Torna Rive a Pordenone, rassegna di viticoltura ed enologia: tanti i temi tra nuova Pac e futuro sostenibile

È tempo per le imprese di mettersi ancor più in gioco, di continuare il lavoro di squadra e ampliare un dialogo costruttivo con le istituzioni, consolidando ulteriormente le basi di un futuro agricolo e viticolo sempre più sostenibile. Alla Fiera di Pordenone, nell’ambito di Rive 2023, la Rassegna internazionale di viticoltura ed enologia giunta alla IV edizione, è in arrivo un nutrito programma di incontri con gli esperti e gli addetti ai lavori dall’8 al 10 novembre, nella Sala Friuli Venezia Giulia del Padiglione 5 – Ter, che rappresenta un’interessante opportunità per chi desidera approfondire argomenti cruciali in questi settori.


A dare il via alla serie di appuntamenti sarà il tema “La gestione della nuova Pac in Friuli Venezia Giulia” scelto per il focus dell’incontro che domani, dalle 11.30 alle 13.30, vedrà protagonisti gli organizzatori del programma: l’Autorità di Gestione regionale del PS Pac e del Psr, Programma di Sviluppo rurale del Fvg, ed Ersa, l’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale che ha accolto il neo costituito Organismo Pagatore Regionale. Un’analisi dettagliata e completa della nuova Politica Agricola Comune (Pac) e del Complemento di sviluppo rurale in Friuli Venezia Giulia, sarà presentata da Gabriele Iacolettig, nuovo Adg e direttore del servizio Sviluppo rurale della Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche, mentre Karen Miniutti tratterà le novità portate dall’Opr di cui è direttore. A seguire Sonia Venerus, referente per la nuova programmazione 2023-2027, illustrerà le opportunità e le sfide legate a due interventi di prossima approvazione, SRD01 e SRD02, entrambi incentivi relativi agli investimenti produttivi agricoli, il primo per la competitività delle aziende mentre il secondo per ambiente, clima e benessere animale.
Nel pomeriggio, dalle 14 alle 14.30, sarà il momento per sottolineare l’importante contributo dell’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale, nell’ambito della sperimentazione e dell’assistenza tecnica in agricoltura, con Michele Fabro tecnico Ersa. Un’occasione per conoscere i progetti in corso e per approfondire l’impegno di questa istituzione nell’innovazione agricola. Seguirà alle 14.30 l’intervento “Verso la transizione energetica delle aziende vitivinicole” a cura di Samuele Giacometti di Ape Fvg, mentre alle 15.10 si tratterà il tema “Uso efficiente dell’acqua in viticoltura: tecnologie irrigue e DSS” con Fabrizio Totis dell’Associazione Consorzi di bonifica Fvg, e infine, alle 15.50 “L’importanza della biodiversità in vigneto” con Antonio Noacco di Unidoc.


Anche la giornata del 10 novembre, dalle ore 9,30, sarà dedicata alla discussione di una vasta gamma di temi cruciali per il mondo della viticoltura e dell’agricoltura: si va dalla “Flavescenza dorata della vite e quadro normativo” – incontro moderato da Giannantonio Armentano de L’informatore agrario –, fino alle recenti “Evoluzioni normative in materia di organismi da quarantena: nuove emergenze fitosanitarie” a cura di Iris Bernadinelli tecnico di Ersa (ore 12). A seguire con Roberto Michielis, della Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche, si parlerà anche di “Investimento 2.3 del Pnrr in Innovazione e meccanizzazione”: l’importanza degli investimenti nel settore agricolo e alimentare sarà al centro del dibattito dalle ore 13.
Tra gli altri focus della giornata, alle 14, “Eventi atmosferici estremi e cambiamento climatico” di Andrea Cicogna, di Arpa Fvg, per capire come i cambiamenti climatici influenzino gli eventi atmosferici estremi in Friuli Venezia Giulia, ma anche per indagare a seguire, le opportunità emergenti per la viticoltura nel campo della ricerca con l’obiettivo di rispondere proprio alle nuove esigenze colturali determinate dai cambiamenti climatici alle 14,45 con Riccardo Velasco del Crea – Venezia. E, ancora, un’analisi puntuale delle caratteristiche fenologiche, agronomiche ed enologiche delle varietà resistenti coltivate in regione delle 15,30 con Paolo Sivilotti dell’Università di Udine.
Per concludere, “AgriCS: Modellistica per il supporto alle decisioni in agricoltura” previsto alle 16,15 con Mariangela Sandra di Ersa, per sondare come la modellistica possa diventare un prezioso strumento di supporto per il settore agricolo, a cura di Agricoltura, Conoscenza, Sviluppo, progetto realizzato dall’Ersa e finanziato dalla sottomisura 1.2 del Psr Fvg 2014-2020, incentrato su attività di informazione e divulgazione finalizzate alla raccolta e alla disseminazione dei risultati della ricerca e della sperimentazione. La serie di incontri offre, dunque, un’opportunità unica per tutti gli operatori del settore agricolo e viticolo di Friuli Venezia Giulia per condividere conoscenze, esperienze e prospettive per affrontare le sfide del futuro in modo innovativo e sostenibile. Inoltre, al padiglione 5 ter Stand 24 sarà possibile chiedere documentazione e ulteriori informazioni riguardo ai temi trattati per tutta la durata della manifestazione.

Info e prenotazioni:
consultare il sito ufficiale
www.exporive.com

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In copertina e all’interno tre immagini della viticoltura di oggi in Friuli Venezia Giulia: Damijan Podversic, Tenuta Castelvecchio e Forchir Codroipo. (Foto Stefano Bergomas)

Zannier e la nuova Pac in Fvg: approvate le linee strategiche, ora aspettiamo Agea

La Giunta del Friuli Venezia Giulia ha approvato il Complemento per lo sviluppo rurale del Piano strategico della Politica agricola comune 2023-2027 per la nostra regione. «Con la delibera si è compiuto l’ultimo atto formale – ha spiegato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, proponendo il documento all’Esecutivo Fedriga – che dà il via al piano che sostituisce di fatto il precedente Piano sviluppo rurale e che allinea la Regione alla nuova Pac. Ora attendiamo solo l’attivazione, da parte di Agea, della piattaforma informatica che consentirà la presentazione delle domande dei contributi da parte degli agricoltori. Si tratta – come ha spiegato ancora l’assessore – delle priorità strategiche per l’agricoltura e il mondo rurale della nostra regione che contiene anche le proposte di intervento per lo sviluppo rurale all’interno della Pac 2023-2027».

L’assessore Stefano Zannier.


Nel Complemento per lo sviluppo rurale si riportano le indicazioni di come la strategia nazionale viene declinata a livello regionale. «Si è trattato di un lavoro molto complesso – ha sottolineato l’assessore Zannier, che evidenzia alcuni elementi di criticità nel sistema – anche a causa dell’anomalia di una Politica agricola comune che è diventata quinquennale, anziché settennale. Un piano che viene redatto a livello nazionale a fronte di competenze che erano sempre state regionali. I limiti posti dal regolamento comunitario hanno sensibilmente ridotto gli spazi per le azioni di partenariato pubblico-privato, con l’eccezione del progetto “Leader” per favorire la vitalità delle aree rurali e combattere lo spopolamento con il coinvolgimento dei Gal, i Gruppi di azione locali».
Alla redazione del piano, come ha spiegato il titolare dell’Agricoltura Fvg, «si è arrivati attraverso un importante percorso partecipativo a tappe con tutti gli attori del mondo agricolo e rurale che ha permesso di fare sintesi delle esigenze e degli obiettivi del Friuli Venezia Giulia. Questo nonostante gli spazi di manovra autonomi delle Regioni sulla Pac siano stati fortemente limitati e ridotti a pochi punti percentuali del budget. Per questo la politica del Friuli Venezia Giulia è stata quella di concentrare i volumi finanziari su un numero ridotto di interventi al fine di massimizzarne l’efficacia».
L’esponente della Giunta ha fatto, inoltre, notare che «l mondo agricolo regionale ha ben chiaro, in particolare in questa non facile congiuntura economica e a fronte del cambiamento climatico, che la priorità strategica è rappresentata dagli investimenti in innovazione tecnologica». E sulla dotazione finanziaria ha aggiunto: «È vero che è aumentata, salendo a 227 milioni per i cinque anni a fronte dei 292 dell’arco temporale dei precedenti sette anni, ma è vero anche che contemporaneamente sono in proporzione diminuite le risorse del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale».
La nuova Pac, tra le altre prescrizioni, introduce una condizionalità rafforzata a partire dal 2024: per avere accesso alle risorse economiche gli agricoltori dovranno rispettare alcuni obblighi tra cui la rotazione annuale delle colture come cambio di genere botanico al fine di abbassare l’uso di fitofarmaci e rafforzare la salubrità delle colture. Una ulteriore condizione impone di destinare il 4 per cento delle proprietà agricole ad area non produttiva a salvaguardia delle biodiversità. Previsto, inoltre, un meccanismo che incentiva la riduzione dell’uso di antibiotici negli allevamenti.

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In copertina, la coltivazione della soia in Friuli Venezia Giulia.

Confagricoltura Fvg, dalla riforma Pac alle misure per il settore vitivinicolo

«Tra aiuti diretti e misure per lo sviluppo rurale, il 60 per cento dei fondi europei per l’agricoltura sarà finalizzato, con la nuova Pac, al miglioramento della sostenibilità ambientale, ma il bilancio è stato ridotto in termini reali rispetto a quanto assegnato al settore nel periodo 2014-2020». Lo rileva il presidente di Confagricoltura Fvg, Philip Thurn Valsassina, con riferimento ai lavori in corso del Consiglio Agricoltura della Ue. I ministri hanno dato il via libera all’accordo provvisorio sulla riforma della Pac raggiunto la scorsa settimana. Per l’agricoltura italiana la riduzione totale dei trasferimenti ammonta, fino al 2027, a 6,2 miliardi di euro, il 15 per cento in meno sul periodo 2014-2020.
«La nuova sfida ambientale impone agli agricoltori di investire in capitale umano e tecnologie – evidenzia Thurn Valsassina -. Un’esigenza che non si concilia con la contrazione delle risorse finanziarie dell’Unione; tanto più in contesto economico sempre più competitivo e mercati caratterizzati da elevata competitività, anche per la presenza di operatori della finanza. La lotta al cambiamento climatico, la tutela delle risorse naturali e la sovranità alimentare sono obiettivi strategici per l’Unione e per gli Stati membri – prosegue il presidente di Confagricoltura Fvg -. L’esito del negoziato sulla riforma della Pac non ha risposto in pieno, sul piano delle risorse finanziarie e degli strumenti, alle attese della società e degli agricoltori. Inoltre, come ha rilevato il ministro Patuanelli, non sono stati fatti sostanziali passi in avanti verso la semplificazione e la semplicità delle regole».
L’accordo sulla nuova Pac prevede la messa a punto di piani strategici che i singoli Stati membri dovranno sottoporre alla Commissione europea entro la fine dell’anno. La novità assoluta è che il piano dovrà includere anche i programmi per lo sviluppo rurale finora rientranti nell’esclusiva competenza delle Regioni.
«Abbiamo l’occasione – conclude il presidente di Confagricoltura Fvg – per dare un filo conduttore coerente e condiviso tra Amministrazione centrale e Regioni alle scelte complesse da fare per l’agricoltura italiana».

Philip Thurn Valsassina

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«Il Comitato congiunto del Settore vino, che vede la partecipazione delle amministrazioni e delle organizzazioni dei produttori di Francia, Spagna e, dall’ultima riunione, anche dell’Italia, ha previsto una serie di istanze che Confagricoltura sostiene con convinzione e che aveva avanzato da tempo. Apprezziamo molto, quindi, questo orientamento e confidiamo in un accoglimento di tali richieste a livello comunitario», è il commento di Michele Pace Perusini, presidente della Sezione economica viticola di Confagricoltura Fvg la decisione del Comitato in occasione della recente riunione alla quale ha partecipato anche Confagricoltura, per una transizione agevole dai programmi di supporto attuali a quelli futuri, così come l’introduzione, fra gli obiettivi della promozione, del consolidamento dei mercati e in particolare la richiesta di proroga per l’utilizzo delle autorizzazioni agli impianti vitati in scadenza nel 2021. Su questo ultimo punto le amministrazioni di Italia, Francia e Spagna hanno annunciato una lettera congiunta alla Commissione Europea per evidenziare l’importanza di estendere di un altro anno la validità delle autorizzazioni all’impianto in scadenza nel 2021 che i viticoltori non riescono a utilizzare per la difficile congiuntura economica legata al Covid.
«Abbiamo supportato in tutte le sedi nazionali e comunitarie questa richiesta – prosegue Pace Perusini – e annotiamo con grande favore l’iniziativa e lo spiraglio che sembra sia stato aperto dalla Commissione, come annunciato nell’ultima riunione del Comitato congiunto di settore. La Commissione, infatti, ha lasciato intendere che accoglierebbe la nostra richiesta modificando il testo comunitario per concedere la proroga di almeno un anno. Se confermato, sarebbe un grande successo per l’Italia ottenuto grazie al lavoro congiunto e alla tenacia dell’amministrazione che ha preso in considerazione le nostre richieste», conclude Pace Perusini. Da notare che l’adesione ufficiale dell’Italia al Comitato congiunto del Settore vino, con Francia e Spagna, ha consolidato i rapporti fra i tre Paesi europei che, insieme, rappresentano l’85% della produzione comunitaria.

Michele Pace Perusini

Nuovo regolamento della Regione Fvg per disciplinare superfici e animali

La Giunta Fvg ha approvato, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari, Forestali, Ittiche e alla Montagna, Stefano Zannier, il regolamento di attuazione per le misure connesse alle superfici e agli animali del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 (Psr) del Friuli Venezia Giulia. Il regolamento, come informa una nota Arc, disciplina le modalità di gestione e di attuazione del Psr, per le misure 10-pagamenti agro-climatico-ambientali, 11-agricoltura biologica, 12-indennità natura 2000 e 13-Indennità a favore di agricoltori delle zone montane ed è funzionale alla prossima pubblicazione di bandi specifici da emanare per avviare un nuovo ciclo di impegni a valere sulle misure a superficie del Programma a partire dall’anno in corso.
Con la modifica del quadro di riferimento europeo per lo sviluppo rurale, che estende di due anni l’attuale programmazione e stabilisce le regole per questo periodo di transizione verso la nuova Pac, è possibile infatti assumere nuovi impegni pluriennali sulle superfici, ma per un periodo più breve rispetto al passato: fino a tre anni anziché ai consueti cinque.
Nelle more della definizione del riparto tra Regioni delle nuove risorse del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr) per il biennio 21-22 e della conseguente modifica di Programma da notificare appena possibile alla Commissione europea, si è inteso quindi aggiornare la cornice giuridica regionale volta ad avviare il processo di partecipazione degli agricoltori all’attuazione di queste importanti misure, indirizzate alla tutela degli ecosistemi connessi all’agricoltura e che traguardano gli obiettivi della nuova Pac.

Stefano Zannier

Zannier a Rauscedo: agricoltura compatta per un nuovo sviluppo

Alimentare il futuro è l’obiettivo e l’auspicio del mondo agricolo, ma per raggiungerlo occorre creare le condizioni affinché le attività rurali continuino a essere sostenibili: la Regione è pienamente disponibile ad accompagnarle anche individuando gli interventi di sostegno che possono essere complementari alle previsioni della Politica agricola comunitaria, per assicurare la ripresa e la crescita a tutti gli ambiti del settore primario.
Questi i contenuti del convegno svoltosi nell’ambito della rassegna “Le radici del vino” a San Giorgio della Richinvelda – e di cui abbiamo già riferito anche l’altro giorno -, organizzato da Vivai cooperativi Rauscedo, con il supporto della Regione Fvg e di Confcooperative Pordenone a cui è intervenuto l’assessore alle Risorse Agroalimentari, forestali, ittiche e alla montagna Stefano Zannier.
Come evidenziato da Eugenio Pomarici, ordinario dell’Università di Padova, se l’alimentazione è un problema che interessa il futuro dell’umanità, a causa dell’incremento demografico che seppur con un trend più contenuto si manifesterà principalmente nelle regioni africane, nel contempo la sostenibilità e la tenuta delle aziende rurali, presidio del territorio, sarà perseguibile solamente se esse sapranno essere concorrenziali sui mercati. Potranno esserlo – hanno aggiunto Michele Morgante e Raffaele Testolin, dell’Università di Udine, Tiziana Sarnari, analista di mercato dell’Ismea, e Cristina Micheloni, presidente dell’Associazione italiana per l’agricoltura biologica – se sapranno perseguire la qualità, che si sposa con la sostenibilità, seguendo il cammino della viticoltura.
Per mantenere la strada avviata, ma anche per consentire ad altri ambiti del settore primario di raggiungere la qualità, la Regione – ha indicato Zannier – intende predisporre strumenti specifici ma mira anche, seppure le direttive attuative della nuova Pac non siano ancora state definite, a fare in modo che il mondo rurale del Friuli Venezia Giulia possa attingere alle risorse della Unione Europea. La Regione si propone, infatti, di provvedere a integrare le previsioni comunitarie rispettando strategie e parametri della Ue, per dare risposta a tutte le potenzialità di crescita dell’agricoltura regionale.
Per questo obiettivo e per rendere efficaci le strategie che la Regione saprà individuare, occorre – ha concluso Zannier – che lo stesso mondo rurale regionale si sappia presentare in modo compatto, condividendo univocamente le scelte da adottare, senza incertezze, indecisioni, con obiettivi chiari, al fine di rendere più efficace la politica di sviluppo della Regione per il settore primario.

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In copertina, l’intervento dell’assessore regionale Zannier alla rassegna di Rauscedo.