L’agricoltura e l’ambiente lunedì si incontreranno a Tolmezzo: opportunità e strumenti utili per il rilancio montano

Offrire un’occasione concreta per mettere in dialogo agricoltura e ambiente, sviluppo del territorio e tutela della biodiversità. È questo l’obiettivo dell’incontro pubblico in programma lunedì 25 agosto a Tolmezzo, nella sala consiliare del Comune, dove il Servizio Sviluppo Rurale della Regione Friuli Venezia Giulia – autorità di gestione del Ps Pac – assieme al Servizio Biodiversità, con il supporto dell’Amministrazione comunale di Tolmezzo, presenteranno al territorio il bando SRD04 “Investimenti non produttivi agricoli con finalità ambientale”. Un momento importante di confronto con gli attori locali, pensato per spiegare in modo chiaro e diretto finalità, criteri di accesso e opportunità messe a disposizione da una misura che rappresenta un tassello per l’ambiente del futuro.


Il bando, aperto fino al 25 settembre 2025, sostiene interventi che – pur non generando un ritorno economico immediato – portano benefici ambientali duraturi: dalla riqualificazione di paesaggi agricoli alla tutela di habitat naturali, fino alla riduzione dell’impatto delle attività agricole sul suolo e sulle acque. In un’epoca in cui sostenibilità e resilienza sono parole chiave per le politiche di sviluppo, strumenti come lo SRD04 diventano leve strategiche per accompagnare le imprese agricole verso modelli sempre più integrati con le esigenze del territorio e dell’ecosistema.
Dopo i saluti introduttivi dell’assessore comunale Marioantonio Zamolo, a condurre l’incontro saranno Caterina Talotti per l’Autorità di Gestione regionale del Ps Pac 23-27 che illustrerà il quadro generale del programma, le finalità e peculiarità del bando e Umberto Fattori per il Servizio Biodiversità della Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, attuatore della misura, che approfondirà gli aspetti tecnici e ambientali legati agli interventi ammissibili. Con il supporto dell’amministrazione comunale di Tolmezzo, che ha voluto accogliere e promuovere questo appuntamento, la Regione si mette così in ascolto del territorio, offrendo strumenti e chiarimenti utili a cogliere le possibilità offerte dalla nuova programmazione Pac, la Politica agricola comune dell’Unione Europea. L’incontro è rivolto a enti pubblici, associazioni, operatori del settore agricolo e forestale e a tutti i cittadini interessati a conoscere le modalità di partecipazione e i benefici previsti dal bando.

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In copertina e all’interno due bellissime immagini dell’ambiente montano in Friuli.

Confagricoltura Fvg, oggi a Codroipo si parlerà di Pac pensando alle semine

Confagricoltura Fvg e Agrisoluzioni srl hanno organizzato, per oggi 19 novembre, alle ore 15, alla Cantina Rauscedo di Codroipo, in via Zompicchia, un incontro informativo dal titolo: “Pac 2024-2025: impegni di condizionalità e rotazione delle colture”. A relazionare sul tema sarà il giornalista Ermanno Comegna, specializzato in politica agraria.
«A cavallo delle elezioni europee, la Politica agricola comune ha subito vari cambiamenti e interventi normativi – spiega Francesco Zanelli, vicedirettore di Confagricoltura Udine -. In vista delle semine autunnali, dunque, si è reso utile e necessario fare chiarezza sulla situazione e informare gli agricoltori in maniera aggiornata e puntuale».
La partecipazione all’incontro, organizzato nell’ambito dell’attività Sissar 2024, in collaborazione con la Regione Fvg, è libera e gratuita. Si consiglia, però, la prenotazione chiamando lo 0432.507013 o scrivendo ad assistenzatecnicafvg@confagricoltura.it

“Raccolta domande Pac 2024 in Fvg, grande risultato peraltro non scontato”: la soddisfazione dell’assessore Zannier

«Oggettivamente è stato conseguito un grande risultato, peraltro non scontato». Questo il commento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, alle oltre 11mila domande per la campagna 2024 della Pac (Politica agricola comune) raccolte dal nuovo Organismo pagatore regionale – l’Opr Fvg, istituito nell’ambito di Ersa – tramite il proprio sistema informativo entro la scadenza del 30 agosto fissata a livello nazionale. Le domande riguardano sia gli aiuti diretti del primo pilastro della Pac sia i premi dello Sviluppo rurale per il nuovo ciclo di impegni agro-climatico-ambientali, richiesti dalle aziende agricole del Friuli Venezia Giulia in un unico atto, la cosiddetta Domanda unificata, predisposta in modalità grafica sulla base di un piano colturale e rilasciata dai Centri di assistenza agricola (Caa) regionali convenzionati con l’Opr Fvg.
L’esponente della Giunta Fedriga ha rimarcato la soddisfazione dell’Amministrazione regionale innanzitutto perché questa attività è stata svolta per la prima volta dal neo riconosciuto Organismo pagatore e poi perché l’anno di campagna 2024 degli aiuti Pac è caratterizzata da importanti innovazioni e modifiche del quadro di riferimento, tali da costringere il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste a prorogare più volte la scadenza per la presentazione delle domande. Questo in relazione alla nuova programmazione degli aiuti per il periodo 2023-2027, con modifiche regolamentari importanti intervenute a fine primavera, in risposta alle proteste degli agricoltori, e applicate già nella campagna in corso. Ma anche a innovazioni tecniche e informatiche, come l’introduzione della nuova carta nazionale dei suoli, con la quale, attraverso procedure di fotointerpretazione automatica delle orto-immagini, vengono individuati in modo oggettivo i macro-usi ammissibili, i pascoli, le tare e le superfici non eleggibili di tutto il territorio e i nuovi strumenti di interoperabilità per lo scambio delle informazioni tra i diversi sistemi informativi.
Come ha spiegato l’assessore, per gestire e coordinare le reciproche attività, ma anche per affrontare le criticità che di volta in volta emergevano, l’Organismo pagatore della Regione Fvg ha istituito un tavolo tecnico permanente con i Centri di assistenza agricola per la campagna 2024, che si è riunito settimanalmente per agevolare lo scambio di informazioni e gli aggiornamenti e trovando soluzioni condivise alle difficoltà intercorse. «Lo spirito di collaborazione – ha sottolineato Zannier – è stato notevole. Importante e costante anche l’assistenza degli stessi funzionari e tecnici dell’Opr agli operatori dei Caa, alle prese con un nuovo applicativo. Disponibilità assicurata fino alla mezzanotte del giorno della scadenza del termine, insieme agli informatici di Abaco, la società che sta realizzando il sistema informativo dell’Opr, e dell’in house Insie».
«Tutto ciò – ha continuato l’assessore – ha consentito ai soggetti coinvolti di far fronte, pur con uno sforzo notevole e grande impegno, alla prima sfida significativa del nuovo sistema di gestione dei fondi europei agricoli voluto dalla Regione. Ora si tratterà di verificare le domande pervenute e fare una prima stima degli importi richiesti per lo sviluppo rurale, nonché avviare tutte le attività finalizzate ad erogare gli anticipi alle aziende, almeno per la componente del premio base della Pac, già questo autunno». Infine, come ha concluso Zannier, «è necessario ringraziare tutte le associazioni di categoria ed i relativi Caa per la grande collaborazione e disponibilità dimostrata in un percorso certamente non facile, Diagram-Abaco per l’assistenza e il supporto, Agea-Agea coordinamento per la fattiva collaborazione, Insiel e la direzione Risorse agroalimentari della Regione e in modo particolare tutto l’Opr Fvg per l’enorme lavoro svolto con passione e dedizione».

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In copertina, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier.

Anche Confagricoltura Fvg a Bruxelles per contestare la Pac e il “Green Deal”

In molti Paesi dell’Unione Europea, tra i quali l’Italia, sono in atto proteste da parte di alcuni rappresentanti del mondo agricolo e ieri i trattori sono arrivati anche a Bruxelles. Il comune denominatore delle rimostranze è la contestazione della Pac – Politica Agricola Comune – e del “Green Deal” applicato all’agricoltura.
Anche in questa occasione, Confagricoltura, da sempre in prima linea per rappresentare le istanze degli agricoltori, partendo dall’ascolto e comprendendo il disagio del settore, conferma il proprio impegno per portare le questioni poste nelle sedi competenti, in Europa. La Confederazione, infatti, condivide l’attenzione del Governo nazionale rispetto alle richieste degli agricoltori, ma auspica risposte più incisive e urgenti da parte dell’Unione. In questo senso, la giunta di Confagricoltura ha deciso di avviare una serie di iniziative a Bruxelles per domandare che le richieste degli agricoltori vengano affrontate con maggiore sollecitudine, a tutela di un settore trainante della nostra economia che subisce le conseguenze economiche di uno scenario internazionale ad alta instabilità.

Philip Thurn Valsassina


«Un impegno – sottolinea Philip Thurn Valsassina, presidente regionale di Confagricoltura – che interessa pure il rinnovo della deroga all’obbligo di destinare a finalità non produttive una parte dei seminativi che la Commissione ha trattato oggi. Non siamo soddisfatti della decisione presa poiché mantiene troppi vincoli per le aziende e, perciò, visto che la proposta (poco utile e attuabile) della Commissione passa ora all’esame degli Stati membri, siamo già in contatto con il nostro Ministero e con le principali Organizzazioni agricole europee per ottenere le indispensabili e profonde modifiche».
L’impegno di Confagricoltura punta al raggiungimento dei seguenti obiettivi: assicurare un reddito adeguato ai produttori agricoli; migliorare la sostenibilità ambientale senza tagli produttivi; favorire la diffusione delle innovazioni tecnologiche per far fronte alle sfide del cambiamento climatico, salvaguardare i prodotti italiani ed europei nei confronti di una concorrenza non allineata con le regole dell’Unione per la sicurezza alimentare, la tutela delle risorse naturali e del lavoro, il benessere degli animali.
La Confederazione, infine, annuncia un’assemblea straordinaria a Bruxelles, convocata per il 26 febbraio, durante la quale verrà illustrata la visione dell’Associazione sul futuro dell’agricoltura e sulla nuova Pac.

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In copertina, seminativo in Fvg; all’interno, il presidente Philip Thurn Valsassina.

Agriflash.FVG – E non solo

Pac, in Fvg 50 milioni in più Cinquanta milioni di fondi aggiuntivi nell’arco di cinque annualità saranno messi a disposizione dalla Regione Friuli Venezia Giulia quale cofinanziamento obbligatorio alla Pac (Politica agricola comune): lo ha reso noto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, illustrando in sede di II Commissione del Consiglio regionale le principali misure inserite nel Defr, nella legge regionale di Stabilità e nella collegata alla finanziaria. Nell’occasione, Zannier ha reso noto che il nuovo Programma di sviluppo rurale partirà il primo gennaio prossimo, dopo l’approvazione entro dicembre del Piano strategico nazionale. Di particolare rilievo la conferma, nel Defr, del programma anticrisi legato alle conseguenze sul settore primario della crisi Ucraina. «Il rinnovo del programma prevedrà la rimodulazione dei massimali dei contributi e un ulteriore intervento finanziario sarà attivato ad aprile», ha riferito Zannier. Nella Stabilità regionale, accanto all’intervento finanziario sulla Pac, la novità più qualificante è data dalla norma che incentiva l’utilizzo degli impianti di micro-irrigazione nelle colture, stanziando 1 milione di euro per il 2023, 3 milioni per il 2024 e 3 milioni per il 2025. Tra le altre misure di spicco figurano il rifinanziamento delle graduatorie del bando sulle sistemazioni post tempesta Vaia, con 1 milione di euro per il 2023, oltre 2 milioni per il 2024 e 500mila euro per il 2025. Nella collegata alla legge di Stabilità sarà previsto che per il bando sui nuovi insediamenti di giovani agricoltori in montagna ciascun soggetto possa avanzare una sola domanda. Zannier ha annunciato inoltre che sarà rimodulato il calendario per la pesca e l’acquacoltura del novellame. L’assessore alle Risorse agroalimentari si è infine soffermato sui protocolli fitosanitari. «La flavescenza dorata inizia a essere un problema rilevante – ha rilevato Zannier – e creano preoccupazione le cocciniglie». Anche in quest’ottica il panel dei tecnici integrato per la prevenzione e l’applicazione dei corretti protocolli sulla vite sarà ampliato.

Montagna, domani incontro a Clauzetto«Questi incontri sono momenti di confronto fondamentali perché avvengono in vista dell’apertura delle nuove programmazioni e linee di finanziamento dell’Unione europea, sia sul fronte dell’agricoltura sia sulla nuova strategia delle aree montane interne. Vogliamo informare in maniera puntuale su queste nuove opportunità, ma soprattutto vogliamo raccogliere le segnalazioni e le esigenze che provengono dei territori montani. Solo così, infatti, si potranno “scrivere” le future strategia di sviluppo, con i relativi bandi alimentati dalle risorse europee, nella maniera più coerente possibile rispetto a quanto le popolazioni e le attività economiche hanno davvero bisogno». È quanto sottolineato dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e alla Montagna, Stefano Zannier, nel corso dell’incontro pubblico sulla situazione della pedemontana e sulle politiche di sviluppo della montagna organizzato ad Aviano dalla Magnifica Comunità di Montagna delle Dolomiti Friulane. All’incontro – svoltosi nell’auditorium della Biblioteca comunale di Aviano – erano presenti, oltre al presidente delle Comunità stessa, Dino Salatin (sindaco di Caneva), anche i primi cittadini Paolo Tassan Zanin (Aviano), Ivo Angelin (Budoia) e Mario Della Toffola (Polcenigo). «Occasioni come questa – ha sottolineato l’assessore – di confronto diretto hanno proprio l’obiettivo di raccogliere attorno alle Comunità di montagna tutti i protagonisti e tutte le diverse espressioni del territorio. Le Comunità hanno proprio la “mission” di progettare gli indirizzi e le strategie di sviluppo condivise sui propri territori. Ma questo deve essere fatto insieme proprio per delineare un percorso comune che consenta alla Regione di declinare, nei prossimi mesi, le effettive linee attorno alle quali verranno costruiti i bandi e le programmazioni con i relativi finanziamenti sulle progettualità avanzate». La Regione Fvg vuole evitare di calare progetti dall’alto: per questo, attraverso le Comunità di montagna, chiede e agevola la maggiore aggregazione possibile attorno alle esigenze e ai bisogni di cui i territori necessitano. Il passo successivo sarà quello di “disegnare” le linee di sviluppo sulla base delle indicazioni che arrivano dagli stessi territori. Quello di Aviano è stato il primo di una serie di incontri, in programma le prossime settimane, con le due Comunità montane del Friuli occidentale: la Magnifica Comunità delle Dolomiti Friulane Cavallo e Cansiglio e quella delle Prealpi Friulane orientali. L’assessore regionale era accompagnato dai dirigenti e tecnici dei diversi servizi della Regione nell’ambito delle politiche della montagna, a disposizione proprio per raccogliere dettagliatamente le richieste, oltre che della Comunità e dei sindaci appartenenti, anche delle diverse categorie produttive, dei portatori di interesse e delle popolazioni che nei territori montani vivono e operano. Gli incontri programmati dall’assessorato regionale con la Comunità delle Dolomiti friulane proseguiranno il prossimo 1 dicembre a Barcis e il 6 dicembre a Tramonti di Sotto. Mentre con la Comunità delle Prealpi orientali gli incontri in calendario sono quattro: domani, 29 novembre, a Clauzetto, il 15 dicembre a Travesio, il 19 dicembre ad Arba e l’11 gennaio a Pinzano al Tagliamento.

Magredi e risorgive, al via un progetto «È lodevole che progetti come quello condotto sui magredi e le risorgive puntino a contemperare la competitività delle imprese dell’agricoltura e dei produttori primari con la valorizzazione degli ambienti naturali e la preservazione degli ecosistemi. È una strategia valida». Questo il commento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, intervenuto a San Quirino all’evento di presentazione del progetto a valere sul Psr Fvg 14-20 che interessa i magredi e le risorgive e coinvolge quattordici Comuni della pianura pordenonese con capofila il Comune di San Quirino. «La strategia è valida – ha ribadito Zanier -, ma si scontra con la rigidità degli strumenti amministrativi messi a disposizione: il Psr non tiene conto, infatti, delle diverse velocità dell’agire delle imprese private rispetto all’Amministrazione pubblica». Oltre al tema degli iter procedurali, Zannier ha rilevato criticità anche sul rispetto dei preventivi di spesa all’interno di un programma che abbraccia un settennato caratterizzato da molteplici imprevisti che hanno inciso sui prezzi delle materie prime, dell’energia, causando una generalizzata inflazione. «I costi preventivati sette anni fa non sono rimodulabili in considerazione dell’inflazione e dell’aumento dei prezzi perché le procedure non lo prevedono. In ogni caso – ha assicurato l’assessore – la Regione ha tutta la volontà di chiudere le rendicontazioni entro i termini stabiliti, a tutela di quanti hanno già investito e utilizzato i capitali attesi». Quanto al progetto presentato, Zannier ha evidenziato il forte interesse del territorio a realizzare iniziative che mettono assieme soggetti diversi. In futuro, le progettualità dovranno essere pensate in modo da utilizzare più strumenti di accesso ai finanziamenti pubblici, abbinandone l’efficacia in maniera organica». Il progetto «Valorizzazione dell’ambiente, del territorio, delle produzioni, della multifunzionalità delle aziende e dell’agricoltura sociale per l’ambito rurale dei magredi, delle risorgive e della pianura pordenonese» vede la partecipazione di 55 partner pubblici e privati, di cui 20 beneficiari. Sono coinvolti 14 Comuni, 10 aziende agricole oltre a enti, associazioni, Università. Sono previsti 45 interventi per un valore di oltre 22,9 milioni di euro in un territorio che comprende 190mila abitanti su una superficie di 540 chilometri quadrati.

Il Natale di Cantina Tramin Sabato 10 dicembre, dalle 10 alle 18, Cantina Tramin accoglie curiosi e appassionati in occasione dell’evento Il Natale dei cinque sensi. Dopo la sosta pandemica del 2020 e la versione ridotta dello scorso anno, l’edizione 2022 torna con un ricco programma, alla scoperta delle sue eccellenze enologiche e delle specialità gastronomiche ad opera di artigiani del cibo e produttori locali. Il momento più atteso sarà la presentazione delle nuove annate dei vini della Selezione, con accesso su prenotazione, dati i posti limitati, e diverse sessioni di assaggio organizzate nell’arco della giornata in sala Nussbaumer. Unterebner Pinot grigio 2021, Nussbaumer Gewürztraminer 2021, Glarea Chardonnay 2021, Maglen Pinot Noir Riserva 2020 e Urban Lagrein 2020 saranno i protagonisti della degustazione, arricchita da una proposta di tortelli fatti in casa dal tradizionale Pastificio Remelli di Valeggio sul Mincio (Verona). Le sessioni in lingua italiana si terranno negli orari 10.30, 12.30, 14.30 e 16.30 al costo di 37 euro a persona. In Sala Urban sarà possibile esplorare l’evoluzione di Unterebner Pinot grigio attraverso una verticale delle annate più affascinanti. Spesso consigliato da bere giovane, in realtà il Pinot grigio è un vino capace di sorprendere per il grande potenziale d’invecchiamento e quindi adatto a una lunga conservazione in cantina. Sempre in sala Urban, sarà allestito un ampio banco d’assaggio con le nuove annate dei vini delle linee Classica e Selezione, tra i quali Nussbaumer, Unterebner e Stoan, accompagnato da ricercate specialità gastronomiche: il pesce d’allevamento di Schiefer (San Leonardo in Passiria), gli squisiti formaggi affinati in Alto Adige dallo chef stellato Hansi Baumgartner (Varna e Bressanone) e lo speck Alto Adige Igp del Consorzio Tutela Speck Alto Adige. L’ingresso al banco d’assaggio è libero e i prezzi a consumazione. La sala ospiterà anche una collezione di opere dell’artista locale Evelyn Rier realizzate con tessuti incorporati su pannelli di poliestere e dettagli in pittura acrilica. Per maggiori informazioni: visit.CantinaTramin.it

Ais Vitae premia bollicine 2007Pioggia di premi per Mosnel, l’azienda di Camignone (Brescia) guidata dai fratelli Giulio e Lucia Barzanò, nella nona edizione della guida di Ais Vitae: la Riserva 2007 Pas Dosé Riedizione 2022 si aggiudica il Tastevin della Lombardia, la Gemma e le Quattro Viti. Il Tastevin rappresenta il riconoscimento più prestigioso della pubblicazione, che viene conferito a chi ha contribuito a imprimere una svolta produttiva al territorio di origine e che rappresenta un modello di riferimento di indiscusso valore nella rispettiva zona. La Gemma premia invece i cento migliori vini italiani selezionati tra quelli che hanno ottenuto i punteggi più alti; le Quattro Viti sono il riconoscimento dato ai vini che hanno ottenuto un punteggio superiore a 91, perfetti sotto il profilo stilistico e organolettico. Oltre che alla Riserva 2007 Riedizione 2022 (96 punti), le Quattro Viti sono state assegnate anche al Parosé 2016 (93,5 punti) e all’EBB 2016 (93). «Siamo felici – afferma Lucia Barzanò – per i riconoscimenti ottenuti nella guida di Ais. È il segno inequivocabile che il percorso che abbiamo intrapreso ormai da anni è quello giusto, un percorso che premia la volontà di spingerci sempre oltre, alla ricerca dell’eccellenza. Così come per la Riserva, che sosta lunghi anni sui lieviti in attesa del momento perfetto per essere degustata, anche noi abbiamo saputo attendere, dando valore al trascorrere del tempo». Nella Riserva 2007 Pas Dosé Riedizione 2022 la vinificazione è avvenuta in acciaio per il Pinot bianco e in piccole botti di rovere francese per lo Chardonnay e il Pinot nero. Dopo l’assemblaggio, alla Cuvée è stato aggiunto lo “sciroppo di tiraggio” e le bottiglie sono state coricate nelle cantine dell’azienda, dove sono rimaste a contatto con i lieviti per 14 anni. La lenta maturazione ha consentito alla Riserva il raggiungimento di una grande complessità: nel calice oro intenso e brillante, i profumi sfumano dall’eleganza floreale di robinia e camomilla alle note di cedro candito e bergamotto, con un tocco di zenzero e pan di spezie.

“La Politica agricola comune limita la capacità decisionale delle Regioni”

«La nuova architettura della Politica agricola comune (Pac) di fatto limita pesantemente la capacità decisionale delle Regioni, le quali si trovano a dover adottare su scala locale quanto già deciso ai livelli superiori rendendo di fatto difficoltosa l’applicazione di alcune misure. A ciò si aggiunge la complessa gestione finanziaria delle risorse dovuta alla possibilità di utilizzarle in un arco temporale ridotto rispetto al passato». Su questi argomenti si è soffermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo ai lavori della II Commissione. L’assise è stata convocata per approvare il documento denominato “Le priorità strategiche per l’agricoltura e il mondo rurale del Friuli Venezia Giulia al 2030 e gli interventi di sviluppo rurale per la Politica agricola comune (Pac) 2023-2027″.
Nel delineare la nuova architettura del programma, l’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha posto in risalto alcune problematiche strettamente operative che di fatto rischiano di mettere in difficoltà i beneficiari. «La nuova Pac – ha detto Zannier – è innanzitutto nata da un difficile confronto europeo conclusosi con anni di ritardo rispetto alla sua tempistica ordinaria. Inoltre, è il frutto di un compromesso che dà origine a qualcosa che è profondamente diverso sia negli obiettivi che nelle modalità di attuazione rispetto alla programmazione precedente. Se, infatti, fino ad oggi il sistema aveva una forte vocazione regionale, adesso invece la cornice unica è quella costituita dal piano strategico nazionale; questo diverso modo di operare ha creato grosse difficoltà dovendo mettere a sistema le necessità delle Regioni ognuna con proprie specificità in un quadro definito dallo Stato nel rispetto dei vincoli posti dall’Europa” Ciò comporta la limitata capacità di decisione delle regioni sull’utilizzo dei fondi. Il piano strategico nazionale – ha evidenziato Zannier – prevede una serie di interventi predeterminati che poi possono essere solo scelti dalle Regioni e non definiti assieme a loro. Ciò che c’è scritto all’interno dell’intervento è già predeterminato a livello statale e non può essere quindi in alcun modo negoziato, portando in alcuni casi a non poterlo applicare nella realtà locale pur essendo di per se interessante guardando solo il titolo della misura».
Ultimo aspetto messo in evidenza dall’assessore nel suo intervento è stato quello riguardante la riduzione temporale della Pac, che passa dal naturale settennato al nuovo quinquennio. «Anche questa innovazione – ha spiegato il titolare dell’Agricoltura Fvg – crea non pochi problemi sulla gestione finanziaria delle risorse. Alcune misure, in particolar modo quelle strutturali, nascono con un budget spalmato su 5 annualità con volumi di risorse disponibili inferiori rispetto a quelle previste sul settennato, pur essendo queste le azioni più richieste in assoluto. Ciò comporta di conseguenza un numero inferiore di beneficiari che potranno accedere ai vantaggi della programmazione».

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In copertina, l’assessore alle Risorse agroalimentari Fvg Stefano Zannier.

Sviluppo rurale, oltre 237 milioni erogati nel 2021 in Friuli Venezia Giulia

Il 2021 è stato un anno importante per il Programma di sviluppo rurale 14-20 del Friuli Venezia Giulia, prorogato di due anni in quanto la nuova Politica agricola comune prenderà avvio nel 2023. Nella sua nuova versione, definita una volta sbloccato il riparto delle risorse tra Regioni italiane e dopo un breve negoziato con la Commissione europea, il Programma ha ricevuto un’integrazione finanziaria di oltre 106 milioni di euro, di cui 14 circa messi a disposizione dall’European Recovery Plan, lo strumento creato per favorire la ripresa e la resilienza dei territori rurali dell’Unione Europea in risposta alla pandemia. Inoltre, è stato portato a termine il percorso di consultazione locale per l’agricoltura e il mondo rurale del Friuli Venezia Giulia verso il 2030, con la definizione di 9 priorità strategiche regionali per rendere il settore e le zone rurali più resistenti e resilienti, più moderne e adeguate alle nuove tecnologie, più ecologiche, ma con un’attenzione speciale al loro valore aggiunto e alla loro prosperità. Questo il bilancio tracciato dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, assieme all’Autorità di Gestione del Psr Fvg 14-20.

Stefano Zannier

«In vista della nuova Pac – ha affermato l’assessore – è stato condotto anche un importante lavoro di confronto con il Ministero (Mipaaf) e con le altre Regioni per la definizione del Piano Strategico per la Pac per il periodo 23-27, il nuovo strumento che comprenderà tutte le componenti della Politica agricola comune, dai pagamenti diretti, agli eco-schemi, gli interventi settoriali delle Ocm (Organizzazioni comuni di mercato) e quelli di sviluppo rurale. Il Piano è stato inviato alla Commissione europea e nel corso del negoziato saranno dettagliate le linee di intervento, comprese le specificazioni regionali per lo sviluppo rurale». Come ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga, «sul piano dell’avanzamento finanziario del Psr il bilancio è positivo, nonostante le difficoltà riscontrate e grazie ai pagamenti autorizzati nelle ultime settimane, il volume complessivo di risorse erogate è superiore a 237 milioni di euro, di cui 14,8 milioni di fondi integrativi regionali e il primo milione e mezzo di fondi Euri, con il superamento del target di spesa 2021 per circa 33 milioni».

Da parte dell’Autorità di Gestione, è stata riscontrata una maggiore efficacia nella procedura di istruttoria automatizzata per il pagamento dei premi a superficie, con l’anticipazione dei fondi (oltre 14 milioni) riconosciuta alla maggior parte dei beneficiari. Ciò grazie ad alcune condizioni previste nei nuovi bandi per nuovi impegni pluriennali di tre anni agro-climatico-ambientali e di agricoltura biologica, che hanno favorito la presentazione al sistema di domande “più pulite”, con minori anomalie bloccanti e quindi con istruttoria volta al pagamento molto più rapida. I nuovi bandi, inoltre, hanno registrato una forte adesione, con oltre 2.000 domande e una superficie sotto impegno più che raddoppiata rispetto ai bandi quinquennali precedenti. L’integrazione delle risorse ha consentito anche di disporre lo scorrimento di graduatorie valide su bandi del 2020, per l’insediamento dei giovani in agricoltura, per gli investimenti in fabbricati e in macchinari e attrezzature, per l’agriturismo e la pioppicoltura, oltre che avviare subito il nuovo intervento per sostituire gli impianti di irrigazione con altri più efficienti, per ridurre il consumo dell’acqua.
«Nel 2022 – ha concluso l’assessore – ci saranno diverse altre opportunità di accesso ai contributi del Programma, a partire dal bando annuale per l’insediamento dei giovani che sarà pubblicato a gennaio e poi a seguire diverse altre procedure di finanziamento scandite secondo un cronoprogramma che tiene conto delle tempistiche necessarie per partecipare, di quelle per la conclusione degli investimenti entro la scadenza del Programma e al contempo del carico di lavoro istruttorio per gli uffici regionali, da distribuire nel corso dell’anno per non creare rallentamenti nelle concessioni».

Il calendario dei nuovi bandi è stato condiviso con le organizzazioni di categoria ed è stato reso pubblico in questi giorni sul sito della Regione Fvg al link https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/agrico ltura-foreste/psr-programma-sviluppo-rurale/news/502.html. Comprende iniziative per la trasformazione, commercializzazione e lo sviluppo dei prodotti agricoli, per la creazione di energia da fonti rinnovabili, per acquisto di macchinari e attrezzature particolarmente performanti sul piano ambientale, per l’imboschimento e per l’avvio di imprese ex-tra-agricole nelle zone rurali e diverse opportunità nelle aree di competenza dei Gal.

Confagricoltura Fvg: l’accordo sulla Pac è auspicabile, ma non a tutti i costi

L’assemblea annuale di Confagricoltura Fvg, svoltasi in modalità online, non poteva non occuparsi del grave fatto del giorno: la mancata approvazione europea della riforma della Politica agricola comune (Pac). «Nonostante le difficoltà emerse, un accordo sulla riforma della Pac è possibile e auspicabile, ma non a tutti i costi. Perché la politica agricola dell’Ue deve continuare a sostenere un processo economico finalizzato a fornire ai consumatori cibo in quantità adeguate, sicuro e di altissima qualità», ha affermato il presidente regionale Philip Thurn Valsassina riguardo al rinvio del negoziato tra le istituzioni dell’Unione Europea per raggiungere un’intesa sulla nuova Pac che dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2023.
«È evidente che le imprese agricole sono di fronte a una nuova sfida – prosegue Thurn Valsassina – che è quella di una maggiore sostenibilità ambientale. Vale a dire, salvaguardare i livelli di produzione riducendo la pressione sulle risorse naturali. Non servono, però, nuovi e complessi adempimenti burocratici; mentre risulta fondamentale un’efficace tutela dei redditi di tutte le imprese, senza penalità in funzione della dimensione – sottolinea il presidente di Confagricoltura Fvg -. Senza dimenticare che la continuità dell’attività agricola è essenziale per la vitalità sociale ed economica delle zone rurali e delle aree interne. Ci auguriamo – conclude Thurn Valsassina – che la ripresa delle trattative tra le istituzioni dell’Unione sia caratterizzata da una maggiore attenzione nei confronti delle esigenze economiche delle imprese».

Philip Thurn Valsassina