Thurn Valsassina confermato leader: quante “sofferenze” in agricoltura!

Il consiglio direttivo di Confagricoltura Fvg, all’unanimità, ha confermato alla presidenza Philip Thurn Valsassina che rimarrà in carica per i prossimi tre anni. Imprenditore agricolo a Ziracco di Remanzacco, dove gestisce un’azienda familiare con 150 ettari investiti a seminativo, 44 anni, laureato in Economia delle istituzioni e dei mercati finanziari all’Università Bocconi di Milano, Thurn Valsassina dal 2001 è impegnato in Confagricoltura a vari livelli di responsabilità: nell’associazione giovanile, in quella provinciale di Udine e in quella regionale. È anche presidente della cooperativa cerealicola “Torre Natisone” e presidente della Federazione nazionale di prodotto “cereali”, di Confagricoltura.
«Dopo un triennio difficile prendiamo atto che siamo in guerra, con tutte le conseguenze del caso – esordisce Thurn Valsassina -. Le problematicità economiche e sociali sono aumentate, in uno scenario di costante instabilità. Le emergenze diventano strutturali, si sommano le une alle altre e, per l’agricoltura, si trasformano in un lungo elenco di sofferenze. La crisi energetica, quella idrica, la mancanza di manodopera specializzata e la difficoltà a reperire prodotti, carburanti e pezzi di ricambio, sono in cima alla lista. Per affrontarle – prosegue il presidente – servirebbe capire che, come minimo, i processi decisionali e burocratici andrebbero resi definitivamente più celeri. Alcuni comparti, penso ad esempio a varie materie prime agricole e alla carne, sono vittime della speculazione finanziaria che non viene adeguatamente contrastata. Dal punto di vista delle riforme, segnaliamo un rapporto decisamente collaborativo con la Direzione regionale della Risorse agroalimentari per la scrittura del nuovo Psr da disegnare addosso alle 11mila aziende professionali del territorio. Non si può dire altrettanto per la Pac, a livello europeo – sottolinea Thurn Valsassina – che è rivolta troppo a un passato che non ritorna, allontanandosi dall’obiettivo della sovranità alimentare e delle reali necessità delle aziende agricole. Anche sulla transizione energetica bisogna cambiare registro guardando maggiormente alle innovazioni e ai risultati della ricerca (nuove tecniche di ibridazioni comprese), piuttosto che a pratiche non più in sintonia con i tempi attuali. Le imprese agricole possono fare la differenza grazie al loro protagonismo sempre attento a cogliere le opportunità e le potenzialità del nuovo. Un contributo importante può venire dai giovani – conclude il presidente regionale di Confagricoltura – ed è anche per questo che, nel rinnovato consiglio direttivo, abbiamo inserito proprio un rappresentante dei giovani agricoltori nella persona di Fabio d’Attimis Maniago Marchiò».
A coadiuvare il lavoro di Thurn Valsassina ci saranno i consiglieri: Claudio Cressati e Nicolò Panciera di Zoppola (vicepresidenti); Maria Cristina Cigolotti Kristalnigg, Carlo Comis, Fabio d’Attimis Maniago Marchiò, Carlo Ferrato di Sbrojavacca, Giovanni Giavedoni, Gian Riccardo Napolitano, Piergiovanni Pistoni, Michelangelo Tombacco e Daniele Vendrame.

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A Confagricoltura Fvg si rivolgono più di 2.000 aziende, che occupano circa 7.800 operai e 400 impiegati, con oltre il 40 per cento della Plv e della Sau regionale. Nel 2022 sono state presentate domande per la Pac (Politica agricola comunitaria) pari a un valore di 14 milioni di euro.

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In copertina, Philip Thurn Valsassina appena confermato presidente di Confagricoltura del Friuli Venezia Giulia.

Il Consorzio agrario Fvg in assemblea: dal bilancio al progetto nazionale Cai

(g.l.) Giornata importante, quella odierna, per il Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia. Alle 10 si riunisce l’assemblea dei soci che è chiamata a votare il bilancio 2020 (si tratta della più grossa azienda del settore primario regionale con 240 dipendenti, 2.400 soci e un fatturato, nel 2019, di 120 milioni), ma soprattutto – ed è questo il nodo centrale della seduta – l’avvio delle procedure di valutazione per l’adesione al progetto nazionale dei Consorzi agrari d’Italia.
La riunione è stata convocata dal presidente Gino Vendrame, che è anche leader della Coldiretti provinciale di Udine, il quale in dicembre era subentrato a Fabio Benedetti che guidava la centenaria cooperativa da poco più di cinque mesi, quando ne era tornato al vertice raccogliendo il testimone da Dario Ermacora. La revoca del mandato all’imprenditore sacilese aveva messo in luce un evidente malessere all’interno della compagine amministrativa, collegato proprio al futuro assetto del Consorzio, cioè dentro o fuori rispetto a Cai, il citato progetto nazionale. Un problema che ha registrato posizioni diametralmente opposte da parte della stessa Coldiretti e di Confagricoltura del Friuli Venezia Giulia, che esprime il vicepresidente consortile Piergiovanni Pistoni.
L’organizzazione imprenditoriale guidata da Philip Thurn Valsassina aveva espresso molti dubbi sul progetto di aggregazione dei Consorzi agrari italiani, e che ovviamente interessa anche quello targato Fvg, tanto da chiedere più elementi conoscitivi e maggiore chiarezza, ricordando che pure a livello di Nordest emergevano contrarietà al progetto. E sulla questione era scesa in campo anche la politica per chiedere se non ci fossero altre strade da poter individuare, per delineare in modo vantaggioso per la nostra regione il futuro del Consorzio agrario. «Tutta la nostra attenzione – aveva sottolineato l’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, dopo l’approvazione in Aula della mozione che chiedeva massima attenzione della Regione Fvg sul futuro dell’importante cooperativa agricola – è volta a comprendere nel dettaglio tutti i risvolti e le condizioni del progetto che è stato presentato per poter esprimere, alla fine, un giudizio di merito. Le diverse forze presenti in Consiglio hanno comunque dichiarato in modo chiaro che qualsiasi scelta fatta dai soci del Consorzio debba sempre tenere nella giusta considerazione l’interesse del comparto agricolo regionale».
«La paura – aveva osservato Vendrame – provoca solo immobilismo e staticità, esattamente il contrario di quello che oggi serve alle nostre imprese chiamate a confrontarsi con la concorrenza di un mercato complesso dove agiscono anche realtà frutto di grandi aggregazioni. Per questo vogliamo pensare a un progetto di futuro per l’agricoltura italiana per garantire anche alle piccole e medie imprese agricole una centrale unica per l’acquisto di mezzi tecnici, gasolio e concimi, così da spuntare un miglior prezzo, strutturare filiere per riorganizzare le produzioni, sfruttare le strutture che già ci sono per lavorare anche il prodotti di altri, per essere in grado di proporci non solo in casa, ma anche oltre confine». E aggiungeva: «Il progetto Cai ci difenderà dal punto di vista produttivo ed economico, mettendoci in condizione di non subire più gli attacchi delle multinazionali, ma di competere con loro. Saremo noi, in futuro, a proporre i nostri prodotti, servizi e mezzi tecnici anche fuori dall’Italia, perché il Fvg non è solo un corridoio di entrata per gli altri. È e deve essere sempre più, soprattutto, un corridoio di uscita per il nostro Made in Italy».
«In via prioritaria – ricordava nel contempo Pistoni – avevamo chiesto di rinviare la votazione sul “progetto Cai Spa” e valutare se fosse il caso di aprire un confronto a livello nazionale, vista l’importanza dell’operazione proposta. Avevamo pure chiesto di anteporre a questa decisione la possibilità di valutare se esistessero, in regione e nell’area del Nordest, le condizioni per costruire aggregazioni locali con imprese simili». Secondo Confagricoltura Fvg, «il Consorzio agrario, spogliandosi delle reti commerciali, dei beni, dei servizi, del personale e del capitale immobiliare a esso intestato, conferendo tali attività a diverse società, non svolgerà più l’attività consortile in via diretta a favore dei propri associati (esercitando concretamente l’impresa sul territorio), ma in via indiretta, avvalendosi delle prerogative del socio nell’assemblea di Cai Spa, in difformità da quanto previsto dalla normativa vigente che inquadra i Consorzi agrari come società cooperative. Questa incontrovertibile situazione giuridica è gravida di conseguenze sul piano sociale ed economico – avvertiva ancora il vicepresidente Pistoni -. Il Consorzio agrario non si porrà più nel territorio come interprete diretto delle esigenze dei produttori agricoli associati, ma opererà come semplice “corpo intermedio” con l’organizzazione “sovraordinata” di Cai Spa».

Confagricoltura Pordenone conferma Panciera di Zoppola: obiettivo è l’acqua

Obiettivo irrigazione per Nicolò Panciera di Zoppola che il consiglio direttivo di Confagricoltura Pordenone ha riconfermato alla presidenza. Il giovane imprenditore agricolo del Pordenonese è al suo secondo mandato e rimarrà in carica per il prossimo triennio.
«Nel breve periodo – spiega il presidente rieletto – saremo impegnati nel seguire con attenzione l’evoluzione dei rinnovi delle cariche all’interno del Consorzio di bonifica Cellina Meduna. La moderna agricoltura non può fare a meno dell’acqua irrigua e, perciò, stiamo lavorando alla proposta di una lista unitaria, con rappresentanti delle varie organizzazioni professionali, per dare il giusto ruolo agli imprenditori agricoli nel governo dell’indispensabile risorsa idrica. Nel lungo periodo, pensiamo che la strategia impostata con le iniziative di supporto all’Agricoltura 4.0, confermata anche dal nuovo governo Draghi, mantenga tutta la sua validità. Siamo aperti anche a capire meglio – conclude Panciera di Zoppola – quali saranno le linee guida relativamente alle misure legate alla cosiddetta “agricoltura sostenibile”, confidando in una concretezza sempre assolutamente necessaria quando si parla e si decide di agricoltura e zootecnia».
Panciera di Zoppola sarà affiancato, nel suo impegno dirigenziale, dai vicepresidenti Carlo Ferrato di Sbrojavacca e Michelangelo Tombacco. Riconfermati anche i componenti del comitato di presidenza nelle persone degli imprenditori Anita Fresco De Mattia, Piergiovanni Pistoni e Pier Antonio Salvador.

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In copertina, Nicolò Panciera di Zoppola confermato alla guida di Confagricoltura Pordenone.

Progetto Cai, un obiettivo che divide i vertici del Consorzio agrario Fvg

(g.l.) Il futuro assetto del Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia divide i vertici dello stesso. Infatti, se da un lato il Cda della centenaria cooperativa, con il presidente Gino Vendrame – che è pure leader della Coldiretti friulana -, si è espresso favorevolmente, con gli opportuni approfondimenti, sul progetto Cai di aggregazione che prevede la nascita di un grande e potente gruppo nazionale, dall’altro Confagricoltura Fvg, con Piergiovanni Pistoni e i propri consiglieri, ha bocciato l’operazione che, come appare evidente, è di portata storica. E questo perché Vendrame e Pistoni sono portatori di visioni diametralmente opposte, come emerge con chiarezza nei due comunicati ufficiali che pubblichiamo.

Vendrame: multinazionali
con noi meno aggressive

Una valutazione attenta e ponderata di obiettivi e vantaggi che il progetto nazionale Cai porta in dote al Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia. E’ quanto deciso dal consiglio di amministrazione della grande coop di Basiliano con l’approvazione della delibera che dà il via libera al progetto Cai «per analizzare in ogni aspetto possibile i pro e i contro, così da poter prendere infine una decisione ponderata. Prima in consiglio poi in assemblea dei soci, che è sovrana», spiega il presidente del Consorzio Gino Vendrame.
L’importante, per il presidente del Consorzio, è che i soci siano nella condizione di fare una scelta a ragion veduta. «La paura provoca solo immobilismo e staticità, esattamente il contrario di quello che oggi serve alle nostre imprese chiamate a confrontarsi con la concorrenza di un mercato complesso dove agiscono anche realtà frutto di grandi aggregazioni. Per questo vogliamo pensare a un progetto di futuro per l’agricoltura italiana per garantire anche alle piccole e medie imprese agricole una centrale unica per l’acquisto di mezzi tecnici, gasolio e concimi, così da spuntare un miglior prezzo, strutturare filiere per riorganizzare le produzioni, sfruttare le strutture che già ci sono per lavorare anche il prodotti di altri, per essere in grado di proporci non solo in casa ma anche oltre confine».
Un vantaggio che per il presidente è particolarmente evidente nel caso del Friuli Venezia Giulia, trattandosi di una regione che di confini ne ha addirittura due. «Il progetto Cai ci difenderà dal punto di vista produttivo ed economico, mettendoci in condizione di non subire più gli attacchi delle multinazionali, ma di competere con loro. Saremo noi, in futuro, a proporre i nostri prodotti, servizi e mezzi tecnici anche fuori dall’Italia, perché il Fvg non è solo un corridoio di entrata per gli altri. E’ e deve essere sempre più, soprattutto, un corridoio di uscita per il nostro made in Italy». Il percorso di approfondimento potrà contare su tutto il tempo necessario. Vendrame garantisce: «Vogliamo fare le cose con passi sicuri, perché deve essere una decisione convinta e consapevole».

Pistoni: ma così perderemo
il nostro ruolo storico

I consiglieri di Confagricoltura Fvg del Consorzio Agrario Fvg, per la seconda volta in due mesi, si sono trovati nelle condizioni di esprimere un voto contrario rispetto a quanto proposto dal presidente durante i lavori del CdA. In questo caso, all’ordine del giorno c’era l’avvio delle procedure per conferire gli asset consortili ad alcune società che ruotano attorno al progetto di Cai Spa e Bonifiche Ferraresi Spa. «In via prioritaria – spiega il vicepresidente della cooperativa, Piergiovanni Pistoni – avevamo chiesto di rinviare la votazione sul “progetto Cai Spa” e valutare se fosse il caso di aprire un confronto a livello nazionale, vista l’importanza dell’operazione proposta. Avevamo pure chiesto di anteporre a questa decisione la possibilità di valutare se esistessero, in regione e nell’area del Nordest, le condizioni per costruire aggregazioni locali con imprese simili evidenziando pure il fatto che, attualmente, è in corso un’iniziativa di integrazione con il Consorzio Agrario di Treviso. Ma il presidente non ha ritenuto utile valutare le nostre proposte alternative».
Secondo quanto illustrato in seguito, il Consorzio Agrario, spogliandosi delle reti commerciali, dei beni, dei servizi, del personale e del capitale immobiliare a esso intestato, conferendo tali attività a diverse società, non svolgerà più l’attività consortile in via diretta a favore dei propri associati (esercitando concretamente l’impresa sul territorio), ma in via indiretta, avvalendosi delle prerogative del socio nell’assemblea di Cai Spa, in difformità da quanto previsto dalla normativa vigente che inquadra i Consorzi Agrari come società cooperative.
«Questa incontrovertibile situazione giuridica è gravida di conseguenze sul piano sociale ed economico – avverte Pistoni -. Il Consorzio Agrario non si porrà più nel territorio come interprete diretto delle esigenze dei produttori agricoli associati, ma opererà come semplice “corpo intermedio” con l’organizzazione “sovraordinata” di Cai Spa. Con ciò si viene a perdere il ruolo e la funzione storica e istituzionale del Consorzio Agrario che si priva dell’esercizio dell’attività consortile sul nostro territorio. Dispersione patrimoniale; perdita della caratteristica di società cooperativa mutualistica, in quanto non esercita in via diretta e immediata l’impresa, ma in modo indiretto attraverso la partecipazione a una società lucrativa dalla quale trarre “eventuali” utili; governance di Cai Spa, quale si manifesta attraverso i patti parasociali da sottoscrivere, con nessuna voce in capitolo per i territori; sono le altre criticità del “progetto Cai Spa” che abbiamo sottolineato dettagliatamente al CdA e che hanno costituito il punto di forza a sostegno del nostro voto contrario», conclude Pistoni.

In copertina, un’immagine della sede del Consorzio agrario Fvg; all’interno, il presidente Gino Vendrame e il vice Piergiovanni Pistoni.

 

 

 

Al Consorzio Agrario Fvg dopo cinque mesi Benedetti sostituito con Vendrame

di Giuseppe Longo

Ricorda i “governi balneari” della tanto vituperata Prima Repubblica il breve bis di Fabio Benedetti alla guida del Consorzio Agrario del Friuli Venezia Giulia, appena uscito da un nuovo e clamoroso cambio al vertice, un vero e proprio ribaltone come si usa dire oggi. Riunito ieri a Orgnano di Basiliano, il consiglio di amministrazione ha infatti eletto alla presidenza Gino Vendrame dopo avere revocato il mandato all’imprenditore sacilese, del quale era stato investito appena la scorsa estate. Il giovane enologo-viticoltore di Passariano, che attualmente riveste anche il ruolo di presidente della Coldiretti provinciale di Udine, prende dunque le redini del Consorzio, prima azienda dell’agricoltura regionale con i suoi 240 dipendenti, i 2.400 soci e un fatturato 2019 che ha chiuso sulla ragguardevole cifra di 120 milioni di euro. Ringraziando il consiglio per la fiducia accordatagli, il neo presidente Vendrame ha dichiarato di voler operare «per il bene del Consorzio, dei dipendenti, dei soci e del territorio del Friuli Venezia Giulia. Confido – ha aggiunto – di poterlo dimostrare da subito e mi impegno ad affrontare le decisioni che dovranno essere prese in maniera collegiale e condivisa perché voglio essere il presidente di tutti».

Fabio Benedetti


Come detto, Fabio Benedetti guidava il Consorzio Agrario Fvg da poco più di cinque mesi, vale a dire dai primi di luglio, quando era tornato al vertice della centenaria cooperativa raccogliendo il testimone da Dario Ermacora. E nell’occasione, il consiglio aveva confermato Piergiovanni Pistoni, di Confagricoltura Fvg, nel ruolo di vicepresidente. La revoca del mandato a Benedetti mette in luce un evidente malessere all’interno della compagine amministrativa che pare logico vada collegato al futuro assetto del Consorzio stesso, un problema di cui si è parlato parecchio in questi ultimi mesi.
Proprio Confagricoltura Fvg aveva espresso molti dubbi sul progetto di aggregazione dei Consorzi Agrari italiani, e che ovviamente interessa anche quello del Friuli Venezia Giulia, tanto che l’organizzazione imprenditoriale chiedeva più elementi conoscitivi e maggiore chiarezza, ricordando che pure a livello di Nordest emergevano contrarietà al progetto. «È di tutta evidenza che le decisioni che devono essere prese, con estrema attenzione, hanno una grande ed evidente valenza politica e sociale vista la rilevante dimensione della cooperativa di cui si parla. Di certo, il tutto non può ridursi a una questione interna a Coldiretti», aveva detto a tale riguardo il presidente regionale Philip Thurn Valsassina.
Sulla questione era scesa in campo anche la politica Fvg, tanto da chiedersi se non ci fossero altre strade da poter individuare, per delineare in modo vantaggioso per la nostra regione, il futuro del Consorzio Agrario. «Tutta la nostra attenzione – aveva sottolineato l’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, dopo l’approvazione in Aula della mozione che chiede massima attenzione della Regione Fvg sul futuro dell’importante cooperativa agricola – è volta a comprendere nel dettaglio tutti i risvolti e le condizioni del progetto che è stato presentato per poter esprimere, alla fine, un giudizio di merito. Le diverse forze presenti in Consiglio hanno comunque dichiarato in modo chiaro che qualsiasi scelta fatta dai soci del Consorzio debba sempre tenere nella giusta considerazione l’interesse del comparto agricolo regionale. Vanno garantite infatti – ha puntualizzato l’esponente della Giunta Fedriga – tutte le condizioni affinché siano mantenuti sia i servizi resi dal Consorzio che la sua capacità di governance. Sostanzialmente, la politica regionale non intende subire una decisione senza poter proporre la propria posizione. Una politica che, anzi, ha chiesto se esistano soluzioni diverse da sottoporre agli organi direttivi del Consorzio».

La sede centrale a Orgnano.

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In copertina, il nuovo presidente del Consorzio Agrario Friuli Venezia Giulia Gino Vendrame.

Confagricoltura Fvg frena e chiede chiarezza sul progetto Consorzio Agrario

di Gi Elle

Confagricoltura Fvg ha molti dubbi sul progetto di aggregazione dei Consorzi Agrari italiani, e che ovviamente interessa anche quello del Friuli Venezia Giulia, tanto che l’organizzazione imprenditoriale chiede più elementi conoscitivi e maggiore chiarezza, considerato che questa iniziativa “epocale” coinvolge la più importante cooperativa agricola e agroalimentare della nostra regione. E che pure a livello di Nordest si esprime contrarietà al progetto, per cui ulteriori approfondimenti appaiono fin d’ora indispensabili.

Philip Thurn Valsassina

«Da tempo, sulla stampa nazionale e regionale, si rincorrono le notizie relative a un progetto di aggregazione dei Consorzi Agrari italiani che riguarda anche quello del Friuli Venezia Giulia: la più importante cooperativa agricola e agroalimentare del nostro territorio – dice Philip Thurn Valsassina, presidente di Confagricoltura Fvg che esprime tre Consiglieri (vicepresidente compreso) nel Cda -. Una cooperativa, appunto, dove la proprietà sta in capo ai soci, cioè alle aziende agricole e non alle organizzazioni di categoria. Però, ufficialmente, i membri del Cda, soltanto pochi giorni fa hanno ricevuto informazioni formali sul progetto. In quel contesto, la decisione assunta correttamente dal consiglio è stata quella di posticipare ogni deliberazione vincolante al momento in cui avrà in mano tutti gli elementi progettuali, compresi quello economico-finanziari (un vero progetto industriale, insomma), tuttora mancanti. È di tutta evidenza che le decisioni che devono essere prese, con estrema attenzione, hanno una grande ed evidente valenza politica e sociale vista la rilevante dimensione della cooperativa di cui si parla. Di certo, il tutto non può ridursi a una questione interna a Coldiretti», è il parere di Thurn Valsassina.

«Gli amministratori di Confagricoltura Fvg all’interno del Consorzio vogliono valutare nel dettaglio il progetto e non sono disponibili a deleghe in bianco a nessuno – aggiunge Piergiovanni Pistoni, vicepresidente del Consorzio,  che da pochi mesi è invece guidato da Fabio Benedetti il quale ha raccolto il testimone di Dario Ermacora, a capo della potente cooperativa per quasi un decennio -. Perciò, trattandosi di un’operazione (anche finanziaria) epocale, siamo assolutamente contrari a scelte calate dall’alto. Ancora non possiamo dire se il progetto di cui si parla da molto tempo, sia effettivamente valido ma, nel momento attuale, esprimiamo molte perplessità. Da una decina d’anni il nostro Consorzio già aderisce alla progettualità nazionale di Cai (Consorzi Agrari Italiani), senza alcun beneficio per l’agricoltura regionale. Inoltre, segnaliamo che il Consorzio del Fvg ha un bilancio in attivo e, probabilmente, questo crea interesse per un’operazione marcatamente finanziaria dove sono totalmente assenti le figure di riferimento agricole», sottolinea Pistoni. «Val la pena evidenziare, infine – conclude Thurn Valsassina -, che il Cda del Consorzio Agrario del Nordest (di Verona, capofila del progetto), presieduto da Ettore Prandini, presidente di Coldiretti nazionale e convinto promotore dell’operazione della quale tanto si parla, a oggi, ha detto no a questa ipotesi di aggregazione».

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In copertina, Piergiovanni Pistoni vicepresidente del Consorzio Agrario Fvg.

Il sacilese Fabio Benedetti ritorna alla guida del Consorzio agrario Fvg

di Gi Elle

Conclusa dopo quasi dieci anni l’era di Dario Ermacora, al Consorzio agrario Fvg comincia quella di Fabio Benedetti. Anzi, ricomincia perché l’imprenditore sacilese è già stato al vertice della importante realtà economica del Friuli Venezia Giulia. Benedetti è stato infatti appena eletto dal consiglio di amministrazione che si è riunito per la prima volta dopo “l’investitura” dell’assemblea dei soci. E raccoglie, appunto, il testimone dalle mani del viticoltore di Ipplis, già presidente anche della Coldiretti regionale.

Un momento dell’assemblea.

Classe 1965, titolare assieme al fratello dell’azienda agricola “Benedetti Franco e Fabio”, storica attività di Sacile che dalla orticoltura ha ampliato i suoi confini alla viticoltura e alla vendita diretta di frutta, ortaggi e vino nonché a un piccolo garden, Benedetti si accinge dunque a guidare il Consorzio agrario Fvg nel prossimo triennio. Come detto, per lui si tratta di un ritorno. «Sono già stato presidente una quindicina di anni or sono e componente del consiglio di amministrazione – ricorda al riguardo -. Oggi riprendo le redini del Consorzio che nel frattempo si è evoluto, diventando un punto di riferimento ancor più importante per il mondo agricolo della regione».
Ricordiamo che la grande coop di Basiliano conta su 240 dipendenti, 2.400 soci e un fatturato 2019 che ha chiuso a 120 milioni di euro. Numeri che fanno di questa realtà ultracentenaria (ha tagliato il secolo di attività lo scorso anno) una delle protagoniste dell’agricoltura regionale. Ciò grazie all’evoluzione che ha avuto negli ultimi anni. «Il Consorzio è cresciuto in modo importante grazie all’assorbimento di altre realtà e a nuovi settori di attività sui quali continueremo a lavorare. Le cose vanno bene, ma questo non ci esime dal cercare e sviluppare idee e temi sempre nuovi – continua Benedetti -. Per far questo potrò contare su un consiglio di amministrazione in buona parte rinnovato, composto da consiglieri che sono alla loro prima esperienza e che sono certo potranno dare il giusto contributo per garantire all’azienda un futuro all’insegna dello sviluppo, sempre a servizio dell’agricoltura Fvg».

Assieme a Benedetti, il consiglio di amministrazione ha eletto anche Piergiovanni Pistoni nel ruolo di vicepresidente. In questo caso si tratta di una conferma, a garanzia della continuità nell’azione della governance che potrà contare sul supporto operativo del personale a partire del direttore generale del Consorzio, Elsa Bigai.«Con oggi si completa l’iter assembleare – commenta dal canto suo lo stesso Dg -. Essendoci molti nuovi consiglieri abbiamo approfittato della seduta odierna non solo per eleggere i vertici, ma anche per una prima disamina della situazione. Da qui ripartiamo per l’attività che ci aspetta e che necessita ora della definizione degli obiettivi per il triennio».

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In copertina e qui sopra il sacilese Fabio Benedetti, rieletto alla guida del Consorzio agrario Fvg.