Riecco a Rauscedo Le Radici del Vino: omaggio a Piero Pittaro ed Emilio Bulfon grandi viticoltori scomparsi nel 2024

L’ottava edizione del Festival Le Radici del Vino, con al suo interno la Fiera della viticoltura d’eccellenza – in programma a Rauscedo dall’11 al 13 ottobre -, omaggerà due grandi viticoltori, scomparsi in questo 2024, capaci di segnare profondamente l’enologia del Friuli Venezia Giulia: Piero Pittaro ed Emilio Bulfon. «Due visionari – afferma Michele Leon, sindaco di San Giorgio della Richinvelda – che hanno lasciato un’eredità indelebile nel mondo del vino. Il loro contributo alla cultura enologica regionale continua a vivere attraverso i vini che hanno saputo creare e valorizzare. Per questo i Laboratori del Gusto delle Radici del Vino, in programma venerdì 11, con una degustazione del pluripremiato Spumante Talento Brut “Etichetta oro” di Pittaro, e domenica 13 ottobre, con la degustazione dei vini autoctoni di Bulfon abbinati a formaggi del territorio, saranno dedicati proprio ai due vignaioli visionari che con passione, dedizione e amore per la propria terra hanno contribuito a far conoscere e apprezzare le eccellenze del Friuli Venezia Giulia in Italia e all’estero». Le iscrizioni alle degustazioni sono aperte su www.onav.it, oppure contattando il numero 340.7035170. Il ricco programma della manifestazione vedrà inoltre prodotti e menu tipici, arena del gusto, degustazioni guidate, sale tematiche, convegni, laboratori, eventi e spettacoli, nonché la novità 2024 del trenino turistico. Tutti i dettagli su www.leradicidelvino.com

Venerdì 11 ottobre, ore 20: Omaggio a Piero Pittaro – Verticale di Spumante Talento Brut “Etichetta Oro”

La prima serata de Le Radici del Vino sarà un tributo a Piero Pittaro, enologo di fama internazionale e fondatore dell’azienda Vigneti Pittaro negli anni ’70. Pittaro, una delle menti più brillanti dell’enologia italiana, ha lasciato un segno indelebile nel settore con la sua capacità di innovare e portare avanti la tradizione vitivinicola delle Grave del Friuli. L’enologo Stefano Trinco guiderà una verticale di Spumante Talento Brut “Etichetta Oro”, uno dei prodotti più iconici dell’azienda Pittaro. Durante la degustazione, verranno presentate le annate 2017, 2015, 2013, 2011 e 2009, offrendo ai partecipanti un’esperienza unica per scoprire le evoluzioni di questo spumante pluripremiato, realizzato con il Metodo Classico. Il Talento “Etichetta Oro”, prodotto principalmente da uve Chardonnay (80%) e Pinot bianco (20%), rappresenta l’eccellenza e la raffinatezza che Piero Pittaro ha sempre perseguito nel suo lavoro.

Domenica 13 ottobre, ore 16: Omaggio a Emilio Bulfon – Vino e formaggio, un’armonia di sapori

La giornata conclusiva delle Radici del Vino omaggio dedicato a Emilio Bulfon, un altro grande protagonista dell’enologia friulana, che a Valeriano di Pinzano al Tagliamento ha dedicato la sua vita al recupero di antichi vitigni autoctoni, restituendo al Friuli un patrimonio enologico che rischiava di andare perduto. Grazie alla sua lungimiranza, l’azienda Emilio Bulfon ha saputo far rinascere vitigni rari e ormai poco conosciuti, ridando valore all’identità vinicola del territorio. Durante la degustazione, guidata dai produttori Anup Canuti e Lorenzo Bulfon, verranno proposti i vini ottenuti da questi vitigni unici, in abbinamento a una selezione di formaggi dell’azienda Landris Formaggi, affinati nelle grotte naturali della Val Colvera. Tra gli abbinamenti, spiccano prodotti tipici come la Caciotta di Capra, la Formaggella Vaccina, e il pregiato Montebore affinato in grotta, accompagnati da vini d’eccezione come il Piculit neri Igp Tre Venezie 2020.

Le Radici del Vino – Festival della vite e del vino è organizzato dal Comune di San Giorgio della Richinvelda in collaborazione con l’omonima associazione. Gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Io sono Fvg e dei main sponsor Banca 360 Fvg e Vcr Vivai Cooperativi Rauscedo. Gold Sponsor Cantina Rauscedo.
Sponsor Vitis Rauscedo, Circolo Agrario Friulano, DEA Barbatelle, Ambiente Servizi,Atap, Omnia Energy, Juliagraf, Marchi e Volpe vivai, I Magredi, Vini San Giorgio, Gruppo Bisaro, Crai Rauscedo cooperativa di consumo, Adria Rent.
Partner Confcooperative Pordenone, Pordenone Fiere, ERSA Agenzia regionale per lo sviluppo rurale, Città del Vino, Associazione Enologi Enotecnici Italiani, ONAV Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino.

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In copertina, un laboratorio con degustazione di vini al festival enologico.

Oggi addio a Emilio Bulfon, a Valeriano ha ridato vita a tanti vecchi vitigni friulani salvandoli da sicura estinzione

di Giuseppe Longo

Valeriano si raccoglierà questo pomeriggio, assieme a tanti altri estimatori dei paesi vicini e del Friuli, per dare l’ultimo saluto a Emilio Bulfon, spentosi a 86 anni, grande viticoltore che ha onorato il paese in riva al Tagliamento, nel Comune di Pinzano, ma anche l’intero Vigneto Fvg per essere stato un appassionato e competente protagonista nella salvaguardia e nel rilancio dei vecchi vitigni autoctoni, come Ucelut, Piculit neri, Forgiarin, Sciaglin (diventato anche un brut millesimato), Cjanorie, Cividin, solo per citare quelli più conosciuti e significativi. Un impegno che era stato riconosciuto, ancora parecchi anni fa, a livello nazionale, tanto che a Bulfon era stato attribuita la prestigiosa Medaglia di Cangrande che il Vinitaly di Verona assegna ogni anno a un benemerito, di ogni regione, della vitivinicoltura italiana.

Emilio Bulfon con i suoi “gioielli”…

La sua cantina-modello ha infatti saputo distinguersi operando in questo angolo del Friuli occidentale – le colline spilimberghesi – dove fin dagli anni Sessanta l’appassionato vignaiolo si è messo al lavoro per salvare da sicura estinzione vitigni preziosi, ma che erano sconosciuti all’Albo nazionale delle varietà e nello stesso Friuli. Un po’ come era avvenuto a Prepotto con il recupero, il rilancio e la valorizzazione dello Schioppettino che oggi è il vanto di quella comunità di confine. E questi suoi vini, non rientrando in nessuna Doc o Docg della nostra regione, hanno beneficiato del marchio Igp, cioè l’Indicazione geografica protetta.
“Piccolo è bello” può essere, dunque, sintetizzato il motto che ha contraddistinto il lungo lavoro di Emilio Bulfon, il quale aveva intuito l’importanza di salvare quanto tramandato nel patrimonio genetico della viticoltura regionale, proponendo sul mercato vini di grande qualità e interesse, che si distanziano dalle solite varietà che comunque hanno fatto grande e rinomata la viticoltura friulana, ma che, pur essendo di nicchia, esprimono il carattere di questa terra speciale che ha saputo porsi all’attenzione del mondo grazie a viticoltori intraprendenti e capaci, come Piero Pittaro e Marco Felluga che ci hanno lasciato nelle scorse settimane. Sotto un’altra angolatura, Bulfon ha contribuito con loro a scrivere, o meglio a riscrivere, la storia del Vigneto Fvg che ora gli deve riconoscenza per quanto ha saputo fare in sessant’anni di impegno, con tenacia, sacrificio e lungimiranza. I suoi vini, presentati con la bellissima etichetta che ripropone un prezioso affresco esistente proprio a Valeriano nella chiesetta di Santa Maria dei Battuti, continueranno a ricordarlo e a indicarlo come esempio. Mi piace immaginarlo seduto al tavolo di quell’Ultima cena brindare proprio con un delicato e gioioso Piculit neri!

… e la sua curatissima cantina di Valeriano.

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In copertina, Emilio Bulfon durante una degustazione dei suoi preziosi vini.

Riecco “Prowein”: Pinot grigio Venezie con il Sauvignon e le rarità delle Grave

Il Consorzio delle Venezie – la Doc che unisce gli operatori del Pinot grigio della filiera produttiva di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento – torna finalmente in scena al “Prowein”, la Fiera Internazionale di settore in programma a Düsseldorf da oggi a martedì. Come nelle ultime edizioni, la denominazione di origine triveneta sarà presente nello spazio di Unione Consorzi Vini Veneti, dove ha allestito uno strategico punto di incontro in cui il pubblico tedesco di buyer, sommelier e media potrà scoprire i Pinot grigio 2021 delle aziende associate presenti in fierate, ottenere informazioni sulla posizione e approfondire il confronto nei loro stand.
Per il suo richiamo internazionale la fiera di Düsseldorf resta uno dei palcoscenici più importanti per il Pinot grigio delle Venezie, vista la sua quasi totale vocazione all’export che oggi sfiora il 96%. E proprio la Germania, superata solo dal Nord America (44%) e dal Regno Unito (27%), assorbendo il 10% dell’export totale, si posiziona al terzo posto del podio in termini di importazioni di Pinot grigio Doc delle Venezie. Da sottolineare l’importanza del canale distributivo della Gdo, così come la vendita online, che, in questi ultimi anni soprattutto, hanno supportato i grandi numeri attuali della DOC e la disponibilità del prodotto sul mercato.
Rappresentante degli oltre 27mila ettari di Pinot grigio del Nordest, la Doc delle Venezie, la più estesa Denominazione a livello nazionale, nel 2021 ha imbottigliato +5,11% di Pinot grigio per un totale di circa 245milioni di bottiglie da 0,75 litri, seconda in Italia per volumi. Un bilancio positivo degli ultimi anni ottenuto anche grazie al dinamismo degli imbottigliatori esteri, che credono negli alti standard qualitativi della Doc e contribuiscono al suo successo in termini sia di imbottigliato sia di valore. E con un totale di più di 67 mila ettolitri messi in bottiglia nel 2021, la Germania è in testa nella classifica di imbottigliatori esteri di Pinot grigio delle Venezie.
Una crescita che sarà certamente coadiuvata dalla nuova campagna di comunicazione volta a migliorare la reputation del brand a livello internazionale e ad aumentarne la riconoscibilità di prodotto e di qualità da parte del consumatore globale. “Al Vinitaly abbiamo finalmente presentato la nostra nuova immagine che ci seguirà in tutte le attività del Consorzio” dice Nazareno Vicenzi, Area tecnica e Coordinamento delle attività consortili. “Uno strumento chiave – aggiunge – che arricchirà ulteriormente un racconto che parte dal Territorio con focus il Pinot grigio e che proprio in questo Territorio trova la sua naturale collocazione. Prowein sarà l’occasione perfetta, accompagnati da questi valori, per poterci nuovamente sedere con un pubblico di interlocutori esteri preparati, interessati ad approfondire tutte le caratteristiche tecniche, i valori ed il lavoro che il Consorzio sta portando avanti per valorizzare una delle varietà più interessanti del panorama internazionale”.

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Albino Armani – Viticoltori dal 1607 non può certo mancare all’appuntamento tedesco, il più significativo in termini di operazioni commerciali, consolidamento di partnership internazionali e creazione di nuovi network. Al padiglione 16 Stand E71, Albino Armani – che è anche presidente del Consorzio delle Venezie – darà nuovamente il benvenuto a un pubblico di operatori, media e wine lover, a cui proporrà in assaggio le nuove annate (e non solo) dei suoi vini tutti certificati Sqnpi e prodotti nelle sue cinque tenute dislocate tra la Valdadige e la Vallagarina, la Valpolicella Classica, la Marca Trevigiana e la Grave Friulana.
La tenuta di Sequals (Alta Grave Friulana), in particolare, sarà protagonista di un assaggio completamente nuovo per il mercato tedesco. Qui crescono le uve del nuovo Sauvignon Superiore “Tenuta di Sequals” Doc Friuli Grave 2020, sotto l’antico sguardo delle Alpi Carniche dove si respira un clima pedemontano con forti venti e sbalzi termici. Siamo nell’altopiano disegnato dai fiumi Meduna e Tagliamento, dove regnano suoli notoriamente pietrosi – con i “claps” in prima linea, i tipici sassi bianchi in lingua friulana – ghiaiosi e calcarei. La vite qui deve fare i conti da sempre con un contesto a tratti aspro, che concede rese naturalmente contenute ma dalla qualità molto elevata. Qui prendono vita vini dall’inconfondibile tipicità, piacevolmente freschi, sapidi, eleganti e minerali.
Il Sauvignon Superiore 2020 – sorso di struttura e complessità – è il meraviglioso risultato di una sperimentazione iniziata qualche anno fa, che prevede parte di affinamento in acciaio sui lieviti (60%), un’altra in botte da 25 ettolitri (35%) e il resto in barrique di secondo passaggio. In degustazione per il pubblico tedesco anche il nuovo progetto di valorizzazione delle uve indigene dell’Alta Grave Friulana, “Terre di Plovia”, appena presentato a Vinitaly 2022: un bianco e un rosso, entrambi composti da varietà internazionali – Chardonnay e Merlot – affiancate sensibilmente da due varietà locali tanto sconosciute quanto promettenti. Si tratta dello Sciaglin e del Piculit neri, rispettivamente attori del bianco “Flum” 2020 e del rosso “Piligrin” 2019.

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In copertina, i caratteristici grappoli del Pinot grigio grande bianco protagonista da oggi al Prowein in Germania.

In riva al Tagliamento tra gli antichi vitigni salvati da Emilio Bulfon

di Gi Elle

“DegustaMente”, l’originale iniziativa di Vino e Sapori del Friuli Venezia Giulia, domenica prossima, 6 ottobre, dà appuntamento a Valeriano di Pinzano, in riva al Tagliamento, nella “patria” dei vecchi, preziosi vitigni autoctoni friulani, salvati e rilanciati dalla passione e dalla lungimiranza di Emilio Bulfon, un vitivinicoltore davvero fuori dal comune e che merita d’essere conosciuto.

Emilio Bulfon in cantina.

Ma come si svilupperà la invitante proposta? Una volta raggiunto il vigneto prescelto, si inizia con l’esperienza di “risveglio sensoriale mindfulness” alla ricerca dell’ideale bilanciamento delle nostre energie, ricevendo calma e serenità dalla natura in cui siamo immersi. “Liberiamo la mente dallo stress – spiegano gli organizzatori – per concentrarci sul presente: chiudere gli occhi, respirare lentamente, ascoltare il silenzio e risvegliare i nostri sensi. Dopo un momento tutto per noi, possiamo gradualmente immergerci in un viaggio alla scoperta dei sapori del territorio, guidati in una degustazione più consapevole che coinvolge e stimola le nostre abilità percettive”. Per cui, ad occhi chiusi, “ci prepariamo ad assaggiare una selezione di vini della cantina abbinati a delle proposte gastronomiche a base di prodotti locali: un’analisi olfattiva e palatale, per imparare a riconoscere le qualità organolettiche del vino e l’arte di abbinare correttamente il cibo”.
Questo, dunque, il programma della giornata. Alle 15, accoglienza, consegna “Kit di benvenuto” e presentazione dell’evento; alle 15.30 esperienza “risveglio sensoriale mindfulness” con la psicoterapeuta Manuela Pontoni; alle 16.30 rivoluzionaria esperienza di degustazione enogastronomica a cura di Giovanni Munisso; alle 17.30 visita guidata in cantina.

Come dicevamo, l’azienda vitivinicola Emilio Bulfon è nota in regione per avere riscoperto, recuperato e valorizzato antiche varietà autoctone di vitigni del territorio del Friuli occidentale: Ucelut, Piculit neri, Sciaglin e Forgiarin. Vini tutti declinati rigorosamente in friulano (i cui nomi altrimenti sarebbero intraducibili) e che hanno ottenuto grande successo anche quest’anno. Da ricordare, infatti, la brillante affermazione a fine  luglio, nella splendida cornice della Villa di Toppo Florio a Buttrio,  alla famosa Fiera regionale dei vini, dove sono state proclamate le Corone 2019 della guida Vinibuoni d’Italia, edita dal Touring Club Italiano e curata da Mario Busso e Alessandro Scorsone. “Siamo orgogliosi – dice Emilio Bulfon – di annunciare il doppio riconoscimento ottenuto dal nostro Forgiarìn 2016, in gara fra i 725 vini finalisti inviati da tutta Italia. Il nostro autoctono rosso ha vinto la Golden Star e si è aggiudicato la Corona nella categoria “Oggi le corone le decido io”, votato da un pubblico molto attento e preparato, composto da sommelier, giornalisti, produttori e winelovers”.

Ucelut e Piculit neri.

Il cuore della filosofia dell’azienda è rappresentato, appunto – come si può attingere dal sito ufficiale della famosa cantina di Valeriano -, dalla riscoperta e dal recupero di antichi vitigni friulani coltivati per secoli sulle colline del Friuli Occidentale. Antichi vitigni che fino a una trentina d’anni fa sembravano scomparsi, fagocitati dai rovi e dall’incuria degli uomini, ma che la passione di Emilio Bulfon, con l’aiuto di Noemi e dei figli Lorenzo ed Alberta, ha fatto rinascere a nuova vita e con cura, ha individuato, selezionato e reimpiantato, con la collaborazione degli esperti ampelografi dell’Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano.

Sciaglin e Forgiarin.

Il cuore del lavoro di Emilio Bulfon, scopritore di queste varietà autoctone, è rappresentato dalla volontà di perseverare nella valorizzazione e nella tutela di questi vitigni, accanto ai capisaldi dell’attività vitivinicola: la cura costante dei vigneti, il miglioramento e l’affinamento della qualità dei vini ottenuti e l’accoglienza in cantina. Nel 1987, la Provincia di Pordenone, riconoscendo il lavoro di recupero e valorizzazione compiuto, gli ha conferito la Medaglia d’Oro e, dopo aver avviato in una delle sue aziende agricole, l’impianto sperimentale di 24 vitigni autoctoni friulani, ha promosso con il contributo del Comitato iniziative agricole della Fiera di Pordenone e dell’Istituto di Enologia di Conegliano, il libro di carattere storico e scientifico “Dalle colline spilimberghesi nuove viti e nuovi vini”, a cura di Emilio Bulfon, Ruggero Forti e Gianni Zuliani (1987, p. 83), dove per la prima volta sono state pubblicate le schede ampelografiche delle varietà recuperate: Ucelut, Piculit neri, Sciaglin e Forgiarin.

Una ricerca che è continuata in seguito con il recupero di altre cultivar, un tempo presenti nell’area pordenonese e in via d’estinzione, selezionate e coltivate ormai da decenni nei vigneti dell’azienda a Valeriano per concessione dell’Ispettorato provinciale dell’Agricoltura di Pordenone e con l’autorizzazione della Regione Fvg. Tutte queste varietà di vite sono state iscritte nel “Catalogo nazionale delle varietà di uva”. Nel 2010 Emilio Bulfon in occasione della 43ª edizione del Vinitaly, il salone internazionale del vino europeo che si svolge ogni anno a Verona, è stato insignito della prestigiosa onorificenza di “Benemerito della vitivinicoltura italiana”, Gran Medaglia di Cangrande.

I vigneti sono in riva al Tagliamento.

Il prezzo dell’esperienza è di 40,00 €, ma chi si iscrive al Wine Club ha subito uno sconto di 10,00 €!
La quota di partecipazione comprende:
Kit degustazione con la tracolla e calice
Esperienza “risveglio sensoriale mindfulness” con la Psicoterapeuta Dott.ssa Pontoni Manuela
Degustazione guidata di 3 vini abbinati a 3 proposte gastronomiche
Visita guidata in cantina
Info e prenotazioni: info@vinoesapori.it / tel. +39 0432 611401 / +39 380 4725486
(prenotazione obbligatoria – posti limitati)
Il progetto è realizzato da Vino e Sapori FVG con la collaborazione del Movimento Turismo del Vino FVG.

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In copertina, uno dei curatissimi vigneti di Emilio Bulfon a Valeriano.

(Foto dal sito ufficiale dell’Azienda)