Il Vigneto Fvg al Vinitaly di Verona con uno stand tutto nuovo ed “elegante” come i vini che presenterà al mondo. Ma c’è preoccupazione per i maxi-dazi Usa

(g.l.) Conto alla rovescia per il Vinitaly di Verona che dà appuntamento a Verona Fiere alla fine della prossima settimana. Un appuntamento strategico anche per il Friuli Venezia Giulia e che quest’anno avviene in un clima di preoccupazione particolare creato dalla ormai più che nota possibilità che l’Amministrazione Trump introduca pesantissimi dazi (fino al 200 per cento!) sui vini europei e quindi anche italiani. E proprio anche per questo la presentazione del Vigneto Fvg deve avvenire nel modo migliore e incisivo. «Il nuovo stand della Regione ideato per Vinitaly 2025 promuove l’intero Friuli Venezia Giulia, in una connessione sinergica che, partendo dell’eccellenza dei nostri vini, abbraccia tutto il territorio, reso immediatamente riconoscibile nelle sue tipicità e unicità: non a caso, uniti in questo percorso, ci sono Ersa e PromoTurismoFvg. Una vetrina importante per l’enogastronomia ma anche per le nostre imprese e per i grandi eventi: un chiaro esempio di quello che intendiamo per promozione integrata del sistema regionale, uno strumento capace di far crescere ancora di più il Friuli Venezia Giulia e di renderlo sempre più attrattivo», hanno detto al riguardo gli assessori regionali al Turismo e alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, e alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, che ieri sono intervenuti alla presentazione del nuovo stand della Regione Friuli Venezia Giulia a Vinitaly (6-9 aprile), illustrazione che si è tenuta nella sede di Udine della Regione Fvg alla presenza del direttore di PromoTurismoFvg, Iacopo Mestroni, e del nuovo direttore dell’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia (Ersa Fvg), Mauro Giovanni Viti.

Sergio Emidio Bini


«Uno stand elegante, così come sono ovunque riconosciuti i nostri vini – ha detto Zannier -, ma anche comodo, funzionale e che nei colori richiama quelli della nostra terra: spazi ideali, studiati con chi lavora nel settore ogni giorno, che permetteranno alle aziende di operare al meglio, per rafforzare i mercati già consolidati e per stringere alleanze con nuovi buyer. Il sostegno che offriamo alle imprese tramite la Collettiva consente inoltre di mettere in mostra in fiera il meglio e il buono che offre tutto il variegato mondo vitivinicolo del Fvg».
«Gli interni dello stand sono stati realizzati col coinvolgimento di imprese artigiane del Friuli Venezia Giulia, trasformato così in una vetrina dell’eccellenza del “saper fare” regionale – ha detto Bini, ricordando che “questa Amministrazione regionale ha alzato molto l’asticella della qualità e ha puntato sulla promozione del territorio a 360 grandi, con investimenti mirati e linee contributive dedicate. I risultati sono evidenti, sotto gli occhi di tutti, con incremento dei turisti e resilienza e crescita delle imprese nonostante il mondo storico».

Stefano Zannier


Da quest’anno il Vigneto Fvg si presenta, dunque, al Vinitaly con un nuovo stand, pensato per far conoscere il Friuli Venezia Giulia sotto una luce più ampia e completa, puntando da un lato a rafforzare il “sistema vino”, dall’altro a raccontare i valori che contraddistinguono la regione: enogastronomia, cultura e territorio. Si metteranno così in evidenza ricchezza e varietà del patrimonio del Friuli Venezia Giulia, dalla montagna al mare, dove ogni ambiente coltiva e produce un vino con proprietà e caratteristiche differenti, influenzate dagli elementi naturali. Lo stand coprirà un’area di circa 1.500 mq che ospiterà quasi 140 produttori e comprenderà anche 80 postazioni individuali, l’enoteca regionale gestita da Sommelier dell’Associazione italiana sommelier (Ais), la sala degustazioni con il supporto di personale della Federazione italiana sommelier albergatori e ristoratori (Fisar) e servizio catering, due infopoint con personale dedicato che accoglierà i visitatori e fornirà informazioni rispettivamente sulle aziende vitivinicole presenti in Collettiva e sulla regione, distribuendo materiale promozionale, gadget e guide. PromoTurismoFvg gestirà la Collettiva regionale, l’Enoteca, la Sala degustazioni e la sala Lobby, compresi i servizi accessori e le iniziative promozionali. Sarà, insomma, un grande Vinitaly per il Friuli Venezia Giulia!

Spumanti Fvg stasera a Premariacco nel ricordo del “pioniere” Girolamo Dorigo

(g.l.) Dopo il rinvio causa maltempo, ci sarà oggi l’annunciato appuntamento con gli spumanti friulani. La serata si terrà nella sede dell’azienda agricola Alessio Dorigo – figlio dell’indimenticabile Girolamo vignaiolo di Buttrio, sui Colli orientali del Friuli, e uno dei “padri” delle bollicine nostrane – e che ha per titolo “East Sparkler Spumanti a Nord Est”: il ritrovo è dalle 19.30 alle 23 in via Case Sparse 1 a Premariacco (alle porte di Cividale) e con gli oltre 40 spumanti protagonisti, che saranno raccontati dai loro produttori, sarà servito un buffet realizzato dall’Enoteca De Feo. Infatti, la effervescente serata – ricordavano la scorsa settimana – è stata ideata proprio da Ilenia Vidoni e Pietro Greco, titolari del ristorante cividalese dirimpettaio al Teatro Ristori e già molto apprezzati durante la loro decennale permanenza all’Osteria di Ramandolo (media partner Qubi di Fabiana Romanutti e Nicola Santini).
Come detto, Girolamo Dorigo è stato uno dei “pionieri” della spumantizzazione in Friuli, tanto da aprire la strada a una tipologia produttiva allora poco conosciuta, e tanto meno praticata, ma che ben presto avrebbe dato tante soddisfazioni, a cominciare dal brut metodo classico della sua azienda che da subito si è rivelato un autentico gioiello del Vigneto Fvg.

Girolamo Dorigo

Il Vigneto Fvg grande protagonista al Vinitaly: allestita una maxi-enoteca che propone quasi cinquecento etichette!

Garantire la presenza delle imprese vitivinicole a manifestazioni internazionali qual è Vinitaly è di fondamentale importanza per ampliare il mercato delle nostre aziende ed è una vetrina in termini di proposta come sistema regionale all’interno del comparto vitivinicolo. Nel futuro, l’orientamento è di guardare oltre i mercati consolidati per approdare verso nuovi mercati grazie anche a una serie di iniziative che offriranno alle imprese terreno fertile per aprirsi al nuovo.
È il concetto espresso ieri dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari in occasione dell’inaugurazione dello stand istituzionale del Friuli Venezia Giulia alla Fiera di Verona, curato dall’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale con la degustazione di prodotti offerti dai Consorzi Dop Montasio e San Daniele. Eccellenza, innovazione e tradizione sono le tre parole d’ordine con le quali la Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso Ersa, in collaborazione con l’Unione dei Consorzi vini Doc del Friuli Venezia Giulia – Uni.Doc Fvg, si presenta alla 56ma edizione di Vinitaly, il più importante salone internazionale dedicato ai vini ed ai distillati che fino al 17 aprile potrà essere visitato nella città scaligera.


L’esponente della Giunta del Fvg ha poi rimarcato come la collaborazione rappresenti la via maestra per ottenere grandi risultati, non a caso nel padiglione 6 del Friuli Venezia Giulia vengono presentate altre due eccellenze oltre ai vini (Montasio Dop e San Daniele Dop, appunto) perché la regione deve proporsi in maniera unitaria per essere sempre più attrattiva.L’ assessore regionale ha ringraziato i produttori che hanno scelto di essere presenti nella collettiva ma anche tutti coloro che, a vario titolo, hanno garantito l’organizzazione della manifestazione e ha augurato agli operatori del Friuli Venezia Giulia di vivere un Vinitaly foriero di successi commerciali.
Sono 90 le imprese agricole con cantina di trasformazione in vino nell’area dedicata alla Collettiva regionale assieme ad altre 28 realtà vitivinicole che partecipano singolarmente con una propria postazione, ospiti del padiglione numero 6 della Fiera, dedicato al Friuli Venezia Giulia, unificate così in un’unica, grande Enoteca regionale con quasi cinquecento etichette, il numero più alto tra tutte le regioni presenti al Vinitaly in cui convergono oltre a quelle delle aziende nello stand collettivo, anche tutte quelle regionali in fiera. Nel dettaglio, la percentuale di etichette presenti nell’Enoteca regionale (tutti vini certificati, quest’anno con un focus ulteriore sulle produzioni certificate Bio e Sqnpi) è così suddivisa: Friulano 20%, Pinot grigio 17%, Sauvignon 14%, Ribolla gialla 14%, uvaggi bianchi 7%, Refosco 6%, Merlot 4%, Schioppettino 4%, produzione di nicchia (Pignolo, Picolit e Vitovska) 3%.
I 90 produttori della collettiva regionale sono suddivisi in sei percorsi espositivi rappresentanti le 8 zone di denominazione (il 40% delle aziende hanno scelto di essere presenti all’interno della Doc Friuli Colli orientali che include anche la Docg Ramandolo, il 27% Doc Collio, il 17% Doc Friuli Venezia Giulia, il 7% Doc Friuli-Isonzo, il 4% Doc Friuli-Aquileia il 2% Doc Friuli Grave idem la Doc Carso-Kras, l’1% Doc delle Venezie), così da poter rendere riconoscibili le diverse aree produttive della nostra regione e poter valorizzare la presenza di etichette di vini di assoluta qualità.
Alla cerimonia di apertura hanno partecipato, fra gli altri, anche il direttore generale dell’Ersa e il presidente di Uni.Doc Fvg. L’assessore regionale è intervenuto anche all’evento dedicato a Go!2025 – come informa l’articolo che segue – manifestando soddisfazione nell’ospitare, nello stand del Friuli Venezia Giulia, un incontro di particolare rilevanza per i nostri territori ed ha espresso un ringraziamento per la presenza dell’ambasciatore della Repubblica di Slovenia a Roma. Il vino è cultura, ha evidenziato l’assessore regionale, e racchiude una storia che accomuna le nostre genti da sempre, un percorso da valorizzare anche grazie a Nova Gorica e Gorizia capitale europea della cultura 2025.

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In copertina e all’interno immagini del maxi-stand allestito dal Friuli Venezia Giulia al Vinitaly di Verona.

Marco Felluga torna nella sua Grado: in Sant’Eufemia l’addio all’imprenditore che ricercando qualità e innovazione ha fatto crescere la vitivinicoltura friulana

di Giuseppe Longo

Sarà la sua amata Grado, dove era nato nel 1927, a riaccogliere Marco Felluga, il patriarca del Vigneto Fvg, spentosi nell’azienda di Gradisca d’Isonzo. I funerali saranno celebrati questo pomeriggio nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, dove saranno sicuramente in molti a stringersi accanto alle figlie Patrizia e Alessandra. Il famoso vitivinicoltore, la cui famiglia era originaria di Isola d’Istria ed era giunta in laguna oltre un secolo fa, aveva perso infatti nel 2021 il figlio Roberto, stroncato prematuramente da una malattia rivelatasi senza speranze, e due anni prima la moglie Maria Alba Pipani, originaria proprio di Grado. Due gravissimi lutti che ne avevano piegato la sua forte tempra, molto simile a quella di Livio Felluga, fratello maggiore e altro indimenticabile “patriarca del vino” scomparso a 102 anni. Due fratelli che hanno molto inciso sulla viticoltura della nostra regione alla quale con genialità e lungimiranza hanno saputo dare quella spinta che ha contribuito in maniera determinante a renderla famosa in tutto il mondo.


«Se ne è andato un uomo appartenente a quella generazione che, dopo la seconda Guerra mondiale, ha saputo ripartire con coraggio e visione del futuro, rilanciando il Paese verso il benessere. Perché a questo ha contribuito Marco Felluga, facendo con successo impresa nel settore della viticoltura, ricercando sempre la qualità e l’innovazione», ha scritto di lui il governatore Massimiliano Fedriga, il quale, manifestando ai familiari la vicinanza dell’Amministrazione regionale, ha sottolineato come l’eredità imprenditoriale di Marco Felluga rappresenti un patrimonio storico e morale «di cui la comunità regionale deve fare tesoro».
Assieme al fratello Livio, Marco Felluga è stato, infatti, uno dei pionieri della viticoltura del Collio. Nel 1956, seguendo la tradizione di famiglia – portata dall’Istria dapprima, appunto, a Grado -, fondò a Gradisca d’Isonzo l’omonima azienda, divenuta famosa per quell’etichetta con il Leone alato di San Marco, simbolo della Fortezza della Serenissima. Alla fine degli anni Sessanta il grande passo avanti nel cuore del Collio – da poco marchiato dalla prima Doc nata in Friuli Venezia Giulia e che lo stesso Felluga ha rappresentato a lungo attraverso la guida del Consorzio di tutela – con l’acquisizione di Russiz Superiore, una tenuta a Capriva del Friuli ricca di storia, diventata con i suoi ordinatissimi vigneti il vero fiore all’occhiello dell’azienda. Un grande intuito imprenditoriale di cui, all’avanzare dell’età del padre, era diventato degno interprete il figlio Roberto, il cui testimone, alla sua morte avvenuta ad appena 63 anni, è stato raccolto dalla nipote Ilaria. La quale, proprio in queste settimane, sta perfezionando un’intesa con la Tommasi Viticoltori, produttrice in Valpolicella del famoso Amarone.
Ma Marco Felluga non ce l’ha fatta a vedere il nuovo corso della sua importante realtà vitivinicola. E fra poco, tornando alle origini, riceverà l’omaggio di Grado dove poi riposerà accanto alla sua amata Maria Alba. Il Vigneto Fvg dovrà essergli riconoscente per quanto ha fatto, con grande intelligenza, per la sua crescita.

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In copertina, l’imprenditore Marco Felluga spentosi a 96 anni; all’interno con il figlio Roberto, la nipote Ilaria e la moglie Maria Alba.