“Diamo un taglio alla sete Fvg”, a Nimis ritorna la festa della solidarietà: aiuterà Fratel Dario a cercare l’acqua in Africa

Anche quest’anno a Nimis si ripeterà il “miracolo di Cana… all’incontrario”: è stato infatti imbottigliato in questi giorni – grazie alla storica collaborazione del laboratorio mobile del Centro di riferimento enologico di Giuseppe Lipari – il vino di Diamo un taglio alla sete Fvg, l’organizzazione di volontariato che da oltre tre lustri sostiene l’attività del missionario comboniano, originario delle Valli del Natisone, Dario Laurencig, in Africa da 50 anni. Miracolo al contrario, abbiamo detto: perché mentre a Cana Gesù trasformò l’acqua in vino, grazie al vino di Diamo un taglio alla Sete Fvg vengono raccolti fondi (oltre 550 mila euro dal 2006 al 2022) che fratel Dario impiega per realizzare pozzi di acqua potabile – è un rabdomante in grado, con la classica bacchettina biforcuta, di individuare le vene d’acqua potabile con una precisione stupefacente – e sviluppare progetti di solidarietà nel settore della sanità e dell’educazione scolastica, nella regione del Turkana (Kenya) ed in Sud Sudan.

Il progetto Diamo un taglio alla sete è “a costo zero”: tutto ciò che serve per la realizzazione delle bottiglie di vino, manodopera compresa, viene donato con generosità ed entusiasmo. La materia prima la mettono a disposizione una ventina di aziende vinicole, in prevalenza friulane; prima dell’assemblaggio dei due blend (che prendono il nome di Vitae Bianco e Vitae Rosso) i campioni vengono valutati dal gruppo storico di enologi, ex compagni di corso all’Istituto Agrario di Cividale, grazie ai quali è partita e cresciuta l’iniziativa solidale.
Le bottiglie (e i magnum, sempre richiestissimi) verranno distribuite a partire dal weekend del 17 e 18 giugno, quando a Nimis (piazzale della Cantina “I Comelli”) si svolgerà la tradizionale Festa dalla solidarietà. Due giornate insieme con gioia, musica, amicizia e voglia di pace!
L’edizione 2023 si aprirà sabato 17 giugno, alle 18, con la tradizionale rassegna delle “Cucine dal Mondo”: 23 proposte dall’Italia (Emilia, Puglia, Sardegna e naturalmente Friuli), dall’Europa (Croazia, Romania, Spagna, Portogallo) e poi dall’Africa (Algeria, Gambia, Marocco), dalle Americhe (Argentina, Perù, Usa) e dall’Asia (Pakistan, Sri Lanka). Un “giro del mondo gastronomico” reso possibile dalla collaborazione di tanti amici provenienti da paesi lontani, residenti nella nostra Regione.
Domenica 18 giugno la festa riprenderà con l’apertura dei chioschi, a partire dalle 10. La proposta gastronomica avrà il suo pezzo forte nel tradizionale “spiedone”, con contorno di patate fritte. Non mancheranno i prodotti degli sponsor tradizionali, tra cui i salumi della Wolf Sauris; il gelato di Fiordilatte (Giancarlo Timballo) di Udine; lamponi e mirtilli caldi della Pro Loco di Avasinis; le frittelle di mele della Pro Loco di Sutrio; l’immancabile IllyCaffè.
La colonna sonora della due giorni sarà assicurata da ben sedici gruppi musicali. Sabato sera toccherà ai Blues metropolitano, Coletto’s free mask, Yerba Project e Sara Simondi 4tet; domenica sul palco si alterneranno i Sand of Gospel, Nove Note, Officine del Ritmo, Az. Tonelli’s & Co, Il Mercatovecchio, Splumatz (Street Band), Luigi Zucchi + Frizzi Comini Tonazzi, Power Flower, Sabina, The Rookies Trio, Michele Pirona, Galao.
Per i più piccoli ci sarà, come di consueto un attrezzato parco giochi con gonfiabili e intrattenimento. La sicurezza sarà garantita dalla Croce Rossa Italiana (sezione di Tarcento), che sarà presente con i suoi mezzi e volontari.

Ulteriori informazioni sono disponibili al sito www.diamountaglioallasete.it o alla pagina Facebook @diamountaglioallasete.

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In copertina e qui sopra l’imbottigliamento del vino; all’interno, Fratel Dario Laurencig e l’acqua che sgorga dai pozzi in Africa.

 

Vendemmia turistica, proposta per “stupire” l’ospite: dopo Nimis oggi ultimo incontro a Pocenia

di Giuseppe Longo

NIMIS – L’enoturismo, come ha appena confermato anche l’ultima edizione di Cantine Aperte, è un fenomeno in piena espansione, che va sostenuto e assecondato. Ecco, allora, che nel suo “solco” s’inserisce anche la vendemmia turistica, il nuovo progetto della sezione Fvg dell’Associazione nazionale Città del vino, che dopo l’incontro di ieri a San Quirino, in provincia di Pordenone, lo presenterà questo pomeriggio a Pocenia, nella Bassa Friulana.

Il saluto del sindaco Bertolla.


Preceduta dalla riunione di San Floriano del Collio, l’iniziativa è stata illustrata anche a Nimis, terra del Ramandolo Docg e lembo più settentrionale dei Colli orientali del Friuli, dove con il coordinatore regionale Tiziano Venturini, sono intervenuti anche il suo vice Maurizio D’Osualdo ed Eleonora Serpelloni, di PromoturismoFvg. Dopo un saluto del sindaco Giorgio Bertolla, Venturini ha ricordato che da quest’estate l’offerta turistica del Friuli Venezia Giulia potrà contare anche su questa proposta di vacanza enogastronomica legata ad un’esperienza unica. Per vendemmia turistica e didattica – ha spiegato – si intende un’attività considerata non lavorativa, non retribuita, ristretta a poche ore (e comunque non oltre l’arco della giornata), avente carattere culturale e ricreativo da svolgersi in vigna nei mesi che vanno da agosto ad ottobre. I turisti – ha aggiunto D’Osualdo, scendendo nei particolari tecnico-pratici e della sicurezza – opereranno sotto esclusivo controllo e responsabilità del referente aziendale in quelle realtà dove si vendemmia ancora a mano, e quindi soprattutto nelle aree collinari come, appunto, quella di Nimis. L’iniziativa è rivolta ad un pubblico di turisti ed è correlata al soggiorno in strutture ricettive del territorio o alla visita e degustazione nelle cantine locali.
Si punta ad attrarre sul territorio – ha aggiunto ancora il coordinatore Fvg – un turismo di viaggi brevi, fatto anche di piccoli gruppi, ben integrato con degustazioni all’aria aperta, la ristorazione locale, i bed and breakfast e gli agriturismi, l’artigianato artistico, produzioni enogastronomiche di nicchia, rispettoso dell’ambiente e praticante mobilità slow ed ecosostenibile (trekking a piedi o a cavallo, bicicletta, escursionismo). Non solo: si tratta di una proposta ideale per le famiglie, visto che è un’attività adatta ad adulti e bambini che ne possono rimanere entusiasti.
La vendemmia turistica sarà inserita in pianta stabile nei canali promozionali di PromoTurismoFvg – come ha illustrato infine Eleonora Serpelloni – e i soggetti aderenti potranno esporre il marchio del progetto, che sarà così subito riconoscibile dagli enoturisti. La rappresentante di “Io sono Friuli Venezia Giulia” ha integrato quanto detto da Venturini e D’Osualdo riguardo alla linee guida che saranno seguite per concretare appunto il progetto di vendemmia turistica e didattica, illustrando quanto Promoturismo – il braccio operativo di settore della Regione Fvg con sede a Villa Chiozza, a Scodovacca di Cervignano – intende fare con i suoi canali divulgativi, al fine di far conoscere e correttamente decollare questa nuova iniziativa promozionale che potrà avere benefiche ricadute a beneficio del Vigneto Fvg e dei suoi grandi vini. Quindi, ben venga la vendemmia turistica con proposte che possano “stupire” l’ospite, affinché questo conservi una ottima immagine di quanto offre il Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, l’intervento di Eleonora Serpelloni che ha accanto Venturini e D’Osualdo durante il recente incontro avvenuto a Nimis.

 

Ecco la vendemmia turistica, il progetto delle Città del vino Fvg oggi a Nimis

(g.l.) Il progetto “Vendemà”, riguardante la originale proposta della vendemmia turistica, sarà presentato questo pomeriggio anche a Nimis, terra del Ramandolo Docg, durante un incontro che si terrà alle 18, organizzato dalla civica amministrazione assieme alla delegazione regionale delle Città del vino coordinata da Tiziano Venturini. Si tratta, infatti, si un’iniziativa che è tra le prime in Italia del suo genere (ci sono stati dei primi esempi in Piemonte, ma mai finora con un progetto dal respiro regionale) e che ha visto le Cdv Fvg lavorarci con grande impegno nel corso di questi mesi. Il progetto, oltre che a Corno di Rosazzo, è stato presentato l’altro giorno a San Floriano del Collio, mentre il 29 maggio sarà la volta di San Quirino, nel Pordenonese, e il 30 maggio di Pocenia, vale a dire in altre quattro rinomate Città del vino friulane.

Tiziano Venturini


Da quest’estate, dunque, l’offerta turistica del Friuli Venezia Giulia potrà contare su questa proposta di vacanza enogastronomica legata ad un’esperienza unica. Per vendemmia turistica e didattica si intende un’attività considerata non lavorativa, non retribuita, ristretta a poche ore (e comunque non oltre l’arco della giornata), avente carattere culturale e ricreativo da svolgersi in vigna nei mesi che vanno da agosto ad ottobre. I turisti opereranno sotto esclusivo controllo e responsabilità del referente aziendale in quelle realtà dove si vendemmia ancora a mano. L’iniziativa è rivolta ad un pubblico di turisti ed è correlata al soggiorno in strutture ricettive del territorio o alla visita e degustazione nelle cantine locali.
Si punta ad attrarre sul territorio un turismo di viaggi brevi, fatto anche in piccoli gruppi, ben integrato con degustazioni all’aria aperta, la ristorazione locale, i bed and breakfast e gli agriturismi, l’artigianato artistico, produzioni enogastronomiche di nicchia, rispettoso dell’ambiente e praticante mobilità slow ed ecosostenibile (trekking a piedi o a cavallo, bicicletta, escursionismo). Non solo: si tratta di una proposta ideale per le famiglie, visto che è un’attività adatta ad adulti e bambini. La vendemmia turistica sarà inserita in pianta stabile nei canali promozionali di PromoTurismoFvg e i soggetti aderenti potranno esporre il marchio del progetto, che sarà così subito riconoscibile dagli enoturisti.

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In copertina, vigneti nella zona di Nimis ai piedi del monte Bernadia famosi per la produzione del Ramandolo Docg.

Città del vino, la vendemmia turistica sarà un esempio a livello nazionale

«Un protocollo che è una buona prassi che dev’essere esteso a tutto il territorio nazionale, un’evoluzione rispetto alle altre esperienze già registrate in Italia« ». Angelo Radica, presidente nazionale dell’Associazione Città del Vino, ha sottolineato l’importanza del progetto “Ven demà” (vendemmiare in lingua friulana) ovvero la vendemmia turistica e didattica, presentato nella Città del Vino di Corno di Rosazzo, a Villa Nachini-Cabassi. Da quest’anno i turisti che sceglieranno come meta il Friuli Venezia Giulia potranno quindi anche partecipare alla vendemmia, un’attività adatta anche a famiglie con bambini.
La firma al protocollo di linee guida è stata apposta da Radica assieme a Magda Uliana della Direzione centrale attività produttive e turismo, Servizio turismo e commercio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Città del Vino e PromoTurismoFvg hanno lavorato a stretto contatto per concretizzare questo progetto di cui partner preziosi nella stesura delle linee guida sono stati anche gli Ispettorati del Lavoro e l’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale Dipartimento di Prevenzione.

Un’iniziativa che è tra le prime in Italia nel suo genere (ci sono stati dei primi esempi in Piemonte, ma mai finora con un progetto dal respiro regionale) e che ha visto il coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia lavorarci con grande impegno nel corso di questi mesi, come hanno ricordato il coordinatore Tiziano Venturini, assessore al turismo a Buttrio, e il vicecoordinatore Maurizio D’Osualdo, vicesindaco di Corno di Rosazzo, sottolineando come il documento abbia tra i suoi elementi di forza il fatto che riporti punti chiari e semplici per le aziende che vi aderiranno.
Oltre ai sindaci, amministratori e ambasciatori delle Città del Vino regionali, presenti anche diversi produttori di vino, visto che sono proprio le cantine le prime protagoniste di questo progetto. A loro saranno dedicati quattro incontri di presentazione nelle Città del Vino in programma domani, 22 maggio, a San Floriano del Collio, il 25 maggio a Nimis, il 29 maggio a San Quirino e il 30 maggio a Pocenia.
Il racconto di quanto possa essere preziosa la vendemmia turistica per una cantina è stato portato da Sergio Rodriguez, proprietario del vigneto più a sud del mondo in Argentina (nella regione del Chubut, municipalità di Trevelin), di origine friulana e amico delle Città del Vino, accompagnato dal console onorario d’Italia in Argentina ingegner Carla Rossi. Loris Basso, presidente dell’Ente Friuli nel Mondo nonché assessore alle attività produttive di Corno di Rosazzo, oltre a introdurre Rodriguez ha donato a Radica un vino friulano in segno di benvenuto.
Infine, Davide Bevilacqua dello Studio grafico Mumble Design assieme a Luca Zanin ha presentato il piano comunicativo, comprensivo di logo, che caratterizzerà il progetto della vendemmia turistica didattica.

IL PROGETTO – Da quest’estate l’offerta turistica del Friuli Venezia Giulia potrà contare su questa proposta di vacanza enogastronomica legata ad un’esperienza unica. Per vendemmia turistica e didattica si intende un’attività considerata non lavorativa, non retribuita, ristretta a poche ore (e comunque non oltre l’arco della giornata), avente carattere culturale e ricreativo da svolgersi in vigna nei mesi che vanno da agosto ad ottobre. I turisti opereranno sotto esclusivo controllo e responsabilità del referente aziendale in quelle realtà dove si vendemmia ancora a mano. L’iniziativa è rivolta ad un pubblico di turisti ed è correlata al soggiorno in strutture ricettive del territorio o alla visita e degustazione nelle cantine locali. Si punta ad attrarre sul territorio un turismo di viaggi brevi, fatto anche in piccoli gruppi, ben integrato con degustazioni all’aria aperta, la ristorazione locale, i bed and breakfast e gli agriturismi, l’artigianato artistico, produzioni enogastronomiche di nicchia, rispettoso dell’ambiente e praticante mobilità slow ed ecosostenibile (trekking a piedi o a cavallo, bicicletta, escursionismo). Non solo: si tratta di una proposta ideale per le famiglie, visto che è un’attività adatta ad adulti e bimbi. La Vendemmia turistica sarà inserita in pianta stabile nei canali promozionali di PromoTurismoFvg e i soggetti aderenti potranno esporre il marchio del progetto, che sarà così subito riconoscibile dagli enoturisti.

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In copertina, la consegna di un ricordo al presidente nazionale Angelo Radica e all’interno altre immagini dell’incontro a Corno.

Torre e Natisone, tra boschi e vigneti (da giugno) sui Sentieri delle Pro Loco

Tra le Valli del Torre e del Natisone, ritorna “I Sentieri delle Pro Loco” ovvero il programma di escursioni guidate da giugno a ottobre alla scoperta di vette, acque, foreste, vigneti e storia. Son 13 le Pro Loco, tutte aderenti al Consorzio Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža, che contribuiscono al calendario. Quest’anno saranno 10 le escursioni da fare assieme alle guide di Wild Routes che offriranno agli escursionisti emozioni uniche in angoli più o meno conosciuti del territorio. Le Pro Loco coinvolte sono quelle di Campeglio, Colloredo di Faedis, Masarolis, Torlano, Subit, Amici di Prossenicco, Savorgnano, Nimis, Porzus, Val Cornappo, Valle di Soffumbergo, Torreano e Attimis.

“Un programma ricco di escursioni – ha affermaato il presidente del Consorzio, Gianfranco Specia –, pensato per le persone che amano stare all’aria aperta. Questo è il territorio ideale per chi vuole fare forest bathing: sarà infatti possibile immergersi nella natura che è un toccasana per anima e corpo. Ma le escursioni sono interessanti anche per chi ama gli aspetti non solo naturalistici, ma pure quelli storici e culturali. Lungo i sentieri si trovano tracce di storia moderna, come strade militari e linee difensive della Prima Guerra Mondiale e di storia remota: resti di castellieri, di strutture fortificate tardo-antiche e medievali e di insediamenti romani. Siamo sempre più convinti dell’importanza di offrire occasioni di turismo esperienziale e tutto ciò è possibile grazie al grande contributo dei volontari delle nostre Pro Loco, custodi della sentieristica che con il proprio impegno contribuiscono a mantenere pulita dalla vegetazione spontanea e accessibile lungo il corso dell’anno”.

USCITE – Si partirà domenica 4 giugno a Savorgnano con l’escursione tra le Tor e lis Culinis. A seguire domenica 25 giugno a Lusevera Le tradizioni in alta Val Torre. A luglio le uscite programmate sono due: domenica 9 luglio a Masarolis per l’escursione Le cascate del Preloh e domenica 30 luglio a Prossenicco per Le cascate della Cukula. Ad agosto in calendario domenica 6 a Subit l’Anello della Strega e delle Agane e domenica 27 in Val Cornappo con l’Anello delle Sorgenti del Cornappo. Domenica 3 settembre appuntamento a Porzus per l’Anello delle Malghe di Porzus. Tre le escursioni programmate ad ottobre: domenica 1 ottobre a Torlano per Tra i vigneti di Torlano e Ramandolo, domenica 8 ottobre a Valle di Soffumbergo per Monte San Lorenzo e Joanaz e domenica 28 ottobre Attimis, alle ore 14.30 per Lo Zuc di Giai. Tutte le escursioni in programma prevedono il ritrovo alle ore 8.30 con partenza alle 8.45/9.00 (tranne l’escursione del 28 ottobre con ritrovo alle ore 14.30),

COSTI – Sono di 15 euro intero e di  7,50 ragazzi 12-18 anni accompagnati / gratis minori 12 anni accompagnati.

ISCRIZIONE – Per iscrizioni, inviare un messaggio WhatsApp al cell. 333 4564933 al Consorzio Pro Loco Torre Natisone, specificando: nome, cognome, numero partecipanti.

Maggiori info su www.consorzioprolocotorrenatisone.it

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In copertina, momento di riposo per un escursionista sui monti dell’invitante comprensorio Torre-Natisone.

“Vino e libertà”, Angelo Floramo con il suo nuovo libro oggi a Nimis nella terra del Ramandolo Docg

(g.l.) Una serata che mette insieme l’enologia e la letteratura con un vino e un libro dedicato proprio al frutto della vite, il tutto in una coinvolgente atmosfera musicale. Ecco quanto prenderà vita nell’appuntamento fissato per questa sera, 19 aprile, alle 20.15, nell’accogliente cornice della cantina I Comelli, a Nimis, nella terra dell’inimitabile Ramandolo Docg e di altri grandi vini dei Colli orientali del Friuli. E quale ambiente più adatto, se non una cantina, poteva essere per presentare “Vino e libertà”, l’ultimo libro di Angelo Floramo? Lo scrittore sandanielese avrà al suo fianco il duo DeCanto che presenterà l’album “L’arte de li pacci”.
«Sarà un viaggio – anticipa Paolo Comelli – tra Parigi e Praga, passando da Dublino, Odessa e altre città, alla scoperta di osterie, utopie libertarie e una splendida umanità minore. Con una deviazione sulla “rotta balcanica”».


«Le storie di Floramo – si legge in una breve presentazione – ci conducono per borghi antichi o periferie sterminate, dagli Stati Uniti al Mar Nero, disegnando topografie ribelli quasi sempre macchiate di sugo. Sanno tutte di ebbrezza e di libertà, forse perché il tempo di questo nostro vivere va intriso di vino tanto quanto di ideali. Il lettore è dunque avvisato: qui si beve molto, molto si mangia. Si fuma e si ama. E soprattutto si sogna, senza necessariamente andare a dormire. Di che cosa? Ma di un mondo migliore del nostro, come quello per il quale hanno lottato i protagonisti dei racconti. Alcuni reali, altri inventati. Cos’hanno in comune la periferia di Praga, la Dalmazia in inverno, un birraio di Belfast o una tabaccheria di Lisbona? Nulla, probabilmente, oltre a quello struggimento che prende sempre il cacciatore di storie, quelle che si impregnano di alcol e di anarchia quando arrivato alla fine di un lungo viaggio non chiede altro che di poterle raccontare a qualcuno. Forse perché è ubriaco, o forse perché innamorato: di una donna, di una bottiglia o di un’utopia, in fondo non fa troppa differenza».
La presentazione del libro di Angelo Floramo avviene con la collaborazione di Diamo un taglio alla sete e di Bee, Bottega Errante Edizioni.

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In copertina, lo scrittore friulano Angelo Floramo che stasera sarà a Nimis da I Comelli.

Torre Natisone, ottimo il bilancio per le uscite su monti e valli con le Pro Loco

Da angoli naturali ancora incontaminati a borghi ricchi di storia, alle memorie della Grande Guerra e scorsi panoramici da togliere il fiato: queste le emozioni che hanno potuto vivere tra giugno e ottobre i partecipanti al progetto turistico “I Sentieri della Pro Loco”, sviluppato all’interno di Montagna 365 di PromoTurismoFvg. Il Consorzio Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža ha coordinato le proprie Pro Loco aderenti e le guide di Wild Routes Nicola Ceschia, Michele Germano e Andrea Caboni, ForEst Marco Pascolino e Angelo Sinuello, più la guida Andrea Vazzaz per una serie di 17 escursioni che hanno toccato vari angoli del comparto valligiano.
“Dai riscontri che abbiamo raccolto nei partecipanti – ha affermato il presidente del Consorzio, Gianfranco Specia – abbiamo ricevuto grandi apprezzamenti per una proposta che è stata ritenuta ideale per chi vuole immergersi nella natura lontano dai flussi turistici di massa. In tal senso, le nostre valli sono ideali per una fruizione slow. Grazie a PromoTurismoFvg per la collaborazione, alle guide per la loro professionalità e ai presidenti e volontari delle Pro Loco per la la loro grande disponibilità. Un progetto che ci farebbe molto piacere riproporre anche per la prossima stagione estiva”.
Le Pro Loco coinvolte sono state quelle di Campeglio, Colloredo, Masarolis, Torlano, Subit, Amici di Prossenicco, Savorgnano, Nimis, Porzus, Val Cornappo, Valle di Soffumbergo, Torreano e Attimis.

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In copertina e qui sopra partecipanti alle uscite (in primo piano Andrea Vazzaz).

(Foto Michele Germano)

 

A Nimis vendemmia di grande qualità. E a San Martino torna “Oro di Ramandolo”

di Giuseppe Longo

La lunga siccità estiva, ma che derivava da una grave carenza d’acqua che si protaeva dall’inizio dell’anno, aveva fatto preoccupare non poco i vignaioli del Friuli. E fra questi, ovviamente, anche quelli di Nimis, all’interno del cui territorio c’è il cru del Ramandolo (che per una parte sconfina anche in quello di Tarcento). Le piogge di fine estate hanno, però, fatto il “miracolo” e hanno riequilibrato, seppur non del tutto, i “bilanci idrici” dei vigneti, consentendo una regolare maturazione dell’uva. Il risultato? Una vendemmia eccezionale, di grande qualità, sicuramente tra le migliori che si ricordino.
E proprio nel clima di questa soddisfazione generale, a Nimis si sta completando in questi giorni la preparazione di quel grande evento promozionale che risponde al suggestivo nome di “Oro di Ramandolo”, richiamando appunto il vino marchiato Docg e il suo meraviglioso colore. La manifestazione si terrà il prossimo 12 novembre, nella ricorrenza di San Martino, secondo la quale, tradizionalmente, “ogni mosto è vino”. Anche se a Nimis non è proprio così, in quanto la vendemmia risulta leggermente posticipata rispetto ad altre aree vitivinicole dei Colli orientali del Friuli, oltre che per l’andamento meteorologico. Ma, come detto, la qualità dei vini che pian piano stanno maturando è davvero ottimale, sia per i bianchi – tra i quali eccelle proprio il Ramandolo – che per i rossi, dei quali il grande portabandiera è il Refosco (sia Nostrano o di Faedis sia del peduncolo rosso). Ricco e molto articolato il programma della manifestazione novembrina, ma ne riparleremo prossimamente.

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In copertina, bellissimi grappoli di Verduzzo friulano (atti a dare il Ramandolo Docg) e qui sopra di Refosco dal peduncolo rosso:

Nimis, quell’antica osteria di Valle rimasta senza il sorriso di Teresa

di Giuseppe Longo

NIMIS – L’antica osteria “da Ridolf” in borgo Valle, a Nimis, è senza ombra di dubbio una fra le più belle e autentiche del Friuli, nella quale c’è il tradizionale angolo del “fogolâr” con il fuoco che durante tutto l’inverno scoppietta, permettendo di assaporarne il calore dai caratteristici “cadregoni”. Un angolo di storia e di vecchio paese che ora è rimasto senza il suo “angelo custode”: la cara Teresa ha chiuso la sua laboriosa “giornata” e se ne è andata in punta di piedi, con quella stessa discrezione e semplicità di modi che ha caratterizzato tutta la sua vita, lasciando alla figlia Annamaria il compito di portare avanti questo bellissimo ritrovo conosciuto e amato da tutti coloro che desiderano un onesto bicchiere di vino. Magari da accompagnare con un piatto di quel meraviglioso salame e formaggio.

Teresa accanto all’amato “fogolâr”…


Teresa Comelli vedova Tomada aveva 88 anni e da ben 31, era ottobre come adesso, tempo di vendemmia, era rimasta senza il suo Guido (di “Gjên”), morto prematuramente. Ma non si è scoraggiata e, assieme alla figlia, ha portato avanti l’attività fino a quando le forze l’hanno sorretta, con quel sorriso che sul suo volto non è mai mancato. L’ha ricordato, durante il funerale celebrato l’altro pomeriggio nel Duomo di Santo Stefano, anche monsignor Rizieri De Tina che ha preso spunto per la sua predica, in friulano, dalla pagina delle Beatitudini di Matteo, rammentando, appunto, la discrezione e il rigore morale di Teresa. «Quante ne ha sentite nella sua osteria – ha detto l’arciprete, ricordando, con una similitudine, la sempre più grave crisi della confessione -, ma dalla sua bocca non è mai uscito nulla».
Con la scomparsa di Teresa Comelli si chiude pertanto un’altra pagina di vita paesana, vissuta proprio fra le mura di quell’antica osteria – che soprattutto per quelli di borgo Valle è “Là dal Pic”, il soprannome della famiglia -, dove rimane indelebile anche il ricordo degli altri suoi “custodi”: oltre a Guido, dal carattere un po’ ruvido e sbrigativo ma dal cuore d’oro, il padre di Teresa, Toni, e “gnagne Anute”, un vero personaggio d’altri tempi, che assieme alla nonna l’avevano allevata essendo rimasta purtroppo presto senza madre. Tutti autentici volti della vecchia Nimis, di quelli che non si vedranno mai più. Ma che continueranno a vivere nel ricordo di chi li ha conosciuti. E soprattutto nel cuore di Annamaria.

… e alla vendemmia con Guido.

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In copertina, Teresa Comelli dietro il banco della sua storica osteria di borgo Valle.

“Diamo un taglio alla sete”, bella festa a Nimis nel ricordo di Mario e Pierluigi

di Giuseppe Longo

NIMIS – Doveva essere la suggestiva “bressana” – dove tutto cominciò nel 2006 – a ospitare la serata per festeggiare, dopo un mese esatto, il successo straordinario dell’ultima edizione di “Diamo un taglio alla sete”, la originalissima iniziativa di solidarietà che da oltre quindici anni si rinnova a Nimis per aiutare Fratel Dario Laurencig a trovare l’acqua nell’Africa assetata. Invece, l’incertezza del tempo ha fatto optare per il porticato della sottostante Cantina I Comelli, ma con il medesimo risultato.

Gli interventi di Fratel Dario…

… e di Saverio Scalera.

Una serata, infatti, perfettamente riuscita – sotto l’attenta regìa di Paolo Comelli, che è anche anima e motore dell’intera iniziativa – che ha commosso lo stesso religioso comboniano rientrato, dopo cinque anni, nelle sue Valli del Natisone per un periodo di riposo e che non ha voluto mancare a questo importante momento di festa che, oltre a sottolineare quanto la generosità friulana ha saputo fare, sempre in crescendo, ha voluto rendere omaggio a due grandi “amici”: don Pierluigi Di Piazza, apostolo dell’accoglienza al Centro Balducci di Zugliano, e Mario Cairoli, tolmezzino ma con moglie di Nimis (paese cui era molto affezionato e nel quale contava tanti amici), una delle “colonne” dell’annuale festa dell’imbottigliamento, attraverso la quale si trasforma il vino in… acqua, una sorta di “miracolo di Cana” al contrario.

Don Pierluigi Di Piazza

Mario Cairoli

Entrambi, purtroppo, ci hanno lasciato in questi mesi, ma il loro ricordo sarà sempre vivo e riconoscente in chi li ha conosciuti. E proprio a loro è stata dedicata la serata, oltreché ai tanti collaboratori, amici, volontari e sponsor che hanno sempre creduto in questo progetto solidale verso l’Africa bruciata dal sole – niente a che fare con quello di queste nostre pur torride settimane – e che ha un disperato bisogno di acqua. Perché nonostante il gran caldo, laggiù l’acqua c’è: basta saperla trovare, come sa fare da tanti anni proprio Fratel Dario che, con le sue innegabili doti di rabdomante, la scova nelle viscere della terra, grazie proprio agli aiuti, finora generosissimi (in quindici anni oltre 500 mila euro, che l’hanno aiutato a scavare ben 400 pozzi!), che gli arrivano dal suo Friuli.

I protagonisi del concerto-spettacolo…

Per cui Fratel Dario ha voluto rinnovare il suo grazie durante una pausa del bellissimo concerto-spettacolo animato da Nicola Milan, con coro giovanile e musicisti (tutti molto applauditi), fatto di amicizia e tanta solidarietà, visto che il significativo titolo era “Restiamo umani”, nel ricordo appunto di Pierluigi e Mario. Un breve ma sentito ritratto del “prete degli ultimi” è stato tracciato da Saverio Scalera, intervenuto in rappresentanza proprio del Centro Balducci. E ora la storia continua, pensando già all’edizione 2023 di “Diamo un taglio alla sete”. Il successo  è fin d’ora assicurato!

… e il pubblico che li ha applauditi.

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In copertina, Paolo Comelli regista dell’iniziativa benefica mentre presenta Fratel Dario Laurencig.