Agriflash.FVG – E non solo

Il Ringraziamento a Udine “Le condizioni di eccezionalità che hanno caratterizzato l’anno agricolo appena concluso si potrebbero ripresentare, anche se in forma meno acuta. Il Friuli Venezia Giulia può, però, guardare con fiducia e speranza alla nuova annata agraria grazie anche agli interventi strutturali che sono stati sostenuti dalla Regione per non farsi trovare impreparati”. È il pensiero dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, a margine della Messa per la LXXII Giornata del Ringraziamento che si è celebrata nel Duomo di Udine. L’assessore vi ha partecipato in rappresentanza della Giunta regionale rimarcando l’impegno di quest’ultima nell’affrontare le criticità che si sono aggiunte al post-pandemia, quali siccità, aumento dei prezzi di sementi ed energia, emergenza incendi. “A conclusione di un’annata decisamente complicata per tutto il comparto, arriviamo a questo San Martino con la consapevolezza del mondo agricolo che le difficoltà permangono, ma il settore ha le necessarie capacità di adattamento che gli consentono, con i dovuti aiuti, di guardare con speranza e fiducia al futuro”, ha concluso l’assessore.

Come gestire oggi le malghe FvgLa gestione delle malghe, l’accesso agevolato dei giovani all’attività agricola in alta quota, la gestione della fauna selvatica e l’imprenditoria montana sono alcuni dei temi toccati dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, che a Sutrio ha partecipato al convegno “Malghe: problemi e opportunità”. Promosso in collaborazione con la Comunità di montagna della Carnia per favorire il confronto tra i proprietari e i gestori dei complessi malghivi, il simposio ha posto l’accento su alcune delle criticità attuali maggiormente sentite da chi vive e fa impresa in montagna. “È assolutamente necessario continuare con le forme di aiuto per favorire i giovani, ma che vantano vere competenze nella gestione delle malghe” ha affermato Zannier, aggiungendo che “la Regione è impegnata nel cercare soluzioni che favoriscono la capacità di fare sistema tra soggetti di piccole e grandi dimensioni in modo da calmierare la corsa al prezzo e puntare all’obiettivo strategico della gestione della montagna”. L’assessore ha evidenziato come siano “necessarie regole per far sì che i compendi malghivi vadano in gestione a chi fa parte della nostra comunità regionale, inserendo nei bandi delle precondizioni per favorire la corretta gestione del territorio montano. Quando parliamo di malghe, infatti, dobbiamo avere una strategia comune, scevra da cavilli burocratici”. Allo stesso modo Zannier ha affrontato i temi della gestione boschiva e faunistica sostenendo l’opportunità di abbandonare una visione meramente conservativa. “La gestione della fauna selvatica, ad esempio, va affrontata con chiarezza senza nascondere il problema – ha detto Zannier -; i cambiamenti climatici impongono alle specie nuove forme di adattamento di cui dovremo tener conto. L’uomo potrà solo accompagnare i fenomeni e comprendere quali sono le nuove abitudini e quali i rischi connessi all’espansione delle specie verso i centri urbani, con riferimento ad esempio all’evoluzione di lupi, cinghiali, cervi. Resta fermo il principio che per preservare la fauna è necessario gestirla e lo stesso vale anche per l’ambiente” ha concluso l’assessore.

Incentivi per pesca e acquacolturaUn nuovo bando regionale con le risorse del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca 2014-2020 rivolto a organizzazioni e gruppi di produttori che operano nel settore della pesca e dell’acquacoltura sostenibili. Il bando, previsto da una delibera approvata nell’ultima seduta della Giunta regionale su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari e ittiche, Stefano Zannier, prevede misure a favore della commercializzazione e della promozione delle produzioni ittiche e conta risorse per 150mila euro. Le iniziative presentate potranno avere una copertura fino al 75 per cento della spesa complessiva. Il programma europeo legato al Fondo per gli affari marittimi e la pesca si concluderà alla fine del 2023. Il precedente bando approvato nel luglio scorso aveva visto una sola istanza da parte degli operatori che era però pervenuta dopo la scadenza. “Le associazioni di categoria – ha spiegato l’assessore Zannier – confermano la necessità di riattivare il bando per non perdere l’occasione, data dai fondi ad hoc europei, per la promozione e commercializzazione del prodotto ittico”. Si tratta di un bando attraverso il quale si intende promuovere campagne regionali, nazionali o transnazionali di comunicazione e promozione al fine di sensibilizzare i consumatori sui prodotti della pesca e dell’acquacoltura sostenibili. I progetti finanziabili dovranno essere volti alla ricerca di nuovi mercati e alla promozione della qualità nel settore ittico. Le iniziative proposte non dovranno essere orientate verso denominazioni commerciali. Le domande per accedere ai finanziamenti previsti dal bando dovranno essere presentate esclusivamente via Posta elettronica certificata (Pec) sulla base dei moduli scaricabili dal sito Internet della Regione Friuli Venezia Giulia entro il 12 dicembre 2022. Ogni previsione di spesa dovrà essere accompagnata da almeno tre preventivi, dovrà contenere i dati per la valutazione dei punteggi di selezione e dovrà includere una previsione di spesa che sia attendibile e congrua.

Online la guida ai vini del VenetoÈ online l’edizione 2023 di Vinetia.it – Guida ai vini del Veneto, il portale che ogni anno raccoglie le eccellenze enologiche della regione selezionate dai degustatori di Ais Veneto. La nuova edizione è stata presentata all’Hotel Ca’ Sagredo di Venezia ed è ora consultabile all’indirizzo www.vinetia.it. Nella stessa occasione è avvenuta l’assegnazione del Premio Fero, in cui una giuria composta da sommelier Ais e giornalisti del settore enogastronomico ha valutato i 21 vini finalisti, tre per ognuna delle sette categorie: Miglior Spumante Metodo Charmat, Miglior Spumante Metodo Classico, Miglior Vino Bianco, Miglior Vino Rosa, Miglior Vino Rosso, Miglior Vino Rosso da Invecchiamento, Miglior Vino da Dessert. Ai sette vini che hanno raggiunto i punteggi più alti all’interno della propria categoria è stato quindi riconosciuto il titolo di Miglior Vino del Veneto. “Per Vinetia.it – spiega Giovanni Geremia, curatore della guida di Ais Veneto – abbiamo degustato più di 2000 vini di oltre 340 aziende del Veneto. Il portale è uno strumento agile che consente di conoscere le eccellenze enologiche e gastronomiche della regione. Vinetia.it non è solo una guida vini, ma anche e soprattutto un prezioso strumento di promozione turistica. Infatti, attraverso la nostra Guida numerosi appassionati hanno la possibilità di scoprire cosa può offrire il territorio veneto dal punto di vista enoturistico”. “Assieme a Vinetia Magazine, la rivista ufficiale di Ais Veneto, e al volume Carnet di Viaggio – continua il presidente di Ais Veneto, Gianpaolo Breda – la guida Vinetia.it descrive attraverso un calice di vino il paesaggio e i sapori veneti. Un viaggio nella cultura enoica della nostra regione che rinnoviamo ogni anno, con lo scopo di raccontare al meglio il territorio che rappresentiamo”. “Le guide regionali come Vinetia.it, diramazione della guida nazionale Vitae – aggiunge Sandro Camilli, presidente di Ais Italia – sono fondamentali per la conoscenza del territorio e dei produttori, custodi di luoghi e di culture, veri e propri patrimoni nazionali. Un plauso quindi ad AIS Veneto per il grande lavoro di promozione delle eccellenze enologiche regionali”. I vincitori del Premio Fero – Miglior Vino del Veneto 2023 per le categorie Miglior Spumante Metodo Charmat e Miglior Spumante Metodo Classico sono rispettivamente il Valdobbiadene Superiore di Cartizze Docg Dry 2021 di Adami e il Mat ’55 2013 di Pian Delle Vette. Il riconoscimento per il Miglior Vino Bianco è andato al Lugana Doc Riserva 2017 di Corte Sermana e per il Miglior Vino Rosa a Keya 2021 Chiaretto di Bardolino Doc di Guerrieri Rizzardi. Per i rossi, la giuria ha assegnato il titolo di Miglior Vino Rosso a Borgo delle Casette Riserva 2018 Colli Euganei Cabernet Doc de Il Filò Delle Vigne e quello di Miglior Vino Rosso da Invecchiamento a De Buris Riserva 2011 Amarone della Valpolicella Classico Docg di Tommasi. Infine, è stato premiato come Miglior Vino da Dessert il Gambellara Vin Santo Doc 2007 di Dal Maso. La nuova edizione di Vinetia.it ha visto inoltre 163 vini premiati con i 4 Rosoni, la fascia di punteggio più alta assegnata dalla commissione di degustazione, e 43 con il Ducato, conferito ai prodotti che uniscono alta qualità e prezzi vantaggiosi. Sono invece 50 le aziende vinicole insignite del Premio Rialto per la loro continuità nella produzione di vini d’eccellenza. La guida Vinetia.it è accessibile gratuitamente con qualsiasi dispositivo al sito www.vinetia.it. Oltre alla guida, nello store AIS Veneto (store.aisveneto.it) sono disponibili sia Vinetia Magazine sia il Carnet di Viaggio, opere che completano e rendono unica la scoperta dei vini del Veneto. L’evento di Vinetia.it precede la presentazione della guida nazionale Vitae, in programma il 24 novembre nella nuova sede di Milano dell’Associazione.

Il progetto solidale SantaluciaSi rinnova per il tredicesimo anno il progetto solidale Santalucia, frutto della collaborazione tra l’azienda agricola Maculan e la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus. Giovedì scorso la Commissione Selezionatrice si è riunita nella sede di Breganze (Vicenza) per degustare alla cieca sei diverse barriques messe a disposizione dalla cantina. La giuria di esperti, giornalisti di settore e imprenditori, presieduta dall’assessore regionale Elena Donazzan, ha scelto il migliore monovarietale destinato a diventare Santalucia 2021: il Cabernet Sauvignon nato in località Ferrata a Breganze. Il vigneto Santo Stefano è stato piantato nel 1985 e si caratterizza per l’altissima densità: le viti sono a un metro l’una dall’altra così come i filari e l’altezza delle piante allevate a cordone speronato. I grappoli sono sei per vite e a soli 30 centimetri da terra, il che consente una maturazione perfetta senza uso di erbicidi. “Dopo un anno di sosta in piccole botti di rovere nuovo, il vino si presenta di color rosso rubino molto intenso, con archetti persistenti – spiega Fausto Maculan, titolare, insieme alle figlie Angela e Maria Vittoria, della storica azienda agricola –. Annusando l’aria sopra il bicchiere si sente un aroma intenso con note di piccola frutta rossa e blu amarena, prugna e lampone, ma anche toni speziati che ricordano la vaniglia e il caffè ben tostato. Bevendone un sorso si sente il possente corpo foriero di lunga longevità. Nonostante la gioventù in bocca, infatti, il vino è già bilanciato con un bel rapporto tra la dolcezza e i tannini nobili presi dalle bucce e dai vinaccioli maturi. L’aroma permane a lungo fra le guance, prima di andarsene lasciando gradevoli sensazioni fruttate”. L’intera barrique di 225 litri si trasformerà in 300 pregiate bottiglie di formato 0,75 litri, uniche e numerate, ordinabili fin d’ora e disponibili a partire dal 13 dicembre, giorno di Santa Lucia. I proventi della vendita finanzieranno la ricerca contro le malattie oculari condotta da Fondazione Banca degli Occhi. Da più di 30 anni, infatti, l’ente non profit ridona la vista a migliaia di pazienti, confermandosi centro di riferimento per i trapianti di cornea nelle regioni di Veneto e Friuli Venezia Giulia, oltre a una delle principali banche degli occhi a livello europeo. Il progetto Santalucia nasce nel 2008 da un’idea di Fausto Maculan: “Come imprenditori è importante dedicare una parte del nostro impegno al territorio e alla solidarietà, farci promotori di iniziative serie e concrete capaci di rispondere a problematiche insite nel tessuto sociale nel quale viviamo e operiamo”. “Santalucia si è rivelato negli anni un supporto importante ai nostri progetti di ricerca, che mirano a chiarire i meccanismi delle malattie genetiche rare dell’occhio, di patologie della cornea e della retina impattanti nella vita quotidiana di migliaia di persone. Il nostro ringraziamento va alla lungimiranza e all’impegno di un imprenditore come Fausto Maculan, al nostro fianco da oltre quindici anni”, afferma il presidente di Fondazione Banca degli Occhi Giuseppe Di Falco. Anche quest’anno Santalucia si presenta con una confezione d’autore che sarà svelata il prossimo 13 dicembre in occasione dell’evento di presentazione. Se le precedenti edizioni hanno tratto ispirazione dai dipinti di artisti contemporanei come Francesco Stefanini, Matteo Massagrande, Graziella Da Gioz e Maurizio Trentin, le attuali 300 bottiglie richiameranno nell’etichetta artistica e nel packaging l’occhio di Santa Lucia, particolare conchiglia tipica delle spiagge di Sardegna e Corsica. Santalucia 2021 è disponibile su ordinativo presso l’azienda Maculan e la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus con una donazione minima di 100 euro.

Vite, vino e bilancio di sostenibilità L’azienda agricola Cecchetto Giorgio di Tezze di Piave (Treviso) presenta il primo bilancio di sostenibilità relativo all’anno 2021, distinguendosi come una tra le prime realtà vitivinicole venete a farlo. Il documento, redatto utilizzando gli standard internazionali di riferimento del Global Reporting Initiative (GRI), racconta in maniera trasparente le loro performance economiche ma soprattutto ambientali e sociali, unitamente agli obiettivi e progetti futuri. Nata nel 1985, Cecchetto impiega oggi 32 collaboratori e conta 224 ettari vitati coltivati. La produzione si attesta sui 65.850 ettolitri di vino per un fatturato totale di 10,9 milioni di euro. Il mercato di maggior interesse è l’Italia, mentre le esportazioni si concentrano soprattutto in Europa ma anche negli Stati Uniti d’America e in Australia. Il percorso, iniziato nel 2017, coinvolge tutta la filiera, dai fornitori ai consumatori nel post-acquisto. Alla qualità produttiva di Cecchetto si affianca oggi una marcata responsabilità sociale ed ecologica. L’azienda ha intrapreso un cammino a tappe per misurare, comprendere e ridurre il proprio impatto ambientale con l’obiettivo di diventare climate positive entro il 2026. “Oggi le aziende vitivinicole – sostiene Giorgio Cecchetto – oltre a produrre vini di grande qualità riconosciuti e premiati a livello internazionale devono essere consapevoli del proprio impatto ambientale. Questo significa da un lato adottare buone pratiche in vigneto e in cantina, dall’altro tutelare e preservare il territorio in cui si svolge la propria attività, coinvolgendo ed educando alla responsabilità le comunità locali su tematiche legate alla crisi climatica”. Per promuovere il benessere ambientale e sociale, Cecchetto negli anni ha implementato diverse attività: l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, la riduzione del consumo idrico in campagna e in cantina, l’impiego di materiale riciclato o certificato FSC per il packaging, l’acquisto di attrezzature poco impattanti sull’ecosistema e la messa in opera di iniziative di riforestazione sul territorio. Esempio recente di questa visione attenta e responsabile, volta a trattenere più emissioni di CO2 rispetto a quelle derivanti dai processi produttivi, è il bosco di proprietà a Maser, sulle colline asolane, sito nell’area MAB Unesco e certificato FSC: qui sono stati piantati circa 1000 alberi con il coinvolgimento degli alunni della scuola media locale. L’impegno di Cecchetto nel 2017 è stato riconosciuto e si è tradotto in importanti certificazioni di sostenibilità, tra queste Sqnpi – Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata e Viva – La Sostenibilità nella Vitivinicoltura in Italia. La prima garantisce un sistema agricolo di produzione basato su metodi agronomici e di difesa naturali, attenti alla preservazione della biodiversità locale. La seconda, invece, prevede ogni due anni la valutazione delle prestazioni di sostenibilità dell’azienda e lo sviluppo di piani di miglioramento per il futuro. Nel frattempo, la Comunità Europea si sta muovendo per finalizzare entro giugno 2023 gli standard di reporting non finanziario, che verranno resi obbligatori a partire dall’esercizio 2024 a seconda della tipologia e dimensione aziendale. “Nonostante noi, come Pmi, per il momento non abbiamo l’obbligo di fare reporting – continua Giorgio Cecchetto – nel voler promuovere un modello d’impresa. ma soprattutto di filiera vitivinicola sostenibile, abbiamo deciso di redigere il nostro primo Bilancio di Sostenibilità a testimonianza di una responsabilità concreta e trasparente verso l’ambiente ma soprattutto verso i nostri stakeholder, poiché tutti abbiamo l’obbligo di preservare il nostro pianeta per le future generazioni”. All’attenzione ambientale si aggiunge l’impegno sociale, in quanto l’azienda non vuole essere un sistema chiuso ma un soggetto capace di entrare in relazione con il territorio e le comunità, facendo impresa in maniera condivisa e inclusiva. Massima espressione di questo approccio la vendemmia organizzata assieme a Aipd – Associazione Italiana Persone Down, occasione in cui i ragazzi diventano vignaioli per un giorno, lasciando la loro impronta su 1000 bottiglie con etichette da loro personalizzate.

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NanoValbruna, su il sipario Al via oggi, 18 luglio, a Valbruna il Festival Green del Friuli Venezia Giulia, NanoValbruna, che riunisce fino a sabato 23 luglio nella piccola comunità friulana scienziati, imprenditori, docenti, artisti, professionisti del settore con una folta partecipazione di giovani per parlare di ambiente, tutela degli ecosistemi, sostenibilità e green economy: una manifestazione di respiro internazionale – realizzato grazie alla Regione Friuli Venezia Giulia con il sostegno di Fondazione Friuli, Fondazione Pietro Pittini, Gruppo Luci e Biofarma e con la partecipazione dell’ Università degli Studi di Udine e con la media partnership della Rai – curata da Annalisa Chirico e Francesco Chirico e dai giovani della neonata associazione ReGeneration Hub Friuli in collaborazione con l’Accademia di Gagliato Globale. La direzione scientifica di questa edizione del festival – che offre un concreto confronto scientifico ad alto livello per innescare progetti di rigenerazione sostenibile del territorio- è affidata al ricercatore di origini friulane Enrico Di Minin, docente all’Università di Helsinki, scienziato della conservazione noto per i suoi studi sulle interazioni tra biosfera, società ed economia in rapporto alla sostenibilità ambientale. Nanovalbruna 2022 propone un’intensa settimana di attività tra panel scientifici e artistico-divulgativi, appuntamenti con esperti di politiche giovanilie di processi produttivi sostenibili, dove spiccano i “Meeting with”, incontri one-to-one tra scienziati, imprenditori, ricercatori, manager e i giovani presenti al festival. Da segnalare, tra le altre la presenza dell’accademico bioingegnere e ricercatore italiano Mauro Ferrari, del CEO della start up biomedicale GreenBone Ortho Lorenzo Pradella, del manager e fisico Roberto Della Marina, dei professori e ricercatori Antonio Massarutto, Stefano Filacorda, Paolo Pescarmona, Maila Danielis,Francesca Milocco, solo per citarne alcuni.

Le Dolomiti Friulane La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, ha approvato lo schema di accordo di collaborazione per la partecipazione per l’anno 2022 alle attività di promozione delle Dolomiti Friulane nell’area pordenonese ed inserite nella manifestazione Dolomiti Days. “La Regione, attraverso il servizio biodiversità che coordina le attività in materia di Dolomiti Unesco – ha riferito Zannier – ha già in atto un accordo di collaborazione con la Comunità di montagna della Carnia per la promozione delle Dolomiti Friulane nell’area udinese pertanto è stato ritenuto opportuno contattare la Magnifica Comunità di montagna Dolomiti Friulane, Cavallo e Cansiglio, per proseguire anche nel 2022 nell’area pordenonese il percorso di collaborazione che sancisce la partecipazione dei due Enti alle attività promozionali”. Con l’accordo, infatti, le parti disciplinano la collaborazione in merito alla promozione delle Dolomiti Friulane, nonché la conservazione, la comunicazione e la valorizzazione del bene Dolomiti Unesco patrimonio dell’umanità. Sono diverse le attività previste, fra cui mostre d’arte contemporanea, convegni e workshop su diversi temi, in particolare la rigenerazione di spazi abbandonati, la cultura contemporanea della montagna, i paesaggi montani e boschivi da svolgersi nelle ex scuole elementari comunali ora adibite a spazio espositivo, nell’edificio denominato “Nuovo Spazio di Casso” nel Comune di Erto e Casso. Altre attività verranno svolte anche nei Comuni pordenonesi interessati dal riconoscimento Unesco e aventi come obiettivo la conservazione, comunicazione e valorizzazione del bene Dolomiti patrimonio mondiale Unesco. Per la realizzazione del progetto, è prevista una spesa complessiva di euro 30 mila corrisposti dal Servizio biodiversità alla Magnifica Comunità di montagna Dolomiti Friulane, Cavallo e Cansiglio per il rimborso delle spese inerenti le attività dell’accordo.

Si assumeranno nuovi forestali – “L’auspicio è che, entro il prossimo autunno, si chiudano le procedure che ci consentano poi di assumere nuovi forestali da integrare nell’attuale organico regionale”. Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse forestali Stefano Zannier partecipando a Tarvisio all’annuale celebrazione dedicata a San Giovanni Gualberto, patrono delle guardie forestali d’Italia. La manifestazione, curata dall’Associazione nazionale Forestali d’Italia del Friuli Venezia Giulia (Anfor), si è svolta a prati di Oizinger in Valsaisera. Alla presenza dei sindaci di Tarvisio Renzo Zanette e Malborghetto Valbruna Boris Preschern, del comandante del Nucleo biodiversità di Tarvisio Cristiano Manni, di altri Carabinieri forestali e del presidente regionale nonché consigliere regionale dell’Anfor Marvi Poletto, l’esponente della Giunta Fedriga nel suo intervento, ha evidenziato che la procedura concorsuale al termine della quale la Regione Fvg integrerà gli organici esistenti si trova in dirittura d’arrivo. “Sappiamo molto bene che la situazione attuale – ha detto l’esponente dell’esecutivo Fedriga – sia in forte sofferenza, poiché con il numero di forestali in servizio a malapena si riesce a garantire l’ordinarietà. Entro l’autunno di quest’anno dovrebbero essere portate a termine le procedure concorsuali bloccatesi lungo l’iter per mille problemi burocratici, tra cui lo stop legato alla pandemia. Ciò ci consentirà di avere a disposizione decine di nuovi operatori in organico con i quali ristabilire la piena operatività”. Rivolgendosi poi ai volontari dell’Anfor, Zannier ha ricordato quanto sia importante il loro supporto “poiché l’arrivo di nuove leve deve essere poi accompagnato dalla loro formazione sul campo, opera questa che potrà essere garantita anche dalla nostra sezione regionale dell’associazione nazionale forestali d’Italia. Senza il loro ausilio rischieremmo di avere più forze in organico ma senza l’adeguata esperienza formativa, che è invece il vero fulcro su cui si basa l’attività“.

Sostegni a pesca e acquacoltura“La Regione sostiene con convinzione le attività della pesca e dell’acquacoltura e mette a disposizione, attraverso il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, 150mila euro a favore delle organizzazioni di produttori che intendano avviare campagne di comunicazione sulla sostenibilità dei prodotti del settore”. Lo ha annunciato l’assessore alle Risorse agroalimentari e ittiche, Stefano Zannier, al termine della seduta odierna della Giunta regionale, durante la quale è stato approvato il bando attuativo della Misura 5.68 “Misure a favore della commercializzazione” del Feamp. “Il provvedimento – ha aggiunto Zannier – mira ad accrescere la competitività della pesca e dell’acquacoltura e, nello specifico, a promuovere la qualità e il valore aggiunto delle produzioni ittiche attraverso la tracciabilità, commercializzazione e le campagne di comunicazione e promozione di tali settori”. Il bando finanzierà le iniziative approvate nella misura del 75% della previsione di spesa complessiva, che non dovrà essere inferiore a 30mila euro. Le campagne di comunicazione e promozione proposte potranno essere di carattere regionale, nazionale o transnazionale e non dovranno essere orientate verso denominazioni commerciali. Il contributo non è cumulabile con altre agevolazioni, anche di carattere fiscale, ottenute dal beneficiario per le medesime spese. Le spese per la realizzazione degli interventi sono considerate ammissibili solo se sostenute successivamente alla data di pubblicazione del bando sul Bollettino ufficiale della Regione. Tutta la documentazione e la modulistica obbligatoria, una volta pubblicato il bando sul Bur, sarà disponibilein formato elettronico nella sezione dedicata al Feamp 2014-2020 del sito internet della Regione Friuli Venezia Giulia.

Contributi per i pioppi La Giunta regionale, riunitasi a Trieste, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, ha approvato il bando per l’accesso agli investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nel miglioramento della reddittività delle foreste. In termini di risorse a disposizione per l’annualità 2022 sono assegnati 2.235.000 euro (di cui 963.732 del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale). Come ha spiegato l’assessore, il bando è finalizzato al consolidamento della produzione del legno attraverso la pioppicoltura a basso impatto ambientale – realizzata sulla base di protocolli di certificazione forestale – e prevede la concessione di un aiuto in conto capitale per le operazioni di imboschimento con cloni di pioppo, con durata del ciclo vegetativo non inferiore a otto anni. L’intervento deve ricadere su superfici regionali agricole e non agricole, ad esclusione di quelle delle aree svantaggiate. I potenziali beneficiari della misura sono tutti i soggetti pubblici o privati, anche in forma associata, che siano proprietari o titolari di diritto reale di godimento del bene. Nel caso di terreni demaniali possono accedere al bando i soggetti privati o i Comuni gestori dei terreni. Il sostegno viene erogato in forma di conto capitale secondo l’aliquota dell’80 per cento. Le domande possono essere presentate, come negli anni precedenti, entro il 31 luglio prossimo.