Scende il sipario sul Gran Premio Noè: un premio a Giovanni Dri storico produttore del Ramandolo e ai Colli orientali del Friuli unica area con Docg

di Giuseppe Longo

GRADISCA – Il Ramandolo Docg sarà oggi il grande protagonista della terza e ultima giornata del Gran Premio Noè 2024, a Gradisca d’Isonzo, che ieri ha ospitato l’attesa cerimonia di premiazione, alla quale è intervenuto, nella splendida cornice del Teatro Comunale, anche l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier. Come è noto, l’edizione di quest’anno è dedicata ai vini passiti e dolci, tra cui Picolit, appunto Ramandolo, Verduzzo, Traminer, Moscato e molti altri, prodotti in Friuli Venezia Giulia, Alto Adige, Slovenia e Istria croata. «Una premiazione che guarda all’eccellenza dei nostri prodotti e, in particolare, di alcune tipologie di vini che sono importanti per comprendere come la capacità produttiva del Friuli Venezia Giulia riesca ad avere un forte impatto sul mercato anche nel settore dei vini dolci e passiti», ha detto al riguardo l’esponente della Giunta Fedriga. «Si tratta – ha aggiunto – di vini che raggiungono livelli di qualità altissimi e un altrettanto elevato numero di estimatori dentro e fuori i confini regionali e nazionali. È giusto valorizzare anche queste tipologie per avere una panoramica completa delle produzioni vitivinicole del nostro territorio». Con l’assessore regionale sul palco anche il sindaco Alessandro Pagotto, orgoglioso che la bellissima cittadina, fortezza della Serenissima, possa esprimere una così qualificata manifestazione affidata alla competente regia di Stefano Cosma.


Ma torniamo alle proposte conclusive di oggi. Alle 11.30, nella cornice dell’Enoteca regionale “La Serenissima” – un autentico gioiello, nello storico palazzo dei Provveditori Veneti, che è ancora in attesa di essere adeguatamente rilanciato e valorizzato -, sarà proprio il dottor Cosma a guidare una originale e quanto mai interessante degustazione di Ramandolo Docg abbinato ai rinomati Esse di Raveo. Biscotti che, in questa occasione, sostituiscono quelli classici – i tradizionali “uessuz” – che a Nimis venivano prodotti dalla famiglia di Luigi Grassi, all’ombra dell’antica Pieve dei Santi Gervasio e Protasio. Ma il loro forno, purtroppo, è ormai chiuso da anni e anche per i famosi biscotti da bagnare in un calice di biondo Ramandolo è calato il sipario. E a proposito di questo grande vino dolce-non dolce, per la sua rilevante consistenza tannica, che nell’ormai lontano 2001 è stato il primo in Friuli Venezia Giulia a beneficiare proprio della Docg, la denominazione di origine controllata e garantita, fra i vignaioli premiati ieri a Gradisca c’era anche Giovanni Dri (Il Roncat), storico produttore di Nimis, autentico pioniere nella valorizzazione di questo inimitabile vino protetto, appunto, da ventitré anni dal massimo riconoscimento di qualità. Nell’occasione, un riconoscimento è andato anche a Paolo Valle, presidente del Consorzio per la tutela dei vini Doc Friuli Colli orientali e Ramandolo, l’unica area che nella nostra regione esprime Docg, per cui accanto al Ramandolo ci sono Picolit e Rosazzo.

Il produttore Giovanni Dri

Paolo Valli (Friuli Colli orientali)

Nel pomeriggio, alle 16, il programma conclusivo proseguirà con la presentazione del libro “Sentieri e cibi locali” realizzato da Gal Carso-Kras e Torre-Natisone, con una delle autrici, Isabella Franco, e degustazione di gubane e vini dolci. Ricordiamo, infine, che la manifestazione sarà aperta oggi dalle 11 alle 20. E con questo appuntamento scenderà, dunque, il sipario sulla storica rassegna gradiscana che riveste un importante significato per la promozione dell’intero Vigneto Fvg. Ricordiamo al riguardo che la manifestazione, beneficiante del sostegno della Regione Fvg, è nata nel 1965 con l’intento di costituire una vetrina dei migliori vini e delle migliori aziende vitivinicole regionali, nonché per premiare viticoltori della regione e personaggi di respiro internazionale. Arrivederci, allora, alla prossima edizione, quando il Gran Premio Noè festeggerà i suoi 60 anni!

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In copertina e all’interno la cerimonia di premiazione presenti l’assessore regionale Stefano Zannier, il sindaco Alessandro Pagotto e il regista della rassegna gradiscana Stefano Cosma.

Friuli Colli orientali e Ramandolo, bilancio di un anno difficile. Zannier: ora apriamoci a nuovi mercati

«Siamo difronte ad un cambiamento della domanda che vede il consumatore maggiormente orientato verso vini più freschi e meno impegnativi rispetto al passato, pur non abbandonando le tipologie consolidate. Per questo, a partire dal 2025, valuteremo con i Consorzi la possibilità di aprirsi a nuovi mercati anche attraverso la partecipazione a nuovi appuntamenti espositivi oltre a Verona, Parigi e Düsseldorf, dove la presenza del Friuli Venezia Giulia è ormai consolidata». Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, ieri a Villa di Toppo Florio a Buttrio – sede anche di un bellissimo museo dedicato alla civiltà del vino friulano – dove è avvenuta la presentazione del rapporto “Le stagioni e le uve – annata 2023” realizzato dal Consorzio tutela vini Friuli Colli orientali e Ramandolo, presieduto da Paolo Valle. Il compendio è redatto ogni anno, dal 2007, dai tecnici del Consorzio e raccoglie tutte le informazioni che riguardano la produzione dell’annata.

L’assessore Zannier ieri a Buttrio.


«Il rapporto del 2023 ci restituisce lo spaccato di un’annata difficile, rovinata dalle forti grandinate e dalle difficoltà meteorologiche – ha osservato ancora l’esponente della Giunta Fedriga -; ciononostante, le vendemmie che sono arrivate a compimento, seppure con quantitativi minori, hanno garantito buoni livelli di qualità».
Come ha spiegato di fronte a un folto uditorio Matteo Bellotto, scrittore e ideatore della Tasting Academy, nonché autore della pubblicazione assieme a Luca Governo e Francesco Degano – oltre che animatore delle Grandi verticali proposte con successo in questi mesi dalle Città del vino Fvg -, tutte le informazioni contenute nella relazione vengono trasformate in una narrazione autentica del vino, vitigno per vitigno, annata per annata, così che ogni vino acquisisca una sua specifica identità.
Il potenziale insito in questo modo di descrivere e assaporare il vino è tale da aver suscitato l’interesse di molti altri Consorzi italiani verso l’esperienza nata nei Colli orientali. Un unico altro Consorzio, infatti, quello del Prosecco Valdobbiadene Docg, svolge un’indagine simile ma su un unico vitigno, la Glera (uva base appunto delle bollicine che hanno conquistato il mondo), mentre il rapporto elaborato dal Consorzio Colli Orientali e Ramandolo sviluppa la ricerca su tutte le 23 varietà coltivate in quest’area, dalle quali si rileva, tra l’altro, il germogliamento, la fioritura, lo stato di maturazione stagione per stagione, la vendemmia.
«Questo è sicuramente un unicum a livello nazionale ed un modello che può essere esteso ad altri Consorzi ed esperienze», ha concluso l’assessore Zannier riferendosi anche al lavoro della Tasting Academy. Una carta di identità del vino che è unica e irripetibile e che è un innovativo sistema di promozione del territorio e dei suoi prodotti vitivinicoli.

Friuli Colli orientali e Ramandolo eccellenza del Vigneto Fvg: domani a Cividale il brindisi dei 50 anni

(g.l.) «Eventi come l’occasione di questa sera nella meravigliosa cornice dell’Abbazia di Rosazzo costituiscono importanti momenti di promozione delle nostre eccellenze regionali e i vini Doc dei Colli orientali rappresentano senz’altro un esempio di prodotti, non solo di alta qualità ma anche di fama e raffinatezza. I partecipanti alla serata sapranno diventare “ambasciatori” in grado di raccontare il territorio del Friuli Venezia Giulia e le sue specialità aumentando così anche l’attrattività del turismo enogastronomico». Lo ha affermato ieri sera l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, a margine della cena di gala nel millenario complesso monastico sopra Manzano, dove gli chef, entrambi con due Stelle Michelin, Emanuele Scarello e Matteo Metullio, hanno esaltato i vini dei Colli orientali in un originale viaggio del gusto.

Paolo Valle con l’assessore Zannier.

La cena di gala rientrava tra gli eventi previsti per celebrare i 50 anni della nascita della Doc Colli orientali del Friuli (l’anniversario cadeva esattamente nel 2020, ma si è dovuto ovviamente rinviare per la emergenza pandemica) e quindi del Consorzio di tutela dei vini costituito ufficialmente a Cividale e che oggi (presieduto da Paolo Valle) riunisce oltre duecento viticoltori della famosa area viticola che producono circa 80 mila ettolitri di vino all’insegna di una delle Denominazioni di origine più antiche d’Italia. Alla ragione sociale del Consorzio si è aggiunta in tempi più recenti la specificazione Ramandolo che si riferisce alla prestigiosa Docg nata per prima in Friuli Venezia Giulia sulle colline tra Nimis e Tarcento, ai piedi del monte Bernadia.
«In questi ultimi anni il Consorzio – ha aggiunto l’assessore – ha senz’altro cambiato marcia cercando di lavorare in squadra e con sinergia, abbandonando l’approccio delle singole aziende e puntando invece sul concetto di territorio. Nei Colli orientali si è capita da tempo l’importanza del supporto unitario alle imprese per migliorare le capacità produttive e cogliere i vantaggi dell’innovazione. Non è un caso – ha evidenziato infine Zannier – se anche gli oltre duemila ettari vitati dei Colli orientali portano il Friuli Venezia Giulia a essere la regione italiana con il rapporto tra superficie vitata e superficie agricola che è più del doppio rispetto a quello delle altre regioni. Questo anche per il costante impegno e la continua collaborazione con l’Ersa
nella ricerca di una sempre maggiore qualità. La strada è quella giusta, ma va perseguita anche per vincere le prossime sfide».
Il calendario degli eventi per il cinquantesimo del Consorzio Friuli Colli orientali e Ramandolo prevede, come è noto, due ulteriori importanti appuntamenti per domani 15 luglio: il brindisi aspettando il tramonto sul Ponte del Diavolo a Cividale e l’iniziativa “A cena con il vignaiolo” attraverso la quale dodici ristoranti della città longobarda – prima sede del Consorzio di tutela, che oggi invece è ubicato a villa Nachini Cabassi a Corno di Rosazzo – hanno immaginato un menu da abbinare ai vini della Denominazione per raccontarne la storia che affonda in un ricco passato rappresentato dallo Spadone del Patriarca Marquardo, divenuto simbolo ufficiale della Doc.

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In copertina, vigneti della Docg Ramandolo ai piedi del monte Bernadia a Nimis.

“Oro di Ramandolo”, a Nimis un brindisi per i 20 anni della Docg la prima in Friuli

Era il 2001, per la precisione il 26 ottobre, quando la Gazzetta Ufficiale pubblicava il disciplinare di produzione del primo vino a Docg (denominazione di origine controllata e garantita) del Friuli Venezia Giulia: il Ramandolo. Il ventesimo compleanno, nelle intenzioni dei produttori, si sarebbe dovuto celebrare in maniera adeguata, in particolare con una edizione speciale della bellissima iniziativa “Oro di Ramandolo”, il “tour enogastronomico tra cantine e colline” che soprattutto nelle ultime edizioni – quelle del 2018 e 2019 – si è rivelata un importante strumento di promozione del territorio di produzione. Le restrizioni legate alla pandemia hanno, però, costretto a rinviare ogni evento a tempi migliori. Tuttavia, i produttori di Ramandolo hanno voluto ricordare il ventennale con un brindisi ospitato nella sala consiliare di Nimis che, non a caso, ha una intera parete ricoperta di gigantografie tratte dal ricco volume pubblicato in coincidenza con l’ottenimento della Docg.

Il brindisi dei 20 anni in Municipio.

Ha fatto gli onori di casa Paolo Comelli, presidente dell’Associazione “Oro di Ramandolo” nata nel 2012 dopo che, l’anno precedente, il Consorzio di tutela era confluito in quello dei Colli orientali del Friuli, che da qualche anno, come è noto, ha trasferito la sede da Cividale a Corno di Rosazzo. Comelli ha ripercorso brevemente la storia recente del Ramandolo, dal riconoscimento all’inizio degli anni Ottanta della sottozona dei Colli orientali – ritagliata tra Nimis e Tarcento -, alla nascita del Consorzio nel 1988 e al successivo ottenimento della Docg appunto nel 2001. «Quando ci rechiamo a qualche manifestazione, come alla Fiera di Cremona poche settimane fa – ha sottolineato –, constatiamo che il nostro vino riscuote sempre grande apprezzamento; e, nonostante la pandemia, negli ultimi due anni abbiamo assistito ad una riscoperta del nostro territorio, già ben frequentato da ospiti stranieri, anche da parte di turisti italiani. Questo vuol dire che, superato il momento contingente, dobbiamo impegnarci tutti per crescere ulteriormente».
Comunicare il vino ed il territorio in cui nasce è stato il tema ribadito da Paolo Valle, presidente del Consorzio tutela vini Friuli Colli Orientali e Ramandolo, intervenuto con il tecnico Mariano Paladin e il responsabile delle pubbliche relazioni Matteo Bellotto, presente il rappresentante locale nel consiglio direttivo, Maurizio Zaccomer. «La pandemia – ha detto – ci ha costretti ad annullare anche i festeggiamenti per i nostri 50 anni, compiuti nel 2020; ma abbiamo investito sulla creazione della Tasting Academy, uno strumento che, grazie alla professionalità e all’impegno dello staff consortile si sta dimostrando strategico per innalzare in Italia e all’estero il livello di conoscenza dei nostri vini, delle nostre aziende e del nostro territorio». In mezzo secolo, ha ancora osservato Valle, la tecnica ha fatto passi da gigante consentendo di ottenere prodotti di grande pregio, ma non sempre la comunicazione si è rivelata adatta per farli adeguatamente conoscere ai consumatori, per cui bisogna puntare di più proprio sui mezzi per divulgare quanto offre il Vigneto Fvg .
Il saluto dell’amministrazione comunale di Nimis è stato portato dal sindaco, Gloria Bressani, che ha assicurato il pieno sostegno delle istituzioni alle iniziative di promozione, quando l’emergenza sanitaria permetterà di potere ricominciare ad operare, facendo altresì riferimento al progetto di ciclovia che attraverserà anche la zona del Ramandolo Docg, con una sicuramente interessante ricaduta turistica sul territorio. A brindare con i produttori – sono state stappate alcune rinomate etichette – anche Giuseppe Longo, assessore comunale all’agricoltura quando, appunto, nei primi anni Ottanta assieme alla Cooperativa agricola di Ramandolo, allora guidata da Dario Coos, si gettarono le basi per la tutela del prestigioso vino, ottenendo dapprima, con un iter molto complesso, il riconoscimento della ricordata sottozona all’interno dei Colli orientali del Friuli, più tardi promossa attraverso una lungimirante iniziativa nella ricordata denominazione di origine controllata e garantita, il massimo grado di tutela della qualità di un vino.

Vigneti nella zona di Ramandolo.

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In copertina, la vendemmia dei grappoli di Verduzzo che danno origine al Ramandolo Docg.

Città del vino, domani nella diretta web Corno di Rosazzo e i Colli orientali

“In Viaggio per le Città del Vino”, serie di incontri online dell’Associazione nazionale Città del Vino, dedica la sua prossima puntata a Corno di Rosazzo e al nuovo progetto “Friuli Colli Orientali Academy”, realizzato in occasione dei 50 anni della Doc Friuli Colli Orientali e del suo Consorzio di tutela che, come è noto, ricorrevano nel 2020. Diretta sulla pagina Facebook Città del Vino domani 14 maggio, alle ore 11.

Maurizio D’Osualdo

(Foto Maila Persoglia)

«Il progetto – anticipa Maurizio D’Osualdo, vicesindaco del Comune di Corno di Rosazzo e vicecoordinatore delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia – consiste in una Tasting Academy, per la formazione di alto livello dei professionisti e aperto tutti i giorni su prenotazione. Nell’Academy, rispettando le norme sanitarie, si può in autonomia degustare vini provenienti da tutta la Doc con focus dedicati periodicamente a ogni singola zona dei Colli Orientali e del Ramandolo. C’è anche una postazione multimediale per i collegamenti online. Un progetto innovativo dedicato a ristoratori, gestori di enoteche, sommelier, giornalisti e winelovers».
Parteciperanno all’incontro, oltre allo stesso D’Osualdo, Paolo Valle e Mariano Paladin, presidente e direttore del Consorzio Colli Orientali e Ramandolo (che ha sede proprio a Corno di Rosazzo, a villa Nachini Cabassi), Matteo Bellotto, progettista della Friuli Colli Orientali Academy; Giuseppe Festa, professore associato al Dipartimento di Scienze economiche e statistiche dell’Università di Salerno. Moderatrice Iole Piscolla, giornalista e responsabile Area Turismo dell’Associazione nazionale Città del Vino. Ricordiamo che i due precedenti incontri web avevano riguardato lo Schioppettino di Prepotto e Povoletto con il suo progetto vitivinicolo.

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In copertina e qui sopra due splendide immagini di Spessa e di Savorgnano colte dall’obiettivo di Fabrice Gallina.

 

Da “Calici di Stelle” un aiuto al Vigneto Fvg a uscire dal tunnel

di Giuseppe Longo

PREMARIACCO – «E quindi uscimmo a riveder le stelle»: non poteva esserci motto più adatto, se non quello contenuto nelle parole che concludono l’Inferno della  Commedia dantesca, per fotografare il “clima” in cui avviene questa nuova edizione di “Calici di Stelle”. Parole, quelle del Sommo Poeta – prese a prestito alla vigilia delle celebrazioni per i 700 anni della morte -, che invitano ad avere fiducia nella cosiddetta ripartenza dopo i tanti problemi e le gravissime ripercussioni economiche che l’emergenza sanitaria ha causato anche al settore della vite e del vino. Insomma, un inno alla speranza, alla forza di volontà, al coraggio di uscire finalmente da quell’oscuro tunnel  dei tre mesi di lockdown, per dare nuovo slancio e sviluppo al Vigneto Fvg.

Brindisi a Calici di Stelle 2020.

E proprio in un vigneto fra i più belli dei Colli orientali del Friuli, a Orsaria di Premariacco, alle spalle di Buttrio e Manzano, è avvenuta ieri pomeriggio, nelle luci del tramonto, la presentazione ufficiale di questa specialissima “Calici di Stelle 2020”, la grande manifestazione di mezza estate dell’Associazione nazionale Città del Vino e del Movimento Turismo del Vino che nella nostra regione si terrà in contemporanea con il resto d’Italia, dal 2 al 13 agosto, in 15 località per un totale di ben 19 appuntamenti all’insegna dell’enoturismo. Una ripartenza, dunque, dopo la fase acuta di Covid-19 alla ricerca di una nuova normalità, quella di cui tutti abbiamo tanto bisogno. Ricordiamo subito che l’affermata manifestazione gode del sostegno di Promoturismo Fvg, Strada del Vino e Sapori del Friuli Venezia Giulia e di BancaTer, nonché del patrocinio dell’Agenzia nazionale turismo.
E proprio tra le vigne, i cui grappoli cominciano a cambiare colore – spinti anche dal caldo di queste giornate -, è stato illustrato il “canovaccio” della manifestazione che prenderà il via domenica prossima sul Ponte dello Schioppettino, protagonisti i viticoltori di Dolegna e Prepotto, espressioni del Collio e dei Colli orientali, quindi per la terza volta consecutiva con un evento unitario di grande suggestione, per continuare a Casarsa della Delizia (con due eventi), Sequals, Duino Aurisina, Capriva del Friuli, Aquileia, Buttrio, Corno di Rosazzo, Bertiolo, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Trivignano Udinese. In più, rispetto allo scorso anno, ci saranno le new entry di Camino al Tagliamento e Cormòns.

Un settore degli intervenuti.

«Un grande e intenso lavoro nelle ultime settimane – ha spiegato Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del Vino – che ha reso possibile quello che la scorsa primavera sembrava difficile da attuare: in questo senso, la nostra regione si pone in prima linea in Italia, dove in questa annata così particolare verranno organizzati eventi di Calici di stelle in una settantina di Città del Vino e tra queste ben 15 sono del Friuli Venezia Giulia. Un grande risultato reso possibile dagli amministratori dei Comuni interessati, dai volontari a partire da quelli delle Pro Loco che collaborano all’organizzazione, alla sinergia con le cantine, i Consorzi Doc, gli sponsor a partire da BancaTer e la Regione Fvg. Ora siamo pronti a brindare in sicurezza, rispettando le normative sanitarie: attendiamo gli enoturisti del territorio, sperando anche di richiamarne da oltre i confini regionali».
Un auspicio, questo, che era stato formulato anche da Dario Ermacora – perfetto padrone di casa nella splendida cornice della Cantina Fantin Nodar, circondata da una corona di suggestivi vigneti dei Colli orientali – e, concludendo i lavori, dal consigliere regionale Mauro Di Bert. Trattenuti da altri impegni gli assessori delle Attività e Turismo, e delle Risorse agroalimentari, Sergio Emidio Bini e Stefano Zannier, è stato proprio Di Bert a portare l’adesione e il sostegno dell’amministrazione guidata da Massimiliano Fedriga, ponendo l’accento, nella ripartenza, ma soprattutto nel successivo rilancio, sulla inderogolabile necessità, da parte dei produttori, di lavorare con spirito unitario e sinergico. «Chi progetta vince, chi si ferma perde – ha sottolineato, infatti, l’esponente di Piazza Oberdan –: l’iniziativa di Calici di stelle è un ottimo esempio di questa nostra capacità come sistema regionale di ripartire, tutti insieme, per rispondere all’emergenza che la scorsa primavera ci ha bloccati. Per cui la Regione è con convinzione al fianco degli organizzatori».

L’intervento di Valter Pezzarini.

Nell’allestimento della manifestazione, un ruolo fondamentale è rivestito, come aveva rilevato Venturini, dal volontariato, sempre attivo e pronto a dare una mano per le giuste cause. Come un invito a nozze per Valter Pezzarini, presidente del Comitato regionale delle Pro Loco d’Italia, il quale ha sottolineato il sostanziale apporto che queste benemerite associazioni assicurano per far conoscere le eccellenze friulane e da molti anni proprio per l’organizzazione di Calici di Stelle, evento che beneficia anche dell’appoggio convinto dei Consorzi fra produttori, come quello dei Colli orientali e Ramandolo, rappresentato nell’occasione dal vicepresidente Demis Ermacora – che ha portato il saluto di Paolo Valle – e quello del Collio, guidato da David Buzzinelli. Entrambi hanno sostenuto l’importanza di un lavoro di squadra, nel quale – hanno assicurato – le cantine sono pronte a fare la loro parte.

Per lo sponsor ufficiale è intervenuto, invece, Germano Zorzettig. «Il mondo economico, compreso quello del vino – ha affermato il consigliere di BancaTer -, sta vivendo grandi sfide e momenti difficili, quindi siamo convinti nel sostenere questi eventi che aiutano nella ripartenza». Era presente anche Loris Basso, presidente dell’Ente Friuli nel Mondo (a significare come gli emigranti, assieme al vino di qualità prodotto dal Vigneto Fvg, siano tra i grandi alfieri della nostra terra a livello internazionale), oltre che leader del Ducato dei Vini Friulani e Ambasciatore per le Città del Vino.
Numerosi i sindaci  e gli amministratori in rappresentanza dei quindici Comuni che si apprestano ad accogliere Calici di Stelle 2020 che, come detto, ha debuttato ufficialmente nella suggestiva cornice dei vigneti dei Colli orientali del Friuli, sui dolci rilievi a sud di Premariacco. Una formula innovativa, peraltro suggerita dalla necessità dell’ormai famoso “distanziamento sociale” richiesto da Coronavirus, che è molto piaciuta, tanto che sarà riproposta fin dal prossimo anno alternandosi tra le varie aree produttive del territorio regionale. In alto i calici dunque – a cominciare da quelli degli splendidi bianchi Cof con le etichette Ermacora e Fantin Nodar, proposti a suggello della presentazione – brindando alle nuove fortune dei vini friulani che si sono fatti conoscere e apprezzare in tutto il mondo. Come scrisse Dante, torneranno finalmente a “riveder le stelle”.

Vigneti Colli orientali a Orsaria.

CALICI DI STELLE 2020

2 agosto Dolegna del Collio e Prepotto, Ponte dello Schioppettino
6 agosto (alle 21) Casarsa della Delizia Antico frutteto Palazzo Burovich De Zmajevich
7 agosto Sequals, Corte Morea; Duino Aurisina, infopoint Promoturismo FVG-Sistiana; Capriva del Friuli, Piazza Vittoria; Aquileia, Piazza Capitolo e Piazza Patriarcato
8 agosto Buttrio, Villa di Toppo Florio; Capriva del Friuli, Piazza Vittoria; Aquileia, Piazza Capitolo e Piazza Patriarcato
9 agosto Aquileia, nelle Cantine aderenti; Corno di Rosazzo, Villa Nachini Cabassi
10 agosto Bertiolo, piazza della Seta; Gradisca d’Isonzo, piazza Unità; Casarsa della Delizia Antico frutteto Palazzo Burovich De Zmajevich
13 agosto Latisana, Piazza Indipendenza e Parco Gaspari; Trivignano Udinese, La Corte dei Vizi; Camino al Tagliamento, Casa Liani; Cormòns, Piazza XXIV Maggio

PARTECIPAZIONE – La partecipazione agli eventi, in ossequio alle normative sanitarie in vigore, è su prenotazione obbligatoria ai singoli eventi, contattando gli organizzatori (tutte le info sul sito web in fase di attivazione www.cittadelvinofvg.it). Inizio alle 19.30 (salvo diversa indicazione nelle seguenti date e luoghi.

CONTEST – Anche per questa edizione è indetto dall’associazione nazionale Città del Vino il premio “La Stella di Federica: miglior foto di Calici di Stelle 2020”, destinato alle tre fotografie scattate dagli enoturisti che meglio valorizzano la relazione fra l’iniziativa e l’ambiente circostante. Anche il coordinamento regionale del Friuli Venezia Giulia aderisce al contest, promuovendo l’invio delle foto alla sua casella email calicidistellefvg@gmail.com. Attiva anche la pagina Facebook @cittavinofvg.

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In copertina, Tiziano Venturini, con Di Bert e Pezzarini, mentre presenta “Calici di Stelle 2020”.

 

Colli orientali del Friuli, 50 anni di storia sulla strada della qualità

di Giuseppe Longo

Oggi è il 20 luglio. Ed esattamente in questa stessa giornata di 50 anni fa veniva approvato, con decreto del presidente della Repubblica – capo dello Stato era Giuseppe Saragat – il disciplinare della Doc Colli orientali del Friuli (la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale 247 del 30 settembre successivo), la seconda denominazione di origine controllata istituita nella nostra regione dopo quella del Collio Goriziano, che fu apripista nel mettere a frutto le disposizioni della famosa legge istitutiva, la 930 del 1963. Cinquant’anni di storia, dunque, per i vini tutelati dal Consorzio contraddistinto dal marchio con lo Spadone di Marquardo e che sovrintende un ampio territorio che va dal lembo più settentrionale di Nimis e Tarcento – dove è stata ritagliata pochi anni dopo la zona del Ramandolo, evoluta nella prima Docg del Friuli Venezia Giulia -, per continuare verso Attimis, Faedis e Povoletto, con le bellissime colline di Savorgnano del Torre e Ravosa. Quindi, Torreano, Cividale, San Pietro al Natisone, Prepotto, a due passi dal confine con la Slovenia, Corno di Rosazzo, Buttrio, Manzano, San Giovanni al Natisone e Premariacco, con Ipplis e Rocca Bernarda. Piccole porzioni vitate sono comprese anche nei Comuni di Magnano in Riviera, Moimacco, Reana del Rojale e Tricesimo. La sede consortile, fin dall’inizio ubicata nella città ducale, da qualche anno è stata trasferita nella storica cornice di villa Nachini Cabassi a Corno, paese i cui vigneti s’incrociano con quelli del Collio nel limitrofo Comune di Cormons. Il Consorzio di tutela Friuli Colli orientali e Ramandolo – oggi presieduto da Paolo Valle – riunisce circa 200 soci, la maggioranza dei quali vende i vini imbottigliati. I vigneti (2 mila ettari iscritti all’albo) producono oltre 80 mila ettolitri di vino Doc, dei quali almeno il 30 per cento viene commercializzato all’estero. Un’esportazione destinata prevalentemente all’Europa, ma che non esclude Paesi lontani, tra i quali soprattutto Stati Uniti d’America e Giappone.

Paolo Valle

Oltre a quella del Ramandolo, negli anni hanno visto la luce anche le Docg Picolit e Rosazzo, oltre ad alcune prestigiose sottozone – “cru” per dirla con i francesi – che vanno sotto i nomi di Cialla (Ribolla gialla, Verduzzo friulano, Refosco dal peduncolo rosso, Schioppettino, Bianco e Rosso), Refosco di Faedis, Ribolla gialla di Rosazzo, Pignolo di Rosazzo e Schioppettino di Prepotto. La denominazione “Friuli” Colli Orientali – è questa attualmente la qualificazione corretta dopo l’ultima modifica del disciplinare di produzione – con la specificazione di una delle seguenti indicazioni varietali – Chardonnay, Malvasia (da Malvasia istriana), Pinot bianco, Pinot grigio, Ribolla gialla, Riesling (da Riesling renano), Sauvignon, Friulano (da Tocai friulano), Traminer aromatico, Verduzzo friulano, per quanto riguarda i vini bianchi; Cabernet (da Cabernet franc e/o Cabernet sauvignon e/o Carmenere), Cabernet franc, Cabernet sauvignon, Merlot, Pignolo, Pinot nero, Refosco dal peduncolo rosso, Refosco (da Refosco nostrano), Schioppettino e Tazzelenghe, fra rossi – è riservata ai vini ottenuti da uve di vigneti costituiti dai corrispondenti vitigni ed aventi una composizione ampelografica monovarietale minima dell’85% in ambito aziendale. Sono ammesse anche le specificazioni “Friuli” Colli Orientali “Rosso”, “Bianco” e “Dolce”, mentre la menzione “Riserva” è ammessa qualora i vini siano stati invecchiati almeno due anni a decorrere dai primo novembre dell’annata di produzione delle uve.

La zona Doc nella storica cartina.

Il territorio – recita ancora il disciplinare – si estrinseca in una variegata alternanza di colline e pianure che si sviluppano ininterrottamente lungo le direttrici nord-ovest e sud-est, creando delle ampie superfici che possono godere di un’esposizione ottimale per la coltivazione della vite, la quale beneficia di microclimi che rendono queste zone molto vocate. I terreni dei Colli Orientali appartengono al così detto “Flysch di Cormòns” che è costituito da un’alternanza di strati di marne (argille calcaree) e arenarie (sabbie calcificate) dall’aspetto molto tipico. Questo insieme è chiamato in friulano “ponca” ed è facilmente alterabile in presenza di agenti atmosferici (soprattutto pioggia, ghiaccio e sole) e si sgretola velocemente in frammenti scagliosi, i quali in seguito si decalcificano e mutano in giallastro l’originario colore grigioazzurognolo o grigio-plumbeo, fino a dissolversi in terreno argilloso. Queste marne sono solitamente ricche di calcare (ne contengono dal 40 al 60%) e di potassio, leggermente meno di fosforo. I vigneti si collocano tra i 100 ed i 400 metri sul livello del mare, che si trova a una quarantina di chilometri: la maggior parte dei terreni vitati si trova su colline terrazzate, mentre alcuni occupano delle porzioni pianeggianti o con un leggera pendenza.

Questo, dunque, un rapido ritratto dei Colli orientali del Friuli come li conosciamo oggi, dopo un’evoluzione durata appunto mezzo secolo da quel Dpr che li istituì. Cinquant’anni che hanno segnato una crescita qualitativa notevolissima, grazie a produttori appassionati e capaci, assecondati da tecnici preparati e guidati da presidenti consortili lungimiranti – dai primissimi Pietro Rubini e Luigi Rodaro, per arrivare ai più recenti Adriano Gigante, Michele Pavan e, appunto, Paolo Valle – che hanno saputo trasformare questa zona Doc in una delle aree più prestigiose del Vigneto Fvg, producendo vini che hanno conquistato il mondo. Un impegno che sicuramente non mancherà nei prossimi 50 anni, perché i Colli orientali sono attesi da altri importanti traguardi. Sempre sotto l’insegna dello storico Spadone di Marquardo che vide il suo debutto a Cividale in occasione delle tradizionali feste epifaniche di 44 anni fa, dunque pochi mesi prima di quel terremoto che devastò mezzo Friuli e che segnò una svolta per la vita in questa meravigliosa terra friulana. Anche per la sua viticoltura di qualità.

La sede e il marchio.

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In copertina, maturazione dei grappoli al via sui Colli orientali: foto scattata ieri nel Cividalese.

A Buttrio l’ultimo giorno con i 400 vini autoctoni delle Cantine Fvg e Italia

di Claudio Soranzo

Ultimo giorno oggi a Buttrio per la Fiera regionale dei vini che era stata inaugurata ufficialmente venerdì pomeriggio, quando c’era stata una grande festa per lo spegnimento (virtuale) delle 87 candeline della rassegna enologica più antica d’Italia. Niente torta, ma calici alzati per brindare alle migliori fortune con gli spumanti Fvg vincitori del concorso “Filari di Bolle”, proposti dalla Pro Casarsa della Delizia, ospite della manifestazione. E un taglio del nastro da parte delle autorità che ha dato il via alla degustazione di oltre 400 vini autoctoni del Friuli Venezia Giulia e del resto della Penisola, selezionati dalla Guida “ViniBuoni d’ Italia” del Touring Club Italiano.
Il tutto in una Villa di Toppo Florio perfettamente allestita per una manifestazione che richiama ogni anno migliaia di persone ad assaggiare e degustare i vini del territorio e ad accompagnarli con le prelibatezze della regione. Con un corollario di convegni, showcooking, bancarelle con i prodotti tipici e spettacoli e intrattenimenti da far invidia a qualsiasi kermesse del genere.

Brindisi con “Filari di Bolle” e sala gremita all’inaugurazione.

A iniziare i discorsi di rito il presidente della Pro Buri, Emilio Bardus, che ha messo l’accento soprattutto sulla seconda maratona tra i vigneti (alla quale la sera prima avevano partecipato un centinaio di winelovers) con due degustazioni da Petrucco e Conte d’Attimis Maniago, sulla promozione della fiera ai camperisti e sulla mega-lotteria con in palio un’auto Peugeot e tanti altri ricchi premi, non dimenticando della novità di quest’anno: la polenta con la “Farina di Buri”, elaborata con l’Associazione italiana celiaci. Il neo eletto sindaco Eliano Bassi ha quindi detto di aver trovato un Comune vitale, con ben 50 associazioni e realtà imprenditoriali e agricole di altissimo livello. Si è impegnato a valorizzare ulteriormente villa Florio e il suo magnifico parco, “un luogo dove sviluppare un discorso culturale di alto livello, per diffondere ovunque il nome Friuli”. Il saluto dell’amministrazione regionale è stato portato, invece, dall’assessore Pierpaolo Roberti.
Dal canto suo, Liliana Savioli di “ViniBuoni d’Italia” ha ricordato gli otto anni di collaborazione con la fiera, mettendo in evidenza che già da una prima cernita per proporre a Buttrio i migliori vini del Friuli Venezia Giulia aveva notato che “tutti superavano le 4 stelle, cioè gli 85 punti” e che “la scelta molto coraggiosa di portare solo vini autoctoni viene sempre più premiata, in quanto nel mondo c’è sempre più richiesta del vino del territorio”. Un duro lavoro il suo – ma che ha beneficiato della competente e appassionata collaborazione di Cristina Burcheri e Stefano Cosma – per gestire con la Pro Loco più di 400 vini che arrivano da ogni parte d’Italia.

Dopo la presentazione del nuovo presidente del Consorzio di tutela Friuli Colli orientali  e Ramandolo, Paolo Valle, “soddisfatto di aver trovato un consiglio composto da giovanissimi”, sono state effettuate le premiazioni dal titolo “Famiglie tra i filari” a 4 aziende di viticoltori di diversa area geografica (foto sotto): Muzic di San Floriano del Collio, Buiatti Livio e Claudio di Buttrio per i Colli orientali, Pitars di San Martino al Tagliamento per le Grave e Lupinc di Prepotto di Duino Aurisina per il Carso. Applaudito infine l’indirizzo di saluto di Andrea Stedile di CiviBank, sempre molto attenta alle esigenze degli agricoltori del Friuli Venezia Giulia.

Le premiazioni delle quattro aziende.

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IL PROGRAMMA

 

DEGUSTAZIONI GUIDATESaranno tre le degustazioni guidate conclusive che accompagneranno i visitatori della Fiera. Tutte si svolgeranno nella Sala A del primo piano della Villa di Toppo-Florio. I posti disponibili per ciascuna degustazione sono 40.
Alle 16.30 la degustazione dal tema “ Tazzelenghe… un vitigno friulano di razza” a cura di ViniBuoni d’Italia e dei Produttori di Buttrio. Relatore: Stefano Cosma. Per un costo di 20 euro a persona di potranno degustare i vini: Casella – Tazzelenghe 2015 Doc Friuli Colli orientali, Jacuss – Tazzelenghe 2014 Doc Friuli Colli Orientali, Danieli – Tazzelenghe Igt delle Venezie, La Viarte – Tazzelenghe 2015 Doc Friuli Colli orientali, Tenuta Beltrame – Tazzelenghe 2015 Igt delle Venezie, Le due Torri – Tazzelenghe 2013-Igt Trevenezie, Conte d’Attimis-Maniago – Tazzelenghe 2012 Doc Friuli Colli orientali. Alle 11 “Sauvignon d’Italia e del mondo. Ma il miglior Sauvignon d’Italia parla friulano”. Relatore della degustazione Michele Biscardi Fis Fondazione Italiana Sommelier. Per un costo di 25 euro a persona si potranno assaggiare i vini Pitars Braida Santa Cecilia 2018 – California Robert Mondavi 2016 – Nuova Zelanda (Marlborought) Saint Clair 2018 – Francia (Loira) Pascal Jolivet 2017.
Ultima degustazione, alle 19, “Miani e l’interpretazione dei vitigni autoctoni friulani” a cura di “ViniBuoni d’Italia!. Relatori un rappresentante della Guida e della Cantina Miani. Si potranno degustare i vini: Ribolla gialla 2017, Friulano 2017, Malvasia 2017 per un costo di 25 euro a persona.

Nonis, Cortiula e De Filippis agli showcooking, e una degustazione. 

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SHOWCOOKING  – Da non perdere poi gli showcooking organizzati in collaborazione con Despar. Si tratta di laboratori di degustazioni guidate dal titolo “Sapori del Nostro Territorio” con lo chef italo-sloveno Igor Peresson e lo chef sloveno Sinigoj Matjaz, i quali accompagneranno il pubblico in un viaggio alla scoperta dei sapori tipici del Friuli-Venezia Giulia. I laboratori saranno coordinati dal giornalista e critico enogastronomico Giuseppe Cordioli. Appuntamento dunque oggi dalle 11.30 alle 12.45 e dalle 17.30 alle 18.45. Le degustazioni sono gratuite con prenotazione obbligatoria attraverso il sito www.despar.it e si svolgeranno nella Sala B del secondo piano di Villa di Toppo-Florio. I posti disponibili per ciascuna degustazione sono 40. Il tutto era stato preceduto nell’anteprima di giovedì con lo showcooking animato da Fabrizio Nonis e Veronica De Filippis.

SAPORI DA NON PERDEREAnche oggi la ristorazione nel parco e all’esterno della Villa sarà curata da Cucina di Carnia che reinterpreta le ricette della tradizione locale, dai “cjarsons” al “toc in braide”, con una spiccata attenzione verso il territorio e dallo chef Daniele Cortiula che cucinerà anche carne di Pezzata rossa friulana. Sarà possibile degustare inoltre il gelato artigianale de Il Morettino e i dolci di Clocchiatti – Pasticceria gelateria.

Infine, altre immagini della Fiera.

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In copertina, il taglio del nastro con il sindaco Bassi, l’assessore regionale Roberti e il presidente Bardus. 

(Foto di Bluefoto, Pro Buri e Soranzo) 

Friuli Colli orientali e Ramandolo: Paolo Valle il nuovo presidente

di Giuseppe Longo

Cambio della guardia al Consorzio per la tutela dei vini Doc e Docg Friuli Colli Orientali e Ramandolo. Paolo Valle è infatti il nuovo presidente che subentra a Michele Pavan. “Lavorerò per migliorare la qualità dei nostri vini, la sostenibilità e la redditività delle aziende” con ” la voglia di aprirsi e collaborare con gli altri Consorzi di tutela della regione, per ottenere, insieme, sempre nuovi risultati che devono portare, certamente, ad aumentare la qualità dei nostri vini”: questo il suo “manifesto” a favore della prestigiosa zona che va dall’area più settentrionale con Nimis e Tarcento fino a Cividale, Corno di Rosazzo (dove ha sede l’organismo associativo) e Buttrio, dove come appena visto si scaldano i motori per la 87ma edizione della Fiera regionale dei vini.
Una nomina, quella di Valle, che avviene proprio nel bel mezzo di importanti manifestazioni enologiche hanno quali protagonisti d’eccellenza proprio i vini dei Colli orientali, a cominciare dalla grande festa con lo Schioppettino di Prepotto al via domani in riva al Judrio e alla imminente mostra-degustazione di Villa de Claricini, a Bottenicco, che si incrocerà la prossima settimana proprio con la Fiera di Buttrio. Appena sceso invece il sipario sulla cividalese Borderwine e su Cantine Aperte 2019 che pure in questa zona Doc-Docg ha registrato domenica scorsa un pienone, grazie a una “finestra” di bel tempo. Che ora pare sia finalmente ritornato, con la speranza che duri a lungo consentendo ai vigneti di recuperare il consistente ritardo vegetativo accumulato in queste settimane a causa di tanta pioggia e basse temperature.

Vigneti nel Cividalese…

Paolo Valle, dell’azienda Valle di Buttrio, è dunque il nuovo leader del Consorzio per la tutela dei vini Doc e Docg Friuli Colli Orientali e Ramandolo. A coadiuvarlo, nelle sua attività di gestione della importante compagine associativa la cui origine risale a quasi mezzo secolo fa, per i prossimi tre anni, saranno i vicepresidenti Demis Ermacora, di Ipplis, e Maurizio Zaccomer, di Nimis. Valle, che appunto succede a Michele Pavan, ha 54 anni e gestisce l’azienda vitivinicola di famiglia che ha appunto sede alle porte di Buttrio, con una storia importante alle spalle iniziata nel 1954 dal conosciutissimo papà Gigi, con 42 ettari dedicati alla coltivazione della vite.

«Lo spirito con cui mi appresto ad affrontare questo nuovo ruolo – spiega Valle – è quello della continuità, innanzitutto, con l’impegno svolto dal presidente e dal consiglio precedenti, con un occhio attento a mantenere ben saldo l’equilibrio di bilancio del Consorzio. Di sicuro, fin da subito, c’è la voglia di aprirsi e collaborare con gli altri Consorzi di tutela della regione, per ottenere, insieme, sempre nuovi risultati che devono portare, certamente, ad aumentare la qualità dei nostri vini, la sostenibilità, ma anche la redditività per le aziende che li producono, in particolare quelle collinari, più “difficili”».
Il nuovo consiglio di amministrazione, per buona parte rinnovato, ha dato ampio spazio ai giovani vignaioli del territorio con l’elezione di Filippo Butussi, Federico De Luca, Alessio Dorigo, Filippo Felluga, Matteo Lovo, Claudio Novello, Michele Pace Perusini, Michele Pavan, Federico Stroppolatini e Alessio Zorzettig.

Ricordiamo che la superficie rivendicata a Doc Friuli Colli Orientali e Ramandolo è pari a 1.774 ettari. Il vitigno più coltivato è il Tocai friulano (16,7 per cento), con una forte crescita della Ribolla gialla (+4 sull’anno precedente). La produzione di vino Doc supera i 77.700 ettolitri: 65 per cento da uve a bacca bianca, 35 a bacca rossa. Vini di grande prestigio, perché proprio in quest’area si trovano tutte le Docg – il marchio più ambito – del Vigneto Fvg, a cominciare da  quella del Ramandolo, la prima in regione ad avere ottenuto il riconoscimento, cui si sono aggiunte quelle del Picolit e di Rosazzo assieme alle famosissime sottozone – o “cru” per dirla con i francesi – di Cialla e del citato Schioppettino di Prepotto. Vini che sono una “bandiera” da difendere e da valorizzare. Tanti auguri, presidente Valle!

… e nella zona di Ramandolo.

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In copertina, Paolo Valle, 54 anni, nuovo leader dei Colli orientali.