Città del vino, Grandi Verticali giunte alle ultime battute: domani a Sgonico il carsico Terrano e l’umbro Sagrantino. E a Nimis si lavora per le Notti numero 2

(g.l.) Mentre ferve il lavoro per allestire la seconda edizione delle Notti del Vino (inaugurazione degli eventi estivi delle Città del vino Fvg il 23 giugno a Nimis, la terra del Ramandolo Docg sui Colli orientali del Friuli), è giunto alle battute finali il ricco e coinvolgente programma degustativo delle Grandi Verticali. Il nuovo appuntamento è infatti fissato per domani, 29 maggio, a Sgonico/Zgonik dove andranno in scena il carsico Terrano e l’umbro Sagrantino: ospite speciale sarà Daniele Morici, vicesindaco del Comune di Montefalco e socio della Confraternita del Sagrantino. La serata, con inizio alle 19.30, si terrà alla 60ma Mostra dei Vini Agriturismo Budin, località Sales 122.

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A San Vito riecco la Ribolla

E nella Città del vino di San Vito al Tagliamento si lavora alacremente per la terza edizione del “Ribolla Gialla Wine Festival”. Il programma ufficiale, che si annuncia molto ricco e invitante, sarà presentato stamane, alle 11, durante una conferenza stampa che si terrà a Palazzo Rota, sede della civica amministrazione sanvitese.

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Come per le precedenti tappe, si prosegue con il leitmotiv di questa edizione, ovvero “Gemellaggi – Insieme Siamo Unici”: si tratta dell’incontro tra i grandi vini del Friuli Venezia Giulia e quelli di altre regioni italiane, accompagnati da assaggi di formaggio Montasio. Saranno presenti le Cantine Fvg Colja Jožko, Fabjan, Milič Zagrski, Bajta e le cantine dell Umbria Bocale, Colle del Saraceno, Perticaia, Scacciadiavoli. Condurrà la degustazione, come sempre, l’esperto Matteo Bellotto. Costo 35 euro a persona, iscrizione obbligatoria contattando la Pro Loco Mitreo Duino Aurisina, prolocoaurisina@libero.it, telefono 348.5166126.
Come detto, il programma 2025 de Le Grandi Verticali delle Città del Vino del Coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, guidato a Tiziano Venturini, prende il titolo di “Gemellaggi – Insieme siamo unici”. Il progetto gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Io sono Fvg e di Banca 360 Fvg, oltre al patrocinio del Comitato regionale Unpli Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, Unidoc Fvg, Ente Friuli nel Mondo.

Terrano del Carso

Sagrantino di Montefalco

Triathlon del boscaiolo, oggi occhi tutti puntati sulle combattute gare di Monteprato in festa per l’Ausiliatrice

(g.l.) Monteprato è una piccola frazione di Nimis adagiata in una incantevole valletta alle spalle del Plajul, alla quale si può arrivare anche con una bella camminata attraverso la pista forestale che sale da San Gervasio verso il monte Zucon, dove c’è anche la chiesetta di San Giorgio. Una zona ricca di boschi, tanto da alimentare l’attività agricola collegata, per cui in paese molti sono abilissimi nel maneggiare motoseghe, mannaie e accette. Un’abilità che da anni ha dato vita anche a un momento ludico, abbinato alla tradizionale ricorrenza della Madonna Ausiliatrice che segue di appena un mese quella del patrono.
Dopo l’apertura della manifestazione di ieri pomeriggio, con la tradizionale “Stima del peso”, oggi – grazie anche al ritorno del tanto atteso bel tempo – gli occhi sono tutti puntati sul “Triathlon del boscaiolo”, fatto di tre momenti: abbattimento dell’albero, sramatura e taglia del tronco. L’inizio delle competizioni avverrà stamane, mentre alle 14, dopo la pausa pranzo (i chioschi sono ben forniti!), inizieranno le eliminatorie. Al termine delle combattutissime gare, seguiranno le premiazioni e la pesata per la determinazione del vincitore della stima del peso, ovvero di chi si avvicinerà maggiormente al valore reale. La festa  è organizzata con la collaborazione della Stazione di Attimis del Corpo forestale regionale.
Per quanto riguarda, invece, la parte religiosa della festa, alle 11 ci sarà la Messa cantata in onore della Madonna Ausiliatrice; alle 15, seguiranno i vesperi e la processione per le vie del paese.

Borgo Clotz invita al suo Primo maggio con il Ramandolo Docg prodotto sui colli di Nimis e Tarcento

(g.l.) Borgo Clotz ha fatto 13! Tante sono, infatti, le edizioni della bellissima manifestazione dedicata al Ramandolo Docg – ma anche agli altri pregiati vini della zona di Nimis e Tarcento, sui Colli orientali del Friuli – e che prende vita, come è ormai tradizione, nella giornata del 1° maggio.
La camminata alla scoperta delle storiche frasche avverrà, dalle 10 alle 18, e sul percorso buongustai e amanti di un ottimo bicchiere avranno la possibilità di fare interessanti degustazioni accompagnate da golosi abbinamenti enogastromici, intrattenimenti musicali e animazioni. Gli organizzatori avvertono che la manifestazione si terrà anche in caso di maltempo, ma questa eventualità – stando alle ultime previsioni Osmer Fvg – pare sia proprio scongiurata, per cui ci sono tutte le premesse per una giornata davvero memorabile. Protagonista assoluto il famoso Ramandolo Docg!

A Nimis sui colli delle Pianelle riparte con Paolo Ciani una storica ristorazione. Il sindaco: “È un segnale importante di vitalità e fiducia nel nostro territorio”

di Giuseppe Longo

«Questa apertura rappresenta un segnale importante di vitalità e di fiducia nel nostro territorio. Auguro che questa nuova avventura sia costellata di soddisfazioni e successi». Lo ha sottolineato, a Nimis, il sindaco Fabrizio Mattiuzza durante l’inaugurazione di “Arches Bistrò”, il bel locale appena aperto da Paolo Ciani, già gestore dell'”Antica Osteria di San Gervasio” – e prima ancora con un passato nella politica regionale -, sui colli delle Pianelle, riattivando un importante punto di ristorazione fermo da tempo e che, come molti ricorderanno, era stato creato tanti anni fa da Dario Piccini, dandogli quell’impronta originale dal sapore “messicano” che voleva rappresentare una novità per il paese.


«A nome mio e di tutta l’Amministrazione comunale – ha concluso il primo cittadino in una delle sue prime uscite dopo le recenti elezioni comunali – desidero ringraziare Paolo e Maurizio per aver scelto di investire nel nostro paese con l’apertura di questa nuova attività che promette non solo nuove esperienze culinarie, ma anche un ulteriore impulso al nostro tessuto sociale ed economico».
Bella la descrizione che ha dato del locale e della sua zona l’esperto di enogastronomia Stefano Cosma, amico di Ciani da lunga data: «Ho raggiunto il “Bistrò Arches” passando per Faedis e Attimis, in un percorso già di per sè suggestivo, con verdi colline e dietro le montagne. Una strada da cui si vedono castelli o loro rovine – Soffumbergo, Partistagno, Zucco, Cucagna -, ma anche l’austero monastero delle Clarisse. Strade immerse nel verde, con curve, salite e discese, che s’insinuano in un mondo da favola medievale. Già i nomi delle località ricordano le famiglie e le comunità che siedevano nel Parlamento del Friuli! Zone di collina dove nascono vini antichi: Refosco di Faedis, Verduzzo di Ramandolo, Tazzelenghe… ».

Fabrizio Mattiuzza

Stefano Cosma

«Per raggiungere il “Bistrò” – ha aggiunto il dottor Cosma, che è anche il direttore responsabile di “Fuocolento”, mensile specializzato nella promozione della buona tavola in Friuli Venezia Giulia – bisogna salire per una strada ripida, che porta ad un ampio parcheggio e già da lì si ammira un bel panorama. Entrando nel locale, contraddistinto da archi che rimandano ad un’architettura spagnoleggiante, con le pareti bianche, luminoso, si trovano quattro sale: una all’ingresso, con tavoli in legno massiccio, quella intorno al banco (sala dei “Senatori”) con tavolini da 4, provvisti di comodo gancio per le borsette delle signore, e altre due ampie, adatte a feste, a cene di gruppo, a serate spensierate. Una bella terrazza si presta, invece, a cene estive e a balli con musica dal vivo o con dj. Un’altra terrazza, più piccola e nascosta, diventerà quella degli innamorati… Una grande griglia interna, con camino, è perfetta per cuocervi le carni, ma anche per scaldare l’ambiente nelle stagioni fredde. I piatti proposti sono sia a base vegetale, come l’insalata fredda con riso venere, e il gazpacho, ma anche salsicce e costate alla griglia, da accompagnare a birre austriache e a vini friulani. Un locale dall’atmosfera allegra e dalla vista meravigliosa e rilassante, verso le colline circostanti e la valle sottostante, che – per ora – sarà aperto solo a cena venerdì, sabato e domenica».
Le parole dell’esperto bastano, dunque, a qualificare questa nuova attività che per Nimis assume un grosso significato economico e sociale. Anche perché si associa alla ormai prossima riattivazione della citata “Antica Osteria di San Gervasio”, che sorge alle spalle della storica Pieve. Se ne occuperà “La Valanghe”, il vicino e conosciutissimo ristorante, per restituirla al suo ruolo di tipico ritrovo friulano. Una doppia attività, dunque, che riparte a Nimis e che integra quella già importante nel settore agroalimentare fondata e portata avanti, con successo, da anni da Paolo Ciani a Villa Santina. E di questi tempi non è poco.

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In copertina, Paolo Ciani titolare di “Arches Bistrò”; all’interno, con i collaboratori.

“Asparagus” questa sera decolla Al Grop di Tavagnacco nel ricordo dei suoi geniali ideatori Isi Benini ed Elio Del Fabbro

di Giuseppe Longo

È consolidata consuetudine, anzi una tradizione, che il circuito di “Asparagus” prenda il via con la regia del Ducato dei vini friulani a Tavagnacco, non solo perché il paesotto alle porte di Udine è la “capitale” storica del pregiatissimo asparago bianco, ma anche perché, sotto il campanile della parrocchiale di Sant’Antonio Abate, c’è la Trattoria Al Grop. Fu proprio qui che negli anni Ottanta nacque la prestigiosa e inossidabile manifestazione enogastronomica, protagonisti gli indimenticabili Isi Benini ed Elio Del Fabbro. Il vulcanico giornalista, promotore tenace e instancabile delle eccellenze della nostra terra, oltreché ideatore e fondatore del Ducato stesso – fu proprio lui, in quegli anni ormai lontani, a impormi alla Dieta di primavera a Villa Manin di Passariano il tanto gradito collare rosso di “nobile onorario” -, chiese infatti all’amico ristoratore: «Elio, cossa podemo far per valorizzar i nostri asparagi?». Ed ecco il colpo di genio, scaturito all’unisono: una rassegna dedicata al prezioso ortaggio, che si sarebbe aggiunta alla già esistente Mostra regionale che a quel tempo si organizzava nella meravigliosa cornice del giardino dei Conti di Prampero. E da allora “Asparagus” ha inanellato ben 25 edizioni, essendo nata la manifestazione come biennale e da pochi anni trasformata, giustamente, in annuale, visto che, come più volte ha ricordato il duca Alessandro I, “l’asparago spunta e cresce ogni primavera”.
Ed è, allora, proprio nel ricordo di Isi Benini ed Elio Del Fabbro che questa sera Al Grop – locale al quale la mia famiglia è storicamente legata essendo stata ospitata, profuga, quando Nimis venne dato alle fiamme il 29 settembre 1944 -prenderà il via il fortunato circuito tanto amato dai buongustai, tutto dedicato ai deliziosi turioni, bianchi ma anche verdi, declinati secondo la fantasia degli chef – e in Friuli Venezia Giulia questa non manca! -, dopo la presentazione di un “classico”, comune a tutti i nove ristoratori: “asparagi e uova”. Come ricordavo l’altro giorno, riferendo della presentazione della rassegna avvenuta nella sede udinese della Camera di Commercio, la rassegna quest’anno si apre con la novità di quattro nuovi ristoranti inseriti nel “percorso”: Locanda alle Vigne a Subida di Cormons, Ae do Paanche a Giai di Portogruaro, Osteria Solder a Corno di Rosazzo e, in un collegamento ideale, l’Osteria della Stazione di Milano gestita dal friulano Gunnar Cautero che promuove esclusivamente prodotti friulani. Locali che si vanno così ad aggiungere agli storici ristoranti: appunto Al Grop di Tavagnacco, Là di Moret a Udine, Lokanda Devetak 1870 a San Michele del Carso, Da Nando a Mortegliano e La Dinette a Grado. Manca purtroppo, come annotavamo, lo storico ritrovo della Trattoria Da Toni, di Gradiscutta, dove il compianto Aldo Morassutti era un vero “signore” della buona tavola e del buon bere. A ogni ristorante verrà donato, quale ricordo della serata, il bellissimo piatto in ceramica realizzato dal grande Giorgio Celiberti per celebrare proprio questi primi 25 anni di “Asparagus”.

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In copertina, Elio Del Fabbro con Isi Benini alla prima serata di “Asparagus” alla Trattoria Al Grop di Tavagnacco.

Il Museo del vino e del territorio un’iniziativa per Nimis e il suo Ramandolo in sintonia con gli obiettivi del progetto turistico “Benecia”

di Giuseppe Longo

NIMIS – Nella storica Osteria di Ramandolo, classico ed inconfondibile punto di riferimento del prezioso vino che porta lo stesso nome della borgata adagiata sulle pendici della Bernadia – e che da quasi un quarto di secolo beneficia della denominazione di origine controllata e garantita, massimo riconoscimento per un vino di qualità primo ad essere riconosciuto nella nostra regione -, si è parlato l’altra sera anche del bellissimo progetto volto a creare a Nimis – rinomata Città del vino del Friuli Venezia Giulia – un Museo del vino e del territorio. Un’iniziativa partita, come si ricorderà, dalla Biblioteca civica e subito sostenuta dal Comune pedemontano attraverso il commissario straordinario, Giuseppe Mareschi, che regge la pubblica amministrazione in attesa del voto del 13 aprile, in vista del quale è in piena attività la formazione delle liste – si parla addirittura di quattro! – dalle quali dovranno emergere i nuovi amministratori che avranno il compito, fra tanti altri, di assecondare pure questo progetto che avrebbe un grosso significato per la promozione della zona e delle sue peculiarità. Nelle scorse settimane, infatti, c’era stato anche un sopralluogo a Casa Comello, in piazza 29 Settembre, con lo stesso dottor Mareschi al fine di verificare la sua idoneità a ospitare la struttura museale, oltre alla esposizione permanente delle opere di Tita Gori, salvate dopo il terremoto e che che erano state proposte nella magnifica mostra allestita l’anno scorso, con grande successo, nell’antica Pieve.

L’occasione per parlare del Museo del vino e del territorio – quindi con il Ramandolo Docg al centro della originale iniziativa – è stata offerta dalla presentazione di “Benecia”, il progetto di valorizzazione turistica della fascia confinaria del Friuli Venezia Giulia con la Repubblica di Slovenia, della quale fa parte anche Nimis assieme ai vicini Comuni di Attimis, Taipana e Lusevera, ma anche, partendo da nord, Tarvisio, Malborghetto-Valbruna, Resia, Faedis, Torreano, Pulfero, San Pietro al Natisone,  Savogna, San Leonardo, e quindi Grimacco, Drenchia, Stregna, Prepotto e Cividale. Tanto per restare nella provincia di Udine, perché poi la linea di confine prosegue nel Goriziano e nel Triestino, dal Collio al Carso fino a Muggia. Si tratta, in pratica, delle località ai piedi del Canin e del Mangart, dei Musi, del Gran Monte e del Matajur, dove si conservano le radici e la parlata slovena, che nelle vallate del Cornappo e del Torre si esprime nel caratteristico dialetto “po nasen”. Per queste Valli, oltre e soprattutto per quelle del Natisone, si usa – come ha fatto osservare il resiano Sandro Quaglia, dirigente dell’Istituto per la cultura slovena – anche il termine “Benečija” (nella declinazione d’oltreconfine), che però non ha valenza geografico-territoriale, bensì espressione di una entità culturale con un evidente riferimento al periodo del dominio, anche in queste aree, della Repubblica di Venezia, mentre nelle zone di Gorizia e Trieste, da Dolegna del Collio al mare, regnava l’Impero Asburgico.
Quaglia – intervenuto con alcuni collaboratori – ha spiegato, nel contempo, che l’Istituto per la cultura slovena è stato costituito nel 2006 con l’intento di coordinare e affrontare con maggiore efficacia ed incisività la questione del consolidamento e della promozione della lingua e della cultura storicamente tipiche dell’area confinaria. Copre, con la sua attività, tutto il territorio di questa fascia a contatto con la Slovenia, dalla Valcanale e Resia (sebbene quest’area abbia una particolarità tutta sua: ricordate le parole della famosa villotta di Arturo Zardini “Da la Russie l’antenât stabilît sot il Cjanin…”) alle Valli del Torre, e quindi anche Nimis, e del Natisone. Proprio per quanto riguarda la “Benecia” sono stati presentati, anche attraverso una dettagliata proiezione di diapositive, gli obiettivi turistici del comprensorio e le manifestazioni che lo caratterizzano, come l’imminente Carnevale di Nimis. E fra questi obiettivi rientra, a buon diritto, proprio il progettato Museo del vino del quale hanno parlato la responsabile della Biblioteca comunale, Angelika Pfister, e Mauro Tubetti – più noto come dg Tubet -, anche con riferimento ai bandi attraverso i quali attingere ad adeguati finanziamenti per poter affrontare le prevedibili spese di allestimento, promozione e gestione, tutte attività che potrebbero fare riferimento alla già esistente associazione “Oro di Ramandolo” che organizza l’annuale e sempre riuscitissima manifestazione enologica di San Martino. Nell’occasione, è intervenuto anche Massimiliano Misdaris, presidente di Maglia Nera, il molto attivo sodalizio sportivo che si occupa, lodevolmente, della sistemazione e valorizzazione dei sentieri nel comprensorio montano che ha al centro proprio la Bernadia con la diffusione della pratica, sempre più popolare, della mountain bike. All’incontro c’erano anche vignaioli di Sedilis, visto che la zona del Ramandolo Docg si estende pure nel Comune di Tarcento.
Insomma, un incontro molto interessante che è servito, come detto, a mettere l’accento su iniziative che potrebbero decollare a Nimis, come appunto il Museo del vino e del territorio a Casa Comello, dove già funziona l’ufficio Iat che assicura un utile servizio di informazione turistica. Logicamente si tratta, per ora, dei classici “ferri in acqua” perché il tutto dovrà necessariamente fare capo, anche per una ovvia questione di tempi, alla nuova amministrazione comunale che, come detto, uscirà dalle elezioni amministrative convocate per la ormai sempre più vicina Domenica delle Palme.

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In copertina, la zona di produzione del Ramandolo Docg durante la vendemmia; all’interno, gli interventi di Sandro Quaglia, Massimiliano Misdaris, Angelika Pfister e Mauro Tubetti;  infine, Nimis e l’osteria frazionale visti dalla storica chiesetta.

Nimis, un Museo del vino dedicato al Ramandolo Docg: se ne parlerà domani in una tavola rotonda in Biblioteca

di Giuseppe Longo

«La creazione di un Museo del Vino a Nimis, dedicato al celebre Ramandolo, rappresenta un’opportunità unica per il nostro Comune, sia dal punto di vista culturale che turistico. Nimis è già noto per la sua tradizione vinicola secolare e un Museo dedicato a questo patrimonio valorizzerebbe ulteriormente il nostro territorio, creando un punto di riferimento per appassionati, studiosi e turisti interessati a scoprire le radici storiche e culturali del nostro vino». È quanto afferma Angelika Pfister, responsabile della Biblioteca comunale di Nimis, presentando la tavola rotonda organizzata per domani pomeriggio, alle 16, nelle ex scuole elementari di via Matteotti, oggi sede dell’istituzione culturale. Titolo dell’incontro è “Perché serve un museo del vino a Nimis?”. Un tema di indubbio interesse per la valorizzazione turistica e culturale del territorio pedemontano e della storica Città del vino che verrà sviluppato da relatori e pubblico con il coordinamento di Martina Del Piccolo.
«Il museo non solo esalterebbe il prestigio del Ramandolo – continua, infatti, Angelika Pfister -, ma permetterebbe di creare un percorso storico-enogastronomico, capace di attrarre visitatori da tutto il mondo. In un contesto in cui il turismo esperienziale sta crescendo, offrire ai visitatori la possibilità di esplorare la storia e la tradizione vinicola locale, attraverso pannelli illustrativi, fotografie storiche e testimonianze dei produttori del passato, arricchirebbe l’offerta turistica del Friuli Venezia Giulia», per cui la direttrice della Biblioteca invita tutti a partecipare, a cominciare ovviamente dai produttori del famoso vino Docg – che ha meritato, come già riferito, tramite uno storico produttore un brillante riconoscimento al Gran Premio Noè appena concluso a Gradisca d’Isonzo – al fine di dare un contributo di idee a questo stimolante progetto.

È, indubbiamente, una importante e coraggiosa iniziativa quella presa della Biblioteca comunale di Nimis, tramite la sua bravissima responsabile, e che potrebbe offrire un prezioso contributo per la valorizzazione del vino più pregiato di Nimis – il Ramandolo Docg, appunto, che per primo in regione ventitré anni fa ha ottenuto il prestigioso riconoscimento -, ma anche delle altre varietà a cominciare dal Refosco, oltre che dello stesso paese collinare nel suo complesso. Il Museo del vino, che per forza di cose sarebbe anche quello della civiltà contadina mettendo in mostra quanto è possibile reperire della vitivinicoltura del passato, si potrebbe infatti porre sulla scia di quello, bellissimo, inaugurato poco più di un anno fa a Buttrio, nella cornice di Villa di Toppo Florio, sempre nell’ambito del comprensorio Friuli Colli orientali. E quindi sarebbe il secondo all’interno della stessa zona Doc, con un indubbio significato promozionale. Certo che si tratterebbe di uno sforzo notevole, ma credendoci, e a piccoli passi, ricercando anche idonei finanziamenti, tutto è possibile. La pregiata viticoltura di Nimis – località nota da sempre compre il “pais dal vin” – lo meriterebbe!

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In copertina, pregiate bottiglie Docg a Oro di Ramandolo; all’interno, due immagini del bellissimo Museo del vino di Buttrio.

E dopo “Oro di Ramandolo” la preziosa Docg di Nimis e Tarcento sarà protagonista anche al Gran Premio Noè

di Giuseppe Longo

NIMIS – E dopo “Oro di Ramandolo” la preziosa Docg sarà protagonista anche al Gran Premio Noè di Gradisca d’Isonzo. Nella cittadina della provincia di Gorizia fervono, infatti, i preparativi della prestigiosa manifestazione annuale che si terrà nel prossimo fine settimana e che avrà quale punto di riferimento l’Enoteca regionale “La Serenissima” e che quest’anno sarà dedicata, in modo particolare, ai vini dolci e passiti, come appunto il Ramandolo prodotto nei vigneti che si estendono nel “cru” a cavallo tra i territori comunali di Nimis e Tarcento. Assieme al Picolit, al Verduzzo, al Traminer, al Moscato e ad altri vini.

Una nuova occasione, dunque, per degustare nella storica Città del vino Fvg il nobile vino prodotto ai piedi del monte Bernadia, dopo il recentissimo successo ottenuto a metà novembre proprio con “Oro di Ramandolo”, un appuntamento ormai irrinunciabile visto il gradimento che lo stesso suscita in una larga fascia di “wine lovers”. La manifestazione aveva infatti registrato il “sold out”, cioè il tutto esaurito, già diverse settimane prima dell’evento che, quest’anno, ha beneficiato di una giornata eccezionale, un sabato da vera “estate di San Martino”. Venti le aziende partecipanti assieme a ristoratori e produttori di eccellenze agroalimentari di Nimis e Tarcento, ma non solo, che hanno fatto la gioia dei buongustai.
Ricordiamo, allora, i nomi delle aziende presenti: oltre a I Comelli che come sempre, con la loro moderna cantina di via Valle, hanno fatto da punto di riferimento e di snodo dell’intera giornata degustativa – proprio da qui partivano, infatti, i pulmini che portavano il pubblico nelle altre diciannove tappe -, sono stati protagonisti i vini di AD Coos, Borgo Romanzo, Bressani Giuseppe, Ca’ Felice, Comelli Andrea, Cooperativa agricola Ramandolo, Cossettini Lorenzo, Dario Coos, Filippon di Comelli Lorenzo, La Roncaia, Micossi di Revelant Alessandro, Nimissutti, Ronco dei Frassini, Ronc de Val, Tenuta Valleombrosa, Tami, Vigneti Pittaro, Vizzutti Sandro e Marco, Zaccomer Maurizio.
E ora l’appuntamento è già fissato a “Oro di Ramandolo” 2025. Ma prima il dolce-passito Docg potrà essere degustato anche in altre occasioni a cominciare proprio dal Gran Premio Noè dei prossimi giorni – 6, 7 e 8 dicembre – a Gradisca d’Isonzo, il cui momento più atteso, con la cerimonia di premiazione dei produttori, si terrà sabato nel Nuovo Teatro Comunale della città-fortezza della Serenissima.

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In copertina e all’interno ecco alcune belle immagini di “Oro di Ramandolo” 2024.

E dopo Le Notti del vino scende il sipario anche sui concerti in cantina: sabato duo pianistico protagonista a Cervignano

Sceso il sipario, l’altra sera a Nimis, sul lungo e intenso programma delle Notti del vino, sta per giungere alla sua conclusione anche un’altra apprezzata iniziativa messa a punto dalle Città del vino Fvg. Sabato 31 agosto si chiude infatti a Cervignano la quarta edizione del Festival Vini Gusti in Musica, interessante rassegna che a partire dal 2021 ha saputo ritagliarsi in regione un suo spazio di rilievo nel quadro degli appuntamenti estivi di musica classica, i quali sono abbinati a visite nelle cantine del Friuli Venezia Giulia.
L’edizione 2024 ha previsto l’offerta di cinque concerti in altrettante aziende vitivinicole – il primo era stato proposto il 17 agosto – grazie alla collaborazione tra la stessa Associazione nazionale Città del Vino – Coordinamento Fvg e l’Associazione Fvg in musica Ets. La manifestazione beneficia del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, PromoturismoFvg – Io sono Friuli Venezia Giulia, Strada Vino e Sapori del Friuli Venezia Giulia e Banca 360 Fvg Credito cooperativo. Fondamentale la collaborazione dei Comuni di Cormons, Aquileia, Manzano, Sequals e Cervignano, tutti associati alle Città del Vino. In collaborazione con le Pro Loco del territorio, l’Onav, Udine classica, Nei suoni dei luoghi. Anche quest’ultimo concerto comincerà alle 20.30, con ingresso gratuito su prenotazione fvginmusica@gmail.com — 3315214898. Al termine brindisi con i vini delle aziende locali.
Quinto e ultimo concerto, dunque, sabato prossimo nell’azienda agricola Obiz, a Cervignano, protagonista l’Amadeus Piano Duo. Alla tastiera del gran coda si esibiranno Alberto Nosè & Valentina Fornari. Il concerto è una monografia dedicata a Gustav Holst, grande compositore inglese a cavallo tra Ottocento e Novecento, raramente eseguito: nato nel 1874 e morto nel 1934, quale migliore occasione del 2024 per omaggiarlo? Protagonista uno dei suoi ultimi lavori di ampio respiro, The Planets, un’opera descrittiva composta da sette rapsodie, originariamente composte per orchestra e poi rielaborate per due pianoforti dallo stesso autore. Ognuna corrisponde a uno dei pianeti del sistema solare, di cui porta il titolo e di cui riproduce il carattere che il compositore gli associa. Agli ascoltatori più attenti sembrerà di riconoscere suggestioni sentite nelle colonne sonore dei film di fantascienza, da John Williams ad Alan Silvestri. Sicuramente non sfuggirà l’apparizione del tema della celebre saga di Star Trek… in quale Pianeta? Venite a scoprirlo.

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In copertina, l’Amadeus Piano Duo con Alberto Nosè e Valentina Fornari.

“Notti del vino”, splendida conclusione a Nimis protagonista il Ramandolo. Ora l’obiettivo è rafforzare l’intesa con le Città

di Giuseppe Longo

NIMIS – Non ci poteva essere coronamento migliore per Le Notti del vino del Friuli Venezia Giulia che ieri hanno vissuto il loro gran finale nel magnifico parco della Cantina I Comelli a Nimis, beneficiando di una finalmente gradevole serata che ha fatto dimenticare le bollenti temperature di tante giornate agostane. La storica Città del vino ha, infatti, avuto l’onore di chiudere il tour di ben ventotto appuntamenti promossi dalle Città Fvg – molto apprezzato il format, unico in Italia, che ha debuttato con grande successo – con una serata perfettamente organizzata in ogni dettaglio, nella quale si coglievano lo stile e la finezza di chi ha acquisito notevole esperienza in materia. E il team guidato da Paolo Comelli questa ce l’ha proprio tutta, visto anche il grande successo che altre importanti manifestazioni come Oro di Ramandolo, in novembre a San Martino, e Diamo un taglio alla sete, in giugno, ottengono ogni anno avendo quale prestigioso punto di riferimento proprio la bellissima area di via Valle, ai piedi delle colline e del monte Bernadia, fulcro della produzione della prima Docg meritata dalla nostra regione, quella del Ramandolo appunto.

Considerazioni che, nella mia veste di “ambasciatore” delle Città del vino ancora di fresca nomina, mi sono permesso di esporre durante la breve cerimonia di presentazione dell’iniziativa, la cui realizzazione è dovuta soprattutto al commissario straordinario del Comune di Nimis, Giuseppe Mareschi, che ha subito accolto l’invito formulatogli dal coordinatore delle Città Fvg Tiziano Venturini. Il funzionario regionale, che ha il compito di traghettare il Municipio fino alle amministrative di primavera, ha infatti colto l’importanza che pure questo prestigioso angolo dei Colli orientali del Friuli potesse aderire alla nuova manifestazione estiva al fine di valorizzare ulteriormente la propria immagine di territorio di punta della produzione vitivinicola regionale. Concetto questo ripreso dallo stesso dottor Mareschi, il quale si è augurato che questo sia soltanto l’inizio di una nuova stagione promozionale a favore del paese pedemontano e che dovrà vedere protagonisti i nuovi amministratori assieme ai produttori che in questa occasione hanno dimostrato grande coesione e unità d’intenti. Cosa che si è augurato anche lo stesso Venturini, il quale si è detto onorato che Nimis abbia concluso così degnamente il lungo tour agostano di quasi trenta appuntamenti in tutte le zone Doc, dalla collina alla pianura fino al Carso. Tour che ha registrato grande adesione fin dalla prima uscita nella piccola Monrupino, sopra Trieste, inanellando successi dopo successi, anche nella serata croata della istriana Buie, fino agli ultimi appuntamenti di Codroipo, San Dorligo della Valle e Ronchi dei Legionari.

Infine, è seguito un video-messaggio del presidente del Consiglio regionale, il quale ha osservato che si è trattato di «una serie di appuntamenti importantissimi per il nostro territorio che ancora una volta dimostra di essere all’avanguardia nella valorizzazione delle proprie qualità dal punto di vista turistico e culturale, ma soprattutto per quanto riguarda gli aspetti enogastronomici. Promuovere il nostro territorio anche attraverso i prodotti che ci contraddistinguono è importantissimo». Esprimendo compiacimento per la serata conclusiva di Nimis, l’avvocato Mauro Bordin – il quale era stato trattenuto da altri impegni, ma che aveva partecipato in luglio alla presentazione dell’iniziativa promozionale a Trieste proprio nella sede istituzionale di piazza Oberdan – ha osservato che «ogni euro investito in attività e rassegne come queste si moltiplica, diventa un ritorno importante per la regione: per questo, auspichiamo altri eventi di questo genere».
La “Notte del Ramandolo” – meglio, dunque, chiamare così la serata, visto il grande interesse suscitato dai quattordici produttori proprio grazie al prezioso Docg – era stata anticipata da un paio di giorni dalla notizia del tutto esaurito, del “sold out” visto che siamo sempre più anglofoni nel modo di esprimerci, significando l’attenzione dimostrata dagli appassionati del vino di pregio per questa nuova iniziativa. E allora ricordiamo tutti i produttori che sono stati protagonisti della riuscitissima serata: AD Coos, Cafelice, Dario Coos, Dri Giovanni Il Roncat, I Comelli, Micossi, Gori Agricola, Nimissutti, La Roncaia, Ronco dei Frassini, Tenuta Valleombrosa, Zaccomer, Cooperativa Ramandolo e Cossettini. I loro vini hanno fatto da riuscito abbinamento alle pietanze proposte durante la cena a buffet curata dagli agriturismi I Comelli e Borgo Cloz, nonché dall’Osteria di Ramandolo, piatti che hanno sposato la tradizione con la fantasia: applausi, fra tutte le proposte, all’innovativo “vitello trotato”, preparato con le delicate carni della Trota del Cornappo. Ottimo, inoltre, come sempre il San Daniele di Testa e Molinaro, e lodatissimi – ma ormai è prassi costante – i caprini dell’azienda agricola Zore di Taipana,  ma anche i formaggi di Pezzetta, il pane e i dolci del Forno Rizzo e i gelati del Gelo di Tarcento, il tutto coronato dalla inconfondibile grappa di Ramandolo della Distilleria Ceschia . Degustazioni avvenute nella magica atmosfera live di Discreet Luxury Music.

Un finale, quindi, sicuramente coi fiocchi per le Notti del vino proposte durante tutto il mese di agosto da ventotto Città Fvg, fra le quali appartiene da decenni anche Nimis. Un degno e meritato coronamento, insomma, allo sforzo organizzativo espresso dall’appassionato, tenace e competente gruppo direttivo guidato da Tiziano Venturini. Ma sceso il sipario su questa azzeccata manifestazione, almeno per quanto riguarda Nimis, le proposte enologiche non sono finite: sabato 31 agosto si alza, infatti, quello sulla plurisecolare “Sagre des Campanelis”, sul prato delle Pianelle, dove sarà allestita una fornitissima enoteca con una ventina di produttori di questo importante lembo dei Colli orientali del Friuli. E, ovviamente, della Docg Ramandolo!

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In copertina e all’interno immagini della serata che ha visto anche la partecipazione del commissario Giuseppe Mareschi e del coordinatore Città del vino Fvg Tiziano Venturini, con il sottoscritto “ambasciatore”, oltre al saluto video del presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin; infine, una bella immagine d’insieme della festa scattata dal drone che sorvolava il parco dei Comelli.