Nimis, all’antica sagra delle Pianelle un’enoteca con i vini di venti vignaioli fra i quali primeggia il Ramandolo Docg

di Giuseppe Longo

Dalla riuscitissima “Notte del Vino” all'”Antighe Sagre des Campanelis” che quest’anno propone una ricca enoteca con una ventina di produttori. Si tratta, infatti, di una intensa settimana promozionale per i vignaioli di Nimis che dopo aver partecipato, in quattordici, nel parco della Cantina I Comelli, alla magica serata organizzata nell’ambito dell’innovativo circuito messo a punto per la prima volta dalle Città del vino Fvg, delle quali fa storicamente parte anche il Comune pedemontano, si apprestano ora ad animare con le loro pregiate etichette – fra le quali primeggia, ovviamente, il prezioso Ramandolo Docg – i plurisecolari festeggiamenti settembrini che prendono il via proprio quest’oggi nel suggestivo Prato delle Pianelle, all’ingresso del paese per chi vi arriva da Tarcento. La sagra è organizzata dalla Pro Loco con il sostegno del Comune di Nimis, del marchio Io sono Friuli Venezia Giulia e dell’Unione regionale delle Pro Loco.


Venti, appunto, i produttori che esibiranno i loro vini nella fornitissima enoteca, dimostrando un importante segno di coesione e di partecipazione alle attività del paese. Eccoli: Gori, Giovanni Dri Il Roncat, Micossi, Comelli Andrea, I Comelli, Daniele Gervasi, Lorenzo Cossettini, Da Basan, La Roncaia, Ronc de Val, Valleombrosa, Borgo Romanzo, Maurizio Zaccomer, Giordano Leda, Gonano, CaFelice, Anna Berra, Car, Ad Coos e Bressani Giuseppe. Le loro etichette sono per la maggior parte espressione della Doc Friuli Colli orientali della quale Nimis fa parte fin dalla sua istituzione avvenuta nell’ormai lontano 1970 e all’interno della quale è stato ritagliato il “cru” del Ramandolo – esteso pure sulle colline di Tarcento – che dal 2001 beneficia della denominazione di origine controllata e garantita, il più importante “ombrello” a difesa della qualità di un vino. Riconoscimento che ha rappresentato un importantissimo record, in quanto è stato il primo in assoluto a essere concesso nel Friuli Venezia Giulia, seguito anni dopo da quelli attribuiti al Picolit e ai colli di Rosazzo, nel Manzanese.
Insomma, una vasta gamma di vini, tutti Made in Nimis, alla “Madone di Setembar” che conta la bellezza di 508 anni! L’inaugurazione ufficiale dei festeggiamenti avverrà alle 20 e in quell’occasione si brinderà proprio con i vini proposti da questa nuova enoteca. Alle fortune dei loro bravi produttori, ma anche della storica sagra che li ospita. Un tempo, sul Prato delle Pianelle i vini arrivano addirittura con le botti di legno e venivano serviti in capienti boccali che passavano di bocca in bocca (cose oggigiorno impensabili, specialmente con la triste esperienza del Covid). Ora, invece,vengono proposti in bottiglie “vestite” con eleganti etichette. I tempi cambiano, ma la fama dei vignaioli di Nimis resta immutata. Nimis resta sempre, infatti, il “pais dal vin”. E di questo appellativo ne è pienamente orgoglioso!

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In copertina e all’interno ecco tre immagini della bellissima “Notte del Vino” a Nimis.

Ma stasera sul Ponte dello Schioppettino non ci sarà Flavio Schiratti, un grande imprenditore che ha onorato Prepotto

di Giuseppe Longo

Sarà grande festa questa sera sul Ponte dello Schioppettino, a Prepotto. Ma lui, purtroppo, non ci sarà, perché il “re dello Schioppettino” è scomparso, prematuramente, appena una decina di giorni fa. Alla Notte del vino che, proprio sul ponte che attraversa il fiume Judrio unendo i territori di Albana e Mernico – per dirla in termini vitivinicoli Colli orientali del Friuli e Collio -, sarà infatti avvertita l’assenza di Flavio Schiratti, il titolare di “Ronc Soreli” che ha investito tutto proprio sullo Schioppettino, coltivandone oltre 40 ettari, la maggior superficie in assoluto nel Vigneto Fvg, a dimostrazione di quanto l’imprenditore majanese credesse in questo straordinario vitigno che regala tante emozioni e soddisfazioni ai produttori di Prepotto e di Cialla. Schiratti è stato strappato alla sua amata famiglia, ma anche alla tanto coccolata azienda di Novacuzzo, ad appena 64 anni, vinto da una malattia rivelatasi purtroppo senza speranze.


Risale al 2008 la nascita della rinomata cantina nell’altrettanto rinomata zona produttiva di Prepotto, in una zona sempre baciata dal sole, tanto che il novello vignaiolo – proveniente a 50 anni dal mondo industriale – l’aveva appunto voluta chiamare “Ronc soreli” che, per chi non è friulano, significa ronco del sole cioè vigneto di collina sempre inondato da quella luce e da quel calore che consentono di produrre vini di straordinaria finezza, quelli che era riuscito ad ottenere Flavio Schiratti puntando alla valorizzazione delle varietà autoctone, in primis la Ribolla nera cioè lo Schioppettino. Ci credeva così tanto che questa era divenuta la sua “mission” produttiva, arricchendola con importanti interventi agronomici per il recupero dei vigneti antichi e per la regimentazione delle acque collinari, portando la superficie vitata dagli originari 33 ettari a 42, ristrutturando e ampliando la cantina che oggi non è soltanto un prestigioso polo produttivo, ma anche un luogo di importanti degustazioni e incontri di cultura, arte e musica. Un vanto, insomma, per Prepotto, tanto che Mariaclara Forti, avvocato e sindaco per la terza volta di questo piccolo-grande Comune di confine, gli ha dedicato toccanti parole. «Brillante e non banale era il suo modo di agire, dotato di una fertile creatività che ha portato e che avrebbe continuato a portare lustro e prestigio a tutto ciò che la circondava”. Aggiungendo che altri parleranno di lui “chi come grande imprenditore, chi come illustre personalità del mondo del vino e dell’accoglienza».
E per i suoi prestigiosi vini Flavio Schiratti è stato premiato in questi anni con importanti riconoscimenti. Il suo Schioppettino, in particolare, è stato protagonista di una qualificatissima degustazione avvenuta due anni fa nel Congresso nazionale Assoenologi che si era riunito alla Fiera di Verona, negli stessi padiglioni che ogni primavera ospitano il Vinitaly. Era stato, infatti, proprio lo Schioppettino di Prepotto a rappresentare il Vigneto Fvg nella degustazione, con 15 “perle” arrivate dai territori più vocati d’Italia, che ha concluso l’importante appuntamento dei tecnici della vite e del vino. Era un vino di ben undici anni, trattandosi dello Schioppettino Riserva 2011. Un vino che un paio di mesi più tardi dello stesso 2022 era stato protagonista di una splendida degustazione comparata che, a Cividale con il coordinamento di Claudio Fabbro, lo aveva visto sfilare assieme ad altri tre grandi Schioppettini, quelli di Ronchi di Cialla, Spolert Winery e Vie d’Alt.
Tornando alla odierna Notte dello Schioppettino di Prepotto, ricordiamo che questa comincerà alle 19.30 mentre la cerimonia inaugurale seguirà alle 20. Protagonisti saranno ben 17 vignaioli di Prepotto e della contermine Dolegna del Collio assieme a tredici ristoratori della Val Judrio. Per cui il successo, viste anche le ottime condizioni del tempo, è garantito. E sarà una nuova dimostrazione di quanto questa formula innovativa proposta per la prima volta dalle Città del vino Fvg sia stata azzeccata. E, allora, buon Schioppettino a tutti, proprio con un grato pensiero rivolto a Flavio Schiratti che ci ha lasciato troppo presto.

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In copertina, Flavio Schiratti scomparso a 64 anni; all’interno, l’imprenditore alla degustazione di Cividale di due anni fa con altri produttori di Schioppettino di Prepotto e di Cialla e il sindaco Mariaclara Forti.