Nuova stagione record sul Montasio: ora in malga c’è anche un totem digitale

Volge al termine la stagione dell’alpeggio in malga Montasio. Ennesima estate di successo dopo un 2020 da record che aveva visto arrivare in quota, nell’arco dei tre mesi di apertura, oltre 15mila persone. Numeri che quest’anno si vanno confermando – già oltre 14mila, per la chiusura della malga i primi di ottobre le presenze raggiungeranno e forse supereranno quelle dello scorso anno – e che dimostrano come la malga gestita dall’Associazione Allevatori Fvg sia meta sempre più gettonata, più che mai oggi, sull’onda della riscoperta degli spazi aperti indotta dalla pandemia.


Come ogni anno a fine stagione, in questi giorni si sta completando la discesa a valle delle 230 bovine che hanno alpeggiato in malga per tutta l’estate. Seguiranno la chiusura del caseificio e dell’agriturismo, non senza un’ultima sorpresa, inaugurata ieri mattina e a disposizione di tutti coloro che da qui in avanti raggiungeranno l’altopiano. Si tratta di un totem digitale, collocato appena fuori dall’agriturismo, che consentirà di accedere a tutta una serie di contenuti informativi e multimediali, acquistato dall’Associazione Allevatori Fvg con il sostegno della Fondazione Friuli e la collaborazione del Parco Naturale Prealpi Giulie. «Il progetto – spiega il presidente Renzo Livoni – è rivolto alle migliaia di visitatori che ogni anno raggiungono la malga e che, grazie alla tecnologia touch, consente di visitare virtualmente gli ambienti dell’agriturismo, del caseificio, dello spaccio per la vendita e una serie di itinerari e percorsi circostanti, situati sull’altopiano del Montasio».
L’utilizzo del totem è intuitivo e consente di scegliere tra molti contenuti, foto, schede tecniche, video e siti web che descrivono le caratteristiche del territorio e offrono riferimenti storici precisi, ad esempio sulla posizione delle trincee risalenti alla Grande Guerra, ancora visibili in prossimità della malga. «Si tratta – aggiunge dal canto suo il direttore dell’AaFvg, Andrea Lugo – di un utile strumento messo a disposizione di quanti vorranno andare alla scoperta della malga e dell’altipiano. In ragione degli spazi molto ristretti e delle stringenti normative non ci è possibile far entrare fisicamente le persone al caseificio, un ostacolo che abbiamo voluto superare con questo totem, che regala una panoramica completa e suggestiva di questo piccolo mondo antico».
Oltre ai vertici dell’associazione, all’inaugurazione del totem ieri mattina sono intervenuti, chiudendo simbolicamente la stagione in malga, anche l’assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier, e il presidente e il direttore della Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini e Luciano Nonis. Nell’occasione, il direttore Lugo ha tirato le somme di un’altra stagione di grandi soddisfazioni, che nell’arco di soli tre mesi ha portato alla produzione di 353 forme di Montasio Dop, 1.783 forme di formaggio di malga, 614 caciotte, 530 chili di burro e 4.560 litri di yogurt.

«La collaborazione e la sinergia aiutano a raggiungere traguardi che per il singolo ente pubblico sarebbero difficili da perseguire e la realizzazione  inaugurata sull’Altipiano del Montasio è un esempio concreto di questo tipo di percorso virtuoso», ha detto Zannier. Partendo da una visione d’insieme, ha aggiunto l’assessore, è possibile fare in modo che ogni soggetto coinvolto nel progetto faccia la sua parte in modo da accelerare processi spesso semplicemente frenati dalla burocrazia. Il sistema forestale, la filiera, l’intero sistema regionale sono composti da una molteplicità di soggetti che devono essere in grado di connettersi tra loro. Per esempio, il sistema degli allevatori, così come quello degli operatori forestali, rappresenta – ha osservato – già di per sé un tassello fondamentale per la promozione del territorio, perché consente di realizzare prodotti capaci di attrarre e fidelizzare gli utenti, in questo caso dell’intera montagna. Non solo, ma entrambi i soggetti citati, come gli altri presenti nell’area, sono in grado di fornire informazioni utili a chi frequenta il territorio montano, per farlo meglio conoscere e apprezzare.
«Compito della Regione – ha proseguito l’esponente della Giunta Fedriga – è anche quello di assecondare i progetti che agevolano i visitatori del territorio, perché essi fanno parte di un volano economico capace di rendere sostenibili anche le attività di montagna. Per questo, ben vengano i progetti che mirano a favorire la diffusione di informazioni attraverso gli operatori, ma anche, per esempio, tramite il punto di reperimento delle biciclette elettriche. L’obiettivo principale che ci dobbiamo porre – ha concluso l’assessore – deve piuttosto essere quello di fare in modo che in tutti i punti di riferimento dei turisti che compongono quel moderno modo di visitare con attenzione il territorio chiamato “turismo lento” ottengano le stesse, corrette, adeguate e immediate informazioni in qualsiasi punto della nostra montagna essi si trovino e si stiano muovendo. Informazioni che consentano di orientare rapidamente gli ospiti del nostro splendido territorio».

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In copertina, il totem inaugurato ieri; all’interno, il direttore di Fondazione Friuli, Luciano Nonis, il presidente dell’Associazione Allevatori Fvg, Renzo Livoni, l’assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier, il presidente di Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini, e il direttore di AaFvg, Andrea Lugo.

 

Casarsa, tredici disabili a tu per tu con i ritmi antichi della Val Resia

Spesso, per chi ha una disabilità, viaggiare non è facile; ma il viaggio rappresenta non solo un momento di svago e relax, ma anche un’importante occasione di crescita. Ecco perché la cooperativa sociale Il Piccolo Principe, di Casarsa della Delizia, in collaborazione col team della Tana in Val Resia e della cooperativa Farfalle nella Testa di Bordano, ha organizzato, per il terzo anno consecutivo, il progetto di turismo inclusivo “Anche io Amo Viaggiare” destinato a persone in difficoltà o con disabilità. Un sogno che è diventato realtà quest’anno per 13 persone (suddivise in due gruppi distinti) che dall’1 all’11 settembre scorsi hanno soggiornato in Val Resia, grazie al sostegno di Fondazione Friuli, che ha finanziato il progetto.
«L’idea nuova di “Anche io Amo Viaggiare” – ha spiegato Giuliana Colussi, responsabile dell’Area Integrazione Sociale – è quella di portare gli ospiti a vivere il territorio non soltanto dal punto di vista naturalistico, ma anche e soprattutto dal punto di vista culturale e sociale. Le attività non sono state pensate per la disabilità, ma al contrario, seguendo l’esempio del turismo lento ed esperienziale, sono attività per tutti che con dei piccoli accorgimenti sui tempi e sulle esigenze individuali, risultano idonee anche a persone con bisogni speciali».

Il programma in Val Resia ha previsto diverse tappe: la visita ai principali musei, l’esplorazione dei più interessanti siti naturalistici tra cui il Fontanone di Barman e la Sella Carnizza, la visita al Centro visite del Parco naturale delle Prealpi Giulie che ha permesso al gruppo di entrare in contatto con il territorio e i suoi ritmi antichi, la visita del Museo dell’Arrotino e all’abitato di Stolvizza che ha consentito di prendere confidenza con la popolazione, con gli usi e i costumi tipici della Val Resia, la visita a Bordano alla Casa delle Farfalle, caratterizzata da un laboratorio didattico a tema naturalistico e dall’immersione nella foresta tropicale e l’esplorazione delle rive del Lago di Cavazzo. I due gruppi sono stati accompagnati da 6 educatori (il primo gruppo includeva persone con bisogni assistenziali elevati, quindi la necessità di garantire la presenza di 4 educatori), da 1 volontaria e da 2 guide naturalistiche. «Molto emozionante l’esperienza in Malga Confin – ha aggiunto Giuliana Colussi – dove i partecipanti si sono potuti cimentare nei lavori da malgaro tra cura degli animali e lavoro in latteria. E poi, durante le serate, sono state fatte camminate notturne per ascoltare le “voci della foresta” ed osservare il cielo. Non sono mancate neppure le musiche e le danze tipiche del territorio della Val Resia accompagnate da un ottimo barbecue preparato in collaborazione con i partecipanti».

Il progetto “Anche io Amo Viaggiare”, finanziato da Fondazione Friuli, costituisce per i partecipanti un’importante occasione di conoscenza del territorio, di inclusione sociale e di crescita personale, visto che per molti rappresenta l’unica occasione di vivere una vacanza in autonomia. «Si tratta di un momento di fraternità e amicizia – hanno fatto sapere gli educatori – in cui la cornice naturale costituisce lo sfondo perfetto per rapporti interpersonali rilevanti e duraturi». Infatti, grazie al progetto, è stata offerta la possibilità alle persone con disabilità e agli altri partecipanti di sperimentare momenti di socialità e svago al di fuori del contesto familiare. «L’opportunità è unica per vivere momenti di condivisione lontani da casa, ognuno con le proprie abitudini – hanno aggiunto gli educatori -. Ciascuno si è trovato ad affrontare una condivisione nuova di spazi e tempi all’insegna del clima da vacanza ed è stato un modo per conoscersi meglio. E se per alcuni è uno dei tanti viaggi, per altri è un’esperienza nuova in cui le emozioni e l’allontanamento dalla famiglia diventano un momento di crescita. Il viaggio in Val Resia ci ha permesso di scoprire la montagna vicino a noi, con i suoi tesori naturali e le imprese dell’uomo che sa relazionarsi con la natura. Cose semplici che ci avvicinano alla natura fino a toccarla».

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In copertina e  all’interno alcune immagini della bella esperienza a Malga Confin in Val Resia.