Al Cefap di Paluzza nuove opportunità con il corso agroforestale in quattro anni

Il Cefap presenta un rinnovato corso quadriennale nella sua sede di Paluzza, in ambito Agroforestale, per rispondere alle esigenze delle aree montane e alle nuove sfide del settore boschivo. Il corso si basa sull’esperienza ultraventennale nella formazione dopo le scuole medie di giovani in tale ambito ed è così strutturato: al termine dei primi tre anni gli studenti conseguono una qualifica professionale, mentre il quarto anno consente di ottenere il diploma professionale e di accedere all’esame di Stato per il Diploma di maturità o, in modo diretto, all’Its Academy. Il percorso forma una figura strategica per la gestione e la valorizzazione delle aree montane. Grazie a una solida formazione pratica e tecnica, l’operatore interviene nelle aree forestali nel rispetto dell’ambiente, contribuisce alla tutela del patrimonio boschivo, realizza interventi di recupero dei siti naturali, si occupa del taglio e del trasporto del legname e supporta la produzione e valorizzazione dei prodotti agricoli montani.
«La formazione è fondamentale a tutti i livelli e investire sui più giovani significa anche contrastare lo spopolamento delle aree montane – sottolinea Umberto Daneluzzi, direttore di Confagricoltura Fvg –. La gestione attiva e sostenibile del patrimonio forestale è centrale anche per la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. L’esperienza della vicina Austria dimostra come investimenti strutturati in formazione e gestione forestale possano generare ricadute positive e modelli di sviluppo di qualità economicamente sostenibili».

Percorso professionalizzante – Il rinnovato percorso formativo si caratterizza per un forte orientamento pratico e professionalizzante. La durata complessiva di quattro anni è accompagnata da una rete di collaborazioni con il Servizio foreste regionali, il Cesfam – Centro Servizi per le Foreste e le Attività della Montagna -, scuole, imprese, Its Academy e Associazioni datoriali, oltre a stage professionalizzanti presso aziende del territorio regionale.
«Il percorso agroforestale si inserisce in un settore vivace e centrale nell’economia regionale, ma anche di grande rilevanza per i temi ambientali e per la gestione e il governo del territorio, in particolare montano – dichiara Andrea Pincin, responsabile del Cesfam della Regione Friuli Venezia Giulia –. La collaborazione ultradecennale tra la struttura del Cesfam e il Cefap si è ulteriormente rafforzata con il trasferimento di quest’ultimo a Paluzza, permettendo di garantire il servizio convittuale agli allievi e alle allieve del percorso nella prestigiosa foresteria regionale. La nuova sede del Cefap, inoltre, consente la piena fruizione dei laboratori didattici del Centro regionale: gli studenti possono così sperimentare l’intera filiera del legno, dalla gestione forestale sostenibile alle lavorazioni primarie di segagione, fino alla produzione di prodotti di falegnameria finiti».
Particolare attenzione è dedicata all’innovazione dei contenuti didattici, che spaziano dalla gestione moderna dell’azienda agricola montana alle applicazioni digitali in ambito agroforestale; dai laboratori integrati alla formazione outdoor e ai cantieri boschivi. Il percorso include, inoltre, l’utilizzo di un simulatore di guida per forwarder e trattore e approfondimenti legati alla filiera corta agromontana.
«La formazione è oggi fondamentale perché il settore ha vissuto una profonda evoluzione, sia nelle tecniche sia nel mercato – afferma Cesare Magalini, direttore regionale di Coldiretti –. Non si può restare indietro: servono competenze aggiornate e capacità di affrontare un mercato sempre più veloce e competitivo. La formazione continua, applicata e concreta, è una leva strategica per cogliere le sfide e le opportunità del mercato». Il valore del progetto è rafforzato da una visione di lungo periodo orientata allo sviluppo delle aree interne. «Nel corso delle mie precedenti esperienze professionali ho lavorato a lungo sui temi della montagna e dello sviluppo delle aree interne – aggiunge Luca Bulfone, direttore di Cia Fvg –. Questo percorso dimostra come la formazione mirata possa supportare concretamente la montagna e offrire ai giovani reali opportunità occupazionali».

Molte opportunità – Al termine del percorso gli studenti conseguono la qualifica triennale di Addetto alle attività ambientali montane e il diploma professionale di Tecnico della gestione di aree boscate e forestali. Il titolo apre numerose opportunità: dall’accesso all’esame di maturità presso la scuola statale, all’ingresso diretto nel mondo del lavoro. Il corso aderisce alla Filiera formativa Tecnologico Professionale Agroalimentare della Regione Friuli Venezia Giulia. Per informazioni: Cefap, Telefono 0433.41077, E-mail: info@cefap.fvg.it

—^—

In copertina e all’interno due immagini di boschi e lavorazioni forestali in Carnia e della sede Cefap di Paluzza.

Il Bosco e il Borgo, due giornate nella Valle del But (tra Paluzza e Sutrio) dedicate al movimento lento nella natura incontaminata della Carnia

La Valle del But si appresta a vivere due giornate dedicate alla scoperta, al racconto e al movimento lento tra i borghi e i boschi. Oggi e domani, 24 e 25 ottobre, Paluzza e Sutrio ospitano infatti due appuntamenti che celebrano l’unione tra natura, cultura e gioco: oggi un incontro dedicato ad operatori turistici e alla stampa, per approfondire il valore e le prospettive del progetto “Il Bosco nel Borgo – Il Borgo nel Bosco”, e domani un evento aperto alle famiglie con passeggiate animate tra i sentieri e le storie dell’immaginario carnico.

Rivitalizzare i borghi – Il primo appuntamento (su invito), questo pomeriggio, alle ore 14, nella sala San Giacomo di Paluzza (via Roma 40) sarà un momento di dialogo e confronto sul ruolo del turismo esperienziale per la valorizzazione del territorio. Verranno presentati i contenuti e gli strumenti nati all’interno del progetto “Il Bosco nel Borgo – Il Borgo nel Bosco”, finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU (Pnrr M1C3, Investimento 2.1, Linea B – Rigenerazione culturale e sociale dei borghi storici), con particolare attenzione alla narrazione dei percorsi escursionistici e alle opportunità che il format offre per la promozione dei borghi. L’obiettivo è mostrare come l’unione tra tradizione, creatività e tecnologie leggere possa rafforzare l’attrattività turistica della Valle del But. Il progetto, promosso dai Comuni di Paluzza e di Sutrio, ha l’obiettivo di dare visibilità e coerenza all’offerta turistica locale, valorizzando in modo coordinato i percorsi naturalistici, il patrimonio culturale e le realtà produttive del territorio. Attraverso la narrazione e il gioco, Il Bosco nel Borgo – Il Borgo nel Bosco offre una nuova modalità di scoperta e di fruizione dei due borghi, favorendo un turismo di prossimità attento, partecipativo e sostenibile.

Storie che camminano – I sei anelli escursionistici di Paluzza e Sutrio, già esistenti e segnalati, sono stati arricchiti da un lavoro di caratterizzazione narrativa che li trasforma in esperienze di racconto e scoperta. Ogni sentiero ora ha un proprio filo conduttore: dalla Strada delle macchine idrauliche che attraversa Paluzza, tocca la Segheria di Toni (antica segheria veneziana di Casteons) e la storica Farie di Checo di Cercivento, fino al Percorso degli Sbilfs di Sutrio, che conduce tra aziende agricole, ruscelli e borghi operosi, dove gli gnomi del folklore locale si aggirano curiosi tra i prati e gli orti.
Gli anelli, progettati per famiglie e camminatori non esperti, sono pensati come esperienze lente e accessibili, che uniscono il piacere del movimento alla scoperta culturale. Offrono a genitori, bambini e visitatori la possibilità di vivere la montagna in modo semplice ma profondo, senza bisogno di preparazione tecnica o attrezzatura, favorendo la curiosità e l’ascolto. Non sono soltanto passeggiate: sono storie da percorrere, ognuna animata da un personaggio dell’immaginario carnico e da gesti e suoni che i partecipanti imparano a ripetere lungo il cammino. Le storie del gioco non sono solo di accompagnamento, ma diventano un incoraggiamento durante il percorso e una forma di esperienza aumentata: per i bambini, che trovano nella narrazione uno stimolo al coraggio e alla curiosità, e per gli adulti, che riscoprono il piacere di lasciarsi guidare dall’immaginazione e dal racconto condiviso.
Questi percorsi favoriscono la condivisione, permettendo alle famiglie di crescere insieme nell’amore per i borghi, per la loro storia e per la natura che li circonda. L’anello di Paluzza Zardin dai Siors – Il percorso del buio che non c’è più, ad esempio, invita a superare le proprie paure seguendo il Salvan, spirito del bosco, proseguendo idealmente il filo narrativo che lega ogni anello: esperienze diverse ma unite dal desiderio di esplorare, crescere e condividere. Allo stesso modo, il Percorso delle sorelle in volo accompagna i visitatori attraverso i boschi colpiti dalla tempesta Vaia e le Maine di Sutrio, dove la natura racconta la forza della rinascita e il legame profondo tra fiaba e realtà, preparando il terreno per l’esperienza di gioco che segue.

Mappa e web app – Per esplorare il territorio ed incamminarsi lungo questi percorsi, sono stati messi a punto una mappa, un kit gioco (che si possono ritirare gratuitamente presso l’Ufficio Turistico Paluzza o la Pro Loco Sutrio) ed è stata aggiornata la web app. La mappa illustrata “Il Bosco nel Borgo – Il Borgo nel Bosco” è un invito a muoversi tra Paluzza e Sutrio in autonomia: può essere utilizzata da chi desidera passeggiare scoprendo i sei anelli, i punti di interesse naturalistico, storico e culturale, oltre a curiosità e suggerimenti per le soste panoramiche. È un primo strumento di orientamento e di ispirazione per chi vuole conoscere i borghi e la loro storia.
La mappa e la web app lavorano in sinergia per accompagnare il visitatore lungo il percorso. Mentre la mappa restituisce una visione d’insieme del territorio e indica i punti di partenza dei sei anelli, l’app – sviluppata da Hibou (www.hiboucoop.org) con i contenuti sui percorsi curati da Creaa (www.creaa.it) – arricchisce l’esperienza con approfondimenti digitali per ogni tappa: curiosità storiche, descrizioni dei luoghi, elementi interattivi e aggiornamenti sugli eventi locali. Il passaggio dalla mappa all’app è fluido e naturale: la prima orienta il cammino, la seconda lo amplia, permettendo di scoprire dettagli e racconti che rendono il percorso più vivo e coinvolgente. L’app arricchisce così l’esperienza sul campo, rendendo il racconto vivo e multimediale, senza sostituirsi alla dimensione fisica e sensoriale del cammino.

Bosco nel Borgo – Il kit gioco “Il Bosco nel Borgo” integra la mappa e la arricchisce con una dimensione narrativa e interattiva. Il kit comprende le schede delle storie, una per ciascun anello, e le carte personaggio con le figure del folclore carnico – come l’Agana, il Salvan, la Strie o Silverio – che animano i percorsi. Ogni tappa diventa una piccola scena teatrale dove i bambini impersonano i personaggi e gli adulti leggono, narrano e interpretano. È un’esperienza ideale per le famiglie che vogliono scoprire i borghi con i propri figli ma anche per chi cerca un’attività rilassante e immersiva, capace di unire movimento, natura e cultura. I percorsi sono tutti facilmente accessibili, con durate comprese tra una e tre ore e difficoltà bassa.

Passeggiate animate per famiglie – Domani, 25 ottobre, verranno organizzate due passeggiate animate della durata di 1 ora e mezza circa, che rappresentano un’anteprima delle esperienze che i visitatori potranno poi replicare in autonomia, seguendo il proprio ritmo e lasciandosi guidare dai personaggi del gioco e dalle storie del territorio: una a Sutrio lungo il percorso Fondovalle Sutrio 2 – Presepi (partenza alle 10.00) e una a Paluzza (partenza alle 14:00) sul percorso Zardin dai Siors. Le iscrizioni sono aperte fino a esaurimento posti su:
• https://www.eventbrite.it/e/passeggiata-animata-per-famiglie-alla-scoperta-di-paluzza-tickets-1801955059089
• https://www.eventbrite.it/e/passeggiata-animata-per-famiglie-alla-scoperta-di-sutrio-tickets-1801107504029.
In caso di maltempo le due passeggiate verranno posticipate a data da definire.

—^—

In copertina, la app a portata di cellulare; all’interno, tre immagini dell’ambiente montano tra Paluzza e Sutrio e il bellissimo presepe di legno realizzato per il Vaticano qualche anno fa.

(Foto Denis Blarasin)

“Palio das Cjarogiules”, a Paluzza domenica la Carnia celebra storia e tradizioni con gare combattutissime

La Carnia celebra ogni estate le proprie tradizioni con il “Palio das Cjarogiules”, che si tiene a metà agosto a Paluzza. Questa manifestazione rappresenta un’occasione, sentitissima, per ricordare e rivivere le proprie origini, attraverso il simbolo della “cjarogiule” (assale con ruote e timone) e della “louze” (slitta in legno), mezzi che erano utilizzati in passato per il trasporto di ogni bene di famiglia. Il loro uso nel tempo riflette l’antica fatica di questo popolo di montagna, che oggi è lieto di accogliere i visitatori e condividere con loro la sua storia e le sue tradizioni nella cornice di questi verdissimi e incontaminati monti del Friuli Venezia Giulia, al confine con l’Austria.


Quest’anno l’atteso weekend del “Palio das Cjarogiules” cade il 9 e 10 agosto e ha come sempre come momento clou l’accesissima gara che da 39 anni vede sfidarsi una quindicina di contrade in rappresentanza non solo delle frazioni del paese, ma anche del territorio limitrofo al Comune di Paluzza, in una combattutissima ed atletica corsa fatta, appunto, con gli antichi mezzi di trasporto tipici di queste montagne, appunto la “cjarogiule” e la “louze”. In programma domenica 10 a partire dalle 17, dopo la sfilata e la presentazione delle contrade, le sfide del Palio accendono la curiosità di tutti e invitano, inesorabilmente, a tifare per l’una o l’altra squadra. Ben cinque le disfide, a cui tutti partecipano con i tradizionali abiti contadini: alle donne viene richiesto di correre trascinando una cjarogiule carica di 15 kg di fieno (Palio del fen cu la cjarogiule), mentre gli uomini sono chiamati a tagliare porzioni circolari di tronco d’abete con il segaccio (Palio del seon), assemblare e caricare nel minor tempo possibile un carico di legna di 1 quintale sulla cjarogiule (Palio da Cjame), per assicurarsi la miglior posizione di partenza nel Palio vero e proprio. E c’è persino un mini-palio speciale per i bambini.
La festa prende il via già nella mattinata con la solenne Messa del Palio in Duomo seguita da una serie di piacevoli appuntamenti e attività, come il Mercatino di hobbistica Fatto a Mano e, dalle 15.00, l’esibizione degli Sbandieratori di Palmanova e di suonatori di tamburo. Immancabili i gustosi e genuini sapori della Carnia, protagonisti della rassegna gastronomica Golosets: Amôr di Contrada, che anima Paluzza nelle due giornate del Palio e che prende il via sabato alle 18:00. Nelle varie contrade sono allestiti chioschi con specialità tipiche che variano da contrada a contrada. E così si potranno gustare, fra le altre golosità, i tradizionali cjarsòns (tipici ravioli carnici con una molteplicità di ripieni), maltagliati con burro e ricotta affumicata, orzotto con i funghi, gnocchi ripieni di susine, spezzatino con polenta, formaggi di malga, polenta con capriolo e cervo, taglieri d’alpeggio, l’immancabile polenta e frico e i dessert d’un tempo, come gnocchi dolci, frittelle di mele o alle erbe, torte caserecce ecc. A fare da contorno alla rassegna gastronomica sono in programma fino a tarda notte musica ed eventi. Per i bambini, nelle due giornate, appuntamento con il Funny Time e l’esibizione di giocolieri, trampolieri, spettacoli di magia, giochi di legno di un tempo, spettacoli teatrali in friulano.
Organizzato dall’Associazione Culturale Giovins di Chenti di Paluzza, con il sostegno della Comunità di Montagna della Carnia e del Comune di Paluzza, il “Palio das Cjarogiules” rientra fra le attività di animazione del territorio previste dal Bando Borghi Pnrr “Il Bosco nel Borgo-Il Borgo nel Bosco”, un progetto di rigenerazione culturale e sociale che racconta il valore intrinseco del legno, portato avanti dai Comuni di Sutrio e Paluzza.

Informazioni:
Associazione Culturale Giovins di Chenti A.P.S.
www.paliodipaluzza.it

—^—

In copertina e all’interno alcune bellissime immagini della passata edizione del Palio.

La Cantina di Ramuscello e San Vito rafforza la sua presenza in Carnia: nuova sede per la Bottega del Vino a Paluzza

La Cantina Produttori Ramuscello e San Vito rafforza la sua presenza in Carnia. A Paluzza, “La Bottega del Vino” ha infatti inaugurato la sua nuova sede in Via Nazionale 2 (ex bar Vanino), rinnovando il legame tra la titolare Federica Lalli, la Cantina pordenonese fondata nel 1959 e, appunto, il territorio carnico. Il locale, attivo sin dal 1925, si trova accanto all’ex Caserma degli Alpini dedicata a Maria Plozner Mentil, l’unica in Italia intitolata a una donna. Un luogo simbolico, profondamente radicato nella memoria della comunità. Era il 2021 quando la Cantina di Ramuscello e San Vito, confidando nelle potenzialità della Carnia, apriva “La Bottega del Vino” nel cuore di Paluzza. Posizionata lungo la direttrice del Passo di Monte Croce, la nuova “Bottega” si colloca in una zona strategica per i flussi turistici, in particolare quelli provenienti dall’Austria.


Ora, il nuovo spazio non è solo un punto vendita dei vini della Cantina cooperativa, ma anche luogo di degustazione dei prodotti tipici locali, come i formaggi del Caseificio Sociale Alto Bût e il prosciutto di San Daniele Dop firmato Testa & Molinaro. La struttura dispone di ampio parcheggio e di una zona esterna attrezzata con tavolini, ideale per momenti di sosta e convivialità. Attualmente è aperta dal martedì al sabato, con apertura domenicale in programma a breve.
Nel suo intervento durante l’inaugurazione, il vicepresidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Stefano Mazzolini, ha sottolineato l’importanza del grande lavoro fatto dalla Regione Fvg e dagli enti locali per la riapertura, in tempi record, della Strada Statale 52 bis, asse viario fondamentale per i collegamenti verso il passo e per l’intera economia locale. All’evento erano presenti anche il sindaco di Paluzza, Luca Scrignaro, il presidente della Cantina di Ramuscello, Gianluca Trevisan e, naturalmente, la padrona di casa, Federica Lalli.

—^—

In copertina e all’interno due immagini del taglio del nastro avvenuto a Paluzza.

Cefap Fvg, nuovo Centro formativo a Paluzza: avviato anche il corso di addetto alle attività ambientali montane

«L’apertura del Centro di Formazione a Paluzza è, per Cefap, un bell’obiettivo raggiunto. Abbiamo portato la scuola in una sede funzionale e prestigiosa organizzando un indispensabile servizio formativo in montagna per la montagna». Lo ha detto Sergio Vello, presidente del Cefap, in occasione del taglio del nastro della nuova sede. «Il Centro è fornito di laboratori (in condivisione con il Cesfam) per approfondire varie manualità legate ai corsi e di convitto, per favorire l’iscrizione e la frequenza anche di studenti con una residenza distante e/o con difficoltà di trasporto. Questa apertura – ha aggiunto Vello – è il frutto di molte collaborazioni istituzionali; della disponibilità di tanti privati che hanno messo a disposizione le loro strutture aziendali per le lezioni pratiche dei ragazzi (attualmente sono 35 gli iscritti, ma abbiamo spazi per altrettanti studenti) e della nostra rete di organismi e organizzazioni con le quali collaboriamo da anni facendo perno sulla nostra sede di Codroipo». Complessivamente, nel 2024, il Cefap ha organizzato 380 nuovi corsi, erogando 20.900 ore di lezione a oltre 4.400 allievi.

Il tradizionale taglio del nastro.


Dopo i saluti del sindaco Luca Scrignaro, il quale ha sottolineato il fatto che, dopo 25 anni di assenza, la formazione torna a Paluzza, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, ha aggiunto come il risultato ottenuto con questa apertura rappresenti un modello di collaborazione tra vari assessorati, enti e organizzazioni del territorio. «La gestione forestale è indispensabile – ha detto ancora – e su di essa serve investire. Inoltre, c’è assoluta necessità di aziende strutturate sul territorio che operino in rete e utilizzino operatori formati».
Gli ha fatto eco l’assessore al Lavoro, Formazione, Istruzione, Ricerca, Università e Famiglia del Friuli Venezia Giulia, Alessia Rosolen: «Per essere competitivi oggi, servono capitale umano e innovazione tecnologica. Perciò, reti e sistemi sono condizioni necessarie. La Regione, in questi anni, ha investito fortemente sulla formazione e sugli Enti che la erogano, ma da qui in avanti è necessario impegnarsi per costruire le filiere mettendo insieme tutti i passaggi necessari e, anche su tale costruzione, la Regione sta camminando con decisione prendendo pure spunto da questa nuova apertura del Cefap».
In merito alle attività formative di Paluzza, il corso di riferimento è il percorso di Istruzione e Formazione Professionale rivolto ai ragazzi in uscita dalla scuola media, ovvero la Qualifica triennale di Addetto alle attività ambientali montane con collegato il Quarto anno per il Diploma professionale di Tecnico delle aree boscate e forestali. Il corso è, infatti, un unicum in regione e, per caratteristiche curricolari, in Nord Italia, orientato a formare le professionalità richieste dalla filiera bosco-legno, fornendo competenze per operazioni di lavorazioni boschive e, grazie al diploma, anche di gestione dei cantieri di lavoro. Inoltre, fornisce conoscenze nella gestione delle attività agricole montane.

Vello con Rosolen e Zannier.

La parola d’ordine è multicompetenza, in un’ottica di collaborazione con le diverse aziende del territorio, da quelle boschive a quelle prettamente agricole, ma anche con realtà come il Cai, la Riserva di Cornino e La Polse di Cougne, per le manutenzioni sentieristiche e ambientali. L’obiettivo è, da un lato, cercare di dare risposte diverse al territorio per valorizzare tutto ciò che ruota attorno all’agricoltura di montagna; dall’altro, far fare esperienze diversificate agli allievi. Si parla, quindi, di moderna selvicoltura, interventi forestali, sistemazioni idraulico-forestali, recupero di aree degradate, tutela e valorizzazione delle aree protette, servizi ambientali, coltivazione di specie adeguate alla montagna, trasformazione dei prodotti, gestione di allevamenti e delle attività di alpeggio. È, inoltre, caratterizzato da numerose attività sportive: i ragazzi, ad esempio, vengono addestrati nell’arrampicata e nello sci affinché siano in grado di intervenire, se necessario, in opere di ingegneria naturalistica e gestire in sicurezza lavori in forte esposizione.
I curricula formativi di Paluzza sono implementati sulle nuove forme di produzione agricola sostenibile, sull’innovazione introdotta nelle lavorazioni boschive e forestali grazie anche allo smart farming, con uno sguardo all’agricoltura e selvicoltura del futuro. Nella sede locale sono stati anche attivati vari corsi, di diversa durata, per imprese e adulti. Le prossime sfide mirano a continuare sulla strada dell’agricoltura e forestazione 4.0 e ad allargare le sinergie con realtà formative omologhe di altre regioni italiane e di Austria e Slovenia.

—^—

In copertina, il presidente Sergio Vello durante la cerimonia inaugurale a Paluzza.

Scuole Aperte di Cefap Fvg invitano a Codroipo e Paluzza dove nasceranno i futuri professionisti dell’agricoltura

Il Cefap apre le porte delle sedi di Codroipo e Paluzza per le giornate di “Scuole Aperte” 2024/2025. Studenti e famiglie sono invitati a conoscere da vicino le proposte dei corsi di formazione dedicati all’agricoltura, all’agroalimentare e alla gestione ambientale montana, finanziati dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Le giornate di “Scuole Aperte” sono una vera e propria immersione nel mondo Cefap. Si potranno scoprire percorsi formativi unici che combinano lezioni teoriche con esperienze pratiche sul campo. Oltre alle presentazioni dei programmi, i partecipanti avranno la possibilità di sperimentare attività coinvolgenti, assaggiando e toccando con mano le creazioni degli studenti.

La sede Cefap di Codroipo.

Sede Cefap di Codroipo

Sabato 30 novembre, dalle ore 15 alle 17.30: Festa del Ringraziamento. Un pomeriggio dedicato ai prodotti da forno e di gastronomia: pane, focacce, pizze e pasta prenderanno forma sotto le mani degli studenti, partendo dalle materie prime stagionali. Si potrà assistere alle preparazioni e gustare le delizie appena sfornate.
Sabato 14 dicembre, dalle ore 15 alle 17.30: Bianco Natale. Ci sarà un laboratorio dedicato alla lavorazione del latte e alla preparazione di formaggi freschi, burro, ricotta e altre bontà casearie. Anche durante questo pomeriggio si potranno assaporare i prodotti preparati dagli allievi.

Sede Cefap di Paluzza

Sabato 14 dicembre, dalle ore 15 alle 17.30: Laboratorio di lavorazione del legno. Un pomeriggio dedicato alla tradizione artigianale, con dimostrazioni di intaglio e creazione di oggetti in legno.
Sabato 11 gennaio, dalle ore 15 alle 17.30: Il viaggio del seme. Si potrà seguire il ciclo di vita delle piante dalla semina alla crescita: un percorso affascinante dedicato al mondo naturale e agricolo.

Le giornate di “Scuole Aperte” sono pensate per gli studenti che hanno terminato le secondarie di primo grado e stanno scegliendo il loro futuro. Il team di Cefap sarà a disposizione per rispondere a domande, fornire dettagli su iscrizioni e sbocchi professionali, e guidare i ragazzi (e i genitori) verso la scelta più adatta per ciascun percorso. CeFAP è pronto ad accompagnare nuovi talenti nella costruzione di un’agricoltura sostenibile, moderna e innovativa. Per maggiori dettagli e per prenotare la visita, è utile consultare il sito: https://www.cefap.fvg.it/it/33132/scuole-aperte.

—^—

In copertina, uno studente impegnato nel laboratorio di industrie agrarie.

Una esplosione di colori e invitanti proposte: ecco cosa offre l’autunno sul monte Zoncolan in Carnia

Cosa può rendere ancora più magico e intenso lo scenario discreto di boschi e alpeggi dello Zoncolan? La luce unica del dopo estate, il sole ancora caldo ma addomesticato da un’aria ora più frizzante, il silenzio rilassante di un paesaggio ormai per pochi fortunati, il crepitio di foglie secche sotto le suole, le pennellate sparse di giallo, arancione, ruggine, rosso sulle chiome degli alberi, il profumo di nuove erbe aromatiche calpestate, che prelude a quello stuzzicante di una gastronomia già autunnale, consolatoria nelle soste in rifugio o a ristorante.
Bando alla nostalgia, insomma: invece di rimpiangere l’estate, qui tutto è pronto per una nuova stagione di esperienze in un verde che ora è impreziosito dai giochi cromatici del foliage. Per chi può concedersi ancora qualche sprazzo di libertà all’aperto, sul monte Zoncolan (1.750 metri fra le cime della Carnia in Friuli Venezia Giulia) la parola d’ordine è sempre Breathe.Feel.Live, ovvero Ascolta.Senti.Vivi. Ed è infatti ancora fitto il calendario in questo ultimo scorcio di settembre di Experience, il programma messo a punto da Visit Zoncolan con escursioni e passeggiate guidate a tema, adatte a tutti: gusti, gambe ed età alla scoperta di natura, fenomeni geologici, tradizioni, folclore, leggende, gastronomia, artigianato, storia, antichi mestieri delle terre alte e delle vallate racchiuse tra i Comuni di Sutrio, Paluzza con la località di Timau, Cercivento, Ravascletto, Comeglians, Ovaro e Treppo Carnico-Ligosullo.

Slow foot – Dimenticate le sfide dell’estate, ecco la stagione del lento, dolce prepararsi all’inverno. In sintonia con la natura tutt’intorno, che ancora non dorme ma già rallenta il ritmo, che ancora non si spoglia ma già veste gli abiti sgargianti della mezza stagione, è tempo – allenati o no – di regalarsi escursioni semplici, ad anello o comunque con poco dislivello, dove godere di ogni attimo, di ogni scorcio e sintonizzarsi con l’autunno. L’anello della Val Degano (dislivello 350+) propone il monte Tamai (200+) venerdì 22 settembre e il monte Crostis (300+) sabato 30. Sabato prossimo il tramonto sarà l’ora di partenza dell’escursione astronomica all’osservatorio di Polse di Cougnes (250+), dove ammirare stelle e pianeti con gli esperti. E per gli appassionati non mancano gli appuntamenti in notturna dalla Cima Tamai, al Lago Dimon e Lago Avostanis prenotabili su richiesta in qualsiasi giorno.

Natura a portata di tutti – Sullo Zoncolan, gli appassionati di flora alpina hanno soddisfazione anche senza bisogno di imprese estreme. Minimo il dislivello (250+) per l’escursione botanica con l’esperta, programmata anche per il 30 settembre, perfetta per imparare a riconoscere le erbe spontanee tipiche della ricca flora carnica e apprenderne i segreti. Qualche sforzo in più ma sempre davvero accettabile (dislivello 500+) è richiesto dall’escursione naturalistica in Pal Piccolo, con partenza dai laghetti di Timau, prevista il 23 settembre e anche il giorno successivo, quando però ci si allunga fino alla cima del Freikofel. Medio-impegnativa (650+), invece, l’escursione al monte Terzo di venerdì 29, alla scoperta dell’omonimo parco.

Riflessi sui laghi alpini – Più placidi che mai, i laghi alpini dell’Alta Carnia si fanno ora specchi per lo spettacolo della natura che cambia colore e si infiamma delle infinite sfumature delle tinte di stagione. Come non sceglierli come meta di passeggiate autunnali? Un’escursione medio-facile, con dislivello 600+, partendo da Castel Valdajer conduce al Lago Dimon e al monte Paularo domenica 1° ottobre.

Elettriche le bici, elettrizzanti le esperienze – Sempre all’insegna dell’andamento lento, ma in sella alla bicicletta, tornano a settembre anche le escursioni con l’e-bike sulla spettacolare Panoramica delle vette, passando per il borgo di Tualis. In calendario lunedì 25 e sabato 30, le pedalate sono medio-impegnative e coprono un dislivello di 1.300 metri in circa 4 ore di paesaggi mozzafiato. Per chi non ne fosse già in possesso, è disponibile il servizio di noleggio bici.

Gli appuntamenti ricorrenti – Soprattutto se si hanno bambini al seguito, scegliere un percorso facile e condirlo di curiosità qui è un gioco da ragazzi. La domenica mattina c’è La Fattoria Diffusa, facile passeggiata di fondovalle con visita in cascina per familiarizzare con gli animali. Il mercoledì e sabato pomeriggio e la domenica mattina tocca alla Visita alla miniera di Cludinico. Accompagnati da una guida speleologica, si accede al sito di estrazione del carbone ormai dismesso (dai 7 anni in su). L’escursione storico-naturalistica Anello della Grande Guerra nei dintorni di Timau, con visita al Tempio Ossario e al Museo della Grande Guerra è prevista ogni venerdì mattina. Mentre il mercoledì e sabato mattina è la volta de Il Parco della Torre Moscarda per una passeggiata nel tempo, dal Medioevo alla Prima Guerra Mondiale, con visita al Vallo del Littorio. Nei boschi intorno alla Torre, infine, il venerdì, sabato e domenica è suggestione pura con la Passeggiata con le lanterne in notturna.

Autunno tailor-made – Se non bastasse la palette di appuntamenti fin qui presentata, va ricordato che tutte le escursioni di Experience possono essere organizzate in qualsiasi momento sia in settembre che in ottobre e personalizzate, su richiesta (anche per una singola persona), agli stessi costi fissati per gli eventi in calendario (15-20 euro, sconto del 50% con Fvg Card).

Tutte le Experience, giorno per giorno, si trovano su www.visitzoncolan.com e su @visitzoncolan
Per informazioni: Tel. 0433 778921 – 389 2340928, info@visitzoncolan.com

Studenti universitari da tutt’Italia per il sistema bosco-legno in Fvg

Si terrà dal 29 al 31 ottobre, nella sede del Centro servizi per le foreste e le attività della montagna, a Paluzza, il workshop di approfondimento per gli studenti universitari di scienze forestali e ambientali di tutta Italia, dedicato al sistema bosco-legno del Friuli Venezia Giulia. «La formazione e la cultura del bosco-legno verso i giovani è fondamentale per poter garantire la sostenibilità futura del comparto – afferma l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier -. Dopo esserci presentati come un unico sistema in Cansiglio durante il Festival delle Foreste, il Friuli Venezia Giulia collabora nuovamente per poter organizzare una tre giorni di altissimo livello che vedrà coinvolti i giovani, i futuri professionisti forestali, nella gestione della risorsa legno e dove verranno sottolineate le potenzialità del patrimonio boschivo regionale ma anche le sfide del comparto».

Stefano Zannier

L’evento, primo appuntamento di questo genere programmato in regione, si svolgerà – come informa Arc – in tre sessioni a partire appunto dal 29 ottobre a partire dalle ore 18.30 quando sarà affrontato il tema della sostenibilità. Il giorno successivo dalle 8.30 sarà la volta della sicurezza e dell’innovazione con, nel pomeriggio, la visita ad alcuni cantieri forestali. Il 31 ottobre si parlerà, invece, della bellezza e della multifunzionalità delle foreste. Il workshop vedrà gli interventi dei protagonisti regionali del sistema bosco-legno e di autorevoli relatori ministeriali come Alessandra Stefani, direttore generale delle foreste italiane del ministero delle Politiche agricole agroalimentari forestali. Un programma che si snoda tra boschi e vallate dell’area montana friulana e che vede il fulcro delle attività nel Cesfam della Regione Fvg che ha riavviato, fra gli altri, i percorsi formativi legati all’ottenimento del patentino forestale essenziale per operare in sicurezza all’interno dei cantieri boschivi.
«E’ stato raggiunto il numero massimo di adesioni degli studenti provenienti da tutta Italia per questo primo esperimento di workshop – sottolinea Carlo Piemonte, presidente di Legno Servizi -. Dopo questa prima esperienza vorremmo che l’appuntamento fosse a cadenza annuale coinvolgendo nel progetto anche altri partner regionali e nazionali per una tre giorni in cui proseguire a discutere del futuro del bosco-legno insieme a quelli che saranno i futuri dirigenti e dottori del sistema forestale italiano».
L’evento vede coinvolta la Regione in collaborazione con Legno Servizi, Aibo Fvg, Consorzio Boschi Carnici e Cluster Fvg Legno Arredo Casa, con il diretto coinvolgimento della Confederazione delle associazioni universitarie degli studenti forestali italiani (Ausf Italia) e degli studenti di Scienze per l’ambiente e la natura dell’Università di Udine.

—^—

In copertina, autunno tra le conifere e qui sopra un bosco di latifoglie.

Sicurezza, gli operatori forestali Fvg a lezione per conseguire i patentini

«Il Cesfam, grazie anche alla forte collaborazione con Legno Servizi, ha ripreso in pieno la propria attività formativa per il rilascio e il mantenimento dei patentini forestali, strumento di professionalizzazione molto atteso dagli operatori del settore e assolutamente indispensabile per operare in sicurezza all’interno di boschi e foreste. Iniziati a ottobre, i corsi proseguiranno anche durante il mese di novembre, a partire dal giorno 2». Lo ha reso noto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier.
«In ogni attività operativa – ha sottolineato l’esponente della Giunta Fedriga – la prima regola è la sicurezza, che richiede in primis adeguata formazione. Un concetto importantissimo anche per le aziende delle utilizzazioni boschive che da alcuni anni reclamavano i corsi e alle quali diamo risposta».
Il Cesfam (Centro servizi per le foreste e le attività della montagna), che ha sede a Paluzza, agisce in stretta intesa con la cooperativa Legno Servizi, il cui presidente Carlo Piemonte ha evidenziato la progressiva integrazione e il rafforzamento del Sistema Bosco Legno Fvg e Innovazione, basato sui pilastri della sicurezza e sostenibilità. La presentazione di un sistema compatto e unitario, molto apprezzato al Festival delle Foreste tenutosi recentemente sul Cansiglio e alla fiera udinese della Casa Moderna, appena conclusa, nonché, ora, la riattivazione dei corsi Cesfam, secondo Piemonte, sono solo alcuni dei passi avanti del comparto realizzati grazie alla collaborazione costante tra il sistema delle imprese forestali, rappresentato in primis dall’Aibo Fvg, e gli organi regionali e territoriali con competenze sulle filiere del bosco legno.
«Le sfide che ci attendono sono ancora molte, ma indubbiamente la strada intrapresa, basata sulla realizzazione di progettualità condivise, sarà quella che permetterà al comparto bosco legno del Friuli Venezia Giulia di crescere», ha osservato in conclusione l’assessore Zannier.

—^—

In copertina, un operatore forestale mentre lavora in piena sicurezza.

 

Anche un centro di spumantizzazione nei nuovi piani della Cantina di Ramuscello

(g.l.) Un centro di spumantizzazione: è questo uno dei principali obiettivi della Cantina produttori di Ramuscello e San Vito, la cui attività, prossima a festeggiare il sessantesimo anniversario, registra una continua espansione. Un impegno che è molto apprezzato dalla Regione Fvg, schierata con i produttori vitivinicoli che operano per creare nuove occasioni di sviluppo, per ampliare la rete delle collaborazioni tra realtà regionali, che rafforzano la promozione e affrontano con capacità manageriale le fasi di passaggio generazionale. Concetti, questi, emersi dal confronto tra l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, e il consiglio di amministrazione che si è tenuto nella sede dell’importante azienda vitivinicola pordenonese.

L’enologo Rodolfo Rizzi.


Nata nel 1959 e operativa dal 1962 la Cantina cooperativa si appresta, appunto, a festeggiare nel 2022 i 60 anni di attività. Attualmente conta 110 soci conferenti che lavorano 729 ettari di vigneto specializzato estesi principalmente nella Destra Tagliamento e sconfinano anche nel vicino Veneto. Il conferimento delle uve negli ultimi dieci anni ha superato i 540 mila quintali, con un picco registrato nel 2020 quando sono stati conferiti in un unico anno ben 112.808 quintali. Le varietà maggiormente raccolte sono Pinot grigio e Glera, vitigno base del Prosecco. La Cantina di Ramuscello commercializza il vino prodotto direttamente alle ditte imbottigliatrici tra cui alcuni grandi marchi nazionali; solo una piccola quota viene destinata alla vendita diretta in bottiglia (50 mila) e in bag in box (6 mila). La produzione avviene sotto la guida dell’enologo Rodolfo Rizzi.
Il forte impulso alla crescita impresso dalle innovazioni introdotte negli ultimi anni ha spinto ora i vertici aziendali a ideare un progetto di ampliamento che comprende l’acquisizione di nuovi terreni adiacenti all’attuale sede, l’espansione della cantina, la realizzazione di un nuovo depuratore, l’acquisizione di nuovi serbatoi in acciaio per lo stoccaggio, la creazione del già citato centro di spumantizzazione e l’avvio di percorsi di alta formazione professionale.
La Regione Fvg, impegnata a creare le condizioni per stringere nuove collaborazioni, in particolare con gli incentivi pubblici al rafforzamento di filiera, intende premiare la produzione di qualità orientata a standard di sostenibilità ambientale e di prodotto. In questa direzione si muove il progetto avviato dalla Cantina cooperativa nel 2019 per l’introduzione del programma di riqualificazione produttiva denominato Sistema di qualità nazionale di produzione integrata (Sqnpi) regolamentato dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e potenziato nel corso del 2020 fino a raggiungere la certificazione della cantina di produzione. Il minor impatto ambientale è certificato sulla quasi totalità degli ettari a produzione vitivinicola dei soci conferenti.
Da ricordare, infine, che di recente la Cantina di Ramuscello e San Vito è sbarcata in Carnia, più precisamente a Paluzza, inaugurando il primo Punto vendita esterno all’azienda vitivinicola, con l’intervento del presidente Gianluca Trevisan assieme e del consigliere Fabio Valentinis e al direttore Rizzi. La Bottega del vino sarà gestita da Federica Lalli.

L’inaugurazione a Paluzza.

—^—

In copertina, gli spumanti sono il prossimo obiettivo della Cantina produttori di Ramuscello e San Vito.