L’agricoltura Fvg tra cambiamenti climatici e transizione ecologica in un vertice regionale oggi a Udine

i“L’agricoltura regionale tra cambiamenti climatici e transizione ecologica” è il tema scelto da Confagricoltura Fvg per aprire un dialogo con l’Amministrazione regionale su temi cruciali per il presente e il futuro del mondo rurale. L’appuntamento avrà luogo nel Salone del Parlamento, al Castello di Udine, oggi 7 marzo a partire dalle ore 14.30.
Ai saluti del sindaco di Udine, onorevole Pietro Fontanini, faranno seguito gli interventi di Philip Thurn Valsassina, presidente di Confagricoltura Fvg; Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura; Massimiliano Fedriga, presidente della Giunta regionale Friuli Venezia Giulia, e Stefano Zannier, assessore alle Risorse agroalimentari Fvg.
Le imprese agricole faranno sentire la loro voce, sottolineando problemi e proposte, durante una breve Tavola rotonda che verrà chiusa con le considerazioni e i saluti dell’onorevole Vannia Gava, sottosegretaria all’Ambiente e alla Sicurezza energetica.

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In copertina, Massimiliano Giansanti presidente nazionale di Confagricoltura che questo pomeriggio sarà a Udine.

Trent’anni di viticoltura ed enologia: lungimirante fu l’Università di Udine

«Nel Friuli Venezia Giulia dove l’attività legata alla vite e al vino assume una rilevanza determinante entro il panorama agricolo – siamo la regione con la maggior superficie vitata rispetto a quella agricola – il corso di laurea in viticoltura ed enologia iniziato ben trent’anni fa dimostra la lungimiranza di chi aveva capito che questa sarebbe stata una delle colture in forte espansione vista la vocazione del nostro territorio». L’ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo nel polo economico e giuridico di via Tomadini alla celebrazione dei trent’anni di formazione vitivinicola all’Università di Udine.

Enrico Peterlunger e l’assessore Zannier.


Zannier ha insistito sulla «centralità del capitale umano che è la risorsa fondamentale per ottenere grandi risultati. Le sfide che il mercato ormai pone quotidianamente e a ritmo incessante sono sempre più difficili da cogliere – ha rilevato l’assessore regionale – ed è possibile per le nostre imprese tenere il passo solo attingendo a conoscenze ed esperienze di eccellenza. Ecco perché oggi è indispensabile dotarsi di tecnici e di professionisti in grado di apportare al settore vitivinicolo capacità che possono essere garantite solo da corsi di formazione di altissimo livello quali quelli proposti dall’Università degli studi di Udine».
La formazione vitivinicola dell’Ateneo friulano ha generato 1190 laureati enologi (il numero più alto rispetto alle altre università italiane), 292 dottori magistrali e un nuovo master di I livello in partenza a gennaio, intitolato Gestione della filiera vitivinicola. Tra i tratti distintivi la forte internazionalizzazione, le elevate percentuali di studenti provenienti da fuori regione, l’alto tasso occupazionale dei laureati e la ricerca, che ha contribuito anche allo sviluppo dei primi vitigni resistenti alle malattie costituiti in Italia. All’evento erano presenti, tra gli altri, il sindaco di Udine, Pietro Fontanini, e il rettore della stessa Università, Roberto Pinton.
Come si ricorderà, l’11 novembre scorso, ricorrenza di San Martino, era stato insignito con il Premio “Falcetto d’oro”, dalla sezione Coldiretti di Dolegna del Collio, il professor Roberto Zironi, proprio per la istituzione a Udine, appunto trent’anni fa, del corso di viticoltura ed enologia.

La premiazione di Roberto Zironi a Dolegna.

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In copertina, è ormai tempo di potatura anche nei vigneti del Friuli Venezia Giulia.

 

 

 

Ducato dei vini friulani da 50 anni: a Riccardo Cotarella leader di Assoenologi il Premio Isi Benini 2022

(g.l.) «Sono onorato di essere stato premiato dal Ducato dei vini friulani, in occasione del lo 50° anniversario, per aver contribuito alla valorizzazione dei vini di questo meraviglioso territorio». Sono le parole con cui Riccardo Cotarella, presidente nazionale di Assoenologi, ha voluto esprimere la sua gratitudine per essere stato insignito del prestigioso riconoscimento che ricorda il grande e indimenticato giornalista, fondatore proprio mezzo secolo fa del Ducato stesso e portavoce impareggiabile dell’enogastronomia friulana. A consegnargli il Premio Isi Benini 2022 il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, e Alessandro I (al secolo Alessandro Salvin), leader dell’ormai storico alfiere del Vigneto Fvg, durante una solenne cerimonia nel salone del Parlamento del Castello di Udine, presente il sindaco Pietro Fontanini.

Cotarella con Rodolfo Rizzi…

… e Matteo Lovo.

A ricevere il collare rosso di “nobile onorario” è stato invece lo stesso governatore Fedriga, il quale ha sottolineato che il «Ducato dei vini friulani ha il grande merito di promuovere la cultura delle radici del nostro territorio contribuendo con la sua attività a valorizzare le eccellenze della nostra regione, la quale viene sempre più scelta dai turisti in questi ultimi anni per la qualità della sua offerta enogastronomica». Durante il suo intervento, il massimo esponente della Regione Fvg ha ricordato come proprio il vino sia un prodotto fortemente legato al territorio di appartenenza, le cui peculiarità connotano il gusto e il colore del vitigno. E la capacità del Ducato – come ha osservato anche Fedriga – è stata pure quella di aggiornarsi nel tempo aprendosi ai giovani, promuovendo un consumo sostenibile, soprattutto durante la guida del compianto Piero Villotta, che guardi principalmente alla qualità del prodotto.
Nell’occasione, il governatore ha ricordato l’esempio virtuoso sul piano sociale dell’azienda Villa Russiz, dove alla produzione del vino è stata associata una meritoria finalità improntata alla solidarietà e all’assistenza a favore dei bambini svantaggiati. Infine, Massimiliano Fedriga ha ribadito la scelta intrapresa dall’Amministrazione regionale di armonizzare l’offerta ricettiva e turistica alle eccellenze enogastronomiche del territorio, «per una crescita economica – ha concluso – che esalti e valorizzi le radici culturali del Friuli Venezia Giulia».
Ricordiamo, infine, che tra i nuovi nobili del Ducato del vini friulani c’è anche Gianluca Trevisan, presidente della Cantina Ramuscello e San Vito. Ad applaudire il premiato Riccardo Cotarella e tutti gli insigniti c’erano anche Rodolfo Rizzi, già presidente di Assoenologi Fvg e attuale componente della Corte ducale, che era schierata al completo, e dal suo successore Matteo Lovo, da pochi mesi eletto alla guida dei tecnici della vite e del vino della nostra regione.

Trevisan con Rizzi e Cotarella.

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In copertina, il presidente Riccardo Cotarella riceve il Premio Isi Benini 2022 dalle mani del governatore Fvg Massimiliano Fedriga, presente il Duca Alessandro I.

 

Dal maxi-frico di Sterpo alla Focaccia di Godia tra i ricordi più belli di Friuli Doc

di Gi Elle

Su Friuli Doc 2020 già da una settimana è calato il sipario, ma restano i ricordi, tanti e significativi, di questa singolarissima edizione ai tempi di Coronavirus. Tra questi c’è indubbiamente la sfida al frico più grande del mondo che non è stata vinta, ma il record è stato sfiorato! Rispetto alle 1.200 porzioni previste, infatti, sono state circa 1.000 quelle distribuite dagli amici del Gruppo di Sterpo, presenti sul piazzale del Castello di Udine, in occasione della grande manifestazione enogastronomica, e non solo. In ogni caso, resta la soddisfazione di averci provato, dicono, e di avere raggiunto il gradimento di un numero così elevato di persone. La cottura di formaggio, patate e cipolla, gli ingredienti tradizionali del frico, era iniziata nel tardo pomeriggio del sabato. Una volta terminata la laboriosa cottura, il taglio del gigantesco piatto tipico è stato fatto dal sindaco Pietro Fontanini sulle note di “O ce biel cjscjel a Udin”, suonata dalla Banda di Lavariano al termine del concerto che si era tenuto sul colle.

Sempre in Castello, nel vicino stand della stessa Lavariano, un casaro ha fatto vedere a un pubblico incuriosito quello che è il suo mestiere: lavorare il latte per produrre la cagliata, visto che il formaggio vero e proprio ha bisogno di un minimo di tempo di stagionatura. E al termine della lavorazione chi vi assisteva ha potuto degustare questa autentica prelibatezza dal sapore antico, offerta gratuitamente.

Soddisfazione si è respirata anche tra i volontari del Comitato della Sagra delle patate di Godia che hanno presentato, in esclusiva per Friuli Doc 2020, la loro focaccia di patate rosse. Una creazione dello chef stellato (e compaesano) Emanuele Scarello che ha unito i tuberi udinesi con altre due eccellenze Dop della nostra regione: il formaggio Montasio e il prosciutto di San Daniele. Sono stati a centinaia i curiosi e i golosi che hanno acquistato la Focaccia di Godia per degustarla con calma nelle loro case assieme a familiari e amici.

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In copertina, il sindaco Fontanini taglia la prima fetta del frico gigante; all’interno,  i suoi cuochi, il casaro di Lavariano e gli amici di Godia con la loro focaccia (patate,  Montasio e prosciutto di San Daniele).

(Foto Luca Simon Mattioli)

 

 

Un “Friuli Doc” senza grandi numeri e che ora dovrà essere ripensato

di Giuseppe Longo

E’ calato a Udine il sipario su un “Friuli Doc” singolare – da ricordare, come scrivevamo ieri -, perché del tutto lontano da quanto eravamo abituati a vedere nei venticinque anni che hanno preceduto questa edizione contrassegnata, purtroppo, dall’emergenza sanitaria da Coronavirus. E che proprio per il rispetto delle stringenti norme anti-contagio ha dovuto rinunciare ai grandi numeri, privilegiando però la qualità. E questo è senza dubbio un aspetto positivo, da non sottovalutare anche per il futuro della manifestazione.

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Il bel tempo, anzi quasi un ritorno dell’estate, ha accompagnato tutti i giorni di questa 26ma edizione della rassegna enogastronomica. E, al meteo favorevole si aggiunge – come sottolineano, a consuntivo, gli organizzatori – il buon andamento delle presenze (alle piazze, ai borghi, alla Loggia del Lionello, al Castello…), nonostante la necessità di osservare precise regole anti-assembramento, che fa vedere un sorriso di soddisfazione sui volti degli operatori intervenuti e su quelli dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Pietro Fontanini, con Maurizio Franz assessore ai Grandi eventi, che ha fortemente voluto la ormai tradizionale manifestazione settembrina, intravvedendo in essa un importante segnale di ripartenza e di positività. Protagoniste di “Friuli Doc” sono state come sempre le eccellenze del territorio, ma non solo. I quattro giorni sono stati animati anche da tante presentazioni, incontri, dibattiti e concerti.
La manifestazione, cominciata giovedì e conclusasi appunto ieri, è stata lo specchio di una città ospitale e accogliente, ma attenta ai regolamenti e alle doverose misure di sicurezza sanitaria e di distanziamento interpersonale. Le parole d’ordine dell’evento sono state dunque tutte rispettate: sicurezza delle relazioni; qualità dell’offerta gastronomica, agroalimentare e artigianale; eleganza del servizio. E, probabilmente, dopo attenta riflessione, questi accorgimenti – che stavolta sono stati richiesti da severe norme di legge – serviranno a tracciare la strada per un’edizione di “Friuli Doc 2021”, speriamo fuori dalla pandemia, con nuovi schemi e proposte. Evidentemente quest’anno la manifestazione si è rivelata troppo penalizzante per molti visitatori tanto che vi hanno rinunciato, scoraggiati dalle tante norme da rispettare, ma anche le folle disordinate, caotiche, degli anni passati non andavano bene e si traducevano in un boomerang nella efficacia della promozione della qualità dei prodotti Made in Friuli. E’ chiaro che le indicazioni emerse da “Friuli Doc 2020” dovranno aiutare a trovare una via mediana per il rilancio della rassegna sotto il profilo qualitativo, facendo così risaltare l’eccellenza della nostra terra soprattutto in fatto di vini e di agroalimentare. Sarà un po’ come tornare alle origini, quando la manifestazione era molto più piccola degli ultimi anni e la qualità ne segnava la rotta. Quindi, tempo di bilanci, certamente, ma anche di riflessioni sul “Friuli Doc” che verrà e che andrebbero estese, ci permettiamo di aggiungere, pure alla goriziana “Gusti di Frontiera”, quest’anno  opportunamente accantonata. Chissà che, fra tanti disastri, dal Covid-19 non sia venuto anche un insegnamento positivo? Speriamo di sì, perché non sono i grandi numeri che fanno grandi gli eventi, bensì la loro qualità.

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In copertina e all’interno ecco alcune immagini emblematiche di Friuli Doc.

(Foto Luca Simon Mattioli)

Da Friuli Doc, festa dell’agroalimentare di qualità un segnale di fiducia

Secondo giorno, a Udine, per Friuli Doc ai tempi di Coronavirus. E, al momento della cerimonia inaugurale, un segnale di fiducia e un grazie a chi ha combattuto la pandemia in prima linea si erano levati da piazza Libertà aprendo la ventiseiesima edizione della rassegna agroalimentare ed enogastronomica, e non solo. Il taglio del nastro è stato affidato al governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, presente assieme agli assessori regionali alle Attività produttive, alle Infrastrutture e territorio, Sergio Emidio Bini, e alle Finanze, Barbara Zilli, accanto al sindaco Pietro Fontanini, agli amministratori di Udine – fra cui il responsabile di Turismo e Grandi eventi, Maurizio Franz – e ai primi cittadini di Trieste e Gorizia, Roberto Dipiazza e Rodolfo Ziberna. Il tema dell’emergenza sanitaria e della ripartenza, nel rispetto delle regole che segnano le diverse modalità con cui si svolge l’evento (con Covid box per il rilevamento della temperatura e obbligo di registrazione all’ingresso), ha avuto eco nei vari interventi. Friuli Doc ambisce a confermare la qualità dei prodotti friulani in un contesto cittadino rinnovato ed elegante che ha il suo simbolo nella nuova veste di via Mercatovecchio.

Un angolo di Friuli Doc.

Fontanini premia Brusaferro.

IL SIGILLO DI UDINE – Dopo i primi mesi che hanno imposto la chiusura, l’Amministrazione regionale – come riferisce una nota Arc – ripunta ora a combattere definitivamente la pandemia con norme certe che assicurino posti di lavoro, ripresa economica e turistica, quest’ultima già visibile nel sold out registrato durante l’estate in montagna e nel buon andamento della stagione balneare degli ultimi due mesi. Per questo l’evento rappresenta un esempio del Friuli Venezia Giulia che non si ferma. Ma è “grazie” la parola che ha avuto più eco nella cerimonia di apertura: grazie alla comunità dei cittadini del Friuli Venezia Giulia per aver espresso un grande senso di responsabilità e di rispetto per la salute altrui nei mesi più difficili, grazie ai professionisti della sanità e alla Protezione civile per la gestione dell’emergenza e grazie al professor Silvio Brusaferro, insignito del Sigillo della Città di Udine per aver portato con onore ed orgoglio il Friuli Venezia Giulia ai vertici dell’Istituto superiore della sanità da cui ha diretto quella che egli stesso ha definito “una sfida totale” per l’Italia, primo tra i Paesi occidentali a dover affrontare l’impatto del Coronavirus. L’Amministrazione regionale ha riconosciuto in Brusaferro un uomo di grande valore scientifico che ha cercato sempre di garantire risposte nei momenti più difficili.

Le altre premiazioni.

I BENEMERITI – Dal canto suo, Brusaferro ha attribuito i risultati della propria lunga carriera e della sua più recente e difficile prova professionale all’eccellenza del sistema sanitario regionale in cui ha lavorato per anni e al valore accademico dell’Università di Udine nel panorama nazionale e internazionale. Ha quindi richiamato le figure di Marino Tremonti, recentemente scomparso, di Tarcisio Petracco, di Ardito Desio e di monsignor Alfredo Battisti quali punti di riferimento dei più alti valori civici e professionali della terra friulana. Un grazie che si è tradotto anche nei riconoscimenti andati a Luca Lattuada, direttore medico del Santa Maria della Misericordia di Udine, Stefano Giglio, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Udine, Stefania Marzinotto, coordinatrice dell’Area biologia molecolare dell’Asufc, Alessia Del Canto, della Clinica malattie infettive dell’ospedale di Udine, e Amedeo Aristei ,direttore della Protezione civile regionale.

Ancora riconoscimenti.

LA SICUREZZA – Ma dicevamo d ella seconda giornata di Friuli Doc. Sono già tanti i friulani, e non solo, che hanno deciso di viverne l’edizione 2020 in diretta e, perciò,si sono comodamente seduti ai tavolini ben “apparecchiati” nelle piazze e nelle vie della città coinvolte nella manifestazione. E sono oltre 10 mila le persone che hanno già scaricato l’app Eilo che consente di accedere ai luoghi della festa in tutta sicurezza e rapidità. Per agevolare gli ingressi che si succederanno anche nei prossimi due giorni, si segnala che gli stessi sono geolocalizzati all’interno dell’applicazione e che, comunque, sono otto e si trovano così posizionati:
piazza Duomo, su via Stringher;
piazza Duomo, su via Vittorio Veneto;
piazza XX Settembre (di fronte al Bar Savio);
piazza Venerio, su via Savorgnana;
Largo Ospedale Vecchio (zona ingresso Tribunale);
via Aquileia (lato nord)
via Aquileia (a sud, ingresso da Porta Stazione);
via Aquileia, su laterale di via Zoletti.
In queste otto postazioni, si scarica il QRcode dall’applicazione, si misura la temperatura corporea (che deve essere inferiore ai 37,5 °C) e, poi, si può godere in tutta tranquillità delle bontà proposte nei vari stand dell’agroalimentare e di quelle artigianali esposte in piazza Venerio.

Le misure di sicurezza.

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In copertina, Friuli Doc nella centralissima Piazza Duomo.

(Foto di Luca Simon Mattioli)

Udine apre Friuli Doc ringraziando i benemeriti dell’emergenza sanitaria

Oggi, alle 17.30, in piazza Libertà, a Udine, con la cerimonia dell’inaugurazione, prenderà avvio ufficialmente la 26ª edizione di Friuli Doc, rassegna delle eccellenze enogastronomiche e non solo della nostra regione. Una manifestazione che avverrà all’insegna della qualità, della convivialità, ma anche della sicurezza, nel rispetto di tutte le norme previste per la prevenzione sanitaria, con un occhio ben attento al passato e un altro al futuro caratterizzato dalla ripartenza da vivere “con la testa sulle spalle”. E alla grande serietà dei friulani dimostrata nella gestione della pandemia nella vita di tutti i giorni, durante le difficili settimane del confinamento, sono dedicati i premi che l’Amministrazione comunale ha deciso di assegnare, in questa occasione, agli operatori sanitari e a quelli della Protezione Civile, per il gran lavoro svolto a tutela della comunità regionale.
I riconoscimenti, in rappresentanza delle varie categorie di operatori, “per l’elevata professionalità, competenza, umanità, senso del dovere e spirito di servizio dimostrati in occasione dell’emergenza Covid-19”, saranno assegnati a: Luca Lattuada, direttore medico del Presidio ospedaliero Santa Maria della Misericordia di Udine, in rappresentanza dei medici; Stefano Giglio, presidente dell’Ordine delle Professioni infermieristiche della provincia di Udine, in rappresentanza degli infermieri; Stefania Marzinotto, coordinatrice dell’Area biologia molecolare dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, in rappresentanza dei tecnici di laboratorio; Alessia Del Canto, della Clinica malattie infettive dell’Ospedale di Udine, in rappresentanza degli operatori socio-sanitari, e Amedeo Aristei, direttore della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia.


Inoltre, verrà consegnato il sigillo della Città di Udine all’illustre concittadino Silvio Brusaferro, “per la competenza, professionalità, senso del dovere, con i quali durante l’emergenza sanitaria, si è particolarmente distinto a livello locale, nazionale e internazionale, in qualità di presidente dell’Istituto Superiore di Sanità”.
Oltre al sindaco Pietro Fontanini, agli assessori comunali Maurizio Franz e Giovanni Barillari, saranno presenti il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga e l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini.
Il momento inaugurale, inoltre, rappresenterà anche l’occasione per diffondere l’invito ai cittadini che non vorranno mancare all’appuntamento con le eccellenze di Friuli Doc, di scaricare gratuitamente (dagli store ufficiali di Apple e Google), la app Eilo per agevolare il flusso degli ingressi nei luoghi della festa che sarà contingentato in base alla capienza delle piazze e delle vie di svolgimento della manifestazione.
Al taglio del nastro farà seguito un vivace concerto proposto dagli studenti dell’Udine Jazz Ensemble del Conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine, nato da un’idea del maestro e capo del Dipartimento jazz, Glauco Venier.

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In copertina e all’interno vini (foto Petrussi), formaggi e prosciutti sono i prodotti leader di Friuli Doc.

Udine crede nella ripresa e non rinuncia a Friuli Doc: quattro piazze tematiche

Friuli Doc non si ferma e, alla sua 26ª edizione (a Udine da giovedì 10 a domenica 13 settembre), punta sulla qualità. Complice il Coronavirus, ma anche figlio di un progetto preciso dell’amministrazione comunale che mette al centro gli ospiti e la loro sicurezza rispetto all’inseguimento continuo di un nuovo record di presenze. Naturalmente, Friuli Doc rimane soprattutto la festa del gusto e dello stare insieme, ma con la “testa sulle spalle”. Un Friuli Doc con le sue tante eccellenze da incontrare in quattro piazze della città: piazza Duomo (Sapori di Carnia), piazza Venerio (Mestieri Artigiani), piazza XX Settembre (Gusto goriziano), Largo Ospedale Vecchio (Tarvisiano, sapori di confine) e in via Aquileia (Pro Loco, esercizi e laboratori artigianali del borgo) alle quali si potrà accedere previo controllo della temperatura. Sarà inoltre possibile e assai utile utilizzare una specifica app: Eilo (scaricabile dagli store ufficiali di Apple e Google), che consentirà l’ingresso alle rispettive aree in maniera semplice e sicura, garantendo la tracciabilità e, contestualmente, la privacy di ognuno. Nei luoghi della festa saranno aperti i vari stand organizzati in maniera tale da poter effettuare esclusivamente il servizio al tavolo. Una scelta di prudenza, certo, ma anche di eleganza del consumo, parte integrante della nuova formula che si intende dare alla manifestazione, considerata irrinunciabile dall’amministrazione comunale anche per non far mancare ai friulani quello che viene comunemente considerato come l’evento enogastronomico più importante della regione. Tante le partecipazioni e collaborazioni di rilievo di questa edizione: Regione Fvg, PromoTurismoFvg, Università di Udine, Camera di Commercio Pn-Ud, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Società Filologica Friulana (organizzatrice di un concerto nella corte di Palazzo Mantica), Coldiretti (con uno spazio degustazione allestito presso Palazzo Florio), Associazione Pro Loco Fvg, Comitato Friulano Difesa Osterie (22 i locali partecipanti), Campeggio Club Udine (con un punto informativo presso il parcheggio di via Chiusaforte) e Gruppo Folcloristico “Stelutis” di Udine (che proporrà un divertente gioco dell’oca rivisitato).

Qui e sotto si presenta Friuli Doc.

«Anche quest’anno Udine avrà Friuli Doc – ha affermato il sindaco Pietro Fontanini -. Si tratta di una vera e propria vittoria per la città che ha saputo reagire alla pandemia in maniera esemplare, grazie al senso di responsabilità degli udinesi e allo spirito di sacrificio dei medici e dei volontari della Protezione civile, diventando già in aprile una delle prime città italiane pronte per il ritorno alla normalità. Per questo motivo – ha proseguito Fontanini – abbiamo ritenuto che organizzare davvero anche quest’anno la manifestazione non fosse utopia, ma una possibilità concreta. Non abbiamo mai smesso di crederci e oggi, nonostante tutte le difficoltà e le critiche di chi non voleva crederci, siamo a presentare ufficialmente il raggiungimento di questo traguardo».
«Con la decisione, che rivendico con orgoglio, di organizzare anche quest’anno Friuli Doc – ha aggiunto l’assessore alle Attività produttive, Turismo e Grandi eventi, Maurizio Franz – abbiamo voluto dare un segnale forte della volontà della città di ripartire e dire grazie agli udinesi per il senso di responsabilità con cui hanno affrontato questi difficili mesi di pandemia. Ovviamente si tratterà di un’edizione straordinaria – simbolicamente abbracciata da Udine sotto le Stelle – di questa manifestazione che da venticinque anni segna l’ingresso nella stagione autunnale all’insegna della degustazione delle eccellenze enogastronomiche friulane. Ma sarà anche un Friuli Doc capace di rappresentare un nuovo inizio, un punto di svolta, un’occasione per ridefinire il paradigma stesso dell’evento puntando sempre più sulla qualità dei prodotti offerti e meno sui grandissimi numeri degli anni scorsi, a partire dall’obbligo di servizio e consumo al tavolo. Non posso poi non ringraziare la Regione Fvg, PromoTurismoFvg, le Associazioni di categoria, l’Università di Udine, il Conservatorio, il Comitato Friulano Difesa Osterie, i borghi storici e tutti coloro che ci hanno creduto. Non mi rimane che augurare agli udinesi un buon Friuli Doc invitando tutti a rispettare le regole».

«Un evento fortemente voluto anche dalla Regione, per trasmettere alla comunità e non solo un segnale della ripresa dal confinamento avvenuta non senza difficoltà, ma che a Udine come nel resto del Friuli Venezia Giulia, sta dando risultati positivi anche al di sopra delle aspettative. Friuli Doc – è stato il pensiero dell’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini – è una delle tappe che l’amministrazione comunale di Udine ha voluto e saputo affrontare con efficacia, per rianimare la città e farne scoprire potenzialità e peculiarità a lungo sopite. Una città che il Comune ha contribuito a rendere nuovamente attrattiva e che è visitata da numerosi turisti, per ora per gran parte italiani come nel resto della regione. Friuli Doc si prospetta con un’edizione diversa, ma assolutamente importante, che valorizzerà ancor di più le eccellenze del Friuli Venezia Giulia dal punto di vista enogastronomico, paesaggistico e culturale».
Come da tradizione, è stata confermata la proposta degli incontri culturali e divulgativi che avranno il loro punto di svolgimento principale sotto la Loggia del Lionello (sempre rispettando scrupolosamente le norme di prevenzione e di distanziamento sociale, con posti disponibili sino al raggiungimento della capienza massima di 45 posti). Quattro momenti di approfondimento sulle tematiche del cibo e del vino saranno proposti dall’Università di Udine, affiancati dagli incontri organizzati da PromoTurismoFvg, da AgriFoodFvg e da Coldiretti.

L’inaugurazione è prevista per giovedì, alle 17.30, in piazza Libertà. In occasione del taglio del nastro, le autorità consegneranno cinque riconoscimenti ai rappresentanti delle categorie sanitarie (medici, infermieri, Oss, tecnici di laboratorio) e della Protezione civile, simbolo della resistenza all’emergenza pandemica, dello spirito di servizio alle comunità locali e della gestione della sicurezza sociale, indispensabili presìdi di riferimento e operatività nelle lunghe settimane del confinamento. Al termine, un vivace concerto proposto dai ragazzi dell’Udine Jazz Ensemble del Conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine.

Sotto la Loggia del Lionello.

Friuli Doc 2020, è resa possibile grazie al sostegno della Regione FVG, in collaborazione con PromoTurismoFVG, AgrifoodFVG, Camera di Commercio Pn-Ud, Confartigianato Udine, Confcommercio Udine, Confesercenti della provincia di Udine, CNA, Coldiretti FVG, Conservatorio Statale di Musica “Jacopo Tomadini” Udine, Società Filologica Friulana, Università degli Studi di Udine. Grazie inoltre a: Comitato Friulano Difesa Osterie, Campeggio Club Udine, Elio-MdSystems-Eps, Goccia di Carnia, Innovactors, Mondialpol, Nico e ai media partner Telefriuli, Il Friuli, Radio Punto Zero, Radio Gioconda, Vivaradio.

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In copertina, nel weekend Friuli Doc torna a Udine e brinda alla ripresa.