La Coldiretti a Bruxelles per difendere un Made in Italy sempre più minacciato

«Le follie europee rischiano di tagliare 1/3 della produzione di cibo Made in Italy con normative ideologiche e senza freni che rischiano di stravolgere per sempre lo stile alimentare degli italiani favorendo le importazioni dall’estero». È quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla conferenza stampa a Berlino della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sul tema del Green Deal e delle politiche agricole. Così, proprio per fermare una pericolosa deriva e ottenere risposte rispetto alle esigenze degli agricoltori italiani, domani, 26 febbraio, la organizzazione guidata da Ettore Prandini manifesterà a Bruxelles dove è in programma il Consiglio dei ministri dell’Agricoltura per la presentazione della nuova proposta sulla Pac.

Ettore Prandini


Gli agricoltori tornano, dunque, a manifestare nella capitale belga dopo aver ottenuto il ritiro della direttiva agrofarmaci in seguito alla protesta del 1° febbraio scorso. Sotto accusa ci sono le politiche europee che stanno causando gravi danni all’agricoltura italiana, dal divieto delle insalate in busta e dei cestini di pomodoro all’arrivo nel piatto degli insetti, dall’idea di equiparare alcune tipologie di allevamenti, anche di piccole/medie dimensioni, alle attività industriali al nutriscore che boccia le eccellenze Made in Italy, dal via libera alle etichette allarmistiche sulle bottiglie di vino all’eliminazione della pesca a strascico, dal permesso alla vendita del Prosek croato e agli altri falsi fino alla possibilità di importare grano dal Canada dove si coltiva con l’uso di glifosato secondo modalità vietate in Italia.
Intanto, continuano in tutta Italia gli incontri territoriali “Orgoglio Coldiretti” con l’obiettivo di riunire 200mila associati in tutte le regioni della Penisola. Un’occasione per parlare della situazione delle aziende, per confrontarsi sui problemi che interessano le singole filiere e sulle prossime battaglie da combattere, ma anche dei risultati già ottenuti.
L’obiettivo – sottolinea la Coldiretti – è sostenere il reddito delle aziende con le necessarie azioni da attuare in Italia e in Europa dove si decidono i destini dell’agricoltura nazionale. Difendere il reddito degli agricoltori e non toccare i fondi Pac e aiuti ai giovani, riconoscere e sostenere il ruolo degli agricoltori come custodi della biodiversità, fermare i cibi sintetici, chiedere reciprocità e dire basta alle importazioni che non rispettano gli standard europei e libertà di coltivare tutti i terreni sono alcune delle priorità emerse dagli incontri sulle quali è impegnata la principale organizzazione agricola che chiede di applicare la legge contro le pratiche sleali affinché i prezzi non siano mai inferiore ai costi di produzione. Tra i temi affrontati la semplificazione, l’accesso al credito, la necessità di promuovere l’innovazione e di ampliare il sostegno e la strumentazione per la gestione dei rischi anche con le assicurazioni ma anche un più efficace contrasto alla fauna selvatica. Tra gli argomenti affrontati nelle assemblee territoriali anche i bandi Psr, Pnrr Inail e la nuova Pac 2024.

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In copertina, una manifestazione di agricoltori della Coldiretti contro la politica europea.

Il Vigneto Fvg con Ribolla e Sauvignon protagonista al Vinitaly che riparte

(g.l.) Ha tutte le caratteristiche per entrare nella storia enologica del nostro Paese, il 54° Vinitaly apertosi ieri alla Fiera di Verona dove si protrarrà in un crescendo di iniziative e proposte fino a mercoledì. E dove grande protagonista, come del resto è sempre avvenuto, è il Vigneto Fvg, sia in forma associata – attraverso il megastand dell’Ersa con una ottantina di produttori -, sia individuale. Espresso anche dalle Città del Vino, presenti con Duino Aurisina leader nazionale per il 2022.

Tavola rotonda col ministro Patuanelli.

«È l’edizione della ripresa, segue un 2021 incredibile con 7,100 mld di esportazioni: l’exportagroalimentare ha fatto tutti i record, è una filiera forte, che funziona», ha detto il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, alla cerimonia di inaugurazione, certificando proprio il carattere storico del Salone, il più importante evento enologico del Belpaese, che finalmente riparte dopo l’interminabile stop causato dall’emergenza sanitaria. Ad accogliere il rappresentante del Governo Draghi, il presidente e il direttore generale di Veronafiere, rispettivamente Maurizio Danese e Giovanni Mantovani, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, il Presidente Ice, Carlo Ferro, il sindaco di Verona, Federico Sboarina, e il presidente della Provincia di Verona, Manuel Scalzotto.
Patuanelli dal palco dell’auditorium Verdi ha sottolineato l’importanza che riveste il ritorno in presenza di Vinitaly, manifestazione di riconosciuto prestigio che nel tempo è riuscita ad interpretare e favorire la crescita di un grande prodotto italiano divenuto simbolo del Made in Italy nel mondo. Vinitaly, come ha evidenziato il ministro, arriva in un momento particolarmente critico non solo per l’agroalimentare, ma per tutto il pianeta, a causa della crisi geopolitica in atto in Ucraina, il cui conflitto ha acuito un contesto già difficile a causa delle problematiche dovute alla pandemia Covid e ai costi energetici.
Il titolare del dicastero di via XX Settembre, dopo aver elencato i numeri da record dell’export del settore vino, ha sottolineato come l’Italia debba puntare a essere il primo produttore nel mercato internazionale, un obiettivo da raggiungere perché il vino rappresenta il nostro Paese nel mondo e ci sono tutte le possibilità di far crescere la filiera vinicola italiana. Il Governo, ha infine assicurato Patuanelli, è al lavoro sia a livello nazionale, che in Europa, per attuare tutte le misure necessarie per proteggere i mercati e riprendere, quando sarà possibile, tutte le attività di promozione. Dal palco della 54ma edizione del Vinitaly ha poi anticipato l’arrivo di un nuovo decreto dopo Pasqua per il caro-prezzi, tema centrale in questo momento per tutti i settori produttivi.

Tiziano Venturini con Buttrio.

Ma dicevamo del Friuli Venezia Giulia. Il Vigneto Fvg dimostra di essere una forza nell’ambito della produzione enologica potendo vantare il miglior Sauvignon d’Italia. Un primato in campo vitivinicolo rafforzato anche dal prestigioso riconoscimento recentemente conferito a Duino Aurisina: Città italiana del vino 2022. Questo il concetto espresso a Verona dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, in occasione dell’apertura dello stand collettivo, dove la nostra regione è presente con 77 aziende vitivinicole e una promozione unitaria all’insegna della Ribolla gialla associata al marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia“. Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, dopo avere ringraziato il ministro dell’Agricoltura per la sua presenza allo stand Fvg, questa rappresenta una vera e propria nuova partenza dopo i due anni di sospensione dell’evento a causa dell’emergenza Covid. E proprio in ragione dei numeri ridotti in termini di partecipanti imposti in questa edizione dalle restrizioni anti-pandemiche, la Regione ha deciso di rinunciare agli spazi istituzionali per fare più posto agli espositori del territorio in quanto, come è stato rimarcato, il comparto vitivinicolo funziona se i produttori hanno l’opportunità di proporre le loro etichette.
L’assessore ha poi messo a fuoco il tema portante del padiglione Fvg di Vinitaly di questa edizione: la Ribolla gialla. Come è stato sottolineato, infatti, in questo specifico campo si è arrivati a un punto di svolta grazie alla condivisione messa in atto da tutti i produttori, che ha portato a una presentazione unitaria. Un progetto che punta a fare di questo grande vino autoctono uno dei simboli della regione enologica. Nel programma della rassegna, che si chiuderà appunto mercoledì 13 aprile, sono previsti incontri con i buyers internazionali di Asia (Giappone e Corea del Sud), Gran Bretagna, Centro America (Messico e Repubblica Dominicana), Africa (Camerun, Etiopia, Angola) e Stati Uniti.

Foto ricordo con Angelo Radica…

Alla giornata inaugurale di Vinitaly, presente dal Friuli Venezia Giulia anche lo “stato maggiore” delle Città del vino – rappresentate dal presidente nazionale Angelo Radica – guidato dal coordinatore regionale Tiziano Venturini con il vice Maurizio D’Osualdo, esponenti della viticoltura di Buttrio e di Corno di Rosazzo sui Colli orientali del Friuli, e l’assessore Massimo Romita in rappresentanza di Duino Aurisina eletta, appunto, per l’anno in corso “regina” delle Città italiane. Nell’occasione è stato conferito il Premio Angelo Betti a Ilaria Felluga, in memoria del padre Roberto, storico viticoltore del Collio scomparso prematuramente lo scorso anno. E sono stati premiati i migliori vigneti d’Italia in base all’ormai famoso Indice Bigot volto all’esaltazione della qualità della produzione vitivinicola.

… e con il ministro Patuanelli.

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In copertina, il ministro Patuanelli e l’assessore Zannier alzano i calici di Ribolla con Rodolfo Rizzi, leader fino a pochi giorni fa di Assoenologi Fvg.

Vino e ripresa, Cotarella a Verona: urgente un intervento deciso dell’Europa

(g.l.) «Il mondo del vino ha i giusti anticorpi per resistere anche alle crisi più profonde e l’ha saputo dimostrare proprio in questi anni così tribolati». Lo ha affermato il presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella, a margine del 75° Congresso nazionale degli enologi ed enotecnici italiani che si è aperto ieri alla Fiera di Verona. «I numeri del 2021 nonostante tre mesi di ristoranti, enoteche e locali chiusi per la pandemia – ha spiegato Cotarella – hanno detto chiaramente che il vino è l’asset dell’agroalimentare italiano più trainante nel mondo, e da quei numeri dobbiamo trarne linfa vitale per continuare nel nostro percorso di impresa. Un asset che però potrebbe essere messo a dura prova dal rincaro delle materie prime e dei costi di energia e carburanti. Bene l’azione di Governo messa in atto in questi giorni per contenere i prezzi di gasolio e benzina, ma serve un intervento deciso dell’Unione Europea, così da non cancellare del tutto la ripresa economica a cui stavamo assistendo grazie anche ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza».


«Il vino è cultura e passione. Il vino è una delle icone più rappresentative del Made in Italy nel mondo. E questo grazie soprattutto ai produttori e a noi enologi che abbiamo saputo dare una nuova impronta professionale, rendendo i prodotti sempre più alti sotto il profilo qualitativo. Rappresentare l’Associazione degli enologi ed enotecnici italiani, per me, è motivo di grande responsabilità, ma anche di immenso orgoglio», ha inoltre detto il presidente Cotarella, aprendo il primo Congresso a ritornare finalmente in presenza, nella cui cerimonia inaugurale sono intervenuti anche il ministro Renato Brunetta, il sottosegretario alle Politiche agricole Gian Marco Centinaio e il governatore del Veneto Luca Zaia, partecipando al primo dibattito coordinato da Bruno Vespa.
«Il vino italiano – ha aggiunto Cotarella – da circa 40 anni è il simbolo di un vero e proprio rinascimento del nostro Paese e da allora ha sempre recitato un ruolo di primo piano grazie anche a figure sempre più specializzate che hanno permesso di adottare principi viticoli ed enologici improntati alla cultura scientifica. Arriviamo a questo Congresso, in cui festeggiamo anche i nostri 130 anni di vita compiuti nel 2021, dopo due anni orribili segnati dalla pandemia da Covid 19. E, come se non bastasse, oggi siamo chiamati anche a vivere la tragedia della guerra che si sta combattendo in Ucraina. Momenti terribili per tutta l’umanità che ci procurano ansie e tensioni, ma non ci tolgono l’ottimismo e la speranza che presto usciremo da queste crisi. Il mio vedere il calice mezzo pieno non è un mero esercizio di estrema fiducia nel futuro, ma nasce dalla consapevolezza che il mondo del vino ha i giusti anticorpi per resistere anche alle crisi più profonde e l’ha saputo dimostrare proprio in questi anni così tribolati».
L’evento congressuale continua, come annunciato, anche oggi e domani. Stamane si è parlato di Tendenze del marketing e del mercato del vino, prima di lasciare lo spazio all’incontro con il ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli sul tema “Il vino al centro della ripresa economica”. Quindi alle 14.30 spazio ai festeggiamenti per i 130 anni di Assoenologi e i 30 dalla emanazione della legge 129 sul titolo di enologo. Con il direttore generale Paolo Brogioni, prenderà infatti il via una tavola rotonda condotta da Federico Quaranta, con i protagonisti degli ultimi decenni: Narciso Zanchetta, Ezio Rivella, Mario Consorte, Giancarlo Prevarin, lo stesso Riccardo Cotarella, e il friulano Pietro Pittaro, che a fine anni Novanta fu anche presidente mondiale della categoria. Poi alle 16 si parlerà di Sostenibilità in vigneto e in cantina. Domani, alle 9, ci sarà infine un affascinante Viaggio nell’Italia enoica, con la degustazione guidata di 15 “perle” dei nostri territori più vocati. A rappresentare il Vigneto Fvg ci sarà ancora lo Schioppettino Riserva 2011 dell’azienda agricola Ronc Soreli di Novacuzzo di Prepotto.

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In copertina, il presidente Riccardo Cotarella durante il discorso d’apertura e all’interno due immagini della prima giornata congressuale, caratterizzata anche dal dibattito condotto da Bruno Vespa.

(Foto Assoenologi)

Ucraina, drammatico in agricoltura l’aumento dei costi energetici

«Il settore agricoltura sta vivendo un momento drammatico derivato dall’aumento dei costi energetici a seguito della crisi in Ucraina. Alle conseguenze della guerra si sono infatti aggiunte le gravi difficoltà in termini di approvvigionamento e di mercato». È questo il quadro delineato dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, e condiviso dalla Commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni che ieri ha incontrato il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, la sottosegretaria Vannia Gava ed il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli.
La Commissione ha avanzato alcune proposte su diversi temi, dalla contribuzione straordinaria per il settore al rinvio della nuova Programmazione agricola comunitaria (Pac) e la sospensione delle condizionalità e dei set aside, dalla diminuzione delle accise allo sblocco di tutti i pagamenti sospesi, la moratoria e la ristrutturazione del debito, dalle criticità croniche legate ai grandi carnivori e agli ungulati alle difficoltà registrate nel settore della pesca, dagli incentivi alle aziende alla semplificazione per l’implementazione dell’uso delle fonti energetiche alternative, dalla crisi dei settori lattiero-caseario e dei seminativi alle esigenze di una nuova taratura del Pnrr, al temporary framework.
Zannier ha riferito che tutti gli assessori che condividono le deleghe all’agricoltura stanno lavorando ad un documento per indicare al Governo le priorità del settore a cui dare immediata risposta, riscontrando nei ministri la piena disponibilità ad affrontare i temi posti con la massima urgenza.

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In copertina e qui sopra due immagini della riunione della Conferenza delle Regioni.

Prosciutto di San Daniele, da 60 anni il Consorzio a tutela della qualità

«Ringrazio il Consorzio del prosciutto di San Daniele e i produttori che ne fanno parte per questi 60 anni di attività: grazie a loro il marchio San Daniele e il territorio in cui viene prodotto sono conosciuti in tutto il mondo come sinonimo di qualità. L’alleanza fra pubblico e privato, anche nella promozione dell’agroalimentare, è fondamentale per valorizzare una comunità e un prodotto che deve essere sempre più apprezzato dai consumatori internazionali». Così il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, intervenendo alla tavola rotonda organizzata dal Consorzio del prosciutto di San Daniele per il 60° dalla sua costituzione, nel Castello di Susans, alla quale hanno partecipato – come informa Arc – il presidente e il direttore del Consorzio Giuseppe Villani e Mario Emilio Cichetti e, da remoto, il ministro delle Politiche agricole Stefani Patuanelli e Paolo De Castro, vicepresidente della commissione agricoltura al Parlamento europeo. Presente all’evento anche l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier.


«La politica deve tutelare dall’omologazione delle produzioni agroalimentari e valorizzare invece le diversità dei territori – ha affermato Fedriga -. Strumenti come il nutri-score mettono in discussione questo valore aggiunto e danneggiano il nostro comparto agroalimentare”. Sul tema della qualità il governatore ha poi evidenziato che “il prosciutto di San Daniele e tante altre produzioni della nostra regione garantiscono un alto livello qualitativo, dentro quella qualità ci sono dei costi da sostenere che devono essere valorizzati sul mercato».
«La qualità del San Daniele – ha aggiunto il capo dell’esecutivo della Regione Fvg – deriva dall’ambiente in cui viene prodotto che va quindi tutelato, mettendo in atto tutti gli interventi necessari per salvaguardarlo. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un’ideologia ambientalista favorevole all’abbandono che danneggia l’ambiente e non lo protegge; serve invece un giusto equilibrio con azioni volte a preservare l’ambiente e garantirlo sano e sicuro per le generazioni future».
Infine, il governatore del Friuli Venezia Giulia ha ricordato la scelta fatta ad inizio legislatura di affidare la promozione dell’agroalimentare a Promoturismo Fvg «consci che il comparto fosse un volano fondamentale per far crescere ulteriormente le nostre potenzialità turistiche. Il turismo slow, ad esempio, sta crescendo e l’agroalimentare tipico e di nicchia può diventare un valore aggiunto enorme per attrarre turisti e fare in modo che queste eccellenze siano una ricchezza anche di tipo economico e non solo culturale».

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In copertina, prosciutti col marchio consortile; all’interno, due momenti della festa con il presidente Fvg Massimiliano Fedriga.

A Pordenone oggi l’ultimo giorno di Rive: Zannier al convegno su viticoltura-clima

«Accanto al sistema nazionale basato sul fondo per il risarcimento dei danni causati da eventi eccezionali, va assolutamente incentivato quello già esistente basato sul mutualismo e le assicurazioni per non dare false illusioni agli agricoltori di fronte ad eventi che si ripetono sempre con maggiore frequenza». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, partecipando a Pordenone al convegno svoltosi in Fiera dal titolo “La viticoltura moderna tra cambiamento climatico, il greening e delle nuove tecnologie. Gestire al meglio il rischio climatico e fitopatologico”, nell’ambito di Expo Rive, il salone del settore vitivinicolo che si conclude proprio oggi.

Zannier e Del Fabbro.

L’esponente della Giunta Fedriga ha posto in evidenza la necessità di sostenere un sistema parallelo al fondo nazionale per garantire risarcimenti congrui agli agricoltori. «La gestione del rischio – ha detto Zannier – non può essere più coperta esclusivamente dal fondo nazionale di solidarietà, poiché gli eventi eccezionali si stanno ripetendo con una certa continuità. Di conseguenza la capienza del fondo stesso si sta svuotando e quindi se si continua a battere questa strada si rischia di illudere gli agricoltori su possibili risarcimenti a loro favore. C’è quindi bisogno di incentivare e sostenere i sistemi già esistenti di tipo mutualistico o basati su polizze assicurative, poiché questi garantiscono una copertura del rischio più certa rispetto a qualsiasi intervento straordinario del piano nazionale».
Come detto, l’incontro – moderato dal giornalista Adriano Del Fabro, è avvenuto nell’ambito di Rive, la rassegna internazionale dedicata alla viticoltura ed enologia in corso di svolgimento nei padiglioni della Fiera di viale Treviso, a cui l’assessore ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione. Alla presenza in remoto del ministro alle Politiche agricole Stefano Patuanelli, del presidente della Fiera Renato Puiatti, del prefetto di Pordenone Domenico Lione e del presidente di Confindustria Alto Adriatico e vicepresidente della Camera di Commercio di Udine e Pordenone, Michelangelo Agrusti, Zannier ha posto in evidenza la necessità che i vari attori protagonisti del comparto agricolo si confrontino per definire scenari futuri possibili da raggiungere.
«Se a monte delle specializzazioni non c’è una visione di insieme che mira alla definizione di obiettivi perseguibili – ha detto il titolare regionale delle Risorse agroalimentari – la meccanizzazione e l’innovazione in un settore di vitale importanza per l’economia regionale e nazionale, qual è quello agricolo, resta fine a se stessa e non porterà a sviluppo futuro di lungo periodo. La presenza di risorse provenienti da vari canali contributivi di per se non è sufficiente per far compiere all’agricoltura un salto di qualità; perché ciò accada è altrettanto importante che quelle risorse vengano utilizzate anche per dare forma ad una tecnologia intimamente calata nel contesto in cui si trova, altrimenti il rischio è di avere a disposizione macchinari che non producono i vantaggi sperati».

Da remoto il ministro Patuanelli.

Riflessione a Fiume Veneto
con le Donne del Vino Fvg

E di clima e viticoltura, come già annunciato, si parlerà oggi, 12 novembre, anche a Fiume Veneto. Alle 17, l’Associazione Nazionale Donne del Vino delegazione del Friuli Venezia Giulia ha organizzato, infatti, nella sede della cantina Fossa Mala, il convegno “I cambiamenti climatici e le ripercussioni in vigna e cantina”. L’incontro, aperto a tutti gli interessanti, sarà animato da esperti del settore, che si confronteranno sul delicato tema che riguarda il presente ed il futuro della viticoltura nel nostro territorio e in tutta Italia. Sarà presente Stefano Zannier, assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, con una breve introduzione al tema del convegno, mentre il tecnologo e ricercatore dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, Emanuele Eccel, esporrà i risultati del progetto MEDCLIV come opportunità per migliorare la resilienza ai cambiamenti climatici.
Il presidente di Assoenologi Fvg, Rodolfo Rizzi, metterà quindi in evidenza le problematiche che riguardano la produzione dei vini, mentre l’agronomo Giovanni Bigot, di Perleuve, spiegherà le ripercussioni in vigna e il metereologo dell’Osmer Fvg, Marco Virgilio, mostrerà alcuni dati utili degli ultimi anni nel nostro territorio. Amorim Cork Italia e Verspieren Italia indicheranno, invece, progetti interni alle aziende relativi alla sostenibilità ambientale e al contenimento del rischio.
Le Donne del Vino, comunicatrici ed esperte del settore Elena Roppa, Roberta d’Urso e Marianna Cardone porteranno alcune buone pratiche ed esempi virtuosi dalle aziende vitivinicole delle regioni Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Puglia. La discussione sarà moderata da Domenica Grande, conduttrice radiofonica e sommelier. Le Donne del Vino hanno fatto proprio il tema dell’ambiente e della sostenibilità ambientale nella pratica già da molti anni e il biennio 2020-2021 è stato consacrato a questo argomento in tutte le loro manifestazioni. Le Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia, guidate dalla delegata Cristina Cigolotti e dalla vice delegata Liliana Savioli, unitamente alle due consigliere nazionali Cristiana Cirielli e Antonella Cantarutti, ritengono fondamentale organizzare questi momenti di confronto sul tema per condividere informazioni e progetti a livello regionale e fare rete nel settore del vino.
Per chi fosse interessato a partecipare, è necessario inviare una mail a friuliveneziagiulia@ledonnedelvino.com con oggetto Convegno 12 novembre. Per accedere al convegno, è necessario essere muniti di green pass.

Vigneti delle Grave del Friuli.

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In copertina, l’assessore regionale Zannier alla Fiera di Pordenone.

Caso Prošek, Fedagripesca in prima linea per l’opposizione alla menzione croata

«Siamo in prima linea nel sostenere la procedura di opposizione alla richiesta di riconoscimento del Prošek, istanza che riteniamo lesiva per le filiere e per le comunità viticole del Prosecco Doc e Docg, un segmento di assoluto valore economico e territoriale nel quale la cooperazione esercita un ruolo di primo piano sia a livello produttivo che commerciale». Lo ha dichiarato Venanzio Francescutti, presidente regionale di Fedagripesca, al termine della riunione del gruppo di opposizione alla domanda di riconoscimento della menzione Prošek avvenuta, come è noto, a Venezia alla presenza, tra l’altro, del sottosegretario alle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e dell’assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, per mettere a punto le linee e la strategia del procedimento di contestazione che sarà notificato alla Commissione europea.
Fedagripesca ci tiene a evidenziare come il caso Prošek violi i principi stabiliti a livello europeo, perché potenzialmente in grado di ingenerare confusione e di indurre in errore i consumatori che, in taluni casi, ha ricordato Francescutti, «pur non conoscendo le caratteristiche dei prodotti Prošek e Prosecco, riconoscono, o credono di riconoscere, la notorietà del nome, corrispondente alla sua letterale traduzione. Il fatto che il Prošek sia un vino ottenuto da uve appassite e non un vino spumante o frizzante non esclude pertanto – ha proseguito Francescutti – che tale circostanza non possa ingenerare confusione nel consumatore, anche considerando le recenti pronunce della Corte di Giustizia europea che, in più occasioni, ha garantito un ampio raggio di tutela delle Dop e delle Igp, esteso a tutti gli usi, compresi tra l’altro i servizi e non solo i prodotti, come indicato nella sentenza “Champanillo”, che sfruttano la notorietà dei nomi protetti. Il caso Prošek – ha concluso Francescutti – potrebbe rappresentare un precedente pericoloso e un grimaldello per indebolire in futuro altre filiere territoriali Dop e Igp. Per questo abbiamo apprezzato l’azione unitaria e coordinata tra il Governo, il Ministero delle politiche agricole, che ha attivato uno specifico tavolo di lavoro, nonché le Regioni, i Consorzi di tutela e le altre associazioni e organizzazioni del settore vitivinicolo».

Venanzio Francescutti

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In copertina, grappoli di Glera il vitigno base del Prosecco spumante.

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Video sul Prosecco:

 

Agricoltura Fvg, una Pac semplificata per aiutare la ripresa post-pandemica

Ripensare gli schemi ai quali è soggetto il mondo rurale per ottenere i benefici e ristori previsti dall’Unione Europea, ai quali si affiancano quelli della Regione Fvg, per ridare ossigeno a un’agricoltura che dopo gli eventi pandemici soffre ulteriori criticità. Ovvero, semplificare le gabbie delle direttive e dei regolamenti europei che comprimono e rendono meno accessibili le possibilità di utilizzo di fondi che hanno lo scopo di rivitalizzare un comparto essenziale per la comunità. È l’appello che l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, ha rivolto al ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, intervenuto in videoconferenza all’evento finale del percorso di confronto con il partenariato regionale organizzato dall’Autorità di gestione del Psr Fvg 2014-2020, svoltosi a Udine, nell’auditorium dell’Amministrazione.

Il ministro Patuanelli…

… e l’assessore Zannier.

L’incontro, al quale hanno partecipato i soggetti coinvolti nell’attuazione del settennato della Pac che si è concluso lo scorso anno ma che sta producendo ancora effetti sulle realtà rurali, era incentrato sul ruolo e sul futuro dell’agricoltura e del mondo rurale del Friuli Venezia Giulia verso il 2030. Proprio per ritarare gli interventi e cercare di incidere maggiormente nelle prospettive offerte dalle politiche comunitarie, assieme alla Regione l’Autorità di gestione del Psr ha organizzato l’iniziativa in presenza alla quale, assieme ai vertici del ministero, sempre online, è intervenuto il ministro Patuanelli.
Zannier, che aveva parlato in apertura dell’incontro soffermandosi sui contenuti del documento di sintesi dell’attuazione della Pac 2014-2020 nel Friuli Venezia Giulia ha evidenziato che – nonostante la pandemia – il mondo rurale della nostra regione è senza dubbio uscito rafforzato dalla situazione di impasse che si era creata. Proprio sull’onda di questa ripresa ora deve saper cogliere le occasioni per recuperare mercati e redditività.

L’agricoltura del Friuli Venezia Giulia ha superato la crisi – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga -, grazie a un impegno corale di tutte le componenti, dalla Regione agli stessi agricoltori, assecondando la strategia del partenariato volta a favorire collaborazione e sinergie tra soggetti mossi dagli stessi interessi e obiettivi. Come ha evidenziato Zannier, il percorso seguito per fruire della Pac ha lasciato un segno importante nell’agricoltura regionale; ciò non potrà che arricchire la capacità di progettare il futuro già presente nel Dna dei nostri agricoltori. Proprio per questo, Zannier ha rivolto al ministro l’appello, a nome dell’intero sistema rurale del Friuli Venezia Giulia, di sbrogliare l’intricata e fitta maglia di strutture e direttive che debbono poter essere complementari tra loro, per permettere alle innumerevoli aziende presenti sul nostro territorio di trarre beneficio dalla Pac.

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In copertina, la granella di mais  dopo il trattamento in essiccatoio.

 

A Gradisca riecco il Gran Premio Noè: sotto la lente anche il Prosecco rosato

di Giuseppe Longo

Non ci sono dubbi! Il nuovo “affare” del settore vino si chiama Prosecco Doc Rosè, la bollicina ultima ad aver debuttato fra i consumatori e che subito li ha “stregati” riscuotendo grande successo soprattutto fra i giovani all’estero (Usa in primis), pur tra le opinioni contrastanti che fin dall’inizio ha suscitato fra i produttori questa innovativa tipologia, facendola diventare un “fenomeno” che si colloca accanto a quello ormai consolidato del Prosecco normale, ma anche a quello dell’altra bollicina sempre più richiesta, la Ribolla gialla, e del Pinot grigio. Uno spumante millesimato a base di Glera e Pinot nero (10-15%) entrato a far parte della macro-denominazione del Prosecco Doc, la denominazione di origine interregionale che si estende su 9 province tra Friuli Venezia Giulia – dove “pesca” il suo nome nell’omonimo paese del Carso Triestino – e Veneto.
E proprio del nuovo Prosecco Doc Rosè, a cura del Consorzio per la tutela del Prosecco, si parlerà domenica prossima nel corso della tavola rotonda “Assemblaggi e cuvée come base spumante” con degustazione in abbinamento a prodotti del territorio che si terrà alle 11 in sala Bergamas, a Gradisca d’Isonzo, nella giornata conclusiva del Gran Premio Noè che si svilupperà nell’arco di tre giornate nel prossimo fine settimana.
Intenso e interessante il programma della storica manifestazione isontina che prenderà dunque il via domani, venerdì, alle 11 nel Nuovo Teatro Comunale con la cerimonia di premiazione, mentre nel pomeriggio, alle 17, seguirà nella ricordata sala Bergamas la presentazione del libro “Essenze, leggende e storie” di Andrea Zanfi con testimonianze di produttori ed esperti del Friuli Venezia Giulia. Seguirà la tavola rotonda sul tema “Differenza tra uvaggio e vinaggio, assemblaggio e cuvée”, con relativa degustazione.
La giornata di sabato vedrà invece protagoniste le Città del vino Fvg, per parlare – ore 11, ancora sala Bergamas – di Agenda 2030, quella cioè ormai famosa sullo sviluppo sostenibile, e quindi di futuro. Concetti che riecheggeranno anche nel pomeriggio – stesso luogo, ore 17 – alla tavola rotonda “Sostenibilità in vigneto: assemblaggi bianchi e rossi con varietà Piwi e altre tecnologie a tutela dell’ambiente”. In altre parole, si porrà l’accento sui vitigni resistenti, quelli studiati e prodotti con successo anche in Friuli Venezia Giulia e che vedono lavorare insieme l’Università di Udine attraverso l’Istituto di genomica applicata e i Vivai cooperativi di Rauscedo. Domenica, invece, oltre al focus sul Prosecco Doc Rosè – inevitabili di certo i riferimenti alla polemica attualissima che vede al centro il Prosek croato -, alle 17 sempre in sala Bergamas ci sarà una interessante tavola rotonda di Vinibuoni d’Italia, la guida edita dal Touring club che si occupa ogni anno della Fiera regionale degli autoctoni di Buttrio, sul tema “La forza dei vini italiani: gli assemblaggi e i tagli più famosi”.
Un “ventaglio” di argomenti, dunque, di grande attualità e interesse che non mancheranno di richiamare l’attenzione di coloro che si occupano del “pianeta vino”. Fra i quali, dicevamo, primeggiano proprio le nuove bollicine rosate che piacciono tanto, soprattutto sui mercati stranieri. «Il via libera europeo al disciplinare di produzione del Prosecco Rosé Doc con la modifica da noi richiesta che rende possibile contare sulla nuova tipologia, è un’ottima notizia. Che consente ai produttori di un vino che da sempre oltre confine riscuote uno straordinario successo, di presidiare e conquistare un mercato sempre più ampio e che negli ultimi anni ha registrato una crescita sempre più importante in termini economici e di quantitativi. Parliamo di un esercito di 11.460 viticoltori, 1.192 aziende vinificatrici, 347 case spumantistiche che concorrono al successo senza eguali di una denominazione tutta Made in Italy, diventata emblema e indiscussa bandiera nel mondo. L’accoglimento della nostra richiesta sarà traino per l’intero sistema vitivinicolo nazionale che a causa della pandemia ha registrato una contrazione del valore delle vendite all’estero dopo il record fatto segnare lo scorso anno con oltre 6 mld di euro e che sta soffrendo in modo evidente anche per gli evidenti problemi che il canale della ristorazione sta affrontando», aveva detto l’allora ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, commentando la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Unione Europea dell’approvazione della comunicazione di modifica richiesta dal Mipaaf del Disciplinare di produzione del Prosecco Dop. Modifica tesa proprio all’introduzione della tipologia Rosè con obbligo dell’indicazione d’annata. «Un vino, il Prosecco, che tutto il mondo ci invidia e che in molti tentano di imitare e contraffare», aveva aggiunto la titolare del Dicastero di via XX Settembre.

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In copertina, il Prosecco rosè ormai protagonista sulla scena mondiale.

Il caso Prosek approda alla speciale edizione di Vinitaly aperta fino a domani

di Giuseppe Longo

In attesa che il prossimo anno Vinitaly possa tornare al suo normale periodo di svolgimento – il Salone è già stato programmato, infatti, per quattro giorni dal 10 al 13 aprile -, alla Fiera di Verona ha preso il via ieri una edizione speciale della storica rassegna, nella quale si è sempre vista una foltissima e qualificata rappresentanza del Friuli Venezia Giulia, che riunisce i principali player del settore e permette di scoprire in un’unica esperienza lo scenario del mercato vitivinicolo italiano, che si sta riprendendo dai durissimi colpi inferti dalle misure adottate per contrastare la pandemia che finalmente pare stia arretrando. La manifestazione enologica continua anche oggi e si concluderà domani: a Vinitaly Special Edition – informa la Fiera – “si trova il meglio della produzione italiana, nuovi prodotti e trend. È l’occasione per scoprire, degustare e valutare tutta l’offerta, rivolgendo domande dirette e dettagliate a produttori, incontrare distributori, stakeholder e istituzioni”. L’accesso è esclusivamente su invito e riservato ai membri del Buyers Club.

Il ministro Stefano Patuanelli.


La tutta speciale esposizione è stata inaugurata dal ministro delle Politiche agricole, il triestino Stefano Patuanelli, il quale ha fatto un riferimento anche alla tanto discussa questione del Prosecco “insidiato” dall’assonante vino croato, anche se con altre caratteristiche organolettiche. «Difenderemo – ha detto, infatti – il valore del vino anche in Europa. Vediamo in modo chiaro come i sistemi Igp e Dop funzionano, ma, come per il Prosek, c’è chi mette in discussione questo. Non lo permetteremo».
Anche il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha sferrato un duro attacco al riguardo, come si legge su L’Arena di Verona: «Siamo arrabbiati per quello che sta succedendo con il Prosecco che stanno cercando di scimmiottare come stanno facendo i croati: produrremo una documentazione che dimostra come la denominazione “Prosek” non sia dei croati».
Come informa Ansa, sono più di 400 aziende e consorzi, tra i più prestigiosi dell’Italia, presenti a Vinitaly Special Edition. Tre padiglioni occupati, 200 top buyer esteri selezionati direttamente da Veronafiere e Ice Agenzia provenienti da 35 nazioni, oltre a quelli accreditati dalle aziende o a partecipazione diretta. La rassegna, apertasi in contemporanea con Enolitech, Sol&Agrifood, è caratterizzata anche da un programma di 50 degustazioni e 12 convegni. Inoltre, oggi e domani, nel PalaExpo di Veronafiere va in scena anche Wine2wine business, forum che presenta più di 100 relatori internazionali, 17 aree tematiche, più di 1.500 operatori e manager, 70 speed meeting sulle questioni più attuali del momento per le aziende e la community del vino.
Da registrare infine una curiosità: i grappoli d’uva di tutta Italia sono per la prima volta presenti in una grande esposizione dedicata all’origine del vino all’interno di Vinitaly Special Edition. Tutte le regioni sono presenti nel salone “Vigneto Italia”, creato da Coldiretti nel padiglione 4 stand D3 della Fiera di Verona per scoprire la grande biodiversità e qualità dalle quali nascono le più prestigiose bottiglie del vino Made in Italy. Sul territorio nazionale – spiega al riguardo Coldiretti – ci sono 608 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei cugini francesi, a dimostrazione del ricco patrimonio di biodiversità su cui può contare l’Italia, terra che vanta lungo tutta la Penisola la possibilità di offrire vini locali di altissima qualità grazie ad una tradizione millenaria. Protagonisti anche i vitigni autoctoni del Vigneto Fvg, come “il Picolit dalle produzioni limitatissime – annota l’organizzazione agricola – già coltivato in epoca imperiale romana, che ebbe l’onore di deliziare i palati di papi e imperatori”.

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In copertina, grappoli di Picolit, celebre varietà autoctona friulana presente nella mostra allestita da Coldiretti nell’ambito di Vinitaly Special Edition.