Anche il Vigneto Fvg potrà crescere: autorizzati nuovi impianti viticoli

Anche il Vigneto Fvg potrà crescere ancora. In Italia sarà infatti disponibile per il 2021, come informa Il Punto Coldiretti, una superficie di 6.760 ettari (1 per cento della superficie vitata nazionale riferita alla data del 31 luglio 2020) finalizzata al rilascio di autorizzazioni per nuovi impianti viticoli nell’ambito dell’Ocm (Organizzazione comune dei mercati) vino. A tal fine, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17 dicembre scorso il decreto del Mipaaf, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, relativo al rilascio di autorizzazioni per i nuovi impianti. La superficie – ricorda l’organizzazione agricola – è il risultato anche delle rinunce alle autorizzazioni che erano state concesse per l’anno appena concluso.

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In copertina, barbatelle ai Vivai cooperativi di Rauscedo.

Vino Fvg, oltre 2 milioni per la promozione nei Paesi extra Ue

Ci sono oltre 2 milioni di euro per promozione del vino Fvg nei Paesi extra Ue. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier, ha infatti attivato la misura di promozione sui mercati dei Paesi terzi per l’accesso all’aiuto comunitario per la campagna 2020-2021 dell’Organizzazione comune del mercato vitivinicolo (Ocm vino). I progetti, finanziati con la quota regionale pari a euro 2.192.731,53, dovranno essere presentati – informa Arc – entro le 15 del 23 novembre prossimo al protocollo della Direzione regionale centrale Risorse agroalimentari, forestali e ittiche (servizio valorizzazione qualità della produzioni). Saranno ammessi solo i progetti della durata massima di 9 mesi.

L’Ocm è un regime di aiuto che comprende specifiche misure finanziate direttamente dall’Unione europea, fra le quali la promozione del vino sui mercati dei Paesi terzi – ha indicato Zannier -. Per questa specifica misura, i contributi erogati sostengono le aziende per adottare azioni di informazione e promozione dei vini attuate nei mercati dei Paesi terzi e destinate a migliorarne la competitività in queste aree”. I vini a cui si rivolge la misura sono quelli a Denominazione di origine protetta, a Indicazione geografica protetta, vini spumanti di qualità, di qualità aromatici e vini con l’indicazione della varietà. Gli importi massimi di contributo per i progetti regionali, nei quali partecipano solo le aziende del Friuli Venezia Giulia, prevedono fino a 350mila euro per progetti con un solo partecipante, cifra che sale a 500mila euro se i partecipanti sono da due a 10, 700mila euro da 11 a 30 partecipanti e, se il progetto coinvolge oltre 30 partecipanti, l’importo arriva a 750mila euro. Per i progetti multiregionali a cui aderiscono anche aziende di altre regioni, l’importo massimo di contributo pubblico non può eccedere i 350mila euro per progetto con un solo partecipante e i 500mila euro con più partecipanti. Vengono riservati 200mila euro per il finanziamento dei progetti multiregionali sia per quelli nei quali la Regione Friuli Venezia Giulia è capofila sia se capofila è un’altra Regione.
Rispetto infine al criterio adottato dal decreto ministeriale, il contributo minimo ammissibile per i progetti regionali e multiregionali nei quali la Regione Fvg è capofila, non può essere inferiore a 25mila euro per mercato o Paese terzo e a 50mila euro qualora il progetto sia destinato ad un solo Paese extra Ue.

Stefano Zannier

La delibera recepisce inoltre i criteri di priorità fissati dal decreto ministeriale delle Politiche agricole agroalimentari, Forestali e Turismo n. 3893/2019. Vengono assegnati 20 punti se il soggetto proponente è un nuovo beneficiario; se il progetto è rivolto ad un nuovo mercato o ad un nuovo Paese terzo, i punti complessivi sono 68 divisi secondo cinque percentuali (da 4 punti per percentuale superiore al 15% a 8, 12, 16 punti per oltre il 30%, 50%, 70% fino a 20 punti se l’importo complessivo del progetto è del 100%). Punteggio massimo di 10, invece, se il soggetto proponente richiede una percentuale di contribuzione pubblica inferiore al 60%. I punti andranno da 5 a 8 se il soggetto proponente è un Consorzio di tutela o una federazione di Consorzi di tutela, 7 punti se il progetto riguarda vini a denominazione d’origine protetta. Se il progetto è rivolto ad un mercato emergente si va da 3 a 13 punti a seconda della percentuale dell’importo destinato a quel mercato, da 2 a 4 punti se il soggetto proponente produce e commercializza prevalentemente vini provenienti da uve di propria produzione o di propri associati e fino a 18 punti se il soggetto proponente presenta una componente di piccole o micro imprese (da 5 a 18 punti).
La delibera quantifica il punteggio attribuito ai criteri di priorità in maniera diversa da quanto stabilito dal decreto ministeriale, per la valutazione dei progetti regionali, per adattarlo maggiormente alla realtà regionale e fissa altri criteri nel caso di parità di punteggio nella graduatoria dei progetti. Viene data precedenza, in questo senso, ai soggetti proponenti che presentano un solo progetto. Le priorità successive, sempre a parità di punteggio sono, nell’ordine, i progetti presentati da Consorzi di tutela; il coinvolgimento del maggior numero di partecipanti; soggetti proponenti che producono e commercializzano prevalentemente vini di propria produzione; il costo medio per partecipante più basso; la promozione nel maggior numero di Paesi terzi/mercati dei Paesi terzi.

Agricoltura e pesca in difficoltà: è urgente intervenire

Proroghe dei termini di pagamento, anticipi finanziari su canali ordinari, costituzione di fondi specifici e in generale accesso a una maggiore liquidità: sono questi alcuni dei provvedimenti urgenti richiesti al Governo per il comparto agricolo e della pesca da parte dell‘assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e alla montagna, Stefano Zannier. Lo ha comunicato lo stesso assessore nel corso della riunione, tenutasi in videoconferenza, con tutti i rappresentanti regionali delle categorie di comparto. Un tavolo tecnico – riferisce una nota Arc – voluto da Zannier e riunito settimanalmente per raccogliere e condividere informazioni sulla crisi del settore agricolo e ittico determinata dalla pandemia per il Covid-19.

“Ho informato il tavolo di crisi di tutte le interlocuzioni avute con il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali e con le altre Regioni per la condivisione dei provvedimenti e delle proposte da avanzare al Governo” ha informato Zannier, specificando che “in generale, raccogliendo le istanze provenienti dalle imprese, abbiamo avanzato una forte richiesta di liquidità che non trova adeguata copertura nei provvedimenti nazionali”. L’esponente della Giunta Fedriga si è anche fatto portatore di una richiesta specifica per il settore lattiero-caseario: “Ho sollecitato il ministro alla Salute a fornirci i dati del latte estero conferito in regione e lavorato da trasformatori del Friuli Venezia Giulia; avere un quadro dettagliato dei conferimenti dall’estero, pur utilizzando questi dati strettamente nell’ambito dell’attività interna alla regione, ci consentirebbe di attuare politiche per favorire, in questo particolare momento, l’utilizzo di latte di produzione regionale”.

È stata, inoltre, richiesta l’istituzione di un fondo specifico per la filiera florovivaista o quanto meno la previsione di protocolli di attività che consentano alle aziende di questo specifico settore di continuare a lavorare. Zannier ha infine confermato la disponibilità della Commissione europea ad avviare una rimodulazione dell’Organizzazione comune del mercato (Ocm), ovvero della regolamentazione unica dell’Unione europea che disciplina il comparto, definendo sia le norme di produzione che i contributi a fondo perduto assegnati alle aziende. Un tavolo tecnico tra Regioni e Ministero è stato avviato per fare una sintesi delle proposte da portare in Commissione, con particolare riguardo all’Ocm vino.

Coltura di soia in Friuli.

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In copertina, ecco due pescatori al lavoro nel porto di Grado.

“Lettera aperta” di Walter Filiputti ai giovani vignaioli

di Giuseppe Longo

UDINE – Durante l’impegnativo lavoro affrontato per realizzare il suo nuovo libro dedicato al futuro del Vigneto Fvg, Walter Filiputti ha avuto l’opportunità di dialogare anche con diversi giovani vignaioli. E agli stessi, nel concludere l’importante opera, l’esperto di vite e vino di casa nostra ha voluto rivolgersi con una “lettera aperta” al fine di spronarli a dare vita a una sorta di gruppo di riflessione e lavoro per i prossimi anni avente l’obiettivo di capire problemi e prospettive di un settore affascinante e strategico non solo per l’economia, ma anche per l’immagine complessiva della regione a Nordest, costituendo pure, assieme alle altre eccellenze agroalimentari, un irrinunciabile volano per la promozione turistica. «Se ai giovani dai, ricevi tanto di più; se trasmetti loro conoscenza, esperienza ed entusiasmo, loro ti ripagano con il rispetto, il coraggio, la voglia di mettersi in gioco e una nuova visione – dice Filiputti nelle prime pagine del volume –. Hanno determinazione e tanta voglia di fare, ma soprattutto sanno dialogare tra di loro e confrontarsi senza gelosie. Questa “lettera aperta” è dedicata a tutti i giovani vignaioli del Friuli Venezia Giulia, nessuno escluso».

La presentazione moderata da Cescon e l’intervento di Filiputti.

Emerge, dunque, in tutto il suo valore questo originale messaggio alle nuove leve del Vigneto Fvg – che tanta responsabilità hanno nel continuare e potenziare il lavoro avviato con lungimiranza e competenza dai loro genitori, accreditando la qualità dei nostri vini in tutto il mondo – nell’affollata presentazione del volume “Il futuro della viticoltura e del mercato enologico in Friuli Venezia Giulia” avvenuta ieri pomeriggio nella sala che ricorda l’indimenticato presidente Adalberto Valduga, nella sede della Camera di commercio di Pordenone-Udine. Infatti, dopo le collane dedicate al mondo del gusto e a quello dell’artigianato, l’ente economico – guidato da tanti anni da Giovanni Da Pozzo – prosegue il suo viaggio alla scoperta dei comparti produttivi della sua terra, prendendo “appunti”, questa volta, sui “Quaderni di agricoltura. Questo è il titolo della nuova collana edita da Vinibuoni – Gustosì, il cui primo volume va ad approfondire proprio l’articolata ed esuberante realtà del vino, uno dei fiori all’occhiello del territorio, che, come dicevamo, permette di far conoscere il Friuli Venezia Giulia a livello planetario. Protagonisti proprio quei giovani vignaioli – come amava chiamarli il grande Luigi Veronelli – cui questa importante fatica editoriale si rivolge.

A raccontare questa realtà e ad anticiparne gli sviluppi, con sguardo preparatissimo, è appunto Walter Filiputti, un narratore d’eccezione,  giornalista e scrittore che conosce la viticoltura, si può dire, dalla nascita tanto da farne una delle specializzazioni della sua vita professionale. Durante la  quale ha dato alle stampe volumi e pubblicazioni di prestigio che hanno contribuito in maniera significativa a dare lustro al settore produttivo.
«Alle sue parole, ai suoi racconti sempre originali, alle sue chiacchierate con i vignaioli, alle sue analisi puntuali è stata affidata la trama di queste pagine – commenta il presidente Da Pozzo –. In esse, oltre a tante luci, emergono anche minacce e rischi a cui il comparto sta andando incontro. È però un volume di speranza, che guarda con enorme fiducia ai giovani produttori, ma anche di critica costruttiva a un sistema Vigneto Fvg, perché vuole dare un contributo scientifico serio al dibattito che ruota attorno al vino regionale, e soprattutto dare uno stimolo a superare ostacoli e imboccare strade nuove, per non rischiare di rovinare uno dei patrimoni di maggior ricchezza della nostra identità territoriale. Confidiamo dunque che i suggerimenti di Filiputti possano essere raccolti da imprese e istituzioni, perché la nostra viticoltura non perda occasioni preziose per difendere la sua qualità e sappia costruire con intelligenza e lungimiranza il suo futuro e il suo sviluppo».

L’intervento del presidente Da Pozzo e due settori della sala gremita.

Proprio al futuro guarda, dunque, la curata pubblicazione anche nella forma, com’è stato evidenziato anche nel corso della presentazione di fronte a un foltissimo e preparato “parterre” – ovviamente per larga parte viticoltori, tecnici, winelovers -, moderata dal giornalista del Messaggero Veneto Maurizio Cescon, il quale segue con attenzione e puntualità sulle pagine economiche anche il Vigneto Fvg, e che ha visto l’intervento, oltre a Da Pozzo e Filiputti, anche dell’editore Francesco Busso. Snello e pratico nel formato, il  volume è compendiato per la prima volta anche da un sito Internet, che va ad ampliare e completare l’edizione cartacea con informazioni aggiuntive, immagini e videointerviste, rendendo il progetto crossmediale, come questi tempi di comunicazione e innovazione tecnologica richiedono. Il libro, acquistabile nelle migliori librerie friulane fin dai prossimi giorni, tanto da rappresentare una ottima strenna da mettere sotto l’Albero di Natale, è accompagnato dal portale www.quadernidiagricoltura.it. Ricordiamo, al riguardo, che la collana “Quaderni di Agricoltura” segue una prima collana dedicata alle imprese del gusto delle diverse aree geografiche del Friuli, che ha censito 195 produttori e 178 ristoratori, tutto in cinque volumi,  e la collana, in quattro volumi, dedicata agli artigiani del fare, con le storie di 228 operatori.

Il ruolo dell’ente camerale
nel settore vitivinicolo

La pubblicazione del libro di Walter Filiputti “Il futuro della viticoltura e del mercato enologico in Friuli Venezia Giulia” si inserisce nel solco dell’intensa attività dell’ente camerale a supporto delle sue imprese, in questo caso del mondo vitivinicolo, comparto in un cui la Camera di commercio si distingue particolarmente, grazie al suo operato e alla vivacità delle aziende che si relazionano a essa. Uno dei progetti di maggior notorietà e successo è quello che permette alle pmi di settore di concorrere ai bandi regionali per l’Ocm Vino. In attesa di approvazione definitiva del progetto 2020, fin dal 2010 la Cciaa è stata capofila negli anni di ben 10 associazioni temporanee di impresa (Ati) siglate con 444 partecipazioni aziendali, di cui 32 quelle accreditate per il 2020. I finanziamenti attratti dal progetto, che ha preso il nome di “Friuli Future Wines”, sono stati in tutte le annualità oltre 9 milioni 230 mila euro, di cui metà finanziati dalle imprese partecipanti e metà contributi comunitari erogati tramite il Ministero delle risorse agricole e la Regione. I fondi vengono espressamente riservati all’attività di promozione delle aziende vitivinicole sui principali mercati extraeuropei, definiti di anno in anno. «La forza del progetto sta nella flessibilità e potenza del lavoro di rete – conferma il presidente Da Pozzo –. Le aziende possono scegliere a quali iniziative promozionali partecipare, ciascuna in base alle proprie esigenze e aspirazioni, ma con il “peso specifico” di un raggruppamento riconoscibile e con il coordinamento e l’accompagnamento dell’ente camerale».
Il  59% dei fondi, in questi anni, è stato destinato alle principali iniziative promozionali sul mercato degli Stati Uniti, primo paese di destinazione dell’export dei vini friulani. Gli altri Paesi coinvolti nel corso degli anni sono stati Russia, Cina, Giappone, Canada e Area Sud Est Asiatica (dove figurano Singapore, Vietnam, Taiwan, Malesia, Thailandia) .
Oltre all’Ocm vino, la Camera offre opportunità internazionali per tutte le imprese: più servizi, più informazioni e un maggiore supporto per l’export. Dal 1° febbraio 2019 l’attività a supporto delle imprese impegnate verso l’estero viene svolta dalla sede di Udine di Promos Italia, la nuova struttura nazionale del sistema camerale a supporto dell’internazionalizzazione. In generale le attività a favore del comparto vitivinicolo sono quelle riservate alle aziende potenziali e neo-esportatrici, quali seminari e business forum (22 quelli proposti nel 2019), incontri individuali con gli esperti Paese (check up) e servizi desk per i mercati strategici (20 gli eventi del 2019), formazione specifica, missioni con diversi modelli, tra visite studio, eventi promozionali abbinati a workshop, incontri B2B, partecipazione a fiere (58 gli eventi proposti nel 2019). Già a calendario per il 2020 la Borsa Vini a Londra il 23 gennaio, sempre nella capitale britannica “Real Food & Wine” a luglio, ma anche le borse vini in ottobre in Canada, Russia, Giappone, cui seguiranno le iniziative specifiche nel Sud Est Asiatico (Singapore e Taiwan, Vietnam).

Ecco il nuovo volume su vite e vino.

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In copertina, il presidente Da Pozzo con Walter Filiputti, autore del libro.

(Fotoservizio Diego Petrussi)