Il caffè? Una bevanda salutare: a Trieste incontro dell’Amdc con Marino Petracco

Anche l’Associazione Museo del Caffè, in attesa di dare avvio alla nuova stagione di incontri, parteciperà con propri contributi all’edizione 2024 del “Trieste Coffee Festival”, la kermesse ottobrina che si dispiegherà con diverse manifestazioni e in varie sedi cittadine, in “omaggio” alla nera bevanda di cui il capoluogo giuliano ne è riconosciuta “capitale” grazie agli intensi traffici del Porto le cui radici affondano nell’epoca asburgica.
Domani infatti, 3 ottobre, con inizio alle ore 16.30, nella Sala “Bazlen” di Palazzo Gopcevic (via Rossini 4, sul Canal Grande di Trieste), lo “specialista” Marino Petracco intratterrà il sicuramente attento uditorio in un incontro sul tema “Il caffè: bevanda salutare”. Sarà un’occasione per meglio approfondire in particolare – come lo stesso titolo indica – gli aspetti riguardanti la salute, anche in relazione al consumo quotidiano, assieme ad altre notizie e curiosità sulle caratteristiche del “prezioso chicco”.
Marino Petracco, ingegnere chimico e appassionato cultore della materia, è stato per oltre un trentennio ricercatore scientifico alla Illycaffè ed è oggi un apprezzato protagonista degli incontri e delle attività della Amdc presieduta da Gianni Pistrini. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Gianni Pistrini

—^—

In copertina, l’ingegner Marino Petracco che domani a Trieste terrà una relazione per l’Amdc.

Il “rito del caffé” sia Patrimonio Unesco: Trieste compatta per la candidatura. Ancora un anno per cercare altri sostegni

(f.s.) Pienamente riuscito, con una notevole partecipazione di cittadini e operatori a vario livello interessati, e, soprattutto, con l’espressione di un forte appoggio politico-istituzionale e l’annuncio di importanti e sostanziali novità: in questi termini si possono sintetizzare il successo e la pregnanza di risultati del nuovo incontro pubblico a sostegno della candidatura all’Unesco del Rito del Caffè Espresso italiano quale Patrimonio immateriale dell’Umanità. L’incontro, come annunciato, era stato organizzato dall’associazione Museo del Caffè di Trieste in collaborazione con il Club per l’Unesco di Udine e la partecipazione delle maggiori realtà caffeicole giuliane, nella prestigiosa Sala Bazlen di Palazzo Gopcevic, messa a disposizione dal Comune di Trieste.

A illustrare le ragioni e le strategie della candidatura sono intervenuti per l’Amdc il presidente Gianni Pistrini con il suo “vice”, l’imprenditore Doriano Simonato, la scrittrice e promotrice culturale Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine, il presidente dell’Associazione Caffè Trieste Fabrizio Polojaz, pure coordinatore della cosiddetta “comunità emblematica” che riunisce tutte le realtà caffeicole cittadine partecipanti allo sforzo comune per la candidatura, Omar Zidarich, presidente del Gruppo Italiano Torrefattori di Caffè (che raccoglie i ben 743 torrefattori d’Italia), e Federica Suban, presidente provinciale della Fipe. A livello istituzionale, il vicesindaco e assessore alle Politiche economiche Serena Tonel, l’assessore agli Affari generali e Innovazione tecnologica del Comune di Trieste Michele Lobianco e il presidente del Consiglio comunale cittadino Francesco Di Paola Panteca, mentre il presidente del Consiglio regionale Fvg, Piero Mauro Zanin, ha inviato un circostanziato messaggio di adesione.
La notizia di più immediato impatto emersa nel corso dell’incontro e di massima importanza per le scelte “tattiche” e organizzative che dovranno essere intraprese è che l’Unesco ha recentemente deciso di “sdoppiare” i propri “riconoscimenti” alle realtà e attività di maggior rilevanza culturale a livello mondiale, suddividendole in “materiali” e “immateriali” e, conseguentemente, premiando ad anni alterni l’uno e l’altro di questi ambiti. Ciò comporterà, nella pratica, che la candidatura del Rito del Caffè Espresso italiano quale Patrimonio immateriale dell’Umanità – che ha appunto Trieste tra i principali fautori – potrà essere valutata e giudicata (prima a livello di Comitato Unesco nazionale poi, in caso positivo, al verdetto finale di Parigi) non alla fine di questo mese come si riteneva inizialmente, ma nella primavera del 2024. E’ evidente che questo “slittamento” anziché essere di nocumento potrà, al contrario, consentire una organizzazione della campagna a sostegno della candidatura ben più ampia, estesa e articolata di quanto si sia potuto fare finora, col breve lasso di tempo fin qui disponibile. Potendo così coinvolgere un numero ben maggiore di persone (con opportune raccolte di firme da inviare all’Unesco), enti e istituzioni pubbliche e private, realtà caffeicole e pubblici esercizi, non solo a Trieste ma anche in molte altre località italiane.

Gianni Pistrini

In definitiva, potremo avere parecchie più “chances” di riuscita e tutte le realtà presenti si sono comunemente espresse per cogliere questa inattesa occasione, aumentare gli sforzi e puntare con ancora maggior determinazione verso l’importante obiettivo. In tal senso, assicurando il massimo appoggio istituzionale, è intervenuta innanzitutto Serena Tonel, che ha portato il saluto del sindaco Dipiazza e ha rimarcato come il legame fra Trieste e le molteplici attività della filiera del caffè sia davvero fondamentale per il forte impatto economico e occupazionale che comportano, ma anche per gli aspetti di ricerca scientifica, turismo e cultura che il “prezioso chicco” comporta. Quindi, l’assessore comunale Michele Lobianco – da sempre vicino alle attività dell’Amdc – che ha auspicato il più ampio successo dell’iniziativa e il presidente del Consiglio comunale di Trieste Francesco Di Paola Panteca che ha annunciato di voler proporre all’assise municipale un’apposita mozione di sostegno alla candidatura. Analoga volontà di sostegno anche dal presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, che – come detto – ha inviato un messaggio di adesione.
Quindi, per le categorie economiche, mentre la presidente provinciale Fipe Federica Suban ha assicurato un forte impegno specifico della Federazione dei Pubblici esercizi, i due principali rappresentanti “caffeicoli”, Fabrizio Polojaz, anche a nome dell’intera “comunità emblematica” delle realtà partecipanti all’”avventura” della candidatura, e Omar Zidarich per i torrefattori – che ha anche portato il saluto e l’adesione del presidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia, Antonio Paoletti -, hanno entrambi rimarcato la fondamentale importanza della sinergia fra privato e pubblico, e fra istituzioni, articolazioni della società civile e cittadini tutti, per la riuscita dell’impresa.


Ricordando come Trieste debba avere in ciò un ruolo trainante, forte dei suoi 300 anni di esperienza di commercializzazione e trasformazione del caffè, e di una forte e tutta peculiare tradizione di degustazione della bevanda. Basti ricordare che oggi sui 10 mila addetti operanti nel settore in tutta Italia ben 1.000, più altri 800 nell’indotto, lavorano a Trieste, nelle molteplici professionalità e “punti” della “filiera”. Ma, al di là e oltre la nostra indubbia qualificazione di autentica Capitale del Caffè, oggi – hanno detto – dobbiamo lavorare con le altre città e realtà italiane per un obiettivo comune. Concetto ripreso e ampliato nell’appassionato intervento della presidente del Club per l’Unesco di Udine, Renata Capria D’Aronco, la quale, indicando la necessità di “andare oltre ogni campanilismo per ottenere i risultati che tutti desideriamo”, ha fortemente sottolineato l’adesione e l’azione del sodalizio friulano in piena consonanza con l’associazione Museo del Caffè di Trieste, a partire da questo incontro, “ma ora mobilitandosi uniti per andare a interessare tutte le realtà civili della nostra regione, a cominciare dal mondo della scuola, mentre il nostro Club si impegnerà per coinvolgere ad ampio raggio gli altri Club per l’Unesco, per il miglior successo dell’iniziativa di candidatura”.
“Introdotto” dal vicepresidente Doriano Simonato, che per tutta la sua durata ha brillantemente condotto quella che di fatto è stata una vera e propria “tavola rotonda” fra “attori” diversi pubblici e privati e il pubblico, stimolando e “provocando” domande e interessanti interventi, è toccato infine al presidente dell’Amdc Gianni Pistrini chiudere l’incontro ricordando come l’associazione Museo del Caffè di Trieste abbia, conformemente ai suoi scopi sociali, aderito convintamente e fin dall’inizio a questa iniziativa di valorizzazione e promozione del caffè espresso italiano a livello internazionale, inteso in tutti i suoi aspetti e peculiarità territoriali. “E anche a tal fine e in tale direzione – ha concluso Pistrini, evidenziando pure le molteplici attività svolte recentemente dall’associazione e tra queste in particolare l’importante gemellaggio con il prestigioso Museu do Cafè di Santos -, la stessa attesa creazione, in accordo con le Istituzioni cittadine e prioritario fine istitutivo della Amdc, di un Museo del Caffè degno di questo nome, dedicato alle molteplici testimonianze, oggetti, reperti e vicende umane che da secoli legano la nobile bevanda alla storia, cultura ed economia di questa città emporiale, che potrà essere realizzato nell’area pubblica del Porto Vecchio e direttamente connesso al Museo Commerciale della Città, un forte attrattore di visitatori, turisti, studiosi e appassionati dell’argomento. E se – così ancora Pistrini – tale realizzazione, come auspicato dallo stesso assessore comunale alla Cultura Giorgio Rossi, potrà concretizzarsi e venir anche completata nel corso dell’anno, essa potrà davvero rappresentare un ulteriore e potente “motore” pure ai fini del successo della candidatura italiana all’Unesco del ”Rito del Caffè Espresso italiano quale Patrimonio immateriale dell’Umanità”.

(info: www.amdctrieste.it)

—^—

In copertina, una tazzina dell’immancabile “rito” quotidiano del caffè espresso al bar.

 

Il “rito” del caffè Patrimonio Unesco: Trieste in campo per la candidatura

(f.s.) Un nuovo incontro pubblico a sostegno della candidatura all’Unesco del “Rito del Caffè Espresso italiano quale patrimonio immateriale dell’umanità”, campagna iniziata a livello nazionale nell’autunno scorso e che si concluderà a fine marzo col “verdetto” (di ammissione o meno) della Commissione italiana della stessa Unesco, avrà luogo martedì prossimo 28 febbraio, a Trieste, con inizio alle ore 15.30, alla Sala “Bazlen” di Palazzo Gopcevic (via Rossini 4) e sarà aperto a tutti i cittadini, istituzioni e realtà associative interessate.

Gianni Pistrini


L’incontro, organizzato in quest’occasione dall’associazione Museo del Caffè di Trieste che fin dall’inizio ha convintamente aderito a questa iniziativa di valorizzazione e promozione del caffè italiano, pur nel rispetto delle diverse peculiarità territoriali nel modo di fare e di “vivere” la “nera bevanda” (esempio classico Napoli e Trieste!), si svolgerà con la partecipazione delle maggiori realtà caffeicole triestine e del Club Unesco di Udine, nonché con il supporto del Comune di Trieste che ha concesso la prestigiosa sala sul Canal Grande.
Interverranno per l’Amdc il presidente Gianni Pistrini con il “vice”, l’imprenditore Doriano Simonato, la scrittrice e promotrice culturale Renata Capria d’Aronco, presidente del Club Unesco friulano, il presidente dell’Associazione Caffè Trieste Fabrizio Polojaz che è anche il coordinatore della cosiddetta “comunità emblematica” che riunisce tutte le realtà caffeicole cittadine che partecipano allo sforzo comune per la candidatura, Omar Zidarich, presidente del Gruppo Italiano Torrefattori di Caffè (che raccoglie i ben 743 torrefattori d’Italia), e Federica Suban, presidente provinciale della Fipe. A livello istituzionale hanno dato finora la loro adesione l’assessore agli Affari generali e Innovazione tecnologica del Comune di Trieste Michele Lobianco, il presidente del Consiglio comunale di Trieste Francesco Di Paola Panteca e l’omologo presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Piero Mauro Zanin.
La finalità dell’incontro, oltre a ribadire la nostra visione, triestina e italiana, secondo la quale il caffè non è solo una bevanda, pur pregiata, ma è prima di tutto un’arte, un modo di essere, un’occasione per stare assieme, un simbolo insomma dell’”italian way of life”, sarà quella di mantenere un’elevata attenzione sull’argomento e far formalizzare adeguatamente l’appoggio istituzionale pubblico alla candidatura del “Rito del Caffè Espresso Italiano” che, come detto, sarà innanzitutto valutata dalla Commissione nazionale, anche con la partecipazione dei Ministeri competenti, per poi, in caso positivo, venir presentata a Parigi per la scelta finale.
L’associazione Museo del Caffè – il cui prioritario fine sociale, lo ricordiamo, è la costituzione, in accordo con le Istituzioni cittadine, di un Museo degno di questo nome, dedicato alle testimonianze, oggetti, reperti e molteplici connessioni che da secoli legano la nobile bevanda alla storia, cultura ed economia di questa città emporiale – non poteva non essere in prima linea anche in questa azione coordinata con le più importanti realtà caffeicole, nell’intento di fare di Trieste, ancora una volta – e in questo caso nell’ambito della più ampia “candidatura nazionale” all’Unesco – un “centro” di primaria importanza per tutto ciò che ruota attorno al “prezioso chicco”.

Per maggiori informazioni tel. 368-435343, www.amdctrieste.it