Pinot grigio delle Venezie, a Milano un’analisi tra mercato e strategie della grande Doc che compie sette anni

“Pinot grigio Delle Venezie Doc: analisi di mercato e strategie per il futuro”. Questo il tema dell’importante incontro organizzato a Milano dal Consorzio Tutela Vini Doc delle Venezie, in collaborazione con Ismea, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare. Un primo appuntamento aperto ad operatori, aziende e stampa che ha visto la presentazione di un’indagine di mercato volta ad analizzare gli indicatori del segmento commerciale, il posizionamento e il livello di internazionalizzazione del Pinot grigio Doc Delle Venezie, oggi il più grande modello di integrazione interregionale che include in un’unica denominazione d’origine le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Trento.
Un importante lavoro di ricerca e raccolta dati che è in linea con il percorso strategico di valorizzazione della denominazione di origine Delle Venezie che negli ultimi anni ha visto rafforzato il suo posizionamento a livello internazionale. Un’occasione per condividere i dati strutturali di produzione e di imbottigliamento – forniti da Triveneta Certificazioni, organismo di controllo della Doc – così come del commercio estero e dei canali di distribuzione del primo vino bianco italiano per volumi d’esportazione, oltre il 95% del totale, utile per ascoltare l’importante testimonianza di tre grandi imprese associate rispetto a risultati e obiettivi a livello produttivo, qualitativo e di posizionamento nonché rispetto alle opportunità e alle criticità del commercio estero. Sono intervenuti Matteo Zoppas, presidente Ice, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, Augusto Reggiani, gabinetto del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, e, in rappresentanza dei tre grandi player del Pinot grigio Doc Delle Venezie, Massimo Romani, Ad di Argea Spa., Enrico Zanoni, direttore generale di Cavit, e Franco Passador, Ad di Vivo Cantine Viticoltori Veneto Orientale.

I relatori e il saluto di Armani.


Ad aprire i lavori, moderati dal vicedirettore e firma del Corriere della Sera, Luciano Ferraro, i saluti del presidente del Consorzio Doc delle Venezie Albino Armani. «Sono passati – ha detto – sette anni da quando la Denominazione venne costituita, affiancandosi ad altre venti denominazioni di origine coinvolte nella produzione di Pinot grigio nel Triveneto. Ad oggi nel Nordest si produce l’85% del Pinot grigio italiano – e il 43% di quello globale – e si contano 25 mila ettari vitati a Pinot grigio potenzialmente destinati alla Doc Delle Venezie, con una produzione di 240 milioni di bottiglie/anno e una filiera produttiva rappresentata da 6.141 viticoltori, 575 imprese di vinificazione e 371 imprese di imbottigliamento». Il presidente ha ricordato, inoltre, come la Doc abbia avuto e stia tuttora registrando un andamento in controtendenza rispetto ad altre denominazioni. Nonostante il calo generale del consumo di vino, infatti, la Doc osserva un trend in lieve ma costante crescita in termini sia di volumi sia di valore. Si rammenta che nel 2023 il Pinot grigio Doc delle Venezie ha chiuso un bilancio incoraggiante in un anno evidentemente complicato, con quasi 5 milioni di bottiglie in più sul mercato rispetto all’anno precedente, per un totale di 1.661.384 ettolitri imbottigliati nell’anno solare.
Di seguito Fabio Del Bravo, direzione Filiere e Analisi dei Mercati di Ismea, ha presentato l’indagine, partendo da una panoramica sulla produzione italiana di vino, a partire dai volumi della produzione e peso delle Ig dal 2014 a oggi che, oltre a ribadire il calo di produzione del 23,2% dell’ultima campagna, evidenzia una positiva incidenza del potenziale vini Ig sul totale che è passata dal 65% al 78% in dieci anni. I dati presentati hanno mostrato, inoltre, una sostanziale crescita dei vini bianchi che nell’ultimo decennio sono passati dal 47% al 62%, con un picco importante a partire dal 2021, a testimoniare il recente cambiamento dei trend di consumo. Interessanti i dati sulle esportazioni italiane di vino che, in un contesto di scambi internazionali in flessione, hanno sostanzialmente tenuto, anche rispetto ai tradizionali competitor come Francia e Spagna. Ma ancora più interessante notare come l’incidenza delle Dop sia passata dal 35% al 59% in volume e dal 52% al 67% in valore, numeri che dimostrano la sempre maggiore attenzione del consumatore nelle scelte d’acquisto.

Grappoli di Pinot grigio.


Portando il focus sulla Doc delle Venezie, la denominazione triveneta occupa il secondo posto del podio con quota 10% del volume totale delle prime 20 denominazioni di origine italiane – che da sole sommano il 70% del volume nazionale – seconda solo alla Doc Prosecco. L’indagine svolta da Ismea, aggiornata a marzo 2024 su un campione rappresentativo dell’intero territorio di produzione, conferma una forte adesione delle imprese al regime biologico e a schemi volontari di sostenibilità (Sqnpi, Equalitas e ViVa), oltre a registrare un numero elevato di aziende che intendono aderire nel prossimo futuro.
Confermata, inoltre, la vocazione all’export della Doc: il 94% del campione dichiara di vendere il Pinot grigio delle Venezie all’estero e, tra le aziende coinvolte, il 24% del campione esporta più del 90% dell’imbottigliato di Pinot grigio delle Venezie (la quota sale al 51% se si considerano le aziende che esportano il Pinot grigio delle Venezie per oltre il 70% della produzione). La principale destinazione del Pinot grigio Delle Venezie è il Nord America (58%), seguito dall’Europa (52%), con quote decisamente inferiori per Asia, Africa e Sud America; nello specifico il 52% delle aziende del campione dichiara di esportare negli Stati Uniti, il 39% nel Regno Unito e in Germania, il 24% nell’Est Europa, il 21% in Canada, il 9% sia in Cina che in Giappone. A chiusura dell’indagine sui mercati esteri, gli Stati Uniti restano il mercato che continua a promettere le migliori performance nel 2024, mentre tra gli intervistati si registra una notevole eterogeneità nella percezione dei Paesi potenziali e interessanti per futuro, con una ricorrenza, però, relative all’area dell’Est Europa, o a singoli Paesi appartenenti a tale regione geografica, come la Polonia. Rispetto ai canali distributivi, i principali sono l’Horeca e i grossisti, in entrambi i casi con il 48% delle selezioni, segue la Gdo con il 42% – canale in cui le aziende del campione hanno visto incrementare maggiormente le proprie vendite rispetto all’anno passato – i negozi specializzati ed il canale online, rispettivamente con il 27% e 15%.
A chiusura della relazione di Ismea si è aperto un proficuo dibattito per individuare strategie di promozione condivise e spazi di miglioramento che, oltre al consolidamento dei mercati considerati maturi, consentano di conquistarne nuovi.
Matteo Zoppas, presidente Ice, ha sottolineato il ruolo fondamentale del suo Istituto nell’accompagnare le imprese vitivinicole italiane nel loro percorso di internazionalizzazione, operando da importante tramite per accedere ai mercati esteri e promuovere il valore dei vini italiani nel mondo. Il Presidente Zoppas ha ricordato le attività svolte grazie alla vasta rete globale di uffici Ice e dai trade analyst operanti sul campo, facilitando l’incontro tra le aziende italiane e i buyer internazionali e creando opportunità di business durante eventi fieristici di rilevanza mondiale come Vinitaly. Proprio in occasione della prossima edizione Agenzia Ice porterà oltre 500 buyer profilati, offrendo alle aziende italiane l’opportunità di espandere la loro presenza sui mercati internazionali.
In merito agli strumenti messi in campo dal Sistema Paese e rispetto al ruolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è intervenuto Augusto Reggiani, del Ministero delle Imprese e del Made in Italy: «La Giornata del Made in Italy, che si terrà il 15 aprile, è una delle numerose iniziative contenute all’interno del recente e più ampio Decreto sul Made in Italy approvato dal Parlamento e rappresenta un importante momento di celebrazione dell’eccellenza italiana nel mondo imprenditoriale. È un’iniziativa che dimostra la nostra vicinanza alle imprese, riconoscendo loro il ruolo di vero motore di produzione del nostro Pil. Il Decreto fornisce nuovi strumenti per contrastare con fermezza il fenomeno dell’Italian sounding, che danneggia gravemente le nostre esportazioni, incluso quindi il settore vitivinicolo, per una cifra complessiva stimata non inferiore ai 75 miliardi di euro all’anno. Nel corso della giornata viene celebrato il Made in Italy in tutto il mondo, anche sensibilizzando e formando i media e le autorità straniere e locali su questa tematica assolutamente cruciale».

In bianco e ramato.


Luciano Ferraro ha introdotto, quindi, nel dibatto tematiche legate a prospettive e margini di crescita legati alla Doc delle Venezie e come si renda necessario comprendere che la sua comunicazione debba concentrarsi sulla distintività rispetto alle altre Doc. «In particolare, nei mercati dove la presenza del Pinot grigio Delle Venezie è più consolidata, come il Nord America, Gran Bretagna ed Europa Continentale, il nostro obiettivo principale deve essere la premiumizzazione del prodotto, associandolo ai grandi marchi trainanti che aiutino a renderlo un vero e proprio simbolo di eccellenza sul mercato», ha commentato Massimo Romani, Ad di Argea, che ha poi continuato: «Il nostro Pinot grigio del Nordest già possiede nella propria natura molti elementi che ne determinano il successo. Tuttavia, considerando i buoni risultati registrati da altri Pinot grigio territoriali, ad esempio quello siciliano ed abruzzese, sarà essenziale concentrarsi sull’incremento del valore e sui caratteri distintivi della Doc delle Venezie».
Inevitabile un approfondimento sugli Stati Uniti, primo Paese di riferimento per l’export della Doc delle Venezie. Enrico Zanoni, direttore generale di Cavit, ha spiegato come il successo del Pinot grigio nel mercato americano sia stato influenzato da diversi fattori. «Sicuramente, il nostro ruolo di pionieri nell’introdurre questa varietà negli Stati Uniti alla fine degli anni ’70 ha avuto un impatto significativo, di certo favorito, all’inizio degli anni ’80 e per tutti gli anni ‘90, dalla ricerca da parte del consumatore di un’alternativa al più diffuso Chardonnay californiano. Il Pinot grigio italiano continua a mostrare grande resilienza in un mercato che oggi invece manifesta disaffezione al vino soprattutto da parte della fascia più giovane di consumatori, perché in grado di soddisfare la crescente domanda di vini più leggeri e versatili. Inoltre – ha proseguito Zanoni – non possiamo sottovalutare l’importanza del valore di marca nella promozione del prodotto, tenendo conto che il valore della denominazione deve crescere parallelamente a quello dei grandi brand». Rispetto al prossimo futuro, Zanoni ritiene che all’interno di un mercato in evoluzione come quello americano, il Pinot grigio italiano – inclusa quindi la Doc delle Venezie – continuerà ad essere il competitor numero uno del Pinot grigio statunitense.
La tavola rotonda si è chiusa con l’intervento di Franco Passador, Ad di Vivo Cantine Viticoltori Veneto Orientale in merito alla sostenibilità ambientale: «Si tratta di un tema strategico e importante, che caratterizza la filiera Doc delle Venezie raggiungendo, come testimoniato dall’indagine Ismea, una percentuale eccezionale in termini di adesione agli standard di sostenibilità, pari ad oltre il 70%, con la nostra realtà che si distingue ulteriormente superando l’80%. In questo senso, non possiamo non elogiare la sensibilità e la pronta risposta degli agricoltori nell’adesione alla coltivazione con il metodo biologico e/o agli schemi di certificazione volontaria Sqnpi, ViVa ed Equalitas». Passador ha concluso mettendo in evidenza un ulteriore ed importante elemento distintivo del Pinot grigio Doc delle Venezie, ovvero una filiera interamente certificata che utilizza su tutto il vino confezionato in commercio il contrassegno di Stato a garanzia della tracciabilità. «Si tratta di un elemento spesso trascurato nella comunicazione al consumatore che invece dovrebbe essere posto in primo piano, a differenza di altre produzioni di Pinot grigio a livello nazionale che sono sul mercato prive del contrassegno di Stato. La fascetta contrassegno di Stato è uno dei nostri punti di forza, un messaggio che il consumatore deve comprendere e privilegiare nella scelta d’acquisto».

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In copertina, vigneti in Friuli di Pinot grigio Doc delle Venezie e qui sopra in Trentino.

Doc delle Venezie, è conto alla rovescia per il forum internazionale di Verona su Pinot grigio, nuove tendenze e mercato

È iniziato il conto alla rovescia per il “delle Venezie Doc International Forum”, il convegno internazionale firmato Doc delle Venezie in programma sabato 4 novembre a Verona in cui operatori, opinion leader e stampa di settore avranno l’opportunità di confrontarsi sui valori del Pinot grigio delle Venezie Doc (Friuli Venezia Giulia, Trentino e Veneto), tra nuove tendenze e cambiamenti di mercato. Forte del successo della prima edizione tenutasi nel 2019, il Consorzio torna a proporre una giornata di presentazione e dibattito sui temi dell’eccellenza produttiva del Triveneto, dentro e fuori i suoi mercati di riferimento. L’evento, che si terrà al Teatro Ristori a partire dalle ore 10 e sarà moderato da Fabio Piccoli, direttore di Wine Meridian e giornalista esperto di marketing internazionale del vino, prevede due sessioni di approfondimento su dinamiche ed innovazioni del mercato, analisi dei consumi, prospettive di crescita e strategie per aumentare il posizionamento e la redditività nei paesi di riferimento.

Albino Armani


Dopo i saluti delle autorità e del presidente del Consorzio Albino Armani, la prima sessione analizzerà i trend e le innovazioni del settore, dal sostenibile al low and no alcol, con un focus sulle politiche europee nel sistema vitivinicolo, per poi entrare nel merito dei valori della Denominazione d’origine delle Venezie, cioè territorio, qualità certificata e stile unico.
Ad aprire i lavori sarà Luca Rigotti – consigliere del Consorzio delle Venezie e presidente del Gruppo Mezzacorona, Coordinatore Settore Vitivinicolo di Alleanza delle Cooperative e presidente del Gruppo di Lavoro Vino del Copa Cogeca – con un intervento sulla sostenibilità, vista come indirizzo strategico virtuoso per il futuro dell’enologia, e sulle nuove dinamiche innescate nel settore da questa scelta di fondo. Herbert Dorfmann, europarlamentare della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale, offrirà una panoramica sul tema del no alcol e sull’utilizzo delle avvertenze sanitarie in etichetta, facendo chiarezza sulle normative e prospettive del settore vitivinicolo a livello europeo, mentre Sandro Sartor – consigliere del Consorzio delle Venezie, presidente e amministratore delegato di Ruffino e presidente di Wine in Moderation – esaminerà le opportunità di mercato dei vini low and no alcol in relazione al cambiamento degli stili di vita e di una sempre maggiore ricerca di prodotti considerati salutari, oltre che di qualità, da parte del consumatore.
Ad illustrare invece i valori della Doc delle Venezie saranno chiamati Francesco Liantonio – presidente di Triveneta Certificazioni, ente incaricato di gestire la tracciabilità e il controllo dei vini Doc delle Venezie e dunque di garantirne e tutelarne la qualità e la peculiarità – e Riccardo Velasco, direttore di Crea, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, che racconterà il Pinot grigio come preziosa eredità da tutelare nel Nordest, attraverso un excursus sulle origini della varietà coltivata nell’areale e un esame dei tratti intrinseci e distintivi che collegano indissolubilmente questo prodotto al suo territorio, primo tra tutti la tipologia ramata.
La seconda parte del convegno sarà dedicata a mercati, consumi e prospettive del Pinot grigio delle Venezie Doc e alle strategie di valorizzazione e posizionamento nei mercati di riferimento e in Italia. Lulie Halstead, Founder di Wine Intelligence, Non-executive Director Iwsr and Trustee e Wset, discuterà invece le opportunità e le sfide che il mercato vinicolo statunitense presenta per il Pinot grigio alla luce dei nuovi trend di consumo, mentre Kristi Paris, Head of Global Partnership in Vivino, racconterà le tendenze e la percezione del Pinot Grigio secondo la wine community più influente al mondo.
Entrando nel vivo delle strategie di valorizzazione, interverranno David Gluzman, Ceo di Wine Folly, la piattaforma digitale leader non solo tra gli operatori del vino ma anche tra i consumatori, per le tecniche di promozione delle Denominazioni negli Stati Uniti, Felicity Carter, Co founder di Business of Drinks, per il posizionamento e l’innalzamento del percepito del Pinot Grigio nei mercati di riferimento, in particolare Nord e Centro Europa, e, a chiudere, Daniele Cernilli, direttore responsabile di Doctorwine nonché curatore della Guida Essenziale ai Vini d’Italia, per il rapporto del Pinot grigio Doc delle Venezie con il mercato italiano e la valorizzazione delle qualità tanto amate dal consumatore internazionale anche nel suo territorio di origine.

L’evento è su registrazione. In caso di interesse, preghiamo dunque di confermare la partecipazione entro martedì 31 ottobre a questo LINK.
Per maggiori informazioni visita il sito www.dellevenezie.it
Facebook: @dellevenezie
Instagram: @dellevenezie
Twitter: @dellevenezie
Linkedin: Consorzio Tutela Vini delle Venezie DOC
Youtube: Pinot Grigio DOC Delle Venezie

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In copertina, bellissimi grappoli di Pinot grigio sui Colli orientali del Friuli.

Il Pinot grigio torna in Nord America e conquista sempre più il Giappone

Il Pinot grigio delle Venezie Doc – che riunisce le produzioni di Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino – si appresta a chiudere l’intenso tour istituzionale e informativo 2022 promosso dal Consorzio di Tutela in Usa, Canada, UK, tra i primi partner commerciali della Denominazione che insieme assorbono oltre il 70% dell’export, e in Giappone, dove domanda e riconoscimento della Do crescono anno dopo anno dopo.
“L’obiettivo del Consorzio è quello di rafforzare il posizionamento della nostra eccellenza, il Pinot grigio delle Venezie Doc, nei mercati internazionali – Nord America e Regno Unito in primis -, attraverso un messaggio legato alla varietà, al territorio e alle caratteristiche di qualità. Cerchiamo da sempre di trasmettere questi valori attraverso relatori autorevoli che ci accompagnano in una intensa attività di informazione e attraverso format promozionali sempre nuovi e al passo coi tempi. Oltre ai nostri mercati di riferimento, quelli più maturi in termini di presenza di prodotto enologico italiano, oggi siamo impegnati in Paesi nuovi per la Doc, come il Giappone, con ottime potenzialità di inserimento del nostro Pinot grigio Doc, dimostrate anche dalla grande partecipazione agli eventi per operatori e media organizzati di recente a Tokyo. Questi tour istituzionali e promozionali sono il nostro principale strumento di comunicazione, per raccontare all’estero il Pinot grigio del Nordest, certificato Doc delle Venezie, valorizzando al massimo questa denominazione e tutta la filiera che la rappresenta, consci di ricoprire il ruolo di “apripista” e riferimento per l’intero Triveneto e non solo”, dice Albino Armani, alla guida del Consorzio di Tutela Vini Doc delle Venezie.

Albino Armani

Il Consorzio delle Venezie punta con decisione alla valorizzazione della varietà nei mercati internazionali avviando una serie di azioni mirate e coordinate, destinate ad incrementare in maniera significativa sia il posizionamento e il percepito dal parte degli operatori sia la riconoscibilità della marca da parte del consumatore, lavorando su due canali paralleli: da una parte sull’organizzazione di masterclass, degustazioni e seminari destinati al b2b – quindi operatori del settore, stampa specializzata e buyer, dove temi pilastro restano qualità nel bicchiere e territorialità garantita da tracciabilità e certificazione – e dall’altra su grandi o piccoli eventi aperti al pubblico – sempre selezionato in base al target di riferimento della Doc – o dedicati agli influencer che vantano community e follower molto vari e generalisti, che spaziano dal lifestyle, al food, alla moda fino al wellness, dove parole d’ordine della comunicazione restano versatilità, familiarità, abbinamento vino/cibo e convivialità, sempre garantite da qualità certificata.
Azioni svolte dalla DocC delle Venezie che, per ricaduta, vanno a beneficio di tutto il sistema Pinot grigio del Nordest Italia. Non sono mancati infatti approfondimenti e momenti educativi proprio dedicati al territorio – che descrivono il Triveneto come patria della varietà, rispetto alle altre produzioni nazionali o mondiali – o ancora sulle qualità e peculiarità del vitigno, “ancora oggi estranee alla maggior parte dei consumatori anche abituali di Pinot grigio o spesso anche dei nostri interlocutori, soprattutto oltreoceano, come ad esempio il colore grigio tipico della bacca o il processo tecnologico della macerazione che caratterizza la tipica sfumatura ramata dei vini, in uno Stile che lo contraddistingue da tutti gli altri rosati”, racconta Nazareno Vicenzi, Enologo e Area Tecnica del Consorzio di Tutela.

Dopo una “calda estate” che ha visto il Pinot grigio delle Venezie impegnato nel Regno Unito per incontrare buyer, ristoratori, sommelier, giornalisti e appassionati alla London Wine Fair (15 giugno) – evento trade di riferimento per il Paese che quest’anno è tornato finalmente in presenza dal 7 al 9 giugno all’Olympia London – ma anche il grande pubblico di Taste of London – l’atteso food festival che dal 15 al 19 giugno ha trasformato ancora una volta Regent’s Park nel più grande ritrovo di food enthusiast e buongustai –, oltre a circa 80 media britannici chiamati a raccolta per un grande “Aperitivo Veneziano” organizzato a Brighton lo scorso 13 luglio, il Consorzio di Tutela da settembre è di nuovo in prima linea nella promozione mondiale in Giappone, Canada, di nuovo Uk e Usa
Ad inaugurare il fitto calendario autunnale di eventi e manifestazioni è stato un format tutto nuovo che vede il Pinot grigio delle Venezie protagonista delle più prestigiose Spa statunitensi attraverso una partnership con Andaz Spa, boutique hotel e resort del gruppo Hyatt, inaugurata lo scorso 30 settembre presso la struttura di Andaz Scottsdale Resort & Bungalows, a Phoenix (AZ). Per un intero weekend, Regine Rousseau, US Brand Ambassador della Doc delle Venezie, nonché giornalista esperta e wine educator, ha condotto gli ospiti del resort in un meraviglioso viaggio attraverso il territorio del Nordest italiano, con la possibilità di degustare il Pinot grigio delle Venezie nei loro momenti di relax, ma soprattutto durante un evento serale impreziosito da buon cibo e musica live. L’obiettivo: creare un legame tra Pinot grigio delle Venezie e momenti di benessere e stabilire una relazione con gli ospiti di Andaz Spa per farli diventare consumatori affezionati, lavorando al contempo sul posizionamento e il percepito del prodotto.

Il tour negli Usa è continuato con gli immancabili Simply Italian Great Wines in collaborazione con International Event & Exhibition Management. Il Consorzio ha partecipato il 24, 26 e 27 ottobre alle tre tappe di New York, Chicago e Los Angeles, raccontando la Denominazione a un totale di circa 90 tra operatori, stampa ed esperti del settore attraverso tre seminari dedicati alla DO, sempre condotti da Regine Rousseau.
Il Consorzio è poi tornato a Londra, di nuovo in collaborazione con il media partner The Drinks Business, in occasione della manifestazione b2c The Wine & Spirits Show in programma dal 21 al 23 ottobre al Chelsea Old Town Hall. Qui il MW Patrick Schmitt ha nuovamente condotto una masterclass dal titolo “Best Doc delle Venezie of Global Pinot Grigio Masters 2022”, che ha registrato un “tutto esaurito” per un totale di 50 partecipanti seduti ai banchi d’assaggio.

E finalmente, dopo due anni di assenza dalle scene a causa della pandemia da Covid 19, il Consorzio delle Venezie Doc è tornato in Canada, senza dubbio per la Do uno dei principali mercati che, con tutto il Nord America, assorbe circa il 43% del Pinot grigio delle Venezie. Per la terza volta, quindi, torna nel Paese il tour di informazione istituzionale, con due appuntamenti organizzati dall’agenzia ICE Italian Trade & Investment Agency nell’ambito delle Grandi Degustazioni di vini italiani in Canada, giunte alla 27ma edizione, che si conferma come l’appuntamento commerciale di riferimento per i professionisti di settore che intendono ampliare i propri listini e consolidare i rapporti commerciali già in essere. Qui il Pinot grigio delle Venezie è stato protagonista di due interessanti masterclass a Toronto (31 ottobre), condotta dal giornalista esperto e wine educator Michael Pinkus, e a Montréal (2 novembre), guidata invece, come nelle precedenti edizioni, dal noto wine consultant canadese Nick Hamilton.
Sempre nelle due città della east coast canadese, il Consorzio di Tutela ha incontrato anche stampa ed influencer locali attraverso due eventi media in venue accuratamente selezionate di Toronto e Montréal, riproponendo il tema dell’“aperitivo veneziano” e dei tradizionali cicchetti abbinati alla meravigliosa versatilità del Pinot grigio.

La storica e amata tradizione veneziana è stata anche protagonista a Tokyo in occasione di due eventi sold-out rivolti ai media e agli operatori del settore. Ad aprire le danze, il 31 ottobre, è stato un vero e proprio evento in maschera… “veneziana”. In collaborazione con l’agenzia Sopexa Giappone, infatti, il Consorzio di Tutela ha organizzato per 15 media locali, presso il ristorante Balcone Shibuya della capitale, la più bella festa di Halloween a tema cicchetti e Pinot grigio delle Venezie, proponendo agli ospiti di indossare le tipiche mascherine veneziane, come travestimento per la serata. Un grande successo di critica e di visibilità sui canali social della denominazione.
Tanto apprezzamento e grandissima partecipazione, per un totale di circa 50 operatori del settore, anche per l’evento organizzato da Iccj Tokyo Camera di Commercio Italian in Giappone, che, grazie alla collaborazione del Brand Ambassador Irving So, nonché VIA Italian Wine Expert che ha fatto un’esaustiva panoramica della Do e grazie a un collegamento video con il presidente del Consorzio, ha fatto vivere agli ospiti, accolti al ristorante Antichi Sapori di Tokyo, una notte magica nei sapori e nelle atmosfere di Venezia e della tradizione culinaria del Triveneto. A disposizione per gli assaggi circa 90 etichette della Doc delle Venezie che hanno letteralmente conquistato il pubblico di operatori e stampa giapponesi, stupiti dalla piacevolezza e soprattutto qualità del prodotto, che sposano perfettamente il gusto del consumatore locale. La collaborazione proseguirà a fine novembre con una partnership con il circuito di ristoranti Aqi e con contenuti Youtube realizzati dall’influencer sommelier Mariko per promuovere la denominazione tra acquirenti, professionisti e winelover in Giappone.

E ora, a chiudere il tour promozionale 2022 del Consorzio delle Venezie, sono stati nuovamente gli Usa con protagonisti ancora i cicchetti. Non si ferma, infatti, la volontà del Consorzio Doc delle Venezie di portare questa tradizione unica ed inimitabile in tutto il mondo, associata indissolubilmente ad una “ombra” di Pinot grigio rigorosamente Doc. La nuova campagna di comunicazione investe il Pinot grigio delle Venezie del ruolo di garante dell’eccellenza produttiva del Triveneto a 360 gradi, ne diventa il vero e proprio “Sigillo di Meraviglia”. Una veste che porta con sé tutto il bello e il buono del territorio del Nordest – cibo, storia, cultura, bellezza paesaggistica – e con ciò aiuta la Doc ad aumentare la reputation del marchio e a presentarsi ai mercati internazionali con un approccio più emozionale e competitivo.
Gli ultimi appuntamenti, dove il Consorzio ha incontrato una platea di circa 60 giornalisti e influencer, si sono tenuti lunedì a Miami e ieri a New York – in collaborazione con Wine Enthusiast, una delle riviste di critica enologia più autorevoli al mondo –, mentre domani l’incontro è fissato a Chicago.