Il Ducato dei vini friulani domani a Udine festeggerà i nuovi Nobili. E Filiputti tratterà il paradosso della comunicazione

(g.l.) Calato il sipario su Asparagus 2025, per il Ducato dei vini friulani ecco un importante appuntamento “istituzionale”: la Dieta di Primavera. La festosa cerimonia si terrà domattina, con inizio alle 10.30, nel salone di rappresentanza della Fondazione Friuli –  palazzo Antonini Stringher in via Gemona 1, a Udine – dove ha la sede sociale anche lo storico sodalizio della vite e del vino guidato dal Duca Alessandro I, recentemente confermato dall’assemblea dei Nobili alla guida del Ducato stesso.
Nell’occasione, il dottor Walter Filiputti terrà una “lectio magistralis” sul tema È un paradosso definire la comunicazione del vino più importante del vino stesso? L’incontro sarà coronato dalla investitura dei nuovi Nobili «allo squillar di trombe e non prima che l’Araldo ne abbia reso pubbliche le doti e le gesta», come si legge nell’annuncio ufficiale del Ducato.

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In copertina, Alessandro I (al secolo Alessandro Salvin) leader del Ducato; qui sopra, Walter Filiputti.

“Asparagus” questa sera sale sul Carso. Poi ultimi dettagli del Ducato dei vini friulani per la Dieta di Primavera a Udine

(g.l.) Mentre sta mettendo a punto gli ultimi dettagli organizzativi della Dieta di Primavera – l’appuntamento è a Udine in giugno -, il Ducato dei vini friulani, guidato dal confermato Duca Alessandro I, invita a un nuovo appuntamento con “Asparagus”, la fortunata rassegna enogastronomica dedicata al re degli ortaggi che ha reso famoso il Friuli Venezia Giulia per la qualità delle sue produzioni.
Il quinto appuntamento del 2025 si terrà questa sera alla Lokanda Devetak 1870 a San Michele del Carso, mentre venerdì prossimo per la prima volta ci sarà la prima puntata fuori regione, all’Osteria della Stazione di Milano. Poi altra uscita dai confini Fvg il 23 maggio a Giai di Gruaro, nel Veneziano, mentre il 16 l’appuntamento è a Grado e il 30, ultima serata, a Corno di Rosazzo. Come si ricorderà, il circuito della buona tavola era cominciato il 4 aprile Al Grop di Tavagnacco, dove la manifestazione era stata ideata tanti anni fa da Elio Del Fabbro e Isi Benini, proseguendo poi a Cormons, Mortegliano e Udine.
E, come detto, appena calato il sipario su “Asparagus”, l’attenzione del Ducato sarà tutta puntata sulla tradizionale Dieta di Primavera che si terrà il 7 giugno, alle 10.30, nella sala di rappresentanza della Fondazione Friuli, Palazzo Antonini Stringher, in via Gemona a Udine. Nell’occasione, oltre all’investitura dei nuovi Nobili, il dottor Walter Filiputti terrà una “lectio magistralis” sul tema È un paradosso definire la comunicazione del vino più importante del vino stesso? Un appuntamento, dunque, molto importante e sul quale ritorneremo.

Alessandro Salvin

Ducato dei vini friulani, una Dieta di Primavera che farà storia per il Premio Isi Benini a Giannola Nonino, i nuovi nobili (uno arrivato dalla California!) e la “lectio” sulla Ribolla di Attilio Scienza

di Giuseppe Longo

UDINE – «Il Ducato dei vini, autentico custode dell’eccellenza del Friuli, e Giannola Nonino, donna e imprenditrice visionaria che ha creato un’etichetta di grande successo, rappresentano la laboriosità, la caparbietà, l’attaccamento alla terra e l’arte della coltivazione della vite. Una somma di valori che si identificano con il territorio, in uno slancio fortemente radicato nel passato e proiettato verso il futuro». Una frase che riassume perfettamente la bellissima mattinata che ha vissuto il Ducato dei vini friulani in occasione della tradizionale Dieta di Primavera. Le parole sono dell’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, che le ha pronunciate durante la festosa cerimonia che ha visto anche la consegna del Premio “Ricordo Isi Benini” e il conferimento del titolo di Ambasciatrice del Friuli Venezia Giulia nel mondo alla stessa distillatrice di Percoto e l’investitura dei nuovi nobili: uno di essi ci teneva così tanto che è arrivato addirittura dalla California! L’evento ha avuto quale cornice, nel centro storico di Udine, il salone di rappresentanza di Palazzo Antonini Stringher nel quale ha la nuova sede la Fondazione Friuli, oltre allo stesso Ducato.


L’esponente della Giunta Fedriga – gratificata, oltreché piacevolmente sorpresa, per la nomina a “nobile onorario” – ha sottolineato che «grazie anche al lavoro fatto dall’Università di Udine nel campo della ricerca, la viticoltura regionale è saldamente legata a una visione in cui l’innovazione ricopre un ruolo strategico, a tutto vantaggio della qualità e della competitività del prodotto». Aggiungendo poi: «Dietro al lavoro, alla fatica e alla passione dei viticoltori c’è un sentimento di profondo amore per il territorio friulano, con le sue grandi potenzialità in parte ancora da valorizzare».

Regista dell’intera cerimonia il duca Alessandro I assieme alla giornalista Monica Bertarelli che ne ha presentato con proprietà i vari momenti. Per primo ha parlato, portando il saluto della città, il sindaco Felice De Toni, il quale ha sottolineato la vocazione di Udine a essere punto di riferimento per l’enogastronomia di qualità. Quindi, Alessandro Salvin – attorniato dalla Corte ducale che era entrata fra gli squilli di tromba dei “Brafs e vonde” – ha riassunto l’essenza della manifestazione, dedicata non solo agli importanti riconoscimenti di cui si è fatto cenno, ma anche all’approfondimento di un tema importante e che sta molto a cuore al Ducato, la Ribolla gialla, storica varietà autoctona friulana per la quale il benemerito sodalizio, che ha superato il mezzo secolo di vita, da lungo tempo ormai invoca tutela e valorizzazione. E pure lui ha sottolineato l’importanza che Udine possa meritare il riconoscimento di “capitale” della scienza dell’alimentazione e della gastronomia di pregio. Il duca ha avuto un grato pensiero anche per il “padrone di casa”, Giuseppe Morandini, al quale ha donato un’attestazione che dimostra la riconoscenza del Ducato per aver trovato, grazie proprio alla Fondazione Friuli, stabile ospitalità nel prestigioso palazzo di via Gemona.
Spazio quindi all’annunciata “lectio magistralis” del professor Attilio Scienza, agronomo e luminare della viticoltura italiana, che ha dispensato tutto il suo sapere all’Università di Milano. E l’argomento affidatogli non poteva essere che quello della Ribolla, vitigno del quale ha proposto un interessante profilo storico-ampelografico – il primo documento scritto risale a un documento del notaio Ermanno di Gemona che porta la data del 1299 – legandolo al concetto di “vocazione” e “autoctonia”, cioè il luogo, nel nostro caso il Friuli, in cui il vitigno esprime tutte le sue potenzialità qualitative. Quindi, si è riferito alla sua adattabilità agli ambienti, alle pratiche colturali, alle aspettative enologiche e di mercato, illustrando altresì le zone in cui la Ribolla gialla in Friuli Venezia Giulia è maggiormente diffusa, sottolineando l’importanza della sua coltivazione in collina per la presenza della “ponca” che offre al vitigno il terreno prediletto. Ed è proprio su questo binomio inscindibile – e cioè Ribolla gialla-ponca che equivale a dire Ribolla gialla-collina – che si gioca il futuro di questa preziosa varietà nella quale il Friuli si riconosce. E nella quale deve continuare a credere perché non tutte le regioni hanno terreni e condizioni ambientali che si prestano alla sua coltivazione con ripaganti risultati. Per saperne di più, Attilio Scienza ha invitato a consultare il libro “La Ribolla gialla, un viaggio alla scoperta della civiltà europea” che lui stesso ha scritto a quattro mani con Walter Filiputti (presente in sala) e che è stato dato alle stampe nel 2019 da Eugenio Collavini editore a Corno di Rosazzo.


Al termine dell’applaudito intervento del cattedratico trentino – ha studiato molto la vite provenendo da una famiglia di vignaioli! -, è seguita l’investitura dei nuovi nobili: Giovanni D’Alì, commercialista; Mauro Di Bert, consigliere regionale; Andrea Proietti, microbiologo; Francesco Atzeni, generale dei Carabinieri; Marco Buzziolo, giornalista; Giuliano Pascoli, esperto potatore; Catia Coiutti, sommelier; Massimiliano Buiani, enologo/enotecnico arrivato appositamente, come detto, dagli Stati Uniti d’America; e Luigi Fonzi, assistente capo coordinatore Polizia postale.  A ognuno di loro il duca Alessandro I ha messo sulle spalle il caratteristico collare rosso con l’Aquila del Friuli storico, dopo che l’araldo Arrigo De Pauli ne aveva intessuto le lodi leggendone un breve curriculum. Tutti hanno brindato con il tradizionale sorso di Picolit, il re dei nostri vini, offerto loro dalla cerimoniera Mariaclara Forti, componente della Corte ducale, nonché sindaco di Prepotto e donna del vino Fvg.


Infine, dopo la nomina di “nobile onorario” dell’assessore Barbara Zilli, il momento clou della mattinata, con la consegna a Giannola Nonino del Premio intitolato alla memoria del grande giornalista Isi Benini, del quale ricorrono i cent’anni dalla nascita. Presente il figlio Marco, la più famosa “grappaiola” del mondo ha ricevuto il prestigioso riconoscimento non senza commozione e ringraziato il Ducato per la sensibilità dimostrata nei suoi confronti, con il tratto simpatico e diretto che da sempre la contraddistingue, ha detto di voler dedicare il Premio al “suo” Benito, impossibilitato a essere presente, al fine di condividere con lui questa gioia dopo aver condiviso per tanti decenni un impegno riconosciuto da tutti e che è stato determinante per la salvaguardia e il rilancio dei vecchi vitigni friulani, ma anche per la valorizzazione della grappa, sottraendola da una condizione di inferiorità fra gli altri superalcolici, e che ha avuto il massimo dell’esaltazione qualitativa con la distillazione delle “grappe monovitigno”, inventate proprio dagli imprenditori di Percoto. Piccola località che sorge nelle campagne alle porte di Udine, ma che è divenuta celebre a livello internazionale con l’istituzione dei Premi Risit d’Aur e Nonino, riconoscimenti alla vitivinicoltura di qualità del Friuli e alla cultura senza confini. E in tutto questo l’azione di Giannola è stata determinante!

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In copertina, la consegna del Premio “Ricordo Isi Benini” a Giannola Nonino presenti il sindaco Felice De Toni, l’assessore regionale Barbara Zilli, il figlio del giornalista commemorato, Marco, Mariaclara Forti  e il duca Alessandro I; all’interno, foto ricordo con i nuovi nobili e premiati, l’investitura di Barbara Zilli e il riconoscimento a Giuseppe Morandini, la “lectio” del professor Attilio Scienza, i “Brafs e vonde” e una parte della platea.

Ducato dei vini friulani, dalla chiusura di “Asparagus” alla Dieta di primavera: lezione di Attilio Scienza, nuovi nobili e Premio Isi Benini a Giannola Nonino

(g.l.) Chiusura in grande stile oggi per “Asparagus”, il famoso e fortunato circuito enogastronomico promosso e organizzato dal Ducato dei vini friulani guidato da Alessandro Salvin. L’appuntamento è, infatti, al ristorante Da Nando a Mortegliano.
E una volta concluso questo tour con il più pregiato prodotto primaverile del nostro Friuli, per l’ormai storico sodalizio ecco pronto un altro importantissimo appuntamento: la Dieta di primavera. La festa-cerimonia si terrà domani mattina, 1° giugno, con inizio alle 10.30 nel salone di rappresentanza di Palazzo Antonini-Stringher, in via Gemona a Udine, nuova sede della Fondazione Friuli. Nell’occasione, dopo i saluti del duca Alessandro I, ci sarà la lectio magistralis del professor Attilio Scienza, grande luminare in materia vitivinicola, seguita dall’investitura dei nuovi nobili.
Al termine, omaggio a uno dei più convinti e appassionati fondatori del Ducato dei vini friulani: sarà infatti consegnato il Premio ricordo Isi Benini. Il riconoscimento andrà a Giannola Nonino, l’imprenditrice della distillazione da tutti conosciuta non solo per avere rilanciato, in una cornice qualitativa, la grappa friulana, ma anche e soprattutto per aver contribuito a salvare e rilanciare vecchi vitigni autoctoni – come lo Schioppettino di Prepotto e di Cialla – che correvano il serio rischio di scomparire, ottenendo dalle vinacce delle loro uve pregiate grappe di monovitigno.

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In copertina, il duca Alessandro Salvin regista della cerimonia di domani a Udine.