Vendemmia, dalle stime di Assoenologi Fvg al vertice con Uiv e Ismea

di Giuseppe Longo

Anche se non a pieno ritmo, la vendemmia 2019 è dunque partita in questi giorni anche in Friuli Venezia Giulia, ovviamente in certe zone – in collina a cominciare dal Cividalese per scendere fino al Collio – e in pianura soprattutto per quanto riguarda le uve destinate alla spumantizzazione e che consentono di ottenere un prodotto di qualità. Come pure di qualità si sta confermando la vendemmia, nel suo complesso, a giudicare dai primi carri arrivati nelle cantine, anche se di quantità sensibilmente ridotta, a causa della bruttissima primavera – che ha condizionato anche la fioritura – e poi dalla mancanza, pressoché totale, di piogge durante l’estate.
Il check-up sulla situazione produttiva è stato fatto durante l’annunciato incontro prevendemmiale di Assoenologi Fvg avvenuto a villa Nachini Cabassi, dove si è riunita, come sempre, una foltissima platea di esperti e di vitivinicoltori, con la regìa del presidente regionale Rodolfo Rizzi e l’organizzazione logistica dei Vignaioli di Corno di Rosazzo, guidati da Demis Ermacora. Un incontro che ha confermato l’andamento  delineato su questo sito nelle scorse settimane, ma i dati ufficiali dell’associazione che riunisce i tecnici della vite e del vino usciranno, per la prima volta, domani a Roma durante un importante vertice che si terrà nella sede del Ministero delle Politiche Agricole, dove siederanno attorno a un tavolo la stessa Assoenologi con il leader nazionale Riccardo Cotarella, l’Unione Italiana Vini e Ismea, organismi che “per la prima volta – come informa l’Uiv – uniscono le rispettive forze e competenze con l’obiettivo di fornire un quadro ancor più completo e dettagliato relativamente alle previsioni vendemmiali, che ogni anno rappresentano un momento, cruciale per il mondo vitivinicolo, in grado di delineare con buona precisione l’andamento produttivo del Vigneto Italia, fornendo alle imprese italiane dati fondamentali utili nel definire politiche e azioni da mettere in campo”.

Il presidente Rizzi con Bigot.

“Grazie a questa partnership eccellente tra i soggetti che in Italia rappresentano a pieno titolo, ognuno nel proprio ambito, un riferimento per il mondo del vino – si legge ancora nella nota dell’Unione Italiana Vini -, sarà possibile amplificare l’efficacia di decenni di lavoro impiegati nel perfezionamento dell’acquisizione dei dati produttivi e della relativa analisi. Attraverso la messa a sistema delle diverse esperienze e competenze, maturate da Uiv e Ismea, da un lato, e da Assoenologi, dall’altro, si dà vita ad un lavoro di monitoraggio dell’andamento vendemmiale realizzato capillarmente in tutte le aree vinicole del Paese, portando al comparto un’occasione unica per leggere e interpretare le statistiche più complete di sempre”. E questo perché una “ gestione attenta e oculata del dato previsionale costituisce un elemento imprescindibile per uno sviluppo equilibrato del mercato a livello nazionale e internazionale, in grado di garantire stabilità alle contrattazioni e al mercato stesso. Per questo motivo risulta facile immaginare quanto sia strategico fornire al mondo del vino italiano un’unica stima previsionale sulla vendemmia con un elevato valore di affidabilità e di dettaglio. Per tale motivo è nata la nuova modalità di lavoro congiunto fra Unione Italiana Vini, Assoenologi e Ismea, con la certezza di portare al comparto un nuovo punto di certezza sul quale fare affidamento”.

Una importante voce ufficiale, dunque, quella che uscirà domani a Roma, ma che recepisce appieno le indicazioni, rilevazioni e stime fornite, come ogni anno, alla sede di Milano dalla sezione Fvg di Assoenologi, le cui linee sono state appunto anticipate a Corno di Rosazzo. Dove si sono succeduti al microfono diversi relatori per trattare ognuno un aspetto specifico della questione vendemmia.  Così, dopo la consueta relazione del presidente Rizzi che si è soffermato su luci e ombre del momento, anche per quanto riguarda il “polso” commerciale, ha preso la parola il meteorologo Marco Virgilio che ha offerto un’ampia panoramica sull’andamento climatico e atmosferico nel periodo primavera-estate 2019, analizzando nel dettaglio i dettagli che avevamo richiamato all’inizio. Giovanni Bigot, agronomo del Consorzio delle Doc del Friuli Venezia Giulia, si è soffermato invece sulla sanità e sul potenziale qualitativo delle uve che si sono cominciate a raccogliere, ricollegandosi quindi ai temi trattati dal relatore che l’aveva preceduto. Ed ecco le prospettive qualitative sui nuovi vini delineate dal professor Emilio Celotti, docente dell’Università di Udine, mentre Albino Armani, presidente Consorzio Doc delle Venezie, si è soffermato sulla produzione di punta delle tre regioni (Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto), vale a dire il Pinot grigio, il bianco fermo che domina incontrastato i mercati. Infine, la consueta “finestra” normativa con Luigino Artico, direttore Icqrf, che ha illustrato gli aggiornamenti riguardanti il settore vino – da sempre regolato da norme complesse, accompagnate, per chi sbaglia, anche da sanzioni severe – e le nuove funzioni del Registro Telematico.
Dunque, anche quest’anno ha fatto pienamente centro il tradizionale incontro prevendemmiale di fine agosto, curato dal consigliere Assoenologi Roberto Marcolini. E ora sarà interessante prendere visione delle indicazioni che verranno dal vertice di domani al Mipaf di via Venti Settembre. Indicazioni che dovranno indurre a opportune riflessioni perché serviranno a delineare meglio la cornice in cui è inserita la nuova stagione vitivinicola. Ma avremo modo di riparlarne.

La foltissima platea a Corno.

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In copertina, grappoli di Pinot grigio nella zona Doc Friuli Aquileia.

 

Vendemmia 2019 alle porte: oggi il punto con Assoenologi

Come ogni anno, in questa stagione bisogna prepararsi alla vendemmia e Assoenologi lo fa puntualmente a Villa Nachini Cabassi, in piazza 27 maggio, a Corno di Rosazzo. La sezione Friuli Venezia Giulia, presieduta da Rodolfo Rizzi, chiama chiunque fosse interessato alla riunione tecnica di preparazione alla Vendemmia 2019. L’incontro in programma oggi,  e curato dal consigliere Assoenologi Roberto Marcolini, ha lo scopo di fare il punto sulla situazione del “Vigneto Friuli”, a pochi giorni dall’inizio della raccolta dell’uva.
L’evento inizierà alle 18.30 con ben sette relatori moderati da Claudio Fabbro. Nell’ordine, illustreranno le loro esperienze in materia Rodolfo Rizzi, Marco Virgilio, meteorologo, che parlerà sull’Andamento meteorologico di Primavera-Estate 2019; Giovanni Bigot, agronomo del Consorzio denominazione d’origine controllata del Friuli Venezia Giulia, su Sanità e potenziale qualitativo delle uve alla vendemmia 2019; Emilio Celotti, docente dell’Università di Udine, curerà invece l’Aspetto enologico della prossima raccolta; Albino Armani, presidente consorzio Doc delle Venezie, disserterà sul Pinot grigio e Luigino Artico, direttore Icqrf (Ispettorato centrale della qualità e repressione frodi), illustrerà gli aggiornamenti normativi e le nuove funzioni del Registro Telematico. Chiuderà i lavori l’assessore regionale all’Agricoltura, Stefano Zannier.
Al termine si terrà una degustazione di prodotti tipici regionali, con i vini offerti dal Consorzio delle Doc.
C.S.

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In copertina, lo stato di maturazione del Pinot grigio nella zona Doc Friuli Aquileia. 

 

Una buona vendemmia per Confagricoltura: “Ora si acceleri per la Doc Fvg”

di Gi Elle

«Sarà una buona vendemmia. La quantità di uva raccolta sarà certamente inferiore rispetto a quella molto alta del 2018. Ma, per quantificare più precisamente, serve ancora qualche giorno. Le maturazioni sono in ritardo e notiamo una certa difformità di maturazione tra i diversi vigneti. Riguardo alla qualità, ci sono tutte le premesse per definirla buona. Le escursioni termiche di questi giorni favoriscono decisamente lo sviluppo degli aromi e l’equilibrio tra i vari componenti dell’acino»: è quanto afferma Roberto Felluga, vignaiolo storico del Collio e presidente della Sezione economica regionale viticoltura di Confagricoltura Fvg, a proposito appunto della nuova vendemmia che, come rilevavamo domenica, torna alla sua epoca tradizionale – complice il pesante ritardo vegetativo, causa maltempo, della primavera – dopo la super-precoce raccolta 2018. Quando era stato lo stesso Felluga ad annunciare l’avvio della raccolta del Sauvignon sul Collio addirittura il 13 agosto.
«Anche nelle Grave del Friuli la vendemmia promette bene – gli fa eco il vitivinicoltore e vicepresidente della stessa Sezione economica regionale viticoltura di Confagricoltura Fvg, Michelangelo Tombacco –. La produzione sarà nella media degli ultimi anni e i grappoli si presentano sani. La vendemmia, probabilmente, avrà inizio verso la fine di agosto partendo con la raccolta, come da tradizione consolidata, dalle uve per le basi spumante (Chardonnay e Pinot bianco) per poi proseguire con il Pinot grigio, il resto dei bianchi e, infine, i rossi».
Ma Roberto Felluga coglie l’occasione anche per togliersi il classico sassolino da una scarpa.«Dispiace – aggiunge infatti – che questa sarà un’altra vendemmia senza l’istituzionalizzazione del Consorzio della Doc Friuli Vg, ma speriamo la si possa formalizzare presto vista anche la rappresentatività del territorio che il nome porta con sé. Da parte nostra, stiamo lavorando affinché ci sia l’apporto di tutte le componenti professionali e istituzionali per giungere a costruire delle regole condivise indirizzate all’ulteriore innalzamento della qualità dei vini regionali».

Roberto Felluga

Michelangelo Tombacco

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In copertina, si avvicina la vendemmia: prima i bianchi, poi i rossi.

 

 

Castelvecchio e Genagricola leader del Vigneto Fvg sono esempi di innovazione

di Gi Elle

Genagricola Spa, strategico braccio nel settore primario del Leone di Trieste, con forti interessi nella nostra regione, in importanti realtà collinari del Comune di Manzano (Poggiobello con Torre Rosazza, famosa soprattutto per il Pinot grigio), ma anche di pianura (Tauriano di Spilimbergo e Terranova alla foce dell’Isonzo); Castelvecchio, splendido compendio vitivinicolo, e non solo, sul Carso goriziano, appena sopra Sagrado, contraddistinto da etichette di grande prestigio (citiamo soltanto il Terrano): sono le aziende del Friuli Venezia Giulia che sono salite sul podio del Premio nazionale per l’innovazione in agricoltura”, classificandosi rispettivamente al primo e al secondo posto. Genagricola per il progetto di valorizzazione Ca’ Corniani. Terra d’avanguardia, a Caorle, nella sezione dedicata a Smart City e Smart Land. “La capacità di guardare avanti è il filo conduttore che a Cà Corniani tiene insieme impresa, territorio e comunità dal 1851. Confagricoltura ha premiato il progetto di riqualificazione di Ca’ Corniani come simbolo di una campagna rinnovata”, ha detto il presidente Giancarlo Fancel. L’innovazione della Castelvecchio è collegata, invece, al complesso delle attività che hanno consentito di recuperare terreni marginali alla multifunzionalità e diversificazione aziendale (agriturismo, agriristoro e produzione di energia da fonti rinnovabili), generando una migliore sostenibilità: produzioni biologiche e contemporanea valorizzazione dell’ambiente a fini di fruizione turistica, un sistema di economia circolare a fianco del Parco letterario Ungaretti.
A Roma, a Palazzo della Valle, Confagricoltura ha infatti premiato gli innovatori del settore primario. Sul podio 13 imprese e aggregazioni (due appunto del Friuli Venezia Giulia) che si sono poste in evidenza per il proprio impegno nell’utilizzare le più avanzate soluzioni tecnologiche e digitali, nell’aggregarsi per raggiungere precisi obiettivi, nel combinare sostenibilità economica e ambientale, nell’essere attenti al territorio, nel fare cultura e arte. Alla cerimonia di consegna dei riconoscimenti sono intervenuti anche il premier Giuseppe Conte e il ministro delle Politiche agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo, Gian Marco Centinaio. Ha fatto gli onori di casa il presidente nazionale di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti.

Giansanti con il presidente Fancel.


Il Premio nazionale per l’innovazione in agricoltura” è stato indirizzato a tutte le aziende agricole che hanno sviluppato o implementato, negli ultimi tre anni, soluzioni innovative. Confagricoltura l’ha articolato in 3 categorie: Nuove frontiere (innovazioni tecnologiche relative a processi, prodotti e servizi, applicati a livello di impresa); Reti, Filiere (soluzioni innovative intraprese tra due o più attori); Smart land, Smart city (innovazioni che mettano in relazione le aree rurali con quelle urbane e progetti capaci di unire arte, turismo e cultura, creando sinergie fra la dimensione agricola e quella culturale nelle sue varie forme).
Proprio in quest’ultima categoria Genagricola Spa (con sede legale a Trieste) ha vinto – come abbiamo già detto – il primo premio, mentre la seconda posizione è stata conquistata dall’azienda Castelvecchio, di Sagrado. «Si può dire che l’innovazione in Castelvecchio è già entrata fin dal 1980 con gli impianti di irrigazione a goccia – spiega Mirella Della Valle, della famiglia Terraneo, titolare dell’azienda da oltre trent’anni -. Poi abbiamo proseguito e, nel 2006, abbiamo dato vita a questo nuovo progetto assieme ai colleghi della Rete del Carso. Il premier Conte è rimasto affascinato della nostra esperienza e ha promesso di venire a farci visita».

Philip Thurn Valsassina

«Si parla tanto di agricoltura 4.0, di rivoluzione digitale, di economia circolare, di sostenibilità di reti e filiere, di “agri-cultura”… Con l’iniziativa del nostro Premio abbiamo voluto – aggiunge il neo-presidente di Confagricoltura Fvg, Philip Thurn Valsassina – presentare esperienze concrete, attività lungimiranti, coraggio imprenditoriale. C’è un volto nuovo dell’agricoltura, c’è un entusiasmo tangibile e contagioso, anche nella nostra regione».
Le imprese e le aggregazioni premiate entreranno a far parte del Club delle imprese agricole innovative” di Confagricoltura e parteciperanno a una serie di iniziative come testimonial ufficiali dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli.

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In copertina, Mirella Della Valle premiata dal presidente Giansanti. E qui sopra due immagini di Castelvecchio: scorci dei vigneti e della cantina (dal sito ufficiale).