premio Trivelli che avrebbe dovuto aver luogo lunedì sera nei saloni di Palazzo d’Attimis Maniago. Un rinvio legato all’incertezza sull’evoluzione, negli ultimi giorni, a livello nazionale, dei dati Covid: “Di questi tempi – ha sottolineato il presidente dell’Associazione Produttori PItina Igp, Filippo Bier – la prudenza e il buon senso devono avere la precedenza”.

L’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Maniago, della Camera di Commercio di Pordenone – Udine, di Promoturismo Fvg e del Consorzio Coltellinai di Maniago. Il programma completo delle iniziative è disponibile su www.ecomuseolisaganis.it sezione eventi oppure sulla pagina Facebook Pitina Igp.
Per la partecipazione al convegno di sabato, alle visite guidate e ai laboratori di domenica è obbligatoria la prenotazione, che può essere fatta direttamente dal sito dell’Ecomuseo.