Omaggio in musica a Pietro Pittaro enologo e grande cultore della lirica

(g.l.) Pietro Pittaro era un famoso enologo oltre che un importante imprenditore vitivinicolo, ma era anche un vero cultore della musica. E di quella lirica in particolare della quale era un vero intenditore. Proprio per ricordare questa sua grande passione, per questa sera, alle 19.30, nella sua bellissima azienda di Codroipo, dove ha sede anche un meraviglioso museo della vite e del vino che lui stesso ha creato collezionando migliaia di preziosi cimeli, ci sarà una “Serata concerto dedicata a Pietro Pittaro” in collaborazione con la Scuola di musica di Codroipo e il Club per l’Unesco di Udine – presieduto da Renata Capria D’Aronco -, che ai Vigneti Pittaro di via Udine (proprio di fronte alle Frecce Tricolori) vedrà l’esibizione di alcuni brillanti artisti sia per quanto riguarda le voci che la parte strumentale. Insomma, un grande omaggio all’enologo-imprenditore scomparso, quasi novantenne, poco più di un anno fa. E del quale il Friuli conserva un vivo ricordo!

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In copertina, l’enologo Pietro Pittaro scomparso poco più di un anno fa.

Bertiolo rende omaggio a Pietro Pittaro: enologo, produttore vitivinicolo, sindaco. Ma soprattutto grande Figlio del Friuli

di Giuseppe Longo

Archiviata con grande successo la sua storica Festa del vino – che, peraltro, essendo collocata a cavallo della tradizionale ricorrenza del Patrono San Giuseppe, è la prima in assoluto che si organizza nel Vigneto Fvg -, ora per Bertiolo si annuncia un altro appuntamento molto importante e sentito. La prestigiosa Città del vino delle Risorgive, nel cuore delle Grave del Friuli, proprio oggi, 5 aprile, renderà infatti omaggio a un vero e proprio protagonista della scena vitivinicola regionale e internazionale, essendo stato anche presidente mondiale degli enologi. A pochi giorni dal primo anniversario della scomparsa, il Comune di Bertiolo, con il suo sindaco Eleonora Viscardis, renderà omaggio a Pietro Pittaro, lungimirante produttore vitivinicolo nella vicina Zompicchia, tecnico preparatissimo tanto da essere stato a lungo anche direttore della locale Cantina, e pure indimenticabile primo cittadino. Oltre che presidente dell’Ente Friuli nel mondo e prestigioso componente del Ducato dei vini friulani che stamane a Udine si riunisce per rinnovare i suoi organi.
Proprio per questo grande impegno, e per tutto il bene che la comunità ha ricevuto in tanti anni, Bertiolo – che poco prima della morte aveva attribuito a Pietro Pittaro la cittadinanza onoraria – ha indetto per quest’oggi nel suo nome una grande festa, una serata che resterà memorabile. Ha organizzato, infatti, “Pietro Pittaro un Friulano Doc”, manifestazione commemorativa, appunto a un anno dalla dipartita avvenuta nel marzo 2024 sulla soglia dei novant’anni: l’appuntamento è alle 20.45 nell’auditorium “Ottaviano Paroni”. Nell’occasione, avverrà la consegna del Premio “Vini Doc per un Friulano Doc” proprio dedicato alla memoria di Pietro Pittaro. «Nel corso della serata – annuncia Eleonora Viscardis – avremo il piacere di ascoltare la Fvg Orchestra, diretta dal maestro Paolo Paroni». E il suo concerto renderà ancora più solenne e importante l’appuntamento. Il sindaco, pertanto, estende l’invito a tutti i suoi concittadini, ma ovviamente anche a tutti coloro che conoscevano e stimavano “Pieri”. Ed è facile prevedere che la sala non riuscirà a contenere quanti vorranno rendere omaggio a un grande Figlio del Friuli.

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In copertina, Pietro Pittaro accanto alla Bandiera del Friuli che tanto amava.

“Festa del vino” a Bertiolo (che continua) con omaggio a Pietro Pittaro: a un anno dalla scomparsa lo ricorda il Premio 2025

(g.l.) «Economia e indotto: pensiamo sempre siano due parole collegate all’industria, invece possono essere associate anche a volontariato, territorio, produttori che vogliono far crescere il Friuli Venezia Giulia. E l’appuntamento che prende il via questa sera a Bertiolo ne è un esempio perfetto». Lo ha affermato il presidente del Consiglio Fvg, Mauro Bordin, prendendo parte, con i colleghi Mauro Di Bert, Alberto Budai, Roberto Novelli, Moreno Lirutti e Markus Maurmair, al taglio del nastro della 76ma Festa regionale del vino Friulano di Bertiolo, allestita all’enoteca di piazza Plebiscito, grazie alla collaborazione tra Pro Loco Risorgive Medio Friuli, guidata da Marino Zanchetta, e l’amministrazione comunale che fa capo a Eleonora Viscardis. La manifestazione enologica, cominciata il 15 marzo a pochi giorni della tradizionale ricorrenza bertiolese di San Giuseppe, continua anche in questo fine settimana e proseguirà nel prossimo per concludersi domenica 30 marzo.

Due immagini dell’inaugurazione.

La cerimonia nella famosa Città del vino Fvg è stata lo scenario anche delle premiazioni delle aziende vitivinicole partecipanti alla mostra concorso vini “Bertiûl tal Friûl 2025”, con la consegna del premio al vincitore dell’edizione 2024 (l’azienda Petrucco a cui è andato un mosaico realizzato dal maestro Alverio Savoia), e dell’assegnazione del premio 2025 “Vini Doc per un Friulano Doc”, dedicato alla memoria di Pietro Pittaro, il grande enologo e imprenditore vitivinicolo – nonché indimenticabile sindaco di Bertiolo – scomparso novantenne un anno fa.
Da Zanchetta i dettagli della manifestazione che «si snoda in tre settimane pensando a tutti, dai bambini ai meno giovani, nata allora dall’esigenza di barattare i prodotti della terra, mantenendo nel tempo lo spirito della tradizione avvolto, però, sempre in quello della qualità e del bere consapevole». A lui, è seguito il plauso del presidente del Comitato regionale delle Pro Loco del Fvg, Petro De Marchi. «Abbiamo la nomea di essere un paese ospitale e sono certa che lo registriate anche in questa occasione», ha quindi evidenziato la prima cittadina Viscardis, non mancando di ringraziare «il supporto che non manca mai del Consiglio regionale e dei tanti volontari che permettono lo svolgersi di questo evento e che gli hanno fatto guadagnare il riconoscimento di sagra di qualità a livello nazionale».
Un pensiero è, poi, andato, al giornalista Bruno Pizzul, recentemente scomparso, e soprattutto a Pietro Pittaro, a cui come detto è stato dedicato il premio 2025: «Chi più “Friulano Doc” di lui, ambasciatore dei nostri valori nel mondo», è stato commentato dai più, non ultimo dal presidente della commissione aggiudicatrice, Marco Lant. E alla memoria di Pittaro, anche il presidente Bordin ha rivolto alcune parole di grato ricordo: «Non è stato solo un grandissimo imprenditore vitivinicolo, ma un divulgatore delle nostre tradizioni, della nostra lingua, qui e nel mondo. Perciò la sua è una perdita che si fa sentire, ma è un uomo che non potremo mai dimenticare; a lui va il nostro doveroso tributo di affetto». «Il riconoscimento ricevuto alla sagra non è un caso, ma frutto di un lavoro costante, fatto di impegno e passione di giorni e giorni. Perciò siamo noi istituzioni che dobbiamo dirvi grazie. Grazie a tutti voi volontari e all’amministrazione comunale, e ovviamente ai produttori che si mettono in gioco, che hanno piacere di farsi conoscere e far conoscere il frutto del proprio lavoro», ha rimarcato infine il presidente regionale.

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In copertina, l’enologo Pietro Pittaro scomparso novantenne un anno fa.

A Premariacco 40 spumanti Fvg nel ricordo di Girolamo Dorigo appassionato “pioniere” delle bollicine friulane

(g.l.) Girolamo Dorigo è stato uno dei “padri” della spumantizzazione in Friuli, tanto da aprire la strada a una tipologia produttiva allora poco conosciuta, e tanto meno praticata, ma che ben presto avrebbe dato tante soddisfazioni, a cominciare dal brut metodo classico della sua azienda che da subito si è rivelato un autentico gioiello dell’enologia friulana accostandosi a pieno diritto accanto ad altre blasonate etichette che, per esempio, ogni anno trovano adeguata celebrazione nella Selezione Filari di Bolle, a Casarsa della Delizia, e che sicuramente la troveranno nella prima edizione del concorso della Ribolla gialla al Festival che comincia proprio oggi a San Vito al Tagliamento.

Gli storici spumantisti friulani.


E venerdì 7 giugno (dopo il rinvio, causa maltempo, della manifestazione che era stata prevista per questa sera) il nome di Girolamo Dorigo, che ci ha lasciato poco più di un anno fa, sarà giustamente evocato durante il bellissimo appuntamento con le bollicine che si terrà all’azienda agricola Alessio Dorigo – figlio dell’indimenticabile vignaiolo di Buttrio, sui Colli orientali del Friuli – e che ha per titolo “East Sparkler Spumanti a Nord Est”. La serata si terrà dalle 19.30 alle 23 nella sede di via Case Sparse 1 a Premariacco (alle porte di Cividale) e con gli oltre 40 spumanti protagonisti, e che saranno raccontati dai loro produttori, sarà servito un buffet realizzato dall’Enoteca De Feo. Infatti, la effervescente serata è stata ideata proprio da Ilenia Vidoni e Pietro Greco, titolari del ristorante cividalese dirimpettaio al Teatro Ristori e già molto apprezzati durante la loro decennale permanenza all’Osteria di Ramandolo (media partner Qubi di Fabiana Romanutti e Nicola Santini).
Girolamo Dorigo, oltre che bravo produttore, aveva anche una buona penna e tanti anni fa scrisse un bellissimo articolo proprio sulla nascente spumantizzazione friulana che riportiamo qui sotto a beneficio dei lettori e di quanti vorranno scoprire l’origine di questi prodotti grazie a un geniale gruppo di “pionieri” spumantisti – alcuni purtroppo, come Dorigo, non ci sono più, a cominciare da Pietro Pittaro, l’ultimo ad esserne andato – e che sono riconoscibili nella storica fotografia che pubblichiamo. Ecco pertanto gli storici produttori delle bollicine classiche del Vigneto Fvg: da sinistra, Alfieri Cantarutti, Mario Mattia Comini, Adriano Giacomelli, Pietro Pittaro e Girolamo Dorigo (seduti), Giobatta Bidoli, Gloria Midolini, Alvano Moreale e Loris Fantinel.

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In copertina, Girolamo Dorigo con il suo meraviglioso brut; all’interno, il vignaiolo di Buttrio con i “pionieri” della spumantizzazione friulana.

Vini a Casarsa, si ricorderà Piero Pittaro: il suo Brut Metodo Classico è superstar tra gli spumanti Fvg dei “Filari di Bolle”

Pietro Pittaro, decano dei vignaioli friulani scomparso un mese fa, sarà ricordato a Casarsa della Delizia in occasione della cerimonia d’inaugurazione della 76ma Sagra del Vino, mercoledì 24 aprile, alle 17, nella sala consiliare del Palazzo municipale Burovich de Zmajevich. Infatti, il suo Vsq Talento Mc Brut Etichetta Oro 2017 ha vinto la categoria Metodo Classico nella decima edizione della della Selezione Spumanti “Filari di Bolle”, che proprio nella manifestazione casarsese incorona le migliori bollicine del Friuli Venezia Giulia.

La giuria al termine delle degustazioni.


Saranno inoltre premiati i migliori spumanti delle altre categorie. Per il metodo Charmat Prosecco Doc l’azienda Colutta con il Prosecco Doc Brut. Per il Metodo Charmat Ribolla gialla l’azienda Pitars con la Ribolla gialla Brut N.V. Per il Metodo Charmat sempre Pitars con il Prosecco Rosé Millesimato 2023 Brut. Inoltre, riconoscimento per Miglior etichetta e packaging all’azienda Bessich con il Prosecco Doc Brut.
Quest’anno la giuria di Filari di Bolle è stata più ampia rispetto alle altre edizioni, dal respiro interregionale con giurati qualificati provenienti anche da Veneto e Trentino Alto Adige al fianco di sommelier ed enologi regionali: a fine marzo hanno degustato in anonimo oltre 60 vini in concorso decretando i vincitori delle 4 categorie. Assieme a loro in qualità di osservatori anche giornalisti, divulgatori e wine lover del mondo del vino che dato un contributo per l’elezione della migliore etichetta/packaging.

Pietro Pittaro a Casarsa qualche anno fa.


Filari di Bolle, la Selezione degli Spumanti del Friuli Venezia Giulia, è organizzata da Pro Casarsa della Delizia Aps, Città di Casarsa della Delizia e Associazione Italiana Sommelier del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con Consorzio Doc Friuli Venezia Giulia e Uni Doc-Fvg con la sponsorizzazione di Banca 360Fvg. Patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e collaborazione anche di Città del Vino, Assoenologi, Onav, PromoTurismoFvg e Strada del vino e dei sapori Friuli Venezia Giulia, Comitato Unpli Fvg.

Il lavoro della commissione tecnica.

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In copertina, il Brut Metodo Classico dei Vigneti Pittaro (al centro) assieme ai quattro spumanti vincitori nelle altre categorie.

Città del vino Fvg, bandiera consegnata anche a Codroipo: aiuterà a valorizzare la produzione di questa zona viticola

Anche a Codroipo la bandiera delle Città del Vino. Il capoluogo del Medio Friuli, noto per la sua ricca vocazione vitivinicola, è entrato infatti ufficialmente nell’Associazione nazionale che a livello territoriale ha la sua diramazione nel Coordinamento regionale. In Friuli Venezia Giulia Codroipo è la 37ma Città aderente. La consegna ufficiale della bandiera e della spilla da parte del coordinatore regionale, Tiziano Venturini, al sindaco Guido Nardini è avvenuta nel contesto del convegno “Sistema agroalimentare – Una risorsa per lo sviluppo del territorio”, durante la tradizionale Fiera di San Simone. «Entriamo a far parte – ha affermato il primo cittadino – di un gruppo importante, insieme ad altri Comuni del Medio Friuli, nel quale potremmo lavorare per dare risalto alla viticoltura del nostro territorio».
A seguire in questi mesi il procedimento di adesione l’assessore alle Attività economiche Giorgio Turcati assieme al consigliere comunale Giuseppe Damiani. Alla cerimonia era intervenuto anche il vicepresidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Mario Anzil, oltre al decano dei viticoltori codroipesi (e di quelli regionali) Pietro Pittaro, ai membri del Coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, sindaci e amministratori, consiglieri regionali e varie autorità. Al convegno sono intervenuti anche i professori dell’Università di Udine Francesco Marangon e Sandro Sillani, Eleonora Serpelloni di PromoTurismoFvg e Giovanni Litt di Sinloc Padova.

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In copertina, Tiziano Venturini appunta la spilla al sindaco Guido Nardini; qui sopra, due foto ricordo della consegna della bandiera delle Città del vino alla quale sono intervenuti anche Mario Anzil, per la Regione Fvg, e Pietro Pittaro, enologo decano dei viticoltori codroipesi e dell’intero Friuli Venezia Giulia.

Come sarà la vendemmia? A Rauscedo domani il punto su un’annata difficile con gli esperti di Assoenologi Fvg

(g.l.) Il Vigneto Fvg si prepara alla vendemmia 2023, al termine di una stagione vitivinicola molto particolare, diciamo pure difficile, caratterizzata da fenomeni atmosferici “estremi”: dall’alta piovosità primaverile all’esplodere delle altissime temperature di luglio, al successivo “assaggio” di autunno anticipato, al ritorno proprio in questi giorni di caldo africano che ci mette tutti a disagio, ma che causa stress non trascurabili anche alla vite alle prese con la maturazione dei grappoli. Il tutto “incrociato” con due tornate di maltempo mai visto a queste latitudini che hanno causato danni immensi anche alle campagne di larga parte del Friuli Venezia Giulia. Che dolore vedere quei filari completamente distrutti dalla grandine, della quale ormai parlare di “chicchi” è totalmente inappropriato. Senza dimenticare poi le malattie che “assediano” la viticoltura regionale, come le stagionali Peronospora e Oidio – incentivate dalle favorevoli, per loro ovviamente, condizioni climatiche – e la devastante Flavescenza dorata, ma anche i danni provocati dalla fauna selvatica. Tirate le somme, il tutto comporterà, come appare evidente, anche una sensibile ripercussione soprattutto sui quantitativi di uva che potranno essere portati in cantina.

Matteo Lovo, Assoenologi Fvg.

Una situazione, dunque, del tutto particolare e che merita una “lettura” altrettanto particolare e specifica. Come quella che sa offrire ogni anno, nelle ultime settimane del solleone e della canicola, Assoenologi Fvg, l’organizzazione dei tecnici della vite e del vino da un paio d’anni affidata alla guida di Matteo Lovo, dopo la lunga gestione di Rodolfo Rizzi e prima ancora di altri illustri esponenti della vitienologia regionale, come Pietro Pittaro – tanto per fare un nome fra tutti – che è stato anche al vertice mondiale degli enologi, rivestendone oggi la presidenza onoraria. Una “lettura” che avverrà, con la partecipazione di uno stuolo di esperti altamente qualificati, domani, alle 17.30, nella sede del nuovo Centro di Ricerca dei Vivai Cooperativi di Rauscedo, in via Ruggero Forti – la strada dedicata all’indimenticato direttore Vcr -, nel Comune di San Giorgio della Richinvelda. «Tale incontro – afferma Lovo nell’invito – rappresenta il momento di maggior importanza tecnica, mediatica e di aggregazione per la nostra associazione, che in base all’andamento climatico della stagione in corso abbiamo ritenuto opportuno organizzare il giorno giovedì 24 agosto».
Alla Prevendemmiale Fvg 2023, oltre allo stesso Matteo Lovo e al presidente nazionale Assoenologi Riccardo Cotarella, interverranno il “padrone di casa” Eugenio Sartori, direttore generale Vcr; Sadro Bressan, Ersa Fvg, Flavescenza dorata; Valentina Gallina, Osmer Fvg, Andamento meteo della stagione 2023; Giovanni Bigot, Uniud, Francesco Degano, tecnico del Consorzio delle Doc Fvg, Aspetti fitosanitari e curve di maturazione; Roberto Zironi, Uniud, Aspetti e considerazioni enologiche sulla lavorazione in cantina; Denis Giorgiutti, Triveneta Certificazioni, Piano dei controlli e vendemmia. Infine, parleranno Stefano Trinco, presidente Doc Friuli; Adriano Gigante, presidente del Consorzio delle Doc Fvg; e Stefano Zannier, assessore all’agricoltura Regione Friuli Venezia Giulia. Un incontro, dunque, di alto profilo che, come dicevamo, saprà sicuramente dare una “lettura” scrupolosa e obiettiva della situazione in cui si dibatte il Vigneto Fvg, per cui la larga partecipazione di tecnici e operatori del settore è assicurata.

Assoenologi Fvg oggi in assemblea, farà il punto su un momento difficile

(g.l.) Giornata importante per Assoenologi Fvg. Tutti gli aderenti, che attualmente sono più di 250, sono infatti invitati a partecipare all’assemblea sezionale che, in videoconferenza, si terrà alle 17 con all’ordine del giorno la prolusione del presidente della Sezione Friuli Venezia Giulia, Rodolfo Rizzi, e la relazione del presidente nazionale o di un suo delegato. Alle 18 seguirà l’assemblea sezionale separata. Gli incontri odierni faranno da apripista all’assemblea generale che si terrà martedì 22 giugno.


Anche i tecnici della vite e del vino del Friuli Venezia Giulia oggi faranno, dunque, il punto su un momento difficile per il settore che, a causa dell’emergenza pandemica e dei provvedimenti emessi per contrastarla, soffre molto anche a causa della pressoché completa chiusura della ristorazione. Sono riuniti nella loro associazione da ben 47 anni: l’anno di fondazione della sezione è infatti il 1974 ed il “battesimo” avvenne in concomitanza con il Congresso nazionale organizzato ad Udine. Primo presidente fu Pietro Pittaro e Giuseppe Ceschin fu nominato rappresentante nazionale. «Mentre a livello locale – si legge una nota Assoenologi – si tesseva con pazienza una rete di contatti atti a far crescere gli iscritti, non mancò chi contribuì allo sviluppo del settore apportando idee molto innovative. Doveroso in questo contesto ricordare il progetto realizzato a Carema (Torino) da Gaspare Buscemi che fu il primo “Enotecnico Condotto” d’Italia. Buscemi, dopo sei anni, assunse la presidenza della Sezione, mentre Pittaro passò al consiglio nazionale. Furono anni di intensa attività, si moltiplicarono i momenti di aggiornamento tecnico con relatori anche di fama mondiale e con viaggi all’estero, mentre notevole interesse iniziavano a riscuotere le degustazioni. Nel 1985 Pietro Pittaro, che aveva assunto la carica di presidente di Sezione e di consigliere nazionale, fu eletto presidente del Centro regionale vitivinicolo del Friuli Venezia Giulia e divenne vicepresidente nazionale dell’Assoenologi, per assumerne la presidenza nel 1987, mentre la presidenza della Sezione passò al collega Alvano Moreale. Il titolo di enologo approvato con la legge 129 del 1991 vide la Sezione Friuli Venezia Giulia gratificata in quanto un così importante traguardo era stato raggiunto sotto la presidenza nazionale di un suo associato».
E ancora: «Nel 1996 Pittaro lasciò la presidenza dell’Assoenologi per assumere quella dell’Union Internationale des Oenologues. Nel 1999 Alvano Monreale passò la presidenza della Sezione a Stefano Trinco, mentre a rappresentare la Sezione in consiglio nazionale vennero designati Adriano Teston e Paolo Valdesolo che, con entusiasmo e concretezza, si prodigarono per favorire una sempre migliore crescita associativa. Nel 2004 Trinco passò il testimone a Teston che con Rodolfo Rizzi rappresentò la Sezione Friuli Venezia Giulia a livello nazionale. Dal 2007 al 2010 Paolo Valdesolo affiancò Rizzi nel Consiglio nazionale. L’Assemblea del 9 aprile 2013 a Verona elesse in Consiglio nazionale, oltre a Rodolfo Rizzi, Daniele Calzavara. Nel 2018 venne organizzato a Trieste il 73° Congresso nazionale».
Si ricorda infine che l’assemblea, riunitasi alla Cantina di Bertiolo il 25 marzo 2019, ha eletto il Comitato di Sezione, che risulta così composto: Luca Belluzzo, Daniele Calzavara (consigliere nazionale), Robert Figelj, Matteo Lovo (vicepresidente), Roberto Marcolini, Ivan Molaro, Chiara Peresani (Assogiovani), Rodolfo Rizzi (presidente e consigliere nazionale), Sergio Schinella (vicepresidente), Egon Vazzoler (segretario) e Gino Vendrame. Come detto, oggi la Sezione conta oltre 250 soci.

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In copertina il presidente sezionale Rodolfo Rizzi e all’interno il presidente nazionale Riccardo Cotarella con Pietro Pittaro durante il Congresso nazionale Assoenologi 2018  di Trieste.