Con l’autunno arriva anche il secondo appuntamento delle aziende agroalimentari delle Prealpi Friulane Orientali dedicato agli operatori del commercio, del turismo e per i professionisti dell’informazione. Il progetto Dica’, della Comunità di Montagna delle Prealpi Friulane Orientali, ha infatti l’importante obiettivo di valorizzare la rete di imprese e le piccole produzioni agroalimentari dell’area montana e pedemontana pordenonese. Questa volta si presenteranno agli operatori i produttori dei Comuni di Sequals, Pinzano al Tagliamento, Castelnovo del Friuli, Clauzetto, Travesio e Vito d’Asio.
Il tour inizierà nel primo pomeriggio di oggi, 20 ottobre, alle 14.30, con la visita al pastificio artigianale Sapori di casa di Iacoponi Claudio a Lestans di Sequals: un’azienda a gestione familiare che nel tempo ha affiancato a quella più tradizionale nuove linee di produzione (come biologica e gluten free), per rispondere ai cambiamenti delle richieste di mercato, e che sta portando la sua pasta all’uovo secca in tante parti del mondo.
A seguire, si entrerà nel mondo della frutticoltura e delle trasformazioni vegetali con la visita all’azienda agricola Borgo delle mele a Pinzano al Tagliamento. I titolari Christian Siega e Serena Ciriani racconteranno la loro scelta di valorizzare due presìdi Slow Food – le Mele antiche dell’Alto Friuli e la Cipolla di Cavasso e della Val Cosa – e di specializzarsi nella produzione di succhi, sidro e conserve vegetali. I partecipanti potranno passeggiare nel frutteto, visitare il laboratorio e assaggiare i loro succhi di mela e il loro sidro.
Nel tardo pomeriggio si andrà invece a conoscere l’azienda vitivinicola Ronco Margherita, sempre a Pinzano. Il titolare Alessandro Bellio guiderà i visitatori nella scoperta dei suoi vigneti e della sua cantina, da cui traggono origine vini di pregio Doc, ma anche di vitigni autoctoni dello Spilimberghese. Seguirà l’apericena con tante specialità locali. Ai titolari delle aziende visitate si uniranno, infatti, gli altri produttori Dica’ della zona. Nello specifico ci saranno Tonelli Fabrizio di Castelnovo del Friuli e Bertin Doriana di Travesio per i salumi, Latteria Pradis e Malga Polpazza per i formaggi, gli apicoltori Azzaro Maria di Vito d’Asio, Fabris Giobatta di Pinzano, I Roncs di Castelnovo del Friuli per i mieli, Leon Emiliano di Clauzetto con le sue confetture e Walter Magris di Travesio con la sua birra Praforte. Un’occasione unica per la conoscenza delle produzioni agroalimentari locali e per il confronto fra i diversi soggetti della filiera!
L’accesso è gratuito, previa iscrizione sulla piattaforma www.eventbrite.com. Per maggiori informazioni scrivere all’indirizzo info@di-ca.eu o chiamare ai numeri 348.3719215 (Giuliana Masutti) 388.9214726 (Cinzia Campisi).
Montagna, Dolomiti Friulane d’esempio per i progetti europei di rilancio
«Si è trattato di un incontro estremamente costruttivo e interessante quello svoltosi a Tramonti di Sotto con la Magnifica Comunità di Montagna delle Dolomiti Friulane, Cavallo e Cansiglio. Dove i diversi protagonisti dei territori montani, come in questo caso, hanno già da tempo cominciato a lavorare insieme facendo sinergia, tanto che emerge con chiarezza come la collaborazione sia utile ai fini di preparare la programmazione per i prossimi progetti che saranno finanziati dall’Unione europea». Lo ha affermato l’assessore regionale alla Montagna, Stefano Zannier, a margine dell’incontro che si è tenuto l’altra sera a Tramonti di Sotto nel quale erano presenti anche le municipalità di Tramonti di Sopra e di Frisanco, oltre a rappresentati delle categorie economiche. «La collaborazione – ha rimarcato Zannier – e la cooperazione che si è creata in quest’ambito montano è da esempio proprio per come si riesce a lavorare insieme con il coinvolgimento del territorio».
«È emerso come le progettualità già esistenti – ha evidenziato ancora l’esponente della Giunta Fedriga – stiano dando un effettivo aiuto nel creare le strategie future, quindi nel riuscire a fornire l’evidenza di quella che dovrà essere la scrittura dei nuovi programmi di sostegno ai territori montani e le migliori azioni per poi realizzare i bandi e applicare i programmi stessi».
Già da alcune settimane l’assessore Zannier – accompagnato dai tecnici degli uffici e delle Direzioni regionali – sta procedendo con una serie di incontri con le Comunità di montagna del Friuli occidentale. Momenti di confronto diretto che hanno proprio l’obiettivo di raccogliere attorno alle Comunità di montagna tutti i protagonisti e tutte le diverse espressioni del territorio. Le Comunità hanno proprio il compito di progettare gli indirizzi e le strategie di sviluppo condivise sui propri territori. Azioni che, come ribadito dall’assessore, «devono essere fatte insieme proprio per delineare un percorso comune che consenta alla Regione di declinare, nei prossimi mesi, le effettive linee attorno alle quali verranno costruiti i bandi e le programmazioni con i relativi finanziamenti sulle progettualità avanzate». E ha aggiunto:«Le collettività che hanno già da tempo cominciato a lavorare assieme, come quelle che costituiscono la Magnifica Comunità delle Dolomiti, stanno dimostrando in questo momento quanto vantaggio possono avere grazie a questa unione e alla reciproca collaborazione che ne deriva. Compito della Regione, anche grazie a questi incontri con le popolazioni locali, è quello di riuscire a dare anche alle altre comunità montane una metodologia di lavoro simile».
I prossimi incontri programmati saranno con la Comunità delle Prealpi orientali: in calendario il 15 dicembre a Travesio, il 19 dicembre ad Arba e l’11 gennaio a Pinzano al Tagliamento.

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In copertina, la zona di Tramonti di Sotto con il lago di Redona e le Dolomiti Friulane; qui sopra, un momento dell’incontro.
La “cipolla rossa di Cavasso e Val Cosa” tra le erbe che colorano le lane e i tessuti
di Giuseppe Longo
È la suggestiva cornice del Mulino di Borgo Ampiano, a Pinzano al Tagliamento, a ospitare da oggi al 13 giugno “Le donne del colore”, mostra delle artiste Marta Polli ed Ennia Visentin. L’iniziativa è a cura del Comune rivierasco e dell’Ecomuseo Lis Aganis. Molto intenso il programma che si svilupperà nell’arco di un mese e che ruota sulle proprietà che hanno numerose specie vegetali – per esempio, la cipolla rossa di Cavasso Nuovo e della Val Cosa che ha interessantissime proprietà – di rilasciare pigmenti utili per colorare lane e tessuti senza ricorrere alla chimica, di cui invece fa largo uso l’industria dell’abbigliamento. Proprio oggi, infatti, hanno inizio le escursioni e i laboratori con le piante tintorie a cura della stessa Visentin, la quale ha pubblicato anche un volume molto interessante dal titolo “Natura & Colore: nuove prospettive dell’arte tintoria” che sarà presentato sabato prossimo, 22 maggio, alle 18. Domani, invece, dalle 9.45, sempre a Pinzano, nell’ambito di Passiparole 2021 si tratterà il tema, senza dubbio affascinante, “La produzione di colori per dipingere al naturale”.
Cipolle e lane colorate.
Piante e colori, dunque. Non tutti sanno, infatti, che esistono sorprendenti possibilità naturali per colorare lane e tessuti, senza appunto ricorrere ai prodotti chimici. Tanto che a Pinzano Ennia Visentin, presentando il suo libro che è una vera e propria “miniera” di informazioni e curiosità su questo affascinante settore, spiegherà come è possibile tingere con l’utilizzo di alcune erbe particolari, addirittura con gli scarti delle potature, nonché con frutta e verdura, all’insegna della “sostenibilità”, una parola, quest’ultima, sempre più diffusa. La ricerca è pluriennale ed è bello e interessante che tutti possano conoscere la possibilità di ottenere una produzione di colori al 100 per cento naturale e una serie di tecniche innovative nei processi tintori. «Questo libro – spiega l’esperta – nasce dal percorso di lavoro e di studio sulle sostanze coloranti naturali sviluppato dall’autrice nel corso degli anni, collegando idealmente la tradizione antica ai nuovi orientamenti del settore. Da una breve descrizione della storia dell’arte tintoria, fino all’analisi di testi antichi e contemporanei sul tema, vengono offerte le riproduzioni di prove di tintura effettuate da esperti nazionali e stranieri oltre alle sperimentazioni personali. I testi sono strutturati in modo da fornire un ventaglio di informazioni pratiche per comprendere e mettere in atto l’intero processo tintorio, offrendo una carrellata che va dalle sostanze presenti negli antichi ricettari fino ai testi contemporanei».
Il Mulino di Borgo Ampiano.

«Per le ricette di tintura proposte – prosegue Ennia Visentin -, si pone fede a un modello di tintura eco-dermo-compatibile, sulla scia delle nuove richieste di mercato di prodotti che possano garantire caratteristiche di salubrità. L’intento generale è quello di diffondere l’utilizzo di sostanze naturali, atossiche e sicure per le persone e per l’ambiente sulla base di un approccio etico ed eco-sostenibile. Delineando un quadro generale della realtà locale, Friuli Occidentale, viene evidenziato come l’utilizzo dei colori naturali può contribuire a una nuova visione economica e sociale sul territorio. Particolare attenzione è rivolta verso materiali e pratiche che rispettino, oltre i principi di eco-compatibilità, anche il minimo impatto ambientale e utilizzino fonti rinnovabili. Gran parte delle ricette proposte riconducono all’utilizzo di materiali di scarto agricolo o sottoprodotti agroalimentari che opportunamente utilizzati possono essere una risorsa preziosissima».
Nelle premesse, avevamo fatto cenno alla cipolla rossa di Cavasso Nuovo e della Val Cosa, una varietà autoctona della Allium cepa L. che «in campo tintorio – annota ancora Ennia Visentin nel suo libro – regala molteplici gradazioni cromatiche. Stoffa di seta sottoposta alla tintura a strati, filati di lana tinti in giallo oro con le tuniche e campioni di varie fibre tessili con tonalità ramate e rosso mattone». Ricordiamo che questa specie coltivata soltanto in quest’angolo del Friuli Occidentale, per le sue peculiarità, è stata classificata da anni tra i Presidi Slow Food, trattandosi di una varietà molto pregiata per i suoi usi in cucina. E, come abbiamo visto, questa cipolla rossa non è buona soltanto sulle nostre tavole, quale componente di ricette tradizionali, ma anche quale interessante fonte di materia colorante naturale.
Per conoscere il programma completo e per le iscrizioni andare su: www.ecomuseolisaganis.it
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In copertina la tipica cipolla rossa di Cavasso Nuovo e della Val Cosa.



