Vigneto Fvg, è sempre più drammatica la situazione del vino ancora invenduto

di Giuseppe Longo

Veramente drammatica, e purtroppo lo sarà sempre più se non interverranno cambiamenti in tempi rapidi, la situazione economica anche all’interno del Vigneto Fvg, a causa dei devastanti effetti dell’emergenza sanitaria e dei provvedimenti adottati per contrastarla, con il blocco pressoché totale, da mesi, della ristorazione (Horeca). Impressionante, infatti, la quantità di vino ancora invenduto che è pari a quello ottenuto in un’intera vendemmia (circa 2 milioni di ettolitri!). Come dire, che quanto raccolto nel 2020 – l’anno dello scoppio della pandemia, con le prime gravissime ripercussioni sul settore vitivinicolo – è praticamente ancora tutto fermo nelle cantine. Perché la distribuzione è appunto bloccata, ma anche perché i consumi sono ulteriormente calati a causa proprio delle accresciute difficoltà. Alla faccia dei risparmi personali che sarebbero in costante aumento…
«I numeri delle giacenze del vino, a fine marzo, comunicati dagli organi competenti sono preoccupanti – spiega infatti Michele Pace Perusini, presidente della Sezione economica viticola di Confagricoltura Fvg -. Quello che i numeri non dicono, purtroppo, è quanto di questo vino sia già imbottigliato e fermo. Tra l’altro, a esempio, nel primo trimestre del 2021 (rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) l’imbottigliamento del Prosecco Doc è cresciuto del 7,4%; quello del Pinot grigio delle Venezie, dell’11,2%. Ciò non significa, però, che si vende più vino, ma semplicemente che ci si prepara a vendere quel vino (o, almeno, si spera di venderlo presto). Perciò – aggiunge Pace Perusini – il focus dell’attenzione dovrebbe essere posto proprio all’aspetto economico della questione con i produttori stretti in una morsa».

Michele Pace Perusini


«Da un lato – prosegue l’imprenditore di Corno di Rosazzo, braccio destro del presidente Philip Thurn Valsassina – l’Horeca che non paga le forniture a motivo delle aperture (e chiusure) a singhiozzo dei mesi scorsi (utilizzando i fornitori per finanziarsi, sostanzialmente); dall’altra, le nuove spese che l’azienda deve accollarsi per imbottigliare e prepararsi alle prossime aperture dei mercati. Mercati che sono cambiati nei tempi della pandemia. Infatti, se fino ad alcuni mesi fa funzionava ancora il mercato italiano ed europeo, attualmente riprendono a “tirare” i mercati esteri dove il programma di vaccinazione è avanzato (Stati Uniti, a esempio) e rallenta dove ancora il piano vaccinale stenta a decollare. Serve perciò – è la conclusione di Pace Perusini – accelerare realmente sul piano vaccinale e tutelare il credito dei produttori vitivinicoli anche con una norma, come proposto da Confagricoltura, che preveda di collegare l’erogazione dei sostegni pubblici alle aziende con la verifica del pagamento delle pendenze con i fornitori».

Bollicine di Prosecco.


Ma dicevamo del vino invenduto. «Circa 200 milioni di litri di vino in più rispetto allo scorso anno (da 54 a 56 milioni di ettolitri) giacciono ancora nelle cantine del nostro Paese per effetto della chiusura di ristoranti, bar ed enoteche in Italia e all’estero che ha fatto crollare i consumi fuori casa con gravi difficoltà per il settore vitivinicolo, in particolar modo quello legato ai vini a denominazioni di origine e indicazione geografica, a maggior valore aggiunto», afferma Coldiretti nel sottolineare che le difficoltà della ristorazione si trasferiscono a valanga sull’intera filiera dove sono impegnati in Italia 250 mila produttori di uve. E contribuire a questo dato, secondo l’ultimo aggiornamento reso disponibile dal ministero delle Politiche agricole, è purtroppo anche la nostra regione, come informa la Coldiretti del Friuli Venezia Giulia con il responsabile del settore vitivinicolo Marco Malison. «Le giacenze sul territorio – spiega –  ammontavano infatti, a fine marzo, a 2.079.886 ettolitri, circa l’equivalente di una vendemmia, con un incremento di quasi 4 milioni di litri sullo stesso periodo del 2020».
«Le giacenze di vino nella nostra regione sono di poco superiori a quelle del 2020 – commenta Malison –. Tuttavia, siamo ugualmente molto preoccupati. Primo perché le eccedenze italiane deprimono anche il mercato dei vini locali. Secondo perché il dato regionale è frutto di una forte adesione a misure di riduzione volontaria della produzione messe in atto dai viticoltori la scorsa vendemmia. Peccato però che gli aiuti economici collegati a questo impegno, che dovevano arrivare entro la fine di dicembre, ad oggi devono ancora essere liquidati. E questo aumenta la crisi di liquidità delle imprese già duramente provate dal lockdown e sta facendo infuriare i produttori».
Si tratta di produzioni di alta qualità in un Paese come l’Italia che è leader mondiale davanti alla Francia con la produzione tricolore è destinata per circa il 70% a vini Docg, Doc e Igt con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 % per i vini da tavola. «In gioco – conclude Coldiretti – c’è il futuro del primo settore dell’export agroalimentare Made in Italy che sviluppa un fatturato da 11 miliardi di euro e genera opportunità di lavoro per 1,3 milioni di persone impegnate direttamente in campi, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse e di servizio e nell’indotto».

Grappoli di Pinot grigio.

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In copertina, operazione di imbottigliamento in Fvg.

 

Lockdown, il successo del Pinot grigio negli Usa è un caso da studiare

Il successo negli Usa del Pinot grigio delle Venezie – vale a dire Friuli Venezia Giulia, Trentino e Veneto -, ai tempi del lockdown, diventa un caso di studio internazionale che sarà al centro dell’attenzione della settima edizione del Wine2wine, quest’anno in chiave digital. Il Business Forum organizzato da Vinitaly International punterà i riflettori sull’era post Covid-19, scenario che sta mettendo l’industria del vino di fronte a una sfida senza precedenti, indagando anche quelle realtà “in controtendenza”, che dimostrano quanto le strade del mercato e dei consumatori siano spesso imprevedibili. Il “casus” saranno le performance straordinarie avute dal Pinot grigio negli States durante il lockdown che verranno analizzate nel talk organizzato dal Consorzio delle Venezie Doc martedì 24 novembre, dalle 17.15 alle 17.45.

Albino Armani

Un caso davvero unico dove non solo si registrano lievi incrementi nei consumi rispetto al trend mondiale, ma pare rivelare un cambio di approccio da parte del consumatore nei confronti del Pinot grigio che, nell’era pandemica, torna ad essere oggetto di scelta di acquisto sempre più consapevole come uno dei vini preferiti da consumare nell’ambiente familiare.
Da “commodity” a “uso domestico”, dunque, sarà il punto di partenza di un’analisi di mercato negli Usa che vedrà interventi di autorevoli esponenti della produzione e della distribuzione oltreoceano di Pinot grigio, a partire dal MW Nicholas Paris, direttore del Global Sourcing dei vini europei per il colosso E. & J. Gallo Winery, e Sandro Sartor, Ad di Ruffino e Constellation Brands, entrambi introdotti dal presidente del Consorzio delle Venezie Doc, Albino Armani. Ad aprire il forum, la Ceo di Wine Intelligence, Lulie Halstead, che, attraverso un’indagine qualitativa, racconterà come il 2020 abbia cambiato tendenze di mercato e modi di acquisto e di consumo negli States, concentrandosi sulle opportunità del Pinot grigio.

Per accedere al forum sarà necessario registrarsi alla piattaforma digitale di Wine2wine. Per ulteriori informazioni sul Business Forum e sulle modalità di iscrizione consultare il sito www.wine2wine.net

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In copertina, grappoli di Pinot grigio, varietà che dà un vino di grande successo negli Stati Uniti d’America.

 

E lunedì il Pinot grigio delle Venezie volerà ad Amburgo

Il Pinot grigio delle Venezie sta vivendo un periodo di soddisfazioni e di rilancio che lascia ben sperare dopo i problemi causati a tutto il settore vitivinicolo dall’emergenza sanitaria. In questi giorni ad Amburgo riprende, infatti, la stagione degli eventi per il Consorzio di Tutela che, al fianco del periodico Vinum, si prepara ad incontrare operatori, stampa ed appassionati nella dinamica metropoli tedesca sul mare del Nord. Presenti all’appello saranno 34 etichette della denominazione che, come è noto, riunisce i produttori di Friuli Venezia Giulia, Trentino e Veneto. Gli appuntamenti sono tutti fissati per il pomeriggio del 21 settembre, con questi orari: 14.45-16: Masterclass “Pinot grigio delle Venezie Doc”; 17-19: Panel di degustazione alla cieca (primo gruppo); 19-21: Panel di degustazione alla cieca (secondo gruppo).

Per il Consorzio del Pinot grigio delle Venezie è, dunque, tempo di ripartire con gli eventi promozionali. Con estrema prudenza e nel rispetto delle normative e restrizioni vigenti in tema di Covid-19 per cui lunedì prossimo, come detto, la Denominazione del Nord-est – in occasione di un evento realizzato ad hoc dalla rivista specializzata Vinum Magazine fur Weinkultur – volerà ad Amburgo per incontrare operatori, esperti, stampa di settore e winelover, presso lo spazio Se7en Oceans (Europapassage 2. OG, Ballindamm 40).

L’estate per questa importante Doc guidata da Albino Armani si chiude quindi in Germania, con un “doppio evento” tutto dedicato al Pinot grigio delle Venezie, vino che, nella sua semplicità e versatilità, trasmette tutta la qualità e la sapienza della tradizione vinicola del Triveneto. Le danze si apriranno con una masterclass (in degustazione 10 etichette della Doc) rivolta al solo b2b e condotta da Harald Scholl, wine expert e caporedattore di Vinum. L’appuntamento proseguirà poi con due panel di degustazione alla cieca – il primo appunto dalle 17 alle 19 e il secondo dalle 19 alle 21 (per questioni di sicurezza legate all’emergenza Coronavirus) – aperto sia a professionisti sia al grande pubblico, che vedrà protagoniste altre 24 referenze della Doc triveneta.

www.dellevenezie.it