Ecco i migliori vigneti 2023 in Italia: l’Indice Bigot ne premia 62 dopo aver monitorato 1400 terreni vitati

In occasione di Vinitaly 2024, Giovanni Bigot, fondatore e titolare della società Perleuve, ha premiato per il quarto anno consecutivo le aziende le cui vigne hanno raggiunto o superato i 90 punti secondo l’Indice Bigot, metodo scientifico di valutazione del potenziale qualitativo del vigneto ideato dallo stesso agronomo friulano. Dopo aver analizzato 1.400 appezzamenti totali, distribuiti in diverse regioni italiane, Slovenia, Cipro e Macedonia, il team di Perleuve ha selezionato 62 vigneti che nel 2023 hanno raggiunto altissime valutazioni sui 9 parametri monitorati e valutati dall’Indice Bigot, messo a punto in oltre vent’anni di ricerca sul campo, in Italia e a livello internazionale. Tali indicatori, capaci di influenzare in modo specifico le caratteristiche del vino, sono: produzione, superficie fogliare, rapporto tra foglie e produzione, sanità delle uve, tipologia del grappolo, stress idrico, vigore, biodiversità e microrganismi ed età del vigneto.


«L’Indice Bigot si conferma un ottimo strumento per identificare le vigne con una vocazione naturale distintiva – commenta lo stesso agronomo –. È interessante notare come alcuni vigneti si riconfermino negli anni, delineando così le aree viticole che in futuro potremmo definire, alla francese, cru». ​La combinazione ottimale dei 9 fattori agronomici è rara, tanto che solo il 5% dei vigneti esaminati la scorsa annata è riuscito a ottenere un punteggio uguale o superiore ai 90 punti, anche a causa delle difficili condizioni meteorologiche che hanno colpito l’intero territorio italiano e il Mediterraneo, mettendo alla prova le capacità dei viticoltori nel mantenere alti standard qualitativi. «Anche nelle annate difficili ogni regione viticola presenta delle zone vocate che l’Indice Bigot è in grado di evidenziare – continua Bigot –. I vigneti in grado di distinguersi testimoniano la capacità dell’essere umano, dell’agricoltore, di adattarsi nel trovare soluzioni agronomiche e produrre grandi vini nonostante le avversità».
Nella classifica ritroviamo sei vigneti, tutti vinificati come single vineyards, premiati anche nel 2022: il vigneto Nebbiolo La Rosa di Casa E. Mirafiore (da cui nasce Langhe Nebbiolo Doc), il vigneto Pignolo Rosazzo di Le Vigne di Zamò (Pignolo Rosazzo Doc), il vigneto Merlot Trobno di Marjan Simčič (Merlot Opoka Trobno Cru), il Sangiovese Colombole di Tenuta del Cabreo (Il Borgo Toscana Igt) e il Nebbiolo Apostoli di Rainoldi (Vigna Degli Apostoli Sassella Docg).
Complessivamente, nel 2023 ben 44 aziende vantano vigneti con punteggi pari o superiori ai 90 punti, quasi il doppio rispetto alle 25 dell’anno precedente. Tra queste, le aziende Radikon e Tikveš spiccano come le più premiate, con quattro vigneti ciascuna dall’elevato potenziale qualitativo. Ecco, dunque, la lista dei principali vigneti premiati a Verona con i relativi punteggi:

Albiana – Laški Rizling Zameje – 90

Bentu Luna – Atzara Burdaga – 91
Blasi Mauro – Riesling Lisetti – 90
Blasi Mauro – Cabernet franc Cantina – 90

Cantina Dionigi – Sangiovese Montefalco Rosso Madonna della Pia – 91
Casa di Sala – Sangiovese Grande – 90
Casa E. Mirafiore – Nebbiolo La Rosa – 90
Castello di Cigognola – La Maga Pinot Nero Sottocastello – 90
Conterno Fantino – Sorì Ginestra – 90

Di Filippo – Sangiovese Fondata Cantalupo – 90

Ermacora – Tocai Friulano Fantin Nodar – 90

Ferdinand – Rebula Zavrt – 91
Ferdinand – Pinot grigio Trojica – 90
Ferlat – Pinot grigio Canale – 90
Fradiles – Mandrolisai Santa Maria – 90
Fradiles – Creccheria 1994 – 90

Ilaria Addis – Sa Neula Vermentino 1992 – 90

Korenika & Moškon – Malvazija Bankina 1952 – 93
Korenika & Moškon – Malvazija Kalcinar – 92
Kyperounda Winery – Mandarì Chardonnay Yerolatzia – 90

La Tosa – Cabernet Sauvginon Morello – 91
La Castellada – Merlot Hrib – 90
La Sclusa – Sauvignon Gramogliano – 90
La Tosa – Sauvignon Morello – 90
Le Vigne di Zamò – Cabernet sauvignon Rosazzo Sud – 90
Le Vigne di Zamò – Pignolo Rosazzo – 90
Loredan Gasparini – Venegazzù 008 Cabernet sauvignon – 92
Loredan Gasparini – Venegazzù 052 Cabernet franc – 90

Marjan Simčič – Merlot Trobno – 91
Mauro Veglio – Nebbiolo Gattera – 90
Mazzaporro – Nerello Mascalese Case Vecchie – 90
Michele Satta – Cabernet sauvignon I Castagni – 90
Michele Satta – Sangiovese I Castagni – 90
Michele Satta – Sauvignon Coste di Giulia – 90
Monsupello ​ – Redavalle Chardonnay – 90
Monsupello ​ – Montagnera Pinot nero – 90
Mustilli – Pozzillo Vigna Segreta – 91

Radikon – Sauvignon Tre Buchi – 91
Radikon – Sauvignon Ceno – 91
Radikon – Pinot grigio Genkerjevo – 90
Radikon – Ribolla gialla Ceno – 90
Rainoldi – Nebbiolo Apostoli – 90
Rainoldi – Nebbiolo 1970 Cartello – 90
Rainoldi – Sauvignon 2021 Campione – 90
Russiz Superiore – Sauvignon Relais – 90

Sgubin Ferruccio – Tocai Friulano Restocina – 90
Sgubin Ferruccio – Pinot Bianco Lonzano Alto – 90
Subida di Monte – Friulano Vigna Alta – 90

Tenuta del Cabreo – Sangiovese Colombole – 90
Tenuta del Cabreo – Sangiovese Fonte – 90
Tenuta di Nozzole – Cabernet sauvignon La Costa – 90
Tenuta la Fuga – Sangiovese Le due Sorelle – 90
Terre Margaritelli – Laghetto – Sangiovese Freccia degli Scacchi – 93
Tikveš – Barovo – Vranec Barovo Mečkovec – 90
Tikveš – Demir Kapija – Cabernet Sauvignon Demir Kapija – 92
Tikveš – Lepovo – Cabernet Sauvignon Lepovo – 90
Tikveš – Manastirec – Vranec Manastirec Šumka – 90

Verstovšek Estate – Blaufränkisch Silnica ​ – 90
Viviano Luigia – Nero D’avola 2006 Cannamasca Rossi – 90

Perleuve – ​La società Perleuve nasce nel 2012 per volontà di Giovanni Bigot, agronomo, ricercatore e consulente di alcune delle migliori cantine d’Italia ed estere. Fanno parte del gruppo esperti agronomi e tecnici che si occupano di consulenza tecnica e gestionale del settore vitivinicolo con l’obiettivo di porre il vigneto al centro della produzione di vini di qualità, attraverso un approccio multidisciplinare e olistico, con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale e alla salute delle persone. Tra i progetti di Perleuve, si annoverano l’Indice Bigot, metodo di valutazione oggettivo del potenziale qualitativo del vigneto che prende in considerazione i nove parametri agronomici più importanti, e l’app 4Grapes®, strumento di lavoro che permette di monitorare, riconoscere e rilevare le condizioni del vigneto, oltre che archiviare i dati raccolti. Nel 2020 nasce inoltre l’Academy 4Grapes, la prima scuola italiana dedicata agli Ampelonauti, professionisti che vogliono imparare a monitorare il vigneto aumentandone il potenziale qualitativo e riducendone l’impatto ambientale.

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In copertina e all’interno immagini di Giovanni Bigot nelle rilevazioni in vigneto.

Come adattare il vigneto al nuovo clima: riecco le Conversazioni viticole di Giovanni Bigot (con Ramon Persello)

Dopo il via la scorsa settimana, entra nel vivo la quinta stagione delle Conversazioni viticole con Giovanni Bigot, il ciclo di dirette streaming sui canali di comunicazione di 4Grapes che ha l’obiettivo di avvicinare la conoscenza scientifica al mondo viticolo, sia a fini divulgativi che per promuovere un utilizzo critico e concreto dei risultati più aggiornati della ricerca in tale settore. Le dirette condotte dall’agronomo Giovanni Bigot saranno a cadenza settimanale, ogni mercoledì alle 7.30 di mattina, da marzo a ottobre.

L’enologo Ramon Persello.


Dopo l’interesse riscontrato nella passata edizione, la nuova stagione propone la rubrica Clima e Vite, in collaborazione con l’enologo Ramon Persello, che ha analizzato l’impatto del cambiamento climatico sulla viticoltura. Persello, esperto di agrometeorologia e cambiamenti del clima, prenderà in esame alcuni fenomeni a partire dai dati raccolti da diversi centri di ricerca e osservatori specializzati, illustrando alcuni effetti delle mutazioni del clima dagli anni ‘50 ad oggi, con un particolare focus sugli ultimi tre anni. Si discuterà dell’innalzamento delle temperature medie annue, dell’influsso dell’alta pressione di matrice nord africana permanente, della difficoltà di raffreddamento invernale del mare Adriatico settentrionale e la conseguente mitigazione delle pianure prossime alla costa.
«Non sto preconizzando una catastrofe prossima ventura, cerco bensì di capire se queste ultime tre annate ne costituiscono i primi passi – spiega Ramon Persello –. A partire dal giugno 2021 le medie mensili sono state costantemente superiori di 3 °C al Nord, mentre Puglia, Campania, Calabria, Sicilia hanno visto scarti termici tra 1 e 2 °C». Giovanni Bigot approfondirà le conseguenze del cambiamento climatico sull’ecosistema del vigneto, come l’aumento di virulenza dei patogeni nelle diverse fasi fenologiche. La peronospora, così come l’oidio, si sviluppa sulla base della disponibilità termica e idrica (mm di pioggia, bagnatura fogliare, umidità relativa dell’aria). È stato osservato come l’innalzamento delle temperature abbia moltiplicato la virulenza del patogeno soprattutto nei momenti in cui le condizioni a inizio stagione (aprile-maggio) e a fine stagione (settembre-ottobre) non sono ottimali, determinando un aumento della gravità delle infezioni.
«Confrontarsi e adattarsi al clima che cambia è possibile e necessario – spiega l’agronomo Bigot –. Se rimaniamo ancorati alle pratiche agronomiche di sempre i costi della difesa aumenteranno così come il rischio di non ottenere uva sana, mettendo inutilmente in crisi le strategie di protezione biologica, ultimamente additate come insufficienti e inefficaci ma solo perché non riadattate al cambiamento climatico».
La nuova stagione delle Conversazioni viticole con Giovanni Bigot, che negli anni ha già superato i cento appuntamenti, ospiterà un nutrito parterre di esperti, tra cui docenti universitari e ricercatori, con i quali l’agronomo esplorerà diverse tematiche e punti di vista sulla gestione agronomica del vigneto. Le puntate saranno trasmesse in diretta streaming e rese disponibili anche in differita sui profili LinkedIn, Facebook, YouTube di 4Grapes e in formato podcast sulle diverse piattaforme audio.

Un vigneto durante la potatura.

Perleuve – La società Perleuve nasce nel 2012 per volontà di Giovanni Bigot, agronomo, ricercatore e consulente di alcune delle migliori cantine d’Italia ed estere. Fanno parte del gruppo esperti agronomi e tecnici che si occupano di consulenza tecnica e gestionale del settore vitivinicolo con l’obiettivo di porre il vigneto al centro della produzione di vini di qualità, attraverso un approccio multidisciplinare e olistico, con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale e alla salute delle persone. Tra i progetti di Perleuve, si annoverano l’Indice Bigot, metodo di valutazione oggettivo del potenziale qualitativo del vigneto che prende in considerazione i nove parametri agronomici più importanti, e l’app 4Grapes, strumento di lavoro che permette di monitorare, riconoscere e rilevare le condizioni del vigneto, oltre che archiviare i dati raccolti. Nel 2020 nasce inoltre l’Academy 4Grapes, la prima scuola italiana dedicata agli Ampelonauti, professionisti che vogliono imparare a monitorare il vigneto aumentandone il potenziale qualitativo e riducendone l’impatto ambientale.

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In copertina, l’agronomo Giovanni Bigot che ha dato il vita all’iniziativa.

Riparte la scuola per ampelonauti, l’alta formazione vitivinicola di Giovanni Bigot

Sono aperte le iscrizioni per la quarta edizione dell’Academy 4Grapes, il corso di alta formazione online nato nel 2020 su iniziativa di Perleuve, società fondata dall’agronomo Giovanni Bigot. Le lezioni, che prenderanno il via lunedì 6 novembre, si rivolgono a chi ambisce a diventare ampelonauta, la figura professionale che ha le competenze teoriche e pratiche necessarie per condurre monitoraggi sui vigneti con l’obiettivo di incrementare il potenziale qualitativo, ridurre i costi di gestione e limitare l’impronta ambientale.
Il corso è strutturato su tre livelli, ognuno con un obiettivo specifico. Il focus del primo livello è l’osservazione, l’approfondimento delle basi e delle tecniche del monitoraggio e la comprensione dell’importanza degli aspetti meteorologici. Il secondo livello si concentra sulla deduzione, ovvero insegna ad applicare le competenze di osservazione in situazioni pratiche, come la gestione delle difese fitosanitarie e la corretta stima della produzione. Infine, il terzo livello è incentrato sulla connessione tra vigneto, uva e vino per valutarli dal punto di vista produttivo e qualitativo. In questa fase si tratta l’Indice Bigot, il metodo scientifico brevettato dallo stesso agronomo friulano che prende in esame i nove fattori viticoli capaci di influenzare direttamente la qualità del vino. Alla fine del terzo livello sono previste due giornate in presenza per assaggiare e commentare i vini ottenuti seguendo i parametri dell’Indice.
«L’annata 2023 ha messo tutti alla prova, evidenziando quanto sia fondamentale adottare un metodo di lavoro basato su osservazioni accurate e dati che permetta di agire in maniera mirata, dove e quando serve, permettendo una migliore gestione dei costi – afferma Giovanni Bigot –. L’Academy offre delle conoscenze, delle tecniche e dei metodi per interpretare l’andamento del vigneto e affrontare al meglio le varie situazioni che si possono presentare. Dobbiamo imparare a fare fronte al cambiamento climatico e alle stagioni sempre diverse, analizzando le situazioni attraverso i dati per poter prendere decisioni corrette».
Sono più di 150 gli ampelonauti in tutta Italia, figure sempre più ricercate nel settore pubblico e privato. Tra i professionisti si trovano titolari e operatori di aziende vitivinicole, tecnici viticoli, agronomi ed enologi, consulenti attivi nelle diverse regioni, funzionari delle ditte produttrici di prodotti fitosanitari e studenti universitari. È a disposizione dei corsisti un portale dedicato, oltre a tecnologie e strumenti innovativi per l’e-learning.

Info e iscrizioni sul sito
www.academy.4grapes.it

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In copertina, l’agronomo friulano Giovanni Bigot animatore del corso.

Vendemmia ’23 tra previsioni e analisi secondo i parametri dell’Indice Bigot

Una vendemmia dal potenziale qualitativo medio-alto, sinora pari a 76/100, nonostante la difficile situazione sanitaria delle uve: il friulano Giovanni Bigot, agronomo fondatore della società Perleuve, ha analizzato l’annata 2023 attraverso l’Indice Bigot, metodo di valutazione oggettivo del potenziale qualitativo del vigneto che prende in considerazione i nove parametri agronomici più importanti, incrociando i dati rilevati durante la stagione. Il potenziale, ancora parziale, è elevato in particolare per i vitigni a bacca bianca e per i cru di quelli a bacca nera. Si prospetta inoltre, nella maggior parte dei casi, un’ottima annata per le basi spumante.
Relativamente al meteo, il periodo compreso tra il 28 luglio e il 28 agosto in Italia è stato più piovoso della media dal 50 al 100%, comportando un aumento del peso medio degli acini e una riduzione degli zuccheri. In merito alle temperature, sono state rilevate minime inferiori rispetto alla media storica (19,2 °C) in tutte le aree viticole monitorate: si tratta di un ottimo indicatore della qualità della vendemmia. Le massime, invece, sono risultate leggermente superiori, ma sono raddoppiati i giorni in cui si sono superati i 35 °C rispetto alla media degli ultimi dieci anni (+122%). L’escursione termica è stata tra le maggiori registrate negli ultimi trentanove anni, con temperature medie non troppo alte a garanzia di uve con un grande potenziale viticolo per quel che riguarda l’aromaticità e la longevità dei vini.
I dati esaminati durante la stagione 2023 attraverso l’Indice Bigot descrivono chiaramente la situazione, nonostante la varietà delle zone viticole considerate. In particolare, il deficit idrico nell’annata 2023 è stato di media intensità e ha favorito lo sviluppo di una maggior superficie fogliare, oltre che un’importante vigoria delle viti. Queste condizioni hanno quindi aumentato in particolar modo la produzione per ceppo. La biodiversità, in netto aumento, ha dato il suo contributo a mantenere i vigneti in equilibrio e a prolungarne la vita.
“La qualità delle uve – spiega Giovanni Bigot – è fortemente influenzata dai suoli, dall’andamento meteorologico e, soprattutto, dalle pratiche agronomiche. I suoli però non mutano nel tempo, mentre il meteo, al contrario, cambia molto. L’uomo fa il resto: modifica, adatta e cerca di plasmare la vite alle sue idee, alle sue esigenze e alle tecniche a disposizione. Per questo è centrale il lavoro umano: adottando un rigoroso metodo olistico si può fare molto per migliorare la gestione del vigneto. Investire nella sua applicazione è fondamentale per garantire una produzione vitivinicola sostenibile e di alta qualità in qualunque situazione”.
Delicata invece la sanità delle uve: “Nella mia esperienza – continua Bigot – l’annata 2023 è stata una delle più difficili, vista la variabilità di casi e le problematicità oggettive da affrontare. La pressione fitosanitaria è stata indubbiamente importante, ma chi ha adottato un approccio attento e preciso nella conduzione del vigneto ha avuto un danno trascurabile”.
Un’altra interessante ricerca di Bigot riguarda la comparazione dell’annata in corso con le precedenti stagioni relative alla stessa zona. L’agronomo ha utilizzato un approccio statistico di clustering per associare e confrontare i dati meteo e le medie storiche degli ultimi trentanove anni in Italia, sempre nel periodo compreso tra il 28 luglio e il 28 agosto. In particolare, è stato rilevato che il meteo di quest’anno, dall’invaiatura all’inizio della vendemmia, è stato simile a quello del 1985 per quel che riguarda il Nord Est, al 2021 e al 2003 per il Centro, al 2000 per il Nord Ovest. In tutti i casi si tratta di annate caratterizzate da buona piovosità, da escursioni termiche elevate e temperature minime inferiori alla media.

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La società Perleuve nasce nel 2012 per volontà di Giovanni Bigot, agronomo, ricercatore e consulente di alcune delle migliori cantine d’Italia ed estere. Fanno parte del gruppo esperti agronomi e tecnici che si occupano di consulenza tecnica e gestionale del settore vitivinicolo con l’obiettivo di porre il vigneto al centro della produzione di vini di qualità, attraverso un approccio multidisciplinare e olistico, con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale e alla salute delle persone. Tra i progetti di Perleuve, si annoverano l’Indice Bigot, metodo di valutazione oggettivo del potenziale qualitativo del vigneto che prende in considerazione i nove parametri agronomici più importanti, e l’app 4Grapes®, strumento di lavoro che permette di monitorare, riconoscere e rilevare le condizioni del vigneto, oltre che archiviare i dati raccolti. Nel 2020 nasce inoltre, l’Academy 4Grapes, la prima scuola italiana dedicata agli Ampelonauti, professionisti che vogliono imparare a monitorare il vigneto aumentandone il potenziale qualitativo e riducendone l’impatto ambientale.

Viticoltura e cambiamento climatico: da domani in streaming Giovanni Bigot

Qual è il futuro della viticoltura in un mondo in cui il cambiamento climatico si fa sempre più evidente? Come reagire a uno scenario sconosciuto, dove fenomeni violenti si manifestano sempre più frequentemente? Sono questi alcuni dei temi della nuova rubrica di Giovanni Bigot, fondatore della società Perleuve e ideatore dell’Indice Bigot, metodo di valutazione oggettivo del potenziale qualitativo del vigneto che prende in considerazione i nove parametri agronomici più importanti. A partire da domani 15 marzo alle 7.30, una volta al mese, l’agronomo e ricercatore friulano analizzerà l’impatto del cambiamento climatico sulla viticoltura attraverso l’Indice, i dati di oltre 400 aziende e gli indici bioclimatici calcolati per ogni area viticola.
Nella prima puntata, a discutere di viticoltura di precisione assieme a Giovanni Bigot ci saranno anche i professori Maurizia Sigura e Rino Gubiani, docenti del Dipartimento di scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine. Negli appuntamenti successivi interverrà anche l’enologo Ramon Persello, laureato in Viticoltura ed Enologia con una tesi sugli indici bioclimatici ed esperto di agrometeorologia e cambiamenti del clima.
La nuova rubrica si inserisce nella quarta stagione delle dirette Conversazioni viticole con Giovanni Bigot, che avranno come ospiti docenti universitari, ricercatori ed esperti dei diversi temi trattati. Le puntate saranno trasmesse in diretta streaming e rese disponibili in podcast su LinkedIn, Facebook, YouTube e sul sito di 4Grapes®.
“Bisogna conoscere il cambiamento climatico – spiega Bigot – per valutare le azioni da mettere in campo. Abbiamo acquisito i dati agronomici delle aziende presenti nelle più importanti zone viticole mondiali, li abbiamo analizzati e ne abbiamo ricavato delle previsioni che esporremo durante le dirette. Questi dati servono per comprendere il futuro, intravederne gli scenari e anticipare le scelte agronomiche. L’Indice diventa così uno strumento utile per leggere i fenomeni che sempre di più impattano su aspetti fondamentali della viticoltura, oltre che sul terroir”.
Da quest’anno, Giovanni Bigot insegnerà scouting viticolo nell’ambito della “Viticoltura di precisione” del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Udine. Le lezioni si concentreranno sulla raccolta di dati riguardanti le condizioni delle viti, delle foglie e dei grappoli, con l’obiettivo di identificare eventuali problemi e prendere le opportune misure preventive o correttive, aumentando il potenziale qualitativo del vigneto, riducendo l’impatto ambientale e i costi.
“Il monitoraggio del vigneto e la viticoltura di precisione – conclude l’agronomo friulano – entrano per la prima volta in un corso accademico, segno che si tratta di temi sempre più rilevanti nell’ambito dell’agricoltura e della produzione vinicola. L’introduzione di corsi universitari su questi argomenti rappresenta un importante passo avanti nella formazione di professionisti del settore”.

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In copertina, l’agronomo friulano Giovanni Bigot esperto in viticoltura di precisione.

Indice Bigot, è il Vigneto Fvg il più premiato in qualità al Vinitaly

«È in vigna che nascono i grandi vini»: lo ha affermato con convinzione Giovanni Bigot durante la premiazione dei trentotto vigneti che hanno superato i 90 centesimi secondo l’Indice Bigot. Il metodo di valutazione scientifico del potenziale qualitativo di un vigneto, ideato dall’agronomo friulano supportato dal suo team di Perleuve, lo scorso anno è stato calcolato in totale su 734 vigneti. L’Indice, frutto di vent’anni di ricerca sul campo in Italia e a livello internazionale, si basa su nove parametri di valutazione: produzione, chioma, rapporto tra foglie e produzione, sanità delle uve, tipo di grappolo, stress idrico, vigore, biodiversità e microrganismi, età del vigneto. Ogni parametro considerato va a influire su una precisa caratteristica del vino. La premiazione dei vigneti, che ha riguardato l’annata 2021, si è tenuta durante il recente Vinitaly di Verona, nello spazio della Regione Friuli Venezia Giulia.
«Un risultato finale – commenta Bigot – che è l’apice di un importante percorso di crescita e miglioramento in vigneto, lì dove nasce una grande uva per un grande vino. I vigneti premiati hanno la capacità di aumentare il valore di un territorio in termini di qualità e riconoscimento, diventando identificativi di una zona, donando caratteristiche specifiche ai vini che lì nascono. Non solo, i vini da vigneto singolo rappresentano un trend in forte crescita, ecco quindi che la valutazione del vigneto, attraverso parametri specifici, aumenta il valore del prodotto finale ed esalta l’importanza della qualità della materia prima, l’uva».
Grazie all’eccellenza in questi campi i trentotto vigneti che nel 2021 hanno superato i 90 centesimi sono stati: in Friuli Venezia Giulia il Friulano Hrib, Friulano Dolinca e Hrib Merlot de La Castellada, il Friulano Case 25 di Livio Felluga, Tocai Friulano Centralina e Cabernet Franc Pietra di Russiz Superiore, Oslavje di Radikon, Sauvignon Lonzano Alto di Sgubin Ferruccio, Sauvignon Zegla di Sturm, Sauvignon Rosazzo e Tocai friulano Buttrio di Le Vigne di Zamò, Ronco Pitotti Sauvignon di Vignai da Duline, Tocai Friulano Braida di La Sclusa, Moscato Vin dal Paron di Ferlat, Friulano Stesa di Il Carpino e Cabernet Sauvignon Narciso di Ronco delle Betulle; in Veneto il vigneto Sant’Anna di Massimago; in Lombardia Chardonnay Calcababbio e Sauvignon Calcababbio di Monsupello e Pizzarello Pinot Meunier di Castello di Cigognola; in Piemonte Sorì Ginestra di Conterno Fantino e Barolo Sottocastello di Ca’ Viola; in Emilia Romagna Merlot Ronco e Malvasia Morello di La Tosa; in Toscana Poggiata Rinaldi di Tenuta del Cabreo e Anfiteatro alle Rose di Tenuta di Nozzole; in Umbria i vigneti Sagrantino Maria Cantalupo di Di Filippo, Sauvignon Villa Pace di Cantine Blasi, Vigna Chiusaccia e Vigna Renabianca di Terre Margaritelli; in Puglia Lu Piezzu di Masseria Cuturi; in Sardegna Ispane Sud Pusceddu, Ispane Tatti/Onali, Murtatí Crobu, Pardoniga Manca, Burdaga Conciadori dell’azienda Bentu Luna. I vigneti premiati in Slovenia sono stati Chardonnay Jordano e Sauvignon Jordano di Marjan Simcic; mentre in Francia è stato premiato il vigneto Champan di Domaine R&P Bouley.
Il vigneto che ha raggiunto il punteggio massimo di 95 punti su 100 è stato il Friulano Hrib dell’azienda La Castellada in Friuli Venezia Giulia, mentre l’azienda con il maggior numero di vigneti è stata Bentu Luna in Sardegna, con cinque impianti premiati.

PerleuveLa società Perleuve nasce nel 2012 per volontà di Giovanni Bigot, agronomo, ricercatore e consulente di alcune delle migliori cantine d’Italia ed estere. Fanno parte del gruppo esperti agronomi e tecnici che si occupano di consulenza tecnica e gestionale del settore vitivinicolo con l’obiettivo di porre il vigneto al centro della produzione di vini di qualità, attraverso un approccio multidisciplinare e olistico, con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale e alla salute delle persone. Tra i progetti di Perleuve, si annoverano l’Indice Bigot, metodo di valutazione oggettivo del potenziale qualitativo del vigneto che prende in considerazione i nove parametri agronomici più importanti, e l’app 4Grapes, strumento di lavoro che permette di monitorare, riconoscere e rilevare le condizioni del vigneto, oltre che archiviare i dati raccolti. Nel 2020 nasce inoltre l’Academy 4Grapes, la prima scuola italiana dedicata agli Ampelonauti, professionisti che vogliono imparare a monitorare il vigneto aumentandone il potenziale qualitativo e riducendone l’impatto ambientale.

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In copertina, Giovanni Bigot con uno dei premi;  e qui sopra durante i controlli.

Riecco Vinitaly! Dai “vigneti qualità” alla Guida Top 2022 e all’etichetta trasparente

(g.l.) Torna il Vinitaly, finalmente! Sipario alzato da stamane, alla Fiera di Verona, sul più importante appuntamento enologico italiano e fra i primissimi a livello internazionale: un’occasione irrinunciabile per tastare il posto al settore in un momento molto delicato per l’economia, dopo due anni di emergenza pandemica che hanno influito enormemente soprattutto sulla ristorazione, intimamente legata al prodotto della vite, e tra le incertezze del momento dovute alla guerra in Ucraina e ai folli rincari di materie prime ed energia. Ecco tre appuntamenti previsti nell’ambito del Salone, dove anche in questo tanto atteso ritorno c’è una massiccia presenza del Vigneto Fvg, sia in forma individuale che attraverso la rappresentanza collettiva della Regione che conta una ottantina di aziende.

INDICE BIGOT – I migliori vigneti secondo l’Indice Bigot, il metodo di valutazione scientifico del potenziale qualitativo di un vigneto, verranno premiati da Giovanni Bigot, ideatore dell’Indice, durante un incontro che si terrà proprio oggi, giornata inaugurale, alle 14.30 in sala Bellini al padiglione 6. A ricevere il premio saranno le aziende i cui vigneti si sono classificati con un punteggio superiore ai 90 centesimi, grazie all’eccellenza nei nove parametri su cui è basato l’Indice: produzione, chioma, rapporto tra foglie e produzione, sanità delle uve, tipo di grappolo, stress idrico, vigore, biodiversità e microrganismi, età del vigneto. L’esperienza più che ventennale dell’agronomo friulano, assieme al suo team di Perleuve, ha permesso di quantificare in maniera oggettiva il potenziale qualitativo dei singoli vigneti e di migliorare il lavoro sul campo per innalzare la qualità delle uve e, dunque, dei vini. Alla presentazione interverranno anche Stefano Zannier, assessore all’agricoltura Fvg, e Francesco Miniussi, direttore dell’Ersa.

I MIGLIORI VINI FVG – Mercoledì 13 aprile, ultimo giorno di Vinitaly, alle ore 12, nello Stand Ersa, si terrà la presentazione della “Guida Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022” nel corso della quale saranno annunciati i risultati delle degustazioni. L’incontro, coordinato dal perito agrario Giovanni Cattaruzzi ideatore della Guida, sarà poi seguito da un’ulteriore presentazione a Corno di Rosazzo (Villa Nachini Cabassi) per la consegna degli attestati attribuiti ai migliori vini Fvg.

FIVI-ADICONSUM – Il presidente della Fivi – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, Lorenzo Cesconi, e il segretario nazionale di Adiconsum, Andrea Di Palma, hanno incontrato giovedì al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali il sottosegretario Gian Marco Centinaio, in merito a una possibile riforma del sistema di etichettatura dei vini. L’esito dell’incontro è stato proficuo: l’esponente del Governo Draghi ha dato il via ad un gruppo di lavoro al fine di approfondire la tematica. La finestra di confronto si è aperta a seguito dell’invio della lettera congiunta che i Vignaioli Indipendenti e l’Associazione di consumatori avevano scritto in data 24 marzo al ministro Patuanelli e allo stesso sottosegretario Centinaio per chiedere la modifica del sistema di etichettatura dei vini considerata ormai superata, per rispondere alla richiesta di chiarezza e completezza di informazioni da parte dei consumatori. L’etichetta è la carta d’identità dei prodotti che consumiamo, per questo è fondamentale che le indicazioni che contiene siano chiare e trasparenti: è uno strumento fondamentale per il consumatore che vuole acquistare in modo consapevole e sostenibile. Questa è la prima volta che un’associazione di produttori di vino e una di consumatori si uniscono per un’istanza comune. La strategia di comunicazione congiunta tra Fivi e Adiconsum per sensibilizzare sulla necessità di avere etichette complete e chiare sulle bottiglie di vino sarà presentata al pubblico e alla stampa a Vinitaly domani 11 aprile, ore 15, Area Fivi Padiglione 8 Stand D8-H9.

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In copertina, ecco come si presenta la “Guida Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022”.