Vino-sigarette? Dura reazione di Zanin che si schiera subito con Assoenologi

«Trama e scenografia sembrano quelle di un film di Dario Argento, invece siamo di fronte all’ennesimo tentativo di imporre la scure proibizionista e omologatrice a senso unico da parte di istituzioni sovranazionali, in questo caso da un’organizzazione che negli ultimi tempi, in particolare con la questione Covid, è stata spesso nel mirino della critica e non ha raccolto enormi consensi di popolo». Sferzante e diretto a tutela di un bene primario del Friuli Venezia Giulia, il presidente del Consiglio regionale Fvg, Piero Mauro Zanin, si schiera immediatamente a fianco del presidente nazionale di Assoenologi, Riccardo Cotarella, nell’alzare «un muro di buon senso, tradizione, lavoro, qualità, salute e benessere al cospetto di un attacco scomposto e generalista perpetrato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nei confronti del vino, incluso tra le bevande alcoliche da demonizzare senza se e senza ma con l’obiettivo di ridurne l’uso senza pensare, al contrario, a diffondere il concetto positivo di bere bene, giusto e consapevole».
Rifacendosi al documento emanato lo scorso settembre dall’Oms Regione Europa, Zanin considera «assurdo e qualunquista paragonare il vino alle sigarette nel divieto di promozione e nell’obbligo di inserire frasi e immagini ostili sulle etichette. Il vino è salute mentale, fisica ed economica – prosegue il presidente del Cr Fvg – se assunto nelle giuste proporzioni e con le dovute cautele, un mantra che vale per qualsiasi prodotto alimentare. Il proibizionismo o simil tale, invece, nella storia ha prodotto sempre e solo danni a ogni livello, non ultimo quello fiscale che garantisce la distribuzione di risorse sul territorio a vantaggio delle comunità».
Proprio a questo proposito, Zanin solleva ulteriori dubbi «su un’indicazione dell’Oms che i Paesi non produttori di vino e, in generale, poco noti per varietà e specificità enogastronomiche quali sono gli Stati del Nord Europa, avrebbero già felicemente recepito o vorrebbero farlo a breve. Non vorrei – suggerisce il presidente dell’Aula Fvg – che, con il paventato aumento di tasse e balzelli su beni che contraddistinguono la tavola e le abitudini degli italiani e di altri popoli del Sud Europa, si andasse nella direzione di un Monopolio di Stato, anzi di Unione europea, per un prodotto centrale nell’economia nazionale qual è il vino, magari arrivando successivamente ad aggredire ulteriormente altre eccellenze già penalizzate come olio, latte e chissà che altre».
«Una siffatta Europa – sottolinea infine Zanin – rischierebbe di apparire ai cittadini ancora meno madre e ancora più matrigna, costantemente a trazione nordica e poco propensa a comprendere i valori mediterranei. Il vino, che a tavola unisce e favorisce il dialogo, viene purtroppo utilizzato da elemento divisivo prima fra chi lo produce in diverse aree, vedi le questioni Tocai fra Italia e Ungheria e Prosecco fra Italia e Croazia, e poi in senso assoluto, con il nostro Paese clamorosamente sempre coinvolto negativamente. E quel che è peggio, in quest’ultimo caso, con gli esponenti italiani dell’Oms fragorosamente assertivi».

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In copertina, il presidente del Consiglio regionale Fvg Piero Mauro Zanin.

Il Merano WineFestival al via con l’ombra dell’idea Oms attaccata da Assoenologi

(g.l.) Farà sicuramente da sfondo all’imminente Merano WineFestival l’intenzione dell’Organizzazione mondiale della sanità di equiparare il vino alle sigarette, in quanto ai possibili danni che potrebbero derivare alla nostra salute, con tutte le conseguenze che un pronunciamento del genere potrebbe trascinare con sè. Una eventualità subito bollata come «assoluta follia» dal presidente nazionale di Assoenologi Riccardo Cotarella che sul mensile della categoria – in Friuli Venezia Giulia rappresentata dalla sezione guidata da Matteo Lovo – ha scritto un editoriale di fuoco per condannare questo progetto che «rischia di mettere davvero in ginocchio il mondo del vino e un pezzo determinante dell’economia italiana in maniera irreversibile».
Giunto alla sua 31ma edizione, il Merano WineFestival – punto di riferimento, dopo Vinitaly, anche per molti produttori del Vigneto Fvg – è l’occasione perfetta per conoscere prodotti di selezionata qualità, premiati con The WineHunter Award. L’elegante Kurhaus, nel cuore della città altoatesina, è la location perfetta per l’atmosfera unica del salone enologico che non è solo degustazione, ma anche un’occasione di incontro tra produttori e un pubblico esperto composto da importatori, giornalisti, influencer e wine&food lover. L’opportunità di scambiare opinioni, di conoscere le novità e le tendenze del mercato, di degustare i prodotti della selezione ufficiale e di incontrare altri appassionati durante un viaggio attraverso la storia del vino e del cibo, uno showcooking, una masterclass, un convegno e molto altro ancora.
Il Merano WineFestival si apre dopodomani, 4 novembre, con la prima session di WineItalia The WineHunter Official Selection e Food, Spirits&Berr – The WineHunter Official Selection, rispettivamente nelle storiche sale del Kurhaus e della splendida Gourmet Arena. Tra venerdì e sabato prossimi al Teatro Puccini il Summit “Respiro e Grido della Terra” dove si parlerà si sostenibilità per tutto il comparto viticolo ed enologico, seguito dalla serata inaugurale “Small Plates Gala”, sempre nell’affascinante location.
Le eleganti sale del Kurhaus accolglieranno The Official Selection – Wine Session 1 e Session 2, cuore dell’evento: in degustazione etichette italiane e internazionali selezionate dalle commissioni d’assaggio The WineHunter. Sul Parco del Kurhaus la WineHunter Area, un’area gestita da personale specializzato che raccoglie oltre 400 etichette. Da non dimenticare The Official Selection – Food, Spirits, Beer e Territorio&Consortium all’interno della GourmetArena: un percorso di degustazione, tra eccellenze culinarie, birrifici artigianali, distillerie e consorzi di tutela, attraverso i sapori dell’Italia e del mondo, per celebrarne l’alta qualità. E, soprattutto per quanto riguarda il vino, sarebbe veramente grave se passasse il pronunciamento Oms di cui si è detto nelle premesse.

In alto i calici a Capodanno, ma sui vini ora incombono pericolosi “alert” sanitari

(g.l.) In alto i calici nella notte di San Silvestro per dare il benvenuto al nuovo anno che si spera sia migliore di quello che sta per finire, soprattutto sul fronte dell’emergenza sanitaria che continua a causare tanti problemi. Anche in Friuli Venezia Giulia salteranno migliaia e migliaia di tappi di spumante – una tipologia produttiva con cui il Vigneto Fvg fa oggi una gran bella figura! -, ma sulle bollicine e anche sui grandi vini “tranquilli”, quelli che hanno conquistato una fama indiscussa in ogni parte del mondo, incombe un pericolo che inquieta i produttori.
Etichette con “alert” sanitari anti-cancro – del tipo “nuoce gravemente alla salute”, come avviene da molti anni per le sigarette -, divieto di pubblicità e di sponsorizzazione di eventi sportivi, aumento della tassazione e una revisione della politica di promozione, correlata a un sistema di punteggi: queste sono, infatti, alcune delle possibili manovre inserite nel documento per l’accesso ai fondi di promozione orizzontale dei prodotti agricoli legato al piano comunitario di lotta ai tumori. Se verrà applicato il documento, come finora previsto, penalizzerà assieme al vino e ad altri prodotti tipici italiani, anche la promozione enoturistica e dei territori. A lanciare l’allarme è l’Associazione nazionale Città del Vino, che in Friuli Venezia Giulia ha un coordinamento molto attivo con 32 soggetti tra Comuni e Pro Loco, tutti espressione di territori in cui il vino non è solo un elemento economico ma anche un valore culturale e sociale. Il valore della prevenzione medica nei confronti del cancro rimane fondamentale, non si discute, ma il consumo consapevole di vino e i suoi effetti positivi a livello cardiocircolatorio vanno distinti dal consumo di altri alcolici: questo in sintesi il messaggio delle Città del Vino.

Angelo Radica

«La relazione approvata nei giorni scorsi dalla commissione speciale per la lotta al cancro (Beca) dal Parlamento Europeo pone un pesantissimo veto al consumo di vino e a un settore che è uno dei fiori all’occhiello del Made in Italy, con forti ricadute negative per l’economia dei nostri territori – sottolinea il neo-presidente di Città del Vino, Angelo Radica -. Nella relazione, affermando che non esiste un livello sicuro di consumo di alcol, non si fa alcune distinzione tra il vino e i superalcolici, tra l’abuso e il bere moderato, senza poi considerare come affermato da decine di studi scientifici che un calice di vino al giorno, aggiungo di qualità, riduce il rischio di incorrere in malattie cardiovascolari». «Speriamo che queste decisioni – gli ha fatto eco il coordinatore delle Città del vino del Friuli Venezia Giulia, Tiziano Venturini, che è membro della giunta nazionale dell’associazione – non colpiscano le nostre realtà regionali, dalle cantine ai consorzi, che da tempo promuovono un consumo consapevole del vino e lo valorizzano come elemento di promozione territoriale, oltre a essere sempre più orientate verso una produzione sostenibile a livello ambientale, economico e sociale».

Tiziano Venturini

Nello specifico, fanno sapere le Città del Vino – che nell’anno in arrivo saranno rappresentate a livello nazionale da quella di Duino Aurisina -, a metà dicembre la Commissione Ue ha pubblicato il documento per l’accesso ai fondi di promozione orizzontale dei prodotti agricoli per oltre 176 milioni di euro, inserendo tra i criteri di accesso alle risorse l’allineamento ad alcuni criteri e documenti strategici, dal Farm to Fork al piano comunitario contro i tumori. A gennaio è prevista l’ultima tornata nel Parlamento Ue per poter cambiare il testo della relazione sul Piano europeo di lotta contro il cancro ma, contestualmente, anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità si avvia a discutere la fase di negoziato del piano d’azione di lotta contro l’alcol, che prevede misure analoghe, con l’obiettivo di ridurne del 20% il consumo entro il 2030. A tutto questo si aggiunge il Piano di lavoro 2022 sulla promozione orizzontale in agricoltura, approvato dalla Commissione Ue, e che attribuisce punteggi ai progetti in base alle indicazioni del piano anti-cancro.
Alla luce di queste novità, paventano le Città del Vino, se nel frattempo non saranno apportate modifiche, i produttori di vino (e di salumi, carni rosse e così via) si vedranno “decurtare” il punteggio di ammissione alle graduatorie dei bandi di promozione in ambito comunitario. «Temiamo un effetto a valanga per il Made in Italy e per la promozione dei nostri territori e del turismo enogastronomico in generale – conclude il presidente Radica -. Chiediamo pertanto alle nostre istituzioni e ai ministri delle Politiche agricole e del Turismo di intervenire in questa fase finale per scongiurare il pericolo. Sono a rischio anche tanti posti di lavoro in un settore che vale, secondo l’Osservatorio sul Turismo del Vino delle Città del Vino, oltre 2,5 miliardi di euro di fatturato».

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In copertina, spumanti friulani questa notte grandi protagonisti.