Quando la vitivinicoltura sale in montagna: a Forni di Sotto due giorni con i Piwi Wines e il “resistente” Solaris

di Giuseppe Longo

Il clima in questi ultimi decenni è molto cambiato, le temperature si sono elevate e la vitivinicoltura oggi è possibile anche in alta quota grazie all’impiego di nuovi vitigni – le varietà “resistenti”, ormai a livello internazionale conosciute come Piwi – che hanno cominciato a dare interessanti risposte a chi ha deciso di sperimentarli. Come è avvenuto, per esempio, in Carnia, con punto di riferimento Forni di Sotto, dove da alcuni anni è stata avviata con successo una importante sperimentazione, con l’impianto di alcune nuove varietà, tra le quali il Solaris. Ed è proprio su questa che ruoterà un ricco convegno che si articolerà nelle giornate del 3 e 4 maggio, dal titolo “Piwi Wines: uno sguardo alle prospettive globali partendo dal Solaris”. Regista dell’evento il dottor Roberto Baldovin, presidente della Rete di impresa “Adalt”, il quale anticipa che si tratterà di «un’opportunità senza precedenti per immergersi nel mondo affascinante dei vini “resistenti” con approfondimenti guidati da ospiti e relatori illustri». Baldovin è, infatti, il responsabile dell’intera operazione riguardante la viticoltura montana che ha beneficiato anche del determinante apporto dell’enologo Paolo Valdesolo. A ispirare il progetto è stata proprio la disponibilità di nuove varietà resistenti al freddo e alle malattie. Obiettivi? La riconversione di terreni agricoli incolti e la possibilità di offrire nuove opportunità di lavoro. Proprio fruendo di varietà resistenti agli attacchi fungini, e quindi in perfetta sintonia con l’esigenza di difendere l’ambiente richiedendo meno trattamenti, ma anche alle avversità climatiche, come appunto le basse temperature della montagna.

L’evento si terrà dunque, venerdì e sabato prossimi, proprio a Forni di Sotto «dove il vitigno Solaris – aggiunge Baldovin – ha raggiunto vette di eccellenza grazie alle
peculiarità di questa incantevole zona montana». Il programma della due giorni carnica promette sessioni tecniche coinvolgenti con produttori di vino, giornalisti e sommelier. Saranno inoltre proposte masterclass, degustazioni e due cene aperte al pubblico, arricchite dai piatti tipici della Carnia e dai vini Piwi. «Non mancate – aggiunge il tecnico – quest’occasione unica per scoprire, degustare e celebrare il mondo dei vini “resistenti”. Un percorso volto alla conoscenza dei Piwi dall’Italia e da tutta Europa: venerdì 3 maggio viaggeremo alla scoperta di vini ottenuti da diverse varietà resistenti, mentre sabato 4 maggio ci concentreremo sul Solaris».
Si comincerà, dunque, venerdì mattina, alle 9, nella sala Azzurra dell’auditorium fornese, mettendo subito a fuoco sfide ed opportunità nel mercato dei vitigni resistenti, la viticoltura montana, residuo zero e certificazioni, clima e malattie; quindi, nella seconda parte del convegno, si punterà l’obiettivo sulla sostenibilità della viticoltura in montagna, le tecniche di vinificazione, l’esperienza in Friuli Venezia Giulia, il profilo enologico delle qualità resistenti, i droni in vigneto. Nel pomeriggio sarà allestito un banco di degustazione con Piwi wines provenienti da tutta l’Europa, oltre a due masterclass: la prima con Mara Micolino (sommelier Ais) e Nicola Biasi (consulente enologo), dal titolo Viticoltura pioneristica: climi freddi e vitigni resistenti; la seconda sarà tenuta dai Vivai cooperativi Rauscedo per presentare le nuove varietà resistenti in fase di registrazione nazionale. La giornata sarà conclusa da una cena di gala con menu carnico a cura degli chef Daniele Cortiula e Fulvio De Santa, accompagnata da un’ampia degustazione di Piwi – ben dieci vini! – provenienti da tutta Europa. La loro degustazione sarà accompagnata dalla sommelier Ais Romina Orlando.


Sabato mattina invece, come detto, obiettivi puntati tutti sul vitigno Solaris con approfondimenti sul progetto Borgo Biologico e Biodistretto, nonché sulle sperimentazioni e su come perseguire la qualità, prospettive di un territorio in evoluzione con base appunto il Solaris in montagna. Quindi, condivisione di esperienze riportate da diverse delegazioni Piwi: Friuli Venezia Giulia, Veneto, Polonia, Danimarca e Svezia. Nel pomeriggio il banco di degustazione, con Piwi wines provenienti da tutta l’Europa, si concentrerà soprattutto sul Solaris, vitigno che poi sarà oggetto di una masterclass che prevede anche l’assaggio di dieci vini provenienti da cinque territori diversi. Seguirà una masterclass tenuta dalla Fondazione “Edmund Mach” di San Michele all’Adige, in Trentino, per la presentazione di nuove varietà resistenti in fase di registrazione nazionale. Anche la seconda giornata sarà conclusa da una cena di gala con la degustazione di dieci Solaris provenienti da tutta l’Europa. Molto numerosi e qualificati i relatori, provenienti anche dall’estero, che si alterneranno nella due giorni sui vini d’alta quota, che saranno aperti dai saluti di Roberto Baldovin, presidente di Adalt, e Claudio Coradazzi, sindaco di Forni di Sotto, che parlerà a anche a nome della Comunità montana della Carnia.


Ricordiamo che la sperimentazione in atto rientra nel progetto Italia-Austria “Biovitis – Viticoltura biologica nelle regioni della Valc Canale, Gaital e Carnia (KGC)”, oggetto di una presentazione che si era tenuta a Tolmezzo, quando erano finiti sotto la lente d’ingrandimento i quattro vigneti montani, posti a quote altitudinali superiori ai 700 metri sul livello del mare, la salubrità delle loro uve, dei mosti e dei vini, attraverso lo studio delle percentuali di rame ed acido gluconico. Si era altresì analizzata la vitalità dei lieviti, per isolare eventuali nuovi ceppi resistenti proprio al freddo. «Il punto di partenza delle indagini – ci aveva riferito a suo tempo il dottor Baldovin, come detto responsabile della sperimentazione – sono i vigneti esistenti nell’area del progetto (uno a Forni di Sotto, uno a Malborghetto-Valbruna e due in Carinzia). Le aziende pioniere si sono affidate ai nuovi vitigni resistenti ai funghi (Piwi): queste varietà possono produrre rese stabili in quantità e qualità anche nelle elevate precipitazioni e nelle condizioni fresche della regione alpina». Nell’ambito del progetto, lo sviluppo e lo stato di salute di questi vigneti sono stati esaminati in modo più dettagliato e confrontati tra loro a livello transfrontaliero. Tra gli obiettivi, inoltre, la creazione di una mappa climatica viticola dell’intera area del progetto.
A partire dal 2015, si sono realizzati campi sperimentali, in particolare, a Drogne di Forni di Sotto (865 metri), nel Comune di Forni di Sopra, a Cella (900 metri) e a Pradàs (940) e perfino a Tavarons (1100!). Durante questi studi le viti sono state sottoposte anche a dure prove climatiche, come la gelata tardiva dell’aprile 2017 – che aveva causato gravi danni in tutto il Vigneto Fvg -, il Burian russo del febbraio 2018 seguito dalla tempesta Vaia di fine ottobre e delle piogge intensissime del novembre 2019. Sono stati impiegati otto vitigni resistenti diversi. Oltre ai citati Solaris e Soreli, Valnosia e Sauvignon Kretos, tutti bianchi, e i rossi Cabernet Cortis, Julius, Merlot Kanthus e Volturnis. Con Baldovin e Valdesolo collaborano al progetto Nicola Macrì (tutor agronomo) e Paolo Antoniali (analisi aromatiche ed isolamento lieviti). Sovrintende all’intera sperimentazione la citata Fondazione “Edmund Mach”.

Alla fine del 2022, i vini ottenuti dalle sperimentazioni in Carnia nelle ultime tre annate erano stati sottoposti a un’analisi tecnica e sensoriale nella sede dell’azienda vitivinicola “Pitars” a San Martino al Tagliamento, con un parterre di alto livello che ha visto la partecipazione di una quarantina tra ricercatori, esperti degustatori, agronomi, enologi, giornalisti ed imprenditori, con il dottor Alexander Morandell, presidente di Piwi International, organizzazione il cui acronimo sottintende appunto le “viti resistenti”. Oggetto di discussione e di analisi sensoriale i vini ottenuti dalle varietà Solaris e Soreli coltivate nei vigneti sperimentali impiantati a Forni di Sotto e a Forni di Sopra, con la comparazione delle ultime tre annate di entrambe le varietà. Ricordiamo, in particolare, che Solaris è stato registrato già nel 2013 al Ministero delle Politiche agricole ed ha un’alta resistenza al freddo (fino a -24 gradi), è caratterizzato da germogliamento tardivo e maturazione precoce, oltre che da un’alta resistenza alle principali malattie.
Un “pianeta” dunque tutto da esplorare, al fine di individuare le prospettive di un suo ulteriore sviluppo sulla base delle esperienze finora maturate. Tutte indicazioni che usciranno dall’importante convegno di Forni di Sotto, dove si aprirà questo nuovo capitolo sulla storia della vitivinicoltura friulana, ma anche italiana, europea e mondiale. Suggerito e incentivato proprio dal clima che è mutato e che pare possa cambiare ancora, anche abbastanza rapidamente.

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In copertina e all’interno la varietà resistente Solaris; infine, il dottor Roberto Baldovin e due immagini della degustazione con, oltre a Paolo Valdesolo che parla, anche Alexander Morandell e Claudio Coradazzi.

“Biovitis”, a Ugovizza il punto sulla viticoltura di montagna sperimentata in Friuli e Carinzia

(g.l.) “Biovitis, viticoltura biologica nelle regioni della Val Canale, Gaital e Carnia”: si tratta di un progetto Italia-Austria i cui risultati saranno presentati questo pomeriggio, con inizio alle 17, nella sede del Consorzio Vicinale di Ugovizza, in Comune di Malborghetto. Con il dottor Roberto Baldovin, regista della sperimentazione, interverranno rappresentanti della Camera dell’agricoltura della Carinzia e Alexander Morandell, presidente di Piwi International. I lavori – come anticipa l’enologo Paolo Valdesolo, che dall’inizio segue questa interessante iniziativa – saranno conclusi da una degustazione dei vini prodotti a Forni di Sotto, a Valbruna e nella confinante regione austriaca, assieme ad altri vini ottenuti da varietà resistenti.

Obiettivo puntato dunque sulla cosiddetta “viticoltura di montagna”, viste queste sperimentazioni con le quali si porta la vitivinicoltura ad alta quota, sfruttando anche le condizioni favorevoli del mutamento climatico in atto. I vini ottenuti dalle sperimentazioni in Carnia nelle ultime tre annate erano stati sottoposti nello scorso novembre a un’analisi tecnica e sensoriale, nella sede dell’azienda Pitars a San Martino al Tagliamento, presenti ricercatori, esperti degustatori, agronomi, enologi ed imprenditori, oltre alla dirigenza dei Vivai cooperativi Rauscedo e della Vitis. C’era anche lo stesso dottor Morandell, in rappresentanza appunto di Piwi International, organizzazione il cui acronimo sottintende le “viti resistenti” agli attacchi fungini, e quindi in perfetta sintonia con l’esigenza di difendere l’ambiente, ma anche alle avversità climatiche. A ispirare il progetto – ricordavamo nell’occasione – erano state varie considerazioni, come la mancanza di una viticoltura “eroica” in Friuli Venezia Giulia e la presenza di nuove varietà resistenti al freddo e alle malattie. Obiettivi? La riconversione di terreni agricoli incolti e la possibilità di offrire nuove opportunità di lavoro. Ricordiamo, in particolare, che Solaris – uno dei vitigni della sperimentazione in montagna – è stato registrato già nel 2013 al Ministero delle Politiche agricole ed ha un’alta resistenza al freddo (fino a -24 gradi), è caratterizzato da germogliamento tardivo e maturazione precoce, oltre che da un’alta resistenza alle principali malattie.
Come detto, l’iniziativa in atto rientra nel progetto Italia-Austria “Biovitis” che vede la sperimentazione condotta in quattro vigneti montani, posti a quote altitudinali superiori ai 700 metri sul livello del mare. «Il punto di partenza delle indagini – ci aveva riferito all’epoca il dottor Roberto Baldovin, appunto responsabile dell’operazione vitivinicola – sono i vigneti esistenti nell’area del progetto (uno a Forni di Sotto, uno a Malborghetto-Valbruna e due in Carinzia). Le aziende pioniere si sono affidate ai nuovi vitigni resistenti ai funghi (Piwi): queste varietà possono produrre rese stabili in quantità e qualità anche nelle elevate precipitazioni e nelle condizioni fresche della regione alpina». Con Baldovin e Valdesolo collaborano al progetto Nicola Macrì (tutor agronomo) e Paolo Antoniali (analisi aromatiche ed isolamento lieviti). Sovrintende all’intera sperimentazione la Fondazione “Edmund Mach” di San Michele all’Adige, in Trentino.

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In copertina e all’interno immagini della degustazione che si era tenuta in novembre a San Martino al Tagliamento; in alto, l’intervento di Valdesolo che ha accanto Baldovin e Morandell.

 

Dopo l’anteprima a Verona la Guida Top presentata anche in Friuli Venezia Giulia sottolineando la qualità dei suoi vini

Presentata in anteprima al Vinitaly di Verona, ora ha fatto il suo debutto anche nella sua regione – esattamente nella Sala Dora Bassi di Gorizia, in segno di costruttiva collaborazione con Go!2025 – la Guida Top Vini Friuli Venezia Giulia, un concentrato di informazioni con lo scopo di mettere a disposizione dei consumatori un confronto obiettivo e ricco di spunti per una scelta sempre più consapevole del consumo e della degustazione di vini del ricco patrimonio del Vigneto Fvg.

Gambarotto con il sindaco Ziberna.


La Guida, stampata in tre lingue (italiano, inglese e tedesco) è arrivata alla sua terza edizione portando buone notizie per l’ottima qualità dei vini e il percepibile positivo miglioramento della capacità vitivinicola della nostra regione. Il vademecum è nato proprio per orientare i consumatori nella scelta tra i tanti vini prodotti da eccellenti aziende grandi e piccole, per gli appassionati e i turisti italiani e stranieri che visitano il Friuli Venezia Giulia. Contiene la valutazione di oltre 200 vini degustati alla cieca da una commissione di assaggio costituita da 100 esperti tra enologi, enotecnici, periti agrari e agronomi (lo scorso anno erano 78) capitanata da Matteo Lovo, presidente di Assoenologi Fvg, e coordinata da Paolo Valdesolo. esperto e notissimo enologo di lungo corso, con una forte visione sul futuro del settore.
Un’altra finalità della Guida è quella di creare un movimento di crescita e di sviluppo del mercato dei vini del Friuli Venezia Giulia, con nuove consapevolezze e il bagaglio di una tradizione che deve guardare alle nuove generazioni, con modalità e scelte di consumo nuove, considerazioni che guideranno la produzione dei vini di domani. Oltre alla collaborazione consolidata con Promoturismo Fvg, questa edizione della Guida ha continuato l’accordo di promozione con AgrifoodFvg e il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”.
Alla presentazione goriziana si sono alternati gli interventi di saluto di Nicolò Gambarotto, editore della Guida con Editoriale Top, del sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, di Claudio Filippuzzi, presidente di Agrifood Fvg, Giovanni Cattaruzzi, ideatore della Guida stessa, Tiziana Pittia di Espressione che ha svolto il compito di segreteria, art direction e comunicazione per la Guida, Claudio Fabbro, agronomo, enologo e giornalista. Da tutti gli interventi è emersa l’importanza della Guida che permette di immergere il lettore nell’emozione di un viaggio tra i pregevoli vini del territorio e il suo ambiente, fatto di tantissime peculiarità, racconti e storie che meritano un  approfondimento con visite e assaggi. Inoltre, la Guida acquisisce di edizione in edizione la sua importanza come punto di riferimento per il settore vitivinicolo della regione anche per le straordinarie capacità dei singoli produttori di creare, sperimentare e provare nuove strade che porteranno sicuramente il Friuli Venezia Giulia a consolidare e potenziare con rinnovata forza il posizionamento dei suoi vini sia a livello nazionale che internazionale.

I premiati con i dirigenti della Guida.


Nell’occasione, sono stati consegnati gli attestati di merito per i vini che hanno ottenuto dalla commissione di degustazione le quattro T con un punteggio tra i 90 e i 100 punti. Sono 33:

Annalisa Zorzettig Friulano 2020 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Attems Sauvignon Blanc 2020 DOC Collio 4T
Bidoli Traminer aromatico 2021 DOC Friuli Grave 4T
Conte d’Attimis Maniago Friulano 2021 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Cozzarolo Friulano 2021 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Grappolo d’Oro Friulano 2021 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Grappolo d’Oro Refosco dal Peduncolo Rosso 2021 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Lorenzonetto Cav. Guido Merlot 2021 IGT Venezia Giulia 4T
Manià Friulano 2021 DOC Collio 4T
Muzic Malvasia 2021 DOC Collio 4T
Petrucco Malvasia 2021 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Petrucco Bianco 2020 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Petrucco Refosco dal Peduncolo Rosso 2019 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Scarbolo Pignolo 2018 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Scubla Roberto Friulano 2021 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Scubla Roberto Refosco dal Peduncolo Rosso 2020 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Tenuta Villanova Pinot grigio 2021 DOC Collio 4T
Tenute Tomasella Friulano 2015 DOC Friuli Grave 4T
Valpanera Refosco dal Peduncolo Rosso 2018 DOC Friuli Aquileia 4T
Venica e Venica Sauvignon 2021 DOC Collio 4T
Venica e Venica Friulano 2021 DOC Collio 4T
Vigna Traverso Merlot 2019 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Villa Russiz Malvasia 2021 DOC Collio 4T
Villa Russiz Sauvignon 2021 DOC Collio 4T
Villa Russiz Merlot 2018 DOC Collio 4T
Meroi Sauvignon 2021 IGT Friuli Colli Orientali 4T
Caccese Malvasia 2021 DOC Collio 4T
Di Gaspero Friulano 2021 DOP Friuli Colli Orientali 4T
Cossettini Lorenzo Ramandolo 2020 DOCG Ramandolo 4T
Zuani Bianco 2021 DOC Collio 4T
Zuani Bianco 2018 DOC Collio 4T
Valle Friulano 2019 DOP Friuli Colli Orientali 4T

GUIDA TOP VINI FRIULI VENEZIA GIULIA 2023
Borgo Conventi – Sauvignon 2021 DOC Collio 4T

Sono anche stati consegnati i premi speciali autoctoni Friulano e Refosco dal peduncolo
rosso
Muzic – Friulano 2021 Doc Collio
Petrucco – Refosco dal Peduncolo Rosso 2019 Doc Friuli Colli Orientali

LA GUIDA – Sono 150 le sue pagine con la presentazione delle cantine aderenti su due, uno speciale dedicato agli autoctoni Friulano e Refosco dal peduncolo rosso a cura di Claudio Fabbro, vini ai quali la commissione di assaggio ha destinato due premi speciali. Nelle pagine di presentazione delle aziende sono contenuti i vini presentati alla degustazione e le valutazioni della commissione, con un’indicazione sul prezzo di acquisto, per chi ne ha dichiarato la fascia. Nella descrizione delle aziende si trovano una serie di informazioni utili sul metodo di coltivazione dei vigneti, il metodo di raccolta, la vinificazione e l’affinamento in cantina, e, argomento sempre più interessante, la sostenibilità ambientale. Le schede delle aziende, inoltre, ospitano i servizi offerti come l’attività agrituristica (pernottamento, ristorazione) e possibilità di effettuare acquisti online attraverso il proprio e-commerce. Tutti i testi sono pubblicati in italiano, inglese e tedesco, organizzati sulla stessa pagina per migliorare l’esperienza di lettura da parte di tutti. La Guida è stata realizzata grazie alla collaborazione tra professionisti e aziende del settore di Studio Tecnico Agrario Cattaruzzi del perito agrario Giovanni Cattaruzzi, Espressione, Smart Communication, società di marketing e di comunicazione. Editore Editoriale Top, già editore di Top – Taste of Passion e di numerose iniziative editoriali.

Alcuni numeri:
60 aziende partecipanti
200 i vini sottoposti alla valutazione degli esperti
100 gli assaggiatori tra enologi ed enotecnici, periti agrari e agronomi.
5.000 le copie stampate per la prima edizione
La Guida, realizzata in 3 lingue (italiano, inglese e tedesco) sarà distribuita presso le edicole
ed è acquistabile online dal sito www.toptasteofpassion.it

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In copertina, l’intervento di Claudio Fabbro che ha accanto Giovanni Cattaruzzi ideatore della Guida Top.

“Top Vini Fvg” debutta al Vinitaly: ecco tutti i premiati della nuova Guida

(g.l.) Giù il sipario su un Vinitaly di grande successo. E proprio nella giornata conclusiva dell’importante Salone enologico è stata presentata in anteprima, come avevamo annunciato ieri, “Top Vini Friuli Venezia Giulia”, la Guida che è arrivata alla sua terza edizione carica di buone notizie e di novità che portano ad un nuovo e positivo miglioramento della capacità vitivinicola della nostra regione. Il vademecum nasce proprio per orientare la scelta tra i tanti vini prodotti da eccellenti aziende, grandi e piccole, del Vigneto Fvg, per gli appassionati e i turisti nazionali e internazionali.

Valdesolo, Gambarotto, Pittia e Lovo.

La Guida contiene la valutazione di oltre 200 vini degustati da una commissione di assaggio costituita da 100 esperti tra enologi, enotecnici, periti agrari e agronomi (lo scorso anno erano 78) capitanata da Matteo Lovo, presidente di Assoenologi Fvg, e coordinata da Paolo Valdesolo. esperto e notissimo enologo di lungo corso e con una forte visione per il futuro del settore. Il volume è stato presentato ieri nel mega-stand dell’Ersa ed è un concentrato di informazioni con lo scopo di mettere a disposizione dei consumatori un confronto obiettivo e ricco di spunti per una scelta sempre più consapevole del consumo e della degustazione di vini del ricco patrimonio del Friuli Venezia Giulia. La seconda finalità è quella di creare un movimento di crescita e di sviluppo del mercato dei nostri vini, con nuove consapevolezze e il bagaglio di una tradizione che deve guardare alle nuove generazioni, con modalità e scelte di consumo nuove, considerazioni che guideranno la produzione dei vini di domani. Oltre alla collaborazione consolidata con Promoturismo Fvg, questa edizione della Guida ha continuato l’accordo di promozione con AgrifoodFvg e il marchio Io sono Friuli Venezia Giulia.
Alla presentazione si sono alternati gli interventi di Nicolò Gambarotto, che pubblica la Guida con Editoriale Top, Tiziana Pittia, di Espressione che ha svolto il compito di segreteria e art direction e comunicazione, i citati Valdesolo e Lovo, nonché Michele Bonelli, responsabile delle degustazioni di Assoenologi. Tutti hanno sottolineato l’importanza della Guida come punto di riferimento per il settore vitivinicolo della regione anche per le straordinarie capacità dei singoli produttori di creare, sperimentare e provare nuove strade che porteranno sicuramente il Friuli Venezia Giulia a riemergere con rinnovata forza nel posizionamento dei suoi vini sia a livello nazionale che internazionale. Al termine dei vari interventi, sono stati annunciati gli attestati di merito per i vini che hanno ottenuto dalla commissione di degustazione le quattro T con un punteggio tra i 90 e i 100 punti. E questi sono ben 33! Tutti i riconoscimenti verranno consegnati a fine a aprile durante un incontro in Friuli.

Un momento della presentazione a Verona.

ECCO I VINI TOP

Annalisa Zorzettig Friulano 2020 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Attems Sauvignon Blanc 2020 DOC Collio 4T
Bidoli Traminer aromatico 2021 DOC Friuli Grave 4T
Conte d’Attimis Maniago Friulano 2021 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Cozzarolo Friulano 2021 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Grappolo d’oro SS Friulano 2021 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Grappolo d’oro SS Refosco dal Peduncolo Rosso 2021 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Lorenzonetto Cav. Guido Merlot 2021 IGT Venezia Giulia 4T
Manià Friulano 2021 DOC Collio 4T
Muzic Malvasia 2021 DOC Collio 4T
Petrucco Malvasia 2021 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Petrucco Bianco 2020 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Petrucco Refosco dal Peduncolo Rosso 2019 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Scarbolo Pignolo 2018 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Scubla Roberto Friulano 2021 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Scubla Roberto Refosco dal Peduncolo Rosso 2020 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Tenuta Villanova Pinot grigio 2021 DOC Collio 4T
Tenute Tomasella Friulano 2015 DOC Friuli Grave 4T
Valpanera Refosco dal Peduncolo Rosso 2018 DOC Friuli Aquileia 4T
Venica e Venica Sauvignon 2021 DOC Collio 4T
Venica e Venica Friulano 2021 DOC Collio 4T
Vigna Traverso Merlot 2019 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Villa Russiz Malvasia 2021 DOC Collio 4T
Villa Russiz Sauvignon 2021 DOC Collio 4T
Villa Russiz Merlot 2018 DOC Collio 4T
Meroi Sauvignon 2021 IGT Friuli Colli Orientali 4T
Caccese Malvasia 2021 DOC Collio 4T
Di Gaspero Friulano 2021 DOP Friuli Colli Orientali 4T
Cossettini Lorenzo Ramandolo 2020 DOCG Ramandolo 4T
Zuani Bianco 2021 DOC Collio 4T
Zuani Bianco 2018 DOC Collio 4T
Valle Friulano 2019 DOP Friuli Colli Orientali 4T
Borgo Conventi Sauvignon 2021 DOC Collio 4T

Sono anche stati annunciati i premi speciali autoctoni Friulano e Refosco dal Peduncolo rosso:

Muzic – Friulano 2021 Doc Collio
Petrucco – Refosco dal Peduncolo rosso 2019 Doc Friuli Colli orientali

Infine, ecco una descrizione della Guida. Formata da 160 pagine, con la presentazione delle cantine aderenti e uno speciale dedicato agli autoctoni Friulano e Refosco dal Peduncolo rosso a cura di Claudio Fabbro, vini ai quali la commissione di assaggio ha appunto destinato due premi speciali. Nelle pagine di presentazione delle aziende sono contenuti i vini presentati alla degustazione e le valutazioni della commissione, con un’indicazione sul prezzo di acquisto dei vini per chi fornito la sua fascia. Nella descrizione delle aziende si trova una serie di informazioni utili sul metodo di coltivazione dei vigneti, il metodo di raccolta, la vinificazione e l’affinamento in cantina, e, argomento sempre più interessante, la sostenibilità ambientale. Le schede delle cantine, inoltre, ospitano i servizi offerti come l’attività agrituristica (pernottamento, ristorazione) e la possibilità di effettuare acquisti online attraverso il proprio e-commerce. Tutti i testi sono pubblicati in italiano, inglese e tedesco, organizzati sulla stessa pagina per migliorare l’esperienza di lettura da parte di tutti. La Guida è stata realizzata dallo Studio Tecnico Agrario Cattaruzzi del perito agrario Giovanni Cattaruzzi e da Espressione, Smart Communication, società di marketing e di comunicazione. La pubblicazione è a cura dell’Editoriale Top, già noto per Top – Taste of Passion e altre numerose iniziative. La Guida sarà distribuita nelle edicole ed è acquistabile pure online sul sito www.toptasteofpassion.it. E per concludere alcuni numeri: 60 le aziende partecipanti, 200 i vini sottoposti alla valutazione degli esperti, 100 gli assaggiatori tra enologi ed enotecnici, periti agrari e agronomi; 5 mila le copie stampate per la prima edizione.

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In copertina, la famiglia Muzic premiata per il Friulano 2021 Collio; qui sopra, Fabjian con l’enologo Paolo Valdesolo.

Agriflash.FVG – E non solo

“Top Wines Fvg”, via alle degustazioniCon l’arrivo del nuovo anno, si rimettono in moto anche tante attività, tra cui quelle che riguardano la degustazione dei vini per la loro ammissione a guide o concorsi. Assoenologi, Ais e Onav e quanti amano l’arte di degustare sono, infatti, pronti a tornare in campo. E lo faranno già da questa seconda settimana di gennaio con le degustazioni per la guida “Top Wines Fvg” che si terranno anche quest’anno nella cornice di Villa Nachini Cabassi, in piazza XVII Maggio a Corno di Rosazzo. Per partecipare alle commissioni d’assaggio, le adesioni andavano date entro il 5 gennaio, direttamente al responsabile Assoenologi di settore Paolo Valdesolo. Vediamo allora il calendario. Prima settimana da martedì 10 a venerdì 13; seconda settimana da martedì 17 a venerdì 20. Orari per ogni sessione: dalle 9 alle 10, dalle 10.30 alle 11.30, dalle 12 alle 13. E poi, nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 15.30, dalle 16 alle 17, dalle 17.30 alle 18.30. Sono previste, dunque, sei sessioni giornaliere per otto giorni. Per ogni sessione sarà ammesso un massimo di 6/8 degustatori ai quali verrà inviato il relativo programma nel giorno che precede la propria presenza a Corno di Rosazzo.

Trota fario per i pescasportivi La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha incaricato l’Ente tutela patrimonio ittico di richiedere al Ministero dell’Ambiente la deroga per introdurre la specie di Salmo trutta (trota fario) in alcune acque regionali ai fini della pesca sportiva. Lo ha comunicato l’assessore alle Risorse ittiche, Stefano Zannier. La motivazione della richiesta è legata alla necessità di ridurre l’impatto della pesca sulle specie ittiche oggetto di conservazione e all’opportunità di riprendere lo svolgimento delle competizioni federali che venivano organizzate in regione. “Per regolamentare l’attività della pesca sportiva – ha spiegato Zannier – l’Etpi, ovvero l’ente funzionale della Regione preposto alla gestione delle risorse ittiche delle acque interne, aveva istituito su parte del reticolo idrografico regionale alcuni tratti in cui la pesca è ammessa per un periodo più lungo di quello ordinario e destinati a essere gestiti attraverso l’immissione di trote allo stadio di adulto. L’impiego di tali specie è stato però sospeso nel rispetto della normativa nazionale (Dpr 357/1997) che vieta l’immissione in natura di specie e di popolazioni non autoctone salvo per motivate ragioni di interesse pubblico, con la conseguente sospensione delle gare di pesca e l’incremento dell’impatto sulle popolazioni autoctone. Introdurre il Salmo trutta nelle aree individuate (fiume Piave presso Sappada, torrenti Cellina e Cimoliana) può consentire una miglior salvaguardia delle specie autoctone e la ripresa delle competizioni, che portavano in Friuli Venezia Giulia un elevato numero di partecipanti e un importante indotto economico per le aree montane in cui si svolgevano le manifestazioni”. La relazione che l’Etpi presenterà al Ministero evidenzia da un lato la natura turistica della pesca sportiva in Friuli Venezia Giulia, motivata anche dall’elevata frequentazione da parte di singoli pescatori, dall’altro che le immissioni di Salmo trutta richieste non determinerebbero impatti negativi significativi a carico di specie autoctone e habitat naturali e non interferirebbero con la loro conservazione.

Le Cantine di VeronaLuigi Turco è stato riconfermato presidente di Cantine di Verona. Eletto per la prima volta nel 2009, rimane a capo del gruppo vitivinicolo scaligero nato nel 2021 dalla fusione di Cantina Valpantena, Cantina di Custoza e Cantina Colli Morenici. L’assemblea dei soci, riunitasi anche per il rinnovo delle cariche, ha approvato l’esercizio di bilancio della cooperativa per l’anno 2021-2022, chiuso il 31 agosto: il fatturato consolidato è pari a 65.737.000 euro, in linea con quello dell’anno precedente. Il patrimonio netto del gruppo veronese ammonta a 29.991.442 euro, confermando una progressiva crescita rispetto agli scorsi esercizi. Nonostante il conferimento delle uve sia diminuito del 32% e nonostante l’aumento incontrollato dei costi riguardanti le spese energetiche e delle materie prime, la cooperativa è riuscita a liquidare i soci circa il 10% in più rispetto al precedente bilancio.“È st ato un esercizio caratterizzato da importanti investimenti – spiega Luigi Turco –, in primis il nuovo impianto di imbottigliamento nello stabilimento di Custoza, per un controvalore di circa 5 milioni di euro, a cui si aggiungeranno a breve l’acquisto di una batteria di autoclavi per la spumantizzazione dei vini e un importante investimento per due nuovi impianti fotovoltaici per le sedi di Quinto e di Custoza. Queste azioni ci permetteranno di fare un ulteriore salto di qualità nell’innovazione tecnologica del gruppo e nel campo del risparmio energetico. Rimane prioritario il forte impegno nella valorizzazione delle nostre denominazioni principali, che comprendono il Valpolicella, il Custoza e il Garda, con l’obiettivo di riconoscere ai nostri soci conferenti una maggiore soddisfazione reddituale per il loro costante e faticoso impegno e ai quali siamo riconoscenti per il loro ruolo nella tutela dei nostri meravigliosi territori”. Cantine di Verona oggi conta sulla collaborazione di 115 dipendenti, di cui 100 a tempo indeterminato, distribuiti nelle tre sedi di Quinto, Custoza e Ponti sul Mincio e nei nove punti vendita gestiti dalla società. Il fatturato dei negozi è pari a 7.356.000 euro, leggermente più alto rispetto al 2021, elemento di ulteriore soddisfazione in un momento in cui si registra un importante calo dei consumi.

Il Morellino di Scansano Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano presenta il suo primo bilancio di sostenibilità. Il documento, pubblicato in dicembre, è stato redatto utilizzando gli standard internazionali di riferimento del Global Reporting Initiative e nell’ottica dei Sustainable Development Goals e presenta il bilancio delle attività relativo agli anni 2021, 2020 e 2019. Il bilancio è stato presentato all’assemblea dei soci della cooperativa maremmana. Lo scopo era quello di informare tutti i soggetti coinvolti nell’attività della cantina sull’andamento finanziario, sugli impatti economici, sociali e ambientali, e sugli aspetti di governance aziendale più rilevanti. “Il bilancio di sostenibilità – spiega Benedetto Grechi, presidente della Cantina Vignaioli Morellino di Scansano – rappresenta quello spirito di chiarezza e di trasparenza che da sempre ci caratterizza. Si tratta di un documento prezioso, che ci permette di fare il punto della situazione, per crescere ancora l’anno prossimo e negli anni a venire”. Per quel che riguarda la sostenibilità ambientale, tra i risultati più importanti va sottolineata l’ottima performance registrata nella gestione dei rifiuti, dove il 60% di quelli prodotti (195 su 322 tonnellate) viene recuperato con lo scopo di favorire una gestione circolare dei processi produttivi. A questa si aggiunge l’eccellente esito nella riduzione delle emissioni, dimostrato anche dal calcolo della Pef (Product Environmental Footprint, valore che misura l’impronta ambientale del prodotto lungo tutta la filiera, dal vigneto allo smaltimento del packaging), che ha portato negli anni a sensibili miglioramenti, a seguito di azioni e piani attivati per monitorare i parametri di rilievo dell’impronta ambientale. Nell’ambito della sostenibilità sociale ed economica, la redistribuzione del valore aggiunto, ovvero la quota che l’organizzazione produce con la propria attività e che distribuisce ai soggetti a cui riconosce la qualità di portatori di interessi, è pari al 98% del valore economico generato, dato che evidenzia il ruolo di primo piano rivestito dalla cooperativa nel tessuto economico del territorio. “Sono onorato – conclude Grechi – di presiedere da oltre trent’anni questa realtà, nata mezzo secolo fa con lo scopo di valorizzare la Maremma e il Morellino di Scansano, e che si dimostra sempre più capace di dare una possibilità anche alle nuove generazioni di vignaioli, chiamate a coltivare e a prendersi cura di queste meravigliose colline”.

La Doc Bolgheri Tenuta Sette Cieli, l’azienda vitivinicola di proprietà di Ambrogio Cremona Ratti e guidata dall’enologa e Ad Elena Pozzolini, amplia il suo vigneto nella Doc Bolgheri con due nuovi ettari vitati a Cabernet franc (65%) e Merlot (35%), un passo importante per rafforzare la propria presenza e identità nella rinomata zona di produzione vitivinicola.I nuovi te rreni si collocano a 130 metri slm, un’altitudine più elevata rispetto ai 60 dei cinque ettari già esistenti all’interno della Doc. Ma il piano di ampliamento non si esaurisce qui: in primavera si prevede l’avvio di un ulteriore impianto bolgherese di 1,4 ettari coltivato a cabernet franc e destinato alla produzione Igt. “A fine 2023 la nostra azienda conterà un totale di 18,5 ettari vitati – spiega Elena Pozzolini –. Abbiamo deciso di mettere a dimora nuovi vigneti incoraggiati anche dalla crescita verticale del +99% nel primo semestre 2022 rispetto allo stesso semestre nel 2021, un primo risultato del lavoro che stiamo conducendo finalizzato a rafforzare la nostra distribuzione a livello nazionale e internazionale. Confermiamo il ruolo da protagonista del Cabernet franc, varietà che non ci stanchiamo mai di esplorare e che desideriamo affermare come cru della nostra produzione”. Nello specifico, analizzando il periodo pre-Covid e successivo, si evidenzia che se il 2019 si era concluso con un +11% rispetto al 2018, il 2020 con un -9% e il 2021 con un +52%, il 2022 si avvia verso una crescita economica complessiva del +22% rispetto al 2021. Un trend confermato dalle vendite, con un 2022 che ad oggi registra un totale di 115.464 bottiglie vendute contro le 91.722 dell’anno precedente, considerando un aumento del prezzo medio in Italia del 15%, indice del valore riconosciuto ai vini di Tenuta Sette Cieli. Anche in termini di produzione vi sono stati importanti risultati: se nel 2020 le bottiglie prodotte si attestavano attorno alle 90 mila, quest’anno la produzione ha toccato le 120 mila unità, dato coerente con le performance più che positive dell’azienda. Spostando il focus sui mercati di interesse, le vendite si distribuiscono per il 20% in Italia e per l’80% all’estero. La presenza più forte e consolidata si registra negli Stati Uniti, seguiti da Svizzera e Inghilterra, quest’ultima particolarmente interessata ai vini top di gamma Indaco e Scipio. Per quanto riguarda l’apertura di nuovi mercati, il 2022 ha registrato un fatturato considerevole relativo alla Serbia.

L’eroica “viticoltura di montagna” presenta i suoi vini ai degustatori

di Giuseppe Longo

Giornata importante oggi per la “viticoltura di montagna”. I vini ottenuti dalle sperimentazioni in Carnia nelle ultime tre annate saranno, infatti, sottoposti a un’analisi tecnica e sensoriale che si terrà, dal tardo pomeriggio, nella sede dell’azienda vitivinicola “Pitars” a San Martino al Tagliamento. È annunciato un parterre di alto livello con la partecipazione di una quarantina tra ricercatori, esperti degustatori, agronomi, enologi ed imprenditori, oltre alla dirigenza dei Vivai cooperativi Rauscedo e della Vitis. Ci sarà anche il dottor Alexander Morandell, presidente di Piwi International, organizzazione il cui acronimo sottintende le “viti resistenti” agli attacchi fungini, e quindi in perfetta sintonia con l’esigenza di difendere l’ambiente, ma anche alle avversità climatiche. A ispirare il progetto sono state varie considerazioni, come la mancanza di una viticoltura “eroica” in Friuli Venezia Giulia e la presenza di nuove varietà resistenti al freddo e alle malattie. Obiettivi? La riconversione di terreni agricoli incolti e la possibilità di offrire nuove opportunità di lavoro.


Oggetto di discussione e di analisi sensoriale i vini ottenuti dalle varietà Solaris e Soreli coltivate nei vigneti sperimentali impiantati a Forni di Sotto e a Forni di Sopra. Verranno degustate e comparate appunto le ultime tre annate di entrambe le varietà. «Seguirà una breve presentazione – come anticipa l’enologo Paolo Valdesolo, il quale dall’inizio segue questa “rivoluzionaria” iniziativa – che riassumerà tutto il periodo dal risveglio vegetativo del vitigno alla produzione dell’uva e alla vinificazione con relative analisi di grappoli, mosto e vino». Ricordiamo, in particolare, che Solaris è stato registrato già nel 2013 al Ministero delle Politiche agricole ed ha un’alta resistenza al freddo (fino a -24 gradi), è caratterizzato da germogliamento tardivo e maturazione precoce, oltre che da un’alta resistenza alle principali malattie.
Della “eroica” viticoltura in quota si era parlato recentemente anche a Tolmezzo, capoluogo della Carnia, nell’ambito della riuscita manifestazione “Il Filo dei Sapori”, dove c’era stato un convegno di spessore dal titolo “Varietà autoctone e varietà resistenti in sperimentazione. Un’opportunità per una viticoltura più sostenibile?”, ma si era parlato anche di clima che cambia – è da anni sotto gli occhi di tutti – e che, pertanto, favorisce l’innalzamento dei limiti di coltivazione della vite. «La viticoltura in montagna – aveva osservato al riguardo Claudio Coradazzi, vicepresidente della Comunità di montagna della Carnia – è un esempio della tenacia e innovazione che permetteranno tra poco più di un anno di avere il nostro vino e una nuova possibilità di sviluppo dei nostri territori».


La sperimentazione in atto rientra nel progetto Italia-Austria “Biovitis – Viticoltura biologica nelle regioni della Val Canale, Gaital e Carnia (KGC)”, oggetto di una presentazione che, come molti ricorderanno, si era tenuta in marzo sempre a Tolmezzo. Nell’occasione erano finiti sotto la lente d’ingrandimento i quattro vigneti montani,  posti a quote altitudinali superiori ai 700 metri sul livello del mare, la salubrità delle loro uve, dei mosti e dei vini, attraverso lo studio delle percentuali di rame ed acido gluconico. Si era altresì analizzata la vitalità dei lieviti, per isolare eventuali nuovi ceppi resistenti proprio al freddo. «Il punto di partenza delle indagini – ci aveva riferito il dottor Roberto Baldovin, responsabile della sperimentazione – sono i vigneti esistenti nell’area del progetto (uno a Forni di Sotto, uno a Malborghetto-Valbruna e due in Carinzia). Le aziende pioniere si sono affidate ai nuovi vitigni resistenti ai funghi (Piwi): queste varietà possono produrre rese stabili in quantità e qualità anche nelle elevate precipitazioni e nelle condizioni fresche della regione alpina». Nell’ambito del progetto, lo sviluppo e lo stato di salute di questi vigneti sono stati esaminati in modo più dettagliato e confrontati tra loro a livello transfrontaliero. Tra gli obiettivi, inoltre, la creazione di una mappa climatica viticola dell’intera area del progetto. «I risultati – aveva annunciato ancora Baldovin – saranno pubblicati in una relazione finale e dovrebbero servire da orientamento per coloro che, in futuro, fossero interessati ad una viticoltura con queste caratteristiche climatiche».
A partire dal 2015, si sono realizzati campi sperimentali, in particolare, a Drogne di Forni di Sotto (865 metri), nel Comune di Forni di Sopra, a Cella (900 metri) e a Pradàs (940) e perfino a Tavarons (1100!). Durante questi studi le viti sono state sottoposte anche a dure prove climatiche, come la gelata tardiva dell’aprile 2017 – che aveva causato gravi danni in tutto il Vigneto Fvg -, il Burian russo del febbraio 2018 seguito dalla tempesta Vaia di fine ottobre e delle piogge intensissime del novembre 2019. Sono stati impiegati otto vitigni resistenti diversi. Oltre ai citati Solaris e Soreli, Valnosia e Sauvignon Kretos, tutti bianchi, e i rossi Cabernet Cortis, Julius, Merlot Kanthus e Volturnis. Con Baldovin e Valdesolo collaborano al progetto Nicola Macrì (tutor agronomo) e Paolo Antoniali (analisi aromatiche ed isolamento lieviti). Sovrintende all’intera sperimentazione la Fondazione “Edmund Mach” di San Michele all’Adige, in Trentino.

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In copertina e all’interno immagini della sperimentazione in atto a Forni di Sotto con la varietà resistente Solaris.

 

Cambia il Vigneto Fvg, nella Guida Top anche un assaggio di vini… resistenti

di Giuseppe Longo

CORNO DI ROSAZZO – C’è anche un assaggio di vini da viti “resistenti” nella Guida Top 2022 presentata ieri pomeriggio a villa Nachini Cabassi, dopo l’anteprima che era avvenuta al Vinitaly di Verona. Non poteva non farne cenno, descrivendo il vademecum enologico di cui è “anima” tecnica assieme a Paolo Valdesolo, il perito agrario Giovanni Cattaruzzi, il quale ha messo l’accento proprio su questo nuovo, straordinario progresso nella vitivinicoltura nostrana, tanto che finirà per “rivoluzionare” almeno in parte il Vigneto Fvg all’insegna della sostenibilità ambientale, valore di cui si sente sempre più pressante bisogno. Per cui non sarà lontano il giorno in cui “Top Vini Friuli Venezia Giulia” dedicherà un’attenzione speciale a queste nuove produzioni della nostra regione – con l’Università di Udine, l’Istituto di genomica applicata e i Vivai cooperativi di Rauscedo – in una posizione leader a livello nazionale grazie alle nuove quattordici varietà che richiedono meno trattamenti chimici e quindi garantiscono maggiore rispetto dell’ecosistema.

 Da sinistra, Valdesolo, Biasi, Gambarotto, Tiziana Pittia, i premiati e Cattaruzzi.


Alla seconda uscita, tradotta in due lingue (inglese e tedesco), in prodotto cartaceo che sfida la dura crisi della stampa tradizionale, come ha detto il suo editore Nicolò Gambarotto, la Guida recensisce una cinquantina di aziende con oltre duecento vini prodotti nelle varie e prestigiose Doc, offrendosi quindi come utile strumento per mettere a disposizione degli eno-appassionati un confronto obiettivo e ricco di spunti per una scelta sempre più consapevole nella variegata offerta enologica del Friuli Venezia Giulia. La Guida è un utile compagno di viaggio anche per i “turisti enogastronomici” nazionali ed internazionali, sempre più frequenti, e che in questo volume hanno ulteriori spunti per visite e acquisti diretti. Oltre alla collaborazione consolidata con Promoturismo Fvg, questa edizione ha realizzato un importante accordo di promozione con Agrifood Fvg e il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia” lodevolmente promosso dalla nostra Regione a difesa e valorizzazione del nostro “Made”.
Alla presentazione sono intervenuti il consigliere regionale Mauro Di Bert, che ha portato il saluto del governatore Fedriga e dell’assessore Zannier, sottolineando la vicinanza dell’Istituzione non solo a “Top” – che colma una lacuna nella nostra regione dopo la positiva, ma da tempo ormai conclusa, esperienza della Guida ai vini Fvg dell’allora Camera di commercio di Udine -, ma anche all’intero settore vitivinicolo, il sindaco di Corno di Rosazzo Daniele Moschioni, che per il secondo anno consecutivo ha messo a disposizione gli spazi della storica dimora per questo progetto editoriale, Nicola Biasi, presidente delle commissioni di degustazione, Egon Vazzoler, neo vicepresidente di Assoeneologi Fvg (quindi braccio destro di Matteo Lovo), Enos Costantini, prolifico divulgatore di cultura agraria (bella e interessante la sua disquisizione sulla Ribolla, vino storico da riportare ai fasti di un tempo) e Ben Little, artista e sommelier, irlandese ma che ha scelto di vivere in Friuli, “innamorato” dei suoi vini e in particolare del Pignolo, gemma ritrovata dei Colli orientali, a proposito del quale ha parlato di un vero e proprio “rinascimento”. All’incontro sono intervenuti anche Paolo Valle, presidente del Consorzio Friuli Colli orientali e Ramandolo, che ha sede proprio a villa Nachini, il preside dell’Istituto tecnico agrario di Gradisca d’Isonzo, Marco Fragiacomo, e Michele Biscardi per la Fondazione Italiana Sommelier.

I premi con Costantini, Gambarotto e Little.

Come detto, la Guida nel suo dettaglio è stata descritta da Nicolò Gambarotto per l’Editoriale Top, Tiziana Pittia per Espressione e, appunto, da Giovanni Cattaruzzi per il suo Studio Tecnico Agrario. Nei vari interventi è stata posta risalto la cultura tipica del nostro territorio dedicata al vino e alla capacità di creare prodotti straordinari e di grande valore (e non solo bianchi, sebbene questi rappresentino la stragrande maggioranza) che hanno conquistato grande notorietà ovunque nel mondo. Tanto da non temere confronti, ovviamente, in fatto di qualità. Nelle pagine dedicate alle aziende sono riportati i vini presentati alla degustazione e le valutazioni della commissione, con un’indicazione sul prezzo di acquisto dei vini. Nella descrizione delle cantine si trovano una serie di informazioni utili sul metodo di coltivazione dei vigneti, su raccolta, vinificazione e affinamento in cantina, e, argomento sempre più interessante, sulla ricordata sostenibilità ambientale. Le schede delle aziende, inoltre, ospitano i servizi offerti, come l’attività agrituristica (pernottamento, ristorazione) e la possibilità di effettuare acquisti online attraverso il proprio e-commerce.
La Guida “Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022” racchiude, come si diceva, la valutazione di oltre 200 vini degustati da una commissione di assaggio costituita da 78 esperti tra enologi, enotecnici, periti agrari e agronomi, capitanata dal presidente Nicola Biasi e coordinata appunto da Paolo Valdesolo. Il primo, quarantenne, nel 2020 ha conquistato il titolo di Miglior Giovane Enologo d’Italia ed è stato “cult oenologist” per il Merano Wine Festival nel 2021; il secondo notissimo enologo di lungo corso e con una forte visione e disponibilità per il futuro del settore in Friuli – che, vicentino di origine, ha fatto diventare la sua terra -, seppure da un paio d’anni sia in meritata pensione.


Terminate le presentazioni, l’incontro – che ha richiamato una folta partecipazione – si è concluso con la consegna degli attestati di merito per i vini che hanno ottenuto dalla commissione di degustazione

Le tre T con un punteggio tra i 90 e i 100 punti:
Chardonnay 2019 – Collio – Marcuzzi – San Floriano del Collio
Sauvignon 2019 – Friuli Colli Orientali – Meroi – Buttrio
Sauvignon 2020 De la Tour – Collio – Villa Russiz – Capriva
Merlot 2016 Graf de la Tour – Collio – Villa Russiz – Capriva

E per i premi speciali autoctoni Ribolla gialla e Pignolo:
Ribolla gialla 2019 Trebes – Collio – Attems – Capriva
Pignolo 2017 – Friuli Colli Orientali – Scarbolo – Cividale

La Guida ospita il 10% di cantine in più con 213 vini, rappresentativi di tutte le DOC del Friuli Venezia Giulia.
55 aziende partecipanti rispetto al 2020
213 i vini sottoposti alla valutazione degli esperti
78 gli assaggiatori tra enologi ed enotecnici, periti agrari e agronomi.
5.000 le copie stampate per la prima edizione
La Guida, realizzata in 3 lingue (italiano, inglese e tedesco) sarà distribuita presso le edicole ed è acquistabile online dal sito www.toptasteofpassion.it

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In copertina, il consigliere regionale Di Bert con Valdesolo e Gambarotto. (PhotoLife)

“Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022”: oggi la Guida protagonista a Corno di Rosazzo

Da Verona a Corno di Rosazzo. Dopo la bella presentazione al Vinitaly, la Guida “Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022” sarà presentata oggi, 29 aprile, alle 18, a villa Nachini Cabassi, in piazza XXVII Maggio, che è anche sede del Consorzio per la tutela dei vini Doc e Docg Friuli Colli orientali e Ramandolo. Giunta alla seconda edizione, la Guida racchiude la valutazione di oltre 200 vini degustati da una commissione di assaggio costituita da 78 esperti tra enologi, enotecnici e periti agrari e agronomi, capitanata dal presidente Nicola Biasi e coordinata da Paolo Valdesolo. “Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022”, come già riferito, è un concentrato di informazioni con un unico obiettivo: mettere a disposizione dei consumatori un confronto obiettivo e ricco di spunti per una scelta sempre più consapevole del consumo e degustazione di vini del ricco patrimonio del Friuli Venezia Giulia e, nel contempo, creare un movimento di crescita e di sviluppo in un mercato che va sempre più alla ricerca di novità e di eccellenze da un lato, mentre il consumo dei vini sta cambiando e si guarda alle nuove generazioni che saranno i consumatori di domani. Si tratta altresì di un utile “vademecum” anche per i “turisti enogastronomici” nazionali ed internazionali in visita in Fvg che in questo volume hanno ulteriori spunti per visite e acquisti diretti. Oltre alla collaborazione consolidata con Promoturismo Fvg, questa edizione della Guida ha realizzato un importante accordo di promozione con AgrifoodFvg e il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”.

AGRIFLASH.FVG – E non solo

Il ritorno di Cantine Aperte – Maggio è ormai alle porte e così si rimette in moto la macchina organizzativa di Cantine Aperte, la grande festa dell’enoturismo organizzata dal Movimento turismo del vino del Friuli Venezia, presieduto da Elda Felluga. La presentazione ufficiale della manifestazione avverrà mercoledì 27 aprile, alle 12, alla Fondazione Villa Russiz a Capriva del Friuli. Durante l’incontro interverranno l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, e il vicepresidente della Fondazione Villa Russiz, Daniele Sergon, che è anche sindaco della località isontina.

Lo Schioppettino di Prepotto e Cialla – Una grande giornata per lo Schioppettino di Prepotto quella annunciata per il 28 aprile. Giovedì prossimo, infatti, con inizio alle 18, al Castello di Cividale, ci sarà un evento speciale tutto dedicato alla prestigiosa sottozona ritagliata nell’ambito dei Colli orientali del Friuli una dozzina di anni fa, attribuendo il giusto valore al vino – il vitigno è la Ribolla nera – che è il vero portabandiera del territorio sulla riva destra del torrente Judrio. Sarà presentato il libro dal titolo “I custodi del vino Schioppettino di Prepotto e Cialla” di Laura Donadoni. L’incontro sarà moderato da Liliana Savioli che poi guiderà una degustazione di otto vini: quelli delle aziende Ronchi di Cialla, Spolert Winery, Ronchi Soreli e Vie d’Alt. La masterclass sarà seguita da una light dinner e da un momento conviviale in compagnia, ovviamente, dell’impareggiabile Schioppettino. Un vino cui Prepotto tiene moltissimo, tanto da avergli dedicato anche un concorso letterario – “I racconti dello Schioppettino”, appunto -, alla seconda edizione e che in quella di esordio aveva visto la partecipazione di ben 180 autori provenienti da tutta Italia. A ispirare i nuovi racconti sarà la “Terra di confine”, come quella che dà anima e corpo allo Schioppettino. Triplice lo scopo dell’iniziativa: promuovere il territorio da un punto di vista turistico, esaltare il valore del brand dello Schioppettino, favorire la creatività di coloro che amano la scrittura. Ricordiamo che si concorre con un racconto inedito da inviare alla segreteria organizzativa del concorso (barbara.pascoli@gmail.com) entro il 19 giugno prossimo. Due le giurie incaricate di individuare i dodici finalisti e i tre vincitori da portare alla premiazione di sabato 8 ottobre.

“Asparagus” venerdì a Grado – Dopo il via a Tavagnacco, “Asparagus”, il tour enogastronomico organizzato da molti anni dal Ducato dei vini friulani, si prepara alla seconda tappa che il 29 aprile si terrà al ristorante La Dinette di Grado, mentre il 6 maggio l’appuntamento sarà a Là di Moret a Udine e il 13 maggio alla Taverna a Colloredo di Monte Albano; quindi, il 20 alla Lokanda Devetak di San Michele del Carso, il 27 Da Nando a Mortegliano e infine il 3 giugno Da Toni a Gradiscutta di Varmo. “Asparagus 2022” è stato presentato dal duca Alessandro I (Alessandro Salvin), leader del Ducato dei vini friulani, sodalizio che è l’ideatore e promotore, fin dal 1981, di questa manifestazione, sostenuta anche da Promoturismo Fvg e dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine.

A Corno di Rosazzo la Guida Top Vini – Da Verona a Corno di Rosazzo. Dopo la bella presentazione al Vinitaly, la Guida Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022 sarà presentata venerdì 29 aprile, alle 18, a villa Nachini Cabassi, in piazza XXVII Maggio, che è anche sede del Consorzio per la tutela dei vini Doc e Docg Friuli Colli orientali e Ramandolo. Giunta alla seconda edizione, la Guida racchiude la valutazione di oltre 200 vini degustati da una commissione di assaggio costituita da 78 esperti tra enologi, enotecnici e periti agrari e agronomi, capitanata dal presidente Nicola Biasi e coordinata da Paolo Valdesolo. Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022 è un concentrato di informazioni con un unico obiettivo: mettere a disposizione dei consumatori un confronto obiettivo e ricco di spunti per una scelta sempre più consapevole del consumo e degustazione di vini del ricco patrimonio del Friuli Venezia Giulia e, nel contempo, creare un movimento di crescita e di sviluppo in un mercato che va sempre più alla ricerca di novità e di eccellenze da un lato, mentre il consumo dei vini sta cambiando e si guarda alle nuove generazioni che saranno i consumatori di domani. Si tratta altresì di un utile “vademecum” anche per i “turisti enogastronomici” nazionali ed internazionali in visita in Fvg che in questo volume hanno ulteriori spunti per visite e acquisti diretti. Oltre alla collaborazione consolidata con Promoturismo Fvg, questa edizione della Guida ha realizzato un importante accordo di promozione con AgrifoodFvg e il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”.

Heinichen ai Colloqui dell’Abbazia – Un passato che non passa mai del noir mediterraneo di “Lontani parenti” (Edizioni E/O) di Veit Heinichen sarà il protagonista il 29 aprile, alle 18, dell’incontro de “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga” in programma nell’Abbazia di Rosazzo. L’appuntamento, inserito nella rassegna curata dalla giornalista Margherita Reguitti, moderatrice degli incontri, e da Elda Felluga, sarà in compagnia del commissario Proteo Laurenti, iconico personaggio dello scrittore di origini tedesche che da oltre 20 anni ha scelto di vivere a Trieste. La trama di questo ventesimo libro nella carriera di Heinichen si snoda seguendo una catena di omicidi le cui origini risalgono alla Resistenza e all’occupazione tedesca, dopo l’8 settembre, della regione. Una narrazione romanzata di personaggi e fatti verosimili, concepiti e sviluppati sulla base di una documentata e ampia ricerca storica che abbraccia la complessità storica, culturale e linguistica del Friuli Venezia Giulia, dal Friuli Orientale a Trieste. Pagine dense in cui le generazioni dialogano, le dinamiche famigliari e le diverse figure femminili hanno un rilievo particolare nel rappresentare uno spaccato della società contemporanea. Durante la presentazione, l’attore Marco Puntin, leggerà alcune pagine del romanzo. L’incontro, si svolgerà nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti Covid 19, obbligatoria la prenotazione all’indirizzo fondazione@abbaziadirosazzo.it fino a esaurimento dei posti disponibili. La rassegna è realizzata grazie alla Fondazione Abbazia di Rosazzo, Livio Felluga, Vigne Museum associazione culturale, il Comune di Manzano e il sostegno di Banca Intesa San Paolo.

Il Ramandolo Docg invita in Clotz – Primo maggio con il Ramandolo Docg che sarà grande protagonista sulle colline tra Nimis e Tarcento. Ritorna infatti, per l’undicesima volta – e dopo due anni di assenza, a causa dell’emergenza sanitaria -, la bellissima manifestazione “Borgo Clotz – Camminando alla scoperta delle storiche frasche nel cuore del Ramandolo”. Nella borgata collinare, che si divide appunto fra i Comuni di Nimis e Tarcento, a partire dalle 10 ci saranno infatti degustazioni, abbinamenti enogastronomici, laboratori artigianali, intrattenimenti musicali e animazioni, protagonista proprio il dolce Ramandolo, il primo vino del Friuli Venezia Giulia a essere premiato, già nel 2001, dalla denominazione di origine controllata e garantita. Il tour enogastronomico prenderà il via all’agriturismo Merlino di via Carducci, a Nimis, per proseguire all’agriturismo Da Basan e all’azienda agricola Micossi di Sedilis e all’Osteria con cucina Tinat. Quindi ancora a Sedilis tappa al Bar alla Vittoria – azienda agricola Domenico Treppo, frazione dove ci saranno anche gli appuntamenti a Sapori Divini di Casali Alex e all’Ostarie Ongjarut: in tutti i ritrovi saranno proposti invitanti abbinamenti con eccellenze gastronomiche del Friuli e della Carnia, ma anche lombarde come il gorgonzola presentato dall’omonima cittadina in provincia di Milano. L’organizzazione informa che dalle 10 alle 18 è previsto il servizio bus navetta Nimis-Tarcento, ma si consiglia anche di effettuare il percorso, peraltro molto suggestivo, a piedi trattandosi appena di 3,6 chilometri. La manifestazione beneficia del sostegno di Turismo Fvg e dei patrocini dei Comuni di Nimis e Tarcento. Info: Serena Fattori cellulare 346.1231126.

Vino naturale a portata di click – A pochi giorni dall’apertura di Verona, Flor. born to be wine annuncia il lancio di Florwine.com, la nuova piattaforma e-commerce dedicata al mondo del vino naturale. Una selezione di oltre 1200 etichette scelte con cura da un esperto team di sommelier, che entro la fine dell’anno supererà le 2000 referenze. Rispetto al precedente shop online, il sito è stato completamente rinnovato e arricchito con schede prodotto esaustive e video-interviste dei produttori, offrendo un portale di facile navigazione che si propone come un vero collettore di informazioni, news e approfondimenti inerenti ai vini naturali. Il portale si pone l’obiettivo di ampliare e integrare quanto offerto dalle enoteche di Milano, Genova e Verona e dal servizio di delivery presente nelle medesime città. Infatti, con il lancio della nuova piattaforma saranno previste non solo consegne in tutta Italia, ma anche spedizioni internazionali. Inoltre, per fornire un servizio etico e affidabile, Flor. ha selezionato una squadra di rider regolarmente assunti e i migliori vettori disponibili sul mercato, garantendo una consegna attenta, volta a salvaguardare lo stato delle bottiglie richieste dagli utenti. “Florwine.com non rappresenta uno spin-off – afferma Giuseppe Rizzo, ideatore e fondatore del progetto assieme al socio Federico Fiori –, ma al contrario, e-commerce, bottiglierie e bistrot viaggeranno di pari passo con prezzi allineati tra online e offline, proponendo una versione phygital dell’enoteca. Per ora offriamo solo referenze enoiche naturali, tuttavia non escludiamo in futuro di presentare sulla piattaforma una selezione food, coinvolgendo piccoli produttori locali e dando visibilità a eccellenze enogastronomiche a km zero”. Far conoscere e approfondire il panorama del vino naturale attraverso le storie e l’impegno dei produttori: tutto questo spinge Flor. a diffondere la filosofia del bere e del mangiare bene. Una missione raccontata anche sul canale Instagram @flor.wine attraverso video interviste ai vignaioli, che descrivono e comunicano al pubblico ciò che rende unici i loro vini. Il completamento del progetto e-commerce è stato possibile grazie a un nutrito gruppo di copywriter, sommelier e marketing specialist, nonché di social media manager, graphic designer e sviluppatori web. Il team ha saputo percorrere e rispettare una roadmap incentrata sull’accrescimento della presenza online della realtà nata a Milano, che oggi trova la sua sede a Genova. “Proprio a Genova abbiamo scoperto la nostra casa – afferma Federico Fiori –, una tra le prime città italiane a promuovere i vini naturali e la filosofia che sta dietro a questo incredibile mercato. Il capoluogo ligure sta vivendo un importante momento di riscoperta, offrendo nuove prospettive di crescita e una qualità della vita in linea con i nostri valori aziendali”.

Il Sabato del Vignaiolo – Il 14 maggio in tutta Italia sarà il “Sabato del Vignaiolo”, la giornata pensata dalla Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti per raccontare al pubblico e agli appassionati le realtà territoriali dei 1400 soci Fivi. Saranno 18 gli appuntamenti organizzati da nord a sud in varie località della Penisola, dalle altrettante delegazioni locali: Nord Piemonte, Franciacorta, Trentino, Treviso, Colli Berici e Euganei, Friuli Venezia Giulia, Alessandria, Oltrepò Pavese, Modena – Reggio Emilia, Romagna, Piacenza, Chianti Classico – San Gimignano, Marche, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia Orientale e Puglia. Tutti gli eventi saranno strutturati in modo diverso, a libera interpretazione delle delegazioni, con lo scopo di creare un’atmosfera di festa e convivialità. Il pubblico sarà accolto direttamente in tante aziende vitivinicole socie Fivi, con alcune eccezioni. Verranno proposti banchi d’assaggio, degustazioni guidate e abbinamenti gastronomici, nel modo più adatto a far conoscere la storia, i territori e i vini dei Vignaioli Indipendenti. “Abbiamo pensato questo Sabato come una giornata di condivisione, un invito a venire a conoscerci dove lavoriamo ogni giorno, tra campagna e cantina, per incontrare il pubblico locale dei territori in cui viviamo – sottolinea Diletta Nember, vicepresidente di Fivi –. Per chi non ci conosce ancora, sarà un’occasione per comprendere meglio il nostro lavoro e i valori in cui crediamo; per chi invece ha già avuto modo di entrare nel mondo FIVI, una possibilità di rincontrarsi e approfondire ancora questa realtà. La nostra è un’associazione che ha come valori fondanti la tutela e la valorizzazione del territorio, attraverso una viticoltura artigianale e di qualità”. L’invito è quindi quello di scoprire quali sono gli eventi del “Sabato del Vignaiolo” più vicini a casa propria e di andare a conoscere personalmente le aziende Fivi, i produttori e i loro vini: una viticoltura autentica, che va dalla coltivazione dalla vigna all’imbottigliamento e alla vendita del vino, che nel calice esprime tutto l’amore per la terra. Il programma completo è consultabile su www.fivi.it

Ecco i vini Top del Vigneto Fvg: a Verona debutta la seconda edizione della Guida

Come orientarsi e scegliere tra tanti vini prodotti da eccellenti aziende vitivinicole grandi e piccole del Vigneto Fvg? La risposta oggi è la Guida “Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022”. Giunta alla seconda edizione, racchiude la valutazione di oltre 200 vini degustati da una commissione di assaggio costituita da 78 esperti tra enologi, enotecnici, periti agrari e agronomi, capitanata dal presidente Nicola Biasi e coordinata da Paolo Valdesolo. Il primo, classe ’81, ha ottenuto il titolo di Miglior Giovane Enologo d’Italia nel 2020 ed è stato Cult Oenologist per il Merano Wine Festival nel 2021; il secondo, esperto e notissimo enologo di lungo corso e con una forte visione per il futuro del settore.


Presentata ieri al Vinitaly, nello stand dell’Ersa, la guida “Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022” è un concentrato di informazioni con un unico obiettivo: mettere a disposizione dei consumatori un confronto obiettivo e ricco di spunti per una scelta sempre più consapevole del consumo e degustazione di vini del ricco patrimonio del Friuli Venezia Giulia e, nel contempo, creare un movimento di crescita e di sviluppo in un mercato che va sempre più alla ricerca di novità e di eccellenze da un lato, mentre il consumo dei vini sta cambiando e si guarda alle nuove generazioni che saranno i consumatori di domani.
Il volume è un utile “vademecum” anche per i “turisti enogastronomici” nazionali ed internazionali in visita in Friuli Venezia Giulia che così hanno ulteriori spunti per visite e acquisti diretti. Oltre alla collaborazione consolidata con Promoturismo Fvg, questa edizione della Guida ha realizzato un importante accordo di promozione con AgrifoodFvg e il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”.
Alla presentazione si sono alternati con interventi di saluto Manuele Bianco in rappresentanza dell’Ersa, Bruno Bertero, direttore marketing Promoturismo Fvg, Matteo Lovo, neo presidente Enologi ed Enotecnici del Friuli Venezia Giulia, Nicola Biasi, presidente delle Commissioni di degustazione della stessa Guida Top.
La Guida nel suo dettaglio è stata descritta da Nicolò Gambarotto, per Editoriale Top, Tiziana Pittia, per Espressione, e il perito agrario Giovanni Cattaruzzi, ideatore della Guida. Di significativo valore le parole di Bruno Bertero, che oltre all’apprezzamento per il lavoro svolto, ha voluto sottolineare come la guida rappresenti un prodotto cartaceo iconico nel panorama della promozione del territorio del Friuli Venezia Giulia.

Sono stati annunciati gli attestati di merito per i vini che hanno ottenuto dalla commissione di degustazione le tre T con un punteggio tra i 90 e i 100 punti.
Chardonnay 2019 – Collio – Marcuzzi – San Floriano del Collio (GO)
Sauvignon 2019 – Friuli Colli Orientali – Meroi – Buttrio (UD)
Sauvignon 2020 De la Tour – Collio – Villa Russiz – Capriva del Friuli (GO)
Merlot 2016 Graf de la Tour – Collio – Villa Russiz – Capriva del Friuli (GO)

Sono anche stati annunciati i premi speciali autoctoni Ribolla gialla e Pignolo
Ribolla Gialla 2019 Trebes – Collio – Attems – Capriva del Friuli (GO)
Pignolo 2017 – Friuli Colli Orientali – Scarbolo – Cividale del Friuli (UD)

La consegna degli attestati di merito avverrà a fine aprile con comunicazione successiva. La guida ospita il 10% di cantine in più con 213 vini, rappresentativi di tutte le Doc del Friuli Venezia Giulia.

Ed ecco una descrizione della guida:  168 pagine, con la presentazione delle cantine aderenti su due pagine, uno speciale dedicato agli autoctoni Ribolla gialla a cura di Enos Costantini e uno speciale Pignolo, a firma di Ben Little, vini ai quali la commissione di assaggio ha destinato due premi speciali. Nelle pagine di presentazione delle aziende sono contenuti i vini inviati alla degustazione e le valutazioni della commissione, con un’indicazione sul prezzo di acquisto delle bottiglie. Nella descrizione delle aziende si trovano una serie di informazioni utili sul metodo di coltivazione dei vigneti, il metodo di raccolta, la vinificazione e l’affinamento in cantina, e, argomento sempre più interessante, la sostenibilità ambientale. Le schede delle aziende, inoltre, ospitano i servizi offerti come l’attività agrituristica (pernottamento, ristorazione) e la possibilità di effettuare acquisti on line attraverso il proprio e-commerce. Tutti i testi sono pubblicati in italiano, inglese e tedesco, organizzati sulla stessa pagina per migliorare l’esperienza di lettura da parte di tutti. La Guida è stata realizzata dallo Studio Tecnico Agrario Cattaruzzi del perito agrario Giovanni Cattaruzzi e da Espressione, Smart Communication, società di marketing e di comunicazione. Editore Editoriale Top, già editorie di Top – Taste of Passion e di numerose iniziative editoriali.

Alcuni numeri
55 aziende partecipanti rispetto al 2020
213 i vini sottoposti alla valutazione degli esperti
78 gli assaggiatori tra enologi ed enotecnici, periti agrari e agronomi.
5.000 le copie stampate per la prima edizione
La guida, realizzata in 3 lingue (italiano, inglese e tedesco) sarà distribuita presso le edicole ed è acquistabile on line dal sito www.toptasteofpassion.it

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In copertina e all’interno immagini della presentazione della Guida Top al Vinitaly di Verona nel suo giorno conclusivo.