Quando il vino è cultura musicale: “Enoarmonie 2022” debutta a Rosazzo

(g.l.) Quando il vino diventa anche un importante veicolo di cultura musicale. È quanto avviene da molti anni, ormai, con “Enoarmonie”, la bella manifestazione concertistica, con approfondimenti legati appunto al prodotto della vite, organizzata dall’Associazione Sergio Gaggia di Cividale, che debutterà proprio questo pomeriggio nella splendida cornice dell’Abbazia di Rosazzo, circondata da vigneti che hanno rappresentato una importante “culla” della vitivinicoltura friulana, essendo terra prediletta di tanti prestigiosi vitigni autoctoni, come Picolit, Ribolla, Pignolo, Tazzelenghe. Soltanto per citarne alcuni.

Francesco Vikram Sedona


Il concerto odierno si terrà con inizio alle 16 e avrà quale protagonista la Nuova orchestra “Ferruccio Busoni” che, proprio stamane a Trieste, propone l’ultimo appuntamento delle sue famose “Mattinate Musicali Internazionali”. Con la formazione diretta dal maestro Massimo Belli ci sarà il giovanissimo violinista Francesco Vikram Sedona, straordinario talento, vincitore del Primo Premio dell’ultima edizione del Concorso Internazionale “Città di Vittorio Veneto”. Il Concerto di Primavera – così è stata intitolata la invitante manifestazione musicale, visto che proprio domani scatterà, astronomicamente, la bella stagione – è stato organizzato in collaborazione proprio con il Concorso della località veneta.
Il programma prevede lo stesso programma presentato nella città giuliana e quindi il celeberrimo Concerto in Mi maggiore Bwv 1042 di Johann Sebastian Bach per violino, archi e basso continuo, e le Variazioni sul Faust di Gounod di Henryk Wieniawsky per violino e archi, brano virtuosistico che richiede al violinista delle straordinarie capacità tecniche ed espressive. Ma, come detto, ci sarà anche il tradizionale intervento sull’affascinante tema della musica collegata proprio alla vite e al vino. Enorelatore Angelo Foletto, il quale proporrà un arricchimento culturale che s’intreccia con quello offerto periodicamente dai “Colloqui” organizzati intorno alla famosa “carta geografica” di Livio Felluga, nell’ambito dei quali proprio l’altro pomeriggio è stato proposto con successo il suo secondo appuntamento primaverile.
L’appuntamento con il concerto inaugurale di “Enoarmonie 2022” è dunque fissato per oggi, come detto alle 16. Seguiranno le altre numerose proposte in luoghi pieni di fascino e sempre legati, appunto, alla vite e al vino. E quindi alla grande musica.

L’orchestra con il maestro Belli.

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In copertina, la storica Abbazia di Rosazzo circondata dai vigneti in una immagine colta dall’obiettivo di Luigi Vitale.

Guida ai vini Fvg, premi speciali ai produttori di Pignolo e Ribolla gialla

«Top vini Friuli Venezia Giulia è un’iniziativa che deve stimolare l’intera filiera vitivinicola a perseguire un percorso di analisi, condivisione delle valutazioni, confronto, promozione e comunicazione che possa concorrere a far vincere al sistema vino della nostra regione le sfide imposte da un mercato non soltanto nazionale ma internazionale in continua evoluzione e spesso fluttuante, attraverso un percorso di qualità consono alle attese dei consumatori e dei degustatori, ma anche del pubblico più attento». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, intervenuto a Corno di Rosazzo, a Villa Clabassi Nachini, ai lavori di una delle commissioni di valutazione dei 210 vini delle 55 aziende del Friuli Venezia Giulia che hanno aderito alla guida Top Vini Friuli Venezia Giulia. La guida è stata ideata per favorire la conoscenza dei prodotti di pregio del Vigneto Fvg mettendo a disposizione il giudizio espresso da commissioni di tecnici del mondo vitivinicolo, che sono stati selezionati dall’enologo Paolo Valdesolo. Per promuovere due vitigni autoctoni che hanno buone prospettive tra gourmet, degustatori, appassionati del gusto e dei sapori, quest’anno le selezioni preliminari alla realizzazione della Guida 2021 prevedono l’assegnazione di due premi speciali alla qualità per i produttori di Pignolo e Ribolla gialla.

Zannier con Gambarotto.

«L’idea che sta alla base di questa iniziativa, editoriale e non solo – ha detto l’assessore Zannier rivolgendosi ai curatori, Valdesolo, Tiziana Pittia, Nicolò Gambarotto che ne è l’editore, ma anche ai degustatori – è fortemente connessa con il momento particolare che stiamo attraversando e la necessità di far percepire ai consumatori, ma anche agli esperti, il livello di qualità raggiunto dal vigneto regionale, ma nel contempo di permettere ai produttori di confrontarsi, acquisire suggerimenti e l’esito di valutazioni che non possono che contribuire al consolidamento della qualità e soprattutto a facilitare la percezione del Vigneto Friuli Venezia Giulia come una realtà vocata a una qualità sostenibile del prodotto vino». Come ha voluto ancora rimarcare Zannier, «uno dei problemi ricorrenti dei quali soffre il nostro sistema vitivinicolo, ma anche quello agroalimentare del Friuli Venezia Giulia, deriva dal fatto che spesso trascura un’adeguata comunicazione e informazione, soprattutto rivolta a bacini di utenza che possono rappresentare mercati di riferimento duraturi». L’assessore si riferiva in particolare ai Paesi limitrofi, come l’Austria, che costituisce un importante bacino di affluenza turistica verso l’Italia e può continuare a rappresentare uno dei mercati di riferimento per la collocazione dei prodotti di pregio del Friuli Venezia Giulia.
«Occorre – ha concluso Zannier – che la nostra filiera vitivinicola comprenda i vantaggi che possono derivare da una adeguata comunicazione delle peculiarità e specificità che caratterizzano il Vigneto regionale, per consolidare risultati che hanno consentito di creare una realtà ormai conosciuta e affermata nel mondo, ma che si deve continuare a confrontare con successo con mercati spesso determinati da tendenze temporanee».

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In copertina, l’assessore regionale Stefano Zannier con l’enologo Paolo Valdesolo durante la seduta delle commissioni di assaggio.

Al lavoro per la Guida Top vini Fvg 2022: in novembre le commissioni d’assaggio

(g.l.) L’ha definita «unica e storica annata» quella che si sta avviando alla conclusione e che sta vivendo le battute finali della vendemmia. Le parole sono di Paolo Valdesolo, enologo di lungo corso e voce autorevole del settore vitivinicolo friulano nel quale, pur essendo vicentino di origine, ha speso tutta la vita professionale. E che ora continua ad assicurare il suo competente apporto in varie attività e iniziative, come la “Guida Top vini Friuli Venezia Giulia” per la quale, visto il successo della prima edizione, è stata avviata l’organizzazione della seconda, la cui uscita è prevista all’inizio della primavera. Per cui anche quest’anno – afferma il tecnico, coordinatore delle commissioni di assaggio – «sarà indispensabile l’intervento dei migliori esperti del settore enologico per la valutazione dei vini presentati dai produttori della nostra regione», anticipando che le commissioni stesse si riuniranno a villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo (dove ha sede anche il Consorzio tutela vini Doc Friuli Colli orientali e Ramandolo), nei giorni compresi fra il 15 e il 26 novembre. Gli esperti che vorranno partecipare alle sedute degustative sono invitati a comunicare la propria disponibilità all’indirizzo di posta elettronica valdesolo@gmail.com oppure al cellulare 338.7130225.
L’enologo ricorda che alla Guida “Top vini Fvg 2022” possono partecipare tutti i produttori di vino certificato con marchi di qualità Docg, Doc e Igt della nostra regione. Con questo vademecum si vuole infatti «offrire una visione completa del panorama enologico, ricco e articolato del Friuli Venezia Giulia e vuole essere uno strumento di confronto e di crescita anche per i piccoli e medi produttori che hanno l’opportunità di valorizzare la propria realtà aziendale. Una opportunità per promuovere il territorio, i produttori e i vini che permetterà a tutte le aziende, anche a quelle che non trovano spazio nelle guide nazionali, di valorizzare la propria produzione e diventare riconoscibili ad un vasto pubblico di appassionati, turisti, ristoratori, enoteche ed entrare così nelle case di tutti».
Nel contempo, in una nota, si ricordano i principali plus della Guida 2022:
– Una giuria di assaggiatori competenti, seri e indipendenti, presieduta da Nicola Biasi, giovane enologo emergente a livello nazionale e coordinatore tecnico del Wine Research Team, e diretta dallo stesso Valdesolo.
– All’interno della giuria parteciperanno due giornaliste del settore enologico del territorio austriaco.
– La Guida ha ottenuto il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”.
– Redatta in 3 lingue: italiano, inglese e tedesco.
– Le cantine avranno a disposizione 2 pagine per illustrare al meglio la propria azienda.
– La promozione sarà effettuata in diversi momenti ed eventi enogastronomici in Italia e all’estero.
– Saranno assegnati due premi speciali ai migliori vini autoctoni Ribolla gialla e Pignolo.
– La Guida uscirà a marzo 2022.
Ricordiamo, infine, che la Guida verrà distribuita nelle edicole allegata alla rivista Top, Taste of Passion e venduta nelle librerie del Friuli Venezia Giulia. Sarà pure scaricabile dal sito Top Taste of Passion.

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In copertina, l’enologo Paolo Valdesolo, coordinatore delle commissioni tecniche della “Guida Top vini Friuli Venezia Giulia”, durante una degustazione.

La carta geografica di Livio Felluga s’incrocia con la storia di Lelio Luttazzi

(g.l.) Dopo l’incontro dedicato a Dora Bassi, quello che ha inaugurato il nuovo ciclo, ecco il secondo appuntamento con “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, la rassegna d’autore giunta alla quarta stagione, che ha quale cornice ineguagliabile lo storico complesso monastico sulle colline manzanesi ricoperti di altrettanto storici vigneti, famosi per essere stati la “culla” di antichi vitigni autoctoni, alcuni dei quali fortunatamente salvati, come il Pignolo e il Tazzelenghe.

Lelio Luttazzi ormai anziano.


Proprio oggi, alle 18, ci sarà un viaggio di spettacolo e cultura con “Lelio Luttazzi e la settima arte. Musicista, attore e regista”, di Nadia Pastorcich, volume edito da Mgs Press. Ospiti, assieme all’autrice, la moglie Rossana Luttazzi e l’editore triestino Carlo Giovanella. Poi in giugno seguiranno altri due incontri: venerdì 18 si viaggerà nella storia con “Da Tirana a Linz. La testimonianza inedita di Igino Di Giusto, internato militare italiano” a cura di Davide Zoratti con ospite monsignor Sergio Di Giusto, figlio del protagonista e direttore della Fondazione Abbazia di Rosazzo; giovedì 24 il giornalista scrittore Pietro Spirito, autore di “Gente di Trieste” (Laterza editore), proporrà invece un viaggio a piedi nell’arco di una metaforica giornata incontrando uomini e donne che dall’Ottocento a oggi hanno lasciato un segno importante come artisti, scienziati, eroi e imprenditori nella storia della città giuliana e oltre. In luglio infine gli altri due appuntamenti.
Tutti gli incontri si svolgeranno nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti Covid-19, inizieranno alle 18. Obbligatoria la prenotazione all’indirizzo fondazione@abbaziadirosazzo.it, fino a esaurimento dei posti disponibili. La rassegna è realizzata grazie alla Fondazione Abbazia di Rosazzo, Livio Felluga, Vigne Museum associazione culturale e il Comune di Manzano.

La prima etichetta di Livio Felluga con la carta geografica del Friuli.

Informazioni sui siti:
www.abbaziadirosazzo.it e www.liviofelluga.it

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In copertina, la storica Abbazia di Rosazzo in una foto di Luigi Vitale.

Refosco e Pignolo in due “verticali” a Ramandolo

di Gi Elle

Il Refosco? Che sia di Faedis o dal peduncolo rosso è un grande vino, di carattere, pieno di forze e potenzialità. Insomma, un vero protagonista a tavola, specialmente di quella autunnale e invernale, più grassa e saporita. E’, insomma, il re dei rossi friulani, come dire il nostro… Barolo! E proprio a questo splendido vino, che pare abbia i suoi antichi progenitori nell’Agro di Aquileia di oltre duemila anni fa, l’Osteria di Ramandolo dei coniugi Ilenia e Pietro Greco ha organizzato una interessante degustazione – “Seduzioni di Refosco, questo il simpatico ma anche significativo titolo – che si terrà domani, alle 20, con la partecipazione di sei piccoli produttori locali, proprio mentre in questo angolo più a nord dei Colli orientali del Friuli la vendemmia consente di portare in cantina bellissimi grappoli appunto di Refosco – a Nimis ha un forte incidenza anche il Refosco di Faedis o Refoscone – e di Verduzzo, uve quest’ultime candidate a dare il prezioso Ramandolo Docg.

Il Refosco di Faedis. 

Si tratta, dunque, di una “verticale” di annate di Refosco dal peduncolo rosso per scoprire le varie sfumature e interpretazioni di questo vitigno proprio nella parte più alta della prestigiosa zona Cof. Questi i vini che accompagneranno i vari piatti: Refosco dal peduncolo rosso 2018 – Venchiarezza (Cividale),“El Re” Refosco Peduncolo Rosso 2017 – Marco Sara (Savorgnano),“Ros di Ponche” 2016 – Sot La Mont (Racchiuso), Refosco dal peduncolo rosso 2015 – Jacuss (Montina di Torreano), Refosco dal peduncolo rosso 2015 – Marco Cecchini (Faedis), “Orgoglio” 2015 – Vini Belluzzo (Tarcento).

Il Pignolo.

Ma non è finita qui. L’Osteria di Ramandolo ha infatti organizzato per sabato 26 ottobre, alle 20. un’altra invitante serata per scoprire un antico vitigno autoctono del Friuli: il Pignolo. Saranno protagonisti sei vignaioli ancora dei Colli orientali del Friuli per una degustazione verticale dedicata al vitigno rosso, giustamente definito dai gestori della storica trattoria “più austero e longevo della nostra regione”.
Questi i vini in degustazione: Pignolo 2014 – Casasola, Pignolo “Romain” 2011 – Rodaro Paolo, Pignolo Riserva 2010 – La Viarte, Pignolo 2009 – Guerra Dario, Pignolo 2009 – Conte d’Attimis Maniago, Pignolo 2008 – Cantarutti. Anche in questo caso i vini saranno accompagnati da piatti studiati ad hoc.

Vigneti sulle pendici del Bernadia.

Per informazioni e prenotazioni chiamare all’Osteria di Ramandolo il numero 0432790009.

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In copertina, il Refosco dal peduncolo rosso domani in scena alla verticale.

“Vigne Museum” a Rosazzo indaga sui paesaggi futuri

di Gi Elle

Secondo e ultimo fine settimana, nella splendida location di Rosazzo (ma con una puntata anche a Soleschiano), tra i vigneti di Ribolla e Pignolo su cui domina la plurisecolare abbazia benedettina, per il progetto The Architecture of Intelligence, la nuova iniziativa culturale di Giuseppe Stampone, curata e prodotta da Rave per il “Vigne Museum” nell’ambito del programma “L’Età del Rimedio” che propone incontri, dibattiti e mostre a cura di Isabella e Tiziana Pers (fondatrici di Rave East Village Artist Residency), e da Elda Felluga e Giovanna Felluga, rispettivamente presidente di “Vigne Museum” e direttore artistico della stessa Associazione culturale.

Elda Felluga

Giuseppe Stampone

Allestito all’interno della struttura artistico-architettonica permanente realizzata da Yona Friedman con Jean-Baptiste Decavele nel 2014 e situata in mezzo ai vigneti dei Colli orientali del Friuli, proprio nell’ambito del prestigioso “cru” di Rosazzo, che si trova in Comune di Manzano, il nuovo progetto inedito di Stampone, visitabile fino a domenica 16 giugno, si compone di una serie di disegni in aperto dialogo con la struttura di Friedman e presentati assieme alle immagini realizzate dal celebre fotografo Dom Mimì.
“L’Età del Rimedio” proporrà interessanti iniziative anche domani, sabato, a partire dalla 11 con l’incontro Paesaggi futuri al “Vigne Museum” – Rivoluzione Pianeta con Stefano Mancuso (neurobiologo vegetale), Giovanni Delù (giardiniere d’arte e orticoltore della Reggia di Versailles), Marisa Sestito (vicepresidente Giant Trees Foundation e anglista), il già ricordato Giuseppe Stampone e Daniele Puppi (artisti), e Pietro Gaglianò (critico d’arte e curatore) attorno ai cambiamenti che il nostro ecosistema sta subendo in questa epoca storica dovuto all’intervento dell’uomo e a una naturale evoluzione geologica oltre che culturale. Modererà l’incontro Patrizia Catalano, giornalista e curatrice.

Protagonisti dell’iniziativa culturale.

Ricordavamo la scorsa settimana che in Friuli Venezia Giulia, a pochi chilometri di distanza, convivono due importanti realtà artistiche, “Vigne Museum”, Associazione culturale, e “Rave”, East Village Artist Residency. Entrambe, unite da una visione simile e complementare, attraverso l’arte contemporanea e la cultura indagano le emergenze del nostro tempo, dalla situazione ambientale al rapporto tra le specie, immaginando il biocentrismo come attitudine culturale, sociale ed economica.
“Rave” è un progetto che apre il dialogo sul ruolo dell’arte contemporanea nei confronti dell’alterità animale e sulla necessità di ripensarsi in una prospettiva biocentrica ed antispecista. A “Rave” gli incontri tra animali, umani e non umani, tra le sensibilità individuali e i dialoghi interdisciplinari, tra il processo di ricerca degli artisti e gli sguardi dell’assolutamente altro, danno vita a una pluralità di visioni inedite e sperimentali.
Il “Vigne Museum” è invece una struttura artistico-architettonica, un museo ideale dedicato alla vite e al paesaggio collocato tra i vigneti storici di Rosazzo, nel cuore dei Colli orientali del Friuli, realizzata nel 2014 da Yona Friedman con Jean-Baptiste Decavèle per i 100 anni di Livio Felluga, patriarca della viticoltura friulana. Da quest’anno il “Vigne Museum” è diretto dall’omonima associazione culturale, che attraverso varie azioni incentra il proprio programma sull’interdisciplinarietà tra arte, architettura e scienza.

“Rave” e “Vigne Museum” collaborano per la prima volta nella realizzazione, appunto, del programma “L’Età del Rimedio”, contenitore d’incontri, dibattiti e mostre. La rassegna terminerà in modo conviviale e festoso, domenica, alle 11.30, con la food designer Annagiola Gaglianò che realizzerà nel borgo di Soleschiano, un Vegan show cooking, omaggio a “Rave” e alla sua forte identità legata alla questione animale.

Un’immagine di “Vigne Museum”.

La manifestazione gode del patrocinio della Fondazione No Man’s Land di cui Yona Friedman è presidente onorario. Il Vigne Museum e le sue attività sono supportati dall’Azienda Livio Felluga in qualità di main sponsor. Rave è realizzato con il supporto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con All/Università degli Studi di Udine, L’Officina, Trieste Contemporanea, Gallinae in Fabula, Musiz Foundation mentre Vulcano è Main Partner. Molte le realtà attive sul territorio che hanno aderito come sponsor tecnici aiutando a consolidare il rapporto con il tessuto economico ed istituzionale locale ad un coinvolgimento attivo della popolazione: Biolab Vegetarian & Vegan Organic Food, Agriturismo Vegetariano Al Rôl ai Conti di Maniago da Anna e B&B e Birra Agricola Lippo.

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In copertina, alcuni partecipanti alla manifestazione sui colli di Rosazzo.

 

Omaggio a Donatella con una verticale del grande Amarone

di Gi Elle

“A un anno dalla tragica scomparsa dell’amica Donatella Briosi, rimane il suo indelebile ricordo dallo sguardo solare, sommelier, donna del vino e maestra di vita. Ho voluto ricordarla in compagnia delle sue inseparabili amiche offrendo due serate di analisi sensoriale di vino Amarone. Un anno fa in occasione dell’evento sul Pignolo, in quel di Prepotto, ci eravamo accordati per organizzare questo incontro. Purtroppo, una mano tragica ha voluto dopo una settimana portarla via da questo mondo. Quanto raccolto dall’associazione, verrà devoluto in difesa e per la tutela delle donne”. Sono parole di Paolo Valdesolo, tecnico fra i più in vista di Assoenologi Fvg, che dimostrano tutto il rimpianto lasciato, fra quanti operano nell’affascinante mondo della vite e del vino, da Donatella Briosi, vittima proprio un anno fa di un orrendo delitto.

Al termine della degustazione Valdesolo con le Donne del vino Fvg. 

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E per ricordarla, come sicuramente lei stessa avrebbe desiderato, ecco questo evento straordinario dedicato a uno dei vini più famosi del Vigneto Italia, l’Amarone della Valpolicella, zona vitivinicola alle porte di Verona fra le più celebri del Veneto, prima regione produttrice di vino nel Belpaese. A guidare la folta platea nella scoperta di queste bottiglie di grande qualità e suggestione è stato proprio Paolo Valdesolo, vicentino di origine ma trapiantato da molti decenni in Friuli, regione che ama quanto la sua. La degustazione, organizzata da Gruppo Qb (quanto basta) e Donne del vino ha visto proporre una verticale di quattro annate che rimarranno negli archivi fra quelle indimenticabili per l’Amarone: 2009, 2010, 2011 e 2013. E alla fine il tutto è stato coronato da un Sassicaia e da un Sautern, stelle di prima grandezza d’Italia e di Francia, Paesi leader nella produzione del vino a livello planetario.

Due momenti del riuscito incontro. 

Una manifestazione, dunque, perfettamente riuscita, anche se aleggiava la tristezza proprio per l’assenza di una grande amica. Come detto, Donatella Briosi era una Donna del vino, abruzzese di nascita e friulana di adozione, proprio come Valdesolo. Scriveva dopo la sua tragica scomparsa Simona Migliore, delegata Onav per la provincia di Udine: “Nonostante appartenessimo ad associazioni diverse, abbiamo sempre collaborato insieme e abbiamo sempre avuto parole di stima e rispetto l’una dell’altra, sia professionalmente che umanamente. Non le interessava il protagonismo, lei c’era se avevi bisogno e, le volte che non riusciva personalmente, riusciva ad organizzare persone e situazioni per venirti in aiuto”. “Una Donna – aggiungeva – che amava il suo lavoro con passione e dedizione, una persona capace di trasmettere serenità, sempre pronta a mettersi in gioco con umiltà e pazienza. Una Donna capace di trasmettere l’amore per la terra da cui proveniva e la terra in cui investiva energie e passione. Chi lavora nel nostro settore in qualche modo ne ha incrociato il cammino e ne porterà sempre vivo il ricordo”.

E infine un grande Sautern.

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In copertina, Donatella Briosi ricordata a un anno dalla scomparsa.